ROMA 14 DICEMBRE 2010: INSURREZIONE ?

ROMA 14 DICEMBRE 2010: INSURREZIONE ?

DI EUGENIO ORSO

pauperclass.myblog.it

Ore 20.00 del 14 dicembre, telefono dalla stazione delle corriere di Trieste ad un compagno di Roma del laboratorio di Comunismo e Comunità.

Gli chiedo: come sta andando, da voi, a Roma?

Lui mi risponde: Eugé, qui è un macello!

Piazza del popolo, piazzale Flaminio, una parte del cuore della città è rimasto a lungo sotto stress, investito dall’onda d’urto dei disordini di piazza.

Poi mi racconta, brevemente, di scontri che continuano in periferia, episodi forse isolati e legati al deflusso dei manifestanti, mi avverte che qualcuno ha notato strani figuri, con passamontagna o comunque “in borghese”, che nel pieno degli scontri si aggirano con tanto di trasmittente e di manette, mi parla di una situazione diventata improvvisamente esplosiva, tanto da far pensare a qualche intervento esterno, mirato, che ha favorito l’accensione della miccia, o che forse l’ha accesa direttamente.

Provocazioni? Infiltrazioni da parte di “corpi speciali” fra i manifestanti? Manipolazioni della protesta per criminalizzarla?

Forse … perché ci vuole qualcosa di più del semplice lancio di uova [di Conad o del Ildi] contro i covi dei sindacati venduti a Fiat, a Confindustria ed alla politica compiacente, o dei cori goliardici degli studenti durante i cortei, per criminalizzare la protesta, e con lei buona parte della società italiana.

Ci vogliono almeno un centinaio di feriti, un blindato in fiamme e qualche automobile privata distrutta, per poter giustificare la futura repressione della protesta sociale.

Mi tornano alla mente d’improvviso Nicolae Ceauşescu e la sua milizia segreta, la Securitate parallela, e se così fosse, non avrebbe più senso parlare del sistema di potere berlusconiano tenacemente in essere – per quanto assediato dai futuristi, dalle sedicenti e vili opposizioni parlamentari, i cui esponenti sono in vendita al miglior offerente, ma soprattutto indebolito dalla “sfiducia” della finanza globalista nordamericana – come di una sorta di “dispotismo dolce”, quasi che fosse tollerabile, un dispotismo “all’acqua di rose” che tutto sommato esprime una violenza anch’essa dolce, benché continua, quotidiana, destinata a penetrare nel pubblico e nel privato come l’acqua che si infiltra ovunque. Tutti i parlamentari, della maggioranza e dell’opposizione, hanno condannato senza riserve questa improvvisa ondata di violenza, che ha messo a ferro e fuoco il centro della Capitale, com’è logico e scontato che sia, quando si è beneficiari di privilegi ingiusti e si fa parte di clan subdominanti che legano in toto le loro fortune e il loro miserando sotto-potere alla tenuta di questo sistema, a qualsiasi costo etico e sociale.

Però è strano che ci sia questa contemporaneità fra l’esplosione improvvisa di violenza [la cui origine resta sospetta] e il voto parlamentare sulla sfiducia a Berlusconi, ed ancor più strano è che ciò avviene in una situazione che non è “esplosiva” come quella del settantasette, una situazione che fino a ventiquattro ore prima non pareva sul punto di esplodere …

Disordini, atti di teppismo di facinorosi, rivolta, insurrezione, le definizioni si sprecano, nella consueta confusione terminologica e nell’opera di depistaggio mediatico, volte a rendere “illeggibili” questi fenomeni politici e sociali.

Si tratta di espedienti utilizzati per nascondere la realtà, mentre si tende a criminalizzare i manifestanti, che hanno “accolto” i violenti nello loro file, ed a giustificare la futura repressione.

