MMT? NO GRAZIE (PER ORA)

MMT? NO GRAZIE (PER ORA)

DI ALBERTO BAGNAI

goofynomics.blogspot.com

Cerchiamo di capirci una volta per tutte, così evitiamo equivoci, delusioni, e perdite di tempo. Continuo a ricevere inviti a esprimermi sulla MMT, sollecitazioni ad ascoltare questo o quello, a guardare questa o quella slide, ecc.

Tutto bene, se avrò tempo guarderò, mi lusinga il fatto che la mia opinione vi interessi tanto. Allora: intanto guardate voi questo. Cos’è?

Sono le slides del mio corso di Macroeconomia per gli studenti del triennio in Economia Ambientale presso la facoltà di Economia dell’Università “G. d’Annunzio” (dove G. sta, come sapete, per Giuseppe), anno accademico 2006-2007. Del resto, è materiale che riprende l’approccio analitico del mio libro per gli studenti del triennio di Economia della cooperazione internazionale e dello sviluppo, anno accademico 2004-2005, all'Università di Roma "La Sapienza" (daje a ride).

Date un’occhiata, per favore...

Ma... incredibile visu! Queste slides... Questo libro... Ma... Nooooooooo.... Non ci posso credere! Ma dai? Incredibile! Ma come ha fatto!? C’è tutta la rivoluzionaria analisi stock/flusso post-keynesiana, quella che la Kelton ha portato a Riccione (o Rimini?). E c’è anche di più! Bagnai va anche a vedere se il deficit privato dipende dai consumi o dagli investimenti... Minchia però, Bagnai ha la macchina del tempo. Pensa un po’: nel 2005, prima di scrivere il libro, si è fatto un viaggetto a Rimini 2012 (in incognito), ha copiato le slides della Kelton, e poi, violando tra l’altro il diritto d’autore, le ha rifilate ai suoi studenti... Però, almeno, sappiamo che è uno dei nostri! (sì, uno mi ha scritto proprio così: sei uno dei nostri! Troppo onore). Anche lui usa (senza ammetterlo) questi strumenti analitici rivoluzionari, questo “potente strumento che avete in mano”, come dice Donald nella sua prolusione (rinviandomi ad altri tempi, quando nei bagni della Sapienza leggevo la classica frase: “ragazzo: hai in mano il tuo futuro!”).

O no?

No, ovviamente.

La realtà è un po’ diversa.

Quello che viene strombazzato come un rivoluzionario strumento di analisi post-keynesiana è una cosa talmente standard che io la insegno perfino a studenti che NON dovranno fare da grandi gli economisti. E del resto, non so se ve ne siete accorti (mi sembra di no), ma questi strumenti assolutamente standard di analisi sono esattamente quelli che applico di continuo, ad esempio in questo post (vedete, e, se potete, capite la Fig. 1). Li applico perché sono gli strumenti giusti da applicare, e lo faccio senza tanta prosopopea, senza pretendere di aver rivoluzionato la teoria economica. Lo faccio perché la matrice dei flussi di fondi l’ho studiata in classe di Giancarlo Gandolfo molti anni fa, e perché lui mi ha spiegato che era uno strumento imprescindibile per comprendere le relazioni finanziarie internazionali. E la spiegava così bene, che, pensate un po’, nel corso successivo al mio gli studenti all’ultima lezione (maggio) si presentarono tutti con una maglietta sulla quale era stampata la matrice dei flussi di fondi, quella che nella prima riga riporta l'E=mc2 della Kelton: I – SP + F + CA = 0. I concessionari di macchine del tempo avevano il loro bel da fare, nell'Italia degli anni '80, quando l'università ancora esisteva...


Sentite, io non so come dirvelo, vi voglio molto bene, in questo momento qualsiasi contributo alla comprensione va accolto con rispetto e se possibile assimilato, però qui c’è chiaramente un problema. Cerco di spiegarvelo.

