Mentre l'Italia aspetta Sanremo, la Francia si ferma e lotta contro la riforma delle pensioni

VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 31 GENNAIO BLOCCO DEI TRASPORTI SCUOLA E ENERGIA

Mentre l'Italia aspetta Sanremo, la Francia si ferma e lotta contro la riforma delle pensioni
People gather on Place de la Republique during a demonstration, Thursday, Jan. 19, 2023 in Paris. Workers in many French cities took to the streets Thursday to reject proposed pension changes that would push back the retirement age, amid a day of nationwide strikes and protests seen as a major test for Emmanuel Macron and his presidency. (AP Photo/Lewis Joly)

Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

In Francia continuano le manifestazioni e gli scioperi contro la riforma di liberalizzazione delle pensioni che vuole Macron (in estrema sintesi l'innalzamento progressivo dell'età a 64 anni dal 2030 e la cancellazione di alcuni importanti regimi speciali che coinvolge varie categorie lavorative). Ovviamente, nei fatti quasi ignorati dai mass media italiani. La settimana scorsa la prima ondata, oltre un milione di persone è sceso in piazza in tutto il paese:

Più di 400.000 a Parigi, Le Havre, Angers 35.000, Nantes 55.000 manifestanti, Rouen 25.000, Caen 20.000, Marsiglia, Toulouse 30.000, Nizza, Lille 24.000, 8.000 a Châteauroux, 6.500 a Mulhouse, 15.000 a Tours, Valenciennes 06ennes e Calais a Pau.. Il 68% si oppone alla riforma delle pensioni, il 75% dei giovani tra i 18 e i 24 anni sostiene la mobilitazione. Secondo uno studio dell'Istituto Montaigne, il 93% dei lavoratori rifiuta la riforma di Macron ed è contrario all'innalzamento dell'età pensionabile. Uno dei punti più notevoli dell'indagine è l'omogeneità del rifiuto di questa riforma in tutte le categorie socio-professionali, il CSP+ (liberi professionisti, dirigenti, ingegneri, ricercatori, ecc.), tutti i dipendenti pubblici della categoria A sono contrari al 91%.

Mentre l'Italia pensa a Sanremo, la Francia si ferma e lotta contro la riforma delle pensioni

La campagna governativa è naturalmente sostenuta da tutti i maggiori media, pubblici e privati: in Francia "11 miliardari possiedono organi di stampa che rappresentano oltre l'80% della diffusione giornaliera, il 57% della quota di mercato della televisione e il 47% della quota di mercato della radio".

Il governo dice di voler andare avanti come un treno, per il portavoce Olivier Veran: "La mobilitazione è stata grande, ce l'aspettavamo, lo rispettiamo, è un movimento di espressione democratica. Non è certo la prima volta che in occasione di una riforma che riguarda il sistema sociale e ancor di più le pensioni, coloro che non sono d'accordo decidono di dirlo con uno sciopero o una manifestazione. Lo rispettiamo e non chiediamo a tutti di essere d'accordo con la riforma che proponiamo, ma vogliamo soprattutto spiegare che questa riforma è indispensabile e bisogna farla". E lo spiegava ad inizio anno anche in termini meno politicamente corretti:

Non è perché una riforma è impopolare che non va fatta

Aggiungendo: "Quando sei al potere, soprattutto quando hai avvertito, spiegato perché avresti fatto questa riforma, lo spirito di responsabilità è farlo".

Gli scioperi dimostrano che i lavoratori lottano per ottenere aumenti salariali che consentano loro di vivere dignitosamente mentre l'inflazione, i prezzi dell'energia e i prezzi dei beni di prima necessità salgono alle stelle, lasciando più di una famiglia nella precarietà; gli scioperi dimostrano anche che i lavoratori non accetteranno di morire prima della pensione

sostiene "Comunists", organizzazione politica che si ispira ad un passato di "lotte storiche per l'indipendenza nazionale e il progresso sociale". E continua:

"Nella storia del nostro Paese, il governo ha fatto marcia indietro e ha concesso progressi sociali solo sotto la pressione di lotte potenti, convergenti e determinate. (...) Questo dimostra che solo la lotta di massa unita e ferma dei lavoratori può portare a risultati tangibili. Questo è stato vero in ogni epoca: 1936-1945-1968-1995" (...). Tra marzo e novembre 2010, 14 giornate nazionali di azione contro un precedente progetto di riforma delle pensioni avevano mobilitato un totale di otto milioni di persone, 14 giorni di azioni, di scioperi isolati l'uno dall'altro, Sarkozy ha approvato la "sua" riforma delle pensioni. L'unica risposta: lotta unitaria ovunque". Si teme "uno scontro in cui convergano la rabbia contro la riforma delle pensioni, l'aumento dei prezzi e la crisi energetica, la richiesta di una rivalutazione dei salari almeno indicizzata all'inflazione".

Conclude il comunicato: "Per vincere, dobbiamo sviluppare un movimento di sciopero ampio e potente per dimostrare che la macchina è in moto e che ha il diritto legittimo di chiedere che le venga restituita la ricchezza creata dal lavoro".