Quando la “realtà virtuale” di questo capitalismo, diffusa dai media nella loro incessante opera di flessibilizzazione e intontimento, rischia di dissolversi per l’emergere di contingenze sempre più dure, perché il piano sociale tende ad incrinarsi e il Vaso di Pandora della protesta rischia di scoperchiarsi da un momento all’altro, allora possono tornare in funzione, a pieno regime, gli apparati repressivi del potere mai dimessi – nonostante il dispotismo “dolce” e simili amenità – ed anzi, è più efficace anticipare la repressione, uccidendo i neonati movimenti antagonisti nella culla, quando non possono ancora difendersi, piuttosto che aspettare che crescano, nella società, nel paese vero, nella “realtà reale”, per affrontarli quando sono già ben saldi sulle gambe e possono restituire colpo su colpo. Ricompare perciò l’ombra inquietante dei fantomatici black bloc, che si aggirano nelle piazze e nei viali come degli spettri senza volto armati di spranga, e questo ci avverte che fra un po’ il potere non scherzerà più, ma passerà all’offensiva cercando di colpire nel cuore la protesta sociale, per annichilirla prima che si diffonda. I nuovi black bloc, come qualcuno li ha definiti, sono i neri uccellacci che annunciano il temporale, sono gli elicotteri il cui ronzio minaccioso annuncia l’avvicinarsi del conflitto, sono un segnale di futuri scontri e soprattutto della futura repressione.

Il finanziere circondato dai “facinorosi” che difende la sua pistola d’ordinanza, al prezzo di rischiare l’incolumità personale, ufficialmente vuole essere la patetica immagine di un potere democratico che si difende contro i violenti, i teppisti, i frangitori di vetrine e gli incendiari.

In realtà, dietro l’incolpevole ed ignaro finanziere si nasconde neppure troppo bene l’immagine di un potere spietato, violento al massimo grado e generatore di violenze attraverso le profonde ingiustizie sociali, che si prepara ad attaccare, a lanciare la sua offensiva per difendere il “Palazzo d’inverno”.

E’ bene iniziare a comprendere i fenomeni, a penetrare la loro sostanza, a leggere questa realtà con nuove chiavi di lettura, perché solo questa comprensione può aiutarci ad impostare una lotta efficace, ed in primo luogo a difenderci dalle violenze di questo potere.

Seguono alcune brevi considerazioni sulla Insurrezione e sulla Rivoluzione, con l’avvertenza che il discorso è appena iniziato.

****

Nel linguaggio corrente, in quello giornalistico, nelle opere letterarie, in molti saggi e in molti scritti storici, politici, sociologici, le espressioni “insurrezione” e “rivoluzione” spesso si utilizzano come sinonimi, l’una in sostituzione dell’altra, oppure l’una accanto all’altra, l’una ad integrazione dell’altra, come se rappresentassero lo stesso fenomeno politico e sociale, o al più aspetti diversi, ma complementari, dello stesso fenomeno. In certi frangenti storici, nei momenti più critici di passaggio da un ordine politico e sociale ad un altro, nei momenti di rottura del quadro istituzionale vigente e di scontro fra componenti politiche e sociali in lotta, fra classi sociali contrapposte che si affrontano, è parso che l’insurrezione spontanea fosse stata la scintilla d’innesco, la precondizione necessaria di un intero processo rivoluzionario che nella realtà ha richiesto tempi di maturazione molto lunghi, un processo di cambiamento e liberazione ben più complesso ed articolato della semplice ed improvvisa sollevazione di gruppi di subalterni, il quale non può che maturare nel corso di lunghi decenni o di interi secoli, come è accaduto nel caso delle due rivoluzioni più celebri della cosiddetta modernità: la prima rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione bolscevica del 1917.

L’uso indifferenziato delle espressioni “insurrezione” e “rivoluzione” è molto comune e diffuso, e si può constatare sia leggendo un libro o sfogliando una rivista, sia navigando in rete.

A riprova di quanto precede, non è necessario consultare testi specialistici di storia, ma è sufficiente accedere alla rete e consultare Wikipedia.

Infatti, per quanto riguarda la storia messa in rete e gratuitamente f ruibile, nella pagina di Wikipedia in lingua italiana dedicata alla rivoluzione bolscevica del 1917 si legge quanto segue: L'insurrezione prende il via la sera del 6 novembre (24 ottobre del calendario giuliano in uso al tempo): la sera vengono occupate prima tutte le tipografie; la notte del giorno dopo 7 novembre (25 ottobre) i punti più importanti di Pietrogrado: poste, telegrafi, stazioni ferroviarie, banche, ministeri. Il governo provvisorio praticamente cessa di esistere senza alcuna resistenza. [http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_d'ottobre]

