QUESTIONE EBRAICA, COMPLOTTO GIUDAICO MASSONICO, E OMICIDIO RITUALE

QUESTIONE EBRAICA, COMPLOTTO GIUDAICO MASSONICO, E OMICIDIO RITUALE

DI PAOLO FRANCESHETTI

paolofranceschetti.blogspot.com


Premessa. Le contraddizioni della questione ebraica. 2. Le principali accuse contro il popolo ebraico. 3 Il problema degli omicidi rituali contemporanei. 4. Ricapitolazione. Il complotto giudaico massonico. 5. Conclusioni.

1. Premessa. Le contraddizioni della questione ebraica

Spesso, in convegni, oppure via mail, oppure pubblicamente sul blog, mi domandano perché non parlo mai della questione ebraica e del problema delle lobby ebraiche. Alcuni mi accusano di non farlo perché sono in malafede e nascondo chissà quali oscuri segreti.
La verità è che ogni volta che ho messo mano alla questione ebraica (sia essa il problema del complotto giudaico – massonico, o quella dello stato di Israele) mi sono perso in una confusione senza precedenti, senza riuscire a cavare un ragno dal buco. E quindi ho rinunciato a trarre conclusioni personali.


Quando sentivo parlare di “complotto giudaico-massonico” tempo fa, la frase mi evocava sentimenti antisemiti, quasi nazisti, e mi parevano residui di un delirio che traeva le sue origini dal tempo del nazismo.
Tempo fa parlando con il mio amico Marcello Pamio, direttore di Disinformazione, notai che spesso usava questi termini: “complotto giudaico massonico”, “massoneria ebraica”; io gli dissi: “Ma perché parli di massoneria ebraica, che pare quasi che ce l’hai con gli ebrei? Parla di complotto massonico e basta”. Mi rispose: “Continua a studiare e capirai; non si può capire la massoneria se non capisci l’ebraismo, e quando l’hai capito vedrai che la teoria del complotto ebraico per la conquista del mondo è realtà”.
D’altronde, parlando con persone ebree, ho spesso avuto delle indicazioni fondamentali per capire meglio il sistema in cui viviamo. E ho notato da parte di molti ebrei una volontà identica alla mia di capire, senza condannare nessuno, per cercare una soluzione allo sfascio del mondo in cui viviamo.
Una mia amica ebrea mi ha fatto notare che oggi tutti i simboli delle multinazionali richiamano la cultura ebraica; persino i nomi dei politici o dei personaggi televisivi non sono mai scelti a caso, ma solo se richiamano simboli e concetti della cultura ebraica.
Gad Lerner richiama la tribù di Gad, una delle tribù di Israele; Saviano richiama i savi di Sion; la mia Harley Davidson deve il suo successo nel mondo a quel “David son”, figlio di Davide; persino Berlusconi deve essere letto come Ber – Lux – Cohen: Figlio della Luce di Cohen. Un telefilm come X Files, ad esempio, richiama la cultura ebraica in modo ossessivo in ogni piccolo particolare, dal nome degli attori al nome dei personaggi (Dana Scully richiama nel nome la tribù di Dana, che è la tribù di Israele da cui nascerà l’Anticristo e nel cognome lo scheletro; Gillian Anderson richiama nel nome il giglio, simbolo di Israele, e nel cognome Anderson, che è colui che ha redatto la costituzioni massoniche di Anderson; David Duchovny richiama la stirpe di Davide nel nome, ma anche un autorità spirituale del mondo ebreo polacco nel cognome..., e così via).
Ed è lei che mi ha dato delle dritte per iniziare a studiare la cultura ebraica, che è la chiave per comprendere il mondo contemporaneo.

2. Le principali accuse contro il popolo ebraico.

Ad approfondire la questione viene il mal di testa. Vediamo i punti essenziali della questione, riassumendo le principali accuse mosse al popolo ebraico.

Accusa 1. Gli ebrei dominano il mondo e c’è un complotto ebraico per guidare il mondo e distruggere la religione cattolica.
Questa affermazione si basa prevalentemente sul fatto che le élite finanziarie che dominano il mondo sono ebraiche; Rotschild, Rockefeller, Morgan, ecc., sono famiglie ebraiche, ma questo non è sufficiente per parlare di un complotto “ebraico”. Tutt’al più si potrebbe parlare di un complotto di qualche famiglia ebraica, il che è cosa ben diversa.
Inoltre questa affermazione viene prevalentemente da fonti cattoliche.
Tali fonti sono senz’altro inattendibili perché provengono da un’organizzazione, che è la Chiesa Cattolica appunto, che nei secoli ha sistematicamente distrutto e massacrato tutto ciò che si opponeva al suo potere e che mirava a convertire tutti i popoli della terra. Tutt’oggi Bush attacca l’Iraq dicendo che lo fa “in nome di Dio” e il papa non spreca una sola parola per smentirlo.
Insomma, la classica regola dello specchio, per cui si accusa l’avversario di caratteristiche proprie.
Vedremo dopo se questa accusa è vera o no, ma quand’anche lo fosse, la loro posizione non sarebbe diversa da quella che ha avuto per secoli la Chiesa, che ha avuto Hitler, che ha avuto l’Impero romano a suo tempo, e che ha attualmente l’America.

