PER UNA TEORIA POLITICA DELLA MENTE

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DI GIANLUCA FREDA

comedonchisciotte.org

Osservate bene il filmato qui sopra. Si tratta del celebre “test della falsa credenza”, sviluppato negli anni ’70, che rappresenta, a mio avviso, una delle più importanti scoperte mai effettuate riguardo al funzionamento della mente umana, alla funzione del linguaggio e alla possibilità di dare una definizione a ciò che siamo soliti definire, in modo molto generico, “coscienza”.

Lo scopo del test è quello di accertare la capacità di un essere umano di rappresentarsi gli altri individui non come meri riflessi di se stesso, bensì in termini di stati mentali interni (come le convinzioni, le credenze, i valori, ecc.); vale a dire, la capacità di un individuo di riflettere sui propri meccanismi di pensiero e di distinguere tra le proprie credenze, basate sul possesso di dati di un certo tipo, e le credenze altrui, fondate sul possesso di dati diversi.

In parole non povere, ma misere: il test misura la capacità di un individuo di immaginare come pensano gli altri.

Uno dei tanti possibili svolgimenti del test è quello che vedete nel filmato: a un bambino di 4-5 anni viene mostrata una scatola che sembra contenere dei pastelli, ma che in realtà, quando viene aperta, si scopre piena di candele. Al bambino viene poi domandato: “Secondo te, questo orsacchiotto, che non ha mai visto la scatola, che cosa pensa che essa contenga?”. La risposta è quasi sempre: candele. Il bambino non sa ancora distinguere la realtà dai propri processi di pensiero; né è in grado di comprendere che la disponibilità di dati differenti può generare diverse visioni del mondo. Se io adesso so che dentro la scatola ci sono delle candele, perché non dovrebbe saperlo anche l’orsacchiotto? L’orsacchiotto non pensa forse come penso io? Non è forse parte di me?

Se però si ripete il test con bambini al di sopra dei 5 anni, gli esiti sono molto diversi. Alla domanda “secondo te, l’orsacchiotto che cosa pensa che ci sia nella scatola?”, la risposta è: pastelli. Io so che l’orsacchiotto possiede dati fasulli (il rumore che fanno le candele nella scatola, il disegno su di essa), come quelli che io possedevo all’inizio, dunque commetterà lo stesso errore che ho commesso io. Il bambino ha imparato:

1) Che egli è in grado di porre in atto delle procedure interne, chiamate “pensiero”, che sono distinte dalle procedure con cui opera l’ente chiamato “realtà” con cui è solito interagire;

2) Che le dinamiche con cui opera il meccanismo cognitivo del pensiero possono essere oggetto di riflessione ed essere predeterminate;

3) Che al possesso di dati differenti corrispondono meccanismi di pensiero differenti;

4) Che a meccanismi di pensiero differenti corrispondono individui differenti.

E’ la cosiddetta conquista della “metacognizione”, la quale comporta una serie di altre conquiste intellettive: la capacità di vedersi dall’esterno, di studiare le proprie dinamiche cognitive ed emotive, di riconoscersi come ente distinto dalla realtà esterna e – soprattutto - di valutare gli altri individui non solo come entità fisiche esterne ma anche in funzione delle loro interne dinamiche di pensiero. Dopo i 5 anni, il bambino, per qualche motivo, sviluppa dunque ciò che potremmo semplicemente chiamare “coscienza” nonché la capacità di riconoscere tale “coscienza” in altri.

Si badi bene che l’acquisizione di queste qualità è una conquista evolutiva relativamente recente per il genere umano, databile a non più di 4000-5000 anni or sono. Prima di allora, le qualità metacognitive sopra descritte non erano appannaggio dell’intera specie, bensì rare prerogative di alcuni individui intellettivamente più evoluti.

Che cos’è che ha prodotto per la specie umana questo miracoloso salto evolutivo?

Che cos’è che, ancora oggi, lo determina, in ciascun individuo che abbia superato i 4-5 anni di età?

Semplice: è l’evoluzione del linguaggio.

La capacità di prevedere il comportamento di altri individui basandosi su una credenza che si sa essere falsa, richiede uno sviluppo significativo delle facoltà linguistiche: la capacità di parlare di eventi futuri (e dunque di distinguere il futuro dal presente); la capacità di formulare ipotesi; la capacità di definire possibili realtà alternative. Non sono in grado di prevedere che cosa penserà l’orsacchiotto se non possiedo tempi verbali in grado di rendere l’idea di futuro, modi verbali in grado di rendere l’idea di possibilità o di eventualità, strutture sintattiche complesse che mi consentano di collegare tra loro in un unico periodo differenti percezioni della realtà (“io credo che lui pensi…”).

Nessuna idea può acquisire forma senza rivestirsi di linguaggio.

Questo “salto” nelle capacità linguistiche, nei bambini, avviene solitamente intorno ai 4-5 anni; per l’umanità è avvenuto intorno al 3200 a.C., con l’invenzione e la diffusione della scrittura. A ogni arricchimento del linguaggio corrisponde un’espansione delle capacità di pensare il mondo, osservandolo da diversi punti visuali; viceversa, ad ogni impoverimento del linguaggio, corrisponde un’approssimazione tendenziale allo status intellettivo di un bambino di 4 anni, il quale non è in grado di percepire alcun pensiero, alcun sentimento, alcuna realtà, ad esclusione dei suoi personali.

