DI PAOLO FRANCESHETTI
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Premessa. Le contraddizioni della questione ebraica. 2. Le principali accuse contro il popolo ebraico. 3 Il problema degli omicidi rituali contemporanei. 4. Ricapitolazione. Il complotto giudaico massonico. 5. Conclusioni.
1. Premessa. Le contraddizioni della questione ebraica
Spesso, in convegni, oppure via mail, oppure pubblicamente sul blog, mi domandano perché non parlo mai della questione ebraica e del problema delle lobby ebraiche. Alcuni mi accusano di non farlo perché sono in malafede e nascondo chissà quali oscuri segreti.
La verità è che ogni volta che ho messo mano alla questione ebraica (sia essa il problema del complotto giudaico – massonico, o quella dello stato di Israele) mi sono perso in una confusione senza precedenti, senza riuscire a cavare un ragno dal buco. E quindi ho rinunciato a trarre conclusioni personali.
Quando sentivo parlare di “complotto giudaico-massonico” tempo fa, la frase mi evocava sentimenti antisemiti, quasi nazisti, e mi parevano residui di un delirio che traeva le sue origini dal tempo del nazismo.
Tempo fa parlando con il mio amico Marcello Pamio, direttore di Disinformazione, notai che spesso usava questi termini: “complotto giudaico massonico”, “massoneria ebraica”; io gli dissi: “Ma perché parli di massoneria ebraica, che pare quasi che ce l’hai con gli ebrei? Parla di complotto massonico e basta”. Mi rispose: “Continua a studiare e capirai; non si può capire la massoneria se non capisci l’ebraismo, e quando l’hai capito vedrai che la teoria del complotto ebraico per la conquista del mondo è realtà”.
D’altronde, parlando con persone ebree, ho spesso avuto delle indicazioni fondamentali per capire meglio il sistema in cui viviamo. E ho notato da parte di molti ebrei una volontà identica alla mia di capire, senza condannare nessuno, per cercare una soluzione allo sfascio del mondo in cui viviamo.
Una mia amica ebrea mi ha fatto notare che oggi tutti i simboli delle multinazionali richiamano la cultura ebraica; persino i nomi dei politici o dei personaggi televisivi non sono mai scelti a caso, ma solo se richiamano simboli e concetti della cultura ebraica.
Gad Lerner richiama la tribù di Gad, una delle tribù di Israele; Saviano richiama i savi di Sion; la mia Harley Davidson deve il suo successo nel mondo a quel “David son”, figlio di Davide; persino Berlusconi deve essere letto come Ber – Lux – Cohen: Figlio della Luce di Cohen. Un telefilm come X Files, ad esempio, richiama la cultura ebraica in modo ossessivo in ogni piccolo particolare, dal nome degli attori al nome dei personaggi (Dana Scully richiama nel nome la tribù di Dana, che è la tribù di Israele da cui nascerà l’Anticristo e nel cognome lo scheletro; Gillian Anderson richiama nel nome il giglio, simbolo di Israele, e nel cognome Anderson, che è colui che ha redatto la costituzioni massoniche di Anderson; David Duchovny richiama la stirpe di Davide nel nome, ma anche un autorità spirituale del mondo ebreo polacco nel cognome..., e così via).
Ed è lei che mi ha dato delle dritte per iniziare a studiare la cultura ebraica, che è la chiave per comprendere il mondo contemporaneo.
2. Le principali accuse contro il popolo ebraico.
Ad approfondire la questione viene il mal di testa. Vediamo i punti essenziali della questione, riassumendo le principali accuse mosse al popolo ebraico.
Accusa 1. Gli ebrei dominano il mondo e c’è un complotto ebraico per guidare il mondo e distruggere la religione cattolica.
Questa affermazione si basa prevalentemente sul fatto che le élite finanziarie che dominano il mondo sono ebraiche; Rotschild, Rockefeller, Morgan, ecc., sono famiglie ebraiche, ma questo non è sufficiente per parlare di un complotto “ebraico”. Tutt’al più si potrebbe parlare di un complotto di qualche famiglia ebraica, il che è cosa ben diversa.
Inoltre questa affermazione viene prevalentemente da fonti cattoliche.
Tali fonti sono senz’altro inattendibili perché provengono da un’organizzazione, che è la Chiesa Cattolica appunto, che nei secoli ha sistematicamente distrutto e massacrato tutto ciò che si opponeva al suo potere e che mirava a convertire tutti i popoli della terra. Tutt’oggi Bush attacca l’Iraq dicendo che lo fa “in nome di Dio” e il papa non spreca una sola parola per smentirlo.
