PUO' IL M5S DIVENTARE UN VETTORE RIVOLUZIONARIO ?

PUO' IL M5S DIVENTARE UN VETTORE RIVOLUZIONARIO ?

DI GEORGIOS

comedonchisciotte.org

Se uno cerca la storia del Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD), troverà in posizione centrale tra i protagonisti della sua fondazione, la figura di Karl Marx descritto come “ideal pulse” vale a dire “impulso ideale” oppure “forza vitale ideale” (1).

Questo partito era stato fondato con il nome di Partito Socialista dei Lavoratori Tedeschi (SAPD) sulle concezioni generali di K. Marx e F. Engels nel 1875 al Congresso di Gotha, dalla fusione dell'Associazione Generale degli Operai Tedeschi (ADAV) di Ferdinand Lassalle e del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori Tedeschi (SDAP) di August Bebel e Wilhelm Liebknecht.

Niente male come origini verrebbe da dire. Solo che poi si guardano le politiche del SPD nel corso degli anni e la “magia” svanisce. Infatti non è casuale che il primo “pubblico ministero” contro il “neonato” è stato proprio il suo “padrino”, il vecchio Karl, con una critica severa meglio nota come “Critica del Programma di Gotha” (2), (3).

Pochi anni dopo, nel 1878, Otto von Bismarck passò una legge antisocialista e questo partito venne messo fuori legge per “le sue tesi rivoluzionarie e antimonarchiche”. Quelli furono gli anni eroici del partito socialista tedesco il quale malgrado lo stato semiclandestino in cui si trovò, crebbe in maniera impressionante: alla fine del 19o secolo era la più forte organizzazione politica del paese con 1.400.000 voti e quasi 400.000 iscritti (4).

Tra il 1890 e il 1891 le cose però cambiano: da una parte il partito viene nuovamente legalizzato e assume il suo nominativo definitivo di Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) mentre dall'altra, con il congresso di Erfurt (5), il vecchio programma di Gotha e' sostituito da un programma nuovo, promosso da Karl Kautsky. Questo programma e' più marxista a parole ma meno rivoluzionario nei fatti. Sembra una contraddizione ed infatti lo e' perché la principale argomentazione di Kautsky e' che siccome il capitalismo per sua natura collasserà da solo come una pera matura, allora il dovere dei socialisti non e' perseguire la rivoluzione ma impegnarsi per il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Non a caso parecchi anni più tardi Kautsky guadagnerà da Lenin l'appellativo del rinnegato che “trasformò Marx in un volgare liberale” (6).

La svolta definitiva avviene nel periodo tra il 1904 e la Prima Guerra Mondiale che coincide con l'ascesa alla posizione di segretario generale del partito di Friedrich Ebert. Ebert nel 1919, in perfetta collaborazione con il principe Max von Baden, nominato Cancelliere Imperiale dall'imperatore Guglielmo II (costretto ad abdicare), sarà il principale artefice della soppressione della Rivoluzione di novembre tedesca tanto attesa a Cremlino (7). La nomina di Ebert a segretario generale del SPD coincide anche con l'apparizione per la prima volta in seno alla segreteria del partito di un dirigente burocrate (“party executive”) (8). Pian piano la vecchia guardia di dirigenti, compagni di lotta di Marx, cedono il posto a dei “politici di professione”.

La stessa strategia sarà applicata subito dopo la Seconda Guerra Mondiale a tutti i forti partiti comunisti dell'ovest europeo. La logica in sostanza era: “Perché perseguitarli? Meglio metterli su un libro paga e tra non molto lavoreranno per noi”. Anche se il libro paga fu quello del politico salariato e non ciò che di solito si intende, il risultato e' stato lo stesso. Tutti questi partiti sono finiti nel collaborazionismo, con una tappa intermedia nota come revisionismo.

Questo, un po' lungo ma necessario, sguardo al passato, ci porta al nocciolo del problema: la trasformazione degli uomini e delle donne del partito e del sindacato, da volontari aspiranti ad un ideale per tutta la società e che si guadagnano la vita fuori dalle attività partitiche offrendo volontariamente il loro contributo alla causa, a dei professionisti della politica che mentre continuano a parlare di cose astratte ma “rivoluzionarie” (di rivoluzione meno o affatto) la vera battaglia la danno alla ricerca del voto che e' la fonte principale per il finanziamento pubblico dei loro partiti.

