QUESTUA O SFASCIO TOTALE ?

QUESTUA O SFASCIO TOTALE ?

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com/

“Oggi faccio scaturire la materia per più tracotanti Repubbliche
Walt Whitman

Verrebbe quasi la voglia di non scrivere nulla, tanto la querelle del cosiddetto “partito del Sud” potrebbe apparire come la solita questua estiva, il consueto affilare le lame nell’attesa della Finanziaria. Ci sono, però, alcuni elementi che tendono a farci ritenere che quella che sta emergendo sia solo la punta dell’iceberg, e che il futuro ci riserverà molte sorprese.
Avevo già indicato rischi del genere in due lunghi articoli – “Non può che finire così” (1 e 2)[1] – perciò, rimando chi desiderasse approfondire l’argomento a quella lunga e dettagliata analisi.

I nodi che stanno venendo al pettine – dopo un solo anno di governo, con una maggioranza schiacciante, è bene ricordarlo – non sono “interni” alla maggioranza di governo, come i meno attenti potrebbero concludere, bensì sono “interni” al Paese-Italia, alla sua composizione sociologica, ai suoi livelli di reddito ed alla re-distribuzione della ricchezza.
Sappiamo che la causa primigenia del collasso della nazione risiede soprattutto nell’accoppiata fra il signoraggio bancario e la debolezza industriale ed economica italiana, ma ci vorremmo soffermare oggi più sulle istanze relative all’azione di governo, al suo incedere.

Apparentemente sopraffatto dalle vicende di gossip – fin troppo esacerbate da alcuni giornali, i quali hanno costruito sopra quelle carte un castello, per vederlo crollare il giorno dopo la “splendida” rappresentazione mediatica del G8, un nulla di fatto trasformato in uno show, in pieno stile Mediaset – Silvio Berlusconi si ritrova fra le mani una patata bollente di non facile soluzione.
E, gli stessi giornali che hanno calcato la mano (giungendo al cattivo gusto) sulle “escort”, hanno “dimenticato” che è sempre dall’economia che si parte per comprendere gli sviluppi politici, e non dagli harem. It’s the economy, stupid. Ricordate?

Se la questione potesse essere confinata semplicemente nei recinti delle lotte di potere – comunque presenti, come sempre – allora non ci sarebbe da preoccuparsi: il Governo ha sbloccato qualche miliardo di fondi FAS per il Sud (per altro, già destinati da tempo) e Lombardo, Micchiché & Co sono tornati a sorridere a Palazzo Grazioli.
Invece, abbiamo la netta sensazione che la cosa non terminerà qui: perché?

Poiché la schiacciante vittoria elettorale del 2008 consegnò nelle mani di Berlusconi un potere senza limitazioni, compresa un’opposizione inesistente, numericamente e politicamente.
Il fenomeno, ingenerò nel Presidente del Consiglio un ben strano sillogismo: ho vinto l’Italia al Superenalotto, adesso basta trattarla come si fa con un’azienda ed il gioco è fatto. In fin dei conti, tutto il battage orchestrato sulle “escort” – dopo i “fasti” (in realtà, solo fumo mediatico) del G8 – è stato declassato a semplice scopata con la segretaria.
Le vicende interne al Governo ed al Parlamento sono gestite da Letta e Bonaiuti, e “papi” non si scomoda troppo per quelle incombenze: giunse a chiedere il voto per i soli capigruppo!
Fin qui, la solita politichetta italiota.

Invece, i dati economici indicano per Giulio Tremonti una strada sempre più in salita.
Il buon Giulio, ogni tanto, si ricorda d’essere (o di dover giocare la parte di) un economista: per questa ragione, è l’unico a tener d’occhio l’andamento del debito pubblico, il quale continua a salire in modo progressivo e costante, senza cedimenti.