Supponiamo che uno vi si avvicini e vi dica: "ho inventato una cosa rivoluzionaria, ha un potenziale economico enorme, la tecnologia dei trasporti non sarà più quella di prima, e l’ho inventata io, nel Dipartimento di ingegneria quantistica del Sarchiapone College di Paperopoli, è tutto pubblicato sui ciclostilati del dipartimento, ci ho fatto 67 working papers in 67 giorni". E certo, se non siete laureati in ingegneria, se non siete del mestiere, magari vi farete condurre nel retrobottega del Sarchiapone College, dove il brillante scienziato vi mostrerà... una ruota di legno!

Una chiamata al 118 sarebbe la reazione giusta, credo.

Capiamoci: io non so se la pretesa di essere rivoluzionari la nutrano i miei colleghi americani, o se sia invece una distorsione dovuta a un certo tipo di marketing. Ma è una pretesa, almeno in questo caso, palesemente infondata, e quindi molto controproducente.

Attenzione: non sto criticando la “teoria” (in particolare, l’uso di saldi contabili per l’analisi delle dinamiche finanziarie di un paese): tutt’altro! Uso questo approccio praticamente da sempre, perché chiunque costruisca modelli, ovviamente, parte dall’analisi dei saldi contabili. Sto solo dicendo che se uno mi dice che ha inventato la ruota (i saldi contabili), quando poi mi dice che ha anche rivoluzionato la teoria monetaria io guardo la mia agenda di ricerca, e cortesemente rispondo: “le faremo sapere, chiamiamo noi. No, no, non telefoni, e soprattutto non mi intasi di email, la chiamiamo noi”. Come ci si sente dire quando un’audizione non va esattamente bene.

Temo in effetti che il problema sia creato da un certo tipo di marketing, cioè dalla persona che, per la sua abitudine di starnazzare scompostamente, su questo blog viene definita Donald (Duck). Mi rendo conto che tocco un mostro sacro. Valgono le solite considerazioni. Sarà anche in buona fede, non ne voglio parlare, non mi interessa. Si è accompagnato a persone della cui buona fede è lecito dubitare. E soprattutto, ho già messo in evidenza che se volessi distruggere la credibilità di una qualsiasi teoria, per prima cosa ci infiltrerei un profeta di quel calibro. Ma questa è una mia opinione, che per una volta, oltre che a me, non interessa nemmeno a voi. Uno dei tanti risultati controproducenti del suo modo di fare è che io non ho alcuna voglia di approfondire l’argomento. Anche perché, se tanto mi dà tanto, credo che come nella rivoluzionaria teoria dei saldi ho trovato le lezioni di Gandolfo, nella rivoluzionaria MMT troverei quelle di Arcelli.

Ragazzi: per chi come voi è digiuno e ha tanta fame e sete di giustizia, anche una minestra riscaldata può andare bene, e io non vi critico minimamente, anzi, vi esorto a studiare, sono certo che vi sarà utile. Almeno metà delle cose che dicono loro sono cose che dico non io, ma, direi, tutti quelli che si sono occupati di international finance e di macroeconomia applicata. Male non vi faranno di sicuro. Ripeto: qualsiasi avanzamento della conoscenza è utile in questo momento. Ma io ho altre ricerche da fare e da condividere con voi in questo momento. E soprattutto credere che i problemi si risolvano con teorie o uomini della provvidenza è un errore, e lo è sotto due profili: sotto quello scientifico, e sotto quello politico.

Parliamo un po’ di quest’ultimo punto.