Finanziamento pubblico che costituisce la seconda piaga della politica attuale. Perché nasconde tutti gli altri finanziamenti che avvengono sotto banco e che caratterizzano il vero colore politico di ogni partito, il loro legame con il “cliente” di cui questi partiti certamente fanno gli interessi. Se per esempio fosse noto che gli introiti del partito A provengono dai piccoli contributi di una grande massa di persone mentre quelli del partito B da contributi milionari di poche persone, la mia scelta di voto risulterebbe molto più agevolata.

In questo modo i partiti si sono trasformati in estensioni dei meccanismi dello Stato, ma non dello Stato al servizio dei suoi cittadini, bensì di quello che fa gli interessi del più forte. Perché e' logico che se tu prendi ad esempio un calzolaio che fino a ieri doveva sudare ogni giornata e lo trasformi in un politico o in un sindacalista di professione ben pagato che in sostanza non deve più lavorare, è pacifico che le considerazioni idealistiche di Max Weber circa “La politica come professione e come vocazione” e “l'Autorità carismatica” andranno a farsi benedire (9).

Il politico di professione non possiede la formazione dataci dalla sua definizione enciclopedica (10) ma da quella offerta da corsi universitari pubblicizzati sotto il titolo “Imparare la politica? Ora si può diventare un dirigente di partito” (11) anche per delle ragioni ben spiegate in un appunto dal titolo “Le trasformazioni dei partiti di massa” (12) che si conclude cosi: “Tale situazione rischia comunque di minare la legittimità dei partiti che vengono spesso percepiti come apparati parassitari, lontani dalla società”.

Cosi lontani che adesso il panorama sembra sgombro. Checché ne dicano, che siano politici del PD, di FI etc o sindacalisti da Camusso e Landini fino a Bonanni e Angeletti, la loro posizione e' chiara e non solo per le ragioni storiche esposte in precedenza. Ma per le politiche che seguono. Per le scelte di lotta che NON fanno. Per lo sciopero ad oltranza che NON hanno proclamato. Per gli edifici pubblici come quelli del fisco, come le prefetture etc che NON hanno occupato ad oltranza paralizzando questo aborto di Stato. E' più o meno la stessa storia ridicola quanto tragica che osserviamo in Grecia negli ultimi quattro anni dove a parole si stracciano i memoranda e si proclamano degli scioperi di 24 ore, uno ogni 4-5 mesi, quando il paese sta affondando ed insieme ad esso migliaia di poveri cristi. La terapia dell'ipnosi fino all'eutanasia del paziente. Infatti, agli scioperi non partecipa ormai quasi più nessuno. Perché la gente ha perso ogni fiducia in tutti loro. Sa da quale parte stanno. E aspetta il miracolo della vendetta.

E sapete una cosa? Noi vi invidiamo. Sì, l'avete proprio capito e chi ride e' per lo meno un incosciente per non dire qualcosa di più pesante.

Voi avete un Movimento di gente, il M5S, che non appartiene alla vecchia politica, unico in Europa, che sta tentando, sta sperimentando nuovi modi per fare politica, certamente sbagliando e facendo brutte figure, alcune per inesperienza, altre perché certuni hanno i propri limiti, altre ancora perché ci sono sempre i soliti voltagabbana, ma che non e' ancora corrotto come meccanismo, non e' venduto in toto, ma sopratutto perché e' un Movimento che a livello decisionale e' ancora molto vicino per forza di cose alla sua base, perché non c'è stato ancora il tempo per essere assorbito dal sistema.

