NON PIU' CHICCHI DI MAIS

NON PIU' CHICCHI DI MAIS

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Depongo la mitraglia tecnica per raccontare a te una storia.

Chi sei tu? Ah, questo non lo so, io spererei che tu fossi quello 0,2% fra
coloro che mi leggono che capisce la compassione. Degli altri, grazie di tutto,
ma non me ne frega nulla, cioè non mi interessano ste frotte di italiani che
adorano essere informati, della serie “grazie
Barnard, sei grande, non mollare mai!!
”. Ok, sono informati, e poi? Ti
faccio notare una cosa: in quasi tutti i miei lavori, soprattutto nelle due
versioni del Più Grande Crimine, io ho speso parole forti sul punto per me più
importante in assoluto, che è la pena che ho sentito per chi fu schiacciato,
sfregiato e umiliato da questo sistema economico e sociale. La stessa pena che
sento ora per tutti coloro che oggi patiscono lo stesso destino. Sono tanti, ma
tanti. Ora pensa: fra le centinaia di migliaia di letture, commenti e diatribe
che il mio lavoro ha innescato, nessuno mai, nes-su-no, ha evidenziato i miei
accenti posti su quella sofferenza. Fatti un viaggio fra i commenti di siti
noti come Comedonchisciotte o nei gruppi che parlano del mio lavoro su Facebook
o in tanti altri blog dove io spunto. Vi trovi una varietà di individui che contribuiscono
annotazioni che vanno dall’abiezione, al cinismo, allo sterile, o che, al
meglio, sono inutili appassionati. Ma nessuno si ferma sulla pena, sulla
compassione per i milioni di esseri umani che vivono sulla loro pelle il
sadismo del Vero Potere, cioè per il popolo delle strade di asfalto, non quello
delle strade informatiche. Nessuno neppure la considera quella immensa pena.

Lo so: io meno fendenti pesantissimi talvolta, ma perché? Perché io so che la macchina del Vero Potere è due secoli avanti a qualsiasi reazione popolana immaginabile, e solo eguagliandone la maniacale preparazione potremo combatterli. Loro sono precisi come robot chirurgici, noi dobbiamo essere identici. Loro sono diffusi capillarmente, noi dobbiamo essere identici. Loro lavorano 24 ore su 24, 365 su 365, noi dobbiamo essere identici. Rimanere indietro anche di un solo giro significa aver perso. Perso cosa? Persa la possibilità di licenziarti dal datore di lavoro che ti tocca la figa da cinque anni, e tu sei alla disperazione, ma hai la bimba a casa e non puoi difenderti; là fuori non c’è un altro lavoro per darti da vivere. Perso il futuro di tuo figlio Andrea, che volevi mandare ad architettura a Firenze, ma no, farà il barista con te, fine dei sogni di un padre, fine del futuro di un figlio. Perso tua madre per un cancro, perché l’hanno operata un anno e due mesi più tardi del dovuto, visto che per la clinica privata non ce n’era. Persa la voglia di vivere, perché con crediti per 700 mila euro, che nessuno ti pagherà più, hai dovuto chiudere la litografia a mandare a casa Luca, Piero, Sandrino, Pierluigi, Carlotta, Emilia, Enza e Giovanna. Era la tua famiglia dal 1993. Pierluigi aveva appena acceso un mutuo e fatto due gemelli. Tu ieri sei stato dal neurologo che ti ha detto: le rimane il litio, signor Mauro, lei non può continuare così. Perso la testa giovedì scorso, quando nel corridoio dell’ufficio di quartiere hai urlato “lei è una merda!” al medico legale che ti aveva detto “Signora V., lei non può chiedere quello che non c’è, non ha l’unico Alzheimer di Bologna in casa. Non avete parenti che possano aiutare?”. E queste sono tutte storie e nomi veri, sofferenza vera. Perso la possibilità di essere rispettati come persone, di avere un futuro, di non soffrire come bestie, e di non dover morire così, dopo aver ingoiato tutto da perdenti e per il profitto di pochissimi altri.