Accusa 2. Gli ebrei sarebbero un popolo deicida, avendo ucciso Cristo.
Questa accusa, oltre a sembrare un po’ labile per giustificare un conflitto che in alcuni casi arriva fino ad oggi, fa a pugni con un altro dato, e cioè che Gesù era comunque un ebreo.
Quindi riesce difficile capire come il secolare odio tra ebrei e cristiani possa derivare dal dato di fatto che siano stati gli ebrei a mettere a morte Gesù, visto che a conti fatti il cristianesimo deve essere grato a questo popolo per la nascita di Cristo.
Peraltro, a voler essere pignoli, non furono i soli ebrei a uccidere Cristo, ma anche i romani (Ponzio Pilato era romano). Quegli stessi romani che poi presero la religione cristiana come religione ufficiale dell’impero, nel 313 con l’Editto di Costantino, e da cui è derivato lo stato pontificio e l’attuale Vaticano.
In altre parole, Gesù non è stato messo a morte dagli ebrei, bensì da ebrei e romani, e analizzando le vicende storiche dell’Antica Roma, viene da pensare che gli attuali cattolici sono in fondo gli eredi di coloro che misero a morte Cristo, al pari degli ebrei.

Accusa 3. Una cosa che poi mi ha sempre fatto sorridere è l’accusa di omicidio rituale.
Gli ebrei sono stati, nei secoli, accusati di uccidere i bambini cristiani per scopi rituali. Sono pochi i libri che approfondiscono storicamente questo problema. Di recente abbiamo solo il libro “Pasque di sangue” di Ariel Toaff, e “Omicidio rituale ebraico” edito da Effedieffe e scritto da Domenico Savino.
Ipotizzando che siano vere le ricostruzioni effettuate dagli autori di questi due libri, esce fuori un quadro in cui:
- non tutti gli ebrei erano consapevoli di queste pratiche; lo stesso Savino afferma che spesso era solo il capofamiglia a conoscere questi rituali, di cui la famiglia era all’oscuro;
- non tutte le comunità ebraiche praticavano questi riti.

Perché mi viene da sorridere quando leggo queste “accuse”? Soprattutto perché, se è vero che alcuni ebrei praticavano il sacrificio del sangue (e sicuramente è vero; anzi, dirò di più: i miei studi mi hanno portato a capire che l'omicidio rituale ebraico è praticato ancora oggi, su larga scala), la cosa buffa è che tale accusa viene dalla Chiesa cattolica, che nei secoli ha fatto un bagno di sangue di chiunque si opponesse al suo messaggio ufficiale (Inquisizione, Catari, Dolciniani, la guerra ai pagani effettuata subito dopo la Cristianizzazione dell’Impero, i Sassoni, e gli stessi ebrei, che vennero uccisi a migliaia dalla Chiesa cattolica dopo l’anno 1000. Nella sola Siviglia pare ne furono uccisi 4000 attorno al 1300).

E l'omicidio rituale ebraico è fenomeno non certamente meno grave della cosiddetta Guerra Santa Islamica che alcuni islamici vorrebbero effettuare a danno dei popoli non islamici, ebrei o cattolici che siano.
Infine, sacrifici di sangue sono previsti in molti rituali di magia nera, praticati da satanisti non ebrei. Scoprire alcuni ebrei che fanno sacrifici rituali e accusare tutto il popolo ebraico, vale quanto scoprire che a Torino alcuni industriali praticano riti satanici e accusare tutti gli italiani di praticare questi riti; oppure vale quanto accusare tutti i cattolici (compresi mia madre e mio padre) di uccidere i non cattolici e gli eretici.

Anzi.
A voler fare un bilancio, il numero degli omicidi cattolici in danno degli ebrei, nei secoli, è stato sicuramente superiore al numero di omicidi rituali ebraici commessi a danno di bambini musulmani o cristiani, perché i massacri della Chiesa venivano effettuati pubblicamente, e con la complicità di quasi tutto il clero cattolico; gli omicidi rituali dovevano essere effettuati in segreto e all’insaputa anche degli stessi ebrei.
Insomma… l’accusa di omicidio rituale è senz'altro vera, ma sembra essere la classica storia di chi vede la pagliuzza nell’occhio altrui e non vede la trave nel proprio.
Basti pensare che Papa Paolo IV, che emanò nel 1555 una bolla contro gli ebrei e creò l’attuale ghetto di Roma, durante il suo pontificato aveva mass acrato – pare - circa 150.000 protestanti.