Mi è venuto in mente il “test della falsa credenza” quando ho visto commentare, in diversi forum su internet, i risultati del referendum sul “Brexit”. E’ sconfortante la povertà di linguaggio che porta molti autori e commentatori a valutare le strategie geopolitiche poste in atto con tale operazione come se si trattasse di questioni appartenenti alla propria vita quotidiana; come se i gruppi dominanti statunitensi, che tengono in pugno l’Europa, e i gruppi di inquilini di un condominio pensassero allo stesso modo, vedessero il mondo nello stesso modo, distinguendolo nelle stesse categorie e sub-categorie. Ci si rifiuta di riconoscere a questi gruppi dominanti una complessità di pensiero e una modalità di pianificazione che probabilmente noi uomini comuni non abbiamo ancora neppure il linguaggio adeguato per descrivere. Per fare un banale esempio, il termine “false-flag” è entrato nel mio personale vocabolario non più di una quindicina di anni fa. Prima di allora, non avevo un termine per definire l’atto con cui un gruppo di potere organizza un evento politicamente dirompente (un eccidio, un assalto, una rivoluzione), attribuendone ad altri la responsabilità, allo scopo di perseguire finalità di dominio. Esisteva, è vero, il termine “strage di stato”, che però i mezzi di comunicazione amavano ammantare di nebulosità semantica, senza mai fornirne una definizione cristallina; e che comunque si riferiva ad un atto occasionale, limitato all’ambito stragista e insospettabile, ad esempio, in un contesto insurrezionale, difficilmente richiamato in eventi a carattere internazionale, tendenzialmente connotato da interessi partitici, compiuto da settori “deviati”… niente che potesse ricondurre ad una strategia internazionale consolidata da oltre un secolo dagli stessi gruppi che, in molti casi, tengono oggi le redini della politica globale. Non possedendo il termine “false-flag”, non ero neppure in grado di pensare la modalità operativa standardizzata che esso definisce. Così come è probabile che oggi, per carenza di un linguaggio adeguato, io non sia in grado di pensare molte modalità operative standard dei gruppi dominanti che vediamo porre in opera attraverso ciò che a noi sembra il consueto dispositivo della “democrazia”.

E se non ne sono in grado io, figuriamoci se lo è l’80% degli esseri italici, il cui vocabolario consta di poche centinaia di lemmi.

A proposito della Gran Bretagna, ho sentito dire cose scioccherelle: ad esempio, che sarebbe essa a tenere sotto controllo gli USA, anziché viceversa, poiché la sua ricchezza, la sua finanza e la sua qualità della vita sono mediamente superiori a quelle USA. Sorvolando sul chi controlla chi (che a me sembra, ahimé, anche troppo lampante), il punto è che la logica di un tale ragionamento è degna, appunto, di un bambino in età pre-metacognitiva. Siamo noi persone comuni ad essere ossessionate dalla ricchezza, dalla finanza e dalla qualità della vita; attribuire le stesse ossessioni a personaggi che operano ad un livello sideralmente differente, significa non possedere la capacità di pensare come pensano gli altri, di distinguere le nostre dinamiche di pensiero da quelle di soggetti esterni.

Allo stesso modo, è davvero sconfortante vedere gente che esulta perché “il popolo, col referendum, ha fatto valere le proprie decisioni”. Questo credo sia un punto fondamentale, ma è difficilissimo farlo entrare nella zucca della gente, proprio perché il linguaggio che la maggioranza delle persone è abituata a parlare è dicotomico: cioè prevede la possibilità di scegliere soltanto tra due opzioni predefinite, escludendo qualunque pensiero che, comprendendo l’inutilità di entrambe, si muova alla ricerca di una terza o quarta via. O sei di destra o sei di sinistra. O sei pro-immigrazione o sei razzista. O sei per il “remain” o sei per il “leave”. Pochissimi desiderano capire come funziona realmente il pensiero di chi può pianificare la struttura da imprimere al mondo: la maggior parte delle persone desidera soltanto avere una squadra per cui tifare e per cui suonare il clacson all’impazzata in caso di vittoria. Ero così anch’io, fino a una quindicina d’anni fa, e so cosa si prova, quali pulsioni ti costringono in questa prigione binaria del pensiero. Proverò perciò a scrivere qualche concetto in grassetto sottolineato, così magari, chissà, a qualcuno inizia a squillare un campanello nella cervice.

Allora: il popolo non decide e non conta nulla. Se mai inizierà o tornerà a contare qualcosa, non sarà certamente grazie a strumenti “democratici” come il referendum o le elezioni, che esistono al solo scopo di mantenerlo nell’assoluta impotenza. La democrazia non è la soluzione: è il problema. E’ un insieme di vincoli a carattere normativo e rituale, imposti alla moltitudine attraverso la legislazione e la propaganda, che hanno una duplice funzione: la prima e meno importante, è quella di tenere sotto controllo le masse, conferendo loro un potere che esse credono sovrano, ma che in realtà è puramente liturgico, esatta negazione di qualsiasi potere effettivo sulle dinamiche politiche, interne o – a maggior ragione - internazionali; la seconda e più importante, è quella di fungere da strumento di composizione dei conflitti tra gruppi di potere, diverso dalla guerra aperta: attraverso gli strumenti della cosiddetta “democrazia”, i gruppi di potere hanno nelle mani un mezzo assai versatile per spingere le masse contro i gruppi avversi, per ricattarli, minacciarli, avvertirli oppure, in casi non rari, per pervenire alla stipulazione di una tregua. La democrazia è la struttura attraverso la quale la gente comune diviene l’arma che ciascuna élite punta contro le élite avversarie. La democrazia istituzionalizza e formalizza, rendendolo permanente, il ruolo di “carne da cannone”, già rivestito con successo dalla marmaglia in innumerevoli guerre e rivoluzioni. Nessuna moltitudine sana di mente va incontro, di sua spontanea volontà, alle sbarre di una “democrazia”. Per imporla è infatti necessario un inganno, un atto di forza o più spesso una vera e propria guerra, con stragi, devastazioni, bombardamenti indiscriminati sulla popolazione.

