NON PIU' CHICCHI DI MAIS

NON PIU' CHICCHI DI MAIS

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Depongo la mitraglia tecnica per raccontare a te una storia.

Chi sei tu? Ah, questo non lo so, io spererei che tu fossi quello 0,2% fra
coloro che mi leggono che capisce la compassione. Degli altri, grazie di tutto,
ma non me ne frega nulla, cioè non mi interessano ste frotte di italiani che
adorano essere informati, della serie “grazie
Barnard, sei grande, non mollare mai!!
”. Ok, sono informati, e poi? Ti
faccio notare una cosa: in quasi tutti i miei lavori, soprattutto nelle due
versioni del Più Grande Crimine, io ho speso parole forti sul punto per me più
importante in assoluto, che è la pena che ho sentito per chi fu schiacciato,
sfregiato e umiliato da questo sistema economico e sociale. La stessa pena che
sento ora per tutti coloro che oggi patiscono lo stesso destino. Sono tanti, ma
tanti. Ora pensa: fra le centinaia di migliaia di letture, commenti e diatribe
che il mio lavoro ha innescato, nessuno mai, nes-su-no, ha evidenziato i miei
accenti posti su quella sofferenza. Fatti un viaggio fra i commenti di siti
noti come Comedonchisciotte o nei gruppi che parlano del mio lavoro su Facebook
o in tanti altri blog dove io spunto. Vi trovi una varietà di individui che contribuiscono
annotazioni che vanno dall’abiezione, al cinismo, allo sterile, o che, al
meglio, sono inutili appassionati. Ma nessuno si ferma sulla pena, sulla
compassione per i milioni di esseri umani che vivono sulla loro pelle il
sadismo del Vero Potere, cioè per il popolo delle strade di asfalto, non quello
delle strade informatiche. Nessuno neppure la considera quella immensa pena.

Lo so: io meno fendenti pesantissimi talvolta, ma perché? Perché io so che la macchina del Vero Potere è due secoli avanti a qualsiasi reazione popolana immaginabile, e solo eguagliandone la maniacale preparazione potremo combatterli. Loro sono precisi come robot chirurgici, noi dobbiamo essere identici. Loro sono diffusi capillarmente, noi dobbiamo essere identici. Loro lavorano 24 ore su 24, 365 su 365, noi dobbiamo essere identici. Rimanere indietro anche di un solo giro significa aver perso. Perso cosa? Persa la possibilità di licenziarti dal datore di lavoro che ti tocca la figa da cinque anni, e tu sei alla disperazione, ma hai la bimba a casa e non puoi difenderti; là fuori non c’è un altro lavoro per darti da vivere. Perso il futuro di tuo figlio Andrea, che volevi mandare ad architettura a Firenze, ma no, farà il barista con te, fine dei sogni di un padre, fine del futuro di un figlio. Perso tua madre per un cancro, perché l’hanno operata un anno e due mesi più tardi del dovuto, visto che per la clinica privata non ce n’era. Persa la voglia di vivere, perché con crediti per 700 mila euro, che nessuno ti pagherà più, hai dovuto chiudere la litografia a mandare a casa Luca, Piero, Sandrino, Pierluigi, Carlotta, Emilia, Enza e Giovanna. Era la tua famiglia dal 1993. Pierluigi aveva appena acceso un mutuo e fatto due gemelli. Tu ieri sei stato dal neurologo che ti ha detto: le rimane il litio, signor Mauro, lei non può continuare così. Perso la testa giovedì scorso, quando nel corridoio dell’ufficio di quartiere hai urlato “lei è una merda!” al medico legale che ti aveva detto “Signora V., lei non può chiedere quello che non c’è, non ha l’unico Alzheimer di Bologna in casa. Non avete parenti che possano aiutare?”. E queste sono tutte storie e nomi veri, sofferenza vera. Perso la possibilità di essere rispettati come persone, di avere un futuro, di non soffrire come bestie, e di non dover morire così, dopo aver ingoiato tutto da perdenti e per il profitto di pochissimi altri.

