NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI

NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI

DI VALERIO VALENTINI

byoblu.com

Ho visto un meraviglioso striscione tra i tanti che stanno sfilando in queste ore nelle piazze italiane, e nelle videogallery dei quotidiani online. Lo reggevano cinque o sei ragazzi, di 16 o 17 anni. Liceali, con ogni probabilità. Dietro lo striscione, una lunghissima fila di studenti. Su quel lenzuolo bianco, con lettere un po’ sbilenche e non molto allineate, c’era scritto uno di quegli slogan che spesso vengono utilizzati durante manifestazioni o cortei, né più bello né più brutto di molti altri simili. Ma che, nonostante l’abuso tipico di ogni slogan, nel momento in cui l’ho visto, mi è sembrato, appunto, meraviglioso: “Non ci avrete mai come volete voi”.Ecco, appunto, come ci vogliono? Io credo che prima di tutto ci vogliono ignoranti. E sappiamo perché. Rassegnati. E sappiamo perché. Disillusi. E anche in questo caso, sappiamo perché. Dunque la manifestazione di oggi, apparentemente, va contro i loro progetti. Ma quello slogan, apparentemente, era un’affermazione coraggiosa e prepotente della volontà di autodeterminare il nostro presente. Apparentemente.



Perché dico apparentemente? Perché secondo me chi detiene il potere, che poi è un agglomerato di poteri transnazionali, oggi ci vuole anche arrabbiati, bruti, violenti. Ci vuole esattamente come oggi stiamo dimostrando di essere. La protesta di piazza, in fondo, agli occhi di chi governa è un atto auspicabile: è una valvola di sfogo, il rientro dei livelli di guardia della frustrazione e dell’indignazione. Il fatto che lo si faccia sfasciando le vetrine di una banca, incendiando un cassonetto oppure organizzando una sassaiola non ha alcuna importanza. Quello che conta è che da domani ce ne torniamo tutti, calmi ed estenuati, alle nostre quotidiane occupazioni, sereni per aver fatto il proprio dovere: aver protestato.

So bene qual è il significato di uno sciopero così imponente come quello di oggi. Aver ribadito, da un lato, la voglia di far sentire la propria voce, l’orgoglio di affermare tutto il significato della propria esistenza non solo di cittadini, ma di individui; in secondo luogo, lo sciopero significa mettere in crisi il sistema produttivo, bloccare le attività commerciali, ridurre i profitti dei padroni. Tutto vero, in teoria. In pratica, negli ultimi anni la voce di chi protesta non solo non viene ascoltata, ma spesso non viene neppure percepita. Essa sprofonda in mezzo alla confusione, alle urla, alle sirene, e nessuno riesce a decifrarla. Ma tutti sanno bene come strumentalizzarla. Quanto poi a mettere in crisi il sistema produttivo, nutro seri dubbi circa la reale efficacia di queste manifestazioni. Domani ci saranno vetrine spaccate da risistemare, sampietrini divelti da reinserire sul selciato dei viali, auto incendiate da ricomprare. Magari il piccolo commerciante o l’operaio subiranno danni gravissimi, ma il “Sistema”, come molti lo chiamano, finirà per guadagnarci. La protesta è, in generale, un atto meraviglioso, ma il modo di esercitarla è ormai fallimentare. Lo abbiamo ereditato dalle generazioni precedenti e lo trasmettiamo a quelle successive, senza rinnovarlo. Come un’abitudine, una tradizione. Credo che non solo tra le dinamiche, ma direi anche tra gli slogan degli scioperanti di fine ottocento cannoneggiati da Bava Beccaris e quelli degli studenti di oggi manganellati dai celerini non ci sia alcuna differenza. E questo è terribile, perché nel frattempo i “Savoia” si sono evoluti.

Ci sono casi, come in Val Susa, dove il sopruso necessita ancora di un avanzamento fisico, fatto di ruspe e di trivelle. E allora ben vengano gli assalti ai cantieri, la costruzione delle baite, i consorzi di valligiani per acquistare i terreni. Ma in tutti gli altri casi, dove l’affermazione del potere non ha nulla di fisico – il Fiscal Compact o il MES non sono, purtroppo, ruspe e trivelle – opporsi fisicamente serve ancora a qualcosa? L’unica utilità è per il Potere, che manda carabinieri e poliziotti a pestare a sangue i ragazzini, in una guerra tra poveri che non ha alcun senso. Perché tanto, alla fine, vince sempre chi si trova in sala regia, a dirigere pattuglie e manifestanti come fossero pedine su un grande gioco dell'oca.

