PUO' IL M5S DIVENTARE UN VETTORE RIVOLUZIONARIO ?

PUO' IL M5S DIVENTARE UN VETTORE RIVOLUZIONARIO ?

DI GEORGIOS

comedonchisciotte.org

Se uno cerca la storia del Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD), troverà in posizione centrale tra i protagonisti della sua fondazione, la figura di Karl Marx descritto come “ideal pulse” vale a dire “impulso ideale” oppure “forza vitale ideale” (1).

Questo partito era stato fondato con il nome di Partito Socialista dei Lavoratori Tedeschi (SAPD) sulle concezioni generali di K. Marx e F. Engels nel 1875 al Congresso di Gotha, dalla fusione dell'Associazione Generale degli Operai Tedeschi (ADAV) di Ferdinand Lassalle e del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori Tedeschi (SDAP) di August Bebel e Wilhelm Liebknecht.

Niente male come origini verrebbe da dire. Solo che poi si guardano le politiche del SPD nel corso degli anni e la “magia” svanisce. Infatti non è casuale che il primo “pubblico ministero” contro il “neonato” è stato proprio il suo “padrino”, il vecchio Karl, con una critica severa meglio nota come “Critica del Programma di Gotha” (2), (3).

Pochi anni dopo, nel 1878, Otto von Bismarck passò una legge antisocialista e questo partito venne messo fuori legge per “le sue tesi rivoluzionarie e antimonarchiche”. Quelli furono gli anni eroici del partito socialista tedesco il quale malgrado lo stato semiclandestino in cui si trovò, crebbe in maniera impressionante: alla fine del 19o secolo era la più forte organizzazione politica del paese con 1.400.000 voti e quasi 400.000 iscritti (4).

Tra il 1890 e il 1891 le cose però cambiano: da una parte il partito viene nuovamente legalizzato e assume il suo nominativo definitivo di Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) mentre dall'altra, con il congresso di Erfurt (5), il vecchio programma di Gotha e' sostituito da un programma nuovo, promosso da Karl Kautsky. Questo programma e' più marxista a parole ma meno rivoluzionario nei fatti. Sembra una contraddizione ed infatti lo e' perché la principale argomentazione di Kautsky e' che siccome il capitalismo per sua natura collasserà da solo come una pera matura, allora il dovere dei socialisti non e' perseguire la rivoluzione ma impegnarsi per il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Non a caso parecchi anni più tardi Kautsky guadagnerà da Lenin l'appellativo del rinnegato che “trasformò Marx in un volgare liberale” (6).

La svolta definitiva avviene nel periodo tra il 1904 e la Prima Guerra Mondiale che coincide con l'ascesa alla posizione di segretario generale del partito di Friedrich Ebert. Ebert nel 1919, in perfetta collaborazione con il principe Max von Baden, nominato Cancelliere Imperiale dall'imperatore Guglielmo II (costretto ad abdicare), sarà il principale artefice della soppressione della Rivoluzione di novembre tedesca tanto attesa a Cremlino (7). La nomina di Ebert a segretario generale del SPD coincide anche con l'apparizione per la prima volta in seno alla segreteria del partito di un dirigente burocrate (“party executive”) (8). Pian piano la vecchia guardia di dirigenti, compagni di lotta di Marx, cedono il posto a dei “politici di professione”.

La stessa strategia sarà applicata subito dopo la Seconda Guerra Mondiale a tutti i forti partiti comunisti dell'ovest europeo. La logica in sostanza era: “Perché perseguitarli? Meglio metterli su un libro paga e tra non molto lavoreranno per noi”. Anche se il libro paga fu quello del politico salariato e non ciò che di solito si intende, il risultato e' stato lo stesso. Tutti questi partiti sono finiti nel collaborazionismo, con una tappa intermedia nota come revisionismo.

Questo, un po' lungo ma necessario, sguardo al passato, ci porta al nocciolo del problema: la trasformazione degli uomini e delle donne del partito e del sindacato, da volontari aspiranti ad un ideale per tutta la società e che si guadagnano la vita fuori dalle attività partitiche offrendo volontariamente il loro contributo alla causa, a dei professionisti della politica che mentre continuano a parlare di cose astratte ma “rivoluzionarie” (di rivoluzione meno o affatto) la vera battaglia la danno alla ricerca del voto che e' la fonte principale per il finanziamento pubblico dei loro partiti.