Restando in rete, e consultando l’enciclopedia degli anarchici italiani, cioè Anarcopedia, apprendiamo che l’insurrezionalismo è, prima di tutto, un pensiero radicale che sostiene la possibilità di attaccare Stato e Capitale in ogni momento, al di là di qualsiasi elaborazione strategica o tattica. A differenza di altre tendenze che si sono sviluppate nel corso della storia del pensiero libertario (comunisti, individualisti, organizzatori, antiorganizzatori, educazionisti, sindacalisti, ecc.) che si basavano soprattutto su una diversa concezione politica e organizzativa, l’insurrezionalismo si distingue principalmente per la concezione dei mezzi da usare per l’abbattimento dello Stato, è quindi affine soprattutto alla corrente individualista (esclusa la tendenza pacifista) ma anche a quella comunista.[http://ita.anarchopedia.org/anarchismo_insurrezionale]

L’insurrezione, secondo quegli anarchici per l’appunto definiti “insurrezionalisti”, diventa la strada maestra per il sovvertimento dell’ordine costituito, che ha come sbocco l’abolizione dello stato e delle istituzioni [o la loro distruzione completa con l’uso della violenza], la quale rappresenta lo storico obbiettivo che tali movimenti e gruppi perseguono, per una liberazione di uno spazio fisico, più o meno ampio, dall’autorità e dalla gerarchia imposta da una classe privilegiata, per sostituirla immediatamente con una società libertaria e strutturata orizzontalmente [Ibidem].

L’anarchismo insurrezionale accetta e promuove l’insurrezione – spontanea, violenta, ma non sempre necessariamente tale, alimentata sia da atti individuali sia da azioni collettive – quale metodo di lotta per raggiungere l’obbiettivo prioritario dell’abolizione dello stato, ma dati i limiti intrinseci posti dall’azione insurrezionale e soprattutto considerati i limiti che discendono dallo stesso ultraindividualismo anarchico [diverso da quello che supporta il capitalistico liberista, neoliberista ed ultraliberista, ma con alcuni rilevanti punti di contatto filosofici, rappresentati, ad esempio, da niccianesimo e nichilismo], l’anarchismo non tiene conto delle rivendicazioni sociali e non esprime alcun chiaro modello di società futura ed alternativa alla società capitalistica, esattamente come la pura insurrezione, nata dall’esplosione di un’incontenibile rabbia dei subalterni, non porta da nessuna parte e distrugge il vecchio senza porsi il problema di costruire il nuovo.

Insurrezionalismo ed anarchismo vanno perciò a braccetto, anche se non tutte le correnti del pensiero anarchico contemporaneo accettano e promuovono la rivolta violenta.

La presunta vicinanza anarchica alla “corrente comunista” è un’affermazione che va presa con le molle, non soltanto per l’ovvia ragione che il leninismo rifiutava l’abolizione anarchica dello stato ed ammetteva soltanto l’estinzione [futura] dello stato borghese dopo averlo occupato e trasformato in semi-stato socialista, ma anche perché, fin da prima dell’avvento di Lenin e della sua riforma del pensiero marxista tradizionale ed ottecentesco, lo stato, in origine borghese e quindi strumento di dominio della classe allora egemone, avrebbe dovuto costituire lo strumento politico [per quanto temporaneo] per la necessaria socializzazione dei mezzi di produzione ed il definitivo superamento della proprietà privata [Engels].

Nella tradizione comunista e marxista ottocentesca e nella variante marxista-leninista, com’è arcinoto, lo stato non doveva essere abolito, ma occupato, debitamente utilizzato in una fase socialista, e poi avrebbe potuto tranquillamente estinguersi, in seguito a quel avvento del comunismo che si pensava necessitato.

La vicinanza anarchica insurrezionalista alla “corrente individualista”, invece, sembra molto più sostenibile – insurrezione e violenza a parte – anche perché gli individualisti in questione sono pur sempre degli anarchici, per quanto caratterizzati da forti “tratti” stirneriani [Max Stirner] od anche, nella versione d’oltre Atlantico, con alcuni significativi connotati liberali, ma in ogni caso ciò che si esalta è un individuo “primigenio”, inevitabilmente sradicato e quindi un atomo “in libertà” che deve poter seguire qualsiasi traiettoria.