"Sembra infatti che i conti pubblici vadano sempre peggio e che il debito italiano abbia infilato un nuovo record negativo arrivando a ben 1.752 miliardi di euro, mentre le entrate crollano a 4,5 miliardi. Secondo i dati di Bankitalia il debito pubblico aveva raggiunto nei primi 5 mesi del 2009 quota 1.752.188 milioni di euro, crescendo di ben il 5,4%.
Per avere un idea più chiara basta solo pensare che al 31 dicembre 2008 il debito pubblico si era attestato a 1.662,55 miliardi, un incremento notevole quindi che viene anche amplificato dal fatto che nei primi 5 mesi del 2009 le entrate fiscali sono anche diminuite del 3,2%, ovvero 134,8 miliardi, contro i 139,3 miliardi dello scorso anno"
[2].

Se l’UE stima un rapporto Debito/PIL superiore al 116%[3], ed “in corsa” nel prossimo anno verso il 120%, Tremonti sa che, in Finanziaria, gli interessi saliranno, che bisognerà trovare altri mezzi per taglieggiare gli italiani, ma la coperta si va facendo ogni giorno più corta.
Con i decreti dello scorso anno, riuscirono a reperire risorse tagliando 8 miliardi sulla scuola, ossia la famosa “riforma Gelmini”, scritta da Brunetta e Tremonti e poi controfirmata da Mariastella: assisa allo scranno più elevato di Viale Trastevere c’è soltanto una passacarte, null’altro.
Oggi, 2009, non basta: bisogna cercare altro sangue da spremere agli italiani.

Spero che nessuno abbia creduto alla pietosa balla del “richiamo UE” per elevare l’età pensionabile delle donne a 65 anni, poiché si è trattato di un “giochetto in famiglia”: mia cugina è appena andata felicemente in pensione, in Francia, a 60 anni e, là, nessuno ha sentito parlare di richiami UE. Oltretutto, le giustificazioni “giuridiche” sono pietose: perché solo le dipendenti pubbliche? Nessuno, dall’Europa, ha scritto una riga per chiedere come mai l’Italia non tenga conto – nella valutazione dell’età pensionabile – dei figli partoriti, una clausola presente in molti impianti pensionistici europei.
Perché questo strano balletto? Poiché il Governo deve fare cassa. Dove va a farla? All’INPS il quale, lo scorso anno, aveva una gestione previdenziale in attivo per 17 miliardi di euro. Non separando la previdenza dall’assistenza, hanno trovato il modo per attingere alle casse dell’INPS come e quando vogliono. I pretesti si trovano. Ma non basta ancora: il debito che “galoppa” lo dimostra.

In buona sostanza, il buon Giulio si sta scervellando per trovare cifre da incolonnare nella sezione “attivi”, ma è sempre più difficile scovarle.
Il problema è che – già nella legislatura 2001-2006 – si dedicarono alacremente alla demolizione dell’art 53 della Costituzione:

Art. 53: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Quei criteri di progressività sono andati via via ad annullarsi, con mille mezzi e mezzucci, poiché il Gran Capo aveva decretato di non “mettere le mani nelle tasche degli italiani”. Ovvero, d’alcuni italiani, i più ricchi come lui.
Il Gran Capo, però, si dedica più che altro all’aspetto mediatico: gli abruzzesi sanno benissimo che passeranno l’Inverno nessuno sa come ma, nella vulgata imperante, a Settembre rimarranno solo da attivare le gare d’appalto per chi dovrà fornire i gerani per le finestre delle casette.
Di qui la discrepanza fra l’apparenza mediatica e la realtà, che per ora tiene, ma fino a quando?

Purtroppo, con i numeri non si scherza e questo è il nervo scoperto che sta facendo “scoppiare” il centro/destra del Sud.
Già colpiti dalla riforma cosiddetta Gelmini – le decine di migliaia di docenti ed ATA “tagliati” sono soprattutto al Sud – oggi il Meridione s’interroga, cerca di comprendere se il tanto sbandierato federalismo fiscale non significherà la fine di quel trasferimento (valutato molto approssimativamente in un 10% del PIL) che consente alla sfasciata burocrazia meridionale di sopravvivere.