Qual è l’obiettivo? Costringere alla ritirata un blindato? Ne arriverà un altro. Conquistare una piazza? Verrà liberata. Negli ultimi anni i manifestanti arrivano con i caschi, con le maschere antigas, si dispongono a mo’ di testuggine romana, con materassini o assi di plexiglass. E’ proprio quello che il Palazzo vuole: avere come spalla manifestanti organizzati, minacciosi e armati di tutto punto. Che facciano il maggior numero possibile di danni, che mettano a ferro e fuoco, a soqquadro la città. Che ingaggino tafferugli con le forze dell’ordine usando tecniche da guerriglia urbana. Magari che ci scappi il morto, così che si possa invocare la parola magica, "repressione", e si possano dare ampi poteri alle forze armate, nel consenso generale dell’opinione pubblica, magari dichiarando lo stato d’assedio.

È il caso di ripensare la protesta. Di esprimere la rabbia e l’indignazione in forme diverse, più costruttive, più pericolose per il Potere. Si potrebbe cominciare, ad esempio, ad occupare le sedi locali e nazionali dei giornali e della RAI. Farebbe molto più rumore un TG interrotto dall’arrivo di manifestanti che si impossessano di microfoni e telecamere, che non un liceo autogestito a oltranza dagli studenti che si barricano dentro l’aula magna finché non arriva la Digos a sgomberarli. E poi, visto che tutti la definiscono la dittatura delle banche, si potrebbe provare a colpirla ritirando i soldi dai conti correnti e mettendoli sotto al materasso, almeno finché le banche non torneranno ad assumere il loro ruolo originario, quello vicino ai risparmiatori.

Si potrebbe addirittura tornare a ristrutturare il vecchio casale in campagna, avuto in eredità dal nonno [ndr: ad avercelo!], e coltivare la terra. Oggi raccogliere un pomodoro che si è seminato è qualcosa di infinitamente più rivoluzionario che raccogliere un sasso per tirarlo contro un celerino. O, infine, gli studenti potrebbero ribellarsi a questo potere reagendo nella maniera che è, tra tutte, sicuramente la più pericolosa: studiare. Essere molto più colti e preparati di chi comanda * è l’atto anarco-insurrezionalista più antico ed efficace di sempre.

Valerio Valentini

Fonte: www.byoblu.com

Link: http://www.byoblu.com/post/2012/11/14/Non-ci-avrete-mai-come-volete-voi.aspx

14.11.2012

* http://www.byoblu.com/post/2012/08/29/MATRICOLA-811874.aspx?page=all

Commenti (59)

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    1. mussily 15 novembre 2012

      concordo! nessuna rivoluzione e nessuna protesta ha mai creato un'umanità nuova, oggi rivoluzionario, preferisco più ribellione, è aver capacità per comprendere, discernere, ponderare ma pare che non si sia capito. Rivoluzionario è riportare la vita comunitaria a un livello umano, rivoluzionario è vivere "fuori" da questa società che ci vuole giratori di mole, che ci vuole schiavi

    1. A-Zero 15 novembre 2012

      Forse, Radisol, è l'aria di salotto ... un pò come coltivare il basilico in serra e sparlare della vita nella giungla. Che vuoi pretendere da tal platea?

    1. radisol 15 novembre 2012

      Mah ... ancora una volta l'articolista e commentatori vari di CdC, spesso pronti ad esaltare qualsiasi "rivolta" - a volte anche assai improbabile come il separatismo texano, più volte elogiato qua sopra - lontana nello spazio e nel tempo, rispetto ad accenni di "rivolta" sotto casa, trovano diecimila scuse per sputarci sopra ... lo "sciopero generale prolungato e non violento", poi, per le allucinanti leggi vigenti in Italia in tema di sciopero in tutto quello che è considerato "servizio" ( ed è considerato "servizio" praticamente tutto meno che il lavoro di fabbrica ) sarebbe ancora più illegale di qualunque scontro di piazza .... arresterebbero immediatamente gli improbabili "sindacalisti" che lo proclamassero ... e questo mi fa pensare che molti nemmeno conoscono da lontano il mondo del lavoro italiano, le normative su cui è regolato ecc. ecc. ecc. ... però parlano lo stesso a briglia sciolta ....