Facendo astrazione dalle cosiddette rivoluzioni scientifiche, che certo hanno influenzato la storia e le vicende umane, che hanno avuto una ricaduta ideologica nella società e quindi si sono mostrate in grado di modificare gli eventi storici, gli assetti sociali e gli aspetti culturali, ma che riguardano in primo luogo il mondo naturale in sé prescindendo dalla soggettività umana e dal suo inevitabile portato di problematizzazioni, una definizione di ampio respiro che si potrebbe porgere della rivoluzione, in quanto fenomeno politico e sociale, nonché momento di rottura nella vita associata che annuncia la sua ricomposizione in forme nuove, è quella che vede nella rivoluzione un approdo temporaneo in un processo di liberazione/ emancipazione dell’uomo lungo ed incerto, che si sviluppa attraverso momenti di rottura storica – simboleggiati appunto dalle rivoluzioni – quale condizione necessaria ma non sufficiente per consentire lo sviluppo di tale processo, che per sua natura è destinato ad essere inconcluso.

Restando collegati in rete ed abbandonando Anarcopedia per tornare a Wikipedia, per quanto riguarda la definizione della rivoluzione in termini politici leggiamo che La rivoluzione in politica è un radicale cambiamento nella forma di governo di un paese, comportando spesso trasformazioni profonde di tutta la struttura sociale, economica e politica di un sistema, al sorgere di un nuovo tipo di cultura politico-sociale. Le rivoluzioni comportano spesso azioni violente, anche se esistono le cosiddette "rivoluzioni nonviolente". Possono essere associate ad un colpo di stato che cambi in maniera netta il governo. Secondo Raymond Aron: "sembra opportuno riservare il termine colpo di Stato al cambiamento di Costituzione decretato illegalmente dal detentore del potere (Napoleone III nel 1851), o alla presa del potere da parte di un gruppo di uomini armati, senza che questa conquista (sanguinosa o no) comporti necessariamente l'avvento di un'altra classe dirigente o di un altro regime. La rivoluzione implica molto più del’togliti di là, così mi ci metto io”. [http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_(politica)]

Le cautele di Raymond Aron, che distingue fra un semplice golpe, con il conseguente cambio della compagine di governo [“togliti di là, così mi ci metto io”], ed il più complesso ed articolato fenomeno rivoluzionario, sono naturalmente condivisibili, e la definizione di rivoluzione proposta da Wikipedia ai “naviganti” purtroppo non tiene conto di quel processo plurisecolare di liberazione ed emancipazione umana [oggi apparentemente interrotto dalle nuove dinamiche del Capitalismo Transegenico Finanziarizzato del terzo millennio] cui prima si è fatto cenno, che consente di formulare una definizione di più ampio respiro della rivoluzione, pienamente inserita in questo processo, del quale può costituire una tappa fondamentale.

Eugenio Orso

Fonte: http://pauperclass.myblog.it/

Link http://pauperclass.myblog.it/archive/2010/12/15/roma-14-dicembre-2010-insurrezione-di-eugenio-orso.html

15.12.2010

Commenti (80)

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    1. Lestaat 15 dicembre 2010

      Eh ti pareva se non arrivava qualcuno a tirar fuori Ghandi.
      1-Di anime come la sua ne nascono una a secolo se va bene...non illudiamoci inutilmente.
      2-E molto più importante:
      La cosiddetta pacifica indipendenza dell'India ha lasciato sulle strade più di 35000 morti caro mio, ed è finita come è finita solo grazie alle bombe tedesche che impegnavano l'inghilterra.
      Altro che pace disobbedienza e digiuno...
      Conosco a memoria gran parte di ciò che Ghandi ha scritto caro Daowin, non sono un ragazzetto sprovveduto, ho i miei begli annetti di vita, di studio, di conoscenza e, a differenza di molti, anche di comprensione. Quella comprensione che ti permette di fare 2+2 e renderti conto che a questi (i TG di stasera lo dimostrano in pieno per di più) non fotte assolutamente niente del nostro futuro, del nostro benessere e del nostro educato e pacifico dissentire, questi sentono solo le mazzate e dopo avergliele promesse per 50 anni senza aver mai dato seguito alle disattese proteste, come fanno i bambini hanno imparato anche loro...perchè tanto, se non ci ascoltano non succede mai nulla. Sarà ora che succeda, sarà ora che se la facciano nei pantaloni ogni volta che devono prendere una cazzo di decisione per paura di tornare a casa la sera, sarà ora che prima di aprire bocca gli si geli il sangue e pronuncino le loro parole a mezza bocca, sperando che nessuno stia ascoltando perchè quel qualcuno potrebbe aversela a male e gli metta le mani addosso cazzo.....è ora per la miseria, basta cazzate, basta parole, basta porgere l'altra guancia in onore di una morale e di una etica con la quale sta gentaccia di merda ci si pulisce il didietro quando va al cesso, basta...
      è ora che quando si puliscono si accorgono che è carta vetrata cazzo.
      Ma sul serio siamo ancora così stolti? Così votati al sacrificio vano...
      Devono levarsi tutti, ma proprio TUTTI dai coglioni, poi ci sediamo ad un tavolo se vuoi e riparliamo di pace, disobbedienza civile, amore e fratellanza...per ora ste chiacchiere meglio farle solo tra noi, a quelli gonfiamoli di sganassoni visto che sentono solo quelli.

