MMT? NO GRAZIE (PER ORA)

MMT? NO GRAZIE (PER ORA)

DI ALBERTO BAGNAI

goofynomics.blogspot.com

Cerchiamo di capirci una volta per tutte, così evitiamo equivoci, delusioni, e perdite di tempo. Continuo a ricevere inviti a esprimermi sulla MMT, sollecitazioni ad ascoltare questo o quello, a guardare questa o quella slide, ecc.

Tutto bene, se avrò tempo guarderò, mi lusinga il fatto che la mia opinione vi interessi tanto. Allora: intanto guardate voi questo. Cos’è?

Sono le slides del mio corso di Macroeconomia per gli studenti del triennio in Economia Ambientale presso la facoltà di Economia dell’Università “G. d’Annunzio” (dove G. sta, come sapete, per Giuseppe), anno accademico 2006-2007. Del resto, è materiale che riprende l’approccio analitico del mio libro per gli studenti del triennio di Economia della cooperazione internazionale e dello sviluppo, anno accademico 2004-2005, all'Università di Roma "La Sapienza" (daje a ride).

Date un’occhiata, per favore...

Ma... incredibile visu! Queste slides... Questo libro... Ma... Nooooooooo.... Non ci posso credere! Ma dai? Incredibile! Ma come ha fatto!? C’è tutta la rivoluzionaria analisi stock/flusso post-keynesiana, quella che la Kelton ha portato a Riccione (o Rimini?). E c’è anche di più! Bagnai va anche a vedere se il deficit privato dipende dai consumi o dagli investimenti... Minchia però, Bagnai ha la macchina del tempo. Pensa un po’: nel 2005, prima di scrivere il libro, si è fatto un viaggetto a Rimini 2012 (in incognito), ha copiato le slides della Kelton, e poi, violando tra l’altro il diritto d’autore, le ha rifilate ai suoi studenti... Però, almeno, sappiamo che è uno dei nostri! (sì, uno mi ha scritto proprio così: sei uno dei nostri! Troppo onore). Anche lui usa (senza ammetterlo) questi strumenti analitici rivoluzionari, questo “potente strumento che avete in mano”, come dice Donald nella sua prolusione (rinviandomi ad altri tempi, quando nei bagni della Sapienza leggevo la classica frase: “ragazzo: hai in mano il tuo futuro!”).

O no?

No, ovviamente.

La realtà è un po’ diversa.

Quello che viene strombazzato come un rivoluzionario strumento di analisi post-keynesiana è una cosa talmente standard che io la insegno perfino a studenti che NON dovranno fare da grandi gli economisti. E del resto, non so se ve ne siete accorti (mi sembra di no), ma questi strumenti assolutamente standard di analisi sono esattamente quelli che applico di continuo, ad esempio in questo post (vedete, e, se potete, capite la Fig. 1). Li applico perché sono gli strumenti giusti da applicare, e lo faccio senza tanta prosopopea, senza pretendere di aver rivoluzionato la teoria economica. Lo faccio perché la matrice dei flussi di fondi l’ho studiata in classe di Giancarlo Gandolfo molti anni fa, e perché lui mi ha spiegato che era uno strumento imprescindibile per comprendere le relazioni finanziarie internazionali. E la spiegava così bene, che, pensate un po’, nel corso successivo al mio gli studenti all’ultima lezione (maggio) si presentarono tutti con una maglietta sulla quale era stampata la matrice dei flussi di fondi, quella che nella prima riga riporta l'E=mc2 della Kelton: I – SP + F + CA = 0. I concessionari di macchine del tempo avevano il loro bel da fare, nell'Italia degli anni '80, quando l'università ancora esisteva...


Sentite, io non so come dirvelo, vi voglio molto bene, in questo momento qualsiasi contributo alla comprensione va accolto con rispetto e se possibile assimilato, però qui c’è chiaramente un problema. Cerco di spiegarvelo.

Supponiamo che uno vi si avvicini e vi dica: "ho inventato una cosa rivoluzionaria, ha un potenziale economico enorme, la tecnologia dei trasporti non sarà più quella di prima, e l’ho inventata io, nel Dipartimento di ingegneria quantistica del Sarchiapone College di Paperopoli, è tutto pubblicato sui ciclostilati del dipartimento, ci ho fatto 67 working papers in 67 giorni". E certo, se non siete laureati in ingegneria, se non siete del mestiere, magari vi farete condurre nel retrobottega del Sarchiapone College, dove il brillante scienziato vi mostrerà... una ruota di legno!

