NATALE PAGANO

NATALE PAGANO

DI ALESSIO MANNINO

alessiomannino.blogspot.com

Il Natale non fa tutti più buoni: fa tutti più vuoti. Il cristiano che fa shopping di regali e strenne natalizie rappresenta un caso di sdoppiamento della personalità: in tutta buona fede crede che Gesù nacque figlio di Dio a Betlemme, segnando in una stalla lo spartiacque decisivo della storia umana; contemporaneamente, è perfettamente cosciente che tale evento non condiziona la sua vita reale, in quanto l’epoca moderna, disincantata e secolarizzata, è scristianizzata. Siccome l’economia tende a inglobare ogni forma di espressione umana, quegli appuntamenti che nonostante tutto mantengono in vita una sia pur debole fiammella di fede ultraterrena si trasformano in orge di bancomat e scontrini. Babbo Natale e l’albero dei doni, americanizzazioni di antichi miti pagani europei, vincono sul Bambinello e sulla Vergine, perché più adatti a innescare la corsa agli acquisti commerciali.

Questo lo sa benissimo anche il devoto che va alla messa notturna del 25 dicembre, e lo accetta di buon grado. Per quieto vivere, perché così fanno gli altri, per abitudine. Ma soprattutto perché, dopo due secoli di sistematica estirpazione del sacro dall’esistenza quotidiana, non riesce a percepire il divino. E lo sostituisce malamente con una fedeltà a riti di massa che non sono morti solo perché una parvenza di tradizione spirituale serve ad appagare il bisogno innato di trascendenza e di comunità. E’ la sensazione di una notte, sia chiaro. Per il resto c’è la carta di credito.

Eppure quel bisogno preme, non si dà pace, è insoddisfatto. Non è umanamente sostenibile una religiosità circoscritta a qualche giornata di contrizione ipocrita, o, bene che vada, alla particola domenicale. E’ nelle difficoltà di ogni giorno che al comune ateo travestito da credente manca la forza rassicurante e rigenerante del divino, del numinoso. L’aura sacra che un tempo avvolgeva ogni momento del nostro passaggio sulla terra si è eclissata, scacciata con ignominia dalla spasmodica ricerca di ritrovare in tutto una causa dimostrabile.

La morte di Dio ci ha lasciati soli con una tecnica scientifica che ha razionalizzato la natura mortificandola, e con una logica economica che va per conto suo, incontrollata e disanimata, rubandoci la libertà di cambiare il corso della storia. Siamo soli col denaro, vero nostro Signore. Dice bene Sergio Sermonti, scienziato anti-scientista – un apparente ossimoro che gli è costato l’ostracismo pubblico: «Come insegnava Goethe, non dovremmo chiederci il perché ma il come delle cose. Nel chiedere il perché c’è un tacito presupposto che dietro ogni cosa ci sia un’intenzione, un proposito (appunto, un “perché”) e quindi che ogni cosa sia scomposta o scomponibile in fini e strumenti, o mezzi di produzione, come un’azienda umana. Sotto tutto questo c’è una sottile mentalità ottimistica, economicistica, produttivistica. No. Il mondo opera su un’altra dimensione, galleggia nell’eterno, è sospeso nell’infinito, ed è per l’appunto questo spostarci nelle sue dimensioni incantate il più raffinato e prezioso risultato della conoscenza, e non, al contrario, quello di rovesciare il mondo ai nostri piedi» (“L’anima scientifica”, La Finestra, Trento, 2003).

Per recuperare il senso del divino, il cristianesimo ormai serve a poco. E’ troppo compromesso con la modernizzazione, essendosene spesso lasciato usare come puntello e bandiera. Le Chiese sopravvivono nell’acquiescenza allo stile di vita radicalmente anticristiano dell’uomo consumato dai consumi. In particolare i Papi, incluso l’ultimo, il tradizionalista Ratzinger, si sono arresi a Mammona, e non c’è un prete a pagarlo oro che si scagli contro i moderni mercanti nel tempio: preferiscono i facili anatemi sulle unioni omosessuali e le comode prediche sulla fame in Africa. Il cristiano ha dimenticato il pauperismo di San Francesco d’Assisi, ha rinnegato l’umanesimo dei pontefici rinascimentali, ha sepolto l’antimodernismo del Sillabo, con Lutero e Calvino è stato all’origine stessa dell’etica capitalistica. Si è adattato al materialismo con il Concilio Vaticano II e allo showbusiness con Giovanni Paolo II: rinunciando alla lotta contro il mondo, non costituisce nessuna minaccia per il MacWorld. Anzi gli fa da angolo cottura spirituale.