Mettetevi nei miei panni. Io sto cercando di fare opera di verità tecnica. Mi trovo ancora di fronte persone che non sanno cos’è un avanzo primario, che sostengono che svalutare è "immorale" (ma se rivalutare è morale, perché chi è in surplus non rivaluta?) e risparmiare è "morale" (ma chi risparmia crea un surplus, quindi crea un deficit altrove, e allora qual è il senso di questa moralità che sta scardinando il nostro continente?), che usano categorie pre-economiche di stampo ottocentesco, che non sanno leggere la bilancia dei pagamenti, che confondono deficit estero e deficit pubblici, che non hanno la benché minima idea di quali siano gli ordini di grandezza delle variabili in gioco, né la loro scansione temporale. E non perché siano stupide, tutt’altro: perché da tre decenni vengono sistematicamente disinformate. A queste persone, con pazienza, guidandole per mano, mostrando i dati, ripetendo mille e una volta le stesse cose, come ho imparato dai miei maestri, cerco di indicare una strada, con umiltà, non sempre con calma, seguendo un percorso.

Qualcuno capisce, qualcuno no, va bene così.

Ma voi pensate che veramente sia più efficace, come metodo, andare dal piddino di turno, intriso di luoghi comuni, e sbattergli in faccia che è vittima di un complotto ordito da tre persone, e che però altre tre persone sono venute, come i re magi, portando dall'Ovest anziché dall'Est la formula magica che ci può salvare tutti dalla catastrofe? Cioè: a voi questo sembra veramente un buon esercizio di comunicazione? Forse perché con voi ha funzionato?

Allora si vede che sto scrivendo per le persone sbagliate.

Con i tre che resteranno proseguirò il mio cammino.

E il punto politico ha un altro risvolto. Fermo restando che NON credo alla fine della storia, e che tanti cambiamenti di paradigma sono necessari, e avverranno se potranno avvenire, qui abbiamo un problema urgente, di breve periodo, che può essere gestito e risolto con gli strumenti dei quali disponiamo. Il giorno dopo l’uscita dall’euro mi studio la MMT. istwine mi ha già mandato l’opportuna bibliografia. Ma il giorno dopo. Perché prima c’è altro da fare. E perché le resistenze di certi ambienti non possono che aumentare, direi comprensibilmente, se all’agenda di quello che c’è da fare si aggiunge il polverone di un “cambiamento di prospettive” che forse non è nemmeno tale.

Quindi, scusatemi, sappiate che per ora questa è una zona dedonaldizzata. Non voglio e non posso correre il rischio di perdere credibilità associandomi a un’operazione di marketing di quel tipo, gestita da uno che non si chi sia, che un giorno dice che dobbiamo fare la fine che meritiamo, il giorno dopo dice che ci vuole salvare dal nostro destino, che va in televisione a dire che Godley ha criticato l’euro, facendosi giustamente ridere dietro, forse perché non sa che ben altri economisti lo hanno fatto, come voi sapete credo anche grazie a me, ecc. ecc.


Un errore (casuale, involontario, per carità) di marketing dietro l’altro.


A me questo non interessa. Per favore, non parlatemene. Qui si continuerà a fare umile opera di divulgazione di principi economici assolutamente standard, quei principi che, per il fatto di essere condivisibili e condivisi, sono anche i soli in grado di determinare un cambiamento “rivoluzionario” della situazione. Cambiamento che, come ho più volte detto, potrà realizzarsi solo se, utilizzando categorie standard, condivise e condivisibili, riusciremo a far capire agli amici piddini quali sono le cause degli squilibri, e a convincerli a votare per un cambiamento. Preciso nuovamente che per me il piddino non è un PDno. Può anche votare Forza Nuova.

Piddino è uno che fino ad oggi ha rinunciato a pensare con la propria testa, non perché non ce l’avesse, ma per economia di pensiero, e per fiducia nei suoi leader. Penso che in molti questa fiducia sia stata scossa dagli eventi, e quindi che sia necessario stabilire un dialogo. Credo che, data l’urgenza del momento, il dialogo sarà più semplice e proficuo se usiamo la lingua che conosciamo, anziché una lingua “nuova”, che tutti dobbiamo imparare andando ad audiendum verbum da quattro americani. Non so se è chiaro. Si tratta di un problema di priorità e di opportunità.