Accusa 4. Gli ebrei educano i loro figli alla menzogna, e qualunque bugia è permessa, se si tratta di avere rapporti con non ebrei.
Personalmente non posso dire se sia un’accusa vera o falsa; so che ho conosciuto molte persone di origine ebraica che a me sembrano persone assolutamente normali, spesso con una marcia in più di cultura e simpatia rispetto alle altre. Ma detto da un cattolico italiano la cosa è assurda, se si dà un occhio all’ipocrisia e alla falsità con cui noi italiani veniamo educati fin da piccoli. Veniamo educati a non dire mai apertamente ciò che pensiamo (nei rapporti interpersonali perché “non sta bene dire questo o quello”; sul posto di lavoro altrimenti perdiamo il lavoro; nelle amicizie perché altrimenti perdiamo le amicizie; spesso anche col partner); veniamo educati a giurare un amore eterno sapendo che la maggior parte dei matrimoni finiscono dopo pochi anni, e molti vengono protratti senza amore per tutta la vita; si adotta una morale sessuale ufficiale che fa a pugni con la realtà, se si considera il numero di tradimenti effettuati in coppia, e se si considera il modello di comportamento di certi politici (da Berlusconi, a Marrazzo, a Craxi, fino ai vizietti di alcuni, sussurrati ma mai dati al pubblico per fare scandalo); la politica si basa sulla menzogna; la Chiesa cattolica basa molti dei suoi rapporti sull’ipocrisia (vedi: preti pedofili, IOR, Marcinkus, vescovo di Monreale, ecc.); il lavoro dei venditori si basa sulla menzogna; gli avvocati vivono quasi tutta la vita raccontando balle in tribunale e ciò sembra normale a tutti; facciamo concorsi pubblici inevitabilmente truccati e tutti sanno perfettamente che un concorso serio, a certi livelli, è assolutamente inesistente; i giornali raccontano balle quotidianamente e i giornalisti sanno benissimo come stanno le cose ma la maggioranza sta zitta per quieto vivere; la TV è finzione dal primo all’ultimo programma, dove tutto è costruito e falso; e così via…
Il risultato finale della nostra educazione e di questa abitudine continua alla menzogna infatti è sotto gli occhi di tutti: l’Italia riesce ad avere una classe politica di bugiardi patologici cronici, che vengono eletti, osannati e ossequiati, per il semplice motivo che siamo talmente abituati alla menzogna e alla falsità che ci pare assolutamente normale che un personaggio come Berlusconi possa essere Presidente del Consiglio. E la stessa cosa succede negli USA e negli altri paesi occidentali.

Accusa 5. Gli ebrei considerano i non ebrei esseri inferiori, i cosiddetti Goim.
A fronte di questa affermazione ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Non ho difficoltà a immaginare che un’affermazione del genere sia vera; ma detta da un cattolico la cosa ha un sapore particolarmente comico, se si pensa che fino a un secolo fa negli USA gli africani erano tenuti come schiavi, e la Chiesa cattolica non ha mai preso posizione su questo punto; in Italia la parola terrone per molti è ancora un insulto, la donna era priva del diritto di voto fino al 1946 e tuttora viene considerata in modo diverso dall’uomo, visto che esiste la legge sulle quote rosa; i ricchi spesso snobbano i poveri e le famiglie di tradizioni nobiliari ancora considerano una cosa negativa sposare una persona di rango inferiore e così via. Nella mia vita spesso ho conosciuto persone che consideravano inferiori i non laureati rispetto ai laureati, i contadini rispetto agli avvocati, ecc. Cioè ci si dimentica che la nostra società si basa da sempre sul concetto di inferiore e superiore, dove inferiore è inevitabilmente il diverso. Quindi in questo, gli ebrei che eventualmente educhino i figli ad essere superiore agli altri, farebbero esattamente la stessa cosa che fanno tutti gli altri, in ogni parte del mondo.
A tale proposito voglio raccontare un episodio della mia vita personale. Poco tempo fa mia madre – cattolicissima e laureata in teologia - mi ha detto che prega sempre per me, e che non gli importa tanto che io muoia, quanto che io “muoia non riconciliato con Cristo”.
Insomma, mia madre non teme per la mia vita; ciò che le dispiace è che io muoia buddista, e non cattolico.
Tale episodio dimostra molto bene il senso di superiorità che i cattolici hanno nei confronti dei non cattolici, e il disprezzo, nonché la mancanza di rispetto, verso le altre religioni, con la loro convinzione di essere assolutamente nel giusto.

Studiando a fondo tutte queste questioni il caos non solo non si dipana, ma aumenta. Si scopre così che forse il popolo ebraico non è neanche un popolo con caratteristiche unitarie, come dice Shlomo Sand nel suo recente “L’invenzione del popolo ebraico”.