Questo movimento non e' proprietà di nessun Grillo e di nessun Casaleggio, che se non corrispondono più alle aspettative della gente devono essere messi da parte per permettere il formarsi di un'alleanza popolare sempre più ampia, aperta a nuove idee e nuove iniziative che devono essere espresse come politica del popolo e non di qualche élite ai “posti di comando”. Una politica che rappresenti l'opportunità di inserimento a tutte le istanze del popolo dai problemi di quartiere, a quelli ambientali, della scuola, della sanità, della difesa della Costituzione che viene violentata, del patrimonio dello Stato che e' patrimonio dei suoi cittadini, dei mostruosi debiti strozzini verso le banche fino a quelli verso il fisco, fino alla reazione intimidatoria organizzata verso le società private di riscossione che la fanno da padrone terrorizzando spudoratamente la gente e fino alla politica parlamentare che non può essere però la sola politica. Perché se l'obbiettivo si riduce alle prossime politiche, le prossime amministrative e le prossime europee, per qualche seggio o qualche comune in più, alla fine si scoprirà che stavano sperimentando su di voi la stessa terapia nostra.

Dire chiaro e tondo che il Movimento e' contro l'euro e spiegare il perché alla gente che non ha ancora capito. Tutte le grandi truffe della storia vengono sempre compiute da minoranze organizzate che tengono i meccanismi della società in mano ai danni di maggioranze che difficilmente possono intendersi tra loro e per questo sono caratterizzate da una specie di immobilità sociale che significa ignoranza e difficoltà di azione comune. Non e' questione di essere intelligenti e furbi o idioti e ingenui. Ragionare in questi ultimi termini comporta soltanto la spaccatura del popolo perché a nessuno piace sentirsi dire che e' scemo.

Il Movimento Cinque Stelle fa loro paura perché e' risultato troppo forte alle elezioni, perché ha avuto troppo momento, perché ha raccolto troppa gente per i loro gusti, perché ha rotto coi vecchi schemi tra eletto ed elettore. Loro hanno paura del Movimento lo si constata in ogni loro tentativo ridicolo di sminuirlo dentro e fuori al parlamento, in televisione, sui giornali ed e' da kamikaze non puntare su ciò che mette paura all'avversario.

Non litigate. Osate. Allontanate i “pompieri” e i “tranquillizzatori” quali che siano i loro nomi. Non aspettate lo schianto dell'euro che può essere molto tardivo e doloroso in quanto i fanatici di Berlino hanno bisogno di questa moneta assassina e faranno di tutto per tenerla in vita. Non aspettate capi e caporali, esperti e titolari, la soluzione uno che annega la trova da solo non sta prima a imparare la legge di Archimede. Il vostro futuro lo avete nelle vostre mani. Non dimenticate: la vostra forza e' il numero. Il popolo, come totale di singoli, e' ingombrante, si muove difficilmente. Ma come massa unitaria e' una valanga che nessuno può fermare.

Sì. Il M5S potenzialmente rappresenta tutta la società italiana oggi e quella europea domani. Il M5S può diventare un vettore rivoluzionario per tutta l'Europa.

Georgios

Fonte: www.comedonchisciotte.org

24.09.2014

NOTE

(1) https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_the_Social_Democratic_Party_of_Germany

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Critica_del_Programma_di_Gotha

(3) http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/MarxCriticaProgrammaGotha.pdf

(4) http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/s/s110.htm

(5) http://en.wikipedia.org/wiki/Erfurt_Program

(6) https://www.marxists.org/italiano/lenin/1918/10-kautsk/kau1.htm

(7) http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_di_novembre

(8) http://en.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Ebert#Early_life

(9) https://it.wikipedia.org/wiki/Max_Weber#Parlamento_e_governo_e_Sociologia_del_potere

(10) https://it.wikipedia.org/wiki/Funzionario#Funzionari_di_partito

(11) http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2014/7-luglio-2014/imparare-politica-ora-si-puo-diventare-dirigente-partito--223529946277.shtml

(12) http://www.tesionline.it/v2/appunto-sub.jsp?p=29&id=734

Commenti (76)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. pacoloco 30 settembre 2014

      Come dicevo, non ho gli strumenti per farmi capire come vorrei, per esprimere correttamente il mio pensiero. Prendiamo ad esempio la piramide sociale disegnata dai teorici del complotto, dove noi, il popolo, la gente, siamo la base.