Torno sul punto scientifico. Non so se la MMT sia “nuova” o “vecchia”, “giusta” o “sbagliata”. Non sto formulando giudizi.

So che certamente non è indispensabile, perché fra il Nixon shock e il divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia ci sono stati 10 anni nei quali di MMT non si è parlato, e non stavamo tanto peggio di oggi. Dire che la MMT non mi interessa non significa dire che non deve interessare a voi, non significa dire che è sbagliata, non significa dire che il sacro dogma dell’indipendenza della banca centrale è intangibile, non significa dire che lo stato non debba fare politica monetaria, ecc. Significa dire che non mi interessa per ora, perché le mie priorità sono altre. Mi interesserebbe di più se fosse stata presentata in modo meno sospetto (per me) e controproducente, ma le mie priorità sarebbero comunque altre.

E siccome io non voglio imporvi le mie priorità, vi dico subito che ritengo una discussione sulle mie priorità assolutamente fuori luogo (e quindi non ci sarà), e che, naturalmente, se ritenete che questa mia posizione sia sbagliata, potete votare con i mouse, andando a tifare MMT da un’altra parte. Lo prenderò come indicazione del fatto che da questo blog non avete tratto informazioni utili, o forse come indicazione del fatto che è inutile dare informazioni utili.

Un popolo che si è accontentato per 20 anni degli slogan di Prodi, può benissimo cambiare slogan. Penso che qualsiasi slogan sia migliore di quelli di Prodi, e quindi vedo un progresso comunque. Ma io qui sto lavorando per chi non si accontenta degli slogan. Capitemi, scusatemi, compatitemi, detestatemi, fate come vi pare, ma questa è e rimane una zona dedonaldizzata. Punto.


Vi farò sapere, chiamo io...

Alberto Bagnai

Fonte http://goofynomics.blogspot.com

Link: http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/mmt-no-grazie-per-ora.html

1.03.2012

Commenti (108)

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    1. tania 3 marzo 2012

      Proprietà comune e gestione partecipata dei mezzi di produzione . Tutto ciò che va al di sopra di un piccolo negozietto o di un mercatino ( perdona la sintesi , per capirci ) deve avere una proprietà e un gestione partecipata e comune ( preferisco l'espressione "comune" all'espressione "pubblica" , ma qui apriremmo un altro discorso ) . E' solo in questo modo che ci si libererebbe da quell'immensa bolla di lavoro sciavizzante/dannoso/antiambientale/razzista/classista/guerrafondaio ecc.ecc.. che ci avvolge e occuperemmo liberamente il nostro tempo in attività veramente utili socialmente .

    1. rosbaol 3 marzo 2012

      A me importa tantissimo è per questo che alle assemblee di lotta comunista chiedo da anni il COME (del COSA ne ho fin sopra i capelli) e ottengo risposte vaghe o l'ennesima lezione sulla lotta di classe.

    1. rosbaol 3 marzo 2012

      E' quello che succede quando hai le università fatte di Baroni. Si fa di tutta un erba un fascio. Non è solo colpa sua. Vale anche per il giornalismo.

    1. rosbaol 3 marzo 2012

      Perdonami, ma in 20 anni di sto sfacelo ci fosse stato uno, e dico un giornalista che ci avesse spiegato cosa diavolo sono i Trattati Europei. Trattatti che hanno di fatto cambiato (in peggio) le nostre vite. Una domanda sulla qualità dei giornalisti italiani me la porrei. E poi non ho mai letto nulla di Barnard che non fosse documentato. Vi prego, stiamo cadendo nel trappola pro b. o controb.

    1. rosbaol 3 marzo 2012

      Ecco, così già mi piaci di più. Ora, cara Tania, in un mondo che non è più quello di 80 anni fa, come se ne esce? Liberarsi dal lavoro. Tutte le volte che i comunisti mi dicono "liberiamoci dal lavoro" penso: sarebbe un idea magnifica. C'è un piccolissimo problema: come lo si fa. Attendo una risposta, grazie.

