Perfezione

Tonguessy per Comedonchisciotte

“Meglio è nemico di Bene” è un motto che viene troppo spesso sottovalutato, se non disprezzato. La freccia del Tempo, grazie agli enormi sforzi di chi detiene le leve, è destinata a proiettarci da un passato buio e ostile ad un futuro radioso e accogliente. Ma questo presuppone che il bene attuale possa essere migliorato, ed in questo consiste la tragedia. Ci stiamo avviando verso l’infinito, dimensione tanto inebriante quanto inesistente. Quell’infinito a cui prima o dopo approderemo si chiama perfezione. Nel frattempo godiamoci la tragedia della separazione dal bene. William Shakespeare nel suo “King Lear” scriveva: “Nella nostra ricerca del meglio roviniamo il bene”. Dopo Shakespeare ci fu Voltaire che nelle sue furiose demolizioni della teodicea aveva usato l’espressione “il meglio è il nemico del bene”, attaccando tramite Pangloss l’ottimismo di Leibnitz e del suo credere che l’attuale sia “il migliore dei mondi possibili”. Schopenhauer si chiedeva se li avesse visitati tutti, i mondi possibili, per arrivare a tale brillante conclusione. Domande oziose, degne di filosofi che perdono le proprie giornate nel tentare di organizzare i pensieri secondo criteri “migliori”. Pensieri migliori, superba tragedia.

“In alcuni punti del percorso, probabilmente, il pensiero è stato necessario ma ora è diventato un nemico dell’uomo. Ed è diventato un nemico perché il potenziale insito nel processo evolutivo… è ostacolato dalla cultura, perché la cultura ha creato l’uomo perfetto, l’uomo religioso, il perfetto gentleman e via dicendo” ha detto un antiguru visionario, in netto contrasto con i veri guru amanti della spiritualità assoluta. [1]

Ovviamente la Perfezione (con la maiuscola, mi raccomando) fa il paio con la Verità (sempre con la maiuscola). Se non si persegue la Verità è impossibile arrivare alla Perfezione. Pensateci.

“Quindi pensi davvero che esista la verità? Per carità, ognuno si senta libero di disporre della propria libertà, del proprio tempo e delle proprie energie come meglio crede. Ma per me la verità è solo un inganno, come l’illuminazione che dovrebbe colpire i bravi seguaci che seguono pedissequamente le indicazioni del guru.” [2]

Rincorrere la perfezione nella vana speranza di accedere al Satori o al Paradiso sarebbe quindi inequivocabile segno di povertà comportamentale più che spirituale, e dato che “non esiste la sublimazione, tutto questo è completamente privo di senso. I santi mentono, sono fandonie, spazzatura, non date retta nemmeno a una parola di quello che dicono” ci ammonisce U.G. Krishnamurti.

La Perfezione pretende di allontanare l’uomo da sé stesso e proiettarlo in una dimensione sovrumana, lanciarlo verso certa metafisica dove l’errore non deve più esistere. Impossibile sbagliare. Chi si accontenta dell’umanità con i limiti che le sono propri, non è degno di avvicinarsi alla Perfezione tramite la Verità. Questo comporta l’interpretazione secondo cui non solo le nostre società ma tutto il creato è stratificato: ci sono i servi della gleba (molti) e gli aristocratici (pochi) così come c’è il mondo materiale “inferiore” a disposizione di tutti i poveracci, e quello spirituale “superiore” a cui possono accedere solo pochi eletti; insomma, una fedele replica delle attuali dinamiche sociali. Solo chi avrà il coraggio di ripudiare la propria appartenenza ai bassi ceti ontologici potrà accedere alla divina supremazia che contraddistingue le elites, ieri come oggi. È l’intramontabile mito del self made man, colui che grazie alla perfetta linearità del sistema pur partendo dal basso riesce ad “elevarsi” materialmente quindi spiritualmente. Eppure il “basso” aveva una sua dignità, e non richiedeva alcuna “elevazione”, piuttosto quella cooperazione che oggi è in totale ostaggio delle ONG.

Secondo il teologo Matthew Fox, ripudiato da Ratzinger ed espulso dai Domenicani “ritenere che gli esseri debbano trovarsi lontani dalla materia per essere spirituali è, secondo me, uno dei più grandi errori del pensiero ellenistico, e ci ha predisposto a una forma di dualismo… l’idea di uno sgorgare dall’alto ci porta a screditare ciò che si trova più in basso, si tratti della terra su cui camminiamo o dei nostri chakra inferiori… i neoplatonici sviliscono la materia, sviliscono l’oscurità e sviliscono tutto ciò che si trova in basso… il presupposto neoplatonico è che bisogna essere immateriali per essere puri e splendenti. Credo che questa sia l’origine delle difficoltà dualistiche occidentali. Non credo che questa impostazione sia davvero redimibile. È la dichiarazione di una cultura che si trova a disagio con la materia, ed è supportata in questo da un’intera filosofia.” [3]

Molto tranchant, Fox non ci lascia speranza: siamo condannati a vivere da schizofrenici, ripudiando la materia di cui siamo costituiti per sperare di essere “migliori” secondo indicazioni sempre più socialmente obbligatorie.

È un discorso sconcertante: dopo tanto parlare di materialismo come male da cui scaturisce ogni devianza sociale e brutalità, ci troviamo a discutere del materialismo di Fox come redenzione all’allontanamento progressivo dalla Terra ed alla sua progressiva distruzione. Troppo marxista per essere vero. Quindi il materialismo, ovvero la ricerca della felicità attraverso la materia sarebbe un’idea possibile anche per i teologi, purché eretici. Resterebbe da chiarire la differenza tra edonismo reaganiano (un esempio tra tanti di materialismo) ed epicureismo, ovvero seguire senza ostentazione i sensi come criterio di verità e di bene. Dall’altra parte invece bisognerebbe iniziare a chiarire la differenza tra spiritualità che disprezza la materialità e spiritualità che invece la accoglie come parte integrante della vita, come parte che riesce ad armonizzare le varie realtà umane.

La discriminante rimane la Perfezione, intesa come allontanamento dalla Natura che contiene ogni cosa, e che scarta ogni sfumatura facendo apparire tutto in bianco e nero.