Una chiamata al 118 sarebbe la reazione giusta, credo.

Capiamoci: io non so se la pretesa di essere rivoluzionari la nutrano i miei colleghi americani, o se sia invece una distorsione dovuta a un certo tipo di marketing. Ma è una pretesa, almeno in questo caso, palesemente infondata, e quindi molto controproducente.

Attenzione: non sto criticando la “teoria” (in particolare, l’uso di saldi contabili per l’analisi delle dinamiche finanziarie di un paese): tutt’altro! Uso questo approccio praticamente da sempre, perché chiunque costruisca modelli, ovviamente, parte dall’analisi dei saldi contabili. Sto solo dicendo che se uno mi dice che ha inventato la ruota (i saldi contabili), quando poi mi dice che ha anche rivoluzionato la teoria monetaria io guardo la mia agenda di ricerca, e cortesemente rispondo: “le faremo sapere, chiamiamo noi. No, no, non telefoni, e soprattutto non mi intasi di email, la chiamiamo noi”. Come ci si sente dire quando un’audizione non va esattamente bene.

Temo in effetti che il problema sia creato da un certo tipo di marketing, cioè dalla persona che, per la sua abitudine di starnazzare scompostamente, su questo blog viene definita Donald (Duck). Mi rendo conto che tocco un mostro sacro. Valgono le solite considerazioni. Sarà anche in buona fede, non ne voglio parlare, non mi interessa. Si è accompagnato a persone della cui buona fede è lecito dubitare. E soprattutto, ho già messo in evidenza che se volessi distruggere la credibilità di una qualsiasi teoria, per prima cosa ci infiltrerei un profeta di quel calibro. Ma questa è una mia opinione, che per una volta, oltre che a me, non interessa nemmeno a voi. Uno dei tanti risultati controproducenti del suo modo di fare è che io non ho alcuna voglia di approfondire l’argomento. Anche perché, se tanto mi dà tanto, credo che come nella rivoluzionaria teoria dei saldi ho trovato le lezioni di Gandolfo, nella rivoluzionaria MMT troverei quelle di Arcelli.

Ragazzi: per chi come voi è digiuno e ha tanta fame e sete di giustizia, anche una minestra riscaldata può andare bene, e io non vi critico minimamente, anzi, vi esorto a studiare, sono certo che vi sarà utile. Almeno metà delle cose che dicono loro sono cose che dico non io, ma, direi, tutti quelli che si sono occupati di international finance e di macroeconomia applicata. Male non vi faranno di sicuro. Ripeto: qualsiasi avanzamento della conoscenza è utile in questo momento. Ma io ho altre ricerche da fare e da condividere con voi in questo momento. E soprattutto credere che i problemi si risolvano con teorie o uomini della provvidenza è un errore, e lo è sotto due profili: sotto quello scientifico, e sotto quello politico.

Parliamo un po’ di quest’ultimo punto.

Mettetevi nei miei panni. Io sto cercando di fare opera di verità tecnica. Mi trovo ancora di fronte persone che non sanno cos’è un avanzo primario, che sostengono che svalutare è "immorale" (ma se rivalutare è morale, perché chi è in surplus non rivaluta?) e risparmiare è "morale" (ma chi risparmia crea un surplus, quindi crea un deficit altrove, e allora qual è il senso di questa moralità che sta scardinando il nostro continente?), che usano categorie pre-economiche di stampo ottocentesco, che non sanno leggere la bilancia dei pagamenti, che confondono deficit estero e deficit pubblici, che non hanno la benché minima idea di quali siano gli ordini di grandezza delle variabili in gioco, né la loro scansione temporale. E non perché siano stupide, tutt’altro: perché da tre decenni vengono sistematicamente disinformate. A queste persone, con pazienza, guidandole per mano, mostrando i dati, ripetendo mille e una volta le stesse cose, come ho imparato dai miei maestri, cerco di indicare una strada, con umiltà, non sempre con calma, seguendo un percorso.

Qualcuno capisce, qualcuno no, va bene così.

Ma voi pensate che veramente sia più efficace, come metodo, andare dal piddino di turno, intriso di luoghi comuni, e sbattergli in faccia che è vittima di un complotto ordito da tre persone, e che però altre tre persone sono venute, come i re magi, portando dall'Ovest anziché dall'Est la formula magica che ci può salvare tutti dalla catastrofe? Cioè: a voi questo sembra veramente un buon esercizio di comunicazione? Forse perché con voi ha funzionato?

