NON AVRAI ALTRO JEANS AL DI FUORI DI ME

NON AVRAI ALTRO JEANS AL DI FUORI DI ME

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Che l’Italia sia avviata verso un destino economico di terzomondizzazione è sotto gli occhi di tutti, anche se molti sembrano ancora non volerci credere, altri cercano di minimizzare il problema. Grazie agli ultimi tre governi divenuti tali perché euro/guidati direttamente dalla Troika e artefici di razzie sociali praticate direttamente sulla carne viva dei cittadini, le condizioni del “Bel Paese” sono sempre più drammatiche. Due italiani su tre infatti ritengono che la Ue abbia danneggiato fortemente l’economia italiana (tranne Beppe Severgnini, schierato quasi quotidianamente in assetto di guerra eurista su 8½).

Il tutto è avvenuto grazie al partito più collaborazionista d’Europa, il Pd, che non solo ha concesso la sovranità monetaria ad una banca straniera privata, senza chiedere il consenso agli italiani, ma di conseguenza anche la sovranità economica ed ora è sul punto di cedere anche quella politica, dietro richiesta del Gran Maestro dell’Ordine dei Templari, Mario Draghi (nomen omen).

Come i fascisti di ieri collaboravano con l’alleato nazista per la deportazione dei vagoni stipati di ebrei, che partiti dalla stazione centrale di Milano arrivavano ad Auschwitz, i fascisti di oggi, che hanno votato in massa il Pd alle ultime elezioni europee, hanno dato il loro consenso ai loro politici di riferimento, gerarchi dell’ideologia neoliberista, agguerriti sostenitori dell’euro e dell’Europa, che hanno firmato tutti i trattati (Maastricht 1993 e Lisbona 2007), hanno introdotto il Fiscal Compact e il conseguente Pareggio di bilancio in Costituzione nel 2012, vincoli di austerità che hanno massacrato l’economia italiana e minano alle radici un possibile ripresa economica.

I neofascisti di oggi non si sono accorti di niente? Non hanno capito che il Pd è un partito che collabora con lo straniero? Che sta svendendo l’Italia allo straniero, riducendo sul lastrico migliaia di famiglie, precarizzando a vita il lavoro dei giovani, smantellando i diritti democratici, abbattendo l’art.18 come fosse il grimaldello che servirà a demolire definitivamente lo Statuto dei lavoratori e i Contratti collettivi di lavoro, quando l’Italia è il paese che ha la differenziazione dei contratti atipici più selvaggia d’Europa.

Il Pd si caratterizza infatti come un partito di ispirazione nazionalista, come il Partito Nazionale Fascista (dove la nazione stavolta è l’Europa), autoritario (governa deputati semplicemente nominati, non eletti con le preferenze elettorali, quindi facilmente manipolabili), totalitario (domina tutti i mezzi d’informazione, perché il Pdmenoelle in questo momento è succube del Pdpiùelle). Tale partito, sostenuto dalle forze conservatrici quali Confindustria, (come il Pnf era sostenuto da industriali e agrari) è bensì molto reazionario e populista, e sul piano sociale tende a incrementare la discriminazione della società in classi, anzi sostanzialmente in due sole classi, l’1% di ricchi versus il 99% dei nuovi proletari, dopo aver smantellato la piccola e media borghesia. 

Mentre il Partito Fascista aveva lanciato una violenta offensiva squadrista contro i sindacati e i partiti di ispirazione socialista, causando numerose vittime, nella sostanziale indifferenza delle forze dell'ordine, anche il Pd ha premeditato da anni la strategia della dissoluzione dei sindacati, rendendoli complici del massacro sociale, concordato attraverso la concertazione. Ora i sindacati sono assolutamente impotenti di fronte alla demolizione dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, ultimo baluardo a garanzia della certezza del lavoro, e non avranno dunque alcun potere contro le famigerate controriforme renziane. I sindacati infatti stanno vivendo una crisi storica senza precedenti, incapaci di impedire la dissoluzione della piena occupazione, sicura e indeterminata, inadeguati nel difendere la concezione del lavoro inteso come "diritto" e non come "favore", in questo consiste la gravità storica del momento.