    1. Quique80 15 novembre 2012

      Io sono parzialmente d'accordo con il redattore di quest'articolo, anche se penso sinceramente che bisogna specializzare una grande avanguardia studentesca ed operaia, con metodi specializzati, alla violenza organizzata di piazza, in modo esemplare e con regole e metodi di guerriglia urbana sempre più specializzata ed accurata, colpendo in modo violento le postazioni del nemico, anche in maniera più feroce..oltretutto, alla violenza, deve seguire un ben organizzato boicottaggio delle vie di trasporto, dei porti, degli aeroporti e dei sistemi di telecomunicazione (radio, televisioni, antenne trasmettitori) al fine di causare seri danni al sistema vigente. Cio' e' possibilmente l'unica via da perseguire per assestare seri danni al sistema antieconomico attuale ed alle elite dominanti, e nella storia i tentativi andati a buon fine sono veramente ben pochi - Ma in questo frangente storico, quanto sono molti popoli a ribellarsi, in tutta Europa, cio' dovrebbe essere attuato a livello internazionale (europeo) in quanto i soggetti indeboliti da queste oligarchie finanziarie massoniche dominanti, siamo tutti noi cittadini europei, rimasti in balia dei giochi elitari di una classe dominante che intende abolire ed ha già abolito tutte le garanzie costituzionali dei Paesi interessati dall'Unione Bancaria Europea. Pertanto la lotta, è utile e favorevole al popolo, qualora si articoli con coordinamento internazionale delle istanze dei lavoratori, degli studenti e dei disoccupati, ovvero tutti coloro che sono vittime della crisi sistemica attuale.

    1. Nauseato 15 novembre 2012

      Tonguessy, se avessi voglia e tempo, vai a dare un'occhiata al sito del Corriere e nello specifico alla pagina dei commenti sui fatti in questione.



      È un esercizio abbastanza utile per potersi rendere conto del pensiero della "ggggente" ...

      Anche abbastanza utile per sconfortarsi, ma va be'.

    1. Ercole 15 novembre 2012

      cresca e dilaghi la violenza in piazza ,rinnegati e difensori del capitale ravvedetevi.basta con le chiacchiere e ora di lottare.

    1. Nauseato 15 novembre 2012

      Con tutto il rispetto per i giovani ribelli ... temo siano già come si vuole che siano.

    1. Tanita 15 novembre 2012

      Quanto sarebbe importante rendersi conto tutti, come l'Ecuador, come da noi in Sudamerica, della truffa colossale del debito. Sarebbe indispensabile una presa di coscienza globale.

      Le immagini che ho visto ieri della repressione in tutti i paesi in cui ci sono state proteste mi fanno rimontare al nostro 2001 (é proprio lo stesso, donne picchiate, prese per i capelli, ragazzini bastonati... E da noi ci furono anche piú di 30 morti e 300 feriti).

      Proprio ieri leggevamo che negli USA ci sono oltre 17 milioni di bambini nei tent camp, senza cibo sufficiente. Piú tutti quelli che ammazzano a forza di bombe, sanzioni economiche, ecc. ecc... Ci porteranno al punto in cui andremo a stanarli per appenderli dalle forche?

      È insopportabile questa realtá nel XXImo Secolo.

    1. Mondart 15 novembre 2012

      Sorry ... Mi riferivo più che altro alla scarsa percorribiltà nel lungo termine ( e effettivo tempistico opportunismo ) delle proposte fatte nell' articolo.

    1. Mondart 15 novembre 2012

      Perfette le ultime tre righe ! ( anche se non chiamerei "spirito del ladro" quello di chi semplicemente cerca di tornare in possesso dei suoi NATURALI diritti ) ... Infatti si tratta di riformulare in toto l' equazione sociale che il professore ha scritto sulla lavagna ( soluzione impossibile ) e scriverne una diversa, che abbia soluzione possibile.


      E farsi MOLTO forti del fatto che se quella scritta è "impossibile", lo è in entrambi i sensi, per entrambi gli estremi dell' equazione ! ( questo non dimenticatelo mai e OSATE, esagerate con l' immaginazione parbleu ! ... )

      In un termine pallavolistico: passare alla "battuta" e non limitarsi alla rimessa, alla schiacciata e non limitarsi a fare muro: il loro sistema ha fallito bilateralmente, ma l' energia motrice è sempre in mano nostra. Si può vincere, anche se la partita deve "restare entro il campo tracciato". Almeno così la vedo io ...