Se si capisce questo concetto, si riesce forse a inquadrare in una prospettiva di maggior realismo la vicenda del referendum britannico.

Tanto per cominciare, la decisione popolare, in sé, come si è visto, non conta un bel niente. Infatti il referendum non è giuridicamente vincolante e la volontà espressa attraverso di esso (con percentuali, peraltro, non esattamente bulgare) potrà tradursi in atto politico solo se il parlamento inglese deciderà di attuarla. E il parlamento inglese, su 650 membri, ne conta 489 (il 75%) che sono favorevoli alla permanenza nella UE. Gli scenari che si prospettano sono dunque soltanto i seguenti:

1) Il referendum è stato promosso da gruppi dirigenti britannici agguerriti e disposti a sfidare poteri soverchianti pur di riprendere, attraverso la riconquista di ampie sfere di autonomia nazionale, una politica di dominio, che la permanenza nell’UE – la quale, non dimentichiamolo, è struttura di controllo di matrice statunitense, affidata alla sorveglianza dei “kapò” tedeschi – non consente. Non nascondo che questa ipotesi rappresenta la mia non tanto segreta speranza. Ma è una speranza resa assai flebile dal pessimismo della ragione. Sapremo presto come stanno le cose. Se la Gran Bretagna volesse fare le cose secondo le regole, l’uscita dall’UE richiederebbe, secondo l’art. 50 del Trattato dell’Unione Europea, una procedura assai complessa che tra accordi e adeguamento delle normative si protrarrebbe per un minimo di 2 anni (ma di fatto molti di più, visto che moltissime norme britanniche, oggi riprese dalle normative europee, dovrebbero essere riscritte). Se vi sono reali intenzioni di staccarsi dall’UE, l’uscita sarà piuttosto rapida e drastica, probabilmente perfezionata in un periodo ben minore dei 2 anni previsti e probabilmente non indolore. L’emergere di un nuovo e determinato gruppo dirigente europeo danneggerebbe gli interessi statunitensi, a partire dal naufragio degli accordi TTIP, spingendo gli ambienti di potere d’oltreoceano a giocare qualunque carta pur di scongiurare tale eventualità: già ieri si iniziava a parlare, in maniera anche piuttosto esplicita, di secessioni della Scozia e dell’Irlanda del Nord, che verrebbero certamente incentivate e finanziate da coloro che desiderano ridurre le élite inglesi a più miti consigli. Un vero gruppo dirigente a carattere nazionalista deve essere pronto ad affrontare questa eventualità, in verità non troppo “eventuale”. Se invece la Gran Bretagna deciderà di seguire la procedura di uscita prevista dal protocollo, allora sapremo che le intenzioni non sono serie. Un distacco protratto per un periodo così prolungato, attraverso un percorso minato di trattative, compromessi, discussioni interminabili, vanificherebbe nei fatti ogni velleità indipendentista, esponendo la Gran Bretagna alle ritorsioni degli avversari. E’ banale dirlo, ma un apparato militare degno di questo nome, prima vince la battaglia, poi intavola trattative col nemico. Se le trattative vengono prima della battaglia, siamo di fronte a un gruppo animato da volontà di compromesso o di tradimento, non da volontà di potenza. Detto in altro modo: se vi è il desiderio di continuare a utilizzare gli strumenti “democratici” come mezzo di composizione dei conflitti tra gruppi di potere, allora siamo di fronte ad un bluff, non ad una vera lotta in grado di mutare la configurazione delle sfere d’influenza.

2) Il referendum è stato promosso dagli attuali gruppi di sub-dominanti britannici, al solo scopo di consolidare la propria posizione (anche a costo di sacrificare una nullità come Cameron) nei confronti di altri gruppi sub-dominanti, di livello nazionale, ma soprattutto internazionale. In particolare, i sub-dominanti inglesi stanno cercando di rafforzarsi nei confronti dei sub-dominanti tedeschi - ai quali gli Stati Uniti hanno affidato fin dall’inizio il compito di tirare le redini di quel lager a cielo aperto che chiamiamo Unione Europea – e magari, col tempo, di sostituirli nel ruolo di “kapò” dell’UE. Per quanto mi dispiaccia dirlo, dai balletti che ho visto finora mi sembra l’ipotesi più verosimile.

Attenzione però: ciò non significa che il risultato del referendum sia, nel complesso, inutile o poco interessante. Il fatto stesso che i sub-dominanti inizino a duellare tra loro, è indice del fatto che siamo in presenza di un indebolimento progressivo dei gruppi dominanti statunitensi, reso più forte dall’incertezza che circonda le prossime elezioni presidenziali. Ci sono altri segnali che indicano la volontà dei gruppi sub-dominanti europei (tedeschi in primis) di prepararsi a scenari in cui il controllo degli USA sul continente europeo vada progressivamente allentandosi. Ad esempio, il fatto che, per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda, la Germania abbia iniziato ad ampliare il proprio esercito regolare. L’incremento di truppe militari sembra voluto e gestito dalla NATO in funzione antirussa, almeno questa è la versione che si sta cercando di far passare. Se anche fosse così, tale rafforzamento militare sta di fatto determinando reazioni preoccupate in Gran Bretagna, la quale sta ovviamente giocando le sue carte per garantirsi spazi di indipendenza e manovra. Non è inoltre una novità il “doppio gioco” dei tedeschi, i quali sostengono, da un lato, le sanzioni contro la Russia, ma dall’altro intavolano con essa trattative che sembrano preludere ad un allentamento della tensione, se non proprio ancora ad una vera partnership commerciale. In questo senso, è perfino possibile – dico “possibile” – che l’idea del “Brexit” sia stata almeno “tollerata” (se non proprio gestita) dagli stessi gruppi dominanti statunitensi, allo scopo di far capire alla Germania che, tenendo il piede in due scarpe, rischia di giocarsi il proprio ruolo di “cocchiere” dell’UE per conto terzi. Ciò non toglie, naturalmente, che gli Stati Uniti abbiano ben fatto capire agli inglesi – attraverso i titoli che avete visto nei giorni scorsi sui loro mezzi di propaganda diffusi in tutta Europa - che un’azione nazionalista britannica, rivolta a proseguire oltre i limiti del mero spauracchio antitedesco, non sarebbe tollerata.

Succo del discorso: il referendum britannico, come qualsiasi altro evento che possieda un ampio rilievo geopolitico, per essere compreso nel suo reale significato deve essere studiato con gli occhi dei gruppi di potere che lo hanno progettato, non con quelli dei pur legittimi desideri di rivalsa popolare. E per comprendere il punto di vista delle élite, è necessario che si inizi a parlare di politica con un linguaggio nuovo, che contempli ad esempio termini come “aree d’influenza”, “flussi di relazione”, “penetrazione politica” (di cui la penetrazione commerciale ed economica è solo un aspetto), “rapporti trasversali” tra gruppi di potere internazionali, che non coincidono necessariamente, anzi, non coincidono quasi mai, coi rapporti tra stati; e chissà quanti altri termini, che definiscono modalità operative a noi sconosciute e che dobbiamo ancora elaborare. Lo stesso concetto di “stato” andrebbe profondamente rivisto: si dovrebbe capire che quando parliamo di Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia, ecc., usiamo questi termini per comodità (un nome a queste entità bisognerà pur darlo, se vogliamo discuterne), ma stiamo in realtà parlando di multiformi articolazioni di gruppi di potere, i quali, pur facendo perno su un certo nucleo d’interessi relativamente stabile nel tempo, si configurano in sistemi di relazioni (accordi, rivalità, associazioni, raggruppamenti, guerre intestine, ecc.) estremamente differenziati e suscettibili di variazioni di fase in fase.

Se invece continueremo a inquadrare il problema coi nostri occhiali e col nostro linguaggio di uomini qualsiasi, non faremo altro che restare bambini, ben al di sotto della soglia della metacognizione. Resteremo privi di una lingua che ci consenta di sviluppare una vera coscienza del meccanismo delle relazioni globali, quindi del tutto impossibilitati ad intervenire su di esso.

Dedico questo articolo a tutti coloro che, ad ogni inutile referendum, ad ogni inutile tornata politica vinta dalla squadra del cuore, sventolano le bandierine del risveglio dei popoli, della riscossa della “gente comune”, del trionfo della “democrazia”; senza neanche capire che stanno adorando esattamente l’orribile divinità a cui vengono quotidianamente sacrificati. La gente comune avrà la sua riscossa quando inizierà a parlare (e quindi a pensare) come parlano (e quindi pensano) i potenti, elaborando un modello politico-teorico che consenta di preventivare le evoluzioni dei rapporti tra gruppi di potere, in modo da poter intervenire, a vari livelli, sui loro sviluppi.

Fino ad allora possiamo continuare a illuderci che le candele siano pastelli e che tutto il mondo sia in grado di realizzare con esse fantasmagorici e arcobalenici arabeschi.

Gianluca Freda

Fonte: www.comedonchisciotte.org

28.06.2016

Commenti (64)

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    1. Holodoc 29 giugno 2016

      I popoli dell'età del bronzo, capaci di lavorare i metalli, tessere stoffe elaborate, coltivare la terra, erano più stupidi degli odierni bambini di 5 anni solo perché noina vevano al scrittura?

      Non possedevano né "coscienza", né capacità di metacognizione. "Essere stupidi" è altro concetto, su cui sarebbe preferibile non inoltrarsi.

      Dato che gli uomini dell'età del bronzo, nostri diretti antenati, erano biologicamente identici a noi, ma non avevano la "coscienza", se ne deduce che nella tua visione tale coscienza è frutto solo dell'educazione.
      Non so te, ma io non sono mai andato a scuola di coscienza. Tu devi essere stato molto fortunato dato che solo a te l'hanno insegnata!

      Solo gli uomini che usano la scrittura sono intelligenti? Avevano ragione quindi i colonialisti del '700 e '800 a trattarli al pari di bestie?"

      Il punto non è se avessero ragione o torto. Il punto è che tra chi possiede un linguaggio complesso (quindi un'idea multiforme della realtà) e chi possiede un linguaggio primitivo (quindi un'idea elementare della realtà), il ruolo della bestia spetta sempre al secondo dei due. Si tratta solo di capire che ruolo lei desideri esercitare.

      Quindi noi italiani abbiamo una visione della realtà più completa degli inglesi dato che il nostro linguaggio è più complesso.
      Chissà che visione del mondo avranno gli ungheresi o i lituani o i finlandesi che hanno linguaggi difficilissimi!
      Strano che, a differenza di quello che sostieni tu, SIANO I LINGUAGGI PIU' ANTICHI AD ESSERE PIU' COMPLESSI!

      "Dai Freda, illuminaci ancora... dicci quale governo vorresti ci fosse."

      .... dico che vorrei avere lo stesso tipo di organizzazione politica che abbiamo adesso (cioè l'affidamento di ogni prerogativa ad un'élite di potere estremamente ristretta e con enormi competenze gestionali)...

      Cavolo ci credi davvero ai superuomini!

      1) Ogni élite dovrebbe avere un carattere nazionale...

      Perché ciò possa avvenire bisognerebbe che questa élite di comando sia completamente immune a lobby e corruttori stranieri.
      Qui posso parzialmente darti ragione. La monarchia potrebbe avvicinarsi a questo ideale. Infatti solamente un re, alla famiglia del quale il popolo garantisce ricchezza perpetua, potrebbe essere in teoria immune da corruzione e interessato a salvaguardare il popolo che lo mantiene.
      Non a caso i paesi europei che se la cavano meglio sono tutti monarchie.
      Questo però non ha nulla a che vedere con la "coscienza"
      2) Questa élite dovrebbe spogliarsi, una volta per tutte, del laticlavio ormai lacero e ripugnante della cosiddetta “democrazia”...