Un solo partito, appoggiato dai poteri sovranazionali che contano, sta gestendo il doloroso travaglio di una morente “democrazia liberale” verso una “oligarchia plutocratica”, rappresentata dagli ultimi tre governi e dal prossimo commissariamento della Troika. Un partito che si autodefinisce “democratico”, ma che di democratico non ha più niente, perché asservito direttamente all’interesse delle lobbies finanziarie euro atlantiche e della destra repubblicana Usa.
Il Partito “Democratico” sta infatti progettando tragiche pseudoriforme, che mirano alla costruzione di una società governata da oligarchie finanziarie, che poco si interessano di diritti, redditi, lavoro, cultura, previdenza, benessere sociale. Il nuovo modello economico imposto non mira assolutamente alla realizzazione della crescita economica, ma alla conquista di un bacino socio-economico da sfruttare attraverso tassi, interessi, mutui, balzelli medievali, che ricordano appunto il sistema verticistico feudale, dove un'oligarchia aristocratica guerriera parassitaria governava su tutta la società con l'aiuto del potere finanziario e usuraio.

Una sorta dunque di usurocrazia del potere finanziario, che attraverso l’imposizione di una moneta unica, ha demolito la sovranità monetaria, quella economica, ed ora sta demolendo definitivamente quella politica (Mario Draghi: “Gli stati cedano sovranità”). Ma se l’elettorato piddino, quello che ha creduto per lungo tempo cecamente ai mantra fideistici della propria parte, ha ora disertato le ultime primarie per la regione Emilia Romagna (hanno votato appena 55mila elettori, su circa 75mila iscritti), forse comincia ad avere qualche dubbio sulle numerose bufale che gli ha raccontato il suo partito affaristico liberista, forse comincia a capire che stiamo vivendo una tragedia di portata storica, di cui il Pd è diretto responsabile?

L’elettorato del Pd dunque non sa che il neoliberismo economico autoreferenziale, adottato dall’establishment mainstream europeo e di conseguenza italiano, punta proprio all'eclissi dell'intervento statale, con particolare riguardo alle liberalizzazioni e privatizzazioni (che favorirebbero il capitale privato), e che l’adozione delle politiche di austerity non hanno fatto che peggiorare i conti pubblici, aumentando il debito nazionale e deprimendo il Pil, con l’innesto di una tragica recessione?

Tragicamente miopi o peggio ancora criminose, appaiono infatti le scelte politiche del Pd, che stanno producendo la deindustrializzazione del paese, la strage della piccole e medie imprese (fiore all’occhiello economico dell’Italia fino a 8 anni fa), l'emigrazione all'estero di capitali, imprese e cervelli, la svendita di beni pubblici, gioielli tecnologici di stato come Finmeccanica, Eni, Enel. Ma le colpe attingono profonde radici nel passato. Dopo la fine del sistema di Bretton Woods 1971, Francia e Germania Ovest, iniziarono a spingere per la creazione di un sistema a cambi fissi tra i Paesi del vecchio continente.

“Agli inizi del 1978 inizia ad essere progettato il Sistema Monetario Europeo. All'interno del PCI vi sono posizioni diverse, ma in sostanza il partito esprime ben presto la propria netta adesione ad un sistema europeo che porti a cambi fissi tra le valute. Lo stesso fa la CGIL di Lama, nonostante siano chiare le conseguenze per i lavoratori che tale scelta comporta. Appare da subito chiaro che se un gruppo di Stati rinuncia alla flessibilità del cambio valutario, e quindi alla possibilità di operare svalutazioni/rivalutazioni, senza introdurre meccanismi di riequilibrio fra le economie in surplus e quelle in deficit strutturale, gli oneri dei necessari “aggiustamenti” ricadono tutti sui lavoratori degli Stati più deboli, chiamati ad accettare minori diritti, maggiore fatica e diminuzione del salario, al fine di tentare il recupero della competitività perduta in favore degli Stati più forti (si noti che la “virtù” degli Stati forti consiste molto spesso nella loro maggior capacità, rispetto ai partner più deboli, di mantenere bassa l'inflazione contenendo i salari e comprimendo la domanda interna, esattamente come fa ora la Germania). Tutto ciò era già perfettamente chiaro a tutti i principali attori politici che discutevano l'eventuale adesione dell'Italia allo SME.” (M.Badiale, F.Tringali, “La trappola dell’euro”)

Quindi era perfettamente chiaro da più di 30 anni che il vincolo esterno avrebbe provocato disastri, sia nel PCI che nella CGIL, è inutile che i loro diretti discendenti ora sgranino gli occhi basiti (Landini), facciano i contestatori fuori tempo massimo (Cremaschi), o gli oppositori interni al partito (Fassina). È inutile che fingano “Sturm und Drang” per l’art.18 (tsunami della precarizzazione), per il Jobs Act (controriforma dei mini jobs), per il Tfr in busta paga (risparmi fiscali per lo stato e strage per le Pmi).

Quando poi nel 1981 avvenne il “divorzio” fra Tesoro e Banca d'Italia, il fatto privò il nostro Paese della possibilità di finanziarsi il debito e mantenere bassi i tassi d’interesse, consegnandolo totalmente al mercato per cercare finanziamenti.

Insomma i ceti dirigenti italiani ed europei si avviavano sulla strada dell'attacco totale ai lavoratori, ai diritti conquistati, allo stato sociale, al settore pubblico dell'economia. Il PCI e la CGIL si trovarono quindi di fronte ad un bivio storico: difendere gli interessi dei ceti medi e popolari assumendo posizioni nettamente contrarie al processo di unificazione europeo (che vedeva proprio nello SME il suo fulcro), e avviare così uno scontro molto duro (e dagli esiti imprevedibili) con i ceti dominanti, oppure accettare supinamente le scelte dei ceti dominanti stessi, accantonando le condizioni poste al tempo della discussione sull'ingresso dell'Italia nello SME e proponendosi come forze di governo “responsabili” ed “europeiste”. Sappiamo bene quale strada hanno scelto. (M.Badiale, F.Tringali, “La trappola dell’euro”)

Di chi è la colpa? Crisi delle ideologie dunque, o egemonia assoluta dell’unica ideologia neoliberista dominante? Forse l’unica ideologia oggi esistente ha avuto la meglio proprio perché le altre hanno abdicato ai propri valori in nome dell’unico valore ammissibile nella società liquida, cioè il dio denaro. “Non avrai altro jeans al di fuori di me”, diceva un famoso slogan degli anni ’70, rabbiosamente sprezzato da Pier Paolo Pasolini, perché allegoria di un genocidio che stava avvenendo sotto la presbiopia degli italiani, allora sedotti per la prima volta dalla nuova cultura yankee dei Jesus Jeans: la fine della civiltà contadina e l’inizio di una nuova era fascisto consumistica.

Una nuova era che ha segnato il passaggio dal capitalismo della fine del ‘900 al neocapitalismo finanziario e globale dei giorni nostri, in cui è avvenuta una mutazione genetica della specie umana occidentale, e soprattutto della classe dirigente al potere. È nata infatti una nuova specie di casta politica, reversibile, double face, convertibile, cabriolet, buona per tutte le stagioni, destra e sinistra si confondono a tal punto che non sono assolutamente più identificabili.
Per di più si è realizzato anche un processo di spersonalizzazione del capitalismo finanziario, che simile ad una piovra assetata di sangue, come fosse uscito dal più orribile degli horror movie, sta divorando proprio la borghesia, classe sociale che è stata per secoli la sua diretta espressione sociale, favorendo solo la sua versione finanziaria, per cui ci troviamo finanzieri/premier (Monti), come nel medioevo governavano i vescovi/conti. La finanza usuraia, unica ideologia dominante, dopo avere per secoli appoggiato tutti i poteri esistenti e operanti nella società, ha oggi sostituito quei poteri stessi, riducendoli ad effimeri oggetti di vassallaggio (chiesa, politica, borghesia).

