NON AVRAI ALTRO JEANS AL DI FUORI DI ME

NON AVRAI ALTRO JEANS AL DI FUORI DI ME

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Che l’Italia sia avviata verso un destino economico di terzomondizzazione è sotto gli occhi di tutti, anche se molti sembrano ancora non volerci credere, altri cercano di minimizzare il problema. Grazie agli ultimi tre governi divenuti tali perché euro/guidati direttamente dalla Troika e artefici di razzie sociali praticate direttamente sulla carne viva dei cittadini, le condizioni del “Bel Paese” sono sempre più drammatiche. Due italiani su tre infatti ritengono che la Ue abbia danneggiato fortemente l’economia italiana (tranne Beppe Severgnini, schierato quasi quotidianamente in assetto di guerra eurista su 8½).

Il tutto è avvenuto grazie al partito più collaborazionista d’Europa, il Pd, che non solo ha concesso la sovranità monetaria ad una banca straniera privata, senza chiedere il consenso agli italiani, ma di conseguenza anche la sovranità economica ed ora è sul punto di cedere anche quella politica, dietro richiesta del Gran Maestro dell’Ordine dei Templari, Mario Draghi (nomen omen).

Come i fascisti di ieri collaboravano con l’alleato nazista per la deportazione dei vagoni stipati di ebrei, che partiti dalla stazione centrale di Milano arrivavano ad Auschwitz, i fascisti di oggi, che hanno votato in massa il Pd alle ultime elezioni europee, hanno dato il loro consenso ai loro politici di riferimento, gerarchi dell’ideologia neoliberista, agguerriti sostenitori dell’euro e dell’Europa, che hanno firmato tutti i trattati (Maastricht 1993 e Lisbona 2007), hanno introdotto il Fiscal Compact e il conseguente Pareggio di bilancio in Costituzione nel 2012, vincoli di austerità che hanno massacrato l’economia italiana e minano alle radici un possibile ripresa economica.

I neofascisti di oggi non si sono accorti di niente? Non hanno capito che il Pd è un partito che collabora con lo straniero? Che sta svendendo l’Italia allo straniero, riducendo sul lastrico migliaia di famiglie, precarizzando a vita il lavoro dei giovani, smantellando i diritti democratici, abbattendo l’art.18 come fosse il grimaldello che servirà a demolire definitivamente lo Statuto dei lavoratori e i Contratti collettivi di lavoro, quando l’Italia è il paese che ha la differenziazione dei contratti atipici più selvaggia d’Europa.

Il Pd si caratterizza infatti come un partito di ispirazione nazionalista, come il Partito Nazionale Fascista (dove la nazione stavolta è l’Europa), autoritario (governa deputati semplicemente nominati, non eletti con le preferenze elettorali, quindi facilmente manipolabili), totalitario (domina tutti i mezzi d’informazione, perché il Pdmenoelle in questo momento è succube del Pdpiùelle). Tale partito, sostenuto dalle forze conservatrici quali Confindustria, (come il Pnf era sostenuto da industriali e agrari) è bensì molto reazionario e populista, e sul piano sociale tende a incrementare la discriminazione della società in classi, anzi sostanzialmente in due sole classi, l’1% di ricchi versus il 99% dei nuovi proletari, dopo aver smantellato la piccola e media borghesia. 

Mentre il Partito Fascista aveva lanciato una violenta offensiva squadrista contro i sindacati e i partiti di ispirazione socialista, causando numerose vittime, nella sostanziale indifferenza delle forze dell'ordine, anche il Pd ha premeditato da anni la strategia della dissoluzione dei sindacati, rendendoli complici del massacro sociale, concordato attraverso la concertazione. Ora i sindacati sono assolutamente impotenti di fronte alla demolizione dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, ultimo baluardo a garanzia della certezza del lavoro, e non avranno dunque alcun potere contro le famigerate controriforme renziane. I sindacati infatti stanno vivendo una crisi storica senza precedenti, incapaci di impedire la dissoluzione della piena occupazione, sicura e indeterminata, inadeguati nel difendere la concezione del lavoro inteso come "diritto" e non come "favore", in questo consiste la gravità storica del momento.