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Il 26 gennaio scorso i tesserati della confederazione CGT, il più grande sindacato del paese, hanno scioperato per 48 ore, organizzando azioni chiamate "Robin Hood" in tutta la nazione "fornendo elettricità o gas gratis a scuole, case popolari e ospedali, concedendo tariffe ridotte alle piccole imprese e ripristinando l'elettricità agli utenti che ne erano stati privati".

Nella notte del 27 gennaio "si sono registrate nuove diminuzioni della produzione di energia elettrica a causa dello sciopero di lavoratori della società EDF nella centrale nucleare di Paluel". La riforma a cui si oppongono tutti i sindacati arriverà in parlamento lunedì 30 gennaio e prevede anche la soppressione dei regimi pensionistici speciali per i dipendenti di EDF (Electricité de France) o Engie (ex-GDF Suez) la cui età pensionabile salirebbe da 62 a 64 anni. Per il 31 gennaio è prevista la seconda ondata di manifestazioni che dovrebbe coinvolgere tutti i settori: scuola, funzione pubblica, trasporti, servizi. La Federazione nazionale francese delle industrie chimiche, giovedì scorso si è astenuta dal lavoro per 48 ore. Di fatto gli scioperi stanno coinvolgendo settori cruciali, anche considerando la guerra in Ucraina e la crisi energetica europea che si porta dietro: la mobilitazione dei comparti della raffinazione del petrolio, del gas e dell'energia elettrica costringerà il governo a fare concessioni?

Riferendosi, per esempio, alla categoria lavorativa dei chimici, i sindacati chiedono la riduzione dell'età pensionabile a 60 anni per tutti i lavoratori, un pensionamento anticipato a 55 anni per i lavoratori che svolgono mansioni usuranti e un aumento della pensione in base al tasso di inflazione.

Il modello Thatcher che a oltranza spezzò le reni dei minatori inglesi e poi aprì definiticamente l'economia alla deregulation dei diritti dei lavoratori e della finanza, è lo stesso che va avanti da oltre 40 anni in tutta Europa. Parigi è l'ultimo bastione da espugnare del tutto. La società francese ce la farà a resistere?

Un nuovo sciopero è previsto per il 6 febbraio e la minaccia di arrivare a bloccare le raffinerie petrolifere, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero, non sembrerebbe esclusa, sempre che Macron non indietreggi. La CGT farà la fine della CGIL? I partiti politici d'opposizione vorrebbero prendere la scia dei sindacati, ma sono divisi.

Intanto, proprio lo scorso 19 gennaio, mentre in Francia si protestava nelle piazze per la riforma di Macron, Mark Rutte, primo ministro dei Paesi Bassi - proprio dal Forum di Davos (quello dei multi miliardari, delle banche e delle multinazionali che discutono e lavorano al nostro futuro da Grande Reset) tuonava contro debito e spesa previdenziale, sia di Parigi che di Roma:

"Dobbiamo fare riforme strutturali, in particolare delle pensioni, se si guarda all'Italia, alla Francia e altri spendono dal 10 al 15% del Pil nelle pensioni"

Ad ascoltare Rutte, come relatori, la presidente della Bce Christine Lagarde e il Commissario Ue Valdis Dombrovskis. Tanto per capirsi: anche in Italia arriverà presto l'ennesima riforma ( con taglio) delle pensioni.

Ma noi siamo impegnati altrove. Nei giorni più caldi di Francia che verranno, con scioperi e manifestazioni, da queste parti sarà il tempo di Sanremo: canzoni di guerra, canta il presidente ucraino Volodymyr Zelensky; dirige l'orchestra della Nato.

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Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

FONTI

https://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/economia/2023/01/27/francia-proteste-riforma-pensioni-cala-produzione-elettricita_12a7a29f-d88a-415b-ba10-ced2861c4661.html

https://www.repubblica.it/esteri/2023/01/27/news/francia_pensioni_macron_proteste-385318884/

https://www.parismatch.com/actu/politique/veran-sur-les-retraites-ce-nest-pas-parce-quune-reforme-est-impopulaire-quil-ne-faut-pas-la-faire-220717

https://www.sitecommunistes.org/index.php/france/politique/2152-un-19-janvier-enorme-et-combatif-la-lutte-toute-suite-jusqu-au-retrait-des-manifestations-records-dans-toute-la-france-2-millions-de-manifestants - Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

https://vovworld.vn/en-US/news/strikes-over-pension-reform-spread-across-france-1171365.vov

https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/per-governo-francese-riforma-pensioni-e-indispensabile/AE9RWcYC

https://www.lemonde.fr/politique/article/2023/01/27/reforme-des-retraites-pour-clement-beaune-dans-les-rues-de-paris-un-accueil-d-indifferent-a-glacial_6159610_823448.html

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/pmi/2023/01/19/rutte-in-italia-e-francia-ce-troppo-indebitamento_3567036b-b7db-46a4-8e93-8a0093ccf53e.html

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28.01.2023

Commenti (72)

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    1. Martin 29 gennaio 2023

      Dati appena pubblicati – che ho ieri letto sulla stampa USA, e mi domando perche’ non sulla stampa europea – riportano che nel 2022 in Francia ci sono state 137.000 richieste di asilo e solo 3500 rimpatri.
      In sintesi, una intera citta’ piu’ o meno come Bergamo o Brescia si e’ aggiunta al numero dei sussidiati cronici, con la conseguente pressione anche sui sistemi sanitari e scolastici. In Germania e perfino in Irlanda il numero degli asilati e’ parimenti aumentato. In Italia nel 2022 sono entrati poco meno di 100.000 immigrati (una citta’ piu’ o meno come Trento), tutti cronicamente sussidiati, anche se certo non ai livelli francesi, molto piu' generosi dei nostri.