Insomma, la classica regola dello specchio, per cui si accusa l’avversario di caratteristiche proprie.
Vedremo dopo se questa accusa è vera o no, ma quand’anche lo fosse, la loro posizione non sarebbe diversa da quella che ha avuto per secoli la Chiesa, che ha avuto Hitler, che ha avuto l’Impero romano a suo tempo, e che ha attualmente l’America.
Accusa 2. Gli ebrei sarebbero un popolo deicida, avendo ucciso Cristo.
Questa accusa, oltre a sembrare un po’ labile per giustificare un conflitto che in alcuni casi arriva fino ad oggi, fa a pugni con un altro dato, e cioè che Gesù era comunque un ebreo.
Quindi riesce difficile capire come il secolare odio tra ebrei e cristiani possa derivare dal dato di fatto che siano stati gli ebrei a mettere a morte Gesù, visto che a conti fatti il cristianesimo deve essere grato a questo popolo per la nascita di Cristo.
Peraltro, a voler essere pignoli, non furono i soli ebrei a uccidere Cristo, ma anche i romani (Ponzio Pilato era romano). Quegli stessi romani che poi presero la religione cristiana come religione ufficiale dell’impero, nel 313 con l’Editto di Costantino, e da cui è derivato lo stato pontificio e l’attuale Vaticano.
In altre parole, Gesù non è stato messo a morte dagli ebrei, bensì da ebrei e romani, e analizzando le vicende storiche dell’Antica Roma, viene da pensare che gli attuali cattolici sono in fondo gli eredi di coloro che misero a morte Cristo, al pari degli ebrei.
Accusa 3. Una cosa che poi mi ha sempre fatto sorridere è l’accusa di omicidio rituale.
Gli ebrei sono stati, nei secoli, accusati di uccidere i bambini cristiani per scopi rituali. Sono pochi i libri che approfondiscono storicamente questo problema. Di recente abbiamo solo il libro “Pasque di sangue” di Ariel Toaff, e “Omicidio rituale ebraico” edito da Effedieffe e scritto da Domenico Savino.
Ipotizzando che siano vere le ricostruzioni effettuate dagli autori di questi due libri, esce fuori un quadro in cui:
- non tutti gli ebrei erano consapevoli di queste pratiche; lo stesso Savino afferma che spesso era solo il capofamiglia a conoscere questi rituali, di cui la famiglia era all’oscuro;
- non tutte le comunità ebraiche praticavano questi riti.
Perché mi viene da sorridere quando leggo queste “accuse”? Soprattutto perché, se è vero che alcuni ebrei praticavano il sacrificio del sangue (e sicuramente è vero; anzi, dirò di più: i miei studi mi hanno portato a capire che l'omicidio rituale ebraico è praticato ancora oggi, su larga scala), la cosa buffa è che tale accusa viene dalla Chiesa cattolica, che nei secoli ha fatto un bagno di sangue di chiunque si opponesse al suo messaggio ufficiale (Inquisizione, Catari, Dolciniani, la guerra ai pagani effettuata subito dopo la Cristianizzazione dell’Impero, i Sassoni, e gli stessi ebrei, che vennero uccisi a migliaia dalla Chiesa cattolica dopo l’anno 1000. Nella sola Siviglia pare ne furono uccisi 4000 attorno al 1300).
Infine, sacrifici di sangue sono previsti in molti rituali di magia nera, praticati da satanisti non ebrei. Scoprire alcuni ebrei che fanno sacrifici rituali e accusare tutto il popolo ebraico, vale quanto scoprire che a Torino alcuni industriali praticano riti satanici e accusare tutti gli italiani di praticare questi riti; oppure vale quanto accusare tutti i cattolici (compresi mia madre e mio padre) di uccidere i non cattolici e gli eretici.
Anzi.
A voler fare un bilancio, il numero degli omicidi cattolici in danno degli ebrei, nei secoli, è stato sicuramente superiore al numero di omicidi rituali ebraici commessi a danno di bambini musulmani o cristiani, perché i massacri della Chiesa venivano effettuati pubblicamente, e con la complicità di quasi tutto il clero cattolico; gli omicidi rituali dovevano essere effettuati in segreto e all’insaputa anche degli stessi ebrei.
Insomma… l’accusa di omicidio rituale è senz'altro vera, ma sembra essere la classica storia di chi vede la pagliuzza nell’occhio altrui e non vede la trave nel proprio.
Basti pensare che Papa Paolo IV, che emanò nel 1555 una bolla contro gli ebrei e creò l’attuale ghetto di Roma, durante il suo pontificato aveva mass acrato – pare - circa 150.000 protestanti.