Allora si vede che sto scrivendo per le persone sbagliate.

Con i tre che resteranno proseguirò il mio cammino.

E il punto politico ha un altro risvolto. Fermo restando che NON credo alla fine della storia, e che tanti cambiamenti di paradigma sono necessari, e avverranno se potranno avvenire, qui abbiamo un problema urgente, di breve periodo, che può essere gestito e risolto con gli strumenti dei quali disponiamo. Il giorno dopo l’uscita dall’euro mi studio la MMT. istwine mi ha già mandato l’opportuna bibliografia. Ma il giorno dopo. Perché prima c’è altro da fare. E perché le resistenze di certi ambienti non possono che aumentare, direi comprensibilmente, se all’agenda di quello che c’è da fare si aggiunge il polverone di un “cambiamento di prospettive” che forse non è nemmeno tale.

Quindi, scusatemi, sappiate che per ora questa è una zona dedonaldizzata. Non voglio e non posso correre il rischio di perdere credibilità associandomi a un’operazione di marketing di quel tipo, gestita da uno che non si chi sia, che un giorno dice che dobbiamo fare la fine che meritiamo, il giorno dopo dice che ci vuole salvare dal nostro destino, che va in televisione a dire che Godley ha criticato l’euro, facendosi giustamente ridere dietro, forse perché non sa che ben altri economisti lo hanno fatto, come voi sapete credo anche grazie a me, ecc. ecc.


Un errore (casuale, involontario, per carità) di marketing dietro l’altro.


A me questo non interessa. Per favore, non parlatemene. Qui si continuerà a fare umile opera di divulgazione di principi economici assolutamente standard, quei principi che, per il fatto di essere condivisibili e condivisi, sono anche i soli in grado di determinare un cambiamento “rivoluzionario” della situazione. Cambiamento che, come ho più volte detto, potrà realizzarsi solo se, utilizzando categorie standard, condivise e condivisibili, riusciremo a far capire agli amici piddini quali sono le cause degli squilibri, e a convincerli a votare per un cambiamento. Preciso nuovamente che per me il piddino non è un PDno. Può anche votare Forza Nuova.

Piddino è uno che fino ad oggi ha rinunciato a pensare con la propria testa, non perché non ce l’avesse, ma per economia di pensiero, e per fiducia nei suoi leader. Penso che in molti questa fiducia sia stata scossa dagli eventi, e quindi che sia necessario stabilire un dialogo. Credo che, data l’urgenza del momento, il dialogo sarà più semplice e proficuo se usiamo la lingua che conosciamo, anziché una lingua “nuova”, che tutti dobbiamo imparare andando ad audiendum verbum da quattro americani. Non so se è chiaro. Si tratta di un problema di priorità e di opportunità.

Torno sul punto scientifico. Non so se la MMT sia “nuova” o “vecchia”, “giusta” o “sbagliata”. Non sto formulando giudizi.

So che certamente non è indispensabile, perché fra il Nixon shock e il divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia ci sono stati 10 anni nei quali di MMT non si è parlato, e non stavamo tanto peggio di oggi. Dire che la MMT non mi interessa non significa dire che non deve interessare a voi, non significa dire che è sbagliata, non significa dire che il sacro dogma dell’indipendenza della banca centrale è intangibile, non significa dire che lo stato non debba fare politica monetaria, ecc. Significa dire che non mi interessa per ora, perché le mie priorità sono altre. Mi interesserebbe di più se fosse stata presentata in modo meno sospetto (per me) e controproducente, ma le mie priorità sarebbero comunque altre.

E siccome io non voglio imporvi le mie priorità, vi dico subito che ritengo una discussione sulle mie priorità assolutamente fuori luogo (e quindi non ci sarà), e che, naturalmente, se ritenete che questa mia posizione sia sbagliata, potete votare con i mouse, andando a tifare MMT da un’altra parte. Lo prenderò come indicazione del fatto che da questo blog non avete tratto informazioni utili, o forse come indicazione del fatto che è inutile dare informazioni utili.

Un popolo che si è accontentato per 20 anni degli slogan di Prodi, può benissimo cambiare slogan. Penso che qualsiasi slogan sia migliore di quelli di Prodi, e quindi vedo un progresso comunque. Ma io qui sto lavorando per chi non si accontenta degli slogan. Capitemi, scusatemi, compatitemi, detestatemi, fate come vi pare, ma questa è e rimane una zona dedonaldizzata. Punto.