Da chi o da cosa, allora, può venire un aiuto per liberare la divinità prigioniera che scalpita dentro di noi? L’ostacolo viene dal fatto che il cosiddetto progresso, scomponendo razionalmente la natura e violentandola nell’insaziabile tentativo di piegarla, l’ha resa muta e l’ha eliminata dalla nostra esperienza quotidiana. Da un lato non ci fa più alcuna paura, la paura ancestrale che è il moto d’animo originario di qualsiasi cultura. Dall’altro l’elemento naturale, incontaminato o non del tutto antropomorfizzato (com’erano ancora le vaste campagne nell’Ottocento e nel primo Novecento) si è via via ristretto e diradato. E’ letteralmente scomparso dalla nostra vista.

Oggi la stragrande maggioranza della popolazione mondiale vive concentrata come formiche in centri urbani sovraffollati, dove il verde è rinchiuso in minuscole riserve talmente artificiose che la regola è di non calpestare le aiuole. I bambini non fanno più conoscenza con la terra perché non ne hanno più sotto casa, non s’incuriosiscono scoprendo insetti e animali perché abitano circondati dal cemento e non si sporcano nemmeno più, perché passano il tempo ipnotizzati davanti a computer, televisione e videogiochi. Nei weekend o in vacanza le famigliole si recano diligentemente al mare o in montagna, ma a parte qualche bagno o escursione, inquadrati in ferie organizzate a puntino con tutti i comfort, il contatto con le forze naturali è minimo, povero, addomesticato. Sempre insufficiente a resuscitare una risonanza interiore fra l’io individuale e il cosmo, fra il sentimento della propria limitatezza personale e il sentimento di appartenere al tutto, all’organismo della vita. E’ in questa corrispondenza che si può provare la percezione che in un orizzonte, in un albero, in un filo d’erba, in un soffio di vento, in ogni singolo nostro respiro esista un’anima, cioè un dio. Ma se non si sperimenta in sé questa immediatezza, anche il discorso più ispirato resta lettera morta, una pia intenzione romantica.

La gioia im-mediata di sentirsi partecipe di un grande Essere ci è preclusa dal sovraccarico di costruzioni mediate, razionalistiche, cervellotiche e meccaniche con cui abbiamo imparato a guardare e toccare ciò che ci circonda. Questa è la malattia che ci portiamo addosso: l’eccesso di ragionamenti che desertifica il nostro bosco profondo. L’uomo scettico e che la sa lunga ha orrore della naturalità nuda e pura, e se non può manipolarla con la sua scienza maniacale e coi suoi aggeggi tecnologici, la respinge, dipingendola come un caos di animalità bruta e senza controllo. Ma basta uno tsunami, un terremoto o l’esplosione di furia omicida (anche questa è “natura”) per rendergli la pariglia e mostrargli che Madre Terra, vilipesa e umiliata, è sempre lì, pronta a risvegliarsi.

Scegliere consapevolmente di risvegliarla non è possibile, per ora, nemmeno nel privato del proprio foro interiore. Il salto è accessibile solo a una condizione, oggi impraticabile a livello di massa: il ritorno a un sistema di vita più semplice e scandito dai ritmi naturali. Eppure, se tu che mi leggi non cominci almeno a porti il problema, l’impossibile resterà impossibile per sempre.

Alessio Mannino
Fonte: http://alessiomannino.blogspot.com
Link: http://alessiomannino.blogspot.com/2011/12/natale-pagano.html
22.12.2011

Commenti (44)

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    1. Fedeledellacroce 25 dicembre 2012

      In veritá, in veritá vi dico, non esiste alcun dio.
      Non é mai esisistito e mai esisterá.
      Siate uomini e non pupazzi!
      Buon Sol Invictus a tutti!!

    1. Mondart 25 dicembre 2012

      Comunque, se lo leggi come "manifesto d' intenti" ( è all' èlite che sta parlando Mannino, non al volgo ... nota la terminologia, il sottinteso, il riferimento filosofico e culturale ), ha un senso perfettamente compiuto, ben lungi dall' essere "scemo e sconclusionato", anzi !!