Io meno fendenti, perché chi si autoproclama paladino della lotta contro gli aguzzini della mostruosa macchina del Vero Potere - cioè paladino di tutte le persone vere sopra descritte e di milioni come loro, paladino della loro sofferenza vera, vera! - deve essere un mostro di competenza che darà tutto se stesso per essere micidiale tanto quanto il nemico. Se non lo è, se prende scorciatoie, se non si pensa a sua volta macchina perfetta e chirurgica e se non lo è davvero, ma lo stesso pretende di vestire il manto del vendicatore, allora è un buffone in cerca di visibilità, di vendite di libri, di carriere, dell’adorazione di patetici fans, è un approssimativo ignorante, una ‘bella anima’, che però straparla per cavalcare la news di moda, come quelli che io giustamente prendo a calci. Buffoni impietosi falsari che spacciano sciroppi da circo per la cura della sclerosi multipla.

Che cosa è la Modern Money Theory, cioè l’MMT? Te la metto così. Una sera di febbraio di quasi due anni fa ero su Skype con l’economista Randall Wray, il timido americano con la voce quieta che ha raccolto il lavoro di giganti dell’economia come Keynes, Robinson, Lerner, Knapp, Godley, Goodhart, Minsky, e l’ha adattato all’economia moderna. Non avevo la più pallida idea che mi stesse parlando di MMT. Gli stavo proponendo i miei studi sul Vero Potere per capirne la parte finanziaria, lui continuava a ripetermi questa cosa della moneta moderna, lo Stato la possiede, la può spendere per noi, a debito. Non so come sia accaduto, ricordo un ronzio della mia testa che di colpo si è formato in parole, e mi è uscito quasi un urlo: “Randy! Randy! Stop… What you are saying, God!, what you are really saying is that we owned the goose that lay the golden eggs! For God’s sake! Yes! We did!”. “Randy, quello che mi stai veramente dicendo è che noi avevamo per le mani la gallina dalle uova d’oro, Cristo!, sì!, certo, l’avevamo!”. Dall’altra parte della linea mi arriva lui, come lui è, mi arriva il suo “Yep!”, cioè: esatto, in slang. Fine commenti, non una sillaba di più. Randy è così. Ma io stavo già catalizzando le forme del più grande crimine commesso contro le società occidentali dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi, proprio il cuore del male, ed ero saltato sulla sedia perché lo vedevo. Letteralmente, davanti agli occhi, come in fotogrammi netti che si srotolano nel passato italiano, mi erano ricomparsi gli ospedali fatiscenti degli anni sessanta e gli ammalati a morire nei corridoi, gli emigranti italiani ammassati come bestie nelle cantine tedesche o belghe, i morti durante gli scioperi, gli analfabeti del sud finiti nelle mafie pur di mangiare, la vita nei palazzoni-caserme degli sfollati dalle campagne della fame in Molise, Abruzzo, Lazio, persino in Veneto, i turnisti delle fabbriche micidiali della padania, le scuole coi banchi degli anni ’30 e i computer solo un miraggio, i nostri vecchi a morire negli ospizi della tortura istituzionalizzata come fine vita. E tanto altro, tutto compresso in un istante. Era tutto stato voluto a tavolino, non fu mai necessario che accadesse, non fu mai un accidente dell’economia, fu solo per profitto, di pochi.

Randall Wray stava là, aveva capito che io avevo capito, e solo al termine del mio pathos aveva aggiunto, e sempre con la sua cantilena da Mid-West: “It’s so frustrating. You see all these progressives that scream about the bad stuff in the peripheral, like the big banks, the multinationals, capitalism. Ok, you can criticize that, but they don’t understand the core issue, what modern money could have done for people and for democracy. What it could do now”. “E’ così frustrante. Vedi tutti questi di sinistra che si agitano sui mali laterali, come le mega banche, le multinazionali, il capitalismo. Ok, si possono criticare, ma non capiscono il punto centrale, cioè cosa il denaro moderno avrebbe potuto fare per la gente e per la democrazia. Cosa potrebbe fare ancora oggi”.