Vi farò sapere, chiamo io...

Alberto Bagnai

Fonte http://goofynomics.blogspot.com

Link: http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/mmt-no-grazie-per-ora.html

1.03.2012

Commenti (108)

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    1. pippo74 2 marzo 2012

      Siccome, tra i sostenitori o, come dire, tra i simpatizzanti del "summit" mi sembri un utente disponibile a ragionare, mi piacerebbe che tu riflettessi sulla seguente affermazione, "Ma qui ci tocca scegliere: accettare che l'economia sia solo roba per professionisti ed impossibile da spiegare e mantenere le distanze dalla gente, dalla folla, oppure tentare la strada della cultura dal basso. "

      Ora io non so se hai mai sbirciato il blog del prof. Bagnai e letto anche i commenti, probabilmente no altrimenti non avresti scritto quella frase. Ti invito a leggere gli innumerevoli articoli pubblicati e commentati con qualità e competenza, anche e soprattutto da persone comuni che generalmente non studiano l'economia, ma che riescono a dialogare con Bagnai, il quale risponde sempre a tutti o quasi (qualche volta deve anche tenere le sue lezioni all'università!).
      Quello che voglio dirti è che non è affatto vero che devi scegliere, che significa dover scegliere in questo contesto? Chi o cosa impedisce che ciò che hanno fatto questi economisti americani - se non ho capito male, la loro teoria economica sta per entrare o pare che sia già entrata in contatto con la casa bianca - non possa essere replicato in Italia, ma seguendoli fino in fondo nel loro metodo di divulgazione.
      Mi spiego meglio. Il sito neweconomicperspectives è nato su iniziativa degli accademici intervenuti a Rimini; non so se Bagnai sarà contento di questa mia affermazione, spero di sì, tuttavia è lo stesso modo di divulgazione intrapreso dal prof. Bagnai.
      Quindi come vedi le affinità ci sono, ovviamente bisognerebbe aver letto i vari articoli pubblicati sul suo blog, per avere una conferma della correttezza delle sue tesi economiche. E non è affatto vero che sia complicato leggere e capire quello che scrive. Gli articoli hanno il pregio della chiarezza, della semplicità (tranne alcuni post più tecnici) e spesso dell'ironia e del sarcasmo, il che non guasta ti assicuro.
      Nulla ci vieta di dare forza a questi economisti che hanno messo fuori la testa (ce ne sono altri oltre a Bagnai, spesso citati e linkati sul suo blog), in un mondo accademico dominato dall'ideologia monetarista e ultraliberista dominante, e dove le posizioni alla Bagnai sono quasi del tutto bandite.
      Concludo ribadendo che non c'è nulla da scegliere, ma che si può benissimo leggere il blog degli economisti americani (gli originali ovviamente!) e quello di Bagnai contemporaneamente.
      un cordiale saluto

    1. nuvolenelcielo 2 marzo 2012

      Provo a usare lo stampatello e a ripetermi, visto che nessuno coglie la questione, (e soprattutto mi crea un certo fastidio assistere alla dissoluzione della logica): BARNARD FA POLITICA (non-partitica), è in azione per mobilitare la gente, e per lui lo scopo (della diffusione della MMT) è salvare la democrazia e salvare vite umane. Questo è lo SCOPO DICHIARATO da Barnard, e QUESTA è POLITICA PER DEFINZIONE (e nel senso nobile della parola). Ciò spiega anche il suo tono e il suo linguaggio aggressivo verso gli avversari e verso chi non aderisce al movimento "popolare". BAGNAI INVECE FA IL PROFESSORE universitario e gli interessa fare il prof universitario, o comunque non è interessato a mobilitare le masse. Penso che sia più che legittimo. E' molto semplice, dite a Barnard di RENDERSI CONTO DELLA NATURA POLITICA della sua azione, di modo che anche chi lo segue se ne renda conto, e non pensi di aver a che fare con teorie rivoluzionarie. L'ATTUAZIONE della MTT può essere rivoluzionaria, ma non certo la teoria in sè che è in gran parte descrittiva di ciò che esiste già. Altrimenti è OVVIO che a un professore di economia gli girino le palle se si sente chiamare in causa da chi pensa di aver fatto una nuova scoperta rivoluzionaria, quando in realtà ha solamente inventato la ruota... Bisogna chiamare le cose COL LORO NOME, altrimenti ogni logica è impossibile e diventa un litigio infinito. E non si può vergognarsi di usare il termine POLITICA, se si intende cambiare il modo di governare la società.