Da un lato, vengono a mancare posti di lavoro tradizionali, dall’altro – con la riduzione dei fondi FAS – quel groviglio di soldi generato dalle elargizioni politiche (progetti del nulla, assistenze inesistenti, ecc) finiranno per ridursi ad un misero rigagnolo. E non finisce qui.
Micciché – personaggio assai strano – s’era lamentato che nel decreto governativo anti-crisi non c’era una parola sul Ponte di Messina: probabilmente, con i chiari di luna che ci sono, il governo non se la sente più di fornire i 3,5 miliardi per la costruzione del ponte, più un’identica cifra come “copertura” per gli investimenti privati.
Anche perché, come tutti sanno, quei 7 miliardi iniziali chissà a quanto giungeranno alla fine dei (probabili?) lavori.
Insomma, per le regioni meridionali – soprattutto per la Sicilia, uno stato nello stato – appare all’orizzonte lo spauracchio della fine della “solidarietà”, la quale è sempre stata – dall’Unificazione in poi – una sorta di “tassa” per il Mezzogiorno.

Tremonti deve far fronte anche alle richieste del Nord, poiché il federalismo fiscale partorito dal “porcaro” Calderoli dovrebbe garantire tutti: dal Sud al Nord, Province, Regioni e Comunità Montane comprese (magari sotto altra forma e cambiandone il nome).
Come si potrà notare, si tratta di una politica da brivido, nella quale appare sullo sfondo il fantasma d’aver evocato la questione meridionale (e, per la deindustrializzazione in atto, quella settentrionale) in modo assolutamente stregonesco, senza comprendere che – quella – è la mina che può far saltare per aria il Paese.

Ovviamente, oggi i siciliani possono cantare vittoria e – da politici navigati quali sono – si guardano bene dal tirare la corda fino a romperla: l’essenza della loro sopravvivenza – collegata ai mille rivoli di corruzione e nepotismo che gestiscono – sta proprio nell’intangibilità di quel rapporto, che deve continuare sul filo di un rasoio sempre più stretto e tagliente.

Le rassicurazioni del commercialista Tremonti sono, ovviamente, pienamente soddisfacenti (!): resusciteranno la Cassa per il Mezzogiorno (sic!) e tutti i progetti finanziati saranno accuratamente monitorati(!)[4]. Parole da conservare come oro colato.
Ricordiamo che il suo compare Sacconi, solo pochissimi mesi or sono (10/3/2009), riguardo all’aumento dell’età pensionabile delle donne affermava che “Non c'è nessun innalzamento dell'età delle donne[5]: ah già, c’era la campagna elettorale…
Siamo quindi autorizzati a credere che il gozzoviglio siciliano (in pensione a 47 anni![6]), continuerà, che i 4 miliardi appena stanziati si trasformeranno – come sempre – in capannoni abbandonati, cemento a gogò e relative tangenti. Il “comparto” più ambito dagli amministratori siculi.

La sconfitta del “Partito del Nord” è cocente è completa: gli strilli di Brunetta, le minacce di Bossi, i silenzi di Maroni e tutto il resto rimarranno sullo sfondo. Perché?
Poiché, nella visione aziendale del Capoccia, sono soltanto strategie di mercato: oggi conviene investire nel comparto immobili, domani nella pubblicità, dopodomani nelle giacenze di magazzino.
Si dà il caso che la politica sia faccenda assai diversa dalla gestione aziendale: difatti, la preparazione universitaria ai due settori è completamente diversa e distante per impostazione, piani di studio, ecc.

Interpretare la politica nazionale come una semplice gestione aziendale richiede un convitato di pietra: il debito. Senza il debito, non è possibile accontentare almeno 30 italiani su 100[7], quelli che sostengono con il loro voto questo governo.
La differenza fra le due gestioni, che Berlusconi comprende ma tende a negare – lo spregio per la Costituzione, per gli organismi di controllo, per il sindacalismo, ecc – risiede in quel semplice assioma: non devo rispondere ad un ristretto numero di azionisti, ma ad una platea di 60 milioni d’abitanti. Questa è la cosa che più lo disturba: gli italiani, quei tizi che non lo adorano abbastanza.

Il gioco, però, continua a procedere con una “navigazione a vista” – come afferma Tito Boeri[8] – ed è vero: fino a quando?