      OK... quindi per te il problema non è il fatto che il potere sia in mano a pochi "eletti" (ma non eletti), anzi è auspicabile.
      Dato che è già così, come anche tu concordi (Rothschild, Rockfeller, Kissinger), dovresti esserne contento, no?
      Che te ne frega se "gli inferiori" hanno bisogno della favolina della democrazia per dormire sonni tranquilli?

      Ah già, tu non fai parte dei pochi superumani come invece vorresti essere... ecco dov'è il problema!
      Io invece sto bene dove sono, con la Coscienza (con la "C" maiuscola) a posto!

    1. oriundo2006 29 giugno 2016

      Bellissimo articolo. Non vorrei però che adottare il linguaggio delle elites significhi esporsi a ragionare col medesimo strumento, ovvero con il disprezzo verso il genere umano...però è utile a differenziare cio' che siamo da cio' che gli ALTRI PENSANO CHE DOBBIAMO ESSERE ( l' 'io' come riflesso dell'altrui pensiero...e come sedimentazione sociale della nostra identità falsificata: Laing ). Insomma, il potere deforma sia chi lo detiene sia chi è subordinato ad esso.

      Quanto alla nascita della coscienza non bisogna pensare sia coeva alla scrittura: i più grandi testi sanscriti sono stati recitati per millenni prima di essere 'fissati' nello scritto ( poi rivisto da Panini: v. il Tilak per ragguagli sulla dimora antichissima degli uomini e sulla tradizione orale della lingua ). Le forme più arcaiche di grammatica ( ad esempio il duale ) sono presenti solo nel remoto passato per poi andare desuete successivamente: forse che la caduta del caso duale rappresenti l'evoluzione che lei tratteggia così bene ? Finora non ho trovato elementi a conferma ma lo ritengo probabile...saluti
    1. polm 29 giugno 2016

      E quindi se lo sosteneva Julian Jaynes, che, se non erro, ci ha scritto UN libro, deve essere così.

      A proposito di quel libro ecco una considerazione di Richard Dawkins:

      ...È uno di quei libri che non si sa se considerare un ammasso di
      sciocchezze o un'opera assolutamente geniale, ma che certo non è una via
      di mezzo. Forse è un ammasso di sciocchezze, ma non voglio
      sbilanciarmi...

      È soltanto un commento e non dimostra nulla, se non il fatto che al di fuori di Julian Jaynes c'era una comunità scientifica molto scettica riguardo alla sua intuizione (perché è di questo che stiamo parlando, non di una teoria scientifica).

    1. Holodoc 29 giugno 2016

      La metacognizione, la capacità di riflettere sul proprio e altru pensiero, per la filosofie orientali è la causa di ogni sofferenza. Se non ci preoccupassimo di quello che pensano gli altri non esisterebbe invidia e odio.


      La nostra intelligenza ci ha permesso di piegare il mondo alle nostre necessità, ma ci è costato la perdita della felicità.

      Anche la Bibbia ne parla: Dio dona ad Adamo ed Eva il linguaggio, la capacità di dare i nomi alle cose e agli animali. Questa capacità li porta a giudicare ciò che è bene e ciò che è male, a vergognarsi di quello che sono, a non accettare più il loro ruolo naturale che diventa sofferenza (partorirai con dolore - lavorerai con sudore). La nostra intelligenza, che ci allontana dalla natura, è la causa di ogni sofferenza.
    1. venezia63jr 29 giugno 2016

      Il cristianesimo o le religioni a lui simili hanno scardinato nella mente della gente
      le classi di apppartenza, la verita' e' tutti non siamo uguali.
      A volte i film vi informano ma voi guardate l'effettto speciale, esistono i famosi
      think tank, contenitori di pensiero, in queste scatole finiscono le analisi fatte
      da ricercatori, gli si da un problema e loro danno i possibili sviluppi, ogni squadra
      lavora solo su una parte del problema posto, come una piramide, ad ogni
      livello viene esaminato o scartato quello che non e' geniale, quando tutte le
      informazioni sono state eleborate vengono consegnate al vertice e il vertice
      ha la possibilita' di aggiungere o migliorare la tesi.
      Dire che oggi ci troviamo in questo momento storico solo perche' ci ha condotto madre
      natura non e' sbagliato, come non e' sbagliato credere che ci vogliono gli uomini
      adatti per arrivare dove siamo, io la chiamo evoluziione, cattiva o buona non sta a
      noi decidere adesso.

    1. adestil 29 giugno 2016

      penso alla moda del conto corrente e delle carte di credito

      più ne avevi/hai più è simbolo di ricchezza..
      e cmq anche chi ha capito che non è cosi' non ci rinuncia..
      ed è ben più grave..

      infatti chi non ha capito o non vuol capire come funzionano carte di credito conti correnti ,banche è in parte perdonabile
      ma chi l'ha capito e continua ad usarle e quindi a legittimarli e dargli linfa vitale,come lo si fa a perdonare?
      Capisco chi deve avere un conto corrente per ricevere più di 1000euro
      ma oggi che il pagamento massimo è a 3000euro,che senso ha avere il conto corrente o le carte di credito?

      Possibile che per una discutibile comodità di non pagare col contante(in italia è di fatto più comodo pagare in contanti!) si alimenta un mostro che ci divora tutti?