      A questi ritmi da sostituzione etnica della “popolazione indigena” (ossia noi tutti - ma si sa, l'antropologia dominante e' antioccidentale o marxista), la coperta del finanziamento del welfare in Francia e’ ormai troppo corta, e per questo Macron – che non ha il benche' minimo coraggio ne’ di opporsi all’immigrazione ne’ di tagliare i sussidi, dopo le notorie rivolte islamiche del primo decennio del millennio– vuole aumentare l’eta’ pensionabile piu’ bassa d’Europa da 62 a 64 anni.

      Ma piu’ in generale, a questi ritmi anche negli altri Paesi dell'Europa occidentale e ovviamente in Italia ci sara’ una ulteriore pressione massiccia per l’abbassamento del costo del lavoro e per il crescente esponenziale scadimento qualitativo del welfare, specie sui fronti scolastico e sanitario.

      Cosi’ in Francia la differenza tra lavorare ed essere sussidiati, per gli stipendi minimi sara’ sempre piu’ bassa (pregasi verificare: qualche centinaio di Euro mensili) o inesistente, perche’ i sussidi sono spesso individuali, ossia per ogni singolo individuo di un nucleo familiare, con le conseguenti enormi economie per le famiglie numerose, come ormai sono quasi solo quelle islamiche e africane (e ringraziate ancora l'antropologia dominante, antioccidentale e marxista, se non se ne parla).

      Mi domando quanti in Francia si rendono conto del fatto che la pressione su salari e welfare e’ determinata quasi SOLO e UNICAMENTE da immigrazione e sussidi permanenti, e non dai presunti privilegi delle classi medie, come delirano i marxisti.

      Dato che – come in Italia – i mass media francesi sono all’85% neoglobal e di sinistra, temo proprio che i Francesi NON capiscano, ma siano invece integralmente rincoglioniti dalla convergente propaganda neoglobal e marxista.

      I Francesi sono sempre i primi a piagnucolare e strillare J’ai le droit, j’ai le droit”, e la loro identita’ nazionale e’ formata sulla rivoluzione francese, che oltre ad ignobili massacri (ghigliottina di massa e lo sterminio dei contadini della Vandea che non volevano essere coscritti nell’ “esercito popolare rivoluzionario” e lasciar morire di fame le famiglie nelle campagne) e sulle guerre aggressive e imperiali napoleoniche – guarda caso ancora oggi romanticamente concepite, nonostante milioni di morti.
      Guerre in cui Olanda e Piemonte, Liguria, Toscana e Lazio furono “annesse alla Francia”, quando perfino Adolf Hitler negli ultimi anni di guerra si era limitato ad annettersi solo Trentino, Friuli e provincia di Belluno.

      Rincoglioniti come e peggio di noi Italiani, dato che Giorgia e Guido continuano ad essere popolari, nonostante l’immigrazione sia addirittura aumentata da quando i citati hanno coronato il sogno personale di essere al Governo. Chi l’avrebbe mai detto!

      Il fenomeno immigrazione e sussidi, grazie alla propaganda neoglobal e marxista specie della Commissione UE (la Commissaria all'immigrazione Ilva Johanson e’ una notoria iper marxista militante svedese), portera’ ad un crescente drastico impoverimento delle classi basse e medie europee.

      Proviamo a pensare ad un partito politico che prometta nel suo programma elettorale la diminuzione del costo del lavoro ed il peggioramento del welfare: verrebbe letteralmente sbriciolato in una elezione, in qualunque Paese europeo.

      In Europa occidentale invece questo “partito” sta STRAVINCENDO, grazie al neoglobalismo dell’immigrazione incontrollata ed all’ulteriore volano della propaganda marxista contro le classi medie.

    1. mingo 29 gennaio 2023

      I Francesi protestano ,ma noi siamo belle che morti come società . A parte qualche sporadica manifestazione più o meno grande gli Italiani subiranno tutto quello che i nostri governi (si di tutti i colori che volete faranno la stessa cosa prima o poi) decideranno per autodistruggerci .......E' così e basta e non c'è niente che possa cambiare questa cosa.

    1. Pfefferminz 28 gennaio 2023

      In Germania invece manifestano per la pace con la Russia.

      Corteo di Amburgo, 28 gennaio 2023.

    1. Martin 28 gennaio 2023

      Spiacente, non sono un estimatore di Macron, ma la riforma delle pensioni francesi non ha proprio NULLA di "iperliberista". Si tratta semplicemente di elevare di qualche anno l'eta' piu' bassa d'Europa per andare in pensione, e di eliminare il privilegio di casta per esempio degli auto-ferro-tranvieri, che se ne vanno in pensione a 55 anni - tutto qui.