Analizzando la questione israeliana e palestinese ci si addentra in un altro dedalo inestricabile di contraddizioni, con gli ebrei che vorrebbero avere una terra, ma con una guerra che è voluta anche da loro, i quali spesso non rispettano le tregue ed i cessate il fuoco, e dove spesso sono loro a scatenare la reazione dell’avversario.

Il popolo ebraico è il popolo più perseguitato della storia. Il culmine delle persecuzioni lo abbiamo con il nazismo.
Ora, se questo è vero, è anche vero che, studiando la storia della seconda guerra mondiale, si scopre che i maggiori finanziatori di Hitler erano… gli ebrei, ovverosia le banche inglesi e americane, che hanno finanziato in modo uguale tanto i nazisti quanto gli anglo-americani.
A questo punto la contraddizione è tale da far venire il mal di testa.


Ecco perché per anni, ho rinunciato a capire ma soprattutto a parlare di queste cose. Per il semplice motivo che non capivo e non volevo addentrarmi in un discorso su cui non avevo le idee chiare.

3. Il problema degli omicidi rituali contemporanei

Ho deciso di riprendere in mano la questione ebraica con tutto quello che ne consegue quando mi sono accorto di due fatti molto gravi che meritavano un approfondimento che nessuno faceva, e per tentare una ricostruzione da un punto di vista diverso rispetto a quello che oggi ci propongono le fonti ufficiali.

Primo. Per capire molti dei fatti di sangue che i media ci propinano quotidianamente, da Sarah Scazzi a Jack lo Squartatore, occorre conoscere la Cabala, l’alfabeto ebraico e la cultura ebraica.
Il Mostro di Firenze, Erba, Cogne, come abbiamo detto in altri articoli, sono delitti accomunati dall’essere tutti delitti rituali, decodificabili e decriptabili con la conoscenza della Cabala e della Bibbia.
La strage di Erba, ad esempio, richiama un omicidio rituale ebraico, dai nomi delle vittime (Yussouf – Gesù; Valeria Cherubini) ai nomi degli assassini (Rosa, il simbolo, sì, della Rosa Rossa, ma anche di Israele), fino alle modalità dell’omicidio (sgozzate e private del sangue), che sono le stesse identiche modalità con cui gli ebrei uccidevano i cristiani, e descritte nel libro di Savino.
Giornalmente in cronaca leggiamo di omicidi in famiglia che sono sempre rituali; il 29 dicembre ad es. appare la notizia che Ercole Vangeli ha ucciso i figli Pasquale, Domenico e Giovanni.
A Rho, Piero Amariti uccide Cristina Messina.
A Città di Castello l’omicidio di Maria Geusa.
Persino per capire a fondo la banda della Uno Bianca si deve far riferimento a quel “Savi” nel cognome degli assassini, che ricorda i Savi di Sion.
E persino per capire gli omicidi di un serial killer come Jeffrey Dahmer, il serial killer cannibale di Milwuakee, che uccise e mangiò 17 persone, occorre sapere che il cognome richiama la città dove Christian Rosenkreutz soggiornò più a lungo; e che fu ucciso a 33 anni da un certo Christopher (che significa portatore del messaggio di Cristo).
Insomma: Cabala, Bibbia, cultura ebraica, sono le chiavi di volta per capire la maggior parte dei delitti contemporanei, particolarmente quelli che arrivano all'attenzione dei media.

Secondo. Pochi si accorgono della ritualità dei delitti che a bbiamo menzionato. Eppure, presso la comunità degli esoteristi, certe cose sono un fatto abbastanza noto; spesso mi sono trovato a parlare con esoteristi anche noti e competenti, che davano assolutamente per scontato che tali delitti fossero rituali.
Perché allora, tra giornalisti, studiosi, ecc., non ne parla nessuno? domandavo. “Perché la gente non capirebbe”, rispondevano, “e chi capisce ha paura di parlarne”.