Di Natura da violare perché distante da noi ne parlava già Cartesio. Se non facciamo parte della Natura c’è un motivo preciso: la Natura stessa è imperfetta con tutte le contraddizioni che la caratterizzano, noi no perché siamo in grado di trascendere la greve materia. Possiamo quindi, in quanto Res Cogitans, allontanarci dalla materialità che è indice di bassezza, e ascendere.

L’ascensione è una costante nelle narrazioni New Age. Si parla di interi popoli smaterializzatisi grazie all’ascensione a dimensioni superiori. Cosa voglia dire tutto questo ve lo lascio immaginare, l’importante è far crescere la narrazione di livelli “superiori” cui aspirare mentre la materialità rimane sinonimo di bassezza da cui bisogna affrancarsi.

Quindi è d’obbligo allontanarsi dal sé per ritrovare il proprio sé superiore. Ancora una volta si dichiara apertamente il proprio disagio psichiatrico: non siamo una unità ma molte sotto-unità, una delle quali (quella più in alto) vorrebbe avere il sopravvento sulle altre. Magari con lotte all’ultimo sangue. Questa faccenda mi fa pensare che alla fine il nostro Occidente, come correttamente descritto da Fox, abbia una tara ineliminabile che si diffonde ad ogni aspetto relazionale, sia per quanto riguarda il singolo che le intere società: l’elite, la parte minoritaria di un insieme, arrogatasi il diritto di dominare le altre parti si trova nelle condizioni di regnare indisturbata sul tutto. Gli strati più densi e popolosi, quelli che davvero macinano il reale, sono guardati con sufficienza se non con disprezzo mentre le rarefatte e semi deserte vette rimangono le agognate mete dell’inconscio collettivo. O del delirio collettivo, fate voi.

La parola d’ordine è sfuggire alla normalissima vita di ogni giorno e alle possibilità che ci offre e che, secondo la narrazione qui descritta, non merita alcun rispetto. E tale parola d’ordine si acquisisce tramite la Perfezione. Peccato che i perfezionisti siano sempre insoddisfatti e frustrati e che, secondo la psicologia, sul piano clinico questa caratteristica possa essere correlata a problemi come la depressione, l’ansia o i disturbi alimentari. Non a caso, infatti, a una sempre maggiore diffusione del perfezionismo – confermata anche da uno studio della Dalhousie University e della York St John University, per il quale i giovani di oggi vi sono più inclini rispetto alle generazioni precedenti – corrisponde il propagarsi dei disturbi mentali, compreso l’aumento del tasso di suicidio; circa il 30% degli studenti universitari, inoltre, soffre di sintomi depressivi, un dato nettamente più alto rispetto al resto della popolazione.

Se nel 1989 era il 9% dei ragazzi che mostrava livelli rilevanti di perfezionismo socialmente imposto, nel 2017 era salito al 18% [4], fatto che dimostra come l’universo deterministico possa anche remare contro di noi. Se in un trentennio il quoziente di perfezione è stato raddoppiato, possiamo prevedere che tra un secolo tutta l’umanità sarà definitivamente perfezionista. Ecco svelato il futuro radioso ed accogliente dell’incipit.

Uno degli aspetti più conosciuti del perfezionismo, come dicevo sopra, è il bisogno di vedere il mondo in bianco e nero (o sono il migliore o sono un perdente) creando così continui conflitti per raggiungere gli obiettivi prefissati. Che possono essere anche dimostrazioni legate al bisogno patologico di apparire il più bravo, l’eletto al cui cospetto ogni sfumatura diventa irrilevante. Si tratta di contrapporre il Bene al Male ed eliminare tutte le infinite sfumature del caso. Saddam e Gheddafi rappresentano, secondo questo pensiero dicotomico, il Male assoluto. Al contrario Madre Teresa e Ghandi sono il Bene assoluto nonostante i pregi dei primi ed i difetti dei secondi. Anche questo è frutto dell’allontanamento dalla materia, contraddittoria e ambigua al contrario dei mondi eterei “superiori” dove tutto è regolato da divine ed immutabili tassonomie.

Secondo la Treccani il perfezionismo, in psichiatria, è la “tendenza nevrotica che consiste nel richiedere da sé stessi e dagli altri prestazioni al di sopra delle proprie o delle altrui possibilità. L’attuazione, anche di compiti relativamente semplici, è costantemente spostata su un piano ideale e irraggiungibile.” [5]

Tra un secolo l’operazione sarà completata: vivremo tutti nel virtuale immaginando di essere chi non siamo, sfornando un sacco di meravigliosi atti immaginativi mentre nella realtà al massimo faremo solo stupidaggini di poco conto. Ci saremo così affrancati dalle elites (quelle che regolano i destini reali del mondo) immaginando di essere noi al posto loro, mentre la pace sociale sarà finalmente padrona del mondo.

 “Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono.”

Aristotele

 

Tonguessy

 

[1] U.G. Krishnamurti “L’inganno dell’illuminazione”

[2] ibid

[3] M. Fox-R. Shaldrake “La fisica degli angeli”

[4] https://thevision.com/cultura/perfezionismo-ostacolo-obiettivi/

[5] https://www.treccani.it/enciclopedia/perfezionismo/

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Violetta
Violetta
17 Febbraio 2021 , 3:21 3:21

La questione è complessa. Ci sono molte “idee” su cosa sia la spiritualità. dove porta, cosa sia il “satori” o illuminazione, cosa comporta, in cosa ti cambia/migliora. La perfezione/imperfezione della natura, chi è “mistico”/spirtuale nega il mondo “Imperfetto”. Sono tutte “idee”, opinioni. Solo quando il “percorso” (quello che almeno sembra essere un percorso) è concluso tutte queste opinioni svaniscono e si fa chiarezza. Chi ha questa “chiarezza” non può ben comunicarla a chi non ha fatto il viaggio. Come si può descrivere un paesaggio, un luogo, una via a chi non l’ha vista, sperando che quello “capisca”? UG diceva di non dare retta ai santi/mistici/illuminati perchè dare retta a qualcuno non ti serve affatto a fare il viaggio! Fino a che dai retta a qualcuno, segui in sentiero gia fatto, una dottrina/disciplina stai solo giocando con una guida Lonely Planet fra le mani sognando viaggi, mete, avventure. Si, leggila tutta, gioca pure! Ma c’è un momento in cui si chiude il libro, si fa la valigia e si parte e ci si perde. CHi è “tornato” dal viaggio non potrà mai comunicare con chi ancora non l’ha fatto e fa le sue congetture dal divano con la guida in mano.… Leggi tutto »

colzani2
colzani2
Reply to  Violetta
17 Febbraio 2021 , 3:39 3:39

Un pesce incontra un suo simile e gli chiede com’è l’acqua. L’altro confuso replica, “acqua?”.