      In Francia, circa 10 milioni di persone, perlopiu' (ma non solo) islamici e africani, dis-integrati anche se alla terza o quarta generazione, sono mantenuti da sussidi individuali inferiori di qualche centinaio di euro ai salari minimi. Siccome i sussidi sono individuali, i vantaggi nelle famiglie conviventi sono enormi.

      L'OVVIO risultato e' che la maggior parte preferisce non lavorare e vivere di espedienti o piccolo crimine, o lavorare in nero mentre riceve il sussidio. E' tanto difficile da afferrare che se la differenza tra lavoro e sussidio e' di soli 200 Euro, tanto vale non lavorare?
      E cosi' chi lavora guadagna poco anche perche' mantiene chi NON VUOLE lavorare.

      La misura OVVIA da adottare e' il drastico taglio dei sussidi, salvo infermi e anziani. Ma dopo le ripetute insurrezioni violente dei quartieri islamici del primo decennio del millennio, NESSUNO ha il coraggio di farlo. La societa' francese e' di fatto ostaggio dei sussidiati.

      Per far tornare i pesanti conti del sussidio permanente di oltre 10 milioni di persone, Macron ha scelto di innalzare l'eta' delle pensioni piu' bassa d'Europa e di tagliare i privilegi insostenibili di alcune categorie come, ripeto, gli auto-ferro-tranvieri, che vanno in pensione..... a 55 anni!

      C'e' poco da ridere, perche' il modello francese (e belga) e' proprio quello che si vuole imporre all'Italia via immigrazione e sussidi, nonostante il "ritardo" dell'Italia nell'immigrazione, dovuto alla brevita' del suo impero coloniale.

      Il fatto che molti sussidiati in Francia e Belgio sono immigrati disintegrati nonostante siano alla terza o quarta generazione dovrebbe farci CORRERE a chiudere le frontiere, ma con Giorgia e Guido l'immigrazione e' addirittura aumentata!

      La narrativa dominante su come stanno le cose in Francia e' FALSA. La Francia e' il Paese che piu' in Europa rischia uno scontro interno violento e frontale.

    2. ric 28 gennaio 2023

      per fare un FRANCESE occorrono 4 italiani...per fare un italiano bastano due galline ...

    3. Jacopo Brogi 28 gennaio 2023

      Salve Martin, lasciamo un attimo da parte la questione dei sussidi agli immigrati, o la forma di reddito universale che vorrebbe Davos. Parliamo di pensioni. Lo Stato Sociale viene ormai destrutturato da quaranta anni e mediaticamente hanno fatto accettare, soprattutto ai più giovani che "non avrete mai una pensione". E il sistema contributivo puro vigente nel nostro Paese sarà questo, quando comincerà ad erogare pensioni. Non sufficiente per vivere. Quindi o si integrerà con altre forme di sussidio o si stipuleranno polizze private, che però andrebbero intanto sostenute, quando i più giovani oggi non lavorano o lavorano per pochi euro e non riescono neppure a sostenersi da soli senza la pensione del padre o del nonno, che nel frattempo viene erosa dal carovita e prossimamente, forse tagliata come vuole la Ue e quindi Davos. Non si può parlare di pensioni (fa bene, per esempio, oggi il governo a parlare di separare le prestazioni pensionistiche dall'assistenza, dipende come interverrà) senza tornare al tema della sovranità, monetaria in primo luogo. Il sistema retributivo puro in vigore prima di Maastricht era per larghissima parte sostenuto dallo Stato, con la lira. Stampando lire e aggiungendo i contributi si arrivava a una pensione degna per vivere, e pure una buona pensione a seconda dei casi. Sono ancora queste le pensioni (ad esaurimento) che consentono insieme a quelle ormai erogate dal sistema misto retributivo/contributivo post 1993 a sorreggere oggi le famiglie e i giovani di cui sopra: il cosiddetto Welfare familiare. Senza il nonno, il nipote non vive e magari oggi pure il padre a casa per crisi aziendale o contratti saltuari. Quindi un lavoratore dovrebbe, secondo i nostri governi, lavorare finchè dura (l'orizzonte è ormai 70 e oltre), cioè finchè campa e i figli del lavoratore dovrebbero farsi, da ora, senza un reddito sufficiente una pensione integrativa. Questo significa/significherebbe: 1) Una vita ventura da fame (anche se sussidiata) pur venendo al contempo sfruttati 2) intaccare definitivamente i propri risparmi familiari per campare nel quotidiano e stipulare polizze assicurative (previdenziali e sanitarie in primo luogo) 3) Iniziare ad avversare gli immigrati perchè accettano lavori più sottopagati e hanno più sussidi perchè hanno meno patrimonio, reddito dichiarato e più figli. Quindi questo significa la guerra fra poveri e futuri poveri a cui credo lei, Martin, si voglia riferire come problema principale.

      Ma la questione non è di destra o di sinistra, è soltanto di sovranità: sovranità monetaria potrebbe voler dire sovranità economica e industriale, quindi sovranità nelle scelte del tipo di Stato Sociale da implementare, e quindi tutti potrebbero avere una pensione dignitosa, una buona pensione. Una pensione giusta. Perchè lavorare fino alla morte? Con un giusto patto sociale si potrebbe avere un sistema previdenziale equilibrato e rispettoso della dignità umana e delle generazioni vecchie e nuove.