Io meno fendenti, perché chi si autoproclama paladino della lotta contro gli aguzzini della mostruosa macchina del Vero Potere - cioè paladino di tutte le persone vere sopra descritte e di milioni come loro, paladino della loro sofferenza vera, vera! - deve essere un mostro di competenza che darà tutto se stesso per essere micidiale tanto quanto il nemico. Se non lo è, se prende scorciatoie, se non si pensa a sua volta macchina perfetta e chirurgica e se non lo è davvero, ma lo stesso pretende di vestire il manto del vendicatore, allora è un buffone in cerca di visibilità, di vendite di libri, di carriere, dell’adorazione di patetici fans, è un approssimativo ignorante, una ‘bella anima’, che però straparla per cavalcare la news di moda, come quelli che io giustamente prendo a calci. Buffoni impietosi falsari che spacciano sciroppi da circo per la cura della sclerosi multipla.

Che cosa è la Modern Money Theory, cioè l’MMT? Te la metto così. Una sera di febbraio di quasi due anni fa ero su Skype con l’economista Randall Wray, il timido americano con la voce quieta che ha raccolto il lavoro di giganti dell’economia come Keynes, Robinson, Lerner, Knapp, Godley, Goodhart, Minsky, e l’ha adattato all’economia moderna. Non avevo la più pallida idea che mi stesse parlando di MMT. Gli stavo proponendo i miei studi sul Vero Potere per capirne la parte finanziaria, lui continuava a ripetermi questa cosa della moneta moderna, lo Stato la possiede, la può spendere per noi, a debito. Non so come sia accaduto, ricordo un ronzio della mia testa che di colpo si è formato in parole, e mi è uscito quasi un urlo: “Randy! Randy! Stop… What you are saying, God!, what you are really saying is that we owned the goose that lay the golden eggs! For God’s sake! Yes! We did!”. “Randy, quello che mi stai veramente dicendo è che noi avevamo per le mani la gallina dalle uova d’oro, Cristo!, sì!, certo, l’avevamo!”. Dall’altra parte della linea mi arriva lui, come lui è, mi arriva il suo “Yep!”, cioè: esatto, in slang. Fine commenti, non una sillaba di più. Randy è così. Ma io stavo già catalizzando le forme del più grande crimine commesso contro le società occidentali dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi, proprio il cuore del male, ed ero saltato sulla sedia perché lo vedevo. Letteralmente, davanti agli occhi, come in fotogrammi netti che si srotolano nel passato italiano, mi erano ricomparsi gli ospedali fatiscenti degli anni sessanta e gli ammalati a morire nei corridoi, gli emigranti italiani ammassati come bestie nelle cantine tedesche o belghe, i morti durante gli scioperi, gli analfabeti del sud finiti nelle mafie pur di mangiare, la vita nei palazzoni-caserme degli sfollati dalle campagne della fame in Molise, Abruzzo, Lazio, persino in Veneto, i turnisti delle fabbriche micidiali della padania, le scuole coi banchi degli anni ’30 e i computer solo un miraggio, i nostri vecchi a morire negli ospizi della tortura istituzionalizzata come fine vita. E tanto altro, tutto compresso in un istante. Era tutto stato voluto a tavolino, non fu mai necessario che accadesse, non fu mai un accidente dell’economia, fu solo per profitto, di pochi.

Randall Wray stava là, aveva capito che io avevo capito, e solo al termine del mio pathos aveva aggiunto, e sempre con la sua cantilena da Mid-West: “It’s so frustrating. You see all these progressives that scream about the bad stuff in the peripheral, like the big banks, the multinationals, capitalism. Ok, you can criticize that, but they don’t understand the core issue, what modern money could have done for people and for democracy. What it could do now”. “E’ così frustrante. Vedi tutti questi di sinistra che si agitano sui mali laterali, come le mega banche, le multinazionali, il capitalismo. Ok, si possono criticare, ma non capiscono il punto centrale, cioè cosa il denaro moderno avrebbe potuto fare per la gente e per la democrazia. Cosa potrebbe fare ancora oggi”.