Bertozzi
Bertozzi
Reply to  colzani2
17 Febbraio 2021 , 8:52 8:52

Due mucche al pascolo:
– Muuuu…- dice una
– Volevo dirlo io! – ribatte l’altra.

colzani2
colzani2
Reply to  Bertozzi
17 Febbraio 2021 , 10:42 10:42

Ero all’altezza di Binasco quando l’ho letta. Arrivato in tangenziale mi sono messo a ridere.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  Violetta
17 Febbraio 2021 , 3:42 3:42

Gettarsi tra le braccia di Morfeo o del virtuale (la differenza? piccola ma c’è) è troppo spesso il tentativo di evitare le difficoltà della lotta per la vita, che consideriamo quasi sempre al di fuori delle nostre portate. Sentirsi inutili è la molla primaria che spinge verso l’allontanamento dall’impegno ed il rincorrere la perfezione. E’ un disegno preciso che psicologi e psichiatri conoscono molto bene, ne ho fatto cenno nell’articolo

Violetta
Violetta
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 3:55 3:55

si certo. io concordo.
È l’insoddisfazione/frustrazione che spinge a “evadere” la realtà in ogni modo compreso il misticismo/spiritualità.

Purtuttavia, a prescindere dall’aspetto “psichiatrico”, sentirsi “insoddisfatti” della vita in senso ampio, cioè in maniera “esistenziale” e non “materiale” è del tutto naturale/normale.

Chi non ha gli “strumenti” tende a colmare il “vuoto” con il materiale perchè la sua insoddisfazione gli sembra materiale!

Ma quel “vuoto” c’è per tutti e, dal mio punto di vista, chi crede di non averlo perchè è perfettamente soddisfatto prima di aver “realizzato” la natura di quel vuoto, buttandocisi dentro, dovrebbe essere oggetto di esame pschiatrico o per lo meno psicologico.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  Violetta
17 Febbraio 2021 , 8:12 8:12

Non sono d’accordo. Il vuoto (nihil), rimane pur sempre un tentativo di azzerare l’incessante lavorio della mente. Ho già scritto chiaramente che per me l’ego non è il demonio, ma una risorsa se riesce ad armonizzarsi. Quando non lo facesse e dimostrasse gli inconfutabili segni del narcisismo patologico allora sedarlo con del “vuoto” mi sembra un’opera meritoria. Ancora una volta la questione non è in bianco e nero, ma si dipana attraverso infinite sfumature. Diverso è il “vuoto” creato ad arte dalla propaganda, humus culturale da cui nascono i consumatori compulsivi, persone che vivono il vuoto esistenziale che hanno bisogno di colmare con oggetti.

Violetta
Violetta
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 9:17 9:17

non credo di aver capito.

il “vuoto” creato ad arte sfrutta il vuoto esistenziale “fisiologico”.
Volendo si potrebbe anche credere che non è che lo sfruttino per riempirlo con “oggetti” ma che proprio lo riempiono ingolfandolo per evitare che sia un passaggio verso la conoscenza di sè.

Azzerare l’incessante lavorio della mente serve solo a conoscere cosa c’è “dietro” .
Poi la consapevolezza di cosa sia l’ego, il lavorio della mente e il vuoto cambia.
Non è più necessario fare nulla.
Non è più possibile fare nulla.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  Violetta
17 Febbraio 2021 , 11:09 11:09

Non sono sicuro di comprendere in cosa consista il vuoto esistenziale “fisiologico”, se si esclude l’incontro con la morte di una persona cara.
D’altronde se “non è più possibile fare nulla”, perchè tentare di conoscere cosa c’è “dietro”? Questo, in estrema sintesi, è il contenuto del libro di UG.Krishnamurti: inutile perderci tempo, non è possibile farci nulla.

E’ una posizione estrema, ma alle volte serve a rendere l’idea di cosa troppe persone stiano inseguendo.

L’idea di viaggio di cui parlavi è l’idea stessa della vita: non possiamo esimerci dal viaggiare. Però possiamo far finta di farlo, a questo serve la virtualità e la perfezione. Chi non ha interesse per queste due cose viaggia, e molto spesso non ha neanche troppa voglia di descrivere il proprio viaggio, come nel caso di Krishnamurti che dice: viaggiate voi, il mio viaggio non è il vostro, non cercate di capire il senso del mio viaggio perchè così perdete il senso del vostro.
Ed è per questo motivo che non può esistere la Verità, che diventa un fattore non universale ma soggettivo, unico ed univoco, non replicabile.

Violetta
Violetta
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 12:50 12:50

il vuoto esistenziale fisiologico è la recondita percezione dell’assenza di senso della vita e dell’esistenza stessa.

La puoi riempire come vuoi ma quel “vuoto” è dietro ogni cosa perchè è ogni cosa .

Il “non è piu possibile fare nulla” è qualcosa che si raggiunge dopo aver fatto tutto.
UG lo dice chiaramente e lo mette davanti spietatamente ai ricercatori che lo interrogano.

Ma dal mio punto di vista la sua nettezza è un modo per togliere ogni speranza.
Solo chi ricerca non per curiosità vana, non per curiosità mondana non si arrenderà di fronte al muro che UG alza. E percorrerà in ogni caso quella strada.

Perchè non è ciò che c’è in fondo alla strada ma il percorrerla, la chiave.

La Verità con la V non può essere soggettiva.
la verità con la v lo è.

La Verità è di una universalità soggettiva o se vuoi di una soggettività universale.

Conosco molti che usano certe formule come pretesto per non andare in fondo: tanto non c’è niente da scoprire, tanto la verità è soggettiva, tanto è una illusione.