      E' il bignami di quell' imperativo "CHANGE !" di cui non a caso è proprio l' intellighentia a riempirsi la bocca ...
    1. Mondart 25 dicembre 2012

      PS: MANIFESTO PROGRAMMATICO DELL' ELITE ?

      Il senso cambia abbastanza se invece lo si legge come uno dei tanti messaggi più o meno criptati che la classe egemone manda a sè stessa e ai suoi attuatori. In effetti ha tutta l' aria di essere una sorta di "manifesto programmatico" del futuro modus operandi dell' èlite, un atteggiamento che dovrà "ridimensionarsi nelle aspettative" rispetto a quello ingordamente fagocita e devastante fin qui tenuto.


      In sintesi un messaggio dell' Impero ai suoi Feudatari e Vassalli: "Oh, guarda che la fase esplosiva fin qui tenuta è stata necessaria al conseguimento e messa in sicurezza del potere; ora che esso è stato conseguito e più ampiamente consolidato ( da ogni minaccia di ritorno allo status-ante ), occorre passare alla fase 2, meno esplosiva, meno ingorda, della sua gestione ... Non vorrete mica finire col mangiarvi tra voi, o col morire assieme al corpo sociale che tutti insieme allegramente possiamo a lungo parassitare se appena moderiamo un po' i modi fin qui resi necessari ?" ... Insomma il manifesto della futura strategia, riguardante l' èlite che mantiene la possibilità di scelta a noi del tutto preclusa.

      E visto il carico a coppe di sfoggio intellettuale su correnti di pensiero passate e future, e relativi consigli per gli acquisti, pare proprio essere l' intellighentia il suo più consono destinatario.
      Del resto i "condottieri" vanno frenati dopo la conquista nella loro bramosia; del resto "l' infeudamento" rurale dei vassalli, ed una fase di più tranquillo dominio, è proprio quanto si rende ora necessario ... senza dire che suona stolto un invito a "decrescere" a chi non ha più neanche le mutande addosso, mentre l' invito al condottiero a trasformarsi ora in nobile tenutario è assai più logico e appropriato alla fase prossima ventura, come successe al tempo delle Signorie post-comunali.

      Insomma, è "la volontà del Re" che si manifesta in questi e simili messaggi dal lessico tipicamente massonico. Un Re che si rivolge ai cortigiani, non certo alla plebe già posta in condizioni di assoluta mancanza di scelta ...

    1. Mondart 25 dicembre 2012

      MA PER CORTESIA ... !!!


      Parte bene ma chiosa malissimo Mannino: questo è buonismo finalizzato e "fuxia", del più schifoso, untuoso, peloso e senza attributi che si trovi in circolazione. Cristo almeno i coglioni li aveva tirati fuori in un paio di occasioni per cacciare i parassiti dal tempio ( anche se poi ci hanno pensato Don Camillo e Peppone a rimettere le cose a posto ); Mannino con questa propaganda sottile invece altro non fa che preparare il terreno futuro al Grande Parassita, che da attuale virus Ebola si DEVE trasformare in Tenia, che vi si pianterà nel retto succhiandovi più lentamente, e senza uccidere i superstiti che saranno nel frattempo "decresciuti" in ogni senso. Anche numerico.

      Anzi, già che ci siamo perchè non indire anche una bella raccolta Theleton per il parassita ?? Perchè non aprire una bella Cooperativa di Solidarietà che lo aiuti a parassitarci meglio ???

      Perchè vedete, le cooperative "sociali" che tanta fortuna hanno avuto qui tra Emilia e Lombardia, sono il perfetto e pragmatico esempio di questa insinuosissima e pelosissima mentalità "caritatevole fuxia" ( Fabianesimo, siamo sempre lì ) che ti accoppa con una mano per soccorrerti con l' altra, ovviamente speculandoci due volte. "Bombe umanitarie" senza esplosivo, ma sempre della stessa solfa si tratta.

      E la sottile linea di demarcazione tra quello che potrebbe essere un concetto condivisibilissimo e la sua attuazione pratica sta proprio, per fare un esempio, tra gli 800 Euro che la Cooperativa si intasca per "soccorrere" un handicappato ed i 250 percepiti da quest' ultimo per sistemare la mercanzia nei loro supermercati ipocritamente "localisti" ... Est modus in rebus parbleu, anche nella "messa in culo" ( visto che siamo in tema ): e prenderselo nel didietro due volte è da coglioni, non solo da sfruttati.
      E se essere sfruttati può anche essere una "conditio sine qua non", essere coglioni NO. Parbleu.