Un solo partito, appoggiato dai poteri sovranazionali che contano, sta gestendo il doloroso travaglio di una morente “democrazia liberale” verso una “oligarchia plutocratica”, rappresentata dagli ultimi tre governi e dal prossimo commissariamento della Troika. Un partito che si autodefinisce “democratico”, ma che di democratico non ha più niente, perché asservito direttamente all’interesse delle lobbies finanziarie euro atlantiche e della destra repubblicana Usa.
Il Partito “Democratico” sta infatti progettando tragiche pseudoriforme, che mirano alla costruzione di una società governata da oligarchie finanziarie, che poco si interessano di diritti, redditi, lavoro, cultura, previdenza, benessere sociale. Il nuovo modello economico imposto non mira assolutamente alla realizzazione della crescita economica, ma alla conquista di un bacino socio-economico da sfruttare attraverso tassi, interessi, mutui, balzelli medievali, che ricordano appunto il sistema verticistico feudale, dove un'oligarchia aristocratica guerriera parassitaria governava su tutta la società con l'aiuto del potere finanziario e usuraio.

Una sorta dunque di usurocrazia del potere finanziario, che attraverso l’imposizione di una moneta unica, ha demolito la sovranità monetaria, quella economica, ed ora sta demolendo definitivamente quella politica (Mario Draghi: “Gli stati cedano sovranità”). Ma se l’elettorato piddino, quello che ha creduto per lungo tempo cecamente ai mantra fideistici della propria parte, ha ora disertato le ultime primarie per la regione Emilia Romagna (hanno votato appena 55mila elettori, su circa 75mila iscritti), forse comincia ad avere qualche dubbio sulle numerose bufale che gli ha raccontato il suo partito affaristico liberista, forse comincia a capire che stiamo vivendo una tragedia di portata storica, di cui il Pd è diretto responsabile?

L’elettorato del Pd dunque non sa che il neoliberismo economico autoreferenziale, adottato dall’establishment mainstream europeo e di conseguenza italiano, punta proprio all'eclissi dell'intervento statale, con particolare riguardo alle liberalizzazioni e privatizzazioni (che favorirebbero il capitale privato), e che l’adozione delle politiche di austerity non hanno fatto che peggiorare i conti pubblici, aumentando il debito nazionale e deprimendo il Pil, con l’innesto di una tragica recessione?

Tragicamente miopi o peggio ancora criminose, appaiono infatti le scelte politiche del Pd, che stanno producendo la deindustrializzazione del paese, la strage della piccole e medie imprese (fiore all’occhiello economico dell’Italia fino a 8 anni fa), l'emigrazione all'estero di capitali, imprese e cervelli, la svendita di beni pubblici, gioielli tecnologici di stato come Finmeccanica, Eni, Enel. Ma le colpe attingono profonde radici nel passato. Dopo la fine del sistema di Bretton Woods 1971, Francia e Germania Ovest, iniziarono a spingere per la creazione di un sistema a cambi fissi tra i Paesi del vecchio continente.