Sono tutte, come dicevo, opinioni fino a che il percorso è completo nella sua incompletezza e da opinioni diventano verità.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  Violetta
17 Febbraio 2021 , 13:22 13:22

sono in buona sostanza d’accordo. Il problema di comunicare questi “vuoti” comunque resta, così come la difficoltà di seguire il proprio filo di Arianna che ci porta a viaggiare dove, spesso, non vorremmo.

danone
danone
Reply to  Violetta
17 Febbraio 2021 , 14:38 14:38

Concordo con lo sviluppo che hai saputo esprimere nei diversi commenti che hai fatto.

PietroGE
PietroGE
17 Febbraio 2021 , 3:20 3:20

Confondere Verità e Perfezione significa confondere cultura e religione, sono cose differenti e così dovrebbero restare. Ancora più nefasto è il confondere l’ideologia con la religione e creare aspettative messianiche da ordinamenti sociali e culturali. L’approccio più equilibrato è quello scientifico dove la verità si scrive con la lettera minuscola perché è solo verità scientifica, e anche questa non è considerata raggiungibile ma solo avvicinabile con l’approfondimento delle conoscenze. La “ricerca della felicità attraverso la materia” finisce sempre nell’edonismo e nel carpe diem se non è moderata e diretta da principi morali e finisce per condurre allo scontro tra esigenze sociali e soddisfazione personale. Vedere Eros e Civiltà di Marcuse per l’estremizzazione di queste tendenze. È l’abolizione di cultura, popolo, destino e bene comune che produce la contrapposizione individuo società e che crea quella alienazione che si cerca di lenire rifugiandosi nelle droghe. È il messaggio della civiltà occidentale individualistica, e quindi decadente, che spinge alla ricerca della ‘perfezione’ consumistica. Un verso di Dylan nella canzone It’s Allright Ma : Advertising signs that con you Into thinking you’re the one That can do what’s never been done That can win what’s never been won Meantime life outside goes on All… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  PietroGE
17 Febbraio 2021 , 3:37 3:37

Dimentichi lo studio scientifico (uno dei tanti) sul montante perfezionismo citato nell’articolo.Davvero credi che la narrazione corrente possa limitarsi ad affrontare questioni separate senza correlazioni? Ed il famoso libro di Weber (no, non era marxista se questo è il dubbio) sulla correlazione tra etica protestante e capitalismo cosa sarebbe allora?
Mi spiace ma non è questo ciò che la Storia ci ha consegnato.
Viceversa sono d’accordo con la chiusa: l’individualismo spinge alla perfezione. Il che purtroppo non fa che spostare la domanda: chi spinge l’individualismo? La scuola di Francoforte oppure i think tank neocon da Reagan in avanti?

PietroGE
PietroGE
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 3:40 3:40

La Scuola di Francoforte, non fosse altro che per ragioni anagrafiche e per (funesta, dal mio punto di vista) profondità intellettuale.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  PietroGE
17 Febbraio 2021 , 3:49 3:49

Evidentemente la conosci molto poco quella Scuola. Si dice che fossero interessati a comprendere le ragioni del fallimento della “rivoluzione permanente” che avrebbe dovuto espandersi dalla Russia a tutta l’Europa mentre crescevano i totalitarismi.
Reagan al contrario diede inizio (assieme alla Thatcher) a quelle politiche tese a contrastare le conquiste sociali, vedi il licenziamento degli uomini radar in blocco perché scioperavano per migliori condizioni, e la conseguente assunzione di yesmen pronti a diventare qualsiasi cosa il sistema volesse. La noti la differenza oppure no?

PietroGE
PietroGE
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 4:00 4:00

La Scuola ha propagato l’antiautoritarismo libertario che ha dato una dignità intellettuale al ‘carpe diem’ della decadenza occidentale a partire dagli anni ’60. Sarebbe rimasto un esercizio accademico se non fosse stato amplificato da certa stampa e elevato a ideologia di massa.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  PietroGE
17 Febbraio 2021 , 5:09 5:09

Ti stai contraddicendo: dove salterebbe fuori che la Scuola avrebbe sostenuto l’edonismo? Tra l’altro il Carpe Diem è una caratteristica di Epicuro, un materialista con una visione davvero interessante sulla spiritualità. Proiettare invece tutto su un futuro meraviglioso (magari tramite un eccezionale vaccino) è compito della scienza e della metafisica. Non a caso oggi tra materia oscura ed energia oscura si assomigliano sempre di più.
Il senso dell’articolo comunque è notare come la tendenza verso il perfezionismo (anche vaccinale) porta inevitabilmente a quei disastri che abbiamo sotto ai nostri occhi. Se non si capiscono queste dinamiche la ricaduta è inevitabile

colzani2
colzani2
Reply to  PietroGE
17 Febbraio 2021 , 3:48 3:48

Perché non confondere verità e perfezione? Le possiamo distinguere perché siamo in grado di definirle? E se possiamo definirle non stiamo contraddicendo la loro stessa essenza che le vorrebbe dinamiche e mutevoli? Verità e perfezione allora non possono essere che concetti relativi e come tali aggrappati alle radici religiose e culturali di chi brandisce questi due. Sbaglio? Assolutamente si!

PietroGE
PietroGE
Reply to  colzani2
17 Febbraio 2021 , 4:04 4:04

Per Verità intendevo quella religiosa (‘Io sono la Via, la Verità e la Vita’), la perfezione invece compete all’ambito culturale, non è disdicevole cercare di raggiungerla, anzi il progresso a volte procede con le motivazioni più variegate.

colzani2
colzani2
Reply to  PietroGE
17 Febbraio 2021 , 4:18 4:18

Capisco. Volevo solo esercitarmi in quello che mi viene spontaneo. Provocare.
Il poeta Hammill, dall’altra parte dello stagno, diceva di ‘non accusarmi per le lettere che potrebbero formarsi sulla sabbia’.