      Questo vezzo del conto corrente e delle carte di credito è iniziato a punto dopo che si era creato nell'inconscio collettivo il simbolo della ricchezza associato all'uso di carte e conti
      mentre associato al simbolo dell'arretratezza e della provincialità (e vecchiezza)l'uso del contante(magari arrotolato come i poveretti che risparmiavano una vita )

      ecco quindi di nuovo che il simbolo (enfatizzano dai media e dal cinema)che controlla il nostro vivere la nostra credenza..

      e ne bastano come detto 2-3 perchè l'elite sia messa al sicuro da tutto..
      e non servono astrusi linguaggi,caro freda,per capire come ci controllano

      siamo noi che gli diamo le chiavi di casa..e non possiamo stare qui a chiederci come facciano costoro ad entrare in casa e derubarci..

      quindi finchè non decideremo di riprenderci in mano la nostra mente ed i suoi meandri ,di mettere in conto che la vita non è solo sofferenza fisica(lavoro,acciacchi,malattie)ma anche sofferenza psicologica(combattere contro un simbolismo achetipico della nostra natura animale e inconscia)
      nessuna reale rivoluzione è possibile..le elite ovviamente incassando qualche sconfitta(che non siamo certo noi italiani a dargli..ma popoli che nei secoli hanno sofferto e combattuto ben pià di noi le elite,come i francesi che ogni secolo si scannano con le proprie elite,con esiti alterrni,ed anora oggi nel silenzio dei media combattono contro la abolizione dei diritti del lavoro ordinate dalle elite,rispetto a cui gli italiani ed i sindacati italiani hanno taciuto,vi consiglio di fare un giro nei sotterranei di Parigi dove ci sono accatastati migliaia di scheletri che le elite una volta riconquistato il potere e massacrato il popolo dovevano mettere da qualche parte e per evitare le malattie ed di inquinare i fiumi li mettevano nel sottosuolo..o vogliamo pensare allo scisma degli inglesi e la loro estrema ribellione ad ogni forma di dominazione,compresa quella romana che alla fine dissero ''questi sono bruti,selvaggi,non si possono rendere schiavi'' ,brit-ain appunto significa terra dei bruti)rimarrano ben in sella ..
    1. adestil 29 giugno 2016

      alzi la mano chi se la sente di con consegnare i proprii pargoli a medici che ti fanno firmare il consenso informato sui vaccini(solo da 2anni da quando le case produttrici dei farmaci hanno scritto nei foglietti illustrativi che tali farmaci possono provocare morte,sids,paralisi,autismo,sclerosi ,multipla,in modo che nessuno potrà più denunciarli come avvenuto per miliardi di euro in UK,Francia etc..e qualcosa in Italia;difatto scaricando tutta la responsabilità sul medico vaccinatore che invece fino a 2 anni fa poteva pararsi dicendo che la colpa è del vaccino e che lui non c'entrava ma ora che è scritto nel foglietto ,lui è consapevole e quindi si para facendo firmare il consenso sia a moglie che marito o con delega firmata)

      nessuno o pochissimi!
      Qui c'entra l'archetipo antichissimo dell'isolamento che nell'antichità primitiva significava morire di fame o morire preda di qualche animale feroce..
      invece quando l'uomo si associò divenne lui predatore e assicurò la sua e sopravvivenza della prole..
      ecco perchè l'uomo agisce in gregge(come diceva Mussolini che ben conosceva le folle ''il popolo è pecora ed va guidato'')
      ma dimentica il gregge che viene portato alla tosa..
      dimentica il gregge che viene portato al macello...
      il non rimanere isolati è un istinto primordiale fortissimo perchè significava morire..
      ecco perchè anche davanti all'evidenza di segnali razionali che dovrebbero farci diffidare,il subconscio o l'inconscio,la memoria antica animale fa si che permettiamo il nostro sfruttamento e rischio di vita
      e si finisce per consegnarsi (o consegnare i proprii pargoli)nella mani del proprio carnefice..

      eccoti caro Freda spiegatoti,dopo il denaro,uno dei meccanismi di controllo delle elite sulle masse
      non solo questo atteggiamento fa si che i movimenti di ribellione e gli stessi ribelli siano visti come pecore nere,come pesci controcorrente che quindi vanno isolati (magari delazionati,su questo archetipo si basa la propensione alla delazione che chi controlla il potere conosce bene vedasi come la usava Stalin o come la usò Hitler o Mussolini nei confronti degli oppositori)

      questo meccanismo inconscio ed antico viene usato anche a scopi commerciali
      ed è la base del consumismo ossia sentirsi al sicuro protetti e soddisfatti quando si è simili agli altri(pur credendo di trovarci la propria unicità falsamente)e si possiedono le stesse cose(casa al mare,macchina simile all'altro,lavatrice,computer,tv negli anni 70-80,oggi più modestamente e tristemente stesso cellulare iphone ultimo modello)

      il diverso è visto come sospetto,isolato se esagera un bel trattamento sanitario..
      e questo permette di controllare il dissenso e la nascita di movimenti(artistici o politici) realmente alternativi
    1. adestil 29 giugno 2016

      ma appunto Freda,come altri commentatori,fa finta di non sapere,che nessuna elite può controllarci senza la nostra complicità...

      dovrebbe indagare questo più che ipotizzare incredibili sistemi e linguaggi di controllo che mai conosceremo.. ''nosce te ipsum'' è l'unico vero sistema e l'unico vero linguaggio..
      e le elite conoscono bene gli schermi mentali(conscio,subconscio,inconscio)e quelli vanno a toccare...
      ma prima di tutto bisogna volerlo..

      complicità che è fatta di non voler avere responsabilità vere sul nostro destino
      e quindi deleghiamo(penso alla vaccinazione dei neonati,lo scrivono anche i produttori stessi nel foglietto illustrativo che hanno effetti devastanti,non vi è alcuna evidenza di aumento di quelle malattie laddove non si vaccinano,eppure i genitori continuano a portare al patibolo i proprii figli,patibolo che solo raramente diventa morte o paralisi,quasi sempre induce malattie croniche che vanno da allergie,a debolezza del sistema immunitario che renderà a vita necessario un ricorso massiccio ai farmaci i più comuni,ed anche un ritardo mentale soft ,che rende più congeniale il controllo mentale da adulti)


      cosi' come si delega,e non è un caso,ma è sintomatico, col voto(la democrazia è rappresentativa ossia una delega,in bianco,a rappresentanti che firmano cambiali a nostro nome,il cosiddetto debito pubblico,che ci opprime e che ci rende schiavi)
      d'altronde di nuovo non è un caso come i referendum sono quasi sempre disertati dal popolo che è sempre poco interessato(salvo casi che li investe direttamente sulla loro sopravvivenza,penso al nucleare o all'acqua,li è l'amigdala o il subtalamo che ordina di andare alla urne a votare contro,quando ci viene permesso,che contrariamente a quando dice Freda,è servito ,almeno in parte,a bloccare le centrali nucleari,solo in parte per l'acqua..un pò come avvenne con i finanziamenti pubblici ai partiti ma diversamente per divorzio e aborto)
      mentre almeno fino all'altro ieri al voto partecipava quasi sempre oltre il 70% del popolo ed anche oggi alle nazionali si supera sempre il 65%...

      delega e dicotomia binaria vengono usate dalla elite per farsi eleggere e validare..
      infatti se è vero che con pochi votanti è più facile pilotare l'esito(anche nei referendum)in quanto le coorti prezzolati incidono maggiormente in percentuale ha un effetto collaterale non da poco,ossia che buona parte della popolazione si allontana dalle elite,non le elegge e non le legittima di fatto
      li riconosce come nemici (lo sente dal profondo)e se ne discosta..
      e questo rappresenta un male ben peggiore a lungo termine di un voto poco gradito alle elite..

      non è un caso che i 5stelle non appena prendono voti accorrono a dire che non usciranno dall'UE..
      perchè sanno che sebbene non solo la prima scelta per le elite,ma possono essere la seconda scelta....
      le elite controllano non solo i partiti principali ma spesso anche i secondari che potrebbero andare al potere per una scelta di pancia del popolo..
      come nel gioco degli scacchi prevedono la risposta non solo alla prima mossa
      ma anche alla 30esima..

      d'altronde giocare una partita con le armi scelte dall'avversario (e con tutte le mille trappole e cavilli)è impossibile vincere..
      per cui il movimento 5s non è e non potrà essere mai un'alternativa(senza dover dire che metà degli eletti al parlamento hanno cambiato casacca)

      sebbene la risposta referendaria è sempre un problema per le elite
      in quanto rompe il controllo totale che ha sui rappresentanti scelti e fatti eleggere col denaro e potere dei media,tuttavia i cavilli sono tali e tanti che sono armi spuntate..

      altrimenti se non fosse cosi' non si spiegano tutte le minacce,anche pensantissime e personali che ricevette precedente governo greco(a Syriza)
      per evitarlo...
      ovviamente invece non era un problema se a farlo era Syriza un partito proprietà di Soros(lo stesso che si è battuto contro la Brexit)
      quindi di fatto non conta tanto il referendum in se quando il governo che lo indice e che dopo dovrà dar seguito al volere del popolo..
      e paradossalmente le elite temevano più il governo precedente a Syriza(che tutti dipingevano come corrotto)che Syriza che veniva dipinto come il partito del popolo..
      Syriza è l'equivalente di Podemos,è l'equivalente del m5s
      Se andassero al potere l'hanno detto,non uscirebbero dall'UE,i 5s

      eppure hanno preso i voti nazionali dicendo a tutti che erano contrari all'euro..(l'hanno rubati cosi' alla Lega)

      non farebbero manco il referendum(intendo quello consultivo) ed anche facendolo non accadrebbe nulla dopo(il governo a prescindere dal referendum consultivo e quindi non vincolante, può invocare l'articolo 50 di uscita dall'UE sia dopo referendum consultivo ,sia senza nessuna consultazione ed i 5s hanno già detto e rassicurato le elite che non lo faranno quindi di fatto le elite potrebbero portarli al potere contro eventuali rigurgiti sovranitari,nazionalisti o leghisti alla ukip o lepenista che i 5s hanno detto più volte di aver evitato con la loro presenza!)

      quindi è vero che il referendum viene cmq smorzato nei suoi effetti dalla contrattazione in questo caso ,ma è anche vero che problemi alle elite li hanno creati..
      ma costoro sono abili ed una loro sconfitta la rivoltano e la usano come una vittoria sulla rimanente UE e tutti i media all'unisono ripetono quanto stiano messi male gli inglesi,quanto finiranno male,che i vecchi l'hanno voluta controi giovani che addio Erasmus(ma è possibile che l'unico argomento pro UE di costoso sia l'Erasmus,che sono 4 gatti?Se citano solo questo da solo fa capire che anche avendo sacrificato al fine la Cox ,non siano riusciti a vincere)

      aver sacrificato la Cox fa capire che elite ci tenevano e parecchio al remain..
      con tutti i cavilli e gli ammorbidimenti è per loro una sconfitta
      ma ovviamente non è persa certo la guerra..
      il popolo ha dimostrato che può vincere una battaglia..ma per vincere la guerra è bel altro e non si fa certo con penna e carta ma purtroppo come in passato con ben altra sofferenza..
    1. gaia 29 giugno 2016

      Il suo intervento è ingeneroso, almeno nei miei confronti, avevo tentato d'inserire l'argomento ma Freda ha glissato.

    1. gaia 29 giugno 2016

      Il mio intervento era ironico!