    1. Truman 15 novembre 2012

      Sulle forme della protesta


      esprimere la rabbia e l’indignazione in forme diverse, più costruttive... dice Valentini. Anche qui in sostanza dissento. Ognuno trovi la sua strada per protestare. Ci sono infinite forme di dissenso e tutte (TUTTE) vanno bene.

      "Se hai un problema (e nessuno se ne cura) sii tu stesso il problema". Poi l'infinita fantasia degli italiani saprà trovare le sue strade.


      Sempre ricordando il motto strategico dei movimenti:

      bisogna "pensare globalmente e agire localmente". Il che vuol dire che certo c'è il problema della finanza internazionale e dell'impero USA, ma in Italia il nemico principale ieri era Berlusconi, oggi è Monti, domani sarà Bersani. E allora bisogna colpire i loro rappresentanti, le persone che di volta in volta li rappresentano o li proteggono.


      Ancora: la strategia della casta (o cosca) italiana è l'inciucio permanente: il PD che fa finta di essere avversario del PdL e poi è suo alleato nel governo (si fa per dire) Monti. Allora a chiunque ancora parla dei danni del berlusconismo per sostenere Monti o Bersani bisogna rispondere che oggi Berlusconi, Monti, Bersani sono oggettivamente alleati cioè stanno governando insieme.
      "Colpisci le strategie dell'avversario" direbbe Sun Tsu.


      E si, tra le opere non solo da studiare, ma da imparare a memoria, ci sarebbe "L'arte della guerra".

    1. Mondart 15 novembre 2012

      AGLI STUDENTI: rivendicare l' elemosina è da pidocchi, e non serve a pareggiare l' equazione scritta sulla lavagna dal "professore" ... bisogna andare oltre ( peraltro è nel futuro interesse del potere stesso ):


      1) Civiltà del "dono" vs. Civiltà del "possesso" ( modello matriarcale vs. modello patriarcale; Fromm e Marcuse vs. Marx e Hegel; "esistenza piena" come DIRITTO vs. sussistenza come lotta intestina; società del "con" vs. società del "contro"; lavoro come realizzazione vs. lavoro come adattamento; ecc. ecc. )

      2) Puntare ad un REALE e CONCRETO modelllo sociale, anche fortemente utopico, invece che a toppe: è sul modello da implementare che ci sarà spazio di trattativa, non sui 2 tabù già chiaramente e ripetutamente ribaditi dagli architetti ( la macchina non torna indietro, la macchina userà ancora un volante monetario "controllato" )

      3) Il punto 1 è conseguibile in modo pacifico, in quanto offre risposte alle stesse esigenze sia "architettoniche esterne" che interne: quello che disturba l' autista è che qualcuno tocchi il volante, non la foggia e la comodità dei sedili.

    1. rebel69 15 novembre 2012

      È inutile combattere con la forza un nemico più forte di te.L'unica possibilità è l'astuzia e non è detto che sia sufficiente.

    1. Truman 15 novembre 2012

      @Mondart: ma quale "tutto avviene ad orologeria"? Non confondere gli ubriachi con gli orologiai.

      Il potere barcolla, si contraddice, non ne indovina una e tu dici che non accade niente.

    1. Truman 15 novembre 2012

      C'è qualcosa di valido, ma in generale Valentini mi convince poco, in particolare nella parte finale, dove suggerisce di essere "più colti e preparati di chi comanda". Qui suggerisce l'idea che chi comanda è colto e preparato.

      Sbagliato. Chi comanda è sempre psicopatico, disonesto, mentitore. Solitamente è anche stupido ed arrogante. L'idea che chi comanda possa essere "colto e preparato" poteva venire in mente solo ad uno che ha studiato. Vuol dire che l'istruzione ha funzionato, ha instillato nello studente l'idea (costruita ad hoc) che chi comanda sia uno di vasta cultura, oppure intelligente (caso limite: colto e intelligente).


      Chi sa osservare ancora la realtà non ha difficoltà a vedere che chi comanda solitamente è stupido ed irragionevole, a volte ciecamente irragionevole.


      E allora studiare va ancora bene, ma con lo spirito del ladro, bisogna prendere non ciò che ci offrono, ma ciò che vorrebbero tenere per sé. Bisogna capire il loro sistema di pensiero, smontarlo, trovare i buchi concettuali, colmarli e ricostruire un sistema concettuale per i propri scopi. E ripeto che gli scopi dello studente non sono quelli del docente.