IlContadino
IlContadino
17 Febbraio 2021 , 3:41 3:41

Una mano è protesa nel tentativo di aiutare chi sta salendo, l’altra cerca di afferrare quella di chi ci aiuta a salire. La scala traballa, è una continua ricerca di equilibrio nella costante sensazione che sia giusto continuare a salire. Rimanere fermi sul gradino che ci ospita è noioso, tremendamente noioso!

ignorans
ignorans
17 Febbraio 2021 , 4:52 4:52

Secondo il teologo Matthew Fox, ripudiato da Ratzinger ed espulso dai Domenicani “ritenere che gli esseri debbano trovarsi lontani dalla materia per essere spirituali è, secondo me, uno dei più grandi errori del pensiero ellenistico, e ci ha predisposto a una forma di dualismo…

Il problema nacque con Democrito che dichiarò la realtà composta di atomi e di vuoto.
Così stando le cose, ci si concentrò sugli atomi tralasciando il vuoto. Questo provocò l’amore per la “materia” che ci è stata indicata come unica cosa reale. Ma anche il vuoto è reale e giace incompreso. (ma anche la materia giace incompresa, dato che vanno spiegati insieme)
Dalla credenza in qualcosa di “non vero” nascono tutti i successivi problemi.
Ma soprattutto resta il fatto che sei in un luogo sconosciuto, per il quale, se lo vuoi conoscere, non vengono date chiavi.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  ignorans
17 Febbraio 2021 , 5:02 5:02

Democrito è solo uno degli esponenti della filosofia materialista. Epicuro è all’altro estremo della stessa scuola. Lui credeva nella felicità dei sensi, questo è il suo materialismo. Se vuoi la sua è la scuola fisiologica contrapposta a quella metafisica. Mi sembra una notevole differenza.

danone
danone
17 Febbraio 2021 , 6:03 6:03

“Prima di Shakespeare ci fu Voltaire che nelle sue furiose demolizioni della teodicea aveva usato l’espressione “il meglio è il nemico del bene”, attaccando tramite Pangloss l’ottimismo di Leibnitz e del suo credere che l’attuale sia “il migliore dei mondi possibili”.”

Teodicea – è una branca della teologia che studia il rapporto tra la giustizia di Dio e la presenza nel mondo del male.

Una grande esperta in materia di teodicea fu mia nonna, che in quanto a saggezza di vita, se li mangiava tutti i vari Voltaire o leibnitz. Lei era una donna pratica, come il suo insegnamento e tutte le volte che mi vedeva sbagliare, procurandomi a volte brutte ferite e tanto dolore, mi lasciava fare, perchè io imparassi direttamente la lezione, poi mi si avvicinava e mi diceva sempre..teodiceo che ti facevi male, pirla.

lady Dodi
lady Dodi
Reply to  danone
17 Febbraio 2021 , 6:08 6:08

Viva le nonne!
Per dire che spesso persone apparentemente semplici hanno un altissimo profilo.

lady Dodi
lady Dodi
17 Febbraio 2021 , 6:02 6:02

È quello che dico sempre anch”io : il meglio è nemico del bene.
Sono contenta di sapere che l’hanno detto Voltaire e Shakespeare.
C’é solo un piccolo particolare: io l’ho sempre detto ai comunisti. Quelli che vivono di utopie.
E mi pare che Tonguessy sia un comunista. E allora come la mettiamo?

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  lady Dodi
17 Febbraio 2021 , 6:14 6:14

Trovo ridicolo risponderti. Fattene una ragione, a domande sbagliate non esistono risposte adeguate

Bertozzi
Bertozzi
Reply to  lady Dodi
17 Febbraio 2021 , 8:54 8:54

Voltaire e Shakespeare te l’avranno sentito dire e ti avranno copiato.

lady Dodi
lady Dodi
17 Febbraio 2021 , 6:14 6:14

Epicuro, passato alla Storia per la felicità dei sensi, che comunque non è da disprezzare, io me lo ricordo moooolto diverso, direi addirittura agli antipodi
Ma c’é un’altra felicità più sottile e per pochi , quella della propria dignità e direi del proprio onore. È inconcludente dal punto di vista materiale ma sazia, non si può immaginare come sazia!

Marco Tramontana
17 Febbraio 2021 , 6:16 6:16

Mai lettura fu così attesa (sono un tuo fan, lo sai). Cito: “Eppure il “basso” aveva una sua dignità, e non richiedeva alcuna “elevazione”,” Mi sono scontrato negli anni col mio ego (perfezionismo), partendo dalla piccole cose: da giovani mi piaceva catalogare i cd masterizzati con cover tutte ordinate e pulite, per fare un esempio. Poi, gli studi, poi dimostrare sempre che si “sanno le cose che si devono sapere” a qualcuno di autorevole e sono finito a compiacere il mio perfezionismo. Sai com’è finita? Lentamente me ne sono disfatto, ho tenuto le mie abilità per cose importanti, il resto mi sono concesso l’onore di sbagliare. Sono talmente tante le migliorie che ho ottenuto con questo cambio di attitudine (tra i 27 e i 30 anni si è esplicato al suo massimo) che non tornerei mai indietro. Non arrivo sempre in orario (a volte anche in anticipo) Non finisco mai un lavoro, un hobby, una faccenda perfettamente, ma lo finisco. Non nascondo i capelli bianchi che starnazzano tra quelli neri. Non faccio finta di essere sempre in forma. E quando qualcuno mi forza verso un “fai/devi/si fa così” dico “non sono forse quello che cercate/vi aspettavate”. Lettura fondamentale, un spunto… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  Marco Tramontana
17 Febbraio 2021 , 6:21 6:21

La vita non è (quasi) mai quella che ci aspetta. Solo chi crede nella perfezione dell’universo deterministico spera che sia tutto un procedimento lineare. Gli altri, quelli come Bukowski che amano le persone imperfette, coi denti storti o rotti, si accontentano di essere, di esistere. Non come “bisognerebbe” ma come si è.
La vita che strappa e lacera è la stessa vita che crea e ricrea, come nel mito di Shiva. E’ sempre la stessa, ed una parte non è eliminabile. Ma troppi lo credono possibile. Purtroppo.

VincenzoS1955
VincenzoS1955
17 Febbraio 2021 , 7:43 7:43

Solo poche parole: la Felicità si chiama Armonia. Armonia interiore, Armonia con gli altri e soprattutto Armonia con il Creato. Chi ha orecchie per intendere intenda… Troppe parole appartengono al “demonio” (non ricordo chi lo disse).