Tutto iniziò quella sera. Io ho semplicemente messo assieme ciò che sapevo dei meccanismi di potere sovranazionale con l’essenziale verità di macroeconomia dello Stato di Randall Wray e della sua Modern Money Theory: uno Stato con propria moneta sovrana può comprare tutta l’occupazione che vuole, tutta l’assistenza sociale che vuole, tutta l’istruzione che vuole, tutte le case per gli sfrattati o per i giovani che vuole, e creare una cittadinanza protetta, forte, non impaurita, non ricattata, non ignorante. Può creare la VERA DEMOCRAZIA. Uno Stato con propria moneta sovrana e legittimato dai suoi cittadini nel nome del bene comune, può decretare la morte della mefitica macchina del Vero Potere, e per sempre. Lo può fare, lo poteva fare. Era la nostra gallina dalle uova d’oro. Perché non è mai accaduto? Da qui iniziò la mia ricerca su quel perché, che ha partorito Il Più Grande Crimine.

La scena di povertà più orribile che ho mai visto nella mia vita fu nel 1999 in Africa. Filmavo la puntata di Report “Un debito senza fondo”, su come il Vero Potere aveva distrutto milioni di vite africane nel momento in cui quel continente aveva immaginato una sua riscossa, che doveva passare attraverso il New International Economic Order di 40 anni fa. Quella scena di miseria mi passò davanti a telecamera spenta. Ero in Tanzania con un gruppo di politici, mi stavano portando a visitare un impianto di produzione di farina di mais per la polenta bianca, il cibo di sopravvivenza di tutta l’Africa sub sahariana. Dovevo filmarlo perché il Fondo Monetario Internazionale aveva appena imposto l’austerità a quel Paese, cioè stop agli aiuti di Stato per la produzione di alimenti, fra le tante misure. Una cosa nazista. Il complesso, fatiscente ammasso di silos e capannoni sovietici, si ergeva su una spianata di argilla desertica, quasi savana, ed era servito da una strada sterrata che eruttava nuvole di polvere spaventose al passare di ogni camion carico di mais. Si doveva stare sopravento a quelle tempeste, per non esserne impastati come chi fosse caduto in una vasca di gesso ingiallito. L’approccio degli ultimi metri prima delle cancellate era obbligatoriamente a piedi, e io camminavo in fila indiana coi locali accompagnatori. La sfilza dei camion era continua, serrata, rombo e polvere e vento da stordire un rinoceronte. A poco dall’entrata vi fu un vuoto di passaggi degli automezzi e tutto si placò. Al calare del polverone, una figura si materializzò alla mia sinistra, come in un incantesimo da teatro dell’ottocento. Vidi una cosa piccola, gobba, tutt’uno con l’argilla, il volto una maschera gialla dove la terra si era incrostata fra le pieghe della pelle di una donna vecchissima, secca da far pensare che potesse prendere fuoco sotto quel sole, la carne umana l’aveva abbandonata da tempo. Non so dirvi gli stracci che la ricoprivano, se erano stracci, sacchi di plastica, o cosa. Ho visto muoversi solo il suo braccio destro, sembrava un ramo di legno nero, la mano che separava la sabbia con movimenti circolari lenti, quella donna aveva il petto a meno di un metro dal suolo, non so come stesse in piedi. Mi dovetti fermare, gli accompagnatori se ne accorsero e tacquero. Poi la donna mi mostrò la povertà: cercava e raccoglieva singoli chicchi di mais caduti dai camion, e li metteva nel pugno dell’altra mano. Per mangiare.