La cosa assurda di questo aspetto del problema è che anche coloro che si occupano di omicidi rituali ebraici e che parlano di un complotto giudaico massonico, ignorano completamente il collegamento tra gli omicidi moderni e la cultura ebraica. Uno dei fatti che più mi ha colpito, di recente, è che quando ho parlato al giornalista Maurizio Blondet e a Fabio De Fina (quest'ultimo editore di Effedieffe e del libro di Domenico Savino, ed entrambi convinti sostenitori del complotto giudaico – massonico per la conquista del mondo) di questo aspetto della questione ebraica, la cosa è stata liquidata con sufficienza e senza alcun interesse.
La cosa è assurda, perché Effedieffe è un sito cattolico con continui attacchi ad Israele e agli ebrei tanto che, aprendolo a caso, in un giorno a caso (31.12.2010) compaiono i seguenti articoli in una volta sola: Israele traffica organi anche in Kossovo; Il ruolo ebraico nella rivoluzione Russa; Talmud Perverso; Israele stato divino o satanico; e altro ancora.
Dal loro punto di vista, cattolicocentrico, la mia tesi degli omicidi rituali rafforzerebbe la loro convinzione sul progetto mondiale di dominio del mondo da parte degli ebrei aggiungendo un altro tassello contro gli ebrei.
L’atteggiamento di indifferenza da parte di persone che pure si occupano di problemi legati alla questione ebraica mi ha spinto a proseguire la ricerca per cercare di capire le ragioni di questo disinteresse. Il percorso di questi anni mi ha portato a rilevare un’altra contraddizione perché mi sono accorto che, curiosamente, le sole persone interessate agli aspetti moderni dell’omicidio rituale ebraico sono proprio persone ebree, che mi hanno dato in certi casi un aiuto determinante.
Anzi, a dirla tutta è proprio una persona ebrea che mi ha messo sulla pista giusta in materia di omicidi rituali, dandomi qualche spunto per iniziare a leggere la simbologia di alcuni delitti.
Mentre diverse persone di origine ebrea mi hanno confermato quello che sospettavo da molto tempo, cioè che si, per loro è normale vedere in chiave ritualistica i delitti e i vari avvenimenti di cui danno notizia i TG, e spesso dietro alle notizie leggono o intuiscono i codici nascosti.
Il che pare decisamente un paradosso.

4. Ricapitolazione


Commenti (69)

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    1. Eracle 2 gennaio 2011

      Paolo Franceschetti ha scritto:

      Gli ebrei sono stati uno dei popoli più perseguitati della storia. Questo è un dato di fatto.

      Un minimo di decenza no eh?
      Ma come si fa ad affermare una cosa così ridicola?
      Almeno le basi della storia a grandi linee bisognerebbe averla prima di sparare idiozie del genere.

    1. Eracle 2 gennaio 2011

      Questo articolo di Paolo Franceschetti è veramente penoso.
      Si è inventato tutto il discorso attorno al complotto ebraico al solo scopo di fare la solita meschina propaganda contro i Cattolici.
      Un articolo pieno di luoghi comuni e di falsità senza un minimo di analisi critica.
      Ogni punto che vorrebbe far finta di discutere, in realtà contiene un'accusa propagandistica contro il cattolicesimo.
      Vengono ignorate le altre religioni del mondo che accusano la lobby ebraica, facendo finta che tutto sia frutto di un complotto Cattolico per distruggere l'ebraismo.

      Va bene che Israele sta finanziando questo genere di attività propagandistica, ma qu' si tocca veramente il fondo.

    1. Rolfly 2 gennaio 2011

      Quoto questo commento di Gianluca Freda.

    1. Rolfly 2 gennaio 2011

      Articolo pieno di inesattezze che portano a tanta confusione. Velleitarismo.

    1. calliope 2 gennaio 2011

      Balle del franceschetti...
      non ne sentivo la necessità.
      scommetto che ti batti pure per la salvezza di Sakineh...
      i frattini si moltiplicano.

    1. totalrec 2 gennaio 2011

      Gli articoli di Franceschetti sono sempre interessanti e rivelatori. Qui però mi sembra che l'autore si dia un gran da fare per sfondare porte aperte e glissare grossolanamente su quelle chiuse. La sua conclusione - "Più che una egemonia degli ebrei in quanto popolo, oggi abbiamo un’egemonia della cultura ebraica, che è una cosa ben diversa." - è un tipico esempio di porta spalancata inutilmente aggredita a colpi di martello. Nessuno (o almeno nessuna persona meritevole di considerazione) ha mai pensato di coinvolgere nelle considerazioni sull'egemonia ebraica gli ebrei "in quanto popolo", compreso il venditore di falafel della fiera. Anche perché gli ebrei "in quanto popolo" sono un'invenzione, come ha correttamente osservato Shlomo Sand. Quando si parla di egemonia e di controllo ebraico sull'Europa si parla, ovviamente, delle famiglie ebree facoltose e potenti, non dell'ebreo qualunque.


      E sarà anche vero - anzi, lo è senz'altro - che il cristianesimo si è reso colpevole, nel corso dei secoli, di molte atrocità. Ma ora come ora, a minacciarci sono più le soperchierie dei Rothschild, dei Bernanke e dei Netanyahu che quelle di Simone de Monfort.