    1. kenoby 15 dicembre 2010

      ??????

    1. kenoby 15 dicembre 2010

      ... oggi hanno menato un ex ministro, direi che la grecia per la prima volta è l anticipatrice di qualcosa!!!

    1. pleiadicentauri 15 dicembre 2010

      Il Comune di Roma dovrebbe mandare il conto a chi ha fomentato questi invasati e quindi in particolare a Marco Travaglio, Michele Santoro ed Antonio Di Pietro, loro li hanno fomentati e loro ora paghino gli avvocati degli invasati arrestati nonche' i danni alla citta' di Roma, tanto i soldi non gli mancano.

    1. ale5 15 dicembre 2010

      Ho capito quello che dici, non ho bisogno di vedere con i miei occhi....
      A me non piace la violenza, non provo gusto a fare del male ad una persona o animale che sia, mi rendo conto però che quì non si muove niente, la gente parla, questo non và, quello è un ladro, ecc. ma tutto rimane come prima e nessuno si muove per realizzare un cambiamento vero.
      Ieri ci sono state delle persone che hanno manifestato la loro indignazione, il loro rifiuto a tutto questo schifo e a molti non gl'importanva niente della fiducia a berlusconi tanto se anche ci fossero altri partiti la situazione non cambia : distribuzione del benessere sbagliata, precarietà, guerre democratizzanti in giro per il mondo,ecc.
      Penso che difrficilmente con quattro cinque tafferugli si muove qualcosa, ci vorrebero delle proteste di massa, scioperi che bloccano il paese che creano danni economici, ma non me la sento assolutamente di condonnare chi ieri ha partecipato ai disordini perchè arriva il momento in cui uno difficilmente sopporta tutte le prepotenze e umiliazioni che gli tocca subire.
      Molti di quelli che hanno partecipato sapevano a cosa andavano incontro.
      Per quanto riguarda i futuri manifestanti non cambia nulla i cellirini continueranno a picchiare anche ingiustamente come hanno fatto non meno di un mese fa a Brescia.

    1. Altrove 15 dicembre 2010

      Cavolo scusa. Sono abituato a essere insultato da queste parti.. :)
      Pardon. Scherzi del non faccia a faccia. Ci vediamo per strada...

    1. Caleb367 15 dicembre 2010

      Quel criceto era chiaramente un terrorista.

    1. rasna-zal 15 dicembre 2010

      ... guarda che avevo inteso esattamente la stessa cosa...

      poeticamente avevo collegato il tuo nick a quanto da te scritto, immaginando chissà quale delusione ti aveva portato a desiderare di essere "altrove"...
      e per "bel commento, veramente"... intendevo dire che il tuo commento mi era piaciuto.
      Bhe! diciamo che io ho sopravvalutato la tua capacità di prosa e tu hai sottovalutato la mia...
      ciao.