      PER ALTRO VERSO l' articolo la dice lunga sull' intero MODUS AGENDI DEL PARASSITA: 12 saggi in barba bianca ( sia detto in senso figurato, of course ) non avrebbero mai potuto giungere a tale livello di controllo se non avessero esteso la loro filosofia del "vivere parassitando" ad una ben più ampia fetta di lecchini ben pasciuti, vuotamente logorroici e smaniosi di brillare di luce riflessa ... non solo pennivendoli, ma tutta l' ampia schiera di "pubblici amministratori" in senso lato, a partire proprio da Verdi, Arancioni e Fuxia di ogni genìa: i più schifosi, i più insulsi colori che, ben lungi dall' essere "colori forti", han sempre mostrato la spiccata tendenza di star bene con tutto, peggio del prezzemolo.

      ARCHITETTI !!! ... Mi auguro per voi e per i posteri che sappiate gestire questa "trasmutazione virale" prossima ventura, perchè ahimè il virus troppo letale finisce sempre col soccombere assieme alla sua vittima.

      Quanto ai sopravvissuti, beh, personalmente non ne farei esattamente un motivo di vanto e orgoglio andarmene in giro con una tenia piantata nel culo ... anche sapendo che sarà giococorza fare di necessità virtù.

    1. Mondart 25 dicembre 2012

      Eppure quel pandoro veronese a 20 euro la dice lunga ...

    1. Mondart 25 dicembre 2012

      Oooh, per fortuna qualcuno che capisce il giochetto. Buonismo da "coop fuxia". Che sta bene con tutto. Peccato che costituisca proprio il background dove il Grande Parassita prospera, ben lungi dall' ucciderlo.

    1. Bimbonanni 25 dicembre 2012

      Essendo agnostico non mi importa del significato religioso del Natale...può anche essere il simbolo della nascita di Vishnu Bambino che non mi cambia niente.


      Quello che mi piace del Natale è che, in un modo o nell'altro, "costringe" la gente a trovarsi assieme.



      Io vivo all'estero e tutti i giorni conduco una vita frenetica lontano dalla famiglia e gli affetti, senza sosta, devo pensare a risolvere i problemi, pensare come sopravvivere con pochi euro, fare questo fare quello e quasi smetto di pensare a me e agli altri.



      Le feste comandate sono l'unica scusa rimasta per obbligarsi a fermarsi un attimo, respirare, tornare tra i propri affetti e cercare di passare dieci giorni di serenità e relax prima che la Befana ci ri-costringa a ricominciare le corse quotidiane.



      Che sia poi una festa consumistica questo dipende unicamente da chi la vive in quest'ottica. A me piace molto fare regali, ne faccio anche durante l'anno, basta un pensiero, il Consumo della festa natalizia si può limitare a pochi euro...



      Ripeto, ben venga il Natale per potersi riappropriare di valori che, a causa della frenesia moderna, stanno lentamente svanendo.



      Buon Natale a tutti :)

    1. ottavino 25 dicembre 2012

      Morale: che bel posto di merda che è l'occidente con gli occidentali dentro, naturalmente...

    1. Tanita 25 dicembre 2012

      Il Natale, qui a sud, é diverso, molto.
      Fino piú o meno a Neuquén, nella Patagonia, le cittá sono in genere surriscaldate dal sole e dal daffarsi per la cena del 24. Nella zona centro e sud dell'Argentina si mangia perlopiú "asado", carne arrostita alla brace, di ogni tipo: vitello, maialino, agnello, capretto, pollo, e gli immancabili salsicciotti di diversi tipi ("chorizos", da queste parti), compresi quelli fatti col sangue (che a me non piacciono per niente).

      Una varietá d'insalate fresche accompagnano, di verdure, uova, legumi, gli immancabili pomodori e senz'altro le uova. Di entrate ce ne sono tante dipendendo dalla provenienza culturale delle famiglie. Noi italiani (figli, nipoti, pronipoti di italiani) scegliamo (insieme con i discendenti di spagnoli) abbondanti tavole di prosciutti, salami, formaggi (sono squisiti i nostri formaggi), e tanti altri salumi anch'essi molto buoni, poi il vitel tonné e via dritto al l' "asado" che comunque é un classico da noi, in Uruguay, in Brasile. Siccome fa molto caldo, viene poi la macedonia di frutte fresche con il gelato, e ognuni aggiunge i suoi dolci preferiti, come il tiramisú, le tarte di frutta e altre delizie in cui si fondono le nostre ereditá europee e quelle dei popoli originari.