      Viceversa, Franceschetti liquida l'egemonia culturale, finanziaria ed economica ebraica, nonché la sua crescente rilevanza militare, come se si trattasse di questioni di secondo piano. Già l' egemonia culturale, invece, rappresenta, anche da sola, un problema di dimensioni colossali. La cultura di un popolo comprende l'informazione, la storia, l'arte, l'idea di collettività, i rapporti interpersonali, le relazioni tra i sessi, la visione della politica... investe l'intera prospettiva che un popolo ha sul mondo in cui vive. E la prospettiva che abbiamo sul mondo in cui viviamo E' il mondo in cui viviamo, un frutto della nostra percezione dell'esistente. Il fatto che alcuni potenti famiglie ebraiche abbiano la possibilità, attraverso l'egemonia sugli strumenti di comunicazione, di modellare a loro vantaggio il mondo che ci sta intorno, sarebbe, già di per sé, un pericolo di rilevanza smisurata, da affrontare immediatamente nel modo più drastico.

      Se poi a questo pericolo aggiungiamo anche lo strapotere finanziario, economico e militare delle caste ebraiche, e completiamo il tutto con una spruzzatina di omicidi rituali - i quali, qui concordo con Franceschetti, presentano moltissimi elementi che riportano dritti dritti alla simbologia cabalistica - direi che c'è veramente poco da stare tranquilli.

      Gianluca Freda

    1. Random 2 gennaio 2011

      Questo commento era di risposta ad AmonAmarth

      che ha detto di se stesso e del Franceschetti:

      Non mi interessa "di chi è colpa", IO cerco di azzerare i conflitti a partire DA ME.


      Ho sbagliato pulsante nel postare.
      Chiedo venia.

      Random

    1. Random 2 gennaio 2011

      Non mi interessa "di chi è colpa", IO cerco di azzerare i conflitti a partire DA ME.
      Il problema dei parassiti è che non possono vivere senza gli ospiti.

      Il Dalai Lama, esempio da imitare per l'autore, è un esempio imperante di parassitismo sociale ed egoismo.

      Parla di pace, pur sapendo che ogni volta che lo fà, il regime cinese massacra tibetani, mica gli fanno qualcosa a lui!

      Lui è al calduccio in qualche albergo di lusso!

      Ma i buddisti di tale caratura non stanno sotto gli alberi, sulle pietre, nella spiaggia?

      Ho ancora ben in mente il suo assurdo articolo sull'origine massonica della COSTITUZIONE e sulla condanna del lavoro come valore sociale!

      Random

    1. mystes 2 gennaio 2011

      In più occasioni ho fatto presente che è un errore sul piano storico e della interpretazione filosofica identificare o accomunare senza fare i dovuti distinguo la massoneria con l'ebraismo, l'alta finanza e il mondialismo. Lo snaturamento e il processo contro-iniziatico della massoneria (soprattutto di carattere gesuitico-ebraico) era stato già messo in evidenza da René Guenon e ancor meglio descritto nei minimi particolari da Arturo Reghini. Quest'ultimo aveva perentoriamente auspicato per l'Italia, attraverso il rito filosofico e l'associazione pitagorica, un ritorno integrale e socialmente avanzato del nostro paese all'imperialismo romano. Il suo tentativo fuori e dentro la massoneria fu boicottato e ridotto al silenzio con la complicità di diversi personaggi che si vantavano di essere nemici dichiarati della massoneria e dell'esoterismo italico-pitagorico.

    1. alecale 2 gennaio 2011

      considerazioni:
      Una cosa che non viene menzionata e che : anche un nero dalla profonda africa puo diventare di religione cristiana , come anche un cinese puo diventare mussulmano , ma per diventare di religione ebraica ci si deve nascere ebreo.
      io passeggio ogni giorno nel quartiere ebraico qui ad anversa e in 10 anni nessun mai mi ha rivolto lo sguardo nemmeno dopo un mio cenno al contatto, praticamente non esisto e per il loro modo di apparire si sono guadagnati il nikname neukteugels .

      ci sono due tipi di razzismo , che forse franceschetti non ha ancora notato , uno e quello che tutti vedono ed e quello biologico il colore della pelle , L'altro e quello culturale il peggiore e meschino perchè non si vede.

    1. totonno 2 gennaio 2011

      Franceschetti é amico del C.I.C.A.P.????

    1. AmonAmarth 2 gennaio 2011

      Molto chiaro nello spiegare ciò che oggi in troppi si ostinano a ritenere allo stesso tempo "complesso" e "complotto"... Ci si può credere fino ad un certo punto. Il tutto converge a capire "cosa tutto questo comporta", ovvero il nostro atteggiamento individuale su certe situazioni della vita verso CHIUNQUE. Il punto di visto di Franceschetti è chiaro, e coincide con quello di molti di noi: non mi interessa "di chi è colpa", IO cerco di azzerare i conflitti a partire DA ME. Perchè dovrebbe essere così difficile da capire? Chi è maligno faccia ciò che vuole, IO la penso diversamente, e devo avere il coraggio di apporre questo modo di pensare ovunque. Questo significa anche saper dare fiducia, lentamente e con pazienza, perchè il conflitto esiste, e azzerarlo è semplice ma non immediato. Quindi la conclusione è senz'altro vera: tutto ciò che si racconta su "chi odia chi" è pura confusione del "far di tutta l'erba un fascio". Ogni individuo è diverso e ha un propria testa, e questo a prescindere dal fatto che quell'individuo sia cresciuto in questa e in quella cultura, in questo o quel culto. Pensare e riflettere con la propria testa, da sempre, è la cosa più anticonformista che ci sia. Queste persone esistono dappertutto, ad ogni latitudine e longitudine. E dove tale condizione esiste, ha il potere di cambiare le cose. Saluti.