Tutto iniziò quella sera. Io ho semplicemente messo assieme ciò che sapevo dei meccanismi di potere sovranazionale con l’essenziale verità di macroeconomia dello Stato di Randall Wray e della sua Modern Money Theory: uno Stato con propria moneta sovrana può comprare tutta l’occupazione che vuole, tutta l’assistenza sociale che vuole, tutta l’istruzione che vuole, tutte le case per gli sfrattati o per i giovani che vuole, e creare una cittadinanza protetta, forte, non impaurita, non ricattata, non ignorante. Può creare la VERA DEMOCRAZIA. Uno Stato con propria moneta sovrana e legittimato dai suoi cittadini nel nome del bene comune, può decretare la morte della mefitica macchina del Vero Potere, e per sempre. Lo può fare, lo poteva fare. Era la nostra gallina dalle uova d’oro. Perché non è mai accaduto? Da qui iniziò la mia ricerca su quel perché, che ha partorito Il Più Grande Crimine.

La scena di povertà più orribile che ho mai visto nella mia vita fu nel 1999 in Africa. Filmavo la puntata di Report “Un debito senza fondo”, su come il Vero Potere aveva distrutto milioni di vite africane nel momento in cui quel continente aveva immaginato una sua riscossa, che doveva passare attraverso il New International Economic Order di 40 anni fa. Quella scena di miseria mi passò davanti a telecamera spenta. Ero in Tanzania con un gruppo di politici, mi stavano portando a visitare un impianto di produzione di farina di mais per la polenta bianca, il cibo di sopravvivenza di tutta l’Africa sub sahariana. Dovevo filmarlo perché il Fondo Monetario Internazionale aveva appena imposto l’austerità a quel Paese, cioè stop agli aiuti di Stato per la produzione di alimenti, fra le tante misure. Una cosa nazista. Il complesso, fatiscente ammasso di silos e capannoni sovietici, si ergeva su una spianata di argilla desertica, quasi savana, ed era servito da una strada sterrata che eruttava nuvole di polvere spaventose al passare di ogni camion carico di mais. Si doveva stare sopravento a quelle tempeste, per non esserne impastati come chi fosse caduto in una vasca di gesso ingiallito. L’approccio degli ultimi metri prima delle cancellate era obbligatoriamente a piedi, e io camminavo in fila indiana coi locali accompagnatori. La sfilza dei camion era continua, serrata, rombo e polvere e vento da stordire un rinoceronte. A poco dall’entrata vi fu un vuoto di passaggi degli automezzi e tutto si placò. Al calare del polverone, una figura si materializzò alla mia sinistra, come in un incantesimo da teatro dell’ottocento. Vidi una cosa piccola, gobba, tutt’uno con l’argilla, il volto una maschera gialla dove la terra si era incrostata fra le pieghe della pelle di una donna vecchissima, secca da far pensare che potesse prendere fuoco sotto quel sole, la carne umana l’aveva abbandonata da tempo. Non so dirvi gli stracci che la ricoprivano, se erano stracci, sacchi di plastica, o cosa. Ho visto muoversi solo il suo braccio destro, sembrava un ramo di legno nero, la mano che separava la sabbia con movimenti circolari lenti, quella donna aveva il petto a meno di un metro dal suolo, non so come stesse in piedi. Mi dovetti fermare, gli accompagnatori se ne accorsero e tacquero. Poi la donna mi mostrò la povertà: cercava e raccoglieva singoli chicchi di mais caduti dai camion, e li metteva nel pugno dell’altra mano. Per mangiare.

Capire, chiedere, decidere. Fu tutt’uno. Capire, che ero un’insulsa bella anima che credeva alla personale assoluzione dai mali del mondo perché armato di mezzi patetici, nozioni approssimative, e un titolo di giornalista d’assalto immaginavo di poter combattere la colossale catena di smontaggio delle decenza umana rappresentata dal Vero Potere globale. Chiedere, a quella donna di maledirmi nell’ora della sua vicinissima morte se non avessi speso il resto della mia vita a studiare tutti gli ingranaggi di quella catena con una perizia maniacale al fine di veramente fermarla, perché solo e solo così noi uomini e donne dotati di compassione avremmo potuto ripulire per sempre quella scena dal registro dell’infamia. Decidere, che non avrei avuto altro da dire, a voi che mi leggete, se non questo, da quel giorno in poi. Ed è solo questo che io sto dicendo da anni e anni, che lo dica per la tragedia palestinese, per l’imperialismo militare dell’Occidente, per l’economia del Più Grande Crimine.