L’ago della bilancia non sarà il Sud, bensì ancora una volta il Nord, come sempre è stato nella storia italiana: i morsi della delocalizzazione industriale, della vetustà dell’apparato produttivo, della perdita di competitività si faranno presto sentire.
E, ci teniamo a precisare, la completa assenza di piani di sviluppo nelle nuove tecnologie energetiche, nei trasporti, nell’istruzione e nella gestione del territorio (agricoltura di qualità, captazione d’energia rinnovabile diffusa, turismo, ecc) sono proprio i temi che potrebbero catalizzare una “ripresa” italiana dopo i decenni dell’industria pesante e manifatturiera, oramai svaniti e lontani.

La cultura aziendal/politica di questo governo, invece, impedisce di guardare oltre, poiché la pletora di ministri in carica – “veline” a parte – è formata da un guazzabuglio di ex socialisti craxiani ed ex missini claudicanti. I primi, ripetono come pappagalli la politica del debito che fu di Craxi (in questo, pienamente appoggiati dai pochi residuati bellici ex democristi), i secondi stanno a guardare, accontentandosi di qualche “sparata” autoritaria che li fa sentire soddisfatti, quasi come se “Lui” li adunasse ancora sotto il balcone di Palazzo Venezia.
In definitiva, vecchiume: roba da portare al mercatino delle pulci e sperare di cavarci i soldi del gasolio.

Sull’opposizione non è nemmeno il caso di sprecare righe: stanno andando al macero, e lo sanno benissimo.
Merita invece qualche riga la strana dicotomia fra una cultura nascente, quella che s’interessa d’energia, di nuovi sistemi economici, di decrescita, di moneta, ecc, e la completa assenza di peso politico della stessa.
Non c’è da stupirsi: qualsiasi basso impero della Storia, ha percorso fino al dirupo la sua parabola. Perché? Poiché il primo, più impellente imperativo è quello del controllo: una classe politica debole non può permettersi il confronto, tanto è vero che sono stati costretti – nonostante i “chiari di luna” di bilancio – a ripristinare i fondi per la stampa.
Senza la catarsi, non ci sarà nessun mutamento: ciò non significa che il dibattito sia inutile; basta essere coscienti che, nell’immediato, non condurrà a nessun frutto. Domani, certamente. Quando? Ah…

Infine, per chi crede che lo “stellone” italiano salverà sempre tutto e tutti, vorrei ricordare che appena due decenni or sono – per le strade di Sarajevo – nessuno blaterava d’uccidere i turchi bosniaci o di lanciare i bambini serbi giù dai ponti. Semplicemente, ciascuno iniziava a soppesare quanto ci avrebbe guadagnato se avesse abbandonato l’altro al suo destino.
La Storia non si ripete, bensì si manifesta per parallelismi che tengono conto delle differenze esistenti in tempi e luoghi diversi: in mancanza di una vera politica nazionale, però, l’esito è certo.



Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com/

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/07/questua-o-sfascio-totale.html

31.07.2009


[1] Vedi: http://carlobertani.blogspot.com/2009/05/non-puo-che-finire-cosi-prima-parte.html e http://carlobertani.blogspot.com/2009/05/non-puo-che-finire-cosi-parte-seconda.html
[2] Fonte: http://www.finanzaoggi.it/blog/2009/07/14/italiacresce-ancora-il-debito-pubblico/ (su dati Banca d’Italia). 14/7/2009.
[3] Fonte : http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE54309K20090504
[4] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/partito-sud/sblocco-fondo/sblocco-fondo.html
[5] Fonte, http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo.aspx?id=109917 10/3/2009.
[6] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/pensionato-sicilia/pensionato-sicilia/pensionato-sicilia.html
[7] Calcolando i voti realmente espressi, non le percentuali (che sono calcolate solo sui votanti).
[8] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/bilancio-governo/bilancio-governo/bilancio-governo.html

Commenti (87)

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    1. LucaV 2 agosto 2009

      Sono d'accordo con te. Da libertario rifiuto ogni forma di coercizione.