    1. Random 2 gennaio 2011

      Per forza parla di pace il Gran Parassita, a lui non costa nulla, i tibetani vengono massacrati a causa sua, e lui se ne gira il mondo come un sovrano, ricevendo donazioni dagli stessi tibetani e da cretini sparsi in tutto il mondo.



      Ed aggiorna in alberghi di lusso, e non voglio neanche elecare a qualei nefandezze e piaceri "carnali" si concede in questi alberghi extra-lusso dove alloggia a pagamento o è ospitato, in contraddizione conla spiritualità che professa.

      Nella lista dei parassiti del pianeta terra, probabilmente tale figura è tra i più grossi e furbi.

      Random

    1. Random 2 gennaio 2011

      Dichiarazione dell'autore dell'articolo:

      L’esempio potrebbe essere quello del Dalai Lama, che pur cacciato dalla sua patria, e dopo aver subito il massacro dei tibetani, continua a parlare di pace, solo di pace, ad ogni costo.

      Ahhhahahahhhhhhahhah, questa poi è da scompisciarsi dalle risate, e la dice lunga sull'obbiettività dell'autore, che se non erro, professa il buddismo.



      Il Dalai Lama, detto il "Grande Quinto", il sovrano assoluto del Tibet, eletto tramite le premonizioni, i responsi degli oracoli ed i segni divini.



      In pratica si ricerca un perfetto bimbo con attitudini ad essere un burattino nelle mani dei sacerdoti che detengono il "vero potere".



      La solita storia dell'Elite manovratrice e del fantoccio burattino, e lui ce la propone come alternativa.



      Da notare che Dalai Lama non lavora, come tutti i monaci buddisti, e lavora poco come tutti i buddisti: in pratica sono dei parassiti a carico degli altri!


      E questo sarebbe l'esempio?

      Ma mi faccia il piacere!!


      Random

    1. Random 2 gennaio 2011

      Caro ComeDonkeyKong,
      lasciamo stare le altre materie, ma anche sul diritto!!!!

      Questa è la tesi del Franceschetti che la costituzione è di origine massonica:
      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7776

      Che a mio avviso non ha NESSUNA BASE GIURIDICA, e tanto meno logica.

      Basterebbe da solo l'articolo della costituzione che vieta espressamente le Associazioni Segrete.

      Se ha voglia legga il mio commento del perchè.

      In Italia abbiamo già abbastanza avvocati che cercano di diventare famosi nei modi più assurdi.....

      Random

    1. ComeDonkeyKong 2 gennaio 2011

      Mi correggo

      "dal fatto che nei paesi a maggioranza protestante i riferimenti all'Antico Testamento sono numerosi e ovunque nella vita quotidiana (poiché tradizionalmente i protestanti tendono a promuovere un approccio personale alle scritture, mentre i cattolici considerano che a poter fornire un'interpretazione seria e affidabile delle scritture possa essere solo un "professionista" incaricato dalla chiesa di Roma)"


      dal fatto che il potere degli ebrei abbia fatto sì che nei paesi a maggioranza protestante i riferimenti all'Antico Testamento siano numerosi e ovunque presenti nella vita quotidiana (ciò che invece è quasi ovvio, poiché tradizionalmente i protestanti tendono a promuovere un approccio personale alle scritture, mentre i cattolici considerano che a poter fornire un'interpretazione seria e affidabile delle scritture possa essere solo un "professionista" incaricato dalla chiesa di Roma)

    1. ComeDonkeyKong 2 gennaio 2011

      Caro Franceschetti, forse è il caso che per un po' lasci perdere e ti legga qualcosa di serio. Tra le non molte fonti che citi si possono sicuramente individuare autori seri e preparati, ma le conclusioni che trai, i tuoi percorsi logici, e molte altre fonti da te menzionate sono disperanti.
      Dal momento che sei avvocato, immagino che quando, palesemente disgustato, parli delle menzogne che riempiono i tribunali, lo faccia con cognizione di causa, e non faccio fatica a crederti. Per il resto, considera che se la Storiografia, l'Antropologia Culturale, l'Etnologia, la Storia delle Religioni esistono come discipline a sé, c'è un motivo: certe problematiche che riguardano le culture, la società, la comunicazione tra esseri umani e gruppi culturali differenti non possono essere risolti in ragionamenti semplificatori e luoghi comuni adattati a seconda delle necessità. Sia chiaro, detesto la parcellizzazione dei saperi: secondo me le discipline dovrebbero comunicare di più tra loro, sia in accademia che nella società, e la divulgazione dovrebbe essere considerata un'attività seria, e affidata a persone competenti, e non a cialtroni o predicatori.

