Per Fidel Castro

DI GIANFRANCO LA GRASSA

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E’ morto Fidel Castro. Non mi metto a fare retorica in nessun senso. Dico però subito che per me è morto in pratica l’ultimo grande personaggio di un’epoca che ne ha prodotti in quantità; mentre oggi vedo solo miserabili e opportunisti di mezza tacca. Tanto per chiarire le cose, io considero grande pure un personaggio come De Gaulle, che credo avesse idee assai differenti da quelle di Castro. Mentre oggi vedo sono dei nanetti come Renzi e Berlusconi, come Hollande e la Merkel, come Bush, Obama e i Clinton; e anche Trump non credo sarà un personaggio chissà che. Certamente per coloro che continuano a ricordare un mediocre come Reagan quale grande presidente, perché avrebbe fatto crollare l’Urss (totali idioti che nemmeno sanno iniziare l’analisi di un fallimento, che ha cause ben più profonde e anche grandiose), è logico che i veri “giganti” non significano nulla.

Come volete che dei maiali, capaci di emettere soltanto grugniti nei loro truogoli pieni di rifiuti, possano comprendere la nobiltà dei cavalli di razza con i loro fieri nitriti. Fidel, come tutti coloro che hanno cercato una via diversa, non è riuscito a creare la “società nuova”, piena di meraviglie. E come poteva farlo, fra l’altro, alle porte di un enorme paese nemico, prima potenza del mondo; e dopo la fine dell’Unione Sovietica, che forniva qualche, ma solo qualche, aiuto, entrata essa stessa in fase di declino e guidata da altri nani alla Gorbaciov. Per quanto mi riguarda, è in ogni caso evidente che se un’epoca è stata caratterizzata da alcuni giganti, mentre la presente conosce solo dei miserabili da suscitare nausea, ciò significa che si devono capire le differenze tra le due epoche e non tanto quelle tra i personaggi caratterizzanti le stesse. E’ ovvio che per me sono le epoche a creare i personaggi e non viceversa.

Che gli esuli cubani, nostalgici di Batista, esultino pure; così come i nostri giornalisti e politicanti (e altri laidi personaggi di ogni specie). Mentre pochi altri, semplici residui putrefatti di un’epoca ormai tramontata, si metteranno a fare la retorica su chi lottò contro l’imperialismo e per la costruzione del “socialismo”, mai esistito in nessuna parte del mondo; e che, proprio per gli errori di prospettiva commessi, aveva prodotto disfunzioni sociali e miserie da ammettere con lucidità e con la volontà di analizzarne le cause onde trarne debiti insegnamenti. Per carità, i primi mi procurano solo un po’ di nausea, pur se posso capirli poiché anch’io, quando crepa uno dei loro beniamini “da quattro soldi” (o uno di loro), provo intima soddisfazione. I secondi mi annoiano e fanno provare la rabbia che suscitano tutti i finti rivoluzionari, tutti quelli che cianciano di emancipazione sociale; e loro si sono già bellamente emancipati con tutto un corteggio di sponsor e finanziatori che, avendo ben capito la loro falsa retorica di pseudo-rinnovamento, li foraggiano per corrompere anche i più giovani, già rincoglioniti da una scuola dove furoreggiano i semicolti.

Non alzerò piagnistei per questa morte. Si tratta di un uomo che ha vissuto a lungo, che ha avuto le sue soddisfazioni. Certamente, come tutti, avrà sofferto delusioni e dolori; anche per la morte di amici e compagni di lotta. E forse gli ultimi anni sono stati tristi, come per tutti quelli di una certa generazione (che in fondo è quasi la mia; quindi conosco bene il problema). Comunque, è stata una vita spesa bene e di cui penso sarà andato complessivamente fiero e soddisfatto. Mi consento di salutare Fidel da uomo a uomo (non da pari a pari, sia chiaro). Se per caso – non ci credo, ma se per caso – incontrasse “di là” qualcuno del tipo di Stalin e Mao o anche, non ci sputo sopra, Hitler e Mussolini; o addirittura qualcuno di più vecchio come Napoleone o magari perfino Giulio Cesare; o Attila e Gengis Khan; dica loro di soffiare forte quaggiù. Vuoi vedere che magari ci “divertiamo” nuovamente un po’! Comunque, saluti bell’anima, hai vissuto da uomo e da grande.

