NELLA COSTITUZIONE DEL 1948 C’ERA NASCOSTO UN RE DELLE EMERGENZE

NELLA COSTITUZIONE DEL 1948 C’ERA NASCOSTO UN RE DELLE EMERGENZE

Di Comidad

Per fortuna non tutti gli osservatori si sono lasciati distrarre dal demenziale discorso pronunciato il 24 luglio dal primo ministro israeliano Netanyahu di fronte al Congresso USA; anzi buona parte dell’attenzione si è rivolta al vero evento, cioè alla rappresentazione coreografica della cleptocrazia offerta dai congressmen, i quali si sono mossi all’unisono per far scattare gli applausi e le standing ovation sotto la sorveglianza dei loro “baby sitters” dell’AIPAC (American Israel Public Affairs Committee). La condizione di assoluta dipendenza psico-finanziaria dei deputati statunitensi nei confronti della lobby israeliana è stata rivelata nei dettagli un mese fa proprio da un parlamentare, il repubblicano Thomas Massie.

Il fatto strano non è che esista un’organizzazione che si occupa per conto di Israele di pubbliche relazioni negli USA, bensì che questa operazione a favore di uno stato straniero avvenga raccogliendo contributi esentasse, sotto l’ombrello della legislazione che assicura vantaggi fiscali alle organizzazioni “non profit”. Il contribuente americano (il contribuente vero, quello che paga le imposte indirette sui consumi e non può rivalersi su nessuno) però è fregato due volte, poiché l’azione dell’AIPAC è mirata a convogliare denaro pubblico americano per finanziare Israele, costantemente sotto minaccia da parte dei suoi vicini.

Il lobbying non è uno strumento neutro, non potrebbe essere usato con efficacia a favore di politiche di pace, poiché soltanto le minacce incombenti possono smuovere grandi masse di denaro pubblico in brevi lassi di tempo. Per un lobbista essere bellicista ed emergenzialista è una questione di sopravvivenza; così come la corruzione è inevitabilmente a fondamento del sistema del lobbying; perciò l’esito politico del lobbying non può essere che la cleptocrazia. D’altra parte “emergenzialismo”, “lobbying”, “cleptocrazia” sono nomi, mentre la cosa consiste in un flusso di denaro pubblico che attraversa ed anima la politica, le agenzie governative, le corporation e le società non profit. Le persone prive di fantasia sono quindi una grave minaccia per il lobbying: invece di discettare sulla questione ebraica, guardano l’AIPAC che raccoglie denaro tramite l’evasione fiscale legalizzata, ed usa quel denaro per influenzare le scelte di spesa del Congresso; poi un’affiliata dell’AIPAC, l’AIEF, organizza viaggi “educativi” di congressmen in Israele. La persona senza fantasia si limita a fare due più due e si figura che l’AIPAC sia un’organizzazione di riciclaggio di denaro (“money laundering” come dicono gli anglofoni), quindi pensa che quei viaggi in Israele servano per dare modo ai congressmen di riscuotere la tangente lontano dai possibili controlli. Negli USA le agenzie abilitate ad operare intercettazioni sono decine, quindi ogni tangente rischia di essere decurtata per tacitare altri funzionari che volessero partecipare all’affare. In Israele questi inconvenienti non avvengono e si può andare tranquillamente a prendere valigie di contanti, oppure trasferire la tangente in conti numerati in banche estere, o anche acquistare immobili alle Maldive.

Israele è una proiezione della cleptocrazia americana, la sponda estera che permette all’AIPAC di giustificare la sua esistenza e la sua funzione di riciclaggio per la quale una gran parte dei finanziamenti che Israele riceve dagli USA ritorna a casa sotto forma di tangenti. Come è noto Israele non ha una forma giuridica precisa, non si autodefinisce una repubblica, ma genericamente uno Stato. Israele non ha neppure una vera Costituzione ma un insieme di leggi fondamentali privo di una gerarchia delle fonti, perciò è costretto a vivere in una revisione costituzionale perenne in cui sono le emergenze e le minacce esterne a dettare i comportamenti. Questo stato di grazia Israele lo può vantare sin dalle sue origini, mentre da noi è un risultato che si è raggiunto attraverso un lavoro lungo e faticoso.
Lo Stato di Diritto è una chimera, però c’è sempre il rischio che in un regime di legislazione stabile e perennemente uguale a se stessa si finisca per conformarsi al dettato della legge per abitudine e pigrizia.