La sofferenza di chi è preso nelle maglie del Vero Potere - dal disoccupato italiano alle altre carcasse di legno secco che cercano cicchi di mais fra la polvere, dall’Africa ad Haiti o al Brasile - la dovete ignorare e neppure osare avvicinarvi se credete che si possa combattere anche solo un metro al di sotto della genialità efficientista e della maniacale organizzazione del Vero Potere, o essendo anche solo di una pagina più ignoranti della sua agghiacciante perizia. Fare altrimenti è un insulto a quella donna. E la quasi totalità delle belle anime che guidano la lotta al mostro Neoliberista la stanno insultando.

Ora tu, e solo tu fra le migliaia di persone che leggeranno per nulla queste righe, tu che le hai capite, tu sai cosa ha fatto per me la Modern Money Theory di Randall Wray. Mi ha messo nelle mani l’arma che mi mancava, e che, caricata col fuoco di una conoscenza completa del funzionamento del Vero Potere, potrà esplodergli il colpo che lo abbatte, niente meno. Perché l’MMT funziona in Italia e in Tanzania allo stesso preciso modo, ed è per l’economia, la democrazia e la decenza umana quello che la penicillina fu per l’umanità intera. MMT è uno Stato, legittimato dai cittadini, con la sua moneta sovrana spesa a deficit per loro prima di tutto, fino alla loro completa sicurezza e benessere. E’ il compimento ultimo della democrazia.

E sogno che fra non troppo tempo potrà esistere una favola da raccontare ai nostri bambini che inizierà recitando C’era una volta un pugno di chicchi di mais intrisi di sabbia…”, e che finirà così “Ma oggi, bimbi, per fortuna non c’è proprio più

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=279
4.12.2011

Commenti (55)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. ungercrash2 30 dicembre 2011

      Concordo pienamente,questi stolti credono che le teorie (Neo)Keynesiane siano la panacea di tutti i mali.
      è folle pensare che la MMT possa risolvere problemi che sono intrinseci alla natura stessa del capitalismo come la ricerca del profitto forsennata,la disuguaglianza e l'esistenza delle classi.

    1. elio_c 10 dicembre 2011

      :-))

    1. robybaggio80 8 dicembre 2011

      Mi spiace che lei non abbia capito assolutamente nulla di ciò che da anni, non da giorni, scrive Paolo Barnard.

    1. giosby 8 dicembre 2011

      Per un mondo migliore - Ma se non comunichiamo, cosa mai faremo? - Paolo Barnard [www.paolobarnard.info]



      "Rianimazione.



      Dobbiamo rianimare il libero pensiero, per ottenere una agire concreto. Significa reiniziare la comunicazione, daccapo, dobbiamo ricominciare da zero, e cioè proporre messaggi semplici che semplicemente aiutino a rianimare il libero pensiero.

      Dimentichiamoci i comunicati di tre pagine fitti di cifre e dati, gli slogan che non dicono nulla, le accuse, le polemiche e l’indignazione. Si tratta di ripartire da molto prima, da una Pre-comunicazione che propone i nostri contenuti passando dapprima attraverso una basilare stimolazione del pensiero, cui, per diverso tempo, non deve fare seguito alcunché. Significa proporre provocazioni che pur avendo una matrice riconoscibile (quella del Movimento per la pace e per la giustizia globale) dovranno lasciare ampio spazio nella mente di chi le legge per il sorgere di una risposta propria, intima, fra sé e sé, col minor condizionamento possibile, che è il primo passo nella rianimazione del pensare"



      (...)