Gianfranco La Grassa

Fonte: https://www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/gianfranco.lagrassa/posts/10208030043458965

26.11.2016

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marcopa
26 Novembre 2016 , 18:37 18:37

Trump ha definito Fidel Castro un violento dittatore, parlando della sua eredità dopo la sua morte e del futuro di Cuba

“Oggi il mondo ha visto la fine di un violento dittatore, che ha oppresso il proprio popolo per quasi sessanta anni. L’eredità di Fidel Castro sono plotoni di esecuzione, ruberie, sofferenze incommensurabili, povertà e la negazione dei diritti fondamentali dell’uomo. Nonostante Cuba resterà un’isola totalitaria, spero che oggi sarà un giorno che segnerà un allontanamento dagli orrori che il suo popolo ha dovuto sopportare per troppo tempo, verso un futuro, in cui il meraviglioso popolo cubano vivere finalmente nella libertà che merita” ha detto in un comunicato Trump. “Nonostante la tragedia, la morte e il dolore provocati da Fidel Castro non potranno mai essere cancellati dalla memoria, la nostra amministrazione farà il possibile affinché il popolo cubano potrà iniziare il cammino verso la prosperità e la libertà” ha detto Trump.

Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/politica/201611263690043-Trump-definisce-Fidel-Castro-violento-dittatore/

Mylan Key
Reply to  marcopa
26 Novembre 2016 , 23:33 23:33

Non ha parlato male trump, anche se pure lui e’ stato un Spa del tutto contrario Usa, di cui oggi si siedera’ sul posto piu’ importante, e vedremo cosa gli riuscira’ per smentirsi . E gli Usa sono un bel pacco pesante di sospesi , e i migliori, ce li ha tutti in casa e nel letto , e sono quelli che fanno e hanno fatto gli Usa di oggi .

virgilio
virgilio
Reply to  marcopa
27 Novembre 2016 , 1:37 1:37

il popolo cubano per 50 anni e stato sopratutto oppresso dagli USA

Adriano Pilotto
26 Novembre 2016 , 18:40 18:40

L’orizzonte si è un pò ristretto.

Toussaint
Toussaint
26 Novembre 2016 , 19:24 19:24

Se ne va un altro pezzo della mia gioventù. Hasta la victoria siempre, compagno Fidel. La battaglia era impari. Innumerevoli e anche gravi gli errori, ma oggi siamo tutti un po’ più soli. Vorrei chiudere con una citazione del “Che”: … e se vale la pena rischiare, mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore.
Non leggerò altri commenti, oltre questo di La Grassa.

Tex42
Tex42
26 Novembre 2016 , 22:20 22:20

Il miglior commento letto in giro, bravo.

Mylan Key
26 Novembre 2016 , 23:23 23:23

Io sento solo questo alla fine : che Castro e’ andato da tempo e oggi fa’ solo cronaca per media a occupare tempo. Se ci fossero dei valori, valgono il tempo che trovano, perche’ qui di non valori ne abbiamo da vedere. Dicevo che, le grandi rivoluzioni, le hanno sempre fatte i ricchi e i potenti, e i popoli se li sono trascinati dietro. Sono rare le pecore bianche. Oggi Cuba ha dovuto aprirsi all’ anti rivoluzione , con Papa e Patriarca a scongiurare il peggio, altrimenti, come al tempo di prima, avrebbero lasciato il territorio ai Russi per installazioni atomiche dopo essersi riallineati a stati alleati, tanto per pareggiare Isis , Siria, e Ucraina, con Polonia e Romania atomiche verso la Russia . Nonostante la sua rivoluzione di un mondo perfetto, nemmeno la sorte di isolamento ed embargo, e’ riuscito a crearlo in patria, poiche’ ne ha messo sotto molti e molti per non essere messi sotto, si sono fatti mettere sotto , e la sua internazionalita’, se gli si fosse di avergliela lasciata, era sempre dentro la lotta rivoluzionaria armata contro un nemico, quello di turno o il piu’ grosso, appartenendo a una parte o l altra del… Leggi tutto »

Mario Vincenti
27 Novembre 2016 , 6:19 6:19

Ragionando con questi criteri anche Stalin e Hitler sono stati “grandi” personaggi storici per rilevanza: resta da concordare la parola che segue questo aggettivo. Grandi assassini? Grandi criminali? Grandi dittatori? Grandi sterminatori di massa? Grandi tiranni? Per loro, come per Fidel Castro del resto, non mi viene in mente un solo sostantivo positivo.

Paolo Zonno
Paolo Zonno
Reply to  Mario Vincenti
27 Novembre 2016 , 23:21 23:21

Spedizione di Giulio Cesare in Gallia: popolazione: 3 milioni. dopo: 1 milione morti, 1 milione deportati. e i celtici non minacciavano Roma. Ergo, Cesare è stato un criminale di guerra superiore a Hitler o a Bush, ma, essendo dei “nostrI”, (nonchè un “vincitore”) gli dedichiamo strade, piazze, scuole, ospedali etc.

Mario Vincenti
Reply to  Paolo Zonno
28 Novembre 2016 , 4:15 4:15

Prima una piccola premessa: e’ molto diverso uccidere un soldato nemico che si puo’ difendere in battaglia dal prelevare, deportare e gasare o comunque sopprimere delle popolazioni o degli oppositori politici. Comunque lo stesso Cesare cadde vittima di un complotto ordito dagli stessi romani che lo consideravano un tiranno, comlotto a cui partecipo’ il suo stesso figlio adottivo. Il comandamento cristiano che dice non uccidere, o l’imperativo morale se sei ateo che dice altrettanto, non hanno un asterisco che rimanda al fondo della pagina e che dice “Se sono cubani o se sono ebrei e’ permesso uccidere”. Vale sempre e comunque e chi non lo rispetta e’ un assassino e in questo senso anche Cesare lo fu, Castro ancor di piu’ perche’ uccise e incarcero’ molti compratioti inermi che non potevano nuocergli in alcun modo.

Sepp
Reply to  Mario Vincenti
28 Novembre 2016 , 22:17 22:17

Perché tu il potere come lo conservi? Dando in giro caramelle? Rifletti, non esiste fedeltà o onesta e se anche fosse esistita, duri un paio di giorni, mossadeq, Allende e altri. Giustamente non hai il potere e ti lasci influenzare dal pensiero di coloro che invece lo possiedono e lo difendono.

Mario Vincenti
Reply to  Sepp
3 Dicembre 2016 , 6:40 6:40

Esistono anche le elezioni, va bene che in Italia non contano nulla e che i presidenti della repubblica nominano premier chi vogliono loro, ma la dittatura per fortuna non e’ l’unica forma di governo.

Servus
27 Novembre 2016 , 11:44 11:44

Non sono mai stato un comunista ma Fidel Castro è stato comunque un grande,
Un grand’uomo e un grande statista. E il popolo cubano, pur con tante sofferenze, in gran parte dovute alle sanzioni USA, rimane comunque uno dei popoli dell’america latina che gode di ottimi benefici pubblici come scuola e sanità. E rispetto ai popoli vicini come Honduras, Guatemala, Nicaragua e altri, Cuba è stata anche protetta dalle guerre e dalle sofferenze provocate dai delinquenti prepotenti ammerigani.

Quello che dice Trump e gli ammerigani di lui è quasi tutto falso, è la vecchia narrazione anti-cubana. Solo su una cosa non sono d’accordo, e questo perchè legato alla ideologia comunista, che infatti non ho mai approvato, ovvero la limitazione dell libertà degli individui.

E visto come vanno le cose ancora oggi, con la “libera” democrazia comprata e svenduta dai vari Soros e Clinton (ho in mente l’Argentina e il Brasile), “Que viva Fidel !” .

cubainforma
27 Novembre 2016 , 17:42 17:42

Bell’articolo il cui pregio maggiore è il nn essere retorico