      I nostri pani sono meno variati dei vostri ma di eccellente qualitá come pure la pasticceria. I panettoni non hanno nulla da invidiare a quelli italiani ma c'é una cosa che parecchi di noi siamo disposti a pagare bene e cercare per ore e persino giorni: il Pandoro. Quest'anno ne ho acquistato due veronesi a Buenos Aires per 20 euro apross. ciascuno: Mi lecco i baffi col pensiero della colazione di domani mattina, caffé latte e pandoro, wow!

      I torroncini e tutto il resto delle buone cose con cioccolato vanno scelte con cura: pochi ma buoni. Pochi perché fa caldo e quello che va a ruba é il gelato. Buoni perché altrimenti ti ritrovi un pasticcio fuso per via delle alte temperature. E si tengono al fresco e al buio ma non nel frigo, of course.

      Niente cenoni come in italia con una fila di venti piatti (io non arrivavo mai al secondo eccetto che evitasse di mangiare buona parte degli antipasti, lá nella penisola).

      Il fritto misto (delizia "piamunteisa") qualcuno di noi se lo fa d'inverno. Insomma, Natali semplici, un mucchio di gente che non crede in queste cose ma coglie l'occasione per trovarsi, condividere, farsi qualche omaggio l'un l'altro.

      "L'Argentina in fiamme" che sognava qualcuno per ritornare "sulla buona strada della speculazione" e gli affari per pochi non ha avuto luogo nemmeno questo Natale quassú nel Sud piú a Sud del Sudamerica.

      Auguri per voi.

    1. Primadellesabbie 24 dicembre 2012

      In una Civiltà umana degna di questo nome (ricca o povera, semplice o complessa) ogni azione, ogni mestiere emana un contenuto simbolico che lo rende rituale e induce chi lo pratica, o ne sia coinvolto, a volgere la propria capacità di comprensione in sintonia con gli scopi dell'esistenza. Si determina così la crescita di ciascuno secondo le sue potenzialità e si srotola il destino. Nel linguaggio del cristianesimo si dice che agisce lo Spirito Santo, interferire in questo meccanismo dovrebbe costituire il "peccato che non verrà perdonato".

      Noi non abbiamo conosciuto una Civiltà (tranne brevemente: attorno all'anno 1100 parve ricomporsi). Abbiamo goduto di una certa inerzia che si é via via affievolita. Oramai i nostri gesti ed i nostri mestieri sono arbitrari e improvvisati. La ritualità ci é sconosciuta. La "magia" che ne scaturisce é quindi di segno negativo e gli esiti sono quelli che vediamo. La vita diviene vuota e ciascuno cerca una ricetta per vincere una latente nostalgia che prende direzioni diverse a seconda della natura. Spesso qualcuno invoca, come Mannino nel suo bel articolo, un velo di moralismo (che non risolve nulla). Altri pensano ad un'organizzazione sociale di un determinato tipo, alla distribuzione delle risorse o del potere...

      Molte malattie che ci colpiscono sembrano peculiari di questo stato di cose (si pensi alla diffusione della depressione). Le stesse organizzazioni tradizionali che custodiscono i simboli paiono afflitte da traversie. Questi sono i tempi.

    1. maristaurru 24 dicembre 2012

      Mi sembra che ci stiamo facendo prendere dalla sconclusionatezza dei nostri persuasori occulti che ci vogliono rassegnati alla povertà che ci stanno rpocurando ad arte.. capitelo.. ad arte! Questo articolo scemo è in linea: una marmellata di New age, anticonsumismo, ritorno ad una vita semplice, come se fossimo tutti gaudenti spensierati e non il popolo che, dati statistici a livello Europeo hanno stabilito lavorare più degli altri. Insomma, basta colpevolizzarci . E soprattutto non diciamo cretinate, dobbiamo aver fame per credere in dio? ma che dite!! Sapete quanti poveri questi criminali hanno creato in Italia in questi ultimi anni? Non sono diventati nè particolarmente credenti nè santi, sono poveri,hanno fame e frugano nei rifiuti... non hanno tempo per pensare a dio, se ci credono si consolano, se no se ne fregano... ebbasta con i luoghi comuni!! Non vi bastano le cretinate e le balle che vi ammanniscono i potenti , i super burokrati, i politici, i vari dittatorelli europei?