    1. Mondart 15 novembre 2012

      Ora quindi, poche balle ( e meno pomodori, che fanno acidità ) e parliamoci chiaro: una volta conseguiti gli Stati Uniti d' Europa, una volta che Grillo ( o chi altri ) avrà favorito la necessaria struttura minimale nazionale, una volta abbattuti gli aspiratori finanziari ed introdotta una comune moneta virtuale, si può sapere CHE CAZZO DI SOCIETA' REALE avete in mente ?? ...


      Perchè non basterà certo ( dopo l' urbanesimo di massa da voi prima voluto ) convincere qualche centinaio di persone a darsi all' agricoltura povera e qualche decina alla viticultura dop ( quella del vino da 50 euro a bozza ); non basterà produrre pannelli solari se nessuno potrà comprarli, non basterà dipingere tutto di verde con la vostra assurda "Agenda 21" ... ci vuole ben altro per tenere in piedi una società funzionante ( e che non vi stia tra i piedi con velleità di potere ) ...

      Eppure il demonio Gheddafi che in comune accordo avete bombardato aveva delle idee di "sviluppo civile" che magari aveste voi !!! ... E ammesso che nella fattispecie il suo progetto africano facesse a cazzotti col vostro globalismo, non si vede perchè una volta "depotenziato" l' intero occidente come state facendo, un modello di analogo sviluppo "matriarcale" ( ossia uscire dalla logica della lotta per la sussistenza ) potrebbe mettere d' accordo capra e cavoli, salvaguardando il potere dei vostri protetti senza peraltro costringere la gente comune a morire di stenti: ed ecco che l' equazione sociale, magicamente, si ricomporrebbe e non sarebbe più "impossibile".

      L' idea-base di una società matriarcale è infatti che la sussistenza sia semplicemente "dono", e non frutto di una lotta intestina per il "possesso" ( idea che invece sta alla base dei modelli patriarcali ): salario di sussistenza, casa a riscatto, costo irrisorio dei beni primari erano i fondamenti concreti di quel modello libico che fareste bene a fare vostro.

      ... Con vantaggi per tutti: una società matriarcale, dove i bisogni primari siano "garantiti" e non frutto di lotta intestina tra i paria, automaticamente disincentiva il coalizzarsi di fazioni di potere e di caporali vari; e per altro verso tornerebbe a liberare all' interno del tessuto sociale quell' energia spontanea, voglia di vivere, voglia di rapportarsi creativamente che non farebbero che favorire un "autentico sviluppo sociale".

      Meditate Architetti, meditate ... ( e in cuor mio mi auguro che i "vostri" Grillo & Associati abbiano quindi una simile concretezza REALE quale punto d' arrivo delle per ora funamboliche e non chiarissime dichiarazioni ).

    1. Mondart 15 novembre 2012

      Ora quindi, poche balle ( e meno pomodori, che fanno acidità ) e parliamoci chiaro: una volta conseguiti gli Stati Uniti d' Europa, una volta che Grillo ( o chi altri ) avrà favorito la necessaria struttura minimale nazionale, una volta abbattuti gli aspiratori finanziari ed introdotta una comune moneta virtuale, si può sapere CHE CAZZO DI SOCIETA' REALE avete in mente ?? ...


      Perchè non basterà certo ( dopo l' urbanesimo di massa da voi prima voluto ) convincere qualche centinaio di persone a darsi all' agricoltura povera e qualche decina alla viticultura dop ( quella del vino da 50 euro a bozza ); non basterà produrre pannelli solari se nessuno potrà comprarli, non basterà dipingere tutto di verde con la vostra assurda "Agenda 21" ... ci vuole ben altro per tenere in piedi una società funzionante ( e che non vi stia tra i piedi con velleità di potere ) ...

      Eppure il demonio Gheddafi che in comune accordo avete bombardato aveva delle idee di "sviluppo civile" che magari aveste voi !!! ... E ammesso che nella fattispecie il suo progetto africano facesse a cazzotti col vostro globalismo, non si vede perchè una volta "depotenziato" l' intero occidente come state facendo, un modello di analogo sviluppo "matriarcale" ( ossia uscire dalla logica della lotta per la sussistenza ) potrebbe mettere d' accordo capra e cavoli, salvaguardando il potere dei vostri protetti senza peraltro costringere la gente comune a morire di stenti: ed ecco che l' equazione sociale, magicamente, si ricomporrebbe e non sarebbe più "impossibile".