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Reply to  VincenzoS1955
17 Febbraio 2021 , 9:57 9:57

Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».Mt 5, -37

Primadellesabbie
Primadellesabbie
17 Febbraio 2021 , 7:54 7:54

Poi ci sarebbe l’equilibrio, ovvero la perfezione riferita alle esigenze di ciascuno, che si possono individuare cercando di conoscere e di rispettare se stessi.

É molto difficile conoscere se stessi se si é circondati da modelli ai quali fare riferimento obbligato e se si é avviati ad una cultura collettiva oltre le necessità di sopravvivenza, e ad un’attitudine competitiva fin dall’infanzia.

IlContadino
IlContadino
Reply to  Primadellesabbie
17 Febbraio 2021 , 8:07 8:07

A volte per fortuna arrivano piccole ma significative certezze. Ad esempio in questa fase storica sono arrivato a comprendere senza ombra di alcun dubbio che sono completamente fuori di testa, ma non ho ancora ben capito se io sono fuori di testa, o loro sono fuori di testa

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  IlContadino
17 Febbraio 2021 , 8:09 8:09

Mi par di capire che tu sia a una svolta chiarificatrice.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  Primadellesabbie
17 Febbraio 2021 , 8:13 8:13

A me il dubbio, dopo cotante ricerche, rimane.

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 8:26 8:26

Ho dimenticato di mettere qualche faccina al commento precedente!

Simsim
Simsim
Reply to  IlContadino
17 Febbraio 2021 , 10:07 10:07

Io sono giunto alla conclusione che un pó fuori di testa ci sto anche io. Per reazione magari e non perché lo sarei comunque, ma devo prendere atto di essere fortemente lontano dal mio concetto di normalitá ad oggi. Altrimenti vedrei solo i 3/4 del problema. Semmai torneremo alla normalitá, dovremo capire anche noi un giorno come riadattarci dopo un anno di vita psicologicamente in trincea.

danone
danone
17 Febbraio 2021 , 7:09 7:09

Tongussy, tu osservi l’universo con il senso della vista e i neuroni della tua ragione, deducendolo indeterministico, come da tua definizione.
Io lo contemplo dentro e fuori di me, scoprendo, non deducendo, che l’universo è quello che deve essere, sebbene, ammetto di non aver ancora gli strumenti per poter condividere questa mia comprensione-contemplazione.
Un vero maestro di vita, o spirituale, è maestro proprio perchè in grado di trasmettere e condividere questa esperienza di disincanto da qualunque nostra narrazione precedente della realtà.
A me non piacciono le etichette, per cui non dico che l’universo, in base alla mia ricerca-osservazione, è deterministico. Non soddisfa la ricerca il ricondurla nel dualismo deterministico-indeterministico, andiamo oltre se possibile.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  danone
17 Febbraio 2021 , 7:25 7:25

Ci sono stati per me (come per chiunque, credo) “esperienze di disincanto” e U.G. Krishnamurti è stato per me maestro nel farmi capire che cercare quello che è possibile ma poco reale per il vissuto (ad esempio le domande sulla morte) non vale la pena di inseguirlo. Il disincanto per me è l’universo indeterministico mentre l’incanto è quello deterministico, con tutta la linearità della crescita infinita che si porta appresso. Anche se, devo ammettere, è solo una contrapposizione. Ma anche CDC è una contrapposizione al covid. Allora forse tutta la questione sta nel capire l’orizzonte verso cui ci stiamo dirigendo e tentare di abbozzare un orizzonte differente. Lineare o discreto, deterministico o indeterministico che sia, la Verità sta tutta qui. Per chi ci crede.
PS “andare oltre” è il motto della banda del né-né. Estremismo di centro, avanti tutta.

danone
danone
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 9:30 9:30

“PS “andare oltre” è il motto della banda del né-né. Estremismo di centro, avanti tutta.”

Mi fai venire il dubbio che ha ragione la Dodi quando ti da del comunista a tua insaputa.
Devi sapere che scambiare un semplice invito (andiamo oltre se possibile) per estremismo di centro è tipico di chi ragiona con l’algoritmo-stampino del pidiota.
Bastava dire che per te non è possibile per limiti manifesti.
A quando l’etichetta di odiatore, così chiudiamo il cerchio?

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  danone
17 Febbraio 2021 , 9:37 9:37

Pidiota glielo dici ai tuoi parenti semmai.

Fine della discussione

danone
danone
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 10:08 10:08

Se provochi lasciati provocare.
Rispetto il tuo pensiero anche se non lo condivido, e non posso nemmeno dire che sbagli, però spesso sei tu che provochi chi non la pensa come te. Dovresti accorgertene poichè non sei uno stupido. E ritiro l’offesa.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  danone
17 Febbraio 2021 , 11:00 11:00

Esiste un limite tra provocare e offendere.
Provocare per me, nel migliore dei casi, significa istigare al pensiero. Hai parlato spesso di Verità, e questa per me è stata una provocazione. Che, detta inter nos, è il sale della democrazia: tu cerca di “demolire” il mio pensiero ed io cerco di difenderlo non arroccandomi ma spiegando meglio in cosa consista. Se poi la provocazione è interpretata come vulnus o peggio lesa maestà, siamo su posizioni inconciliabili. Ma, ripeto, non possono esserci offese; il contrasto non deve mai vedere “nemici” (esistono solo in dittatura, e mai in democrazia).

Bertozzi
Bertozzi
Reply to  danone
17 Febbraio 2021 , 8:57 8:57

Amen.

gix
gix
17 Febbraio 2021 , 7:49 7:49

L’ho sempre sospettato (non so se purtroppo o per fortuna) che cercare la perfezione ti predispone ad una vita di [email protected], ne ho conferme continue, anche leggendovi. Se l’obiettivo è la perfezione, e la perfezione è per pochi (in realtà per nessuno…), è chiaro che sarà la gioia di pochi e la disperazione dei molti, non servono le statistiche, e forse nemmeno i filosofi, per rendersene conto. E la verità non è un sollievo di per se, anzi…

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  gix
17 Febbraio 2021 , 11:11 11:11

La verità, semmai, è un faro puntato in una direzione che solo noi capiamo. Non può generare sollievo, forse chiarezza. Ma la chiarezza (vedi come vanno le cose col covid) troppo spesso non aiuta. E così la verità non aiuta, in questo senso.