      Quindi non credo che Macron stia mettendo in ordine il sistema previdenziale francese, sta solo uniformando la Francia al modello europeo che oggi più che mai significa trasferire la sovranità nazionale sottomettandola ulteriormente agli interessi multinazionali, in primis il potere militare che, in tempi di guerra, diventa il potere politico. Quindi non ci sarà da stupirsi se prossimamente per realizzare la società a cui stiamo andando incontro si possano schierare i militari anche contro chi vorrebbe vivere dignitosamente del proprio lavoro e/o della propria pensione e avere un futuro da persona, da famiglia autonoma e indipendente rispetto a ogni forma di ricatto politico ed economico. E questo dovrebbe valere anche per gli immigrati, dato che la guerra, come lei stesso sottolinea, potrebbe diventare prima una guerra civile tra nativi e forestieri, anche se molte metropoli la stanno già sperimentando in qualche forma, vedasi le periferie e i quartieri ghetto francesi o italiani, ancora acerbi ma sulla stessa strada. Giusto limitare gli arrivi, ma come gestiamo l'esistente? Dando e mettendo in condizione che ci sia lavoro e vita dignitosa.

      Ecco il perchè dell'articolo e perchè - come ci ha detto il premier Rutte - tra poco toccherà a noi italiani la cura Macron in salsa italica. E anche lì ci scanneremo fra chi ha avuto pensioni baby, chi non ce l'avrà mai e chi ne sarà meno toccato e quindi indifferente, visto che a due cifre si vive meglio che a una.

      Avevamo uno Stato sociale, non perfetto ma dignitoso, ci stanno togliendo tutto e ci ridaranno qualche briciola a caro prezzo, sia politico, sia sociale, sia in termini di libertà individuale.

      Il problema non credo siano le pensioni da distruggere, ma il lavoro che non c'è e che non costa - e che quindi non è retribuito - più nulla o quasi. Oggi un giovane lavora anche gratis, e non è una battuta. Il problema è il sussidio permanente, in assenza di lavoro dignitoso. Lei scrive che è giusto: "tagliare i privilegi insostenibili di alcune categorie come, ripeto, gli auto-ferro-tranvieri, che vanno in pensione….. a 55 anni!".
      Se le ingiustizie sociali di oggi sono queste, allora fanno bene Draghi o Meloni a massacrarci di tasse e tagli. Il modello che portano avanti è politico non è a compartimenti stagni, queste riforme pensionistiche sono finalizzate all'impoverimento della società nel suo complesso: dai nonni ai nipoti, di oggi e di domani. Un caro saluto.

    4. Martin 28 gennaio 2023

      Ela', concordo in gran parte con la tua analisi, ma non con l'interpretazione della riforma di Macron. In Europa, solo in Francia si va in pensione a 62 anni, e molte categorie come gli autoferrotranvieri, perfino a 55. Il welfare francese e' per inciso molto piu' generoso e capillare di quello italiano, e tale rimarra' anche dopo la riforma delle pensioni.
      Il problema centrale, peraltro molto noto in Francia, e' il mantenimento di oltre 10 milioni di persone che non lavorano. Per farti un esempio molto concreto, la moglie di un mio conoscente in Francia - 8 anni fa - stando a casa con due figlie piccole riceveva 1050 Euro netti al mese di sussidio. Ha deciso di riprendere il lavoro come impiegata di concetto nella Mutuelle francese, con uno stipendio netto di Euro 1200.

      150 Euro di differenza tra stare a casa e lavorare 7 ore al giorno? E' assolutamente ridicolo - infatti il marito non era contento - e fa capire perche' in milioni si rifiutino di lavorare, o lavorino in nero mentre ricevono i sussidi. Tutta gente che sta ai margini, che consuma senza produrre.

      Dal mio punto di vista, vanno tagliati i sussidi (salvo infermi e anziani) e aumentati gli stipendi minimi, in sintesi va aumentata, e parecchio, la differenza tra lavorare e non lavorare. Ma il punto e' che se si tagliano i sussidi, i quartieri islamici e africani esplodono, quindi tutti zitti, Macron incluso.
      E molti sussidiati sono figli e nipoti di immigrati, disintegrati alla terza e ormai anche quarta generazione: la prova finale del fatto che in Italia dovremmo CORRERE a chiudere le porte all'immigrazione.

      Pian pianino anche l'Italia viene spinta verso questo sfacelo, ossia con milioni di immigrati che non lavorano o delinquono. E va da se', a quel punto, che lo Stato sociale diventera' sempre piu' una chimera. Non regge, con tanta zavorra improduttiva.

      Se vuoi un altro esempio radioso di decadenza, c'e' l'Argentina. Su 40 milioni di persone, solo 11 milioni lavorano e pagano le tasse. Il resto sono minori, anziani e... sussidiati. La poverta' e' in aumento esponenziale, e chi ha condotto quel Paese alla rovina sono stati i Peronisti............

    5. Martin 28 gennaio 2023

      La classica scimmietta francofila non manca mai

    6. Jacopo Brogi 28 gennaio 2023

      Capisco la sua posizione. Secondo me la politica dei larghi sussidi francesi e la riforma pensionistica sono parte della stessa visione.