      "La complessità dei messaggi è spesso frutto del narcisismo intellettuale di chi li formula, che in essi desidera vedere rispecchiata la propria competenza, a scapito della comprensione altrui.

      Le persone il cui consenso dobbiamo ottenere, sono quelle stesse persone la cui vita non solo non gli lascia il tempo per ascoltare (ritmi di vita, problemi personali, pressioni sociali, lotta per il reddito..), ma sono anche coloro che i nostri avversari hanno annichilito nel pensiero. Sottoporgli una mole di dati, concetti complessi, riflessioni faticose, stimoli articolati significa semplicemente perderli all’istante, parlare al muro."




      Questo Paolo Barnard mi piaceva.

      Adesso sta comportandosi esattamente al contrario di quanto scriveva allora.

      Che senso ha? A chi serve?

    1. mikaela 7 dicembre 2011

      Capito perche' hanno fatto fuori Paolo Barnard?Era una bomba pericolosa per tutti.

      Imponendo ad un giornalista come lui tutti i tagli e i ritagli sulle sue inchieste-questo non si poteva dire -quell'altro neanche, alla fine lui che non accetta compromessi e deve sempre dire la verita' fino in fondo se ne' andato.La Gabbbanelli (che non ha preso le sue difese per non perdere la poltrona ) invece sta' sempre al suo posto da quello che mi risulta in rete.

    1. gramscixxi 7 dicembre 2011

      1° video, 7:30" : impressionante analogia con quello che sta accadendo al nostro paese finito in mano ai "tecnici".

    1. carloslage 7 dicembre 2011

      Dicendo che faccio parte della Scuola di Marx ,faccio quindi una quindi una rivoluzionaria radicale non solo ai cosiddetti “eccessi neoliberali e finanziari” del capitalismo, ma anche e soprattutto alla RIPRODUZIONE CAPITALISTICA IN QUANTO TALE.Per noi il capitalismo è come lo schiavismo o il feudalesimo, sia pure accettando parzialmente il suo carattere progressivo.E' LA NATURA STESSA DEL CAPITALISMO CHE IMPEDISCE A TEORIE VALIDISSIME COME QUELLA ELABORATA DA WRAY(la modern money theory che condivido e approvo totalmente...magari venisse applicata!!!)DI ESSERE APPLICABILI!

    1. ottavino 7 dicembre 2011

      Qual'è l'errore di Barnard? Diciamolo una volta per tutte, sperando che gli resti in testa. Lui non può venirci a raccontarci storie, perchè anche se non abbiamo studiato economia come lui siamo pur sempre intelligenti piu' di lui. Abbiamo la capacità di osservare il mondo e sappiamo per esempio che ora è natale. I centri commerciali vendono, le boutique di Dolce e Gabbana vendono, i benzinai vendono, i concessionari di auto pure e...la gente sta bene e compra un sacco di stronzate. Ora, non è che io ce l'ho con questo sistema di cose, assolutamente non me ne frega nulla. Però bisogna ammettere che le cose funzionano così. Di fronte a questo abbiamo Barnard che ci viene a proporre un sistema geniale perchè questi balordi continuino a fare i balordi....dico, ma chi se ne frega....

    1. Conan 7 dicembre 2011

      ...COME VEDI FORSE HO RAGIONE, QUANDO SI RICEVONO RISPOSTE DI QUESTO TIPO, NON CI SI SORPRENDE SE POI LE COSE CONTINUANO A PROCEDERE SULLO STESSO PERCORSO, MA TANT'E'...