Capire, chiedere, decidere. Fu tutt’uno. Capire, che ero un’insulsa bella anima che credeva alla personale assoluzione dai mali del mondo perché armato di mezzi patetici, nozioni approssimative, e un titolo di giornalista d’assalto immaginavo di poter combattere la colossale catena di smontaggio delle decenza umana rappresentata dal Vero Potere globale. Chiedere, a quella donna di maledirmi nell’ora della sua vicinissima morte se non avessi speso il resto della mia vita a studiare tutti gli ingranaggi di quella catena con una perizia maniacale al fine di veramente fermarla, perché solo e solo così noi uomini e donne dotati di compassione avremmo potuto ripulire per sempre quella scena dal registro dell’infamia. Decidere, che non avrei avuto altro da dire, a voi che mi leggete, se non questo, da quel giorno in poi. Ed è solo questo che io sto dicendo da anni e anni, che lo dica per la tragedia palestinese, per l’imperialismo militare dell’Occidente, per l’economia del Più Grande Crimine.

La sofferenza di chi è preso nelle maglie del Vero Potere - dal disoccupato italiano alle altre carcasse di legno secco che cercano cicchi di mais fra la polvere, dall’Africa ad Haiti o al Brasile - la dovete ignorare e neppure osare avvicinarvi se credete che si possa combattere anche solo un metro al di sotto della genialità efficientista e della maniacale organizzazione del Vero Potere, o essendo anche solo di una pagina più ignoranti della sua agghiacciante perizia. Fare altrimenti è un insulto a quella donna. E la quasi totalità delle belle anime che guidano la lotta al mostro Neoliberista la stanno insultando.

Ora tu, e solo tu fra le migliaia di persone che leggeranno per nulla queste righe, tu che le hai capite, tu sai cosa ha fatto per me la Modern Money Theory di Randall Wray. Mi ha messo nelle mani l’arma che mi mancava, e che, caricata col fuoco di una conoscenza completa del funzionamento del Vero Potere, potrà esplodergli il colpo che lo abbatte, niente meno. Perché l’MMT funziona in Italia e in Tanzania allo stesso preciso modo, ed è per l’economia, la democrazia e la decenza umana quello che la penicillina fu per l’umanità intera. MMT è uno Stato, legittimato dai cittadini, con la sua moneta sovrana spesa a deficit per loro prima di tutto, fino alla loro completa sicurezza e benessere. E’ il compimento ultimo della democrazia.

E sogno che fra non troppo tempo potrà esistere una favola da raccontare ai nostri bambini che inizierà recitando C’era una volta un pugno di chicchi di mais intrisi di sabbia…”, e che finirà così “Ma oggi, bimbi, per fortuna non c’è proprio più

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=279
4.12.2011

Commenti (55)

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    1. mikaela 6 dicembre 2011

      Report - Paolo Barnard - Un debito senza fondo 1-schiaccia qui [www.youtube.com]

      schiaccia qui-2- [www.youtube.com]

      schiaccia qui-3- [www.youtube.com]

      Guardati questi video.

      E quando dici che sono una Barnardiana io ne sono fiera perche' e' solo grazzie a lui che ho capito quello che vedevo in giro per il mondo, sono stata 1 anno in indonesi nel 1984 e non sono riuscita a capire un C____o di quello che mi succedeva intorno, vedevo solo che non era mai sufficiente ....... perche' tanta era la miseria che vedovo fuori dal campo dove vivevo - peccato che non posso mandarti le mie foto testimonianza , allora non si usava la digitale o il Pc.

      Quello che ho visto e' ancora vivido davanti ai i miei occhi e quando vedo articoli come questi di Barnard sto male, per lui, per me e per tutti quelli che si battono pe la causa e hanno toccato con mano il dolore degli altri ma vengono derisi da tutti gli ipocriti che non vedono piu' in la' del palmo del proprio naso e fanno i pacifisti per stare sempre in Avatar

      Per capire le cose e capire l'intransigenza di chi ha visto con i propri occhi bisogna aver fatto altrettanto.

      Non basta guardarlo in Tv anche se metto in dubbio che faranno mai rivedere queste cose che Barnard ha girato perche' queste cose sono da cancellare come hanno cancellato Barnard.