      Ma se mi son sempre dichiarata contadina non vorrà credere che parteggi per gl'intellettuali?

      Prima il pragmatismo!

      Quando mi siedo a tavola sul piatto ci pongo delle tagliatelle stese a mano e non parole, e lei?

    1. totalrec 29 giugno 2016

      Questo "parbleu" incipitale lo ricordo bene... :)

      (GF)
    1. totalrec 29 giugno 2016

      Non rivoluziono un bel nulla. Julian Jaynes aveva elaborato queste teorie già negli anni '60. Lui addirittura sosteneva che la coscienza umana avesse non più di 3000 anni; io ho preferito essere più prudente e datarla ad almeno 4000-5000 anni fa, proprio in corrispondenza con lo sviluppo dei primi testi scritti in sanscrito. Ma è probabile che abbia più ragione lui...

      (GF)
    1. ottavino 29 giugno 2016

      http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/la-cina-contro-tutti-le-10-star-piu-famose-al-bando-il-videosocial/244751/244815?ref=HRESS-3



      vedi cosa si deve fare?
      pensiero e azione.... e via....
    1. ottavino 29 giugno 2016

      Ma l'intellettuale va benissimo. Non c'è niente di male nell'intellettuale. A patto che le parole, i pensieri si tramutino in pratiche.

      Al contrario, assistiamo in società, alla saga delle chiacchiere....
    1. adestil 29 giugno 2016

      freda,come altri commentatori,fanno finta di non sapere..di non conoscere..

      si evocano misteriosi ed inconoscibili sistemi di controllo e di linguaggio..
      mentre sono semplici e chiari..
      è il controllo simbolico..ossia il controllo sulla parte archetipica e profonda della mente ,la parte (totalmente) inconscia (ossia che agisce in barba ai controlli razionali ossia la paura,istinti primordiali,sessualità ,cibo,sopravvivenza etc.. posti nella parte bassa del cervello)
      che si puà situare nella parte più profonda ed animale del cervello
      l'amigdala

      o quella subconscia(che interagisce in maniera nascosta con la parte razionale) che si può situare nel cervello più antico ed animale ossia

      da poco poi ci sono anche conferme scientifiche nel coinvolgimento del subtalamo(parte antica del cervello e profonda grande come una lenticchia e che abbiamo in comune con uccelli ,rane,moscerini) che si attiva nelle scelte binarie/dicotomiche e conflittuali nonchè quelle compulsive e morali (ovviamente quindi più complessa di quella presente negli animali)che poi sono le questioni che i media asserviti ogni giorno ci sottopongono,non solo al momento del voto o del referendum (il calcio ad esempio altro non è che una ripetizione di questo schema di dicotomizzazione dell'approccio che poi viene esteso a tutto,un modo che sin da piccoli abitua il cervello umano a reagire evitando il ragionamento e la complessificazione)
      http://www.corriere.it/salute/10_novembre_17/cervello-antico-decisioni_4abf0004-f241-11df-a59d-00144f02aabc.shtml


      le elite sanno parlare e bene a queste parti del cervello che di fatto hanno un potere 100 ad 1 rispetto alla parte razionale,in quanto hanno diretto contatto con istinti e simbolismi legati alla sopravvivenza(cibo,sesso,salute)
      ecco perchè ,dico a Freda,usano il denaro come strumento di controllo delle masse ed usano i media per propaganda..
      infatti ci hanno inculcato che senza denaro(e quindi senza lavoro)
      si muore,ossia non ci si può assicurare cibo,quindi salute,figuriamoci la riproduzione sessuale e la creazione di una famiglia e figli(sopravvivenza dei proprii geni)

      ecco quindi che il denaro è il vero dio creato da queste elite ovviamente nel vangelo ,che la chiesa si guarda bene dal citare è scritto già chiaramente nei versi Matteo 6-25-34 (versi che Bergoglio distorce ovviamente dicendo che dobbiamo gettare tutte le nostre ricchezze agli africani..e diventare poveri per aiutarli) ecco il testo(che la CEI cerca di attutire cambiandolo http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Mt%206,25-34 )Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? 28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30 Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? 31 Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? 32 Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34 Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.



      quindi non possiamo dire che lo strumento denaro(lavoro e quindi sussistenza di mezzi e cibo),che il più potente strumento di controllo viene da sempre usato dai falsi profeti..

    1. gaia 29 giugno 2016

      Qui si capiscono solo le bombe perché è un linguaggio per intellettuali.

    1. gaia 29 giugno 2016

      Se compulsa la Treccani.it che ho già citato anticipa la data al 2200 a.C. quindi 4200 anni orsono.

    1. gaia 29 giugno 2016

      Non sono d'accordo che siano tutti nascosti i poteri, infatti in forum alla sezione segnalazioni ho pubblicato delle foto e dei nomi.

    1. gaia 29 giugno 2016

      Sono d'accordo.

      Confesso!! E' Stimolante.!

    1. gaia 29 giugno 2016

      L'altro giorno ero in auto e ad un bivio sono stata tamponata perché ero indecisa se girare a destra od a sinistra pensando all'articolo di G. Freda che avrei letto alcuni giorni dopo su CdC. Infatti il Nostro sostiene che tra destra e sinistra ci sono infinite possibilità.

      Mi vedo costretta a caricarlo del malus assicurativo.


      Però per onestà intellettuale devo ammettere di essere d'accordo sulla locuzione seguente: "Il punto è che tra chi possiede un linguaggio complesso (quindi un'idea multiforme della realtà) e chi possiede un linguaggio primitivo (quindi un'idea elementare della realtà), il ruolo della bestia spetta sempre al secondo dei due."

      Supponiamo il caso che il primo fosse un nanerottolo mentre il secondo un redivivo P. Carnera, la vedrei dura.

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