    1. tania 7 dicembre 2011

      Ma guarda , non sono esattamente d'accordo : credo che l'analisi di Paolo Barnard , sulla cosiddetta "finanza" , fatta come la fa lui , sia irresponsabile . ( il motivo in parte l'ho già anticipato nel commento sopra ) . Mi spiego meglio . Ora , saltando il discorso ( a mio avviso fondamentale come premessa di metodo a tutto ) , sulla necessità di una nuova coscienza di specie contrapposta ai beceri e falsari nazionalismi identitari .
      Ecco , saltando tutte le premesse varie , ti rispondo che ovviamente sono d'accordo con P.B. ( in realtà con Marx , Polanyi ecc.. ) che il denaro non dovrebbe essere una merce da chiedere in prestito , ma uno strumento , un patto sociale , controllato ( nel senso di gestirne l'emissione ecc.. ) dal basso , orizzontalmente , democraticamente , senza costi ecc... Quindi , detto questo , quello che trovo irresponsabile da parte di P.B. è il suo metodo narrativo : tipo "tutto ha inizio in quella data x ecc.. " . Balle , tutte balle . Il capitalismo finanziario è una delle consengueze dell'intrinseca natura del capitale quando non trova più sbocchi nell'economia reale . Non è frutto di un complotto ( esistono accordi segreti al vertice della piramide , non lo nego , ma vengono dopo , sono un effetto , non la causa ) . Paolo Barnard non fa analisi anticapitaliste e in compenso alimenta la solita ignorante e falsaria propaganda reazionaria . Complimentoni a P.B.

    1. LeoneVerde 7 dicembre 2011

      ...e te, su quale via è che sei rimasto folgorato?
      passavi da Nibiru e i Rettiliani ti hanno sparaflashato?

    1. Conan 7 dicembre 2011

      ...Barnard come San Paolo “folgorato sulla via di Damasco”!!!?

      Credimi Paolo, non voglio assolutamente attaccarti o offenderti, ma secondo me hai solo intravisto un'ombra della verità, c'è dell'altro, molto altro, e l'economia centra poco o comunque è solo un'effetto secondario, un paravento, come lo è ad esempio l'energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari...

      La verità di fondo è molto più articolata e vasta, in pochi la vedono interamente (ovviamente neanch'io ne ho la completa visuale!), ed il fatto che tu fomenti rabbia e paura lo dimostra ampiamente, se veramente tu avessi compreso anche una parte della verità, non lo faresti perché proseguire questo gioco non fa che accorciare ancor più la catena che ci tiene schiavi e tender la corda che ci stringe la gola, tu Paolo, quando dici che bisogna agire come "loro" non sai che già adesso non sei molto diverso da "lor signori", "la macchina del vero potere" quelli che accusi e che agiscono nella stessa maniera, anche tu usi inconsapevolmente i loro stessi meccanismi di potere, paura, odio, rabbia, vendetta, per dividerci e trovarci infine soli fragili ed indifesi.

      Ti stanno già usando e non te ne sei accorto...

      Fino a quando le cose continueranno così non saremo liberi.

      Un caro saluto a tutti!!!

    1. carloslage 7 dicembre 2011

      Concordo pienamente,Jor-el.

    1. Dagon 7 dicembre 2011

      Ma com'è che il Giappone ha un debito enorme, stampa moneta e nonostante questo ha una bassa inflazione ?

    1. Jor-el 7 dicembre 2011

      è curioso come ciò che per noi marxisti è così evidente, risulti addirittura impensabile a chi marxista non è. In occasione di tutte le crisi economiche, emergono immancabilmente utopie neo-keynesiane come la MMT che in un contesto non capitalistico sarebbero senza dubbio applicabili e auspicabili, ma che non tengono conto minimamente delle condizioni reali. Da cui i continui appelli di Barnard alla soggettività.

    1. sun 7 dicembre 2011

      Forse quelli che sentono la compassione per i propri simili non amano mettersi in mostra: ritengono la rete molto pericolosa, temendo che inquini il loro pensiero. Meglio dedicarsi ai libri ed alla meditazione, senza per questo isolarsi dal mondo, ma rimanendo vigili ed attivi.

