REMIX DELLA GLOBALIZZAZIONE VS TRUMPISMO
Commenti (5)
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Se Donald, come tutto lascia supporre, è un uomo del fare e non del dire, avrà certamente visionato tutte le infrastrutture realizzate da Vladimiro da quando è al comando della Russia.
Nessun altro capo di stato attuale ha costruito tanto.
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Da questo commento di Pepe Escobar non si capisce un bel niente.
L'articolo di Thomas Piketty su l suo blog presso il quotidiano Le Monde è qui : http://piketty.blog.lemonde.fr/
È intitolato : Pour une autre mondialisation e prima fa una breve analisi del voto americano affermando che la vittoria di Trump si spiega con le disuguaglianze economiche e territoriali che sono presenti da decenni negli USA. Un trend che è cominciato sotto l'amministrazione Clinton ed è proseguito con quelle repubblicane e la presidenza Obama, e tutto fa pensare che continuerà con la presidenza Trump.
Piketty continua notando (cosa che non l'ho vista da altre parti) l'etnicizzazione del voto americano con i bianchi che al 60% votano per un partito (repubblicano) e i non bianchi che al 70% votano per l'altro. Una percentuale destinata a cambiare visti i cambiamenti demografici. La lezione per l'Europa, secondo Piketty è chiara : bisogna riorientare la globalizzazione attraverso trattati internazionali che sappiano combattere le diseguaglianze e il riscaldamento del pianeta (Les principaux défis de notre temps sont la montée des inégalités et le réchauffement climatique ).
Piketty è dunque contro gli accordi di liberi scambio e il libero commercio e per tasse sull'inquinamento, per una base comune di imposte sulle multinazionali e per una rinascita degli investimenti pubblici in infrastrutture.
Escobar ha evidentemente letto solo l'ultima riga dell'articolo dove effettivamente di dice :
Faute de quoi le trumpisme finira par tout emporter.
A me sembra che Piketty abbia ragione per quel che riguarda il liberismo commerciale, che va combattuto, sul riscaldamento globale non prende in considerazione gli sviluppi demografici della popolazione mondiale e non ne trae le conseguenze. Le tasse sul carbone non serviranno a niente con la popolazione mondiale destinata a raggiungere gli 11 miliardi per la fine del secolo. -
A parte la chiosa catastrofista finale...o, Pietro, ma non mi starai mica diventando di sinistra ne'?
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Non c'è pericolo George, il disastro che ha fatto il liberismo è sotto gli occhi di tutti, anche di quelli che un tempo ammiravano la Tatcher e Reagan.
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Luigi za 18 novembre 2016
Quelli che scrivono le regole del gioco non lo permetteranno.
Dimentichiamoci della loro volontà di “promuovere un modello di sviluppo equo e sostenibile”. Ci sarà sangue, un sacco di sangue.
Fa piacere ogni tanto leggere qualcuno che pensa, correttamente, che legare l'ascesa del Trump con la 2.a FANTOMATICA Rivoluzione americana é una emerita caz.. fesseria.