      (dal mio punto di vista) tu credi che per cambiare lo status delle cose si debba lottare, fare una rivoluzione, io che sia meglio togliersi da sotto! Togliersi dalle mani dei nostri aguzzini, vivere al di fuori degli schemi e delle strutture (mentali) che sono la nostra vera gabbia! Allora si che si aprirebbe una grande opportunità per tutti noi.
      Speriamo che quello che importi, quello che crea opportunità,non siano le nostre divergenze di vedute ma la nostra coincidenza negli obiettivi...
      E.Fromm scrive in "essere o avere":
      "Coloro che inconsciamente disperano ma indossano la maschera dell'ottimismo non è detto che siano saggi; ma coloro che non hanno rinunciato alla speranza possono riuscire soltanto a patto di mostrarsi tenaci realisti, di far gettito di tutte le illusioni e di valutare appieno le difficoltà. Questa lucidità mentale costituisce l'elemento che distingue gli "utopisti" presenti a se stessi e gli "utopisti" che sognano ad occhi aperti."

    1. Georgios 28 settembre 2014

      Quando stavo scrivendo l'articolo, inizialmente avevo inserito una frase tipo "per cui anche se prendiamo come ipotesi che il M5S fosse stato creato "a tavolino"... ". Poi l'ho tolta per non essere troppo provocatorio.

      Per cui la sostanza non cambia: il movimento ha avuto i risultati che ha avuto. Se viene "preso" dal suo interno dal popolo, il popolo può usare la sua voce oltre ai meccanismi disponibili per farlo suo.

      Se leggi il mio articolo attentamente, specie il 5o paragrafo dalla fine (quello che comincia con "Questo movimento non e' proprietà..." vedrai che io non invoco un uso del movimento come arma fornitaci dal nemico. Invoco l'uso del movimento come un genuino movimento popolare.

      Non dico che e' una cosa semplice. Dico che e' una grande opportunità che non va sprecata.

    1. pacoloco 28 settembre 2014

      Caro Georgios, magari si puo parlare dei "gradi culturali" un altra volta, ammetto che sono ben felice oggi di non aver voluto proseguire gli studi considerando il livello di manipolazione a cui siamo sottoposti, hai presente quanto sia facile creare una sinapsi? e quanto lavoro comporta crearne delle nuove?

      Personalmente credo che il movimento di cui parli sia stato creato ad hoc propio per ingabbiare il malcontento, ad alcuni basta la tv e la vita "comoda", altri seguono il calcio....ad ognuno il suo "circo" (nessuno escluso) anche se di pane, oggi, se ne vede poco.
      Non credo che si possa ottenere nulla combattento il nemico con le armi che ti ha fornito lui, nel contesto e con delle regole da lui stabilite e con la consapevolezza storica (senza viaggiare troppo nel passato mi sembra che nello stivale i governi non li elegge il popolo da parecchio, con tanto di sentenza che delegittima tutti da monti in avanti) che anche con uno scacco matto, il tuo nemico semplicemente butta per aria il tavolo di gioco.
      Obama e Putin magari giocano al poliziotto buono e a quello cattivo, magari litigano veramente, in ogni caso il giocattolo siamo noi!
      Permettimi una domanda: mentre io inseguo l'indipendenza energetica, alimentare ed economica (il mio circo), la geoingegneria tira il tavolo per aria solo per me?



    1. Georgios 27 settembre 2014

      Amico mio, lasciamo perdere i "gradi culturali", esistono delle persone di supposto "basso grado culturale" che della vita capiscono assai di più di certi cervelloni culturali che so io.

      Parliamo piuttosto delle tua obiezione. Putin, la Russia (immagino intendi lo stato russo) e i BRICS esprimono le politiche di governi che nell'attuale fase internazionale si oppongono alla politica dell'impero. In quel senso possono rappresentare, allo stato attuale delle cose, qualcosa di favorevole per i popoli del mondo. Sai.. il nemico del mio nemico etc. La loro però e' politica internazionale di governi e non ha niente a che fare con la volontà popolare. Può esserne influenzata fino a un certo punto, la può favorire casualmente ma non la esprime, non e' il risultato delle decisioni del popolo nel senso delle decisioni di un'assemblea.