    1. Kevin 15 dicembre 2010

      Sono d'accordo. Bisogna appoggiare ogni tipo di azione dettata dall'esasperazione della gente: da quando abbiamo smesso di lottare (non con canzoncine e bandierine) abbiamo perso sempre più i nostri diritti e ora eccoci arrivati al capolinea. Noi giovani non abbiamo proprio nulla da perdere, non avremo un lavoro, non avremo un futuro e tutto questo perchè ci hanno abituato ad avere paura di ombre su un muro. E' dagli anni '80 che lo hanno capito e continuano a rincoglionirci con le sirene del consumismo e del materialismo. In questo caso la violenza di ieri può essere frutto di una presa di coscienza della propria condizione (spero), ma anche se non lo fosse chi condanna a priori la violenza come atto liberatorio forse dimentica che noi tutti, oggi, siamo frutto del 1789 (che ebbe pro e contro), siamo frutto del sangue versato da uomini che hanno detto NO.

    1. radisol 15 dicembre 2010

      Ma quali black blok ? Ma quali "infiltrati ? E' RIVOLTA SOCIALE !!! .....
      Chiarisce bene Carlo Bonini su RepubblicaTv :

      http://tv.repubblica.it/copertina/gli-arrestati-di-roma-giovani-studenti-e-incensurati/58379?video=&ref=HRER3-1

    1. RIPLAY 15 dicembre 2010

      MANIFESTAAANTIIII......PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!

    1. radisol 15 dicembre 2010

      Le due persone sono state riconosciute dal movimento romano come propri membri a tutti gli effetti ... uno è uno studente attivo nelle lotte di queste settimane ... l’altro è un esponente del gruppo ultrà della Roma "Feddayn", storicamente antifascista e vicino alla estrema sinistra ....

      Il primo è stato anche arrestato ed è attualmente in galera .... vedi foto dell’arresto al link :

      http://lombardia.indymedia.org/node/34530

      Il secondo è tra i fermati cui poi non è stato confermato l’arresto dal Gup.

      Questo ovviamente non vuol dire che nelle manifestazioni non ci siano sbirri "infiltrati" ... cosa che anzi do per scontata .... ma non è appunto questo il caso ....

      La pala è stata prelevata da un mezzo della nettezza urbana poi dato alle fiamme in Piazza Augusto Imperatore e successivamente usata per sfasciare le vetrine ed il bancomat del Montepaschi all’inizio di Via del Corso ... il manifestante che la brandisce l’aveva appena raccolta in Piazza del Popolo dove era stata abbandonata da altre persone ...

      Il manganello, lo scudo, le manette e persino una ricetrasmittente sono stati "espropriati" ai finanzieri che hanno fatto la prima carica e che hanno preso un fracco di botte ed hanno avuto pure un blindato bruciato ...

      Tra l’altro, il finanziere della foto impugna la pistola non per usarla ( tra l’altro era scarica) ma - come ha dichiarato - semplicemente per non farsi levare pure quella ... tutto qua ....

      Ecco svelati tutti i misteri sollevati dai soliti "complottisti" da tastiera ...

      E comunque gli scontri successivi a Piazzale Flaminio hanno visto la partecipazione convinta di almeno duemila persone, anche persone superiori alla quarantina ... ho visto partecipare agli scontri pure gente con le bandiere della Fiom e della Cgil scuola .... persino con le bandiere dei "viola" , uno semplicemente col tricolore .... tutti "infiltrati" ?... non siamo ridicoli ....

      La verità è che non se ne può più ... di precariato e disoccupazione ... di stipendi da fame .... di poliziotti infami ed assassini ( vedi casi Aldrovrandi, Sandri, Cucchi) .... di generali dei carabinieri collusi con lo spaccio di droga e con le mafie ( vedi Ganzer, Mori ecc. ) ... di politici, che già guadagnano l’ira di dio che si vendono per un incarico o per l’estinzione di un mutuo ....

      Ma possibile ... sono ormai 2 anni che su CdC vengono preconizzate ed auspicate rivolte di massa, soprattutto contro le banche ( ieri sono state danneggiare 29 agenzie bancarie o finanziarie, oltre alla sede della Protezione Civile, riempita di immondizia dagli aquilani, e a quella dell’Opera Pontificia) ... ed ora che sta avvenendo veramente qualcosa del genere anche in Italia si grida alla "provocazione" ?

      Comodo fare gli "analisti" e i "rivoluzionari" da tastiera ... bello parlare di Grecia, delle banlieues francesi, degli studenti di Londra ... e poi, quando il fuoco si avvicina veramente, fremere di paura e prendersela con improbabili "infiltrati" .....