    1. rosbaol 3 marzo 2012

      Perdonami, ma come fai a portare alla gente notizie, fatti ed una possibile via d'uscita (perchè questo è, una possibile via d'usicta) se non ti rendi visibile? Cavolo, Barnard è un attivista, non è un economista. Fa giornalismo d'inchiesta. IL paragone con il prof non regge, fanno due mestieri diversi. E' come se a Travaglio gli si dicesse che non è in grado di tenere una lectio magistralis in una aula di giurisprudenza. E' che non ci siamo più abituati. 30 anni fa una azione del genere era la norma. Al Prof si crticano sostanzialmente due cose: 1) nessuno dei partecipanti al SUMMIT, nè i realatori hanno detto che la MMT è rivoluzionaria. Anzi, hanno citati i padri della teoria vecchia di un secolo. 2) Dai del Papaerino ad un giornalista che ha pagato care le ue scelte. E ad oggi non mi sembra che Barnard ci abbia guadagnato granchè.

    1. tania 3 marzo 2012

      Hitler era un burattino razzista espressione della classe dominante che reagì in chiave imperialista alle varie conseguenze della GrandeGuerra come la fragilissima costituzione di Weimar ; come la pace punitiva imposta ai tedeschi a Versailles ( accordi punitivi già criticati tra l’altro nel 1919 da un lucido John Maynard Keynes in “Le conseguenze economiche della pace” ) ; come il ritiro dei prestiti privati americani dopo la crisi del ’29 ; come la paura di una rivoluzione dei comunisti tedeschi eccetera eccetera eccetera . Nessun tedesco era a conoscenza delle politiche monetarie di Schacht e cio che ha reso Hitler “così popolare in Germania” è stato l’aver evitato il conflitto di classe facendo leva sui più bassi e beceri istinti piccolo borghesi del popolo bue ( leggasi “La nazionalizzazione delle masse” di George Mosse oppure “Come si diventa nazisti” di W. Allen ecc..) . Le politiche monetarie di Schacht erano appunto solo politiche monetarie : non mettevano minimamente in discussione la proprietà privata dei mezzi di produzione e l’intrinseca natura espansiva e distruttiva del capitale . La piena occupazione ( in chiave ariana tra l’altro ) di per sè non ha nulla a che fare con il socialismo : ma può voler dire anche schiavismo e imperialismo . Pensiamo solo al fatto che Marx voleva liberarci dal lavoro.. e che sia il NaziFascimo , sia la SocialDemocrazia Occidentale PostBellica trainata dagli USA ( quella elogiata da Barnard ) , per mantenere la “piena occupazione” dovettero entrambe ( entrambe ) adottare politiche imperialiste : perché erano entrambi burattini , fantocci , comitati d’affari della classe dominante : non mettevano in discussione la proprietà privata dei mezzi di produzione , l’intrinseca natura espansiva e distruttiva del capitale , la natura gerarchica dei rapporti sociali eccetera eccetera ( come d’altronde lo stalinismo , anche se in un’altra forma )

    1. pippo74 3 marzo 2012

      Benedetto il signore. Kursk, riemergi dagli abissi in cui probabilmente sei rimasto per troppo tempo, leggi qualche articolo a caso del prof. Bagnai (oppure quello riportato tra le letture segnalate di CDC "Crisi finanziaria e governo dell'economia") e poi, se parlerai ancora come hai fatto nel tuo commento del prof. Bagnai, vorrà dire che sei un caso disperato.

    1. viks83 3 marzo 2012

      ma che gli importa di questo...hanno trovato il modo di riempire altre sacche di mercato con questo nuovo prodotto commerciale chiamato MMT. L'ennesima luna nel pozzo. Tutti ricchi e contenti, che vuoi di più?