    1. lino-rossi 2 marzo 2012

      E' incredibile questa storia.

      Barnard ha compiuto un'impresa straordinaria che si spera possa concretizzarsi in qualcosa di politico e Bagnai dice che non è interessato.

      ... e chi se ne frega!

      Spero di non dover buttare nessuno giù dalla torre, ma se proprio devo sceglierne uno, butto di sicuro giù Bagnai.

      Come si fa a non capire che l'opportunità creata da Barnard potrebbe essere la scintilla che fa partire l'incendio?

    1. Georgejefferson 2 marzo 2012

      paragonare hitler a keynes e' l'accusa piu vigliacca e criminale che si possa fare...come paragonare un uomo ad un assassino solo perche usano entrambi le gambe per camminare...ridicolo...siamo all'assurdo della strumentalizzazione per metterci uno contro l'altro

    1. consulfin 2 marzo 2012

      Non capisco il problema. Dunque, stando a quanto si legge nell'articolo, il prof., che se ne stava tranquillamente sui suoi studi, è stato chiamato in causa da alcuni lettori e gli è stato richiesto di prendere una posizione. Lui l'ha fatto, ma, stando, questa volta, a quanto si legge nei commenti, ha commesso l'errore di prendere una SUA posizione. E' questo il problema? Niente paura: manderemo le truppe dell'ONU e lo faremo riprovare finché non gli riuscirà di prendere la posizione che ci piace. Nel frattempo, però, consentitemi di ringraziarlo per avermi riportato indietro di un quarto di secolo.

      Colgo l'occasione per ringraziare (mai abbastanza) anche i collaboratori di Comedonchisciotte per averlo pubblicato

    1. consulfin 2 marzo 2012

      scusa l'intromissione, ma non capisco il paragone: Hitler la spesa pubblica la faceva eccome, mentre Einstein si sarebbe guardato bene dal bombardare una formica

    1. consulfin 2 marzo 2012

      Io il prof. Bagnai non lo conosco, ma tu sei sicuro che gli è stato chiesto di intervenire?

    1. ppf 2 marzo 2012

      Ho inviato un commento al prof Bagnai sul suo blog, ponendo delle questioni logiche e calme. Ho scritto però che è il caso di chiamare il Grande Accusato non Donald Duck ma Paolo Barnard, così, giusto per farsi capire da tutti.
      Il commento non è stato pubblicato, allora commento qui per farvelo sapere.
      E ad ogni modo presto gli scriverò una lettera dal mio giornale.
      Un saluto
      (ps. la foto della Kelton è la mia, vi chiederò i diritti :DDD).
      Pier Paolo RivieraOggi.it

    1. Earth 2 marzo 2012

      Criticate di Grillo quello che volete, ma almeno il suo messaggio è sempre: "dovete essere voi a muovervi, in prima persona."

      Infatti poi e' il primo a muoversi per i suoi interessi e guadagni. Io non ho mai visto Barnard guadagnarci niente

    1. Jung_Zorndike 2 marzo 2012

      Ascoltatelo:

      http://www.youtube.com/watch?v=dkTx1lmKPh8

      e invece di inveire l'uno contro l'altro unitevi!

    1. Sokratico 2 marzo 2012

      evviva lo scandalo del buon senso!



      Benone, ci voleva qualcuno che puntasse il dito sul metodo. E il metodo in questione è che il modello di comunicazione di Barnard è sbagliato a prescindere, oltre che controproducente.



      Già fin dall'impostazione di un giornalista che dichiara "complici occulti" tutti gli altri giornalisti poichè si occupano di altre tematiche rispetto a quelle che interessano a lui, con l'argomento che le sue sono più importanti.



      E poi diciamolo: basta con le ricette calate dall'alto, su...cresciamo un pochino!



      Criticate di Grillo quello che volete, ma almeno il suo messaggio è sempre: "dovete essere voi a muovervi, in prima persona."