      Radisol

    1. Altrove 15 dicembre 2010

      di chi era nel posto giusto al momento sbagliato = a farsi pestare dopo che i vigliacchi fuggono, a vedere di cosa sono capaci certi ambienti quando scatta il casino. A pagare avvocati per far uscire gente di galera. Ad aiutare chi era incoscente per terra in una pozza di sangue. Eccoli qua i grandi e i coraggiosi che si nascondo dietro i giochi di parole. I primi a dire e i primi a scappare. Hai appena dimostrato la tua pasta, baci e abbracci...

    1. Altrove 15 dicembre 2010

      Hai sbagliato target amico. :) Niente di tutto ciò. Parlo delle strade di adesso, di vita vissuta adesso, di movimenti di adesso, di chi fa le cose adesso e ha visto cosa succede adesso. Mai fatto niente su un computer, so che non serve a niente. Mai letto un libro di sociologia, solo pratica. Mi pare che il tuo sia giudizio senza fatti ed hai preso una bella cantonata. :) Può succedere. Io ti ho raccontato una storia vista coi miei occhi, ne hai capito l'antifona? Puoi sempre andarci e vedere con i tuoi, non ti pare? nessuno te lo impedisce e niente è così segreto, anzi. A chi giova questa situazione? A te? A me? Chi si sta ribellando in quel modo? Chi verrà picchiato domani senza distinzioni? Chi è in cella di isolamento adesso? Chi sotto terra? Cosa stanno pensando le persone che hanno in mano i loro/il tuo dossier? da amico ti posso solo dire: Vai e vedi tu stesso! poi fammi sapere... Sarà illuminante. Comunque mi fa piacere che mi dai molti più anni di quelli che ho... Nessun rancore, stessa barca...

    1. rasna-zal 15 dicembre 2010

      ..."di chi era nel posto giusto al momento sbagliato "...

        ... ossia altrove...

        Bel commento, veramente.

    1. ale5 15 dicembre 2010

      No infatti, continuiamo a blaterare su internet, mentre c'è qualcuno che protesta sul serio.
      Tanto paghi tasse altissime, auto blu, guerre, servizi inesistenti il cassonetto è proprio la goccia che fa trabboccare il vaso...
      Uno può essere più o meno daccordo sul bruciare una banca, sul creare disordini, ma intato ci sono persone che non accettano più questo schifo e non si tratta solo del governo berlusconi, che finalmente alza la testa, al contrario di qualcuno che inteligentemente si preoccupa che dovra pagare 0,005 euro in più a causa di una manifestazione, mentre gli fanno pagare e subire tutto lo schifo che sono capaci creare, vedi guerre, stipendi da fame, precariato, diritti assenti, mignottame vario, ecc. ecc.
      Sveglia siete voi il problema e la gente come voi che invece di voler cambiare veramente questo sistema cannibale spara analisi da quattro soldi da falliti.

    1. malanimo 15 dicembre 2010

      speriamo che almeno una minoranza consistente capisca che le cose dette da Lestaalt sono semplicemente sensate.

      Il mito della nonviolenza ha sbaraccato negli ultimi decenni la capacità di ribellarsi dei dominati.
      Si può discutere sul tipo di violenza, ma condannare le esplosioni di ribellione fa il gioco del nefasto "politicamente corretto" che ci ha portato nella palude.

    1. ale5 15 dicembre 2010

      grande

    1. pleiadicentauri 15 dicembre 2010

      Io dico che questi "studenti" hanno devastato la mia citta', bruciando e rompendo cose di proprieta' pubblica e che ripagheremo tutti noi con i soldi delle nostre tasse, io dico che se fossi stato li' avrei aiutato la polizia per impedire a questi barbari nullafacenti di mettere a ferro e fuoco la mia citta'.

      Far finta che a sinistra non ci siano violenti e' un vecchio trucco che conosciamo bene, putroppo invece a sinistra la violenza squadrista c'e' eccome e gli invasati di ieri hanno dimostrato quanto costoro non sappiamo accettare la democrazia.

      Vogliono cambiare il mondo ma incominciassero a cambiare loro stessi.

    1. torno_subito 15 dicembre 2010

      che spreco di nobiltà d'animo, il suicidio del "criceto" lo vedrei meglio diretto contro qualcuna di queste merdacce

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