Accusa 4. Gli ebrei educano i loro figli alla menzogna, e qualunque bugia è permessa, se si tratta di avere rapporti con non ebrei.
Personalmente non posso dire se sia un’accusa vera o falsa; so che ho conosciuto molte persone di origine ebraica che a me sembrano persone assolutamente normali, spesso con una marcia in più di cultura e simpatia rispetto alle altre. Ma detto da un cattolico italiano la cosa è assurda, se si dà un occhio all’ipocrisia e alla falsità con cui noi italiani veniamo educati fin da piccoli. Veniamo educati a non dire mai apertamente ciò che pensiamo (nei rapporti interpersonali perché “non sta bene dire questo o quello”; sul posto di lavoro altrimenti perdiamo il lavoro; nelle amicizie perché altrimenti perdiamo le amicizie; spesso anche col partner); veniamo educati a giurare un amore eterno sapendo che la maggior parte dei matrimoni finiscono dopo pochi anni, e molti vengono protratti senza amore per tutta la vita; si adotta una morale sessuale ufficiale che fa a pugni con la realtà, se si considera il numero di tradimenti effettuati in coppia, e se si considera il modello di comportamento di certi politici (da Berlusconi, a Marrazzo, a Craxi, fino ai vizietti di alcuni, sussurrati ma mai dati al pubblico per fare scandalo); la politica si basa sulla menzogna; la Chiesa cattolica basa molti dei suoi rapporti sull’ipocrisia (vedi: preti pedofili, IOR, Marcinkus, vescovo di Monreale, ecc.); il lavoro dei venditori si basa sulla menzogna; gli avvocati vivono quasi tutta la vita raccontando balle in tribunale e ciò sembra normale a tutti; facciamo concorsi pubblici inevitabilmente truccati e tutti sanno perfettamente che un concorso serio, a certi livelli, è assolutamente inesistente; i giornali raccontano balle quotidianamente e i giornalisti sanno benissimo come stanno le cose ma la maggioranza sta zitta per quieto vivere; la TV è finzione dal primo all’ultimo programma, dove tutto è costruito e falso; e così via…
Il risultato finale della nostra educazione e di questa abitudine continua alla menzogna infatti è sotto gli occhi di tutti: l’Italia riesce ad avere una classe politica di bugiardi patologici cronici, che vengono eletti, osannati e ossequiati, per il semplice motivo che siamo talmente abituati alla menzogna e alla falsità che ci pare assolutamente normale che un personaggio come Berlusconi possa essere Presidente del Consiglio. E la stessa cosa succede negli USA e negli altri paesi occidentali.
Accusa 5. Gli ebrei considerano i non ebrei esseri inferiori, i cosiddetti Goim.
A fronte di questa affermazione ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Non ho difficoltà a immaginare che un’affermazione del genere sia vera; ma detta da un cattolico la cosa ha un sapore particolarmente comico, se si pensa che fino a un secolo fa negli USA gli africani erano tenuti come schiavi, e la Chiesa cattolica non ha mai preso posizione su questo punto; in Italia la parola terrone per molti è ancora un insulto, la donna era priva del diritto di voto fino al 1946 e tuttora viene considerata in modo diverso dall’uomo, visto che esiste la legge sulle quote rosa; i ricchi spesso snobbano i poveri e le famiglie di tradizioni nobiliari ancora considerano una cosa negativa sposare una persona di rango inferiore e così via. Nella mia vita spesso ho conosciuto persone che consideravano inferiori i non laureati rispetto ai laureati, i contadini rispetto agli avvocati, ecc. Cioè ci si dimentica che la nostra società si basa da sempre sul concetto di inferiore e superiore, dove inferiore è inevitabilmente il diverso. Quindi in questo, gli ebrei che eventualmente educhino i figli ad essere superiore agli altri, farebbero esattamente la stessa cosa che fanno tutti gli altri, in ogni parte del mondo.
A tale proposito voglio raccontare un episodio della mia vita personale. Poco tempo fa mia madre – cattolicissima e laureata in teologia - mi ha detto che prega sempre per me, e che non gli importa tanto che io muoia, quanto che io “muoia non riconciliato con Cristo”.
Insomma, mia madre non teme per la mia vita; ciò che le dispiace è che io muoia buddista, e non cattolico.
Tale episodio dimostra molto bene il senso di superiorità che i cattolici hanno nei confronti dei non cattolici, e il disprezzo, nonché la mancanza di rispetto, verso le altre religioni, con la loro convinzione di essere assolutamente nel giusto.