      Ma un movimento e' un'altra cosa. Un movimento, come un fronte popolare etc e' la gente stessa. E' capitato parecchie volte nella storia, cioè fronti o movimenti, talvolta anche partiti, che erano dalla parte del popolo, che perseguivano obbiettivi favorevoli alla gente.

      Certo, molte volte non hanno avuto successo, spesso sono stati traditi oppure hanno avuto dei leader che li hanno ingannati o ancora anche quando sono riusciti non sono durati. Ma ci sono stati.

      Oggi, nell'era della comunicazione facile si spera che la gente possa avere il controllo immediato di movimenti cosi e garantirne meglio il loro successo.

    1. pacoloco 26 settembre 2014

      Premetto che non voglio offendere o insultare nessuno.

      Ma trovo preoccupante che persone dotate di un grado culturale ben maggiore del mio (dopo le medie due anni di C.F.P.) con una consapevolezza maggiore alla media riguardo alla realtà che ci circonda e con la capacità di analizzare gli eventi geopolitici mondiali per non farsi ingannare dalla propaganda di regime, possano anche solo minimamente credere che qualsiasi persona, movimento etc. possa veramente prendere posizione a favore della gente, o che gli permettano di farlo veramente (vedi Moro e kennedy).
      Allora significa che Putin, la russia e i BRICSsono un vettore rivoluzionario per tutto il mondo? non ho studiato il latino ma conosco il significato di panem-et-circenses.
    1. Albertof 26 settembre 2014

      Giovanni io seguo da un pò di tempo la Me-MMT ma pare che anche li i problemi "interni" impediscano uno sviluppo concreto di un pensiero alternativo. staremo a vedere. Intanto buon fine settimana. :-)

    1. Georgios 26 settembre 2014

      Tu non sei una persona "semplice". Sei una persona e, in quanto tale, importante. Ed oltre che sincero sei anche onesto. Non si può chiedere di più.

      Cerchiamo, tutti insieme, di integrarci in qualcosa che ci conviene. Lo richiede il momento storico, la nostra stessa esistenza. E non spaventiamoci da parole grosse come "rivoluzione", le rivoluzioni le hanno fatte sempre le persone "semplici".

      Ricambio la cordialità. E ringrazio per la discussione, anche con dei "spigoli", a dimostrazione però che il dialogo può essere costruttivo anche in condizioni avverse.

    1. alsalto 26 settembre 2014

      Non ne ho idea, Georgios.
      Quanto affermi e' tristemente vero.
      E l'errore ammetto che sia il mio.
      Mi sono avventurato in qualcosa che non conosco, e l'ho fatto
      pure in maniera boriosa.
      Sincerita' per sincerita'.

      Mi si conferma per l'ennesima volta che e' meglio,
      da persona "semplice" quale sono, se mi dedico a cose piu' terra terra,
      e' che schiacciare 'sti pulsanti e' cosi' facile che uno finisce col pensare che...no? Che si facciano pure le rivoluzioni.

      cordialmente

    1. Georgios 26 settembre 2014

      Guarda che un discorso, se vuole essere un discorso e non un battibecco in cui ciascuno e' interessato solo a fare "bella figura", non viene portato avanti con dei fuochi d'artificio.

      Forse tu sei giovane e ti accontenti cosi, ma intanto non hai risposto a nessun argomento cercando di dimostrare la tua tesi che, a dir la verità, non hai mai esplicitamente messo sul tavolo. Quello che dici tende all'aforisma spesso inteso a supportare dei concetti "gravi" ma mai dichiarati apertamente.

      In questo modo stai concedendo a te stesso dei gradi di libertà di giudizio "accademico" che o trascura dei problemi reali per un grandissimo numero di persone specialmente oggi, oppure fa un uso improprio (per non dire peggio) della storia: che c'entra il nazionalsocialismo con la socialdemocrazia del periodo discusso?

      Qui ci scambiamo delle opinioni e va benissimo che ciascuno dica la sua. Esiste però un punto al quale ognuno di noi dovrebbe sentirsi moralmente legato: come riuscire da una varietà di opinioni differenti sintetizzare dei concetti più integrati e arricchiti di idee e di nozioni diverse. Questo sarebbe il metodo, diciamo, costruttivo.