Infine dunque anche l’ “homo politicus” contemporaneo ha subito una sorta di metamorfosi, sottoposto a clonazione spersonalizzante, si è mutato in una “nuova forma di vita” docile e camaleontica, liquida e malleabile, arrendevole e conciliante, che ripropone attraverso una sintesi esplosiva l’essenza più profonda del totalitarismo globalizzato. Leitmotiv dunque del nuovo capitalismo finanziario? Dell’epoca più fascistizzata della storia dell’umanità? Dove il fascismo è diventato cibo quotidiano, ideologia partorita dalla stessa cultura occidentale, spalmata quotidianamente sui teleschermi tv, espressione adorante dell’unico slogan tollerabile: “Euro, non avrai altro dio al di fuori di me”.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

7.10.2104

Commenti (108)

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    1. Rosanna 8 ottobre 2014

      "In ogni caso, essere un politico che si adopera anima e corpo per la
      distruzione capillare del suo stesso paese, suona come alto tradimento,
      passibile quanto meno di fucilazione. O sbaglio?"

      Non sbagli BillyMartin, condivido tutto quanto hai detto, anche tu hai fatto un ottimo commento. Purtroppo milioni di italiani non l'hanno capito, dovrà arrivare ancora l'8 settembre, allora forse qualcuno si risveglierà. Non credo però che dovremo aspettare ancora molto.

    1. GiovanniMayer 8 ottobre 2014

      Aggiungo, riguardo alle piccole cose con cui ci stanno, anzi, ci hanno cambiato la cultura, e visto che ci siamo quasi, avete mai riflettuto su quanto tempo ci hanno messo a farci credere che halloween fosse una nostra festa, addirittura con più valore del carnevale?

      È un problema serio, guardate che ogni bimbo nato negli ultimi anni, se non ha genitori responsabili, crede che halloween sia nostro patrimonio culturale.
      E così tutto il resto.

    1. Teopratico 8 ottobre 2014

      Secondo me non sbagli in alcun punto.

    1. GiovanniMayer 8 ottobre 2014

      Belandi!

    1. alvise 8 ottobre 2014

      ehehee. Si ma se manca l'asso non è niente. Ho scritto due della cirulla per non dire la solita frase banale - il due di picche, ehehehe. Sei ligure anche tu?

    1. BillyMartini 8 ottobre 2014

      Ottima analisi.

      Anche se concordo pienamente sulla "storia" dello sviluppo, e dell' attuale attuazione del PD, direi piuttosto che il problema non e' quel partito in se', ma la degenerazione generale della cultura, che ha portato anche un partito che dovrebbe tutelare gli interessi del popolo, e persino i sindacati cosiddetti 'dei lavoratori', ad allinearsi coll interesse nefasto di poteri extranazionali ed elitari.

      Molto appropriatamente il tuo articolo e' intitolato ad una pubblicita' dei blue jeans Jesus. Distruggendo la cultura di un popolo a cominciare dalle piu semplici cose, si arriva alla distruzione totale di principi morali, etici e sociali. Un popolo privo di cultura non ha capisaldi ai quali reggersi. Ed una volta che un popolo ha come cultura solo "l' arrivare" (tipico insulto mortale Americano e' dire ad uno che: "... sei un perdente!", come se vincere, o arrivare ad essere qualcuno, sia l' unica cosa importante nella societa umana), lo si puo pilotare completamente e con poco sforzo. Vedi nel caso specifico leader farlocchi come Renzi e tutti gli attuali politici smidollati e disgraziati che ci ritroviamo.