“Agli inizi del 1978 inizia ad essere progettato il Sistema Monetario Europeo. All'interno del PCI vi sono posizioni diverse, ma in sostanza il partito esprime ben presto la propria netta adesione ad un sistema europeo che porti a cambi fissi tra le valute. Lo stesso fa la CGIL di Lama, nonostante siano chiare le conseguenze per i lavoratori che tale scelta comporta. Appare da subito chiaro che se un gruppo di Stati rinuncia alla flessibilità del cambio valutario, e quindi alla possibilità di operare svalutazioni/rivalutazioni, senza introdurre meccanismi di riequilibrio fra le economie in surplus e quelle in deficit strutturale, gli oneri dei necessari “aggiustamenti” ricadono tutti sui lavoratori degli Stati più deboli, chiamati ad accettare minori diritti, maggiore fatica e diminuzione del salario, al fine di tentare il recupero della competitività perduta in favore degli Stati più forti (si noti che la “virtù” degli Stati forti consiste molto spesso nella loro maggior capacità, rispetto ai partner più deboli, di mantenere bassa l'inflazione contenendo i salari e comprimendo la domanda interna, esattamente come fa ora la Germania). Tutto ciò era già perfettamente chiaro a tutti i principali attori politici che discutevano l'eventuale adesione dell'Italia allo SME.” (M.Badiale, F.Tringali, “La trappola dell’euro”)

Quindi era perfettamente chiaro da più di 30 anni che il vincolo esterno avrebbe provocato disastri, sia nel PCI che nella CGIL, è inutile che i loro diretti discendenti ora sgranino gli occhi basiti (Landini), facciano i contestatori fuori tempo massimo (Cremaschi), o gli oppositori interni al partito (Fassina). È inutile che fingano “Sturm und Drang” per l’art.18 (tsunami della precarizzazione), per il Jobs Act (controriforma dei mini jobs), per il Tfr in busta paga (risparmi fiscali per lo stato e strage per le Pmi).

Quando poi nel 1981 avvenne il “divorzio” fra Tesoro e Banca d'Italia, il fatto privò il nostro Paese della possibilità di finanziarsi il debito e mantenere bassi i tassi d’interesse, consegnandolo totalmente al mercato per cercare finanziamenti.

Insomma i ceti dirigenti italiani ed europei si avviavano sulla strada dell'attacco totale ai lavoratori, ai diritti conquistati, allo stato sociale, al settore pubblico dell'economia. Il PCI e la CGIL si trovarono quindi di fronte ad un bivio storico: difendere gli interessi dei ceti medi e popolari assumendo posizioni nettamente contrarie al processo di unificazione europeo (che vedeva proprio nello SME il suo fulcro), e avviare così uno scontro molto duro (e dagli esiti imprevedibili) con i ceti dominanti, oppure accettare supinamente le scelte dei ceti dominanti stessi, accantonando le condizioni poste al tempo della discussione sull'ingresso dell'Italia nello SME e proponendosi come forze di governo “responsabili” ed “europeiste”. Sappiamo bene quale strada hanno scelto. (M.Badiale, F.Tringali, “La trappola dell’euro”)

Di chi è la colpa? Crisi delle ideologie dunque, o egemonia assoluta dell’unica ideologia neoliberista dominante? Forse l’unica ideologia oggi esistente ha avuto la meglio proprio perché le altre hanno abdicato ai propri valori in nome dell’unico valore ammissibile nella società liquida, cioè il dio denaro. “Non avrai altro jeans al di fuori di me”, diceva un famoso slogan degli anni ’70, rabbiosamente sprezzato da Pier Paolo Pasolini, perché allegoria di un genocidio che stava avvenendo sotto la presbiopia degli italiani, allora sedotti per la prima volta dalla nuova cultura yankee dei Jesus Jeans: la fine della civiltà contadina e l’inizio di una nuova era fascisto consumistica.

Una nuova era che ha segnato il passaggio dal capitalismo della fine del ‘900 al neocapitalismo finanziario e globale dei giorni nostri, in cui è avvenuta una mutazione genetica della specie umana occidentale, e soprattutto della classe dirigente al potere. È nata infatti una nuova specie di casta politica, reversibile, double face, convertibile, cabriolet, buona per tutte le stagioni, destra e sinistra si confondono a tal punto che non sono assolutamente più identificabili.
Per di più si è realizzato anche un processo di spersonalizzazione del capitalismo finanziario, che simile ad una piovra assetata di sangue, come fosse uscito dal più orribile degli horror movie, sta divorando proprio la borghesia, classe sociale che è stata per secoli la sua diretta espressione sociale, favorendo solo la sua versione finanziaria, per cui ci troviamo finanzieri/premier (Monti), come nel medioevo governavano i vescovi/conti. La finanza usuraia, unica ideologia dominante, dopo avere per secoli appoggiato tutti i poteri esistenti e operanti nella società, ha oggi sostituito quei poteri stessi, riducendoli ad effimeri oggetti di vassallaggio (chiesa, politica, borghesia).