      L' idea-base di una società matriarcale è infatti che la sussistenza sia semplicemente "dono", e non frutto di una lotta intestina per il "possesso" ( idea che invece sta alla base dei modelli patriarcali ): salario di sussistenza, casa a riscatto, costo irrisorio dei beni primari erano i fondamenti concreti di quel modello libico che fareste bene a fare vostro.

      ... Con vantaggi per tutti: una società matriarcale, dove i bisogni primari siano "garantiti" e non frutto di lotta intestina tra i paria, automaticamente disincentiva il coalizzarsi di fazioni di potere e di caporali vari; e per altro verso tornerebbe a liberare all' interno del tessuto sociale quell' energia spontanea, voglia di vivere, voglia di rapportarsi creativamente che non farebbero che favorire un "vero sviluppo sociale".

      Meditate Architetti, meditate ...

    1. Mondart 15 novembre 2012

      Non vedi che "L' arancia è meccanica", e che tutto avviene ad orologeria ?? ... Niente accadrà, se non è tempo, tutto avverrà a suo tempo ( il tempo utile a cosa, te lo sei chiesto ? )

    1. Hamelin 15 novembre 2012

      Totalmente Contrario all'opinione espressa nell'articolo.

      Un espressione civile verrà sempre incanalata nel loro sistema e non crea loro problemi.

      Loro vogliono convincerci che condannarci a morte sia giusto e che quindi è positivo autodistruggerci ed autoinfliggerci questa pena.

      Il silenzio , il dissenso civile fa il loro gioco.

      Ammiro molto quei giovani che hanno avuto il coraggio di ribellarsi.

      In caso di estremo pericolo servono risposte estreme , e questi giovani hanno capito che sono stati fregati e stanno prendendo coscienza che sono destinati o alla fame o all'emigrazione.

      Questa non è una protesta , lo scrittore dell'articolo putroppo non l'ha capito , questa è una guerra sociale/generazionale tra diverse Classi all'interno della società.

      La cosa se i giovani non emigrano , sfocierà in una guerra civile ,poichè per un giovane oggi non c'è la possibilità di una vita dignitosa.

      A breve poi quando le Manovre recessive di Monti avranno avuto effetto e la disoccupazione sarà alle stelle , i genitori ( futuri disoccupati ) non potranno piu' mantenere i figli.
      Cosa faranno secondo l'autore costoro? Accetteranno di morire di fame in silenzio perchè è civilmente utile?

      Ma per favore...

      Le proposte poi sono ridicole...studiare? Ma cosa , nelle scuole di regime che fra un po' non avranno neanche professori e libri ?

      La maniera piu' pericolosa per fare paura a questo sistema diabolico è in primis : " Capire che il paradima è cambiato , che non si è piu' utili al sistema , ed il sistema quindi ti farà fuori " .

      E questo a quanto pare sembra che i ragazzi l'hanno capito.

      Il passo successivo ed il vero pericolo è : Associarsi .

      Contro la ferrea unità di gruppi abbastanza grandi il sistema non resiste e viene cambiato.

    1. Mondart 15 novembre 2012

      Questa equazione è impossibile in entrambi i sensi di lettura, per entrambe le parti poste agli estremi del segno = ... Ricordatelo.


      Ma del resto una diversa strategia è ravvisabile solo nel momento in cui si detengono strumenti diversi ed efficaci: sennò sono predicozzi inutili, che lasciano il tempo che trovano.

      E ricordiamoci anche che l' unica "variabile veramente indipendente" del sistema sono gli stessi Architetti che ne hanno storicamente decretato questo tipo di sviluppo. Saranno quindi LORO a fornire gli strumenti necessari all' abbattimento della parte strutturale ora non più necessaria e deleteria: il fatto che ciò avvenga con un ben preciso e calibrato meccanismo "ad orologeria" indica che oggi essi sono ancora tutt' uno coi fantasmi della finanza.

      Ora il loro assunto originario ( così bene espresso dai filosofi dell' Illuminismo ) era quello di prendere il controllo di un mondo "infantile" per rimetterlo nelle mani di un' umanità più evoluta.

      Ora io mi chiedo ( e lo chiedo agli Architetti qui dentro ): QUANDO si romperà questo "strano-amore" con la finanza ? Rimetterete mai a posto le lancette storiche che avete manomesso ? Rimetterete mai il controllo ( delle loro vite, mica si pretende tanto ) in mano a quella base cui le avete sempre succhiate per salire i "tornanti storici" del vostro illuminato progetto ??
      br> "USQUE TANDEM", ARCHITETTI ??

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