Il lobbying spinge automaticamente nella direzione opposta, quella dell’incertezza del Diritto, quindi delle continue “riforme” e della revisione costituzionale permanente. In una delle prime stesure della Costituzione italiana ipotizzate nel 1947, si prevedeva all’articolo 54 addirittura il diritto dei cittadini a resistere e a ribellarsi ai poteri pubblici in caso di violazione dei principi costituzionali. Avvenne invece che la “Costituzione nata dalla Resistenza” non riconoscesse il diritto alla resistenza, quindi l’ANPI sarebbe incostituzionale. D’altra parte la prudenza dei padri costituenti aveva un senso, dato che i testi costituzionali proclamano principi spesso opposti, perciò si rischierebbe di legittimare una ribellione permanente. Ciò era vero già nel 1948, figuriamoci dopo che ci sono stati la riforma del Titolo V e l’inserimento dell’obbligo di pareggio di bilancio.

Le Costituzioni hanno completamente mancato alla loro promessa storica di garantire ai cittadini un quadro di regole chiare che vincolasse il potere al rispetto della legalità. L’effetto pratico del costituzionalismo è stato invece di creare una nuova categoria accademico/antropologica di ciarlatani professionisti, la categoria dei “costituzionalisti”, che sono dei missionari dell’incertezza del Diritto. L’argomentazione dei costituzionalisti è quasi sempre all’insegna della superficialità e dell’estemporaneità, ma soprattutto della faccia tosta. Giuliano Amato e Sabino Cassese nel 2016 presero posizione a favore della conferma referendaria della revisione costituzionale promossa dal governo Renzi. Secondo Amato era da considerarsi positivo il semplice fatto che ci fosse una riforma costituzionale approvata e da discutere nel merito. Secondo Cassese, le Costituzioni non vanno considerate immutabili, il che di per sé dimostra che bisogna cambiarle. Amato e Cassese considerano entrambi come un valore in sé il cambiamento della legge fondamentale dello Stato.

Negli Stati Uniti non vi sono mai stati veri progetti di revisione costituzionale, per cui il “lavoro sporco” è stato fatto dalla giurisprudenza della Corte Suprema, che, con “motivazioni” molto approssimative, ha esteso alle corporation, ed anche alle società non profit, tutti i diritti costituzionali riconosciuti all’individuo, rendendole però immuni dalle responsabilità. Secondo la valutazione di giuristi accademici, questa giurisprudenza considerata “pro business” in realtà non ha affatto favorito l’economia ma soltanto l’incertezza e l’abuso. Infatti anche da noi oggi le vere revisioni costituzionali le fanno i costituzionalisti, cioè le Corti Costituzionali, che svolgono un ruolo “creativo”. Nel 2017 la Consulta, in una sentenza in cui apparentemente si limitava a dichiarare incostituzionali alcuni contenuti della legge elettorale detta giornalisticamente “Italicum”, in realtà elevava a principi di “rango costituzionale” la stabilità dei governi e la rapidità dei processi decisionali, tutta roba che nella Costituzione non c’è. Il cambiamento perciò è positivo se riguarda le Costituzioni, ma non lo è per i governi, che invece dovrebbero essere stabili, poiché solo un governo stabile può rendere più rapido il cambiamento. Non soddisfatti di questa esibizione dialettica da cinepanettone, i giudici costituzionali in quella sentenza del 2017 riformarono persino l’aritmetica, stabilendo che la maggioranza non si raggiunge più col 50% più uno, bensì col 40%.