    1. pehuenco 6 dicembre 2011

      andatevi a rivedere un debito senza fondo su yutube, possibilmente con la pancia piena comodi sulla poltrona, si sà si diventa piu compassionevoli.

    1. Santos-Dumont 6 dicembre 2011

      Molti si chiedono cosa serva per schiodare dalla sedia i tastieromani e per scuotere il popolo bove dall'apatia.
      La soluzione é semplice... togliere il pusher a tutti indistintamente, in parole povere, una bella bomba elettromagnetica [it.wikipedia.org] (o varie...) Sbaglio?

      Quasi quasi c'è da augurarsi che il brillamento solare [it.wikipedia.org] previsto come uno dei possibili epiloghi [www.youtube.com] del Tormentone della Fine del Mondo nel 2012 si verifichi davvero.

      Hai voglia poi: senza panem et circenses, alla forca toccherà fare gli straordinari! :)

    1. consulfin 6 dicembre 2011

      Cercando di mettere a frutto quel residuo di capacità empatica che mi resta penso di capire il furore che l'Autore mette nei suoi scritti. Mi sembra che sia il furore, l'entusiasmo di chi ha finalmente capito qualcosa che per lungo tempo non gli tornava. Il problema, però, è quel che ha capito Barnard è facilmente comprensibile senza fare ricorso ai lavori degli economisti americani cui lui si affida: basta leggere direttamente le fonti. Talvolta basta addirittura frequentare un corso di politica economica in qualche università. Se proprio si vuole speculare, si possono cercare gli scritti di Gesell, Auriti, Pound, Nitzsche, Mosca, Pareto ... persino Machiavelli. Quindi, se si fa eccezione per Auriti, che è un nostro contemporaneo, tutti gli altri hanno scritto ormai da tantissimo tempo. E, forse contrariamente a quanto sostenuto da Barnard, molti hanno letto. Certo non hanno letto le casalinghe che a metà degli Ottanta scesero in piazza per difendere le televisioni di Berlusconi, tanto meno ha letto tutta quella massa umana che si sta apprestando a scendere in strada per lo shopping natalizio... ma hanno letto (non so se hanno capito) i loro figli, gli studenti dei corsi di laurea in scienze politiche, economia, a volte giurisprudenza, sociologia, statistica, a volte lettere e filosofia... E il fatto che abbiano letto e, ammettiamo, anche capito, cosa ha comportato? Per il momento niente. Sono stati risucchiati dal sistema, che li ha domati, quando non erano già domi, e piegati alle sue regole

      Ora il Nostro ci informa che ha a disposizione "l'arma che mancava" per abbattere il potere. La cosa mi riempie di gioia ma non riesco a vederla. Quale sarebbe? L'informazione? Davvero vogliamo credere che il più freddo dei mostri possa essere modificato, tolto dalle grinfie del "vero potere" facendo ricorso all'informazione? Io me lo auguro e sono pronto ad incontrare Barnard sempre, quando è disponibile, anche, forse soprattutto nottetempo per coalizzarmi con lui: probabilmente, incontrandolo personalmente, potrei capire, così come ha capito lui durante il colloquio con Randall Wray, come utilizzare al meglio quest'arma e se effettivamente si tratta dell'informazione o di qualcosa di più efficace.

      In altri termini, voglio dire che, data la scoperta scientifica, manca, almeno per quanto mi riguarda, la tecnica per renderla fruibile, applicabile. Personalmente non so trovarla.

    1. marcello1991 6 dicembre 2011

      UNA DOMANDA PER TUTTI MA PROPRIO PER TUTTI MI CI METTO ANCH'IO.

      MA QUANTO TEMPO PENSATE DEBBA PASSARE PER EVERE I PRIMI RISULTATI APPREZZABILI DOPO CHE QUALCUNO, UN MOVIMENTO INIZI AD ESSERE ATTIVO, SI FACCIA SENTIRE DALLA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE? AD ESEMPIO QUALCUNO COME ALTERNATIVA.