    1. nuvolenelcielo 3 marzo 2012

      Hitler era Socialista, nazionalSocialista, più ovvio di così... Ciò che l'ha reso così popolare in Germania è stata proprio la politica monetaria e economica, che è stato un grande successo e che ancora oggi alcuni portano ad esempio. L'imperialismo e il razzismo sono momenti differenti della storia del Reich, non c'entrano un cazzo col successo della politica monetaria di Hitler. Comunque non capisco perché parli sempre di Hitler in ogni thread, anche su quelli di Schettino credo..., ci sono anche altri socialisti di successo. Saluti.

    1. tania 3 marzo 2012

      L’unico comportamento “vigliacco” che osservo io è invece non solo quello di chi subisce a-criticamente senza rispondere ogni spocchiosa ignoranza e violenza espressa da quella tronfia starletta ignorante e violenta che si chiama Paolo Barnard , ma anche quella sorta di conformismo liberal-borghese che si scandalizza solo quando qualcuno gli fa notare che anche quell’imperialista razzista di Hitler era in un certo senso keynesiano … ma sta muto , docile e contento ( è questo il vero scandalo ) quando quella tronfia starletta ignorante e violenta che si chiama Paolo Barnard elogia il keynesismo occidentale post-bellico : ignorando felicemente il fatto che è stato anch’esso un imperialismo atroce e razzista . Questi sono i vigliacchi

    1. walterkurtz 3 marzo 2012

      Sono sostanzialmente d'accordo. Anzi direi che alla base c'è un modo avvicinarsi alle cose tutte totalmente diverso. Quello che ha fatto Barnard ha certamente dello straordinario, ma non sottovaluterei neppure l'importanza di un blog come quello di Bagnai che affronta un tema arduo come l'economia con un metodo ed un linguaggio poco esclusivistico. Ed infatti è un blog letto e commentato non solo da addetti ai lavori anzi.
      I professori fanno i professori è vero ed infatti i 5 di Rimini sono venuti in Italia a fare una conferenza perché invitati da Barnard (un giornalista/politico) senza nessuna pretesa di portare il Verbo che ci porterà in un mondo migliore.
      Tutto i metodi che hanno come fine la divulgazione possono andare bene (per questo non ho capito il commento piccato di Barnard e che ho trovato fuori luogo).

    1. marcello1991 3 marzo 2012

      UNA PRECISAZIONE SU TUTTE:

      AL SUMMIT DI RIMINI NON SI E' PARLATO SOLO DI MMT MA ANCHE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO DEL MONDO ED IN PARTICOLARE DELL'EUROPA.

      PARLARE DI MMT COME TEORIA FINE A SE STESSA HA POCO SIGNIFICATO E IN QUESTO CASO CAPIREI LE CRITICHE MOSSE DA QUALCUNO.

      RIPETO: CONTESTO EUROPEO, PERCHE' E PER COME SIAMO IN QUESTA SITUAZIONE, CHI L'HA VOLUTA E PERCHE' CONTINUA A VOLERLA... + MMT, E TUTTO DETTO IN UNA VOLTA SOLA! ALLORA SI CHE IL SUMMIT ACQUISISCE UNA VALENZA "RIVOLUZIANARIA".

      INFINE VORREI SOTTOLINEARE CHE IL CARATTERE DEL SUMMIT CHE POI E' ANCHE IL MESSAGGIO DI PB è:

      SCENDIAMO TUTTI DAL PIEDISTALLO E FACCIAMOCI UOMINI ANCHE DIO A DOVUTO FARLO... PERCHE' NOI NO ?

      NIENTE E NUSSUNO E' PERFETTO TANTO MENO TEORIE ECONOMICHE, E NON ESISTONO SOLUZIONI PERFETTE E TANTO MENO CHE DANNO RISULTATI IMMEDIATI, NON C'E' + TEMPO.... FACCIAMOCI UOMINI CON TUTTO QUELLO CHE COMPORTA E CHE NON VORREMMO VEDERE.