      L'opposto, che come opposto sarebbe il metodo distruttivo, e' quello di rimanere ancorati alle proprie verità uniche e cercare di imporle agli altri magari ridicolizzandoli se non riusciamo nell'intento.

      La domanda e': quale metodo ci conviene?

    1. Georgios 26 settembre 2014

      La mia non voleva essere una domanda personale anche se l'interlocutore eri tu. Era una domanda rivolta a delle persone che la pensano come te e tra le quali mi ci trovo anch'io.

      Voglio dire che siccome questo non ha per nessuna ragione le caratteristiche di uno scontro di classe tipo 1917 ma assomiglia molto a quello del 1905, che facciamo in materia di alleanze di classe cosa che era stata decisamente affrontata da rivoluzionari del calibro di Lenin all'epoca?

      Non intendo minimamente sottovalutare impegno, coscienza e volontà di lotta di nessuno. Per questo ho spostato il discorso su un punto che mi sembra centrale ed accettato da tutti, cioè la dialettica. Che e' la dialettica della società, della politica, della storia, della natura stessa.

      Va benissimo il ruolo delle avanguardie, basta però che non siano isolate. E il compito per non rimanere isolate non e' mai della gente, e' delle avanguardie stesse. Se no, che avanguardie sarebbero?

      Se non si riconosce che il capitalismo oggi non e' lo stesso con quello di 30 anni fa, se non si riconosce cioè che ora abbiamo a che fare con un nuovo tipo di occupazione, tutte le nostre scelte saranno di conseguenza e questo ci porterà lontano dalla gente (che in questo contesto di lotta di classe viene chiamato popolo).

      Bisogna avere in casa la Wehrmacht in divisa per formare le Brigate Garibaldi? Va a finire che alla fine la gente ci dà dell'idiota.

    1. GiovanniMayer 26 settembre 2014

      Allora o se ne crea un altro oppure domenica ce ne andiamo l derby e non ci pensiamo più...

    1. alsalto 26 settembre 2014

      Cacchio, m'e' riuscito di farti sbottare la bile.
      Scusa.

    1. vetusordoseclorum 26 settembre 2014

      Il M5S è l'unica forza che abbia veramente fatto paura al Sistema negli ultimi 50 anni. Movimenti come la Lega, indipendentismi vari, estremisti di destra e di sinistra avevano fatto poco più che sorridere i veri burattinai.

      Il M5S invece no, questo ha fatto veramente preoccupare, anzi è la consapevolezza che stava permeando strati troppo ignoranti della massa da centro commerciale che ha destato preoccupazione.

      Allora è partita tutta la potenza di fuoco che ha colpito da ogni parte con un unico obiettivo, Grillo e il suo Movimento. L'accanimento mediatico, coordinato e pianificato mantra per mantra, è stato senza precedenti nella storia del nostro P(p)aese e purtroppo ha dato ottimi risultati visto l'esito bue delle Europee.

      Giorno per giorno partivano le disposizioni a tutti i mezzi di informazione mainstream in modo che ci fosse omogeneità nell'attacco e quindi più credibilità agli occhi di chi non sa o non vuole informarsi in maniera critica, cioè l'80% della popolazione.

      L'ultima disposizione è quella di dare il Movimento in costante declino, i due leaders per spacciati, abbandonati dai fedeli, opacizzati e di tirare alla lunga con l'arma usata sin dal principio della mancanza di organicità, dei dissidi interni etc. etc.

      L'Italia avrebbe avuto una buona occasione per aprire un po' gli occhi ma ovviamente i Tafazzi nostrani l'hanno sprecata.

      Vabbè, anche gli scozzesi hanno buttato via la loro salvezza. Magra consolazione

    1. Albertof 26 settembre 2014

      La tua mi sembra una "diagnosi" corretta e pacata. Il punto 8) "Il livello di ingenuità e fanatismo del nucleo duro della base è disarmante" rappresenta decisamente uno dei più grossi ostacoli all'evoluzione (se mai ci sarà) del Movimento. Ci sono milioni di persone che non votano e che potenzialmente potrebbero allargare le fila di un Movimento vero e concreto ma, temo, non possa trattarsi de M5S.