    1. LucaV 2 agosto 2009

      Assolutamente si. Questo sistema è ormai totalmente distorto. Esistono due tipi di persone: parassiti e non parassiti. Altro che destra e sinistra!
      Quando una persona si droga o viene drogata le sue azioni vengono distrorte e, molte volte, degenerano. Pensa ad un drogato che ruba per comprarsi la dose...eppure prima di drogarsi era la persona più brava del mondo.
      Ecco passiamo al sistema: se questo viene drogato con una moneta non sana, le sue azioni verranno distorte fino alle estreme conseguenze.
      Il riferimento all'azione umana non è una forzatura. Qualunque cosa implichi l'uomo come soggetto agente ha, per forza, nell'uomo le similitudini migliori.

    1. Tonguessy 2 agosto 2009

      Mi riferisco a tutti quelli che si augurano un ritorno della STASI. Se a te (come a me) la STASI fa schifo siamo d'accordo, e spero di trovare un giorno il modo di trovare dei metodi dissuasivi affichè questa nefandezza non abbia mai più da tornare davanti agli occhi (e dentro alle ossa) delle persone. Per me Bolzaneto non è un episodio secondario, indica il ritorno alla grande della STASI, la polizia impunita che si permette di fare cose orrende ai danni di chi semplicemente usa la propria ragione per opporsi all'attuale sistema e si mobilita di conseguenza. A chi si auspica un Bolzaneto come sistema dico di NO!

    1. Tonguessy 2 agosto 2009

      Conosco la questione dei farmaci orfani: si inserisce perfettamente all'interno del contesto "penetrazione di mercato" (che sia farmaceutico o meno poco cambia). Ancora una volta se ci sono sufficienti garanzie di profitti l'attività ha luogo (indipendentemente dalla validità della medesima, AZT in testa) sennò pace. Lo Stato che dovrebbe ALMENO garantire la sopravvivenza dei cittadini, invece di assolvere ai compiti essenziali si rivolge ancora una volta al mantenimento delle elites. Personalmente sono bersagliato di richieste di finanziamenti per malattie rare, ausili per menomati, ONLUS di volontariato etc che, a bene vedere, servono solo (e di nuovo) per mantenere quei pochi burocrati che le tengono in piedi.
      Se parli di vergogna dell'industria farmaceutica non puoi ignorare le vergogne dell'industria tout-court. E se consideri quelle vergogne non puoi ignorare le schifezze dell'economia e della politica che le manovrano e/o le sostengono

    1. LucaV 2 agosto 2009

      Il signoraggio come viene descritto in certi siti si! E' una bufala.

    1. LucaV 2 agosto 2009

      Ottimo. E chi inflaziona se non chi detiene il potere di gestire il denaro e crearlo dal nulla?

    1. LucaV 2 agosto 2009

      la riserva frazionaria è una truffa. Se facessi quello che fa il sistema bancario, ti mettono in galera per truffa.

    1. LucaV 2 agosto 2009

      "quindi, anche se io NON vivo al di sopra delle mie possibilità (e cerco, per quanto possibile, di risparmiare qualcosa) è come se lo facessi"

      forse volevi scrivere "è come se NON lo facessi" :-)

      Bravo Castigo. Ottime osservazioni.
      Inoltre:
      Il debito pubblico si forma perchè lo stato spende più di quello che incassa. E', mi permetto la forzatura, una forma di signoraggio...perchè lo Stato (i politici) si appropria di una somma di denaro che non ha e la usa nel presente facendone pagare le conseguenze nel futuro.

    1. LucaV 2 agosto 2009

      Non voglio addentrarmi troppo nella discussione. Mi basta Lino Rossi!
      Però queste sono discussioni da LIBERTARI. Bravi. Confrontatevi con ogni parola, pensiero, argomento. Ne uscirete tutti più forti. Dico sul serio, non è ironico.

    1. LucaV 2 agosto 2009

      Su questo ti dò ragione. Le case farmaceutiche mirano al profitto come ogni altra impresa. Solo che loro hanno a che fare con la salute di tutti!
      Ti invito a cercare su testi, riviste, o su internet le parole "farmaci orfani". Nei miei studi di farmacia è la cosa che mi ha lasciato più perplesso. La vera vergogna dell'industria farmaceutica.