      Mi spiego: un conto e' dare bonus, sussidi temporanei o finalizzati, tagliabili o incrementabili a la carte (per mantenere consenso e status quo), un conto e' dare pensioni. La pensione fa parte del patto sociale e dura tutta la vita. Un sussidio X oppure Y puo' valere una mancia elettorale ed essere intermittente o saltuario o magari vincolato a certi requisiti che nel tempo potranno variare o irrigidirsi, dipende dal governo di turno. La pensione no, e' strutturale, erogata con parametri che lor signori ritengono superati.

      La pensione oggi e' fondamentale per tante famiglie, il sussidio e' certo utile ma anche un'arma politica che chi governa prima o poi usera'. Intanto vuol far abituare i piu' all'idea e alla pratica della vita sussidiata.

      Quindi l'idea di fondo e' lavorare finche' morte non ci separi e al massimo qualche bonus o reddito vincolato e intermittente.

      Godersi la vita e il meritato riposo dopo decenni di lavoro? Niente e' gratis come diceva Friedman, non esiste denaro pubblico come diceva la Thatcher, neppure se si crea dal nulla? (aggiungo io). Quindi la loro linea e' Pensioni no, sussidi si, Macron incluso.
      E credo faccia parte dello stesso pacchetto Grande Reset. Esempi:

      Il sussidio puo' essere vincolato all'accettazione di un lavoro sottopagato altrimenti difficilmente accettabile, oppure vincolato anche al comportamento sociale da tenere.

      La pensione oggi non solo sorregge famiglie e generazioni ma e' continuativa, costante e "libera" da poter spendere.

      Detto questo, nessuno parla di un lavoro stabile, dignitoso e ben pagato, secondo un patto sociale da ricostruire e secondo la nostra Costituzione.

      Ah no, ci direbbero subito che ormai non si puo' fare, perche' oggi ci sono i robot e i computer quantistici.

      Quindi, secondo me le pensioni di Macron e i sussidi stanno sulla stessa barca.

    7. Cachafaz 28 gennaio 2023

      Ora sono cavoli loro, gli si e' seccata la poccia africana!

    8. ric 28 gennaio 2023

      ma pensa un po'.... ci sarà ben un motivo ??

      Qual'è la nazione più visitata del mondo?
      https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSZ2wal-u-fbot8-uTDu7Qxlw3gOzBjLmeTbXcUb55Ldw&s
      1 - Francia: 89 milioni di turisti l'anno

      E al primo posto c'è lei: la Francia! 15 milioni di turisti visitano la sola Parigi in un anno, il resto si distribuisce tra percorsi enogastronomici, mare e spiagge, piccoli paesini della splendida campagna. Quasi 10 milioni di turisti provengono dagli Stati Uniti!

      https://viaggi.corriere.it/news/paese-piu-visitato-mondo-francia-spagna/

      https://travel2travel.it/perche-non-siamo-il-paese-piu-visitato-al-mondo/

      e non basta :

      La Francia si conferma ancora una volta come il più grande granaio dell'Unione Europea con un raccolto di circa 73 milioni di tonnellate. Di cui 36,5 rappresentate da grano e farro, 12,1 da orzo e 14,5 dal mais.11 mar 2019
      ..

    9. omega 29 gennaio 2023

      Martin dice cose vere e verificabili nel concreto, lei invece parte da premesse valide ma poi si perde nei concetti astratti, rischiando di fare facile demagogia. La Francia, per certi versi, è messa peggio dell'Italia, anche per le ragioni indicate da Martin. Basta andarci a vivere qualche giorno e guardarsi intorno con attenzione per notare che in essa è in atto una accentuata polarizzazione sociale, che rischia di sfociare in uno scontro violentissimo, allorquando lo stato francese non riuscirà più a reperire le risorse necessarie per attenuarlo o mantenerlo latente. Codesta è la condizione di chi governa attualmente quel Paese; equivale a star seduti su una immensa polveriera.

    10. Jacopo Brogi 29 gennaio 2023

      Salve, non nego questo stato di cose che lei e Martin descrivete, intendo sulla "polveriera sociale". Sarò più chiaro: la "polveriera sociale" è voluta, anche e soprattutto da chi oggi "riforma" le pensioni francesi e domani "riformerà" quelle italiane. La pensione è superata come concetto politico da chi gestisce attualmente la società: è il sussidio transitorio, temporaneo lo strumento prescelto del presente e del futuro: sia per mantenere viva la "polveriera sociale" di cui parlate voi, sia per mantenere il consenso, sia per mantenere allo stato di sussistenza l'individuo che col sussidio vincolato, transitorio e limitato può essere facilmente ricattato economicamente e socialmente, sia dallo Stato che dal privato.

      Per quanto riguarda gli aspetti "criminali" conseguenti alla "polveriera sociale", un bel serbatoio di disperazione e emarginazione ha sempre fatto comodo per più motivi; se i larghi sussidi ingigantiranno troppo le casse dello Stato, che non ha più una economia altrettanto produttiva per sostenerlo, che problema c'è? Finiranno di privatizzare quello che rimane dello Stato Sociale, lasciando modulabile e solvibile la quota sussidi perchè sono la valvola di sicurezza del sistema. Come diceva Friedrich von Hayek, non certo un comunista. Ma era consapevole che un reddito di base serve a stabilizzare questo sistema dove pochi fanno profitto e il resto perde.