    1. Ercole 25 settembre 2014

      Non è una domanda che devi fare a me so banissimo che non è un processo meccanico ma dialettico e prendere atto della realtà ,a ciascuno il proprio compito noi restiamo rivoluzionari e saremo presenti dove è possibile con le nostre avanguardie in tutte le lotte che hanno come interessi immediati la difesa dei diritti contro lo schiavismo del capitale e quelli storici del superamento del vigente sistema sociale.

    1. Georgios 25 settembre 2014

      Forse era meglio scrivere "gente" invece di "popolo" lì dove ho parlato del rapporto teoria-prassi ma per il resto sono d'accordo con la prima parte del tuo commento.

      Sull'esempio della nave (te lo ricordi Gaber?), dai, non essere cosi minaccioso cogli alleati!

      Scherzi a parte, quello che verrà dopo lo sperato rovesciamento, secondo me, e' un discorso lungo, le ipotesi sono molte. Il ragionamento che fai va bene per una rivoluzione sociale, essendo però il rovesciamento non una rivoluzione sociale ma una riuscita difesa dei valori e i diritti civili ottenuti dalle rivoluzioni borghesi più quelli sociali ottenuti tramite la lotta di classe nel contesto della democrazia borghese (e varrebbe la pena aggiungere anche quegli umani che anch'essi sono ora minacciati), detto sinteticamente una lotta per l'indipendenza nazionale, le esperienze accumulate da tutto il popolo, di tutte le classi alleate, sia durante il periodo di repressione sia durante quello della lotta, potranno dar luogo a gradite sorprese "dopo".

      Ti porto come esempio (che altro?) la Grecia subito dopo la 2a GM. Gente di ogni classe sociale che ha fatto la resistenza contro l'occupazione e che dopo la liberazione, padrona del suo paese chiedeva a gran voce (purtroppo ai nuovi quisling, quelli degli inglesi stavolta, e questo e' stato il grande tradimento del partito comunista greco) "laokratia" che in definitiva e' sinonimo del socialismo. E non erano solo i fuochisti. C'era di tutto dentro.

      Il guaio e' che con i discorsi si può costruire il sistema che si vuole. La realtà e' oggi e domani. E' lì che ci dobbiamo concentrare ora.

    1. Laertino 25 settembre 2014

      Un costante collegamento tra teoria e prassi è costituito dal loro rapporto dialettico: l'una non può esistere senza l'altra. La teoria nasce dalla prassi, ne diviene il momento di sintesi per tornare ad essa come momento regolatore dell'agire pratico.

      Lo stesso si può dire del rapporto strategia e tattica, ma con un primato di quella su questa, altrimenti si finisce nel tatticismo, che ha caratterizzato lo stalinismo, e i quadri dirigenti del PCI, dopo il Congresso di Lione.
      La ricchezza di una teoria, e quindi della prassi, non stanno in ciò che fa il popolo (?), ma nel suo significato.
      Sulle alleanze, ti ripeto che i movimenti sono già frutto di alleanze interclassiste, con le classi lavoratrici subordinate agli interessi di quelle classi che generano i parassiti stessi.
      Il consociativismo sindacale deve insegnare molto.
      Siamo tutti sulla stessa nave, è vero, e i viaggiatori di seconda classe potranno pure cercare l'alleanza dei fuochisti, per gettare a mare i viaggiatori di prima classe. Ma alla fine della storia, i viaggiatori di seconda classe andranno nelle cabine di prima, e i fuochisti rimarranno a gettare carbone nelle caldaie. Morale, alleamoci pure con i viaggiatori di seconda classe, ma per buttare, dopo, in mare anche loro.
    1. Georgios 25 settembre 2014

      Non sto parlando di un'alleanza destinata a durare all'infinito come i grandi amori.

      Sto parlando di un'alleanza che spazzerà via i parassiti, i sanguisughe della società.

      Non sono un profeta per dirti cosa accadrà poi. Sono sicuro però che senza il rovesciamento questo "poi" sarà da incubo.

      Se il rovesciamento (quello che dico "rivoluzione" nel titolo) ci sarà, sul dopo deciderà il "popolo" e le dinamiche della lotta in quel momento. Per ora il popolo e' popolo, senza virgolette perché lo uniscono interessi immediati comuni.