Infine dunque anche l’ “homo politicus” contemporaneo ha subito una sorta di metamorfosi, sottoposto a clonazione spersonalizzante, si è mutato in una “nuova forma di vita” docile e camaleontica, liquida e malleabile, arrendevole e conciliante, che ripropone attraverso una sintesi esplosiva l’essenza più profonda del totalitarismo globalizzato. Leitmotiv dunque del nuovo capitalismo finanziario? Dell’epoca più fascistizzata della storia dell’umanità? Dove il fascismo è diventato cibo quotidiano, ideologia partorita dalla stessa cultura occidentale, spalmata quotidianamente sui teleschermi tv, espressione adorante dell’unico slogan tollerabile: “Euro, non avrai altro dio al di fuori di me”.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

7.10.2104

Commenti (108)

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    1. Primadellesabbie 7 ottobre 2014

      "Considerati" e "apprezzato", nell'ultimo periodo. Scusate.

    1. Rosanna 7 ottobre 2014

      Scusa ma la storia non è mai simile a se stessa, soprattutto in epoca postmoderna, dove sono avvenute trasformazioni nel campo della tecnologia assolutamente straordinarie,

      l'informazione tv del grande fratello diffonde la vulgata neoliberista 24 ore su 24 per milioni di televisori, le opposizioni sono state escluse dall'esercizio del potere da leggi elettorali porcate (quali legge Acerbo),

      i sindacati non hanno alcun potere di contrattazione se non in aspetti irrisori, la tassazione eccessiva colpirà sempre di più il ceto medio, costretto a svendere i propri averi.

      Non è fascismo forse inteso in termini storici, perché noi abbiamo in mente quel tipo di fascismo che abbiamo conosciuto, ma è fascismo postmoderno.

    1. Primadellesabbie 7 ottobre 2014

      A me non riesce di separare il fascismo dalla retorica dell’eredità romana, che é stata il grimaldello che ha genialmente e, fino ad un certo punto misteriosamente, aperto gli animi al pensiero di tollerare, giustificandola, la torbida prepotenza dello squadrismo. Squadrismo che, dai raid punitivi del venerdì sera alla sostituzione forzata dei quadri esecutivi nei consigli di amministrazione, ha rappresentato il biglietto da visita di quel particolare totalitarismo.


      Ha fornito una prospettiva immaginaria rifacendosi ad un passato totalmente sconosciuto ai più, svelato ed imposto sulla lunghezza d’onda di un sussidiario scolastico, ed un’estetica circense ad un’impresa che non aveva prospettive ed era esteticamente ributtante. Ed ha funzionato!


      Noi siamo testimoni di un tentativo, o forse di una serie combinata di tentativi analoghi condotti usando il futuro al posto del passato. Il grimaldello questa volta é costituito dalla fiducia nella scienza economica e nella scienza tout court, che può causare qualche mal di pancia ma non può fallire, corroborata dalle immagini rassicuranti dei massimi protagonisti dei nostri giorni che vivono già disinvoltamente il futuro, dove faranno certamente entrare anche noi.


      Considerato questi parallelismi, il termine fascismo, usato qui, non mi é parso fuori luogo. E ho apprezzando alcuni colpi di genio come l’usurocrazia o la faccenda della mutazione genetica della specie umana occidentale o la spersonalizzazione del capitalismo finanziario che non mi sorprendono, ma mi divertono (scusatemi la leggerezza).