Finanziamento pubblico che costituisce la seconda piaga della politica attuale. Perché nasconde tutti gli altri finanziamenti che avvengono sotto banco e che caratterizzano il vero colore politico di ogni partito, il loro legame con il “cliente” di cui questi partiti certamente fanno gli interessi. Se per esempio fosse noto che gli introiti del partito A provengono dai piccoli contributi di una grande massa di persone mentre quelli del partito B da contributi milionari di poche persone, la mia scelta di voto risulterebbe molto più agevolata.

In questo modo i partiti si sono trasformati in estensioni dei meccanismi dello Stato, ma non dello Stato al servizio dei suoi cittadini, bensì di quello che fa gli interessi del più forte. Perché e' logico che se tu prendi ad esempio un calzolaio che fino a ieri doveva sudare ogni giornata e lo trasformi in un politico o in un sindacalista di professione ben pagato che in sostanza non deve più lavorare, è pacifico che le considerazioni idealistiche di Max Weber circa “La politica come professione e come vocazione” e “l'Autorità carismatica” andranno a farsi benedire (9).

Il politico di professione non possiede la formazione dataci dalla sua definizione enciclopedica (10) ma da quella offerta da corsi universitari pubblicizzati sotto il titolo “Imparare la politica? Ora si può diventare un dirigente di partito” (11) anche per delle ragioni ben spiegate in un appunto dal titolo “Le trasformazioni dei partiti di massa” (12) che si conclude cosi: “Tale situazione rischia comunque di minare la legittimità dei partiti che vengono spesso percepiti come apparati parassitari, lontani dalla società”.

Cosi lontani che adesso il panorama sembra sgombro. Checché ne dicano, che siano politici del PD, di FI etc o sindacalisti da Camusso e Landini fino a Bonanni e Angeletti, la loro posizione e' chiara e non solo per le ragioni storiche esposte in precedenza. Ma per le politiche che seguono. Per le scelte di lotta che NON fanno. Per lo sciopero ad oltranza che NON hanno proclamato. Per gli edifici pubblici come quelli del fisco, come le prefetture etc che NON hanno occupato ad oltranza paralizzando questo aborto di Stato. E' più o meno la stessa storia ridicola quanto tragica che osserviamo in Grecia negli ultimi quattro anni dove a parole si stracciano i memoranda e si proclamano degli scioperi di 24 ore, uno ogni 4-5 mesi, quando il paese sta affondando ed insieme ad esso migliaia di poveri cristi. La terapia dell'ipnosi fino all'eutanasia del paziente. Infatti, agli scioperi non partecipa ormai quasi più nessuno. Perché la gente ha perso ogni fiducia in tutti loro. Sa da quale parte stanno. E aspetta il miracolo della vendetta.

E sapete una cosa? Noi vi invidiamo. Sì, l'avete proprio capito e chi ride e' per lo meno un incosciente per non dire qualcosa di più pesante.

Voi avete un Movimento di gente, il M5S, che non appartiene alla vecchia politica, unico in Europa, che sta tentando, sta sperimentando nuovi modi per fare politica, certamente sbagliando e facendo brutte figure, alcune per inesperienza, altre perché certuni hanno i propri limiti, altre ancora perché ci sono sempre i soliti voltagabbana, ma che non e' ancora corrotto come meccanismo, non e' venduto in toto, ma sopratutto perché e' un Movimento che a livello decisionale e' ancora molto vicino per forza di cose alla sua base, perché non c'è stato ancora il tempo per essere assorbito dal sistema.

Questo movimento non e' proprietà di nessun Grillo e di nessun Casaleggio, che se non corrispondono più alle aspettative della gente devono essere messi da parte per permettere il formarsi di un'alleanza popolare sempre più ampia, aperta a nuove idee e nuove iniziative che devono essere espresse come politica del popolo e non di qualche élite ai “posti di comando”. Una politica che rappresenti l'opportunità di inserimento a tutte le istanze del popolo dai problemi di quartiere, a quelli ambientali, della scuola, della sanità, della difesa della Costituzione che viene violentata, del patrimonio dello Stato che e' patrimonio dei suoi cittadini, dei mostruosi debiti strozzini verso le banche fino a quelli verso il fisco, fino alla reazione intimidatoria organizzata verso le società private di riscossione che la fanno da padrone terrorizzando spudoratamente la gente e fino alla politica parlamentare che non può essere però la sola politica. Perché se l'obbiettivo si riduce alle prossime politiche, le prossime amministrative e le prossime europee, per qualche seggio o qualche comune in più, alla fine si scoprirà che stavano sperimentando su di voi la stessa terapia nostra.

Dire chiaro e tondo che il Movimento e' contro l'euro e spiegare il perché alla gente che non ha ancora capito. Tutte le grandi truffe della storia vengono sempre compiute da minoranze organizzate che tengono i meccanismi della società in mano ai danni di maggioranze che difficilmente possono intendersi tra loro e per questo sono caratterizzate da una specie di immobilità sociale che significa ignoranza e difficoltà di azione comune. Non e' questione di essere intelligenti e furbi o idioti e ingenui. Ragionare in questi ultimi termini comporta soltanto la spaccatura del popolo perché a nessuno piace sentirsi dire che e' scemo.

Il Movimento Cinque Stelle fa loro paura perché e' risultato troppo forte alle elezioni, perché ha avuto troppo momento, perché ha raccolto troppa gente per i loro gusti, perché ha rotto coi vecchi schemi tra eletto ed elettore. Loro hanno paura del Movimento lo si constata in ogni loro tentativo ridicolo di sminuirlo dentro e fuori al parlamento, in televisione, sui giornali ed e' da kamikaze non puntare su ciò che mette paura all'avversario.

Non litigate. Osate. Allontanate i “pompieri” e i “tranquillizzatori” quali che siano i loro nomi. Non aspettate lo schianto dell'euro che può essere molto tardivo e doloroso in quanto i fanatici di Berlino hanno bisogno di questa moneta assassina e faranno di tutto per tenerla in vita. Non aspettate capi e caporali, esperti e titolari, la soluzione uno che annega la trova da solo non sta prima a imparare la legge di Archimede. Il vostro futuro lo avete nelle vostre mani. Non dimenticate: la vostra forza e' il numero. Il popolo, come totale di singoli, e' ingombrante, si muove difficilmente. Ma come massa unitaria e' una valanga che nessuno può fermare.

Sì. Il M5S potenzialmente rappresenta tutta la società italiana oggi e quella europea domani. Il M5S può diventare un vettore rivoluzionario per tutta l'Europa.

Georgios

Fonte: www.comedonchisciotte.org

24.09.2014

NOTE

(1) https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_the_Social_Democratic_Party_of_Germany

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Critica_del_Programma_di_Gotha

(3) http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/MarxCriticaProgrammaGotha.pdf

(4) http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/s/s110.htm

(5) http://en.wikipedia.org/wiki/Erfurt_Program

(6) https://www.marxists.org/italiano/lenin/1918/10-kautsk/kau1.htm

(7) http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_di_novembre

(8) http://en.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Ebert#Early_life

(9) https://it.wikipedia.org/wiki/Max_Weber#Parlamento_e_governo_e_Sociologia_del_potere

(10) https://it.wikipedia.org/wiki/Funzionario#Funzionari_di_partito

(11) http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2014/7-luglio-2014/imparare-politica-ora-si-puo-diventare-dirigente-partito--223529946277.shtml

(12) http://www.tesionline.it/v2/appunto-sub.jsp?p=29&id=734

Commenti (76)

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    1. Georgios 25 settembre 2014

      Nell'articolo parlo di "alleanza popolare" che dovrebbe essere appunto, come annoti anche tu, interclassista.

      Credo che per come si presenti la lotta di classe oggi un'alleanza del genere sia la sola risposta possibile ed e' per questo che in quasi tutta l'Europa dei PIIGS negli ultimi anni sono nati tanti movimenti o le loro forme anteriori, i comitati. Voglio dire, non e' tanto la teoria (che arriva solo dopo, a conferma), ma la realtà della vita stessa, nata dai bisogni veri della gente, che indica la strada.

      Perché poi, in questo contesto naturalmente, un movimento deve per forza diventare un partito? Non ne vedo la ragione. Il partito e' di parte (non e' una denuncia, ma una constatazione), il movimento no. Oggi abbiamo bisogno dell'unione per cui il movimento va benissimo.

    1. Georgios 25 settembre 2014

      Ti concedo tutto in cambio di una risposta alla seguente domanda:

      Nel frattempo, cosa facciamo con le vittime? Che sono vere e sono tante. Aspettiamo che maturino i tempi come prevede la teoria?

      O magari non abbiamo capito bene la teoria? Che e' dialettica. Siamo sicuri di aver capito bene questa parola?

    1. Georgios 25 settembre 2014

      Oltre a rileggerti l'articolo prima di scrivere le assurdità che leggo nel tuo 1o paragrafo (forse vittima di un desiderio incontrollabile di ironizzare), ti servirebbe una ripassata della storia, almeno del periodo al quale ti riferisci.

      Per quel che riguarda le patate: Tu ti senti libero di chiedermi che ti conceda "l'esercizio dell'assurdo" per esprimere in modo fortemente figurativo come la pensi circa certe maniere "autoritarie ed un po fascistose", ma quando vieni ripagato con la stessa moneta, ricorri a delle massime da santa inquisizione circa la mia "immane intolleranza" che evidentemente si distingue dalla tua, cosa? Aiutami.

      Infine lascia stare il povero Marx. Le sue teorie sono già state abbastanza stravolte a piacimento da ogni qualunque filosofo da quattro soldi. Non ti mettere anche tu adesso. Ma tanto per capirci, lo strumento massimo, il consumatore, consuma gratis? O c'è già qualche nuova teoria che mi e' sfuggita?

    1. IVANOE 25 settembre 2014

      Simec,
      concordo ogni parola che hai detto.
      Peccato che ci contiamo sulla mano quelli che come e te e me sono "unti dal signore".
      Ciao

    1. IVANOE 25 settembre 2014

      Simec,
      concordo ogni parola che hai detto.
      Peccato che ci contiamo sulla mano quelli che come e te e me sono "unti dal signore".
      Ciao

    1. Phitio 25 settembre 2014

      "Siamo proprio messi male e potremo solo peggiorare, specialmente se
      Grillo getterà la spugna, come sembra voglia giustamente fare, deluso da
      tanta mediocrità che lo circonda."

      Guarda ceh Grillo ha scientemente fatto fuori tutti quelli che abbiano dimostrato di avere un pio' piu' di sale in zucca della media, a partire da Tavolazzi, passando per Favia , Salsi, facendo fori interi meetup, tirando bordate a piu' riprese contro l'unico sindaco decente che ha, tal Pizzarotti, facendo cacciare dal gruppo usando i suoi peones in parlamento i parlamentari "dissidenti" ,a pacchi, ecc.

      Grillo non se ne andra' perche persegue l'assoluta mediocrita', che e' la sua garanzia di potere, lui deve circondarsi solo di yes man e di lecchini. Di quando in quando dira' che si e' stufato, ma stai tranquilo che la sua gallina dalle uova d'oro non la mollera' mai.

      Quindi non mi parlare di medicrita' come se fosse un guaio da risolvere, la mediocrita' e' una precisa strategia di Grillo e Casaleggio.

    1. alsalto 25 settembre 2014

      Non penso tu mi debba alcuna scusa, Giovanni.
      Ti ringrazio della gentilezza in ogni caso.

    1. IVANOE 25 settembre 2014

      ha ha ha ha ha che ridere , il M5S rivoluzionario ?
      Ma dche che !!!
      Il M5S è un partito siepe per tenere in piedi un pò di voti di estrema sinistra e di sinistra, un pò come fece togliatti quando la sterzata del PCI verso il patto atlantico fece nascere partitini di sinistra come DP e PDUP...
      Quelli del M5S che stanno in parlamento ormai si sono accomodati nell'opulenza del parlamento basta guardare di maio, di battista ecc .ecc.. in sostanza sono diventati come loro..
      Vi faccio una semplice domanda :
      ma perchè il M5S non ha fatto subito l'unica mossa di contro potere verso il sistema, creando un sindacato del movimento aizzando i lavoratori per bloccare con scioperi ad oltranza la produzione e la ricchezza prodotta che è il vero cordone ombelicale di questa politica corrotta-affaristica che abbiamo ?
      Perchè il M5S si crogiola sull'ambiente i gasdotti, i tunnel tutti argomenti super sfruttati dai verdi e dai radicali da almeno 40 anni ?
      Perchè è quello il confine che il nostro ALLEATO li ha confinati e gli ordinato di fare...
      Fare tutto meno che toccare gli aspetti economici gli interessi pecuniari perchè sia mai sveglino le coscienze dei lavoratori italiani...
      Ecco spiegato perchè il M5S è ancora una melassa dopo oltre 3 anni di politica attiva e non c'ha un ostraccio di programma economico concreto...
      Devono stare sugli attenti davanti la bandiera americana di notte e di giorno prendendoci per il culo a noi !!!

    1. GiovanniMayer 25 settembre 2014

      Chiedo scusa a te e a tutti i compagni anarchici. Probabilmente ho usato poco tatto nel nominare l'anarchia, ma sicuramente il mio intento non era quello di dare una sentenza.