      Infine io rimango dell'idea che siccome e' dalla prassi che nasce la teoria, e' sempre la prassi ad indicare la giusta via. Infatti, nella situazione attuale, io personalmente (ma questo e' appunto un parere personale) ho trovato conferma della teoria osservando la prassi. Non ho visto nessuno riuscire a sollevare il popolo in base a qualche teoria. E anche se lo avesse fatto (come qualcuno ha tentato di fare) sarebbe stato ignorato (come e' successo per davvero).

      Il rapporto dialettico tra teoria e prassi, secondo me, deve essere di questo tipo:

      Il "teorico" propone, raccoglie le risposte popolari, riformula in base a queste indicazioni, ripropone e cosi via fino al raggiungimento della tattica giusta che a sua volta indicherà anche la strategia giusta.

    1. Laertino 25 settembre 2014

      Le alleanze sono possibili fra le classi, o meglio fra la classe operaia, le classi lavoratrici e quei settori della borghesia (piccola o media), che vengono triturate nel meccanismo dell'evoluzione capitalista; ma non sarà mai un alleanza interclassista. Ovvero un alleanza costruita sulla mediazione dei fini ultimi dell'azione politica. L'alleanza nasce da una necessità comune, ma non necessariamente ha gli stessi obiettivi.

      Poi, perdonami, il primato della teoria è indiscusso, anche nel suo rapporto dialettico con la prassi. Non è grande il generale che vince molte battaglie, ma poi perde a guerra (vedi i tanto osannati Napoleone o Annibale), ma quello che, anche dopo alcune sconfitte, rimane l'unico incontrastato vincitore.
      Certo ce il partito è di parte, e il movimento no: questo vuole solo dire che il movimento unisce persone che, prima o poi, sono destinate a dividersi secondo i loro interessi di classe. Sono, come si diceva una volta degli sputnik, dei "compagni di viaggio".
    1. Laertino 25 settembre 2014

      La differenza tra strategia e tattica è, detto grossolanamente, la stessa che passa tra storia e attualità.

      La strategia, per un partito di classe, è una visione politica del lungo periodo: il cui fine è la conquista del potere e la costruzione di una società socialista.
      Purtroppo, nella storia del Partito Comunista, la conquista del potere si è progressivamente separato dalla costruzione di una società socialista; finendo per diventare l'unico scopo, o fine, della propria azione politica. In altre parole, la conquista del potere era diventato, da parte dei togliattiani, la conquista, sic et simpliciter, del governo. Ma un partito comunista al governo cessa di essere un partito rivoluzionario, per diventare un partito riformista, ovvero una riesumazione del "rinnegato" Kautsky.
      Non è possibile nessuna strategia se non si sono sviluppati alcuni concetti strutturali: teoria dello stato, teoria dell'economia, teoria della società, teoria della cultura, ecc.
      Ma la strategia non è immobile e immutabile, ma ogni sua correzione, o evoluzione, deve essere frutto di analisi e di discussioni teoriche.
      La tattica è l'insieme delle scelte, o delle correzioni di rotta, rese necessarie dall'evolversi della realtà contingente, che non deve mai ignorare, ne tanto meno essere in contrasto, con la strategia.
      Elemento fondamentale di ambedue è il rapporto tra Teoria e Prassi.
      Il partito e i movimenti non sono in alternativa, ma due strumenti, di diverso spessore e significato, del fare politica. Se alcuni, o tutti i partiti esistenti sono morenti, non vuol dire che il "partito" sia morto. La crisi non è dello strumento "partito", la crisi è nella incapacità, momentanea, di costruire un partito di classe, un partito rivoluzionario, nonché di una classe operaia che pare aver perso la sua identità e la sua coscienza di classe (pare), sotto i tremendi magli del capitalismo, apparentemente trionfatore (apparentemente).
      Sul M5S posso solo riconfermarti quanto detto prima: un movimento massimalista e sostanzialmente conservatore, in cui militano anime in cui mugghia (disperato), il bisogno di una rivoluzione.
      Ma per fare questa rivoluzione il "movimento" non è lo strumento più efficace.

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