    1. Rosanna 7 ottobre 2014

      Scusa ma il prelievo forzoso che cos'è? vedi Cipro. E un'imposizione eccessiva di tasse che costringeranno molti a vendere la loro casa, che cos'è?

      E i licenziamenti di massa che ti costringeranno a vendere i propri beni, che cos'è?

      Non è un attacco alla proprietà privata?

    1. Rosanna 7 ottobre 2014

      Questo nuovo fascismo plutocratico globalizzato, ha acquisito certe strategie molto astute, nell'arco del tempo, quindi lascia una parvenza di libertà di espressione e di stampa, ma le opposizioni sono comunque escluse definitivamente dall'esercizio del potere,

      la libertà di stampa viene relegata nelle spelonche del web, la libertà di espressione viene emarginata come irrilevante dal frame ideologico dominante, la libertà politica viene elusa da brogli elettorali.

      E questo non sarebbe fascismo?

    1. Rosanna 7 ottobre 2014

      Ne convengo anch'io, ma mentre l'uso della tecnica può essere anche benefico, quando si tratta di tecnica utilizzata per esempio per fini chirurgici o di ricerca medica, quando mail il totalitarismo può essere altrattanto vantaggioso?

    1. Rosanna 7 ottobre 2014

    1. Rosanna 7 ottobre 2014

      Certo che Comunismo non è per niente assimilabile al Fascismo, anche se sono regimi totalitari entrambi, ma quando alcune componenti chiave di un regime richiamano molto da vicino quelle di un altro, anche se inserito in un'altra epoca, anzi proprio perché appartiene ad un altro tempo,

      le affinità profonde ci sono, quali: nazionalismo, totalitarismo, corporativismo, autoritarismo, controllo totale dei mezzi di informazione, esclusione di tutti gli altri partiti e soprattutto delle opposizioni, eliminazione dei sindacati di categoria, minculpop, educazione scolastica pilotata (gli insegnanti sono al 99% dei piddini), leggi elettorali truffa (Porcellum, Italicum), riforma reazionaria delle istituzioni ...

      Non ti sembrano affinità ideologiche e strategiche?

    1. Georgios 7 ottobre 2014

      Tutta la gente si adatta. Non solo gli italiani. E' una questione di "sopravvivenza" quotidiana.

      Con la fine della 2a GM, nel giro di un anno, gli ex partigiani greci si sono trovati divisi in due parti che per 3 anni si sono combattuti tra loro in una guerra civile sanguinaria. Ma non perché avevano delle differenze politiche o ideologiche tra loro. Infatti l'organizzazione di resistenza, l'EAM, in sostanza rappresentava tutti i greci, non c'erano partigiani di quel partito o parte politica e di un'altra come in Italia. Con l'occupazione tutti i partiti dell'epoca sono scappati tranne i comunisti che chiamarono il popolo ad una guerra patriottica, al di sopra di ideologie, contro gli occupanti.

      Sono state le scelte e le decisioni sia della parte dei governi (gente che durante la guerra stava in Egitto) appoggiati dagli inglesi, sia della direzione politica della resistenza (prevalenza dei comunisti) che con delle scelte volute dagli inglesi i primi e ordinate da Stalin i secondi (accordo Churchill - Stalin, la Grecia rimane agli inglesi), hanno trascinato il popolo alla guerra civile.

      Prima l'EAM ha demilitarizzato il suo esercito consegnando le armi, una decisione folle. Poi quelli che collaborarono coi tedeschi (ora parte dell'esercito nazionale) hanno cominciato la caccia ai "comunisti" che per la maggior parte non erano comunisti ma semplici patrioti. Alla fine parte degli ex partigiani finì per forza nell'esercito nazionale e parte si ritirò sulle montagne.

      La gente come singoli non può fare diversamente che adattarsi, ha famiglia, ha bisogno di lavoro etc. Può esprimersi in modo determinante solo organizzata.