      Ho usato la parola anarchia attribuendole un significato superficiale, qualunquistico, ma solo per dare risalto al nocciolo del discorso, che con l'anarchia poco c'entra.
      Poi sono d'accordo con te sul fatto che sia un argomento meritevole di approfondimenti.
    1. GiovanniMayer 25 settembre 2014

      Quindi stai dicendo, tra le altre cose, che occorre un'idea, o, se preferite, degli obiettivi a lungo termine, e un uomo o, ancor meglio, una squadra di uomini all'altezza che portino in alto quest'idea.

      Ma mentre si discute se sia meglio Marx o Keynes, l'idea non arriva e tanto meno la squadra...intanto Friedman e Von Hayek se la ridono.
      Cominciamo l'evoluzione!

    1. Simec 25 settembre 2014

      Re: NO NON PUO'.
      Perchè parlano il linguaggio del regime.
      Abitano nei palazzi del regime.
      Sono pagati dal regime.
      Magari in casa hanno pure la tv e leggono i giornali spacciati nelle edicole.
      Magari intrattengono pure rapporti con le banke.
      Non hanno capito che la RIVOLUZIONE si fa fuori dai palazzi, con la gente, dal basso.
      Con questi bamboccioni da salotto non cambierà un cazzo.
      Del resto già Sciascia e Pasolini lo dicevano che in italia non cambia mai niente.
      Da questo paese di merda non resta che, potendolo fare, emigrare, andarsene e mandare a farsi fottere questa mafia indifferente, razzista ed egoista che chiamiamo, con sprezzo del ridicolo, società. Ma quale società, quando l'unico valore supremo è il denaro. Quale ipocrisia!
      Grillo non è un Ghandi. Punto.
      Facciamocene una ragione e continuiamo a fare gli schiavi delle banke e dei loro camerieri parlamentari.
      LINK
      http://www.agoravox.it/spip.php?page=backend&id_auteur=6747

    1. vic 25 settembre 2014

      Interessante questa discussione attorno al M5S.


      Chi piu' chi meno, si comincia ad intuire che l'Italia puo' uscire dal guado solo con forze politiche nuove e fresche.
      Se permettete preferirei parlare di evoluzione piuttosto che di rivoluzione.
      La rivoluzione ricorda la guerra civile e la guerra civile e' quanto di piu' nefasto si possa augurare una nazione, puo' lasciare strascichi lunghissimi.
      E poi chi dice che una rivoluzione valga la pena?
      Prendiamo la rivoluzione americana, con tutte le guerre civili ed i massacri dei nativi che ha comportato.
      Stanno meglio oggi i canadesi che non l'hanno fatta la rivoluzione americana o gli statunitensi che l'hanno fatta?

      Quindi, ammesso che sia meglio procedere per evoluzione, il discorso ruota attorno al tema dell'evoluzione politica. Sia di tipo organizzativo che di tipo culturale.

      Il M5S fa baluginare l'idea di un nuovo tipo di democrazia semidiretta consona coi tempi di internet. Questo tipo di democrazia richiede due requisiti base: 1) un'educazione al suo uso 2) una massa di cittadini non troppo numerosa per via dell'effetto piramide. Piu' e' numerosa la base piu' occorre delegare verso l'alto, semplicemente per questioni d'organizzazione amministrativa. Il problema si pone di chi va spedito in alto ed a far cosa. Il come per il M5S e' chiaro, per voto elettronico. Cosa significa questo? Un miglioramento od un offuscamento della situazione? Chi garantisce che si prendera' le responsabiita' rappresentative chi ne e' piu' degno, per meriti suoi e di consenso? Come viene formata politicamente la base, da cui scaturira' per forza di cose chi fara' "carriera politica"?

      Non si scappa, la formazione politica la si ottiene esercitando la politica, da semplice cittadino dapprima in gremi locali, il comune, poi via via chi vuole dedicar tempo alla cosa pubblica se viene apprezzato va avanti. Ma intanto s'e' gia' fatto le ossa diciamo cosi' in piccolo, toccando con mano l'arte del discutere, del venire a compromessi e del convincere la parte avversa per idee su un certo tema.

      Il M5S da' l'impressione di buttare tutti nella mischia e subito, sperando che se la cavino grazie a delle direttive da seguire. Inoltre il movimento e' chiaramente dominato da due personaggi nemmeno piu' tanto giovani. Il problema di chi seguira' si pone e va risolto piuttosto in fretta. Non solo del chi, ma di come formarlo. L'attuale metodo e': buttiamolo nella mischia parlamentare e poi vediamo. Gia', come se il parlamento fosse un semplice allevamento. Nossignori, nel parlamento occorre ragionare e confrontarsi, discutere in incontri informali, conoscere i dossier se si e' in commissione. Insomma occorre arrivarci gia' essendone all'altezza.

      Invece in Italia attualmente addirittura i ministri non sono all'altezza. Gira voce che troppi non conoscano nemmeno i dossier di cui sarebbero responsabili. Anzi si fa di piu', si manda chi e' assolutamente a digiuno di politica estera praticata a condurre la politica estera di un intero continente.

      Sempre la solita idea di mandare la gente allo sbaraglio stile Caporetto.

      Ho la sensazione che sul M5S abbiano ragione un po' tutti: quelli che ne lodano l'impeto innovatore extra muros e chi invece elenca minuziosamente ogni difetto di fondo.

      Georgios fa intravvedere un modo per far uscire questo movimento che alla fine dei conti sta raccogliendo lo scontento generale "infiltrandolo" dall'interno in modo democratico con mentalita' democratica. Ma la mentalita' non nasce in una notte, e' anche frutto della storia. Se la mentalita' generale e' la ricerca spasmodica di un condottiero che conduce, va a finire che si affida questo scettro di conducator al primo che passa ma che si sappia vendere, magari perche' conosce meglio degli altri l'uso propagandistico dell'internet o dei media in generale.

      Vedo che serpeggia il termine rivoluzione al singolare mentre generalmente vengono denigrati quelli che parlano di secessione. Sicuri che la secessione sia un tabu'? Secessione dalla Nato, per cominciare. Secessione dall'Euro. E poi magari piccole secessioni locali onde formare stati sufficientemente piccoli affinche' la piramide gerarchica sia a misura d'uomo. All'intern della quale il cittadino di buona volonta' ce la faccia a farsi le ossa politiche.

      In Italia fate finta che il Ticino ed i Grigioni italiani non esistano.
      Eppure son li' da secoli a dimostrare che si puo' essere di cultura italiana eppure gestirsi politicamente in modo diverso, cioe' meglio, dall'Italia. Soprattutto son li' a dimostrare che quello a cui tende il M5S e' fattibile in pratica. partendo dal basso, con entita' politiche (stati) piuttosto piccoli. Ci sono perfino stati-citta', come ai tempi delle signorie. Basilea-citta' e' un (semi)cantone a tutti gli effetti. Nel suo comprensorio ha l'esiguita' di 3 comuni tre. Altri staterelli, tipo Appenzello interno praticano addirittura la democrazia diretta, sulla piazza principale, perche' possono farlo, le minuscole dimensioni glielo permettono. Garantito che quelli che alzano la mano conoscono la rava e la fava di chi stanno votando.

      Carlo Schmid e' stato a lungo landamano di Appenzello, e pure parlamentare nazionale di notevole caratura e temperamento. Parla benissimo l'italiano perche' sua madre e' italiana. Quanti giovani il M5S ha mandato da Carlo Schmid per capire da vicino pregi e difetti della democrazia diretta e di quella semidiretta? Questa gente anziana la sa lunga della vita politica in una democrazia vera e non fasulla e qualche dritta la puo' dare.

      In Italia non si sa nemmeno chi sia Carlo Schmid. Per contro si sa tutto sulla nullita' sostanziale del governo Renzi e dei precedenti, zeppi di vanesi. Carlo Schmid e' l'esatto contrario del vanesio. A me fa venire in mente l'immagina che mi son fatto degli antichi politici ateniesi. Me li immagino come Carlo Schmid.

      Ecco di cosa necessita il M5S, di gente di questo stampo, che ovviamente non si improvvisa in due giorni, ne' spunta fuori come un calimero dall'uovo in una consultazione via web. Deve avere attorno l'humus per crescere.

      Perche' preferisco il termine evoluzione a quello di rivoluzione? Per tanti motivi. Il principale perche' la rivoluzione e' un concetto puntuale nel tempo, mentre l'evoluzione richiede un lavoro continuo, una perseveranza d'azione, simile a quella che un artista dedica alla propria arte, l'artigiano al proprio lavoro e il contadino ad accudire gli animali e la terra. Occore farlo sempre, continuamente, pena il degrado di quel che si e' fatto precedentemente. Senza troppi proclami. E chi vuol farsi le ossa non ha che da arrotolarsi indietro le maniche e cominciare a darsi da fare.

      invece osservando l'Italia si notano chiacchiere su chiacchiere, si osserva un parlamento che spesso si insulta ma non conclude mai nulla di decente. Ed i media rispecchiano questo stato di cose: l'insulto e lo show dell'insulto fanno audience, un po' come i clown che si picchiano nell'arena fanno divertire il pubblico, che gia' lo sa che sono clown e ride per quello.