      6 MESI, 1 ANNO, 5 ANNI , 30 ANNI....? SONO TROPPI? NE VARREBBE LA PENA SE FOSSERO 30?
      TUTTI CHIEDONO A P.B. COSA FARE, MA L'HA GIA' DETTO, MI SEMBRA INVECE CHE CHI FA QUESTA DOMANDA IN REALTA' CHIEDA "COSA DOBBIAMO FARE PER CAMBIARE LE COSE NEL PIU' BREVE TEMPO POSSIBILE PERCHE' IN REALTA' CI SIAMO GIA' ROTTI LE PALLE E I FRUTTI DI QUESTO NUOVO MONDO STUPENDO CHE ABBIAMO IN TESTA CE LI VOGLIAMO GODERE ANCHE NOI"!

      PURTROPPO LA REALTA' E' CHE LA STRADA E' LUNGA MOLTO LUNGA ............

    1. cirano60 6 dicembre 2011

      La mia era una domanda retorica, sarebbe stato interessante sentire l'opinione del
      profeta.

    1. Petrus 6 dicembre 2011

      Studiare, e parlarne inducendo altri a studiare, e capire, ed incazzarsi come noi. Quando/se saremo milioni, non ci sarà generale NATO in grado di metterci una pezza.

    1. baubau36 6 dicembre 2011

      Il teorema dell'incompletezza di Kurt Gödel afferma che la coerenza logica di una qualsiasi teoria è tale perchè non può essere dimostrata utilizzando gli assiomi di partenza. Quello che dice Barnard (che io ammiro per la passione civile) è però solo un pezzo del mosaico. Le teorie si dovrebbero usare nella stessa maniera di come gli scassinatori usano le chiavi false. Essi sanno perfettamente che per aprire una serratura si possono usare chiavi diverse. Le chiavi si adattano alla realtà ma non sono uguali alla realtà.

    1. Petrus 6 dicembre 2011

      Dai, lo sanno tutti, l'11 settembre fu uno di quegli avvenimenti necessari ad imporre provvedimenti antidemocratici altrimenti inaccettabili dal "popolo". Quella volta furono limitazioni alle libertà individuali, questa volta, con il paventato crollo dell'euro ed il mostro del debito pubblico, imporranno riforme sulla schiavitù, cioè, volevo dire lavoro salariato, uccisione dei deboli ossia tagli a pensioni e sanità, annientamento della classe media e dei governi statali. Si chiama shock economy, lo sa anche Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Shock_economy

    1. zingaro 6 dicembre 2011

      Hai ragione Paolo. Ma "cosa" facciamo? Quale azione concreta? Dove dobbiamo andare, come dobbiamo muovere le mani?
      Io sono disoccupato, ho cinquant'anni. Quel poco che ho sta evaporando, me lo stanno portando via, non ho più niente da perdere. La mia ultima speranza è trovare un posto dove andarmi a nascondere e coltivarmi un pezzo di orto, tenere due galline e aspettare la mia fine (senza Euro). Ti dirò, se trovo un paese abbandonato lo faccio anche. E se qualcuno si aggrega formiamo una cominità (con moneta sovrana). Ti va bene? Hai un'altra idea? Proponi, si accettano suggerimenti.
      Ormai abbiamo capito che siamo sodomizzati e che la vasellina sta finendo; i chicchi di mais sono la nostra destinazione. Non abbiamo ancora preso coscenza perché proveniamo dalla bambagia però è lì che ci stanno portando.
      Il sistema è talmente tanto corrotto e marcio che non è più riparabile; va lasciato morire per far nascere qualcosa di diverso. Nascere dal nulla, non trasformare quello che c'è.
      Fammi sapere, sono seriamente disperato.

    1. baubau36 6 dicembre 2011

      Io sono un tastierista disoccupato che, per rimanere in esercizio, si è dovuto riciclare in attivista da tastiera.
      Io non mi sento offeso.