Studiando a fondo tutte queste questioni il caos non solo non si dipana, ma aumenta. Si scopre così che forse il popolo ebraico non è neanche un popolo con caratteristiche unitarie, come dice Shlomo Sand nel suo recente “L’invenzione del popolo ebraico”.
Analizzando la questione israeliana e palestinese ci si addentra in un altro dedalo inestricabile di contraddizioni, con gli ebrei che vorrebbero avere una terra, ma con una guerra che è voluta anche da loro, i quali spesso non rispettano le tregue ed i cessate il fuoco, e dove spesso sono loro a scatenare la reazione dell’avversario.
Il popolo ebraico è il popolo più perseguitato della storia. Il culmine delle persecuzioni lo abbiamo con il nazismo.
Ora, se questo è vero, è anche vero che, studiando la storia della seconda guerra mondiale, si scopre che i maggiori finanziatori di Hitler erano… gli ebrei, ovverosia le banche inglesi e americane, che hanno finanziato in modo uguale tanto i nazisti quanto gli anglo-americani.
A questo punto la contraddizione è tale da far venire il mal di testa.
Ecco perché per anni, ho rinunciato a capire ma soprattutto a parlare di queste cose. Per il semplice motivo che non capivo e non volevo addentrarmi in un discorso su cui non avevo le idee chiare.
3. Il problema degli omicidi rituali contemporanei
Ho deciso di riprendere in mano la questione ebraica con tutto quello che ne consegue quando mi sono accorto di due fatti molto gravi che meritavano un approfondimento che nessuno faceva, e per tentare una ricostruzione da un punto di vista diverso rispetto a quello che oggi ci propongono le fonti ufficiali.
Primo. Per capire molti dei fatti di sangue che i media ci propinano quotidianamente, da Sarah Scazzi a Jack lo Squartatore, occorre conoscere la Cabala, l’alfabeto ebraico e la cultura ebraica.
Il Mostro di Firenze, Erba, Cogne, come abbiamo detto in altri articoli, sono delitti accomunati dall’essere tutti delitti rituali, decodificabili e decriptabili con la conoscenza della Cabala e della Bibbia.
La strage di Erba, ad esempio, richiama un omicidio rituale ebraico, dai nomi delle vittime (Yussouf – Gesù; Valeria Cherubini) ai nomi degli assassini (Rosa, il simbolo, sì, della Rosa Rossa, ma anche di Israele), fino alle modalità dell’omicidio (sgozzate e private del sangue), che sono le stesse identiche modalità con cui gli ebrei uccidevano i cristiani, e descritte nel libro di Savino.
Giornalmente in cronaca leggiamo di omicidi in famiglia che sono sempre rituali; il 29 dicembre ad es. appare la notizia che Ercole Vangeli ha ucciso i figli Pasquale, Domenico e Giovanni.
A Rho, Piero Amariti uccide Cristina Messina.
A Città di Castello l’omicidio di Maria Geusa.
Persino per capire a fondo la banda della Uno Bianca si deve far riferimento a quel “Savi” nel cognome degli assassini, che ricorda i Savi di Sion.
E persino per capire gli omicidi di un serial killer come Jeffrey Dahmer, il serial killer cannibale di Milwuakee, che uccise e mangiò 17 persone, occorre sapere che il cognome richiama la città dove Christian Rosenkreutz soggiornò più a lungo; e che fu ucciso a 33 anni da un certo Christopher (che significa portatore del messaggio di Cristo).
Insomma: Cabala, Bibbia, cultura ebraica, sono le chiavi di volta per capire la maggior parte dei delitti contemporanei, particolarmente quelli che arrivano all'attenzione dei media.
Secondo. Pochi si accorgono della ritualità dei delitti che a bbiamo menzionato. Eppure, presso la comunità degli esoteristi, certe cose sono un fatto abbastanza noto; spesso mi sono trovato a parlare con esoteristi anche noti e competenti, che davano assolutamente per scontato che tali delitti fossero rituali.
Perché allora, tra giornalisti, studiosi, ecc., non ne parla nessuno? domandavo. “Perché la gente non capirebbe”, rispondevano, “e chi capisce ha paura di parlarne”.
La cosa assurda di questo aspetto del problema è che anche coloro che si occupano di omicidi rituali ebraici e che parlano di un complotto giudaico massonico, ignorano completamente il collegamento tra gli omicidi moderni e la cultura ebraica. Uno dei fatti che più mi ha colpito, di recente, è che quando ho parlato al giornalista Maurizio Blondet e a Fabio De Fina (quest'ultimo editore di Effedieffe e del libro di Domenico Savino, ed entrambi convinti sostenitori del complotto giudaico – massonico per la conquista del mondo) di questo aspetto della questione ebraica, la cosa è stata liquidata con sufficienza e senza alcun interesse.