      Dico questo perché Franceschetti mi è anche piuttosto simpatico, ma non sopporto questa sua tendenza alla banalizzazione e a mettere insieme concetti vaghi con una faciloneria sconcertante.

      Le assurdità e le imprecisioni di questo strampalato articolo sono tante, dal fatto che nei paesi a maggioranza protestante i riferimenti all'Antico Testamento sono numerosi e ovunque nella vita quotidiana (poiché tradizionalmente i protestanti tendono a promuovere un approccio personale alle scritture, mentre i cattolici considerano che a poter fornire un'interpretazione seria e affidabile delle scritture possa essere solo un "professionista" incaricato dalla chiesa di Roma) alla decisione presa dall'ONU a proposito dello status di Gerusalemme (Gerusalemme è stata attribuita dal'ONU INTERAMENTE ai Palestinesi, già malamente scippati prima di 2/3, poi di oltre 3/4 della loro terra; è una delle numerosissime decisioni delle Nazioni Unite che non sono mai state rispettate da quelle parti).
      Che dire, poi, di incredibili discorsi come quello sulle persecuzioni più o meno lunghe o più o meno gravi delle diverse popolazioni o quello su chi può decidere la pace in Palestina...

    1. Random 2 gennaio 2011

      Trovo gli interventi di Paolo Franceschetti simili a quelli di Paolo Attivissimo,
      nella sostanza, naturalmente:
      non dice mai niente di nuovo, e in più porta confusione, ma tanta confusione.

      Queste le sue conclusioni:
      Ricapitoliamo.
      I dati di fatto sono questi:
      - Gli ebrei sono un popolo che è sempre stato perseguitato;
      - La cultura massonica è essenzialmente cultura ebraica;
      - La massoneria persegue il progetto del NWO;
      - Tale progetto è ad un passo dalla realizzazione;
      - Gli ebrei sono al vertice del potere finanziario e politico, nel mondo.

      Da tenere presente che l'ultima voce, che il Franceschetti dà per scontata, coincide al 100% con quanto pensava Hitler, il quale si diede da fare per ovviare al problema con campi di concentramento e forni crematori.

      Da tenere presente che il Franceschetti, nell'ultima affermazione, non parla più di "poche famiglie", ma degli "Ebrei", inteso come popolo, tutti gli Ebrei.

      Il Franceschetti introduce piano piano la pillola con l'idea di poche famiglie, e poi porta il lettore a identificarle con l'intero popolo!

      Più leggo gli articoli di tale Franceschetti, e più mi convinco che c'è qualcosa che non quadra, perchè i suoi messaggi sono distorti e non portano i valori che in apparenza sembrerebbe.

      In alternativa hanno il solo scopo di provocare confusione e discredito.

      Random

    1. clausneghe 2 gennaio 2011

      Ottimo esaustivo avvocatesco articolo.
      Del resto non ci si aspetta di meno dal Franceschetti.
      Condivido la sua "ricostruzione dei fatti", ma nelle cause m'arrischierei ancora più in là, nel terreno dell'occulto più occulto,dopo il campo dell'elite e dei massoni e anche oltre quello dei satanisti..
      Mi riferisco alle troppo vituperate teorie di David(oddio si chiama David!) Icke,naturalmente...
      Salute a tutti,pace e ben-essere,Auguro.

    1. sidellaccio 2 gennaio 2011

      M’è già capitato di leggere con piacere (e fino in fondo) i lunghi articoli di Paolo Franceschetti, ma alla fine ho la sgradevole sensazione della loro assoluta inutilità…
      E mi ricordo la battuta dei mistici, a proposito dei filosofi, che di notte, in una stanza buia, cercano un gatto nero, che non c’è…
      A che serve cercare di mettere un’etichetta all’elite al potere che sta distruggendo la nostra società e probabilmente anche il nostro pianeta?
      E poi, verso la fine, Franceschetti ci suggerisce perfino una graduatoria tra le religioni, migliori o peggiori…
      Ma tutte le religioni organizzate sono ipocrite, violente e sopraffattrici!
      Tutte le religioni organizzate, diffondono il contrario dei comportamenti dei mistici, ai quali pretendono d’ispirarsi…
      Non vi ricordate le lotte cruente, tra monaci buddisti, che abbiamo visto anche in televisione… http://archiviostorico.corriere.it/1994/marzo/30/botte_orbi_Seul_tra_monaci_co_0_94033013849.shtml
      Ma per fortuna molti discepoli, di tutte le religioni, si comportano come i mistici che amano.
      www.silviodellaccio.it

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