    1. MarioG 7 ottobre 2014

      Si tratta di ammutolimneti diversi.
      Pero' ci stiamo allontanado troppo dal tema dell'articolo.
      L'Ucraina c'entra poco, ora

    1. oriundo2006 7 ottobre 2014

      Il 'fascismo' ha avuto come tutti i movimenti storici più di una faccia. Rimarcarne le 'oscurità' e gli aspetti 'negativi' applicandoli a ricalco sul presente mi pare veramente una forzatura...però ci può stare in un senso 'teologico', come una visione ed una pratica antiumana condotta in senso 'elitario' ed estremamente autoritaria giustificata sulla base della 'religione di stato' e connessa idea che il Duce fosse solo un gradino più basso di Dio Padre e tutti gli altri a scendere... Oggi questo posto è occupato da elites vetero e neo-testamentarie che si ritengono 'giustificate' dal medesimo principio negativo-teologico a fare carne di porco di chiunque si opponga loro, gli 'eletti' in possesso di poteri e saperi segreti e decisivi: e tutti gli altri sotto... Quanto al fascismo storico tutto ciò lo si ebbe solo in nuce e per brevi momenti, ma volti da subito come laica ideologia della supremazia della 'stato assoluto', incarnazione dello 'spirito' di hegeliana memoria ed i cui 'servitori' erano mondo da qualsivoglia conseguenza delle loro azioni perchè storicisticamente titolati ad interpretarne i voleri ed ad applicarli sulla massa del 'popolo' notoriamente incapace perchè vittima di un 'ritardo' storico ( che incongruenza con le basi 'storicistiche' ! ) di capire i suoi interessi genuini e dunque bisognosi ( come oggi ) di venir 'indirizzati' opportunamente ... Del Noce ne rimarcò le affinità con il comunismo sovietico sotto Stalin: era invero lo 'spirito dell'epoca' che si faceva strada con queste aberrazioni... Ma era all'epoca ideologia statalista e dunque assolutamente divergente da quanto accade oggi: la guerra fece poi il resto a condannarne la pretesa totalitaria sul pensiero umano. Ci sarebbe molto da dire su questo aspetto ideologico, a paragone del presente, con le sue affinità e le sue differenze sopratutto sociali a mio avviso. Oggi siamo in una situazione di capitalismo' SENZA la borghesia al comando, essendo defunta la classe media post-bellica ed essendo sostituita da una aristocrazia finanziaria e tecnica, 'coperta' da politici di professione: ovvero imbonitori a soggetto e paraculi a bustarella. Negli anni '30 si stava costituendo lo stato fascista senza la 'borghesia' ( notare la polemica antiborghese dell'epoca e 'socialisteggiante'...) in Italia quasi inesistente ma in fieri attraverso l'ossatura burocratica e di mestiere che si stava formando. Insomma, là si 'saliva' qui si 'scende'...Paragoni se ne possono sempre fare, insomma, ma quello che è erroneo è mettere sullo stesso piano orizzontale in tempi e soggetti diversi un fenomeno storico per derivarne una risultante univoca che 'spieghi' il presente: invero è trovare solo quello che già si è messo prima. Oggi sono all'opera forze differenti ed attori con punti di riferimento ideologici differenti: ci si può chiedere però se 'l' astuzia della ragione' non li porti a fare i medesimi errori del passato, ovvero a sopravvalutare sè stessi e sottovalutare i propri nemici.

    1. alsalto 7 ottobre 2014

      ipotizzare che i termini tendono nel tempo ad assumere significati totalizzanti che li relegano ad un'unico carattere?

      es. Cinico

      il senso cui si attribuisce non ha poi del tutto a che fare con l'origine presunta del termine.
      Vabbe', Diogene di Sinope usava defecare in pubblico e perculare condottieri (alessandro magno) ma da qui al senso cui si vuol relegare un cinico moderno.