Bertozzi
Bertozzi
17 Febbraio 2021 , 8:59 8:59

“corri con amore verso il rifugio, e la pace arriverà”(cit.)

Altro che perfezione.

Tipheus
Tipheus
17 Febbraio 2021 , 10:20 10:20

“Prima di Shakespeare ci fu Voltaire” proprio non si può sentire.
E prima di Platone Benedetto Croce

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  Tipheus
17 Febbraio 2021 , 10:53 10:53

Pessimo refuso. DOPO Shakespeare ovviamente ci fu Voltaire.
Chiedo scusa, errore imperdonabile

Pierrot Lenolese
Pierrot Lenolese
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 11:31 11:31

Suvvia addirittura imperdonabile! E’ che Voltaire fa antico è vero. Shakespeare forse perchè più citato e modaiolo fa moderno.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  Pierrot Lenolese
17 Febbraio 2021 , 13:18 13:18

Sono perfezionista…;)

IlContadino
IlContadino
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 12:00 12:00

Mi accodo a quanto dice Pierrot.
Un caro amico che ora non c’è più amava dire: “Chi fa sbaglia, chi non fa raglia.” Un po’ spinta, rischia di essere offensiva… però rende bene l’idea, e credo la si possa inserire tra i commenti di questo scritto

Tipheus
Tipheus
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 12:49 12:49

Chiedo scusa io per la pignoleria. Ottimo articolo.

uparishutrachoal
uparishutrachoal
17 Febbraio 2021 , 11:29 11:29

L’articolo si basa su problemi malposti..frutto di parole con significato sbagliato.. La perfezione non è tendere al meglio..che al limite diventa ipertrofia dell’ego..ma è conciliare tendenze contrapposte riducendole all’equilibrio..e questo invariabile mezzo è la vera base per la cosiddetta ascensione agli stati superiori..che esistono nella misura in cui l’Infinito li comprende perché non può privarsi di qualsiasi possibile.anche se non esiste..ma ha realtà ..che nella nostra condizione di esistenza possiamo difficilmente concepire.. La perfezione inferiore significa tendere a fare sempre meglio qualcosa..ma è un significato plebeo..perché provoca squilibrio se l’attività non è volta alla conquista del centro..che nell’essere umano è rappresentato dalla percezione del Sé..dell’Essere…che è la base immanifesta dell’esistenza manifestata.. Una volta impadroniti dell’Essere..che non è possesso ma partecipazione consapevole..che tutti vi partecipano in modo inconsapevole..possiamo dire di poggiare alla base della perfezione..che poi trascenderà pure l’Essere per raggiungere l’Infinito..che è l’Identità Suprema.. Ovviamente il parlarne serve solo a stabilire le tappe di un viaggio iniziatico che può anche non compiersi..se non facciamo nulla per renderlo concreto ..e qui comincia il lavoro interiore che in genere poggia su qualche squilibrio che ci rende la vita difficile..e la religione lo chiama peccato..perché ci ostacola nel raggiungere questo equilibrio.. Insomma..i problemi… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  uparishutrachoal
17 Febbraio 2021 , 13:18 13:18

A dire il vero io parlavo d’altro. Per me il “significato sbagliato” è “la cosiddetta ascensione agli stati superiori” etc…così come testimoniato dai saggisti che ho citato. Per me quello che hanno comunicato ha un enorme significato. Mi rendo anche conto che proprio perchè una qualche libertà esiste ancora, siamo liberi di passare la nostra vita a cercare redenzione trascendente oppure soddisfazione immanente, con tutte le sfumature del caso

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 15:03 15:03

Per me il “significato sbagliato” è “la cosiddetta ascensione agli stati superiori” etc…così come testimoniato dai saggisti che ho citato. Infatti esprimono un concetto di ascensione perfettamente relativo alla comprensione di chi lo ha formulato..che è bassa..o meglio essoterica..o morale.. Ma dire che l’elevazione o l’ascensione è una sciocchezza in sé..ce ne corre.. Tutte le cose nell’Universo hanno una funzione..non ci stanno a caso..hanno un senso e uno scopo.. Quale..? Quello di elaborare sostanze grossolane in sostanze più sottili..e lo possiamo vedere dai vermi che trasformano la terra in terriccio..le piante che trasformano sostanze inorganiche in sostanze organiche..e gli animali che trasformano le sostanze organiche in energia animale..che ha calore più sottile di quello che ha un sasso..o un tronco.. Il destino dell’uomo è quello di produrre calore superiore a quello degli animali..ed è la famosa energia interiore..o magnetismo..che nutre i piani solari dell’esistenza..il deva jana..la via solare..che percorrono le anime degne di fondersi nel Brahman..a differenza del pitri jana la via degli antenati..quella del ritorno nella manifestazione per affinarsi ancora..in quanto indigesti a Brahman.. Diciamo che il Sole dopo averci nutrito passa all’incasso..se siamo maturi al punto giusto..mentre se non lo siamo ..saremo cibo per la Luna..che ha bocca… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  uparishutrachoal
17 Febbraio 2021 , 15:18 15:18

Quindi UG Krisnhamurti non ha capito una beata fava. Ne terrò sicuramente conto

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Reply to  Tonguessy
17 Febbraio 2021 , 18:07 18:07

E’ difficile in Occidente capire la differenza tra un Maestro e un intellettuale.. Il primo vuol distruggere la mente nelle sue certezze che sono macigni alla consapevolezza ..mentre il secondo accarezza la mente per aiutare a trascenderla senza traumi.. Possono dire ambedue verità..ma a livelli diversi.. Anch’io dico che tutte le religioni e le filosofie sono una massa di puttanate..ma alle volte le puttanate servono a darci dei punti di riferimento illusori che servono a proteggere un ego che non è ancora pronto a lasciarsi andare.. Sono vestiti che ci proteggono se l’ambiente è ostile..ma pronti ad essere abbandonati appena non servono più.. La verità esperienziale può fare a meno della verità mentale..tanto che si può arrivare ai vertici della “conoscenza” senza saper leggere o scrivere.. La mente è solo una tappa..e chi è in grado la può saltare..e succede in ambienti carichi di esperienza e non di concezioni filosofiche..ma da noi la mente è stata abituata ad essere vorace..e prima di mollare deve essere convinta in punta di discussione filosofica..e solo allora riconosce la sua soddisfazione e sconfitta..pronta..almeno in teoria..a lasciare il campo.. I Maestri che tolgono tutto devono lasciare qualcosa di vero..di mentalmente vero..come l’Essere..l’io sono.. Se togliamo… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  uparishutrachoal
18 Febbraio 2021 , 1:04 1:04