    1. LucaV 2 agosto 2009

      La competizione non frena il progresso, anzi...
      I monopoli frenano il progresso...e lo può vedere sotto i suoi occhi, oggi. Basti pensare alle lobby energetiche.
      L'oro ha un valore intrinseco. Certo che glielo ha dato l'uomo, come l'uomo ha scelto per quella pianta la parola albero. Ma l'oro è stato scelto come moneta dall'azione umana, collettiva, proprio perchè aveva le caratteristiche migliori.
      Si potrebbe scegliere qualunque altra cosa come moneta, l'importante è che sia scelta dall'azione umana e non imposta.
      La cooperazione non deve essere forzata, ma deve essere l'incontro di azioni umane volte allo stesso obiettivo. Due uomini in competizione possono cooperare per raggiungere lo stesso obiettivo.
      Quello della risorsa sterile è una fesseria, la giusta quantità di moneta è una frase astratta.

    1. LucaV 2 agosto 2009

      Ma di che blateri...
      Hai letto "Lo stato falsario" di Rothbard...credo di no...altrimenti sapresti già cosa pensano del sistema bancario.

    1. LucaV 2 agosto 2009

      A chi ti riferisci scusa? Spero a slump!

    1. LucaV 2 agosto 2009

      A chi ti riferisci scusa? Spero a slump!

    1. LucaV 2 agosto 2009

      A chi ti riferisci scusa? Spero a slump!

    1. LucaV 2 agosto 2009

      :-)

    1. Tonguessy 2 agosto 2009

      Per via del vigliacchetto: se credi ti scrivo privatamente il mio indirizzo onde fissare un incontro a due. Vediamo chi è il vigliacchetto, fascistuncolo dei miei coglioni

    1. Tonguessy 2 agosto 2009

      "proviamo ad immaginare case farmaceutiche che si passano informazioni senza brevetti ". E continuando a sognare proviamo a immaginare che l'uomo sia così responsabile da rendere la democrazia inutile, ed instaurare così l'anarchia. Purtroppo Fede ha il suo bel compito nel cercare di amministrare le coscienze in cerca di responsabilità, e così la WHO. Fatto sta che oggi le "pesti del nuovo millennio" sono bufale ordite per far arricchire la Big Pharma, e le congiure dei "comunisti" servono a stabilizzare i vari Lodi Alfano. Il copyleft è un lusso che le le imprese dedite al saccheggio come Glaxo, La Roche, Mediaset e chi più ne ha più ne metta non viene MINIMAMENTE considerato. Una cosa è il saccheggio, altra cosa è la condivisione. Ormai dovrebbe essere chiaro anche ai ciechi che tutto il sistema è stato pensato per il saccheggio, e non per la condivisione. Scuola o non scuola di matrice austriaca.

    1. Bloody_mary 1 agosto 2009

      Prima l'articolista dice giustamente che appare minacciosa all'orizzonte
      per il sud la fine della solidarieta'(sarebbe meglio dire assistenzialismo a
      fondo perduto)del nord che costituiva una vera e propria tassa per il
      mezzogiorno,poi dice che la sconfitta per il nord e' cocente.Ma se finisse
      questa ingiusta e forzata solidarieta' per tutto il nord sarebbe un grande
      successo,altro che sconfitta cocente,sarebbe una liberazione paragonabile
      a quella che si festeggia il 25 aprile.

    1. nessuno 1 agosto 2009

      Re: QUESTUA O SFASCIO TOTALE ?
      di Tonguessy il Sabato, 01 agosto @ 14:45:54 CDT
      La lista è decisamente incompleta. E fosse anche completa non servirebbe a gran che
      Parole sante specialmente se dette da uno che equipara la gente ai cani
      Ma quando uno è un pusillanime e pure un vigliacchetto si accoda sempre ai suoi simili
      Raglia raglia che ti levi un pò di frustrazioni mentecatto

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