    11. omega 29 gennaio 2023

      Lei sostiene forse che in Francia stiano cercando di far passare il modello italiano delle pensioni, mentre in Italia quello francese dei sussidi, per arrivare allo stesso risultato. Potrebbe anche essere, ma la Francia è a un livello di polarizzazione tale che questa operazione, già fallita nel recente passato, rischia di sfociare in una vera e propria guerra civile, qualora il ceto medio francese dovesse subire un drastico ridimensionamento del suo tenore di vita e lo stato non riuscisse a sostenere finanziariamente l'attuale spesa pubblica.

    12. Jacopo Brogi 29 gennaio 2023

      Le politiche prodotte da Paesi appartenenti alla Ue in ambito socioeconomico sono standardizzate e omologate per arrivare ai medesimi obiettivi di trasferimento di ricchezza dai molti ai pochi e di trasferimento di poteri dagli Stati nazionali agli organismi sovranazionali preposti.
      Poi ogni paese ha le sue specificità, peso politico e geopolitico. Il peso politico in Ue della Francia è molto più grande di quello dell'Italia, oltrechè dal punto di vista militare ed energetico. Tolte le colonie africane, dal punto di vista economico non so chi la spunterebbe tra Parigi e Roma, ma il punto non è questo. Ci sono differenti gradualità e tempistiche per ogni paese, ma la Ue del futuro non credo preveda l'esistenza della classe media.

    13. Martin 29 gennaio 2023

      Gentile Brogi, riporto e amplio qui per te un commento che ho appena pubblicato.

      Dati appena pubblicati – che ho ieri letto sulla stampa USA, e mi domando perche' non sulla stampa europea – riportano che nel 2022 in Francia ci sono state 137.000 richieste di asilo e solo 3500 rimpatri. In sintesi, una citta’ piu' o meno come Bergamo si e’ aggiunta al numero dei sussidiati cronici, con la conseguente pressione anche sui sistemi sanitari e scolastici. In Germania e perfino in Irlanda il numero degli asilati e’ parimenti aumentato. In Italia nel 2022 sono entrati poco meno di 100.000 immigrati (una citta' piu' o meno come Trento), tutti sussidiati, anche se non ai livelli francesi.

      A questi ritmi da sostituzione della "popolazione indigena” (ossia noi tutti) la coperta del finanziamento del welfare in Francia e’ ormai troppo corta, e per questo Macron - che non ha il coraggio ne' di opporsi all'immigrazione ne' di tagliare i sussidi - vuole aumentare l’eta’ pensionabile piu’ bassa d’Europa da 62 a 64 anni.

      Ma piu’ in generale, a questi ritmi anche negli altri Paesi e ovviamente in Italia ci sara’ una ulteriore pressione massiccia per l’abbassamento del costo del lavoro e per il crescente esponenziale scadimento del welfare, specie sui fronti scolastico e sanitario.
      Cosi’ in Francia la differenza tra lavorare ed essere sussidiati, per gli stipendi minimi sara’ sempre piu’ bassa (qualche centinaio di Euro) o inesistente, perche’ i sussidi sono spesso individuali, ossia per ogni singolo individuo di un nucleo familiare, con le conseguenti enormi economie per le famiglie numerose, come spesso sono quelle islamiche e africane.

      Mi domando quanti in Francia si rendono conto del fatto che la pressione su salari e welfare e’ determinata quasi SOLO e UNICAMENTE da immigrazione e sussidi permanenti.

      Dato che - come in Italia - i mass media francesi sono all’85% neoglobal e di sinistra, temo proprio che i Francesi NON capiscano, ma siano invece integralmente rincoglioniti dalla convergente propaganda neoglobal e marxista. I Francesi sono sempre i primi a piagnucolare e strillare "J'ai le droit, j'ai le droit", e la loro identita' nazionale e' formata sulla rivoluzione francese, che oltre ad ignobili massacri (ghigliottina di massa e lo sterminio dei contadini della Vandea che non volevano essere coscritti nell' "esercito popolare rivoluzionario" e lasciar morire di fame le famiglie) e le guerre aggressive e imperiali napoleoniche - ancora oggi romanticamente concepite, nonostante milioni di morti. Guerre in cui Piemonte, Liguria, Toscana e Lazio furono "annesse alla Francia", quando perfino Hitler negli ultimi anni di guerra si era limitato ad annettersi Trentino, Friuli e provincia di Belluno.

      Rincoglioniti come e peggio di noi Italiani, dato che Giorgia e Guido continuano ad essere popolari, nonostante l’immigrazione sia addirittura aumentata da quando i citati hanno coronato il sogno personale di essere al Governo. Chi l'avrebbe mai detto!

      Il fenomeno immigrazione, grazie alla propaganda neoglobal e marxista specie della Commissione UE (la Commissaria Ilva Johanson e' una notoria iper marxista svedese), portera’ ad un crescente drastico impoverimento delle classi basse e medie europee.

      Provate a pensare ad un partito politico che prometta nel suo programma elettorale la diminuzione del costo del lavoro ed il peggioramento del welfare: verrebbe letteralmente sbriciolato in una elezione. In Europa invece questo "partito" sta STRAVINCENDO, grazie al neoglobalismo dell'immigrazione incontrollata ed all'ulteriore volano della propaganda marxista contro le classi medie.