L’Italietta è comunque “fortunata”, poiché in questo generale spappolamento costituzionale a livello internazionale, rimane pur sempre da noi il punto fermo dell’onnipresenza del Presidente della Repubblica ogni volta che si tratta di nominare ministri, giudici costituzionali e governatori della Banca d’Italia; ed anche quando ci sia da presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura ed il Consiglio Supremo di Difesa. I nostri padri costituenti sono stati quindi i soli a dimostrarsi davvero previdenti, preveggenti e sgamati nei confronti di una possibile deriva emergenzialista, tracciando una Costituzione repubblicana con un sistema monarchico latente. Si è fatto quindi in modo che, anche quando fosse saltato tutto, comunque un re non ce lo si facesse mancare. Solo gli incontentabili potrebbero obiettare che questo re starebbe sempre a parlarci di emergenze.

Ringraziamo Cassandre

Di Comidad

01.08.2024

Fonte: http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1224

Commenti (16)

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Mostra commenti 16 caricati
    1. piero deola 2 agosto 2024

      La costituzione di Israele è il TALMUD.

    1. BrunoWald 1 agosto 2024

      "Le Costituzioni hanno completamente mancato alla loro promessa storica di garantire ai cittadini un quadro di regole chiare che vincolasse il potere al rispetto della legalità."

      Passaggio-chiave di un ottimo articolo.

      È proprio questa la questione essenziale del nostro tempo. Noto che molti continuano a far finta di nulla, a fischiettare "come se niente fosse", ma si tratta di un atteggiamento puerile.

      Il nodo storico che abbiamo di fronte è il fallimento integrale delle "idee dell'89", ossia della filosofia Illuministica, del razionalismo borghese e della sua concezione giuridico-meccanicistica della società. Fallimento che minaccia di ricondurci non al feudalesimo (che sarebbe un male minore) ma ad una neo-schiavitù hitech ai piedi del Sovrano Universale.

      A questo punto, le alternative sono due:

      1) trattenere il respiro, pestare i piedi e frignare "vojo la democraziaaah!";

      2) cambiare il nostro modo di pensare, sapendo che la strada è lunga.

    1. DANILO FABBRONI 1 agosto 2024

      E' assai semplice capire il quadro generale nostrano: basterebbe aver presente la primigenia riunione del nostro governo dopo la caduta del Fascismo: in quella sede Benedetto Croce - può piacere o non piacere ma sicuramente non era un quidam! - disse agli astanti che la Nazione non avrebbe mai più avuto una peculiare Sovranità avendo firmato un trattato di resa senza alcuna condizione né riserva. Negli anni '80 il celebre testo del duo Cipriani - area PCI - "Sovranità limitata" spiegava per filo e per segno l'ineluttabilità della facile profezia del filosofo sudista.

    2. maghi 2 agosto 2024

      è quello per cui si sono battuti i sessantottini, ma il popolo bue non li ha seguiti. Hanno preferito il quieto vivere e l'estinzione. In fondo con franza o con Spagna, purchè se magna.

    3. DANILO FABBRONI 2 agosto 2024

      Be', mica vero che i 68 ottini si siano battuti per affrancarsi dal giogo anglo-sassocentrico-Piccolo Popolo: furono larve psichiche che si credettero l'agone della bilancia quando invece erano cani di Pavlov che reagivano a questa o quell'altra lucina.

    4. maghi 2 agosto 2024

      a me hanno fatto capire chi erano i veri padroni dell'Italia. E' una consapevolezza che mi ha molto aiutato nella mia vita e di questo li ringrazio. Non penso che le larve psichiche possano aiutare nessuno. Semmai le larve psichiche sono arrivate quando hanno deciso di bruciare a tappeto i cervelli dei giovani italiani con le droghe, le discoteche aperte fino all'alba e altri solluccheri. il presidente Whasington disse che una generazione che non fa una rivoluzione, è una generazione persa. Forse io appartengo a quell'ultima generazione, che ha cercato di farla. Forse, se ha ragione lui, le generazioni successive sono solo larve psichiche, ma io non sono una psichiatra, quindi mi astengo dal giudicare.