    1. ericvonmaan 7 dicembre 2011

      Moneta sovrana vuol dire tutto e niente. Il problema è il sistema della MONETA DEBITO gestito dai privati. Più che a una nebulosa "moneta sovrana" bisogna lottare per arrivare a una moneta STATALE emessa SENZA DEBITO. Come giustamente dice kirby77 gli USA hanno una "moneta sovrana" ma comunque la qualità della vità è piuttosto scadente da loro a meno che tu non sia miliardario... riescono a far usare il dollaro come moneta di scambio internazionale solo perchè hanno l'esercito più forte del mondo e lo usano a loro piacimento (Iraq, Afghanistan, Libia, prossimamente Iran, poi Venezuela? ecc ecc) per andare a rapinare in giro tutto quello che c'è. Il punto è che la cassa dello stato, moneta inclusa, va gestita da mani PUBBLICHE e DEMOCRATICAMENTE ELETTE, con finalità sociali. Altre soluzioni servono a poco. VIA I PRIVATI DALLA GESTIONE DELLA MONETA.

    1. kirby77 7 dicembre 2011

      Parole di Barnard:"uno Stato con propria moneta sovrana può comprare tutta l’occupazione che vuole, tutta l’assistenza sociale che vuole, tutta l’istruzione che vuole, tutte le case per gli sfrattati o per i giovani che vuole, e creare una cittadinanza protetta, forte, non impaurita, non ricattata, non ignorante. Può creare la VERA DEMOCRAZIA. Uno Stato con propria moneta sovrana e legittimato dai suoi cittadini nel nome del bene comune, può decretare la morte della mefitica macchina del Vero Potere, e per sempre."
      Nel tuo libro però affermi che gli Stati Uniti sono uno stato a moneta sovrana, però non mi sembra che abbiano raggiunto la piena occupazione, e non mi sembra il paese in cui trionfino le classi sociali più deboli e in cui l'assistenza sociale sia garantita...
      Metà de "il più grande crimine" e dedito a smontare le accuse che i signoraggisti fanno alle banche, sminuendo la questione degli interessi.
      Alla fine arrivi alla conclusione che c'è un'oligarchia che ha pianificato di distruggere le democrazie attraverso gli strumenti finanziari-monetari, che curiosamente e la stessa conclusione a cui giungono i signoraggisti;
      L'unica differenza è che loro pensano che le banche tirano le fila anche delle multinazionali, secondo te quello delle banche è un ruolo trascurabile e sono i grandi imprenditori a tirare le fila.
      Ma i signoraggisti fanno i nomi (Rothshild, Goldman, etc...) tu non fai nessun nome, a parte quelli degli economisti che hanno elaborato le teorie e dei politici servi che le hanno applicate (Prodi, Amato, etc...).
      Sembra poi che l'unico problema sia per te l'euro, gli americani con il loro dollaro sovrano sono allora "buoni"? Eppure tu stesso accusi Bush e Obama di essere stati finanziati dalle lobby...allora avere moneta sovrana non è sufficente?
      Ma poi gli stati uniti hanno moneta sovrana?
      Nelle tue spiegazioni sulla spesa di stato USA ci sono molte contraddizioni e punti poco chiari, alla fine del discorso si capisce comunque che i titoli di stato USA finiscono in mano alle banche private.
      Secondo quale criterio affermi che quel credito è inesigibile? C'è una legge che impedisce ai detentori dei titoli di passare all'incasso (non mi pare tu la abbia citata), o il debito è di fatto inesigibile perchè lo stato non ha i soldi per pagarlo?
      Sarebbero due situazioni completamente diverse, in quanto nel secondo caso il debito anche se non esigibile sarebbe comunque strumento di continuo ricatto.