    1. Ercole 24 dicembre 2012

      Nell,ambito della propieta privata ogni uomo si ingegna a procurare all,altro uomo un nuovo bisogno ,per costringerlo ad un nuovo sacrificio per ridurlo ad una nuova forma di dipendenza e spingerlo ad un nuovo modo di godimento.Con la massa degli oggetti cresce quindi la sfera degli oggetti estranei a cui l,uomo viene soggiogato.....

    1. Jor-el 24 dicembre 2012

      Evidentemente sono insensibile e stupido. A me questo articolo non è parso niente di speciale: il solito fervorino anticonsumista natalizio. Ne leggo da quando facevo le elementari. Molti molti, molti natali fa.

    1. nettuno 26 dicembre 2011

      Si cominciano a capire alcuni motivi delle conversioni all'Islam. Il ramadan è un festa religiosa islamica e rimane tale fin che il credente riesce a digiunare .. Un ricorrenza al contrario del nostro Natale ove siamo obbligati a mangiare troppo e con altri.. Ecco cosa ci manca , la fame... Abbiate fede presto arriverà anche la santa fame e senza dovere aspettare il 25 dicembre prossimo... M M 11.11.11

    1. Neriana 26 dicembre 2011

      Non ho mai amato il Natale cristiano..dove un bambino portava i doni ai bambini gia' ricchi. Ero attratta dalle lucette dell'albero, e delle strade, lucette che rendevano meno nera la notte, in quelle giornate avare di Sole. Solo piu' tardi negli anni ho scoperto che le luci erano un retaggio pagano, affascinante, un incoraggiamento al Sole a non diventare sempre piu breve nel suo percorso in cielo. Da allora il Sole e' stato il mio "sacro", la mia gioia, la manifetazione della vita. Il Sole che e' per tutti , in tutto il mondo, che rende tutti uguali, che serve ai contadini di tutto il mondo. Forse, il dio geloso delle religioni, ha fatto perdere il senso del Natale, ovvero del Sol Invictas, il Sole Bambino, che per il bene di tutti i viventi, riprende ad allungare il suo percorso in cielo , nella speranza di una nuova primavera. La vera religiosita', a mio avviso, non e' nella storiella di Gesu bambino, ma nella percezione che siamo in una dimensione cosmica, sospesi nel buio di un infinito universo, e con l'immenso dono miracoloso del Sole, che ci regala cieli blu, calore, luce, vita.

    1. Nauseato 26 dicembre 2011

      Forse dovresti sempre provare a spiegare mettendo in conto che essere accettato e compreso se non molto raramente sarà già un sorprendente successo. Molto altro temo non potrai fare.

    1. wewantdefault 26 dicembre 2011

      A volte per fare 2 passi avanti è necessario saperne fare 1 indietro. che non è cosa da poco nè da tutti peró, perchè presuppone una mauritá interiore che non tutti presentano. questo mi porta ad un gran dilemma personale, poi non so voi: che devo farne di coloro che non presentano qst maturità e che ci trascinano tutti nel fango? Devo aspettare che capiscano? O devo schiacciarli come scarafaggi per il bene di tutti? devo essere tollerante? Oppure intransigente? cercare di spiegare o lasciare che muoiano come mosche? Come far loro capire che il loro non essere adatti a stare al mondo mette tutti in pericolo? ogni vostra riflessione o consiglio sono ben accetti. E Auguri a tutti, mai come in qst periodo storico c'è bisogno di farsene..

