PUO' IL M5S DIVENTARE UN VETTORE RIVOLUZIONARIO ?

PUO' IL M5S DIVENTARE UN VETTORE RIVOLUZIONARIO ?

DI GEORGIOS

comedonchisciotte.org

Se uno cerca la storia del Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD), troverà in posizione centrale tra i protagonisti della sua fondazione, la figura di Karl Marx descritto come “ideal pulse” vale a dire “impulso ideale” oppure “forza vitale ideale” (1).

Questo partito era stato fondato con il nome di Partito Socialista dei Lavoratori Tedeschi (SAPD) sulle concezioni generali di K. Marx e F. Engels nel 1875 al Congresso di Gotha, dalla fusione dell'Associazione Generale degli Operai Tedeschi (ADAV) di Ferdinand Lassalle e del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori Tedeschi (SDAP) di August Bebel e Wilhelm Liebknecht.

Niente male come origini verrebbe da dire. Solo che poi si guardano le politiche del SPD nel corso degli anni e la “magia” svanisce. Infatti non è casuale che il primo “pubblico ministero” contro il “neonato” è stato proprio il suo “padrino”, il vecchio Karl, con una critica severa meglio nota come “Critica del Programma di Gotha” (2), (3).

Pochi anni dopo, nel 1878, Otto von Bismarck passò una legge antisocialista e questo partito venne messo fuori legge per “le sue tesi rivoluzionarie e antimonarchiche”. Quelli furono gli anni eroici del partito socialista tedesco il quale malgrado lo stato semiclandestino in cui si trovò, crebbe in maniera impressionante: alla fine del 19o secolo era la più forte organizzazione politica del paese con 1.400.000 voti e quasi 400.000 iscritti (4).

Tra il 1890 e il 1891 le cose però cambiano: da una parte il partito viene nuovamente legalizzato e assume il suo nominativo definitivo di Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) mentre dall'altra, con il congresso di Erfurt (5), il vecchio programma di Gotha e' sostituito da un programma nuovo, promosso da Karl Kautsky. Questo programma e' più marxista a parole ma meno rivoluzionario nei fatti. Sembra una contraddizione ed infatti lo e' perché la principale argomentazione di Kautsky e' che siccome il capitalismo per sua natura collasserà da solo come una pera matura, allora il dovere dei socialisti non e' perseguire la rivoluzione ma impegnarsi per il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Non a caso parecchi anni più tardi Kautsky guadagnerà da Lenin l'appellativo del rinnegato che “trasformò Marx in un volgare liberale” (6).

La svolta definitiva avviene nel periodo tra il 1904 e la Prima Guerra Mondiale che coincide con l'ascesa alla posizione di segretario generale del partito di Friedrich Ebert. Ebert nel 1919, in perfetta collaborazione con il principe Max von Baden, nominato Cancelliere Imperiale dall'imperatore Guglielmo II (costretto ad abdicare), sarà il principale artefice della soppressione della Rivoluzione di novembre tedesca tanto attesa a Cremlino (7). La nomina di Ebert a segretario generale del SPD coincide anche con l'apparizione per la prima volta in seno alla segreteria del partito di un dirigente burocrate (“party executive”) (8). Pian piano la vecchia guardia di dirigenti, compagni di lotta di Marx, cedono il posto a dei “politici di professione”.

La stessa strategia sarà applicata subito dopo la Seconda Guerra Mondiale a tutti i forti partiti comunisti dell'ovest europeo. La logica in sostanza era: “Perché perseguitarli? Meglio metterli su un libro paga e tra non molto lavoreranno per noi”. Anche se il libro paga fu quello del politico salariato e non ciò che di solito si intende, il risultato e' stato lo stesso. Tutti questi partiti sono finiti nel collaborazionismo, con una tappa intermedia nota come revisionismo.

Questo, un po' lungo ma necessario, sguardo al passato, ci porta al nocciolo del problema: la trasformazione degli uomini e delle donne del partito e del sindacato, da volontari aspiranti ad un ideale per tutta la società e che si guadagnano la vita fuori dalle attività partitiche offrendo volontariamente il loro contributo alla causa, a dei professionisti della politica che mentre continuano a parlare di cose astratte ma “rivoluzionarie” (di rivoluzione meno o affatto) la vera battaglia la danno alla ricerca del voto che e' la fonte principale per il finanziamento pubblico dei loro partiti.

Finanziamento pubblico che costituisce la seconda piaga della politica attuale. Perché nasconde tutti gli altri finanziamenti che avvengono sotto banco e che caratterizzano il vero colore politico di ogni partito, il loro legame con il “cliente” di cui questi partiti certamente fanno gli interessi. Se per esempio fosse noto che gli introiti del partito A provengono dai piccoli contributi di una grande massa di persone mentre quelli del partito B da contributi milionari di poche persone, la mia scelta di voto risulterebbe molto più agevolata.

In questo modo i partiti si sono trasformati in estensioni dei meccanismi dello Stato, ma non dello Stato al servizio dei suoi cittadini, bensì di quello che fa gli interessi del più forte. Perché e' logico che se tu prendi ad esempio un calzolaio che fino a ieri doveva sudare ogni giornata e lo trasformi in un politico o in un sindacalista di professione ben pagato che in sostanza non deve più lavorare, è pacifico che le considerazioni idealistiche di Max Weber circa “La politica come professione e come vocazione” e “l'Autorità carismatica” andranno a farsi benedire (9).

Il politico di professione non possiede la formazione dataci dalla sua definizione enciclopedica (10) ma da quella offerta da corsi universitari pubblicizzati sotto il titolo “Imparare la politica? Ora si può diventare un dirigente di partito” (11) anche per delle ragioni ben spiegate in un appunto dal titolo “Le trasformazioni dei partiti di massa” (12) che si conclude cosi: “Tale situazione rischia comunque di minare la legittimità dei partiti che vengono spesso percepiti come apparati parassitari, lontani dalla società”.

Cosi lontani che adesso il panorama sembra sgombro. Checché ne dicano, che siano politici del PD, di FI etc o sindacalisti da Camusso e Landini fino a Bonanni e Angeletti, la loro posizione e' chiara e non solo per le ragioni storiche esposte in precedenza. Ma per le politiche che seguono. Per le scelte di lotta che NON fanno. Per lo sciopero ad oltranza che NON hanno proclamato. Per gli edifici pubblici come quelli del fisco, come le prefetture etc che NON hanno occupato ad oltranza paralizzando questo aborto di Stato. E' più o meno la stessa storia ridicola quanto tragica che osserviamo in Grecia negli ultimi quattro anni dove a parole si stracciano i memoranda e si proclamano degli scioperi di 24 ore, uno ogni 4-5 mesi, quando il paese sta affondando ed insieme ad esso migliaia di poveri cristi. La terapia dell'ipnosi fino all'eutanasia del paziente. Infatti, agli scioperi non partecipa ormai quasi più nessuno. Perché la gente ha perso ogni fiducia in tutti loro. Sa da quale parte stanno. E aspetta il miracolo della vendetta.

E sapete una cosa? Noi vi invidiamo. Sì, l'avete proprio capito e chi ride e' per lo meno un incosciente per non dire qualcosa di più pesante.

Voi avete un Movimento di gente, il M5S, che non appartiene alla vecchia politica, unico in Europa, che sta tentando, sta sperimentando nuovi modi per fare politica, certamente sbagliando e facendo brutte figure, alcune per inesperienza, altre perché certuni hanno i propri limiti, altre ancora perché ci sono sempre i soliti voltagabbana, ma che non e' ancora corrotto come meccanismo, non e' venduto in toto, ma sopratutto perché e' un Movimento che a livello decisionale e' ancora molto vicino per forza di cose alla sua base, perché non c'è stato ancora il tempo per essere assorbito dal sistema.

Questo movimento non e' proprietà di nessun Grillo e di nessun Casaleggio, che se non corrispondono più alle aspettative della gente devono essere messi da parte per permettere il formarsi di un'alleanza popolare sempre più ampia, aperta a nuove idee e nuove iniziative che devono essere espresse come politica del popolo e non di qualche élite ai “posti di comando”. Una politica che rappresenti l'opportunità di inserimento a tutte le istanze del popolo dai problemi di quartiere, a quelli ambientali, della scuola, della sanità, della difesa della Costituzione che viene violentata, del patrimonio dello Stato che e' patrimonio dei suoi cittadini, dei mostruosi debiti strozzini verso le banche fino a quelli verso il fisco, fino alla reazione intimidatoria organizzata verso le società private di riscossione che la fanno da padrone terrorizzando spudoratamente la gente e fino alla politica parlamentare che non può essere però la sola politica. Perché se l'obbiettivo si riduce alle prossime politiche, le prossime amministrative e le prossime europee, per qualche seggio o qualche comune in più, alla fine si scoprirà che stavano sperimentando su di voi la stessa terapia nostra.

Dire chiaro e tondo che il Movimento e' contro l'euro e spiegare il perché alla gente che non ha ancora capito. Tutte le grandi truffe della storia vengono sempre compiute da minoranze organizzate che tengono i meccanismi della società in mano ai danni di maggioranze che difficilmente possono intendersi tra loro e per questo sono caratterizzate da una specie di immobilità sociale che significa ignoranza e difficoltà di azione comune. Non e' questione di essere intelligenti e furbi o idioti e ingenui. Ragionare in questi ultimi termini comporta soltanto la spaccatura del popolo perché a nessuno piace sentirsi dire che e' scemo.

Il Movimento Cinque Stelle fa loro paura perché e' risultato troppo forte alle elezioni, perché ha avuto troppo momento, perché ha raccolto troppa gente per i loro gusti, perché ha rotto coi vecchi schemi tra eletto ed elettore. Loro hanno paura del Movimento lo si constata in ogni loro tentativo ridicolo di sminuirlo dentro e fuori al parlamento, in televisione, sui giornali ed e' da kamikaze non puntare su ciò che mette paura all'avversario.

Non litigate. Osate. Allontanate i “pompieri” e i “tranquillizzatori” quali che siano i loro nomi. Non aspettate lo schianto dell'euro che può essere molto tardivo e doloroso in quanto i fanatici di Berlino hanno bisogno di questa moneta assassina e faranno di tutto per tenerla in vita. Non aspettate capi e caporali, esperti e titolari, la soluzione uno che annega la trova da solo non sta prima a imparare la legge di Archimede. Il vostro futuro lo avete nelle vostre mani. Non dimenticate: la vostra forza e' il numero. Il popolo, come totale di singoli, e' ingombrante, si muove difficilmente. Ma come massa unitaria e' una valanga che nessuno può fermare.

Sì. Il M5S potenzialmente rappresenta tutta la società italiana oggi e quella europea domani. Il M5S può diventare un vettore rivoluzionario per tutta l'Europa.

Georgios

Fonte: www.comedonchisciotte.org

24.09.2014

NOTE

(1) https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_the_Social_Democratic_Party_of_Germany

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Critica_del_Programma_di_Gotha

(3) http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/MarxCriticaProgrammaGotha.pdf

(4) http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/s/s110.htm

(5) http://en.wikipedia.org/wiki/Erfurt_Program

(6) https://www.marxists.org/italiano/lenin/1918/10-kautsk/kau1.htm

(7) http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_di_novembre

(8) http://en.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Ebert#Early_life

(9) https://it.wikipedia.org/wiki/Max_Weber#Parlamento_e_governo_e_Sociologia_del_potere

(10) https://it.wikipedia.org/wiki/Funzionario#Funzionari_di_partito

(11) http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2014/7-luglio-2014/imparare-politica-ora-si-puo-diventare-dirigente-partito--223529946277.shtml

(12) http://www.tesionline.it/v2/appunto-sub.jsp?p=29&id=734

Commenti (76)

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    1. clausneghe 25 settembre 2014

      Tantissimi commenti, bene, ora aggiungo la mia "chicca" finale, è la bozza in 10 punti del Partito da me fondato già nel 2009, inutile dire che sono rimasto il solo attivista...

      Con questo programma si realizzerebbe veramente la ri-voluzione.
      Ma sono troppo avanti per una massa ignorante qual'è quella degli Italioti piagnoni ma vili e rassegnati fino al midollo.

      1) Ripristino della sovranità nazionale da ottenersi con la chiusura immediata di tutte le basi militari estere presenti sul suolo Italiano. Proclamazione di "Nazione libera da guerra" e uscita da tutte le alleanze militari.
      Ridimensionamento di tutti i corpi militari, con scioglimento immediato di
      quei settori che si sono distinti nella repressione popolare, ideologica e politica.
      I militari disarmati che lo vorranno potranno optare per il settore della protezione civile, adeguatamente rivisto e riformato.
      Creazione della guardia rivoluzionaria che prende la guida e il controllo di quel che resta delle altre forze armate.

      2)Abolizione della proprietà privata in eccesso, tutte le persone hanno diritto ai beni privati secondo le giuste necessità umane riconosciute, non oltre.
      Confisca immediata dei beni in eccesso, siano essi di privati o enti, comprese le banche che saranno chiuse d'autorità e sostituite con la banca unica del Popolo, con nuove regole e nuova forma di denaro non cartaceo, svincolato dai meccanismi attuali e fondato sul solo contro-valore in lavoro e opere umane.

      3)Chiusura immediata di tutte le realtà produttive tossiche, criminali e amorali, in particolare smantellamento delle industrie belliche, con a seguire le industrie che producono beni superflui, obsoleti e inquinanti, leggasi industria dei trasporti di massa. Riconversione dei mezzi di produzione, così sottratti al capitalismo terminale, al fine di produrre beni e servizi tecnologicamente validi, eco-compatibili e per tutti, tesi al miglioramento reale delle nostre condizioni di vita.

      4)Abolizione di tutta la legislazione proibizionista, lesiva dei diritti umani e universali. Ogni persona è libera di detenere, produrre e consumare le sostanze che desidera.

      5)Nuovo e veritiero censimento generale al fine di riconsiderare la posizione dei recenti immigrati ai quali sarà riservata ogni comprensione e solidarietà, ma solo dopo attenta verifica che escluda tra di loro i criminali mimetizzati.
      Gli sfruttatori del lavoro di questi stranieri, che sono stati usati come clava crumira contro i lavoratori italiani, saranno sanzionati.

      6)Azzeramento dello Status-quo e di tutta l'amministrazione pubblica, abolizione di tutte le tasse e balzelli. Sono abolite tutte quelle attività burocratiche che non producono beni tangibili usufruibili dalle persone, siano essi materiali o virtuali.
      Ripristino della Legge fondata sul diritto umano universale e non su astrusi cavilli legali.
      Saranno i comitati rivoluzionari, applicando le direttive del Partito a celebrare i processi. Riforma del sistema repressivo, in carcere resteranno solo i nemici del Popolo, assieme a ladri, truffatori, assassini, inquinatori e avvelenatori.

      7)Riforma radicale del settore sanità, con chiusura immediata dei numerosi ospedali fatiscenti, fonti di ulteriori infezioni e malattie, come ben noto.
      Eradicazione delle baronie pseudo scientifiche che per amor di casta e di denaro, impediscono la vera ricerca tesa a curare e migliorare la vita dell'uomo, non prendendo in considerazione ogni valido metodo terapeutico alternativo alla medicina ufficiale.

      8)Attivazione immediata degli organi operativi del nuovo Potere affinchè cessino quei fenomeni imposti e del tutto innaturali, quali sono le famigerate scie aeree che deturpano i cieli o le onde elettromagnetiche nocive, unite all'inquinamento acustico e visivo che sempre più invasivamente attentano alla integrità psico-fisica delle persone. Tutti questi fenomeni dannosi, per il vantaggio dei pochi contro la salute dei molti, devono cessare immediatamente.

      9)Sono aboliti tutti i privilegi di casta o censo, tutti siamo uguali, nessuno è più uguale e l'unica legge è: Fai ciò che vuoi, ma non fare al prossimo quello che non vuoi sia fatto a te.

      10)Le organizzazioni religiose tutte, saranno consentite solo come entità operanti nell'ambito della pura spiritualità disgiunta da ogni materialità e da ogni lucro.

    1. stefanodandrea 25 settembre 2014

      No no cose dette,pensate e scritte da tempo. Cose ovvie e vere, addirittura banali. M5S come sintomo della crisi e non come vie di uscita.
      E poi frustrazione perché? Io non ho votato dal 2001al 2013 e nel 2013 sono tornato a votare proprio m5s, dicendo perchélo facevo. Dal giorno dopo ho scritto piu' articoli o post facebook per mettere in evidenza tutte queste carenze.
      Nessuna frustrazione. La frustrazione la proveranno gli ingenui che hanno creduto nel m5s e valgono qualcosa (non coloro che lo hannovotato in mancanza dimeglio), salvo che appartengano al tipo che dà sempre le colpe agli altri e mai a sé stesso, per non aver capito ciò che altri ha capito, o per non aver posseduto i criteri necessari a capire ciò che c'era da capire.