    1. carloslage 7 dicembre 2011

      Caro Barnard,
      sono un tuo lettore da vari anni e ti ringrazio per il tuo impegno profuso per la causa che e' la causa della povera gente del mondo.Ho sempre appoggiato le tue iniziative,pur essendo fondamentalmente comunista,della "scuola di Marx" teorizzata dal filosofo torinese Costanzo Preve.“Scuola di Marx” indica un rapporto diretto con l’insegnamento di Marx non mediato dal passaggio attraverso il filtro ideologico di una delle tante scuole marxiste particolari cresciute nell’ultimo secolo, che sono almeno venti, ma potrebbero anche arrivare a cinquanta . Ed indica anche il recupero consapevole del vecchio modo greco classico di chiamare le scuole filosofiche (scuola di Platone, scuola di Aristotele,scuola di Epicureo, eccetera). Tuttavia, è la rivendicazione di rapporto diretto e non filtrato da una particolare scuola “marxista” che qui conta. Dicendo che faccio parte della Scuola di Marx ,faccio quindi una quindi una rivoluzionaria radicale non solo ai cosiddetti “eccessi neoliberali e finanziari” del capitalismo, ma anche e soprattutto alla RIPRODUZIONE CAPITALISTICA IN QUANTO TALE.Per noi il capitalismo è come lo schiavismo o il feudalesimo, sia pure accettando parzialmente il suo carattere progressivo.E' LA NATURA STESSA DEL CAPITALISMO CHE IMPEDISCE A TEORIE VALIDISSIME COME QUELLA ELABORATA DA WRAY(la modern money theory che condivido e approvo totalmente...magari venisse applicata!!!).Ma chi dovrebbe proporla?Tutto il mondo e' soggiogato dalle elites finanziario-massoniche capitaliste,questo tu lo sai meglio di me.Condivido e non mi offendo per gli improperi che di tanto in tanto rivolgi ai tuoi lettori,per spronarli,scuoterli...ti ricordo pero che,prima di te,un certo Karl Marx,il piu' grande critico della societa' capitalistica(che e' ancora la nostra societa') provo' a teorizzare una rivoluzione per cambiare lo status quo,individuando nel proletariato la classe che avrebbe fatto la rivoluzione.Ma siccome neanche lui era perfetto,dopo 150 anni,dobbiamo ammettere che la classe individuata da Marx come potenzialmente "rivoluzionaria",si e' dimostrata assolutamente incapace di qualsiasi capacita' rivoluzionaria,rivelandosi invece "ansiosa" di conformarsi alla societa' dei consumi. La critica dell'oggi non può non ereditare il codice originario marxiano. Alienazione, feticismo delle merci, produzione fine a se stessa, svalorizzazione del mondo umano: sono tutte categorie che restano valide ancora oggi e che permettono di sottoporre a critica il paesaggio capitalistico odierno.Non si può tornare a Marx, ma solo ripartire da lui: dalle sue teorie, dalle sue illuminazioni. Da Marx si dipartono molti sentieri che, a seconda di quello imboccato, permettono di addentrarsi nella selva o di perdersi in essa. Proprio perché Marx non ha coerentizzato alcun sistema (Engels) o alcuna religione di stato atea e monopolistica (Stalin), occorre ripartire dal suo "cantiere aperto" per sviluppare nuove teorie critiche in grado di denunciare le contraddizioni di cui è intessuto il nostro oggi.Il termine “comunismo” ha certo avuto alla fine del novecento un colpo gravissimo, che sarebbe sciocco negare o sottovalutare. E tuttavia, fino ad oggi non esiste ancora a livello mondiale nessun altro termine che porti con sé il significato teorico e pratico di anticapitalismo radicale, e cioè di opposizione globale di sistema al capitalismo in quanto modo di produzione (significato tecnico marxiano), ed in quanto società della alienazione, dello sfruttamento, della degradazione antropologica ed della distruzione ecologica ed ambientale del pianeta.Non sto ovviamente riferendomi ai desolanti partitini pseudo-comunisti "satelliti dell'ex-PC!!!Non si puo' aspettarci niente di buono da questi.Hai forse individuato nei "rivoluzionari da tastiera" che ti leggono,una nuova potenziale classe rivoluzionaria?So' bene che non e' cosi'(altrimenti saresti un fesso!).L'unica classe rivoluzionaria nei secoli e' stata la borghesia.L'unica speranza e' che,essendo buona parte della cosiddetta ex-borghesia sotto attacco delle elites assieme all'ex classe proletaria(questi termini oggi non hanno molto senso),l'unione di queste due raggruppamenti sociali si uniscano e si ribellino al sistema.Sara' dura,e ci sara ancora bisogno delle tue invettive e delle tue approfondite analisi.
      Grazie

    1. mikaela 6 dicembre 2011

      Grazie per avermeli ricordati, ho messo i link sopra alla scettica utente Tania sperando che possa servire a qualche cosa.

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