      Al giorno d' oggi anche il piu sfegatato comunista o il piu determinato squadrista, balbetta nel sostenere le sue tesi quando gli viene opinato che queste vanno ".... contro l' interesse del Mercato". Ormai il lavaggio del cervello e' cosi totale e omnipervadente che tutti in diverse maniere sono convinti che il loro proprio interesse e' in realta' quello che conviene alle elite neo-feudatarie con brama di controllo completo del pianeta.

      Quindi il problema da affrontare non e' abbassare o eleggere un partito piuttosto che l' altro, ma combattere in ogni aspetto della nostra vita per la cultura, per il gusto del bello, per sostenere il giusto, costi quello che costi. E' come lottare contro I mulini a vento, e cade giusto a proposito in questo sito.

      Lessi un articolo qui circa un anno fa, che si chiedeva come mai a Milano piu di un secolo fa ci fu una tale rivolta per l aumento del pane che fu necessario l' intervento dell esercito alla guida di Bava Beccaris che sedo' la rivolta coi cannoni. Ora ce ne fanno di tutte e di piu e nessuno ha la fermezza per ribellarsi. Come mai? I nostri vecchi, per eruditi o illetterati che fossero, avevano delle certezze culturali irremovibili. Ora invece se "il mercato" lo esige, o se l' hai visto postato su facebook, forse vendere tua madre ai mercanti di cammelli potrebbe non essere poi una cosa cosi' sbagliata.

      Dico solo come esempio che siamo arrivati ad accettare che negli asili e nelle scuole medie insegnino educazione omosessuale e transgender ai bambini. Se pensate che in questo non ci sia nulla di strano siete in stadio critico di ipnosi neo-liberista.

      Signori, combattiamo per la Cultura, per il Bello e soprattutto per il Giusto; dopo di che ognuno avra' la sua opinione. Destra, centro o sinistra si scazzeranno tra di loro come fanno da secoli, ma almeno riamarremo entro I confini della vita umana cosi come la conoscevamo.

      In ogni caso, essere un politico che si adopera anima e corpo per la distruzione capillare del suo stesso paese, suona come alto tradimento, passibile quanto meno di fucilazione. O sbaglio?





    1. Rosanna 8 ottobre 2014

      Carissimo, saggio e sapiente amico, come dici giustamente la deportazione degli ebrei da Roma avviene il 16 ottobre 1943, dopo l'8 settembre, però la "soluzione finale" ariva prima con un telegramma riservatissimo indirizzato al
      colonnello Herbert Kappler, comandante delle SS a Roma, con l'ausilio degli elenchi dei nominativi degli ebrei forniti dall'Ufficio Demografia e
      Razza del Ministero dell'Interno, stanno già organizzando il blitz del 16 ottobre. La burocrazia amministrativa era composta di funzionari ancora fedeli al duce. Non si passa da un regime all'altro nel giro di un giorno, hai ragione dal punto di vista storico (e non completamente per via di Milano), non politico. Quindi i fascisti sono stati COLLABORAZIONISTI, così come i piddini, per di più Milano entra nella giurisdizione della Repubblica di Salò e il treno per Auschwitz partiva da Milano.



      La "soluzione finale" per gli ebrei romani arriva il 24
      settembre 1943 con

      l'ordine da Berlino di "trasferire in Germania" e "liquidare" tutti
      gli ebrei

      "mediante un'azione di sorpresa". Il telegramma riservatissimo è indirizzato al
      tenente colonnello Herbert Kappler, comandante delle SS a Roma. Nonostante il colpo delle
      leggi razziali, gli ebrei a Roma non si aspettano quello che sta per accadere: Roma è
      "città aperta", e poi c'è il Papa, sotto l'ombra della cupola di San Pietro i
      tedeschi non oserebbero ricorrere alla violenza. Le notizie sul destino degli ebrei in
      Germania e nell'Europa dell'Est sono ancora scarse e imprecise. Inoltre, la richiesta
      fatta il 26 settembre da Kappler alla comunità ebraica di consegnare 50 chili d'oro, pena
      la deportazione di 200 persone, illude gli ebrei romani che tutto quello che i tedeschi
      vogliono sia un riscatto in oro. Oro che con enormi difficoltà la comunità riesce a
      mettere insieme e consegnare due giorni dopo in Via Tasso, nella certezza che i tedeschi
      saranno di parola e che nessun atto di violenza verrà compiuto. Nelle stesse ore le SS,
      con l'ausilio degli elenchi dei nominativi degli ebrei forniti dall'Ufficio Demografia e
      Razza del Ministero dell'Interno, stanno già organizzando il blitz del 16 ottobre.