    5. sbregaverse 2 agosto 2024

      Aggiornamento.
      VIVA USA VIVA CINA
      PURCHE' REGALINO LA VASELLINA.

    6. Cleon XIII 4 agosto 2024

      Bisogna riconoscere che l'uscita dell'Italia dalla NATO fu uno degli slogan più condivisi del 68

    1. PietroGE 1 agosto 2024

      La costituzione italiana è diventata una barzelletta e uno strumento di lotta politica tra le varie fazioni del variopinto mondo istituzionale italico. L'Art. 21 (libertà di parola) ad esempio è stato sotterrato da una valanga di 'odio', 'islamofobia', 'transomofobia e stronzate simili (vedere la sentenza contro lo chef Rubio). La sovranità, che in via di principio dovrebbe appartenere al popolo, è invece in mano alle lobby, alla magistratura e al PdR, quest'ultimo eletto nei corridoi di potere con scambio di favori, e dotato di poteri che nulla hanno a che fare con la democrazia, cioè con il governo del popolo. È la costituzione di un popolo vinto in guerra e soggetto a servitù che non sono solo quelle militari ma anche quelle dei padroni dei media. E in questa nicchia di camerieri ognuno cerca di ritagliarsi un piccolo spazio di potere, ben sapendo che le decisioni vere verranno prese altrove.

    2. absitiniuriaverbis 1 agosto 2024

      La nostra è di costituzione molto gracile.

    1. sbregaverse 1 agosto 2024

      Finalmente la conferma costituzionale.
      E' da sempre che sbandiero che da noi c'è la monarchia e nemmanco latente ma vieppiù palese:
      in Italia comandano i mona.

    1. Arian Van Heisen 1 agosto 2024

      Una costituzione repubblicana con un sistema monarchico latente , reso criptico dagli articoli 67 e 11 della cosi detta costituzione piu bella del mondo per i camerieri italici dei sionisti.

    1. Cleon XIII 1 agosto 2024

      "Negli USA le agenzie abilitate ad operare intercettazioni sono decine, quindi ogni tangente rischia di essere decurtata per tacitare altri funzionari che volessero partecipare all’affare. In Israele questi inconvenienti non avvengono e si può andare tranquillamente a prendere valigie di contanti, oppure trasferire la tangente in conti numerati in banche estere, o anche acquistare immobili alle Maldive."

      Questo è vero e spiega molte cose.
      INTEL, il colosso mondiale dei semiconduttori, ha due laboratori di ricerca e sviluppo. Uno è in Colorado, l'altro è... in Israele!
      Cooosa??? Uno dei due laboratori in cui si progettano componenti elettronici del massimo valore strategico per gli USA si trova in un paese straniero che, per di più, non è proprio il massimo riguardo a stabilità e sicurezza? Ma chi glielo ha prescritto? Seguendo i soldi risultano molto più chiari i percorsi attraverso i quali l'Entità Sionista di fatto controlla il paese più potente del mondo. Che bisogno hanno di un Trump, quando hanno già il loro Presidente: Benjamin Netanyahu!

    2. Arian Van Heisen 1 agosto 2024

      Infatti gli israeliani dovrebbero trasferirsi tutti in USA e lasciare la Palestina ai Palestinesi visto che non riescono ad andare d' accordo.

    3. Ummon 1 agosto 2024

      Israele è da sempre uno dei principali centri di sviluppo ed export di tecnologia avanzata. È il punto su cui batteva la protesta studentesca anti Israele delle università italiane di alcuni mesi fa: interrompere la cooperazione scientifica/tecnologica. L'eccellenza in alcuni settori è tale da scavalcare le barriere politiche perfino in Medio Oriente: per esempio il Mount Sinai è davvero uno dei gotha mondiali per la medicina e il mondo arabo più ricco non storce troppo il naso all' idea di curarsi lì.

    4. piero deola 2 agosto 2024

      Non vanno d'accordo solammente ma ogni giorno ne eliminano molti soprattutto bambini per impedire la crescita quantitativa di palestinesi.

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