    1. Maxim 6 dicembre 2011

      Per me gli scritti di Barnard , pubblicati a getto continuo da CDC rappresentano cio' che era la religione per Marx : l' oppio dei popoli .

      La religione distrae dai problemi , diciamo terreni promettendo un mondo migliore , dopo la morte ovviamente .

      Con questo sistema la gente finiva per non fare cio' che avrebbe potuto mettere in atto per migliorare la propria condizione terrena

      Gli articoli di Barnard grossomodo svolgono la stessa funzione , distraggono dalla realta' , pessima realta' , proponendo una soluzione miracolosa , un autentica panacea che probabilmente è realistica quanto la promessa del paradiso fatta dalle varie religioni.

      Risultato ?

      Monti etc fanno quello che vogliono , tassano cio' che credono , tagliano dove vogliono e la gente non è in grado di dire o fare nulla perche' alle cose concrete ( cosa sarebbe giusto tagliare , cosa e a chi sarebbe giusto tassare ) non ha dedicato alcuna attenzione.

    1. cirano60 6 dicembre 2011

      Pietra di paragone per Barnard(per sapere se è tutto oro quel che luccica:
      lei anzi tu, voglio illudermi di essere un cicinin al tuo livello, in queste settimane ho studacchiato) che ne pensi dell'11-settembre fù vera gloria dei 12 arabi nella loro mission impossible?
      O una megagalattica presa per il culo in mondovisione organizzato dal Potere cattivo?

    1. BIGIGO 6 dicembre 2011

      beh almeno sei sincero e diretto, non è poco.

    1. Truman 6 dicembre 2011

      Conviene sempre formattare i commenti. I tag di formattazione compaiono in basso, sotto la finestra di inserimento commenti, facendo "Anteprima". Raccomando in particolare il comando per andare a capo
      (copiare ed incollare nel testo e vedere l'effetto rifacendo "Anteprima").

    1. walterkurtz 6 dicembre 2011

      Sì infatti. Del B dell'ultimo periodo non mi ha mai convinto questa fiducia incondizionata e dogmatica verso una teoria che, per quanto geniale, se applicata risolverebbe qualsiasi problema. Quasi fosse una formula magica. Il tono e lo stile contano. Chi lo legge per la prima volta potrebbe nutrire più di un dubbio nei confronti di uno che pretende di avere trovato "la soluzione". Esempi ce ne sono, neppure tanto distanti.

    1. casumarzu 6 dicembre 2011

      mi sembra che quanto tu scriva, che non hai mai potuto leggere nelle righe
      la pietas per il povero schiacciato dal piede del potere - non possa essere
      generalizzato - appare evidente che una politica di rapina crei la povertà intellettuale e morale.
      Il problema che alcuni si pongono e che ti pongo, ma tu del resto ha i già risposto - (essendo individualista), che si può fare per modificare lo stato di forze - i partiti alternativi presentano con la via democratica una loro strada - ma saranno presso schiacciati dal peso dell'energia del "Vero Potere"-a meno dei leghisti che hanno al loro interno un gruppo armato - Alternative non sono all'orizzonte - La mia storia mi porta a vedere la massa come cieca e sorda - essendo anarchicoindividualista da 40 anni , non mi pare di avere idee valide per forzare il cambiamento - e del resto è quello che gli amici mi rimproverano quando espongo le linee di forza del Vero Potere.
      Tu sei un individualista - ma!!!

    1. rosbaol 6 dicembre 2011

      Dimenticavo, tutto ciò non toglie che l'analisi sulla finanza internazionale sul saggio di Barnard per me è scriita molto bene e molto chiara. Lui propone una soluzione, l'abbracciamo oppure no? Oppure, volgliamo proporne delle altre e che possbilmente siano fattibili?

    1. epicblack 6 dicembre 2011

      E' proprio cosi. Senza potenza nessuna libertà.

    1. ottavino 6 dicembre 2011

      Bene . Finalmente abbiamo capito. O uno sta con Barnard o con il Vero Potere. Io sta con il Vero Potere.

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