      Grillo non e' un clown ma un comico sui generis. Gia' questo fatto la dice lunga.

      Carlo Schmid non e' ne' un clown ne' un comico.
      I suoi concittadini gli hanno fatto fare carriera politica per alzata di mano perche' lo conoscevano benissimo e ne apprezzavano le qualita' e l'integrita' morale.

      Capita la differenza?


    1. alsalto 25 settembre 2014

      Permettimi, l'anarchia non e' una cosa confinabile, soppesabile.
      L'universo libertario e' fatto di talmente tante sfaccettature dallo sfuggire ad un tranciante "dall'oggi al domani", l'assenza non ne implica la presenza e viceversa poiche' e' questione intima e si evidenzia nella pratica quotidiana non in movimenti o carta bollata.
      A riprova di questo ti faccio presente come oltre ad esser stata attuata in passato lo e' anche tutt'oggi.
      Argomento meritevole di approfondimenti prim'ancora di una sentenza quale la tua.
      Cordialmente.

    1. Rosanna 25 settembre 2014

      Un'analisi molto lucida e intelligente Laertino

      "Il movimento, come organizzazione politica (salvo poche eccezioni), è per sua intrinseca natura interclassista. Ovvero, nell'ipotesi migliore, esprime un alleanza fra classi diverse, non basate su una strategia politica, ma riducendosi ad una visione esclusivamente tattica della politica stessa. Ma il più delle volte, la rindondanza tattica nasconde, in modo subliminale, una strategia politica conservatrice.
      Indubbiamente, la borghesia ha impiegato anni a distruggere il "partito" come organizzazione politica, perché era cosciente che, nelle mani delle classi lavoratrici, questi era diventato uno strumento decisamente pericoloso. Mentre i movimenti sono, per loro natura, più fluidi, indeterminati, e richiedono una coesione politica ( senso di appartenenza a una classe), più sfumata, se non quasi inesistente."

      Vorrei chiederti però alcuni approfondimenti:

      1) qual è la differenza tra "strategia" e "tattica"?
      2) tu credi dunque che il movimento avrà una sua sopravvivenza più longeva rispetto ai partiti morenti?
      3) non credi invece che l'apparente crisi esistenziale dei partiti sia l'ennesima "false flag", per risorgere ancora più forti di prima, questa volta alleatisi tuuti insieme nel blocco autoritario delle "grandi intese"?
      4) Non trovi nulla di rivoluzionario nel M5S?

      Grazie in anticipo per le risposte

    1. alsalto 25 settembre 2014

      Tanta, presunta, nozionistica storica pare non t'aiuti nel ragionamento.
      L'incapacita' di contestualizzare non a caso genera proprio il non sense che t'ha portato al bizzarro sillogismo tra la nascita del partito nazionalsocialista crucco ed il M5*, storie assai differenti ed epoche del tutto aliene.
      Marx starebbe all'SPD come Di Cori Modigliani al M5*?
      Hahahahahahaha

      Non entro nel merito del tuo voler far zappare patate etc., se ti sfugge l'immane intolleranza che nasconde vuol dire che tale non la reputi e quindi s'evidenzia palese la diametrale visione della "cosa" che ci differenzia.

      In una societa' dei consumi lo strumento (potere) massimo e' il consumatore, se l'hai letto dovresti rileggertelo Marx.
      Infine che dire, buona fortuna.

    1. clausneghe 25 settembre 2014

      Non solo i medici, ma tutto il sistema va abolito e rimpiazzato con un nuovo modo di intendere la Sanità, non più obsoleti casermoni pieni di germi e vecchiume ma una assistenza mirata a domicilio, salvo i casi più gravi dove si necessita di strutture nuove e tecnologicamente avanzate. Si può.

    1. clausneghe 25 settembre 2014

      Grazie Giovanni per il tuo apprezzamento.

      Ritocchiamo e specifichiamo.
      1) l'uscita è implicita, mi sembra chiaro. Semmai il punto è come fare, il "che fare?" di Leniniana memoria è il vero nodo Gordiano.
      2) Confisca senza guardare troppo per il sottile. Nessuna pelle d'oca, riguarda solo i capitalisti sfruttatori, non certo la gente comune. Con i criminali non bisogna indulgere. Già tanto se non li impiccheremo.
      4) Vallo a dire a chi per questa assurda legge Fini-Giovanardi è andato in galera o peggio è stato ucciso dallo Stato.
      5) E' sì delicato, ma imprescindibile per mettere le cose a posto ed è un argomento molto sentito, merita di essere nel programma.
      6) Nessun posto di lavoro perso, ma solo una bonifica dei parassiti dannosi per il cittadino. Serve il comitato armato e inflessibile per dare credibilità e autorità a questo progetto. Con le sole parole nulla si ottiene, purtroppo.
      Naturalmente questi sono i punti cardine, modificabili ma di poco, direi.
      Siamo nel campo dell'Utopia, evidentemente, ma l'Utopia è la sola finestra che abbiamo sul futuro. Ciao.
    1. Laertino 25 settembre 2014

      Nel suo articolo, Georgios ho posto quelli che sono i problemi di fondo, sui modi di fare politica, ieri come oggi.

      Nella sua vis provocandi ha sintetizzato fin troppo, la storia dei partiti della sinistra europea.
      A partire dal loro significato etimologico, cosa differenzia un partito da un movimento?
      Un partito è, in ultima analisi, lo strumento degli interessi di una classe (parte), e se cambia la sua natura è perché si è fatto portatore, palesemente od occultamente, degli interessi di una classe diversa da quella originaria. Ma, comunque, sempre gli interessi di una classe, esprime. Il suo fine è la realizzazione completa di questa o quella classe.
      Sull'esempio anglo-americano, sembra si sia imposta la concezione, tranquillizzante per la borghesia, del partito come espressione e organizzazione delle opinioni presenti nella società (interclassismo). Con dei funanbolismi storici molto curiosi: nell'ottocento il partito democratico statunitense esprimeva una visione conservatrice della politica, quello repubblicano una visione riformista.
      Il movimento, come organizzazione politica (salvo poche eccezioni), è per sua intrinseca natura interclassista. Ovvero, nell'ipotesi migliore, esprime un alleanza fra classi diverse, non basate su una strategia politica, ma riducendosi ad una visione esclusivamente tattica della politica stessa. Ma il più delle volte, la rindondanza tattica nasconde, in modo subliminale, una strategia politica conservatrice.
      Indubbiamente, la borghesia ha impiegato anni a distruggere il "partito" come organizzazione politica, perché era cosciente che, nelle mani delle classi lavoratrici, questi era diventato uno strumento decisamente pericoloso. Mentre i movimenti sono, per loro natura, più fluidi, indeterminati, e richiedono una coesione politica ( senso di appartenenza a una classe), più sfumata, se non quasi inesistente.
      Un movimento che vuole alleanze politiche è un controsenso, perché è già lui l'espressione di una alleanza (sia pure sottaciuta o inconscia).
      Un movimento che diventa partito: una vera fatica di Sisifo.

    1. yago 25 settembre 2014

      Abolizione dei medici di fam. che invece di ricopiare le ricette dovrebbero operare in strutture di pronto soccorso dislocate sul territorio.

    1. GiovanniMayer 25 settembre 2014

      Bello. È già una base su cui lavorare.

      Commento punto per punto.
      1) Non bastano le basi militari. Uscire, come minimo, da NATO, FMI, WTO, UE.
      Che differenza c'è tra esercito e guardia rivoluzionaria?
      Rimozione e sostituzione di tutti i vertici militari, diretti discendenti di quelli dei Bava Beccaris, dei fascisti, dei piduisti atlantisti.
      Modifica costituzionale: l'esercito ha solo funzioni di difesa (con addestramento e tecnologie avanzate) e nessun militare può uscire armato dal territorio italiano se non per andare a difesa di territori alleati che si stiano difendendo da un'invasione.
      2) Abolizione della proprietà privata di asset strategici, di banche commerciali, di beni e servizi pubblici.
      (La parola confisca immediata mi fa venire la pelle d'oca, anche se l'intento è buono)
      3) Ok.
      4) Ok, ma non mi sembra così importante da essere un punto programmatico.
      5) Argomento delicato, da trattare in separata sede.
      6) Va bene, ma attenzione a non perdere troppi posti di lavoro.
      In quanto ai comitati rivoluzionari, è sempre un po' pericoloso parlare in questi termini.
      7) Ok, ma più che di chiusura io parlerei di ripristino a livelli di eccellenza.
      8) Ok
      9) Ok
      10) Ok
      Mancano riferimenti alla piena occupazione, all'istruzione gratuita a livelli di eccellenza, la sanità gratuita a livelli d'eccellenza, la previdenza dignitosa ad un'età adeguata (60 anni?) E soprattutto, cosa fondamentale, il sistema economico che consenta tutto questo.
      Discutiamone.

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