Qui il discorso si fa interessante. Condivido abbastanza quello che hai scritto, ma resta un dubbio: secondo te UG Krishnamurti è un intellettuale oppure un maestro? Secondo me né l’uno né l’altro, se leggi bene il suo pensiero. Ho poi avuto modo di verificare quella che tu chiami “verità esperienziale”, e coincide con la sua. Questo è il nocciolo. Sui dettagli si, sbagliato prendere sottogamba certe esperienze mistiche che possono bruciare le strutture (anche mentali, ma più energetiche) lasciando l’individuo senza quelle schermature e riferimenti che permettono di relazionarsi con il reale. Alcuni maestri ci giocano su questo, ed è decisamente un male. Anche il fatto di conoscere bene le regole per poterle infrangere sono d’accordo. UG dimostra di poterle infrangere quando vuole, al punto di ammonire nel farlo: credete pure in quello che volete, è indifferente che spariate cacofonie oppure melodie (qui però stai nuovamente spaccando il mondo tra bene e male) dato che alla fine tutto torna e non deve necessariamente tornare adesso. Forse non torna neanche mai, ma anche questo è indifferente. E torniamo al Carpe Diem così detestato da PietroGE: quale alternativa? Un disegno collocato in un ipotetico futuro oppure la consapevolezza di qualcosa collocata in… Leggi tutto »

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Reply to  Tonguessy
18 Febbraio 2021 , 11:12 11:12

E’ chiaro che tutti gli schemi mentali.. nella necessità di imbrigliare l’esistente al fine di gestirlo in tutta sicurezza..sono solo strutture cognitive funzionali alla sopravvivenza..e si modulano in relazione alla “comprensione” di chi li afferma o propone.. E se la Verità si identifica con ciò che non può essere negato..solo l’Infinito ..con l’impossibilità della sua negazione..in quanto essendo infinito comprende anche la sua negazione..solo l’Infinito può essere quella meta verso il Vero a cui tutti aspiriamo..almeno chi non ha per meta l’oblio inconscio del corpo e della mente.. Ma prima di perderci consapevolmente nell’Infinito..è necessario impadronirsi del fondamento del nostro Universo..della sua radice ..che proiettandosi nelle “possibilità” le rende esistenti..e cioè..l’Essere.. E solo il “presente” riflette l’Essere nel mondo..in quanto il passato e il futuro sono possibilità inesistenti ..non illuminate dall’Essere..e il ricordo e l’anticipazione appartengono alla mente..che crea schemi di comprensione per accogliere il presente consapevolmente..e non subirlo.. dovendo sottostare a fatiche che ci assorbirebbero l’attenzione se vivessimo alla giornata.. Il presente.. quindi..è la nostra meta.. il “luogo” da dove nasce l’esistenza..e stabilirsi nel presente è una tappa del percorso iniziatico e la fine del percorso religioso..anche se viene chiamato Dio nella sua discesa tra i popoli e la… Leggi tutto »

Pierrot Lenolese
Pierrot Lenolese
17 Febbraio 2021 , 11:15 11:15

Leggendo l’articolo sono tornato alla mia adolescenza quando una mia parente usava dirmi: -Frequenta chi è migliore di te e rimettici le spese! Al che io entravo in un corto circuito mentale: – Ma se io frequento uno migliore di me probabilmente per lui io sarei peggiore e quindi a sua volta lui scarterà me come io scarto gli amici che frequento ora. Rimuginavo questo pensiero e mi autoconvincevo che mia zia in qualche modo sbagliava nel suo precetto e così continuavo a frequentare le persone con cui mi trovavo bene e la facevo finita lì. Credo che mai come oggi l’insegnamento della zia vada di moda, lo vedo sui social, per esempio, leggo centinaia di persone e psicologi dalle frasi fatte che ravvisano sempre di non frequentare le persone “tossiche”. Anche se appaiono sane convinzioni a mio parere disimparano l’arte della vita. Purtroppo spopolano sul web e allontanano le persone più di quel che si pensi. Ne siamo un po’ tutti vittime. Il soggetto che si allontana incute nell’altro il sospetto di non essere sano, all’altezza e via di ansia da imperfezione e isolamento specialmente fra gli adolescenti. Ma dico io è così difficile accettarsi anche nell’imperfezione? Bisogna per… Leggi tutto »

natascia
natascia
Reply to  Pierrot Lenolese
17 Febbraio 2021 , 23:23 23:23

Il”migliore” spesso ha più problemi dell’imperfetto.

Holodoc
Holodoc
17 Febbraio 2021 , 20:15 20:15

Grazie Tonguessy per questo tuo contributo, in cui metti in luce in maniera chiarissima la tara che si porta dietro da sempre la cultura occidentale.

Dalla tua trattazione secondo me trapela una Verità che dovrebbe fare riflettere: Ratzinger e i “radical chic” non sono così lontani. Il primo rifiuta la materia come corrotta e si rifugia in un universo mistico inesistente ma filosoficamente consistente, il secondi invece elevano ad idoli i loro principi ideologici e li “incarnano” nella materia, convinti che questa sia per sua natura conforme ad essi. E che quindi ci siano un bene ed un male assoluti rappresentati dagli stereotipi PolCor: nero bene e bianco male, sinistra bene e destra male, gay bene etero male. Non rifiutano la materia ma pretendono che questa di adegui alla loro ideologia senza redenzione, dove chi è dalla parte sbagliata non merita nulla di meno che la distruzione.

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  Holodoc
18 Febbraio 2021 , 0:46 0:46

Grazie a te per l’attenzione

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