      Venissero rivalutati i principi della scuola cinica.....

      http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_cinica#Concetti_base [it.wikipedia.org]

      "fate i bravi, non vi scannate, vogliatevi bene ci penso gia' io ad odiarvi"
      2014 circa, anonimo cazzaro monociliato felicemente calvo

    1. Georgios 7 ottobre 2014

      Per noi qui e' storia non giochi di passaparola. Storia che cominciò con diavoli e finì con diavoli, non cavoli. E tutti i regimi dei periodi citati avevano una grandissima ammirazione per il fascismo italiano, specie per quello storico.

      Se trovi la differenza mica da ridere, aspetta e vedrai con quali metodi la attueranno. Metodi già collaudati nel passato anche se per categorie di cittadini circoscritte (mica tanto).

      Per quel che riguarda la politica economica e sociale del fascismo in Italia risparmiamoci le argomentazioni pro o contro. Limitiamoci sul fatto che non gli bastava l'Italia per attuarla. Forse perché da veri socialisti erano anche internazionalisti.

      Se non sei rimasto ammutolito da quel che succede in Ucraina e' stato il mio commento a fare la differenza?

    1. alsalto 7 ottobre 2014

      mannaggia mi s'e' scassata l'acca...

    1. alsalto 7 ottobre 2014

      cacchio quanti rossobruni caduti dal pero
      hehehe

      bell'articolo Rosanna, potresti scrivere di antice ricette bulgare risultando interessante.

    1. GiovanniMayer 7 ottobre 2014

      Quando saremo così poveri da non poterci più permettere niente (e Georgios che scrive dalla Grecia lo sa meglio di noi) ci avranno tolto la proprietà privata.

      Mentre il socialismo la toglie quella dei servizi siciali e della grande industria, il neoliberismo toglie quella del popolo

    1. MarioG 7 ottobre 2014

      Scusate, la ripetizione non e' per rimarcare, ma mi era sparito il commento e quindi pensavo che non fosse partito...

    1. MarioG 7 ottobre 2014

      Massi', chiamiamola come ci pare. Chiamiamola anche Comunismo.
      Non va bene? Ma G. ha detto che ci toglono la proprieta' privata...

    1. MarioG 7 ottobre 2014

      Massi', chiamiamola come ci pare. Chiamiamola anche Comunismo.
      Non va bene? Ma G. ha detto che ci toglono la proprieta' privata...

    1. MarioG 7 ottobre 2014

      Ritengo corretto, anzi naturale, che parlando di Fascismo uno si rifaccia alla storia italiana.
      Poi, con i dovuti distinguo uno si puo' collegare a quella tedesca... etc, ... a un certo punto puo' arrivare al regime dei colonnelli o magari al regime di Pinochet in Cile, e cosi' via.
      Ovviamente si deve essere consapevoli che si fa il gioco del passaparola, e si comincia con cavoli per finire con diavoli.
      Praticamente non trova di meglio che affermare che il regime attuale c'entra col fascismo in quanto, parimenti, "trascina al disastro.
      Come dire, una conferma: "non vedo altro in comune".
      Esercita i metodi descritti con poche variazioni (??): lascia spazi di liberta' (in tal caso non sarebbe neppure una variazione) ed ... espropria le nostre proprieta'. Sembra una differenza mica da ridere. Volendo si possono trovare affinita' storiche piu' stringenti.
      La mia obiezione era comunque circosritta al tema principale
      dell'articolo che e' di natura economica e in tale ambito eccepisco
      sull'inconsistenza di un certo parallelismo. E naturalmente sulla base
      di quella che fu la politica economica e sociale del Fascismo in Italia.
      Non del fascsmo sulla Luna o del Fascsmo Eterno di quelche ideologo.
      Altrimenti ognuno usi le parole come gli pare.
      La splendida conclusione del commento lascia comunque ammutoliti.

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