      Comunque bravo.

    1. GiovanniMayer 8 ottobre 2014

      Esatto l'importante è essere sullo stesso binario. Comunque la mia risposta era più una battuta sulka cirrulla che, probabilmente pochi conosceranno qui. E comunque il due a cirulla ha un suo perché. ..specie se di denari...:) :) :)

    1. alvise 8 ottobre 2014

      Caro GiovanniMayer, Sul concretizzare il mio pensiero, rispondevo a Georgios, ma va bene anche se mi mi fossi riferito a te, mi pare che si viaggi sullo stesso binario. Daltra parte non mi piace criptare il mio pensiero politico. Come anni fa ero elettore della sinistra, non ho di certo vergogna nel dire che sono Grillino.

      E non è che mi sia costato poco il capire ed abbandonare quello che non esiste più, ancora oggi il pensiero di quello che credevo e speravo mi causano una frustrazione, ma bisogna andare avanti. E quindi oggi ho un odio enorme verso quelli che mi hanno turlupinato con belle parole farcite di democrazia, uguaglianza.

      Purtroppo molti "compagni" non hanno aperto gli occhi, forse si sentono traditori verso invece chi li sta tradendo, compresi i nostri passati ideali. Oppure, e li capisco, chi non se la sente di sputare addosso a chi gli ha dato un lavoro, e sono TANTI. Oggi, e solo oggi purtroppo, intendo da qualche anno, ho capito da che gentaglia sia composta questa pseudo sinistra, oligarchica, didattoriale.Maledetto renzi e tutta la sua schiera di criminali

    1. Albertof 8 ottobre 2014

      assolutamente d'accordo. Sul sito della mmt, condivisibili o meno alcune loro teorie economiche, vi sono illuminanti e interessanti articoli sulla questione import-export.

    1. pierodeola 8 ottobre 2014

      Mi sembra strano che l'ottima Spadini fra l'altro professoressa conosca la storia recente e non quella da poco passata.
      Se la sapesse saprebbe anche che l'8 settembre 1943 il fascismo è caduto e che i primi 1000 ebrei spediti in Germania da Roma sono partiti nel mese di ottobre
      con Roma totalmente in mano ai nazisti.
      La raffinata scrittrice citi una sola volta che il governo di Mussolini abbia consegnato ebrei ai tedeschi oppure rettifichi con dignità la balla che ha spudoratamente scritto.

    1. MarioG 8 ottobre 2014

      Non ho assolutamente fatto cenno a un giudizio su vantaggio/svantaggio, positivo/negativo.

    1. MarioG 8 ottobre 2014

      Personalmente non ho alcun dubbio sull'attacco alla proprieta' privata. Che tuttavia definirei piu' giustamente come attacco alla piccola e media proprieta' privata. E mi pare che la differenza sia essenziale. Oltre agli esempi che porti tu, basta ricordarsi il caso Cipro, che e' solo un assaggio.
      Ma per restare ancora piu' vicino, io vedo in tale prospettiva anche tutta la nuova tassazione sulla (piccola) proprieta' privata, in primo luogo l'abitazione!
      Anche se qualcuno si frega le mani perche' pensa che sia l'agognata "patrimoniale" per i "ricchi".
      Diciamo, che siamo diventati i "kulaki" della Troika, tanto per ritornara alla vexata quaestio.

    1. MarioG 8 ottobre 2014

      Non discuto su questo. Il sarcasmo era nella prima frase, non nell'ultima.

    1. GiovanniMayer 8 ottobre 2014

      E io, oltre ad approvare il testo di Rosanna e il tuo pensiero, approvo ancora di più le tue preferenze di giochi di carte che mi indicano che probabilmente viviamo molto vicini. :)

    1. Albertof 8 ottobre 2014

      Risposta che non fa una piega ..hai il dono di descrivere l'indescrivibile :-)

    1. Teopratico 8 ottobre 2014

      Ma c'è forse una differenza, sotto un regime fascista di tipo storico non c'erano mezzi per opporsi, il sistema ti obbligava con la forza fisica ad esserne un mattone. Oggi il "consufascismo" non spiana le pistole in faccia a (quasi) nessuno, e visto che siamo liberi di fare quello che cavolo ci pare potremmo anche decidere di non consumare più, così da oggi a domani. Io l'ho fatto, ho cominciato dieci anni fa ed ogni anno ho eliminato qualche consumo partendo da quelli più dannosi, macchina e tv. Certo che ne sto pagando le conseguenze in termini di isolamento dalla massa, ma questo non fa che fortificarmi, il difficile sarà costituire un nucleo famigliare ma è una sfida che non vedo l'ora di affrontare per Dio, pare che chi ci ha un figlio debba per forza avere un Suv e consuamare (questo è un tema, quello dei bambini e del consumismo che andrebbe approfondito, ma io forse non ne sono capace). Allora dico io "Attenti!" perchè il tempo stringe, come dici tu, le libertà si stanno restringendo alle sole elites, il sistema va fermato ora o mai più, semplicemente bloccandolo alla base del suo funzionamento col libero arbitrio, ma per farlo bisogna ricucire i rapporti umani e questo il potere lo sa, lo ha imparato in Sud America forse, che prima di impoverire una società, va atomizzata.

    1. Teopratico 8 ottobre 2014

      Grande Georgios! Quanto m'entusiasmano 'ste frasi. Ecco che ci vorrebbe, non tanto ottimismo, ma fiducia, in se stessi in primis e nel numero di chi ha ancora una coscienza, di chi è ancora umano.

    1. alvise 8 ottobre 2014

      Hai concretizzato il mio pensiero. Non bisogna essere intellettuali per realizzare che stiamo vivendo una dittatura, la si chiami pure fascista. Se fossimo Polacchi la chiameremmo dittatura comunista. Ogni paese ha avuto le sue dittature, penso anche a quelle latino-americane. Quindi quando si ha la percezione di subire una dittatura, in italia è ovvio si pensi al fascismo. Un decreto legge (e quanti ne abbiamo dovuti subire, da monti a renzi) io lo interpreto come dittatura. Un decreto legge IMPONE, una legge democratica è invece discussa in parlamento, anche se conosco bene gli inciuci di palazzo. Proprio in queste ore l'articolo di Rosanna cade a fagiolo, con un renzi in cui gli manca solo la parola (come diceva una vecchia pubblicità), ME NE FREGO!!, e farebbe bingo. Di cosa se ne frega? Di una discussione democratica, sia con la CGIL (che conta come il due a cirulla, lo so), che con il parlamento. Ma renzi non ha detto ME NE FREGO solo in questo caso, lo ha detto anche ai dissidenti PD ed a molti dei suoi elettori, quando non furono d'accordo sull'abolizione del senato elettivo. Cosa gli disse? ME NE FREGO. Senza contare i "chi è?". Se questi non sono atti fascistoidi, come devono esserlo perchè qualcuno quì lo ammetta? Che facciano bere l'olio di ricino con chi non è d'accordo col signor ME NE FREGO?Quindi è per questo che approvo il testo di Rosanna

    1. GiovanniMayer 8 ottobre 2014

      Caro Georgios, non avendoti mai sentito dire una cazzata, voglio fidarmi e ti ringrazio.

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