    1. poisonedtooth 25 dicembre 2011

      Signor Mannino (anche se non mi ascolta), non mi sperticherò in eloqui, semplicemente uno dei più bei articoli che io abbia letto qui su comedonchischotte, e dire che di bei articoli ne pubblicano.
      Lei centra in poche righe l'elemento focale della miseria intellettuale, spirituale e fisica che ammorba da tempo la società occidentale in primis, e a seguire le altre che hanno deciso di seguire il nostro modello vuoto e irriempibile.
      L'uomo moderno vive la spersonalizzazione più profonda mai sperimentata, egli non è più l'uomo naturale, ma ha intrapreso la via senza ritorno della disumanizzazione, in nome della scienza, senza sapere bene in cosa si stia trasformando.
      Se madre natura non porrà un freno, si perchè l'uomo non lo porrà di certo anzi preme sull'accellaratore del "progresso", l'epoca che stiamo vivendo sarà definita come l'ultima vissuta dall'homo sapiens, mentre la prossima, che riesco appena ad immaginare, vedrà l'affermazione definitiva del proto-umano; la nuova generazione è pronta per la trasformazione, è stata allevata per questo.
      Io, che l'ho letta, da tempo mi pongo il problema, e anche se ritengo impossibile l'inversione di tendenza, a meno che non intervenga un qualche importante cataclisma, ho scelto di iniziare finalmente il mio percorso a ritroso nei secoli, me ne andrò da qui, alla ricerca di qualche angolo dove la natura domina ancora sovrana, e cercherò di imparare a vivere con e attraverso essa. Rinuncio alla modernità, alla tecnologia, alla ricerca dei soldi, e spero di ritrovare Dio ancora vivo, nascosto in qualche bosco o dietro alla cascata, che mi racconti com'era la terra prima della comparsa dell'uomo, e com'era l'uomo che fu, quando viveva in simbiosi con la natura, l'amava e la rispettava. Quella terra che era il paradiso degli esseri che ci vivevano, e che la specie umana, in nome del progresso scientifico, sta rapidamente trasformando in un autentico inferno.

    1. Simulacres 25 dicembre 2011

      "Natale. Giostre di luci inebriano buffi visetti di ragazzini in vita"



      Avevo 16 anni quando scrissi questa frase ispiratami da una sorta di magica e fantasmagorica atmosfera che si respirava, quel pomeriggio, per le vie del centro verso l'imbrunire. Quando le luminarie, le vetrine scintillanti dei negozi già mostravano la gloria dei suoi splendori, dall'altro lato della via... in un chiarore accecante, notai un gruppetto di genitori e di bambini dalle guance sorridenti assiepati davanti a una vetrina dalle cornici dorate e sfavillanti. Quei visetti erano straordinariamente ammaliati, splendidamente felici. Tutti quegli occhioni spalancati, appiccicati alla vetrina, fissavano il giostrare abbagliante, sebbene con diverse sfumature, con pari ammirazione: "che bello, che bello!" ripetevano.
      Erano troppo affascinati per desiderare qualcosa di diverso o esprimere qualcosa di diverso se non una semplicissima gioia profonda e impagabile.

      Tant'è che nessuno di quei bimbi non ebbero "altre" pretese sì che si lasciarono prendere per la manina dai rispettivi genitori per tornarsene a casa felici, felici,felici.



      Quello (da agnostico) fu davvero un Magico-Natale. Lo ricordo ancora: non solo ero intenerito da quella "visione" ma m'ha riempito l'anima di bellezza e di piacere.


      Per quanto mi riguarda, è da tempo - credo, saranno più di vent'anni, ormai, che il giorno di Natale pratico il digiuno e l'isolamento - che ho rinunciato alla celebrazione di un rito scemato ed estirpato dei valori cui era irto il suo - inesorabilmente incompiuto - significato, trasformato, oggigiorno, a una mera ed effimera corsa ad un consumismo spasmodico nell'illusione di dare un significato a una esistenza frenetica senza senso se non la gran fatica di trovare una giustificazione a quell'essere che ci è stato affidato, come un'ideale universale, per avventurarsi nelle contraddizioni che conducono nell'incubo assurdo dell'infinito, ossia su quell'immenso palcoscenico del "tanto pianto e tanto riso" che è l'esistenza umana.



      ps. x l'autore dell'articolo: semplicemente "sfavillante"

    1. paulo 25 dicembre 2011

      Dio, nella sua saggezza, ha dato all'uomo la libertà di farsi anche del male, ma ha messo dei "sistemi" di sicurezza nell'universo. Quando l'uomo abusa della sua libertà (consumismo, avidità, violenze), viene ricondotto dal suo stesso agire, tramite un collasso, ad un stato di caos che lo mette faccia a faccia con i suoi errori. Siamo proprio a questo punto. L'umanità, dopo molti abusi, sta per vedere il collasso di molte illusioni. Abbiate fede, alla fine l'essere umano troverà la via. Come succede in molte vite singole (santi e saggi) succederà all'intera umanità di uscire dagli abbagli.

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