    14. Jacopo Brogi 29 gennaio 2023

      Gent.le Martin, credo che lo sbriciolamento della classe media sia l'obiettivo di fondo, ossia quello principale. La leva dell'immigrazione di massa incontrollata oppure controllata in base al tasso di sostituzione, le politiche di tagli allo stato sociale classico e le privatizzazioni, le politiche di alta tassazione su piccole e medie imprese e deindustrializzazione, l'alta disoccupazione unita all'introduzione di sussidi temporanei,la digitalizzazione e la green economy...tutto questo fa parte dell'accerchiamento, annichilimento della classe media a cui rimane, per adesso, pensione e risparmi. Non per molto. La Francia e l'Italia si rincorrono con politiche complementari, ma il globalismo estremo e' lo stesso e la guerra credo che lo accelerera', sto parlando della Ue.

    15. Martin 29 gennaio 2023

      Guarda che la Francia la conosco benissimo, per questo non cado nei deliri dei francofili come te

    16. ric 29 gennaio 2023

      tu conosci un bel nulla ,altrimenti saresti stato zitto .

    17. Martin 29 gennaio 2023

      Ci ho solo vissuto e lavorato per 3 anni, oltre ad averla visitata per lavoro una decina di volte. Per questo non cado nelle favole e nelle idiozie assortite degli Italiani francofili, una delle peggiori subcategorie della sinistra italiana.

    18. omega 29 gennaio 2023

      "Mi domando quanti in Francia si rendono conto del fatto che la pressione su salari e welfare e’ determinata quasi SOLO e UNICAMENTE da immigrazione e sussidi permanenti."
      A mio modesto parere molti, ma non ancora la maggioranza, che ancora si illude di poter conservare il benessere. Del resto, molti degli oppositori di Macron che votano a sinistra sono pubblici impiegati che puntano a conservare i loro benefici, pensioni comprese.
      Aggiungo però che l'attuale pressione su retribuzione e welfare in Francia è determinata ampiamente anche da altri fattori, tra cui la sua perdita di peso neocoloniale e macroeconomico a livello mondiale.

    19. Martin 29 gennaio 2023

      "Aggiungo però che l’attuale pressione su retribuzione e welfare in Francia è determinata ampiamente anche da altri fattori, tra cui la sua perdita di peso neocoloniale e macroeconomico a livello mondiale".

      Vero, ma non per "l'ampliamente". La voce passiva nr 1 restano i sussidi perpetui a oltre 10 milioni di persone.

      La Francia continua a produrre e a mantenere un ampio controllo dello Stato su gran parte dell'economia, al contrario di noi, che abbiamo permesso ad un farabuttone come il Commissario UE belga Van Miert, assistito da Andreatta e Amato, di smontare l'IRI e privatizzare enormi settori dell'economia italiana, senza alcun beneficio reale.

    20. omega 29 gennaio 2023

      Concordo per quel che riguarda il passivo, ma non va sottovalutato il ridimensionamento dell'attivo, effettivamente meno accentuato che da noi, come correttamente sostiene lei. Ed è proprio per questo che, secondo me, in quel Paese molti ancora si illudono.

    21. Martin 29 gennaio 2023

      E' che gli insegnano fin da bambini che hanno diritto a tutto

    22. ric 29 gennaio 2023

      ti capisco ma una cosa e' certa . Ti hanno riconosciuto come italiano DOP.,.DOC....OCG.. tipo Emigratis come PIO e AMEDEO . Ti hanno trattato giustamente di conseguenza. Secondo me sei come quei tipi che vanno a vistare PARIGI E PASSANO LE GIORONATE A CERCARE ILRISTORANTE ITALIANO , per poi dire

      che I francesi non sanno afre la pastasciutta...

    23. Martin 30 gennaio 2023

      Se non hai ancora afferrato che ci ho vissuto e lavorato per 3 anni, piu una decina di visite per lavoro...conosco molto bene la societa' francese, la mentalita' e sopratutto l'infinita presunzione.... ma inutile parlare con chi fa chiaramente parte di quella patetica sottocategoria di smidollati italiani di sinistra che vivono nella sudditanza totale della "Frons"

    24. ric 30 gennaio 2023

      toh...i tuoi simili...itaglioti che tanto ammiri .

      https://www.today.it/media/tv/emigratis-pio-amedeo-ospiti-anticipazioni-28-settembre-2022.html

    25. Martin 30 gennaio 2023

      Ogni Paese ha la sua quota di deficienti, non e' una novita'

    26. ric 30 gennaio 2023

      vero ma in italia ce ne sono a bizzeffe... e li esportiamo pure con vanto.

    27. Martin 30 gennaio 2023

      Concordo al 100% , ric, ma il fatto e' che ho vissuto diversi anni in altri Paesi, parlandone la lingua, e ti posso garantire che tutti hanno la loro composita e assortita quota di deficienti, nelle varianti nazionali ed anche regionali.
      E anche i francesi hanno avuto e continuano ad avere una lunga serie di personaggi improponibili che hanno ricevuto e continuano a ricevere enