MMT? NO GRAZIE (PER ORA)

MMT? NO GRAZIE (PER ORA)

DI ALBERTO BAGNAI

goofynomics.blogspot.com

Cerchiamo di capirci una volta per tutte, così evitiamo equivoci, delusioni, e perdite di tempo. Continuo a ricevere inviti a esprimermi sulla MMT, sollecitazioni ad ascoltare questo o quello, a guardare questa o quella slide, ecc.

Tutto bene, se avrò tempo guarderò, mi lusinga il fatto che la mia opinione vi interessi tanto. Allora: intanto guardate voi questo. Cos’è?

Sono le slides del mio corso di Macroeconomia per gli studenti del triennio in Economia Ambientale presso la facoltà di Economia dell’Università “G. d’Annunzio” (dove G. sta, come sapete, per Giuseppe), anno accademico 2006-2007. Del resto, è materiale che riprende l’approccio analitico del mio libro per gli studenti del triennio di Economia della cooperazione internazionale e dello sviluppo, anno accademico 2004-2005, all'Università di Roma "La Sapienza" (daje a ride).

Date un’occhiata, per favore...

Ma... incredibile visu! Queste slides... Questo libro... Ma... Nooooooooo.... Non ci posso credere! Ma dai? Incredibile! Ma come ha fatto!? C’è tutta la rivoluzionaria analisi stock/flusso post-keynesiana, quella che la Kelton ha portato a Riccione (o Rimini?). E c’è anche di più! Bagnai va anche a vedere se il deficit privato dipende dai consumi o dagli investimenti... Minchia però, Bagnai ha la macchina del tempo. Pensa un po’: nel 2005, prima di scrivere il libro, si è fatto un viaggetto a Rimini 2012 (in incognito), ha copiato le slides della Kelton, e poi, violando tra l’altro il diritto d’autore, le ha rifilate ai suoi studenti... Però, almeno, sappiamo che è uno dei nostri! (sì, uno mi ha scritto proprio così: sei uno dei nostri! Troppo onore). Anche lui usa (senza ammetterlo) questi strumenti analitici rivoluzionari, questo “potente strumento che avete in mano”, come dice Donald nella sua prolusione (rinviandomi ad altri tempi, quando nei bagni della Sapienza leggevo la classica frase: “ragazzo: hai in mano il tuo futuro!”).

O no?

No, ovviamente.

La realtà è un po’ diversa.

Quello che viene strombazzato come un rivoluzionario strumento di analisi post-keynesiana è una cosa talmente standard che io la insegno perfino a studenti che NON dovranno fare da grandi gli economisti. E del resto, non so se ve ne siete accorti (mi sembra di no), ma questi strumenti assolutamente standard di analisi sono esattamente quelli che applico di continuo, ad esempio in questo post (vedete, e, se potete, capite la Fig. 1). Li applico perché sono gli strumenti giusti da applicare, e lo faccio senza tanta prosopopea, senza pretendere di aver rivoluzionato la teoria economica. Lo faccio perché la matrice dei flussi di fondi l’ho studiata in classe di Giancarlo Gandolfo molti anni fa, e perché lui mi ha spiegato che era uno strumento imprescindibile per comprendere le relazioni finanziarie internazionali. E la spiegava così bene, che, pensate un po’, nel corso successivo al mio gli studenti all’ultima lezione (maggio) si presentarono tutti con una maglietta sulla quale era stampata la matrice dei flussi di fondi, quella che nella prima riga riporta l'E=mc2 della Kelton: I – SP + F + CA = 0. I concessionari di macchine del tempo avevano il loro bel da fare, nell'Italia degli anni '80, quando l'università ancora esisteva...


Sentite, io non so come dirvelo, vi voglio molto bene, in questo momento qualsiasi contributo alla comprensione va accolto con rispetto e se possibile assimilato, però qui c’è chiaramente un problema. Cerco di spiegarvelo.

Supponiamo che uno vi si avvicini e vi dica: "ho inventato una cosa rivoluzionaria, ha un potenziale economico enorme, la tecnologia dei trasporti non sarà più quella di prima, e l’ho inventata io, nel Dipartimento di ingegneria quantistica del Sarchiapone College di Paperopoli, è tutto pubblicato sui ciclostilati del dipartimento, ci ho fatto 67 working papers in 67 giorni". E certo, se non siete laureati in ingegneria, se non siete del mestiere, magari vi farete condurre nel retrobottega del Sarchiapone College, dove il brillante scienziato vi mostrerà... una ruota di legno!

Una chiamata al 118 sarebbe la reazione giusta, credo.

Capiamoci: io non so se la pretesa di essere rivoluzionari la nutrano i miei colleghi americani, o se sia invece una distorsione dovuta a un certo tipo di marketing. Ma è una pretesa, almeno in questo caso, palesemente infondata, e quindi molto controproducente.

Attenzione: non sto criticando la “teoria” (in particolare, l’uso di saldi contabili per l’analisi delle dinamiche finanziarie di un paese): tutt’altro! Uso questo approccio praticamente da sempre, perché chiunque costruisca modelli, ovviamente, parte dall’analisi dei saldi contabili. Sto solo dicendo che se uno mi dice che ha inventato la ruota (i saldi contabili), quando poi mi dice che ha anche rivoluzionato la teoria monetaria io guardo la mia agenda di ricerca, e cortesemente rispondo: “le faremo sapere, chiamiamo noi. No, no, non telefoni, e soprattutto non mi intasi di email, la chiamiamo noi”. Come ci si sente dire quando un’audizione non va esattamente bene.

Temo in effetti che il problema sia creato da un certo tipo di marketing, cioè dalla persona che, per la sua abitudine di starnazzare scompostamente, su questo blog viene definita Donald (Duck). Mi rendo conto che tocco un mostro sacro. Valgono le solite considerazioni. Sarà anche in buona fede, non ne voglio parlare, non mi interessa. Si è accompagnato a persone della cui buona fede è lecito dubitare. E soprattutto, ho già messo in evidenza che se volessi distruggere la credibilità di una qualsiasi teoria, per prima cosa ci infiltrerei un profeta di quel calibro. Ma questa è una mia opinione, che per una volta, oltre che a me, non interessa nemmeno a voi. Uno dei tanti risultati controproducenti del suo modo di fare è che io non ho alcuna voglia di approfondire l’argomento. Anche perché, se tanto mi dà tanto, credo che come nella rivoluzionaria teoria dei saldi ho trovato le lezioni di Gandolfo, nella rivoluzionaria MMT troverei quelle di Arcelli.

Ragazzi: per chi come voi è digiuno e ha tanta fame e sete di giustizia, anche una minestra riscaldata può andare bene, e io non vi critico minimamente, anzi, vi esorto a studiare, sono certo che vi sarà utile. Almeno metà delle cose che dicono loro sono cose che dico non io, ma, direi, tutti quelli che si sono occupati di international finance e di macroeconomia applicata. Male non vi faranno di sicuro. Ripeto: qualsiasi avanzamento della conoscenza è utile in questo momento. Ma io ho altre ricerche da fare e da condividere con voi in questo momento. E soprattutto credere che i problemi si risolvano con teorie o uomini della provvidenza è un errore, e lo è sotto due profili: sotto quello scientifico, e sotto quello politico.

Parliamo un po’ di quest’ultimo punto.

Mettetevi nei miei panni. Io sto cercando di fare opera di verità tecnica. Mi trovo ancora di fronte persone che non sanno cos’è un avanzo primario, che sostengono che svalutare è "immorale" (ma se rivalutare è morale, perché chi è in surplus non rivaluta?) e risparmiare è "morale" (ma chi risparmia crea un surplus, quindi crea un deficit altrove, e allora qual è il senso di questa moralità che sta scardinando il nostro continente?), che usano categorie pre-economiche di stampo ottocentesco, che non sanno leggere la bilancia dei pagamenti, che confondono deficit estero e deficit pubblici, che non hanno la benché minima idea di quali siano gli ordini di grandezza delle variabili in gioco, né la loro scansione temporale. E non perché siano stupide, tutt’altro: perché da tre decenni vengono sistematicamente disinformate. A queste persone, con pazienza, guidandole per mano, mostrando i dati, ripetendo mille e una volta le stesse cose, come ho imparato dai miei maestri, cerco di indicare una strada, con umiltà, non sempre con calma, seguendo un percorso.

Qualcuno capisce, qualcuno no, va bene così.

Ma voi pensate che veramente sia più efficace, come metodo, andare dal piddino di turno, intriso di luoghi comuni, e sbattergli in faccia che è vittima di un complotto ordito da tre persone, e che però altre tre persone sono venute, come i re magi, portando dall'Ovest anziché dall'Est la formula magica che ci può salvare tutti dalla catastrofe? Cioè: a voi questo sembra veramente un buon esercizio di comunicazione? Forse perché con voi ha funzionato?

Allora si vede che sto scrivendo per le persone sbagliate.

Con i tre che resteranno proseguirò il mio cammino.

E il punto politico ha un altro risvolto. Fermo restando che NON credo alla fine della storia, e che tanti cambiamenti di paradigma sono necessari, e avverranno se potranno avvenire, qui abbiamo un problema urgente, di breve periodo, che può essere gestito e risolto con gli strumenti dei quali disponiamo. Il giorno dopo l’uscita dall’euro mi studio la MMT. istwine mi ha già mandato l’opportuna bibliografia. Ma il giorno dopo. Perché prima c’è altro da fare. E perché le resistenze di certi ambienti non possono che aumentare, direi comprensibilmente, se all’agenda di quello che c’è da fare si aggiunge il polverone di un “cambiamento di prospettive” che forse non è nemmeno tale.

Quindi, scusatemi, sappiate che per ora questa è una zona dedonaldizzata. Non voglio e non posso correre il rischio di perdere credibilità associandomi a un’operazione di marketing di quel tipo, gestita da uno che non si chi sia, che un giorno dice che dobbiamo fare la fine che meritiamo, il giorno dopo dice che ci vuole salvare dal nostro destino, che va in televisione a dire che Godley ha criticato l’euro, facendosi giustamente ridere dietro, forse perché non sa che ben altri economisti lo hanno fatto, come voi sapete credo anche grazie a me, ecc. ecc.


Un errore (casuale, involontario, per carità) di marketing dietro l’altro.


A me questo non interessa. Per favore, non parlatemene. Qui si continuerà a fare umile opera di divulgazione di principi economici assolutamente standard, quei principi che, per il fatto di essere condivisibili e condivisi, sono anche i soli in grado di determinare un cambiamento “rivoluzionario” della situazione. Cambiamento che, come ho più volte detto, potrà realizzarsi solo se, utilizzando categorie standard, condivise e condivisibili, riusciremo a far capire agli amici piddini quali sono le cause degli squilibri, e a convincerli a votare per un cambiamento. Preciso nuovamente che per me il piddino non è un PDno. Può anche votare Forza Nuova.

Piddino è uno che fino ad oggi ha rinunciato a pensare con la propria testa, non perché non ce l’avesse, ma per economia di pensiero, e per fiducia nei suoi leader. Penso che in molti questa fiducia sia stata scossa dagli eventi, e quindi che sia necessario stabilire un dialogo. Credo che, data l’urgenza del momento, il dialogo sarà più semplice e proficuo se usiamo la lingua che conosciamo, anziché una lingua “nuova”, che tutti dobbiamo imparare andando ad audiendum verbum da quattro americani. Non so se è chiaro. Si tratta di un problema di priorità e di opportunità.

Torno sul punto scientifico. Non so se la MMT sia “nuova” o “vecchia”, “giusta” o “sbagliata”. Non sto formulando giudizi.

So che certamente non è indispensabile, perché fra il Nixon shock e il divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia ci sono stati 10 anni nei quali di MMT non si è parlato, e non stavamo tanto peggio di oggi. Dire che la MMT non mi interessa non significa dire che non deve interessare a voi, non significa dire che è sbagliata, non significa dire che il sacro dogma dell’indipendenza della banca centrale è intangibile, non significa dire che lo stato non debba fare politica monetaria, ecc. Significa dire che non mi interessa per ora, perché le mie priorità sono altre. Mi interesserebbe di più se fosse stata presentata in modo meno sospetto (per me) e controproducente, ma le mie priorità sarebbero comunque altre.

E siccome io non voglio imporvi le mie priorità, vi dico subito che ritengo una discussione sulle mie priorità assolutamente fuori luogo (e quindi non ci sarà), e che, naturalmente, se ritenete che questa mia posizione sia sbagliata, potete votare con i mouse, andando a tifare MMT da un’altra parte. Lo prenderò come indicazione del fatto che da questo blog non avete tratto informazioni utili, o forse come indicazione del fatto che è inutile dare informazioni utili.

Un popolo che si è accontentato per 20 anni degli slogan di Prodi, può benissimo cambiare slogan. Penso che qualsiasi slogan sia migliore di quelli di Prodi, e quindi vedo un progresso comunque. Ma io qui sto lavorando per chi non si accontenta degli slogan. Capitemi, scusatemi, compatitemi, detestatemi, fate come vi pare, ma questa è e rimane una zona dedonaldizzata. Punto.


Vi farò sapere, chiamo io...

Alberto Bagnai

Fonte http://goofynomics.blogspot.com

Link: http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/mmt-no-grazie-per-ora.html

1.03.2012

Commenti (108)

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    1. tania 2 marzo 2012

      PS : Hitler che , tra l'altro , era in un certo senso un keynesiano .

    1. rosbaol 2 marzo 2012

      Sta parlando di partecipazione. Sta parlando, per dirla con una frase che ti piacerà tanto di "coscienza di classe". O mio Dio, siamo caduti nel pro e contro Barnard. Che palle. Si vede che la dicotomia va di moda nel nostro secolo: destra e sinistra, bene e male, bianco o nero.

    1. lcf1978 2 marzo 2012

      Quindi? Se la MMT non vale niente, questa spiegazione ne vale ancora meno, considerato che parla del nulla.
      E' la prima volta che leggo una critica verso qualcosa, leggendo praticamente niente. Una grandissima scorpacciata di aria!!!!!!!!!!!
      "Un popolo che si è accontentato per 20 anni degli slogan di Prodi, può benissimo cambiare slogan." Può darsi, fatto sta che chi sostiene la MMT, giusta o sbagliata, boiata colossale o genialata, ma comunque propone qualcosa.
      Lei, cosa propone?

    1. tania 2 marzo 2012

      "questo è il motivo per cui sti scaldasedie non avranno mai in tutta la loro vita 2000 italiani che li ascoltano per 20 ore"



      Non si capisce che merito sarebbe , in sè , avere tot italiani che ti "ascoltano" : usi gli stessi schemi culturali di Beppe Grillo... ironia della sorte . Marx , in vita , non lo ascoltava nessuno .. Hitler aveva folle plaudenti che lo "ascoltavano"

    1. rosbaol 2 marzo 2012

      L'ho scritto prima. Del prof non condivido l'attacco a Barnard, soprattutto in merito alla puntata di Matrix. C'era gente spregevole in quella puntata e punti il dito su Barnard? Lo riscrivo: anch'io per carattere non amo i toni messianici (sono pure ateo) ma il SUMMIT è stato un momento di partecipazione che mi porto nel cuore. No, non era il V-DAY, non ho udito vaffa o urla isteriche. C'eranon Persone che erano lì per capire e capirsi. Ecco, il prof dovrebbe fare un passettino indietro è indagare su questo grandissimo successo. Paolo Barnard ha il merito di aver avuto questa bella idea, noi il merito di avere speso il nostro tempo e i nostri soldi per un qualcosa dìimportante. Poi, snobbarlo on pronunciandone il nome non fa onore al professore. Barnard ha pagato un prezzo altissimo per le sue scelte, non è travaglio,. non so quanti di noi avrebbero fatto la stessa cosa.

    1. nuvolenelcielo 2 marzo 2012

      Il fraintendimento di base, che porta sempre la discussione a un referendum su Barnard sì - Barnard no, è che Barnard è diventato essenzialmente un politico, nel senso nobile del termine. Vuole diffondere un'arte del governare la società, non si limita ad informare. Questo spiega anche il suo tono aggressivo, e i suoi appelli da "dentro o fuori". E' un chiaro linguaggio identitario e da politica, il cui obiettivo esplicito e continuamente dichiarato è quello di salvare le vite, non solo di informare. Barnard si dà da fare per mobilitare le persone, per cambiare le cose, e poco importa se usa la comprensione e la teoria economica come piattaforma, è un agire puramente politico (anche se non partitico). E' ora che lui, e anche gli altri, se ne rendano conto, così finalmente la smettiamo con tutte questi fraintendimenti...

    1. BarnardP 2 marzo 2012

      Sono Paolo Barnard. Leoneverde, più sotto, coglie tutto, 100% d'accordo. Il prof. qui sopra... l'ho scritto, sono quelli che ai convegni internazionali si mettono invista coi 5 di Rimini, ma poi, qui in Italia, sono bravi a scrivere ai lettori "ah! mai lo dico da anni", si ciccio, peccato che poi quando c'è da metterci la faccia qui in Italia state a casa con delle scuse, o firmate lettere ai politici intrise di camomilla. Questo e solo questo è il motivo per cui sti scaldasedie non avranno mai in tutta la loro vita 2000 italiani che li ascoltano per 20 ore consecutive inchiodati a una sedia di plastica. P. B.

    1. rosbaol 2 marzo 2012

      Assolutamente d'accordo.

    1. rosbaol 2 marzo 2012

      Certo che c'è qualcosa di condivisibile, anzi, più di una. Ma qui ci tocca scegliere: accettare che l'economia sia solo roba per professionisti ed impossibile da spiegare e mantenere le distanze dalla gente, dalla folla, oppure tentare la strada della cultura dal basso. In entrambi i casi si rischia qualcosa. Ma siamo adulti e, da adulti, credo sia doveroso scegliere. Massimo rispetto per il Professore ma non possiamo ridurci a Barnard si o Barnard no.

    1. tania 2 marzo 2012

      Che tristezza .. Spero che arrivi presto il giorno in cui le facoltà di economia e commercio verranno convertite in un mercatino del biologico , o in un centro sociale , o in un parco giochi per bambini , oppure in facoltà di letteratura/storia/filosofia ecc.. Cioè , leggo anch’io autori che trattano l’aspetto economico , ma sono prima di tutto politologi , scienziati sociali ecc.. Perché ho la vaga sensazione che in realtà agli “economisti” in senso stretto piaccia il moderno homo oeconomicus , la moderna esistenza mercificata , perché è l’unica possibile realtà in cui possano sentirsi i Sacerdoti che dispensano il Verbo . Ma il vero dramma è proprio il fatto che la sfera economica sia arrivata ad occupare la totalità della vita sociale, mentalità comprese . In realtà la funzione sociale dell’economista in senso stretto è quella che svolge uno spacciatore , o un farmacista , con i loro malati/clienti cronici a lro dipendenti .

    1. walterkurtz 2 marzo 2012

      Un buon articolo. Tutte le critiche sono lecite (e molte delle quali assolutamente condivisibili), però ridursi ad interpretare l'articolo nel segno della rosicata e dell'invidia fa un po' tristezza (x quelli che hanno commentato in questo modo ovviamente). del resto quando la "curva" scende in campo non è che ci si possa aspettare di meglio.

    1. embros13 2 marzo 2012

      Il presente articolo è stato pubblicato sul Blog del professor Bagnai, blog dove ogni giorno si cerca di analizzare i meccanismi e le dinamiche che hanno portato all´attuale situazione ovvero crisi(problema) e perdita di sovranità(soluzione) con annesse manovre d´austerity in favore dei grandi capitalisti ovvero coloro che hanno creato le condizioni che hanno causato questa catastrofe(complice la politica), e chi si fosse sforzato di capire certe teorie avrebbe trovato qualche risposta utile e molta disponibilità. Ovviamente non è un discorso che si affronta in 5 minuti, infatti la discussione va avanti da mesi quindi non fate l´errore di dare un giudizio su un´unica pagina decontestualizzata.
      Mi sembra che anche su questo si sia caduti sul solito dannato meccanismo partitocratico del mettersi a tifare una parte o l´altra. Cercate di cogliere la sostanza e lasciate da parte il fumo. Che siano teorie nuove o vecchie non ha importanza, le teorie sono strumenti ed in quanto tali dovrebbero essere utilizzate. E non è detto che, se utilizzate, siano applicate bene ma il punto è un altro: COME; QUESTE O ALTRE TEORIE POSSANO PORTARE RISULTATI CONCRETI(preferibilmente prima che sia troppo tardi)?

      Anche in passato ci sono stati argomenti validi per protestare e pretendere da chi governa e da chi muove i fili un´inversione di rotta, e com´è finita?
      Non ha, neanche, avuto inizio.

    1. nuvolenelcielo 2 marzo 2012

      anche se qualcosa di condivisibile c'è

    1. nuvolenelcielo 2 marzo 2012

      mi sembra un articolo un bel po' confuso, e che contribuisce a aumentare la confusione.

    1. rosbaol 2 marzo 2012

      Hey, a giudicare dal blog del Professore, non mi sembra sia uno che possa rosicare per il SUMMIT di Rimini. Criticane pure le posizioni, come io ho fatto, ma per favore con riespetto. Credo lo meriti.

    1. unodipassaggio 2 marzo 2012

      Bella rosicata.

    1. rosbaol 2 marzo 2012

      "Ma voi pensate che veramente sia più efficace, come metodo, andare dal piddino di turno, intriso di luoghi comuni, e sbattergli in faccia che è vittima di un complotto ordito da tre persone, e che però altre tre persone sono venute, come i re magi, portando dall'Ovest anziché dall'Est la formula magica che ci può salvare tutti dalla catastrofe? Cioè: a voi questo sembra veramente un buon esercizio di comunicazione? Forse perché con voi ha funzionato?"

      Nessuno ha visto Re Magi a Rimini, eravamo abbastanza lucidi, mi sembra, e ridicolazzare il SUMMIT non è una bella cosa, a mio avviso. Poi, dire che è giusto che Barnard sia stato ridicolizzato a Matrix è agghiacciante. Ma come? In quella puntata dove c'erano servi e puttane di regime, l'insulto se lo prende Barnard? E' incredibile. In merito al PD o ai Piddini.
      Beh, è il caso di resuscitare il partito italiano più disastroso di tutti i tempi? A mio avviso non dovrebbe entrare in nessuna dialettica politica, in certi casi, la cosa migliore e tirare la catena e giù per lo scarico-

      Se per lei il metodo migliore è quello di stare nelle università a parlare ai soli eletti va bene. Ma le ricordo che è un metodo vecchio di almeno 3 secoli. Non mi sembra abbia portato grossi risultati. Forno a microonde a parte, ovviamente.

    1. pippo74 2 marzo 2012

      ma che paragone è? tra l'altro potrei risponderti che se il cinese per vendere le sue mele (che saranno anche buone) ti dice che mangiandone a quantità potresti anche risolvere il problema della calvizie (e ovviamente tu che devi comprare le mele dal cinese stai subendo un grande disagio sociale dovuta alla precoce caduta dei tuoi capelli), un problema di credibilità te lo poni, almeno spero.

      il prof. Bagnai semplicemente pensa che il metodo scelto da Barnard per propagandare una teoria economica, che a suo avviso non rivoluziona proprio nulla, sia deleterio per la comprensione dei reali motivi che hanno portato la crisi nella zona euro e che ho cercato indegnamente di spiegare in un mio commento sotto. poi uno può essere d'accordo o meno, si può criticare Bagnai per questa sua idea, ma con altri argomenti. nulla di personale ovviamente.
    1. Quantum 2 marzo 2012

      Da informatico di professione sono informato su tutto, ogni minimo dettaglio dei settori IT di ogni livello.

      Da non economista, mi sto interessando solo adesso a teorie come la MMT, e i 5 signori di Rimini sono stati un prezioso aiuto, nonostante esistano testi e signori anche più preparati e che rendono i 5 stranieri come persone che hanno fatto uno show mediatico parlando di ovvietà che girano da tempo in campo accademico.

    1. thor 2 marzo 2012

      Scusate sembra che stiamo a smacchiare i leopardi. Io sono stato a Rimini. Rimini mi ha permesso di chiarirmi le idee confuse, che avevo sull'economia e sentir argomenti spiegati in maniera eccelsa e semplice, mi ha permesso di capire che una alternativa c'è e di poter spiegare ad altre persone perchè l'Euro è un sistema "diabolico" e quali alternative ci sono. Io cerco di informarmi via internet, ma innanzitutto devo selezionare le informazioni (non posso leggere tutto e contestualizzarle), ma poi leggere dopo un pò sul computer mi rompo i coglioni...non comprerei mai i tablet per leggermi i libri, ma preferisco sempre la bella e calda carta. Così l'aver ascoltato per due giorni la lezioncina di economia mi ha permesso di comprendere ed assimilare nozioni lette per anni su internet (sicuramente sarà un mio limite). Come detto da altri, i professori dell'MMT non sono venuti dicendo, in maniera presuntuosa, di aver trovato la soluzione e che le hanno capite solo loro. Credo che la maggior parte dei presenti non sia venuto credendo di incontrare il messia da seguire cecamente.....c'è stata informazione e confronto e ben venga che ci siano persone come Barnard che mette impegno, energia, fegato nel fare queste cose, se poi a lui si alimenta il suo ego...non è importante, non siamo perfetti, abbiamo i nostri limiti e le nostre caratteristiche.
      Bagnai, fa un bel lavoro, ha scelto la sua strada, il suo modo di combattere la battaglia (d'ora in poi dedicherò più tempo al suo blog e credo che ora lo possa comprendere meglio). Poi la discussione su chi c'è arrivato prima, come e perchè e su chi è più bravo, forse lasciano il tempo che trovano in questo momento che è il momento dell'agire.....mi sembra di capire che comunque le posizioni di Bagnai e dell'MMT siano quasi coincidentii, per cui........Personalmente ritengo anche che l'informazione ed il confronto debbano uscire fuori anche dall'ambito di internet per raggiungere più persone possibili ed essere magari anche più comprensibile (per cui un evento come quello di rimini va benissimo). Ma vorrei aggiungere, al di là della tematica "euro non euro"; come detto al Summit, il limite della MMT ha un limite politico cioè nella corruzione e capacità dei politici, (ma così potrei dire di quasi tutte le teorie economiche). Il problema ora è far comprendere e contrapporsi ad una situazione di iniquità e sopraffazione da parte delle Lobby e poteri forti......ci stiamo giocando la vita....ci vogliono schiavizzare....Il discorso sull'Euro è un bellissimo argomento, che fa presa sulla gente, un argomento tangibile, nel senso di momenta e nel senso che gli effetti li stiamo vivendo. Un argomento che possa poi permette di iniziare a far ragionare su altre cose....

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