La cosa è assurda, perché Effedieffe è un sito cattolico con continui attacchi ad Israele e agli ebrei tanto che, aprendolo a caso, in un giorno a caso (31.12.2010) compaiono i seguenti articoli in una volta sola: Israele traffica organi anche in Kossovo; Il ruolo ebraico nella rivoluzione Russa; Talmud Perverso; Israele stato divino o satanico; e altro ancora.
Dal loro punto di vista, cattolicocentrico, la mia tesi degli omicidi rituali rafforzerebbe la loro convinzione sul progetto mondiale di dominio del mondo da parte degli ebrei aggiungendo un altro tassello contro gli ebrei.
L’atteggiamento di indifferenza da parte di persone che pure si occupano di problemi legati alla questione ebraica mi ha spinto a proseguire la ricerca per cercare di capire le ragioni di questo disinteresse. Il percorso di questi anni mi ha portato a rilevare un’altra contraddizione perché mi sono accorto che, curiosamente, le sole persone interessate agli aspetti moderni dell’omicidio rituale ebraico sono proprio persone ebree, che mi hanno dato in certi casi un aiuto determinante.
Il che pare decisamente un paradosso.
4. Ricapitolazione
geopardy 3 gennaio 2011
Una lettura puramente materialistica e figlia dei tempi, come evidenzio nel mio intervento precedente.
Ogni lettura ha una chiave ed infatti la chiamiamo chiave di lettura e questa condiziona il giudizio che si dà.
Per un'analisi più critica bisognerebbe togliere la parte ideologica dal proprio giudizio e distaccarsi un po’ dagli eventi del mondo, ma capisco che non è facile questa operazione.
Te ne suggerisco una, ad esempio, il sistema cinese risulta essere il più grosso produttore di inquinamento al mondo.
Per la costruzione di una diga per scopi energetici (non inquinanti) ha costretto ad abbandonare la propria terra a milioni di persone (non erano tibetani, ma cinesi) e sta sommergendo una vasta parte del suo territorio in cui ci sono bellezze naturali, che potrebbero essere tranquillamente annoverate tra i patrimoni dell'umanità (la Valle delle Tre Gole, ad esempio),ma, come disse un nostro grande antenato: "il fine giustifica i mezzi".
Da noi è la logica di "mercato" delle multinazionali a creare una dittatura di fatto, anche se qualche strumento in più dei cinesi lo abbiamo per reagire, qui nessuno ti viene a svuotare una regione con la forza almeno (blanda consolazione, ma sepppur misera esiste).
Lì c'è un governo che esercita un forte autoritarismo, ma ora anch'esso è colluso con le multinazionali.
Non è chiaramente una società contemplativa e meditativa come quella tibetana, ma estremamente materialistica (anche se sempre più cinesi si interessano di evoluzione interiore e spiritualità).
Il fatto che i Lama possano aver contemplato, in un primo momento, una resistenza armata, mi sembrerebbe associabile ad una legittima difesa nei confronti di un'invasione armata esterna e chiunque avrebbe reagito così, ma non è successo e, forse, avrebbe innescato una cultura di guerra permanente non desiderabile dalla filosofia buddista-lamaista (oppure è stato fatto un semplice calcolo per salvaguardare, almeno in parte, l’esistenza del popolo tibetano) , mentre nell'islam, ad esempio, questa scelta sarebbe stata parte intrinseca della loro filosofia di resistenza, ma anche per noi lo sarebbe.
Il fatto che il Dalai Lama si faccia strumentalizzare talvolta dal cosiddetto occidente sinceramente mi rattrista ed allontana dalla soluzione del problema Tibet (anche se non è così semplice muoversi oggi).
Storicamente, credo, che la Cina possa avere delle rivendicazioni sul Tibet, ma non su tutto.
Comunque, ritengo, che un'autonomia del tipo regione Trentino Alto Adige, magari su di una parte, possa essere una soluzione possibile e, a detta di Messner, il Dalai Lama l'ha contemplata.
Prima o poi si dovrà arrivare ad una soluzione.
Nessuno ha in tasca una soluzione perfetta per il genere umano, ma la tolleranza e la giustizia sono una via praticabile e l’alternativa sarebbe la guerra permanente, il genocidio ed il degrado dell'umanità.
Ciao
Geo