    1. alvise 25 settembre 2014

      Leggendo alcuni commenti mi pare di intuire (se ho capito male mi si corregga), che secondo loro il 5stelle per continuare a vivere dovrebbe allearsi con qualche partito. Non è stato detto chiaramente ma mi pare questo il concetto. Se lo facesse, io getterei via la tessera del movimento (che non esiste), e me ne torno a vita privata....Chi la vede in modo diverso deve mettersi in testa che il movimento non è nato per diventare un pastrocchio di partiti coalizzati solo per favorire i loro amici, magari massoni, e per avere gli enormi privilegi, e possibilmente avere il potere.So che è una critica ripetitiva quando si parla di questo argomento, cioè della sopravvivenza del 5stelle, quella di dire che il 51% non ce l’avrà mai. A me basterebbe la percentuale delle europee, al PD. Se il PD l’ha ottenuto significa palesemente che quello è un numero che ci si può arrivare. Il problema è che la matematica fa i conti con chi gli va bene un governo come l’attuale.

      La sinistra, da tempi immemori ha usato bene il clientelismo, e ora ne vedo i risultati. E chi non se la sente di sputare nel piatto che gli hanno offerto, abbiamo visto cos’è successo. Parlo delle europee perché è stata l’unica opportunità di votare, dopo il 2010, e vedere come la pensa ancora la maggioranza del popolo italiano. Io sono di genova, e nella mia città la sinistra non se ne va nemmeno se si usasse la dinamite, segno evidente di un clientelismo diffuso, e chissà in quante citta o paesi italiani hanno la stessa condizione.

      Le 5stelle potrebbero spegnersi nel caso che, la gente, anche dopo aver preso pesci in faccia da governi burattini o dalle varie ideologie, li votassero ancora, allora si forse sarebbe la fine, tant’è vero che, temevo che Grillo o Casaleggio, lasciassero tutto, stanchi di vedere chi non ha capito, e appoggiano chi ci sta facendo diventare sempre più vassalli del potere finanziario. Ribadisco a voce alta per chi non convide; il 5stelle non si alleerà con nessuno, non è nemmeno nello statuto questo principio, se lo vada a rileggere chi non lo conosce o non lo ricorda. Ma se deve morire, muoia Sansone e tutti gli italian

    1. Ercole 25 settembre 2014

      Caro Georgios sei troppo intelligente per non capire che la mia era una provocazione chiamiamolo un eufemismo nei confronti di Kautski noi internazionalisti abbiamo letto e discusso molto sull'opuscolo di Lenin ( la rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautski )e sappiamo benissimo di come ha travisato il Marxismo . Siamo coscienti che la rivoluzione o è internazionale o è destinata a fallire come purtroppo è accaduto in Russia la rivoluzione Bolscevica del 1917 ci ha insegnato questo e noi ne facciamo tesoro è ancora prima l'esperienza della comune di Parigi nel 1871 . Il lato drammatico e che il pollaio umano è enorme e i polli si riproducono in continuazione peccato che cadono quasi tutti vittime dell'ideologia borghese non hanno memoria storica tranne pochissimi.

    1. Ercole 25 settembre 2014

      Ma tutti coloro che hanno sostenuto Tsipras non sono affatto rivoluzionari ma sedicenti SINISTRA-TI...... il superamento del capitalismo è una prospettiva storica ma non passa attraverso la scheda elettorale bensì attraverso la rivoluzione internazionale è internazionalista si chiama lotta di classe mia cara Rosanna .....

    1. A-Zero 25 settembre 2014

      Si, la rivoluzione è una faccenda di partiti, di nuove minoranze in fieri che debbono sostituire le vecchie alla guida della macchina sociale di sfruttamento umano, animale e ambientale. Per cui la tesi-proposta di Georgios sarebbe appropriata; tuttavia il M5S, non avend mai voluto rendersi conto che quel risultato elettorale fu uno sfogo di tanti che ancora, ma d'altronde con quali basi culturali potrebbero fare altrimenti, sviliscono e svendono la propria vita acriticamente alla mitologia democratica, legalista, del monoteismo sociale, della civiltà come progresso, del lavoro, de merito e di tutto l'armamentario ideologico di questo allucinante esistente sempre più distopico. Ancora la vecchia, tragica, drammatica illusione religiosa: mai prendere in considerazione le vie di distruzione ed estinzione del potere, ma continuare a credere che possa esistere un potere buono.

      Vabbè, metto qualche s-punto di vista altro. Forse non lo troverete un gran che, ma è sempre bene dare uno sguardo da altre angolazioni.

      Tratto da un testo di AMB, 1981.

      "... La tesi dei partiti, cosiddetti dei lavoratori non riesce a sfuggire allo spettro della produzione. Queste organizzazioni sostengono una 'liberazione' delle forze produttive e confondono questa con la liberazione dell'uomo. Il pericolo di un simile errore è di portata vastissima.

      Anche prescindendo dai paesi dove domina il socialismo di Stato, paesi che hanno posto al centro dei propri sforzi l'aumento della produzione, restano le teorie dei partiti della sinistra ufficiale, nei paesi dove la sinistra non è ancora la potere. Il tono non cambia. Si assiste alla ripresa del miglior liberalismo, con un opportuno emendamento: cambiamento dei consumi signorili in consumi sociali.

      Al fatto produttivo concreto corrisponde, anche per i marxisti, il fatto produttivo ideologico. L'uomo non viene lasciato libero di svilupparsi, ma viene collocato in uno schema preordinato di "generazione", schema che di volta in volta può essere: il partito, il gruppo, la famiglia, la squadra sportiva, ecc... La dimensione umana è trasformata in un oggetto quantitativamente identificabile: operaio, contadino, proletario, sottoproletario, ecc ...

      A ciò corrisponde la persistenza del modo produttivo precedente e, nei casi di radicale trasformazione, un modo produttivo cambiato nella forma (statalizzazione) ma intatto nella sostanza. In questo modo i marxisti non si accorgono della contraddizione in cui cadono. La società borghese, con la sua organizzazione capitalistica della produzione, è la massima espressione di questo modello organizzativo ...

      ... Il progetto rivoluzionario viene in questo modo deformato dalla persistenza di una organizzazione gerarchica dell'ideologia. Si vuole restare solidali con la struttura burocratica di oggi perché possa immediatamente essere trasformata nella struttura burocratica di domani ...

      In effetti l'ideologia della produzione esiste perché esiste il dominio (attuale) di una classe, ed esiste nella prospettiva marxista perché è previsto il dominio (futuro) di un partito ... Per la minoranza dominante (classe o partito) l'ideologia produttiva è indispensabile per far permanere il proprio dominio.

      ... Se la produzione è la religione, il lavoro è il dio creatore. Il mondo contemporaneo vede nella produzione, sotto i suoi vari aspetti, la persistenza di una situazione di sfruttamento (conservatori), la prospettiva di un lento passaggio al socialismo (progressisti), la condizione prima della rivoluzione (marxisti). Tutti sono d'accordo nell'esistenza del dio, uno e indissolubile: il lavoro.

      L'etica del lavoro è costante nella nostra civiltà. Qualche voce isolata non ha diritto di cittadinanza ...

      Ma il lavoro è un fatto penoso. Da ciò la concezione dell'aspetto negativo, intrinseco nella natura umana. L'uomo giunge a trovare se stesso attraverso l'avventura fenomenologica (in senso hegeliano) dello smarrirsi (alienazione) e del ritrovarsi (reificazione).

      A parte questa mitologia, di cui ci rintronano ancora le orecchie, ci interessa notare due cose.

      Primo: il passaggio obbligato attraverso l'alienazione e il successivo ritrovamento è segno della 'religiosità' della costruzione marxista, tipico di ogni strumento d'azione che intenda strumentalizzare quel sentimento di 'religiosità naturale' che è connaturato alla sofferenza reale del popolo. In pratica il popolo soffre perché lavora, e perché lavora in uno stato di bestiale sfruttamento. Non gli importa nulla che qualcuno gli dimostri che questo lavoro gli è 'necessario' perché senza di esso non esisterebbe come popolo in quanto non esisterebbe la civiltà; come non gli importa nulla che qualcuno gli chiarisca il perché della sofferenza. Sono problemi che avverte ogni giorno sulla propria pelle. La filosofia non lo sfiora nemmeno ... Al contrario i sacerdoti della nuova élite ascendente, hanno interesse che il popolo si ritrovi nella sofferenza, hanno interesse che veda in essa un fatto ineliminabile subito, ma soltanto in una lontana, futura, radiosa rivoluzione. Questa brava gente ha tutto l'interesse che la religiosità naturale del popolo venga fatta rientrare nella religione fabbricata dalla setta, e questa religione, come tutte le religioni di questo mondo, deve partire da quel fatto reale. Ecco perchè sono molti coloro che trovano strani punti in comune tra marxismo e cristianesimo.

      Ambedue queste forme di religione utilizzano un fatto concreto: il bisogno del popolo di liberarsi, il dolore che avverte per la propria situazione di sfruttamento, la religiosa attesa di una vendetta contro i potenti. E la costruzione dialettica marxista non è poi molto più raffinata della rudimentale dialettica cristiana. Non per nulla Hegel si ispirò ai mistici protestanti tedeschi nel costruire il suo modello logico.

      In simile compagnia il destino del popolo è segnato. Il cerchio si chiude perfettamente. Lo sfruttamento genera il senso di religiosità nel popolo e lo spinge a richiedere il sacerdote di sempre nuove religioni, e sempre nuove religioni sorgono con la scusa di guidarlo verso la redenzione e fare così scomparire lo sfruttamento e con esso il senso religioso di vendetta che lo accompagna. E' come un cane che vuole mordersi la coda.

      Unica soluzione è la rottura del cerchio. I punti deboli sono: il lavoro e la guida spirituale, lo sfruttamento e coloro che lo rendono possibile. Nella considerazione del concetto stesso di lavoro si coinvolge il rapporto padrone-servo, cioè la lotta di classe; nel concetto di guida spirituale si coinvolge il fatto autogestionario.

      Autogestione della lotta contro lo sfruttamento è quindi la frase che racchiude necessariamente non solo una scelta dei mezzi in funzione dei fini, ma una scelta dei mezzi tenuto conto della modificazione della controparte. L'alternativa all'ideologia della produzione è la distruzione del lavoro attraverso l'organizzazione dell'autogestione.

      ...

      Niente è più dannoso alla rivoluzione del credere che la lotta della base, sia pure autogestita, conduca automaticamente, deterministicamente, ad una crescita del movimento operaio e quindi alla soluzione rivoluzionaria.

      Solo la verifica costante dei rapporti con il potere, del conflitto di classe, delle condizioni storiche di questo conflitto, dei mezzi scelti per raggiungere gli obiettivi rivoluzionari possono ovviare a questo pericolo. E tale processo è di tipo volontaristico. Riguarda direttamente quella parte dei lavoratori che hanno sensibilizzato la propria coscienza sulle reali possibilità di lotta e non si lasciano trascinare da sentimentalismi e fantasmi.

      L'alternativa al lavoro è la distruzione del lavoro. Ma questa non deve essere intesa come spostamento dell'etica lavorativa in un'etica dell'ozio o, se si vuole, dall'estetica della produzione all'estetica dell'attesa. Si deve vedere in essa una trasformazione del fine del lavoro in seno alla società alimentata dall'ideologia produttivistica, nel senso della liberazione dell'uomo Non c'è dubbio che questa liberazione può avvenire solo attraverso una modificazione del rapporto uomo-lavoro e non solo attraverso una modificazione del rapporto di produzione preso in sé stesso come valore assoluto (o quantomeno come valore imperante in una certa situazione storica).

      ...

      Non consideriamo il concetto di 'distruzione del lavoro' come superamento di una fase storica (quella della manifattura), ma solo come accettazione della realtà di superamento in corso (trasformazione delle strutture produttive) e rifiuto dell'ideologia della produzione diretta a sostenere la necessità della vecchia gestione dell'economia, sia pure in forma cambiata limitatamente all'appartenenza dei mezzi di produzione. Intendiamo, infine, come 'distruzione del lavoro' anche l'autogestione provvisoria e parziale, in regime capitalistico, attuata in forma violenta ed espropriativa, da parte dei nuclei produttivi anche staccati dal contesto generale della produzione di un paese o di una zona, purché la lotta venga condotta non a favore della produzione ma per una distruzione del lavoro e per una radicale trasformazione della produzione.

      E' chiaro che i concetti che abbiamo fin qui ammassati necessitano di un'elaborazione assai lunga e difficoltosa.

      ...

      La lotta autonoma della base dei lavoratori può estrinsecarsi tecnicamente in molti modi, più o meno riportabili alle tecniche di sabotaggio. E' infatti il sabotaggio che colpisce più a fondo la struttura produttiva, mettendo subito in difficoltà padroni e servitori dei padroni a causa della sua irriducibilità ai canoni interpretativi della lotta riformista.

      E' ovvio che la lotta autonoma della base dei lavoratori può svilupparsi attraverso altre tecniche, come, ad esempio, quella dell'autogestione di unità lavorative in situazione di gestione capitalista; ma il sabotaggio resta un elemento essenziale dell'autonomia delle lotte.

      La validità del sabotaggio è comprensibile anche dal fatto che tutti i borghesi, unanimemente, e, purtroppo, anche qualche pseudo-rivoluzionario, alzano la voce contro di esso, s'indignano, protestano, come di un mezzo di lotta delittuoso. Ma tutta questa gente, che alza così alti lamenti, è la stessa che sfrutta e uccide con grande disinvoltura nelle fabbriche e nelle campagne, che tratta i lavoratori come strumenti di produzione, quando non li invia a combattere al fronte, come carne da cannone. La verità è che applicando i sabotaggio su vasta scala, come azione diretta dei lavoratori contro i padroni, quest'ultimi devono scendere su di un terreno che per loro è ignoto, obbligati a combattere contro avversari che sfuggono alla presa e che non possono essere individuati, isolati e colpiti."

      Ok, fine trasm, buonanotte.


    1. Georgios 25 settembre 2014

      Io invece credo che Kautsky sia stato il becchino del superamento del capitalismo e credo anche che la definizione di rivoluzionario davanti al suo nome sia un'oscenità.

      Certamente Grillo esprime le mezze classi che dici ma almeno dal punto di vista classista e' più onesto del rinnegato, anche se non sono sicuro di quello che fa dietro le quinte. Quello potrebbe essere un problema ma e' un problema che dovrebbe risolvere il popolo.

      Sono convinto però che siccome per fare l'internazionalismo si ha bisogno delle nazioni ogni azione interclassista e patriottica deve essere benvenuta. Non sarebbe la prima volta storicamente parlando.

      Grazie per il tuo commento.

    1. Rosanna 25 settembre 2014

      Io conosco molti che combattono il capitalismo e ne vorrebbero vedere la fine, sai chi hanno votato alle europee, prova a indovinare ... ma il caro Tsipras, colui che promuove "L'altra Europa"

      siamo messi bene vero con i moderni e nostrani rivoluzionari ?

    1. Simulacres 25 settembre 2014

      La frustrazione è una brutta malattia. E questo calderone a fuoco lento fa gemere esseri che sbavano, mordono e strappano tutto quel che sa ancora di vita

      Anche a masturbarsi in questi casi (quale il tuo) non si prova né conforto, né distrazione. Allora è davvero frustrazione a 5 stelle.

    1. Ercole 24 settembre 2014

      Ottimo articolo vedo che conosci la storia del movimento operaio meriti i miei complimenti Georgios. Ma veniamo al punto come l'illusionista di Arcore che l'ha preceduto il comico Genovese espressione delle mezze classi in rovina vorrebbe sollevare le sorti del malconcio capitalismo italiano ,ben altro dovrebbero fare i lavoratori ! E' proprio il capitalismo il loroproblema ,ma esso non è riformabile .Il M5S invece esaltando l'ingannevole " democrazia del WEB " fa opera di affuscamento delle coscienze affinchè non si guardi oltre l'angusto orizzonte borghese. P.S. Kautski a confronto del M5S è un fior di rivoluzionario almeno lui si poneva il "superamento" del capitalismo.......

    1. GiovanniMayer 24 settembre 2014

      Aggiungo che quando parlo di piena occupazione e pieno Stato sociale, che sono fattibili, sono pienamente consapevole che sto parlando di un processo che, per vedere il suo totale compimento, ha bisogno di decenni o più, come tutti i grandi cambiamenti della storia. Forse i frutti li vedranno le generazioni future, ma bisogna cominciare, altrimenti non li vedrà proprio nessuno.Siamo in un momento, una finestra della storia, in cui, a causa di un piccolo "bug di sistema", c'è la possibilità per il popolo di influire notevolmente sul futuro.

      Sono finestre che si aprono raramente, durano poco, e ritornano dopo decenni...se non secoli. Bisogna sfruttarla. Almeno provarci. Oggi.
    1. GiovanniMayer 24 settembre 2014

      Aggiungo che quando parlo di piena occupazione e pieno Stato sociale, che sono fattibili, sono pienamente consapevole che sto parlando di un processo che, per vedere il suo totale compimento, ha bisogno di decenni o più, come tutti i grandi cambiamenti della storia. Forse i frutti li vedranno le generazioni future, ma bisogna cominciare, altrimenti non li vedrà proprio nessuno.Siamo in un momento, una finestra della storia, in cui, a causa di un piccolo "bug di sistema", c'è la possibilità per il popolo di influire notevolmente sul futuro.

      Sono finestre che si aprono raramente, durano poco, e ritornano dopo decenni...se non secoli. Bisogna sfruttarla. Almeno provarci. Oggi.
    1. GiovanniMayer 24 settembre 2014

      Non so se sarà il m5s "trasformato", non so se sarà un nuovo partito che nasca da zero, ma io non voterò mai più nessuno che non abbia come punti principali del suo programma la piena occupazione e il pieno Stato sociale.
      queste sembrano utopie, ma non lo sono, o meglio, lo sono ma solo in questo sistema.
      Ne consegue che cerco un partito, che ad oggi non esiste, che si opponga, MA VERAMENTE, al sistema.
      Poi che si allei coi BRICS o che preghi San Gennaro , non mi interessa, l'importante è che abbia obiettivi nell'interesse del 99% e capisca che per provare a raggiungerli il primo passo è il raggiungimento dell'indipendenza italiana e quindi dell'abbandono di quelle strutture tramite le quali u.s.a., o chi per essi, ci tengono in pugno.
      Poi per rispondere all'amico anarchico, anch'io vorrei l'anarchia ecc. ecc. ma non si può avere dall'oggi al domani, bisogna che sia graduale e non può non passare per i punti che ho citato. che sia l'anarchia, che sia il marxismo, che sia quello che volete. in tutti i casi c'è bisogno di trovare l'indipendenza e cominciare ad avere una struttura che faccia gli interessi del pèopolo. E quali interessi sono più importanti, anzi, vitali per un popolo, che la piena occupazione e il pieno Stato sociale?

    1. italy4d 24 settembre 2014

      È un periodo che sto leggendo le maggiori menti sociologiche degli ultimi duecento anni e credo anche io che il M5S abbia le caratteristiche di un possibile "agente rivoluzionario" come lo intendeva un esperto del ramo, tale Lenin. Quello che non hanno ancora capito, o meglio, che non hanno ancora capito tutti nel m5s, è che dovrebbero concentrare il fuoco non su singole battaglie che, pur valide se prese una per una, non spostano una virgola in termini di consenso, ma su un obiettivo più grande. Il sistema attacca su mille fronti, ma tutti i fronti su cui attacca tendono verso un obiettivo comune: regredire. Tutto quello che era stato conquistato deve essere restituito: welfare, diritti, stipendi, garanzie. I dominati devono tornare deboli e dipendenti come erano cento anni fa, non forti, sani e consapevoli come negli anni settanta.

      Questo io lo chiamo regressismo. Il m5s deve lottare contro il regressismo, non contro il provvedimento x, la legge y, l'emendamento z... È come svuotare il mare col cucchiaino

      Questo è l'articolo di un anno fa dove sviluppavo il concetto
      http://wp.me/p14q22-cD

    1. Rosanna 24 settembre 2014

      Georgios è riuscito come al solito a coniugare sapienza storica e proposta politica per la risoluzione dei gravi problemi che ci stanno privando dei diritti democratici.

      Vorrei anch'io inserire il mio commento, facendo alcune considerazioni:

      1) il M5S è già una rivoluzione in fieri, perché è una proposta assolutamente nuova e unica nel panorama politico europeo, dato che permette ai cittadini di entrare nelle istituzioni e farsi stato.

      2) è una rivoluzione perché è una nuova forma di democrazia diretta, che non ha bisogna di alcuna mediazione rappresentativa, così entrano in Parlamento persone assolutamente slegate da qualsiasi condizionamento lobbistico di interesse.

      3) è una rivoluzione perché i deputati 5S rifiutano il finanziamento pubblico ai partiti, in questo modo eliminano clientelismo e corruzione.

      4) è una rivoluzione perché si riducono lo stipendio, e si fanno chiamare semplicemente cittadini, dato che considerano il servizio che stanno svolgendo un privilegio e un loro dovere civile.

      5) è una rivoluzione perché restano per due mandati poi tornano alle loro occupazioni precedenti, così si evita la permanenza a vita dei parlamentari e la loro possibile complicità con interessi lobbistici

      6) è una rivoluzione perché i parlamentari possono essere revocati in ogni momento da parte dei cittadini, se non applicano il programma per cui sono stati eletti

      7) è una rivoluzione perché difendono la Costituzione del '48, si battono per cause giuste quali: no-tav, no-mose, no-muos, no-inceneritori, no-nucleare, no-expo, no-inquinamento, sì alle risorse energetiche rinnovabili ...

      8) è una rivoluzione perché è l'unico movimento che abbia dimostrato coerenza politica ed applicato alla lettera quello che aveva promesso

      9) è una rivoluzione perché fin dalle origini Grillo parlava di signoraggio, banche centrali, debito, MPS e fallimento delle banche, moneta sovrana, fiscal compact, ecc. quindi affrontava temi finanziari, quando tutte le altre forze politiche trattavano i soliti temi del solito teatrino in maniera ipocrita

      10) è una rivoluzione perché fin dall'inizio Grillo e soprattutto Casaleggio, che è la mente geniale del movimento, avevano capito e profetizzato quello che sarebbe successo:

      Se qualcuno avesse bisogno di informazioni più precise, esiste wikipedia e tanti altri siti che possono darvele sul Movimento, per di più c'è anche il blog che informa quotidianamente sulle lotte parlamentari.

      Il Movimento poi è osteggiato da tutti i media, tutte le tivvù, tutti i giornali, tutti programmi tv, anche al suo interno ci sono molti che remano al contrario per danneggiarlo.

      Devo ancora aggiungere che nonostante il Movimento abbia già iniziato la sua rivoluzione, molti non l'hanno capito e lo osteggiano continuamente, ma del resto capire è solo facoltativo, non è obbligatorio, quindi ognuno è libero di pensarla come crede.

      Grazie a Georgios


    1. Georgios 24 settembre 2014

      Secondo me escludere dalla faccia della terra i suv e' assolutamente democratico e chi si sentirà vittimizzato da troppo autoritarismo avrà sempre l'occasione di sfogarsi zappando un po' il terreno per far crescere le patate.

      Con questo intendo dire che certamente non si può trovare la soluzione univoca specialmente vivendo in un mondo di tanta disuguaglianza ma bisogna pur sempre organizzare gli obbiettivi secondo una certa gerarchia per cominciare a ottenere qualcosa di meno ingiusto. Questo meno ingiusto che dico non ha a che fare con nessuna ideologia ma solo col senso di giustizia verso quelli che soffrono non per propria colpa e che non posso ignorare anche perché vivere per conto proprio credo sia un po' fuori dalla natura della specie animale alla quale apparteniamo.

      E poi questo mondo in questo momento io cerco di "preservarlo", sono quegli altri che lo vogliono cambiare sai come. Vivere e lasciar vivere mi va benissimo basta che viviamo tutti però.

      E poi lo strumento qual'è? I soldi? E chi non li ha?

    1. Georgios 24 settembre 2014

      Marx non e' stato invocato in relazione ai 5s.

      E di entrismo si può parlare perché i 5s non sanno esattamente cosa sono.

    1. Blutharsch 24 settembre 2014

      Premetto, il mio bias verso la politica e' a livell oserei dire mazzucchiani, quindi non prometto niente di buono nel commento a seguire.
      Qui serve un casino totale. Non saprei bene cosa non sia gia' stato messo in atto ma o il cambiamento e' totale e radicale o non si cambia.
      A me il M5S non sembra diverso dalla Lega agli inizi, quella radicale ( e lo era e alcuni irriducibili leghisti sono rimasti ) o dal Berlusconismo. Insomma, dai, e' un partito.
      Saranno anche "piu' meglio" degli altri ma sinceramente non hanno una posizione chiara su alcune questioni, per non parlare di temi come il welfare, pare proprio che non abbiano idea di cosa stiano parlando, o il tema sempre caldo dell'immigrazione.
      Dimostrano immaturita' ed una propensione alla propaganda delle immaginette sinceramente oltre le righe, e, per concludere, l'appoggio a tutti gli svitati di internet, ma proprio tutti. Boh, sara' anche il movimento della ggente, a me pare piu' il movimento di mio cuggino

    1. alsalto 24 settembre 2014

      Credimi, apprezzo l'impegno da parte di chiuque in buona fede si prefigga quale che sia il miglioramento in senso lato, ma non dimentico che ad un miglioramento positivo ne puo' anzi ne corrisponde sempre un rovescio della medaglia.
      Questo per dire, e qui la mia cifra anarchica, che una soluzione univoca son portato a pensare che non esista, indendo dire: valida per chiunque.
      es. I suv inquinano? Ok, ma impedire a chicchessia di aquistarlo non suonerebbe autoritario ed un po fascistoso? Concedimi l'esercizio dell'assurdo.
      E poiche' di autoritarismo verticistico e' impastata la medesima struttura organizzativa del movimento non posso che trovarmene distante.
      Per coerenza ne viene che apprezzo chi come te propone e magari s'impegna pur in progetti che mai sposero' o condividero' ma
      troppo spesso ci si scorda che c'e' sempre un prezzo da pagare per vivere, il lavoro, la convivenza, l'inevitabile difesa per quanto non violenta etc.. e quindi il cambiamento, o come lo si vuole chiamare, puo' avvenire senza socialita', condivisione e strutture gerarchiche organizzative, ma stretto nella propria intimita', confinato al solo se stessi.
      Non ami la societa' verticale? Ok, e chi ti impedisce di vivere, accettandone il prezzo, una realta' rurale, orizzontale, insomma cio' che ti rappresenta?
      E questa idea di cambiare il mondo a secondo delle proprie idealita' anche agli altri che mi spaventa. Cambiamoci il nostro e lasciamo agli altri il loro senno' si finisce nel solito palleggiamento di poteri che oramai e' storia trita.
      Con che strumenti mi chiedi?
      In una societa' dei consumi qual'e' lo strumento piu' potente?

    1. Blutharsch 24 settembre 2014

      Pensavo si trattasse di articolo satirico.
      Il M5S e' stato fagocitato come tutto il resto. Diciamocelo chiaro : io voglio uccidere il Ministro degli Interni e allora cosa faccio ? Mi arruolo in Polizia per avvicinarmici ; nel mentre indosso la divisa e passa un giorno passa l'altro io divento parte della struttura e la struttura parte di me.
      Non serve evocare il fantasma di Marx, e' semplice entrismo.
      O "stiamo" fuori dalle istituzioni, come l'universita' oppure qualora decidessimo di entrare enlle stanza dei bottoni, beh, compagni, parliamone
      Il passaggio fondamentale che manca al "movimento", la discussione che non sia discussione gia' decisa dall'alto.
      Stando al livello di onesta' ostentata dal leader barbuto, e considerato il risultato delle europee, Grillo avrebbe dovuto farsi da parte gia' da un po'.
      E' sempre li'. Casacoso ringrazia.
      O "Del cambiamento che non arriva ma che vi avevamo promesso"

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