      CIAO

    1. Georgejefferson 3 marzo 2012

      hitler era un keynesiano...non mi interessa che l'allusione sia alle tematiche economiche...questa e'una vigliaccheria...sparo sentenze..di fronte a questo senza problemi..se sono un vigliacco per altri non me ne frega niente

    1. Georgejefferson 3 marzo 2012

      la tua battuta non centra..rosbaol

    1. rosbaol 3 marzo 2012

      Hey, calma. La mi era solo una battuta. Volevo solo dire (è triste spiegare una battuta) che Keynes ha creato uno strumento per distribuire ricchezze a più gente possibile.Hitler ha pensato bene di invaderci la Polonia e sterminare ebrei. Se vale il sillogismo per Keynes, vale anche per Einstein. Credeva di poter dare energia atutti, ma qualcuno ha pensato di utilizzare la sua scoperta per bombardarci due città. Avvicinare Keynes a Hitler è dialettica paracula. E il paraculismo lo si combatte con la Satira. Poi, la mia sarà una Satira pessima ma questo è.

    1. Kursk43 3 marzo 2012

      'Non conta l'etichetta ma il contenuto.'

      No, in Italia è proprio il contrario. Di che ha paura il Bagnai dai carboni bagnati? Che si parli male di una cosa? Non gli piace PB? Sorvola ignora? Non gli piace la MMT, lo spieghi in poche paroline povere (si può e si deve); invece, è impegnato, magari a stringere le mani ai padrini cattedro-loggeschi dei michel martone e delle fornero jr. Questi si, che sono docenti! Basta con questi autodidatti senza titoli! Non sanno e non fanno, non hanno titolo!
      Meglio i Bagnai, i Michel Marton's e le Fornero's girls. Sono titolati...
      In realtà, il Bagnai rosica, e rosica molto, conoscendo gli ambientacci accademici: proposopea vacua e fatua, arroganza da arrampicatore sociale e/o raccomandato (se insegni all'università, è d'obbligo), paroloni (metodo Attivissimo, inondare il nemico di pagine e pagine di cifre e sigle senza senso, solo per rincitrullirlo. Si chiama anche 'gioco delle tre carte'). ecc.
      PB ha fatto una cosa che i raccomandati di cattedra non osano sognare nei loro letti: Prendere iniziative poco allineate, e riuscirci alla grande. Badate, neanche nei meglio organizzati 'convegni di alti studi' indetti dai gloriosi atenei (con tanto di iniezioni di euro-dollari statali), si arriva a nemmeno un decimo del numero racimolato da PB.
      PB mostra una sua autonomia, non solo teorica, ma di attività. E Bagnai, rosica, e non può fare altro, invidioso (sì, invidioso) delle capacità e dell'autonomia di un 'profano' senza-titoli (aristocratici, ché all'università contano quelli, che non si ci illuda che lì si parli di lavoro teorico o produzione intellettuale di valore.)
      Il resto, è kultura fumogena con cui coprire e nascondere l'aspetto umano, che è quel che conta negli ambienti cosiddetti accademici.
      Si, per Bagnai conta l'etichetta, perché all'università si agisce solo su quella base; gli 'accademici' fanno così perchè si va veloce, poichè non hanno tempo da predere...

    1. consulfin 3 marzo 2012

      un voto per te

    1. consulfin 3 marzo 2012

      sparare sentenze è vigliacco. Ed è un metodo sicuro, o forse anche cercato, per mettersi gli uni contro gli altri. Ne io ne chi mi ha preceduto ha paragonato Hitler a Keynes. Anche perché non mi risulta che Keynes abbia ricoperto il ruolo di cancelliere o capo di stato in un qualunque paese. Si è semplicemente scritto (per fortuna lo scritto resta e può essere sempre letto) ... si è semplicemente scritto che Hitler faceva molta spesa pubblica. D'altronde un dittatore una qualche politica economica la deve pure adottare.

    1. pippo74 2 marzo 2012

      attento a non scottarti! si scherza eh! e' che non ho resistito.

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