    1. mariosoldati 2 marzo 2012

      .......... prendiamo fiato ..........
      ....... riflettiamo ............
      .......... il prof. bagnai ha detto che mmt è un operazione di marketing ..........
      ........ che paolo rossi è uno che ha scoperto l'acqua calda .......
      ....... ha viaggiato in mezzo mondo ....... per intervistare dei guru della finanza mondiale ...... ha studi personalmente per quasi 20 anni i responsabili il vero potere, quando bastava prendere il treno è andare alla sapienza di roma ed iscriversi all'università per seguire i corsi del prof. Bagnai .............QUESTO E' GRAVE ........
      ........... ancora una volta chiedo a Paolo Rossi di difendere la sua posizione ........... lo faccia almeno per quelli che fino ad ora hanno contribuito al summit di rimini ......... penso che lo meritano ........ non vogliamo ritrovarci a perdere tempo con un altro masaniello del momento ..........

    1. tania 2 marzo 2012

      Va bè , io non ho le prove ( nessuno ce le ha ) che l’Europa che aveva in mente Altiero Spinelli fosse quella di Maastricht , Lisbona e dei patti di stabilità . Se anche fosse non credo abbia senso fare delle dietrologie su sua figlia , che non è certo la mia politologa preferita , ma che , comunque , è una keynesiana come Paolo Barnard e ha fatto conoscere il nome di Michael Hudson a 600.000 persone che avranno ora occasione di approfondire . In ogni caso le stesse 600.000 persone hanno letto esplicitamente di MMT da Rampini . Non credo che A.Bagnai abbia alcun timore a “metterci la faccia” come allude Paolo Barnard . Paul Krugman parla di spesa a deficit sul The New York Times . Anche perché non c’è nulla di rivoluzionario in tutto questo .

    1. Mandeville851 2 marzo 2012

      "Ci sono momenti nella vicenda europea dei debiti sovrani in cui si ha l'impressione, netta, che sulla pelle dei greci si stia compiendo un esperimento neo-liberista, una sorta di regolamento dei conti con Keynes, Beveridge, Roosevelt. Si vuol capire sin dove regge un paese, se impoverito e sfrondato di Stato sociale. È la tesi di Michael Hudson, economista dell'Università di Missouri a Kansas City: "La crisi greca è usata come esperimento di laboratorio, per vedere fino a che punto la finanza può spingere verso il basso i salari e privatizzare il settore pubblico. È come nutrire sempre meno un cavallo per vedere se sarà più efficiente, fino a quando le gambe gli si piegano e muore".

      Non mi pare che abbia citato la MMT. Forse perché lei col cognome che porta ha una coda di paglia lunga un chilometro.

    1. unodipassaggio 2 marzo 2012

      Sta rosicando, e il rispetto che ha è lo stesso che riserva agli altri.

    1. tania 2 marzo 2012

      Ma tu conoscerai tua sorella .. e non mi interessa rispondere ad alcuna delle etichette che mi hai appiccicato . Non ho criticato alcuna delle 2000 persone partecipanti . Ho criticato Paolo Barnard .

      Comunque di MMT , Michael Hudson , e/o politiche neokeynesiane ne parlano anche Rampini e Barbara Spinelli su Repubblica .... non proprio dei rivoluzionari : non credo che A.Bagnai abbia alcun "timore" a farlo anche lui ... come allude PaoloBarnard .

      PS : ti informo che esistono tantissime persone che si sono "sporcate" e hanno pagato molto più di Paolo Barnard . Solo che non sono famose .

    1. rosbaol 2 marzo 2012

      Stai offendeno 2000 persone che, vuoi o vuoi erano a Rimini e volevano capire che cavolo sta succedendo. Ti conosco mascherina, io alle assemblee di LC ci vado. E se non fosse per l'attteggiamento religioso che avete verso il Marxismo, forse, oggi Marx verrebbe letto da tutti. Vuoi solo denigrare una persona che antipatica quanto vuoi (e lo è) è riusciti a portare l'economia alle masse. O almeno ad una piccola parte. Ma che cosa volete? Chi vive, diceva qualcuno, si sporca un po'. Ecco, voi non avete volgia di sporcarvi.

    1. ws 2 marzo 2012

      Il giorno dopo l’uscita dall’euro mi studio la MMT.

      grande sintesi della realta' dei FATTI ...

    1. rosbaol 2 marzo 2012

      Ed Einstein ha bombardato Hiroshima (scusa Albert, la battuta era doverosa e a te il senso dell'humor non mancava).

    1. tania 2 marzo 2012

      Ma che "partecipazione" e "coscienza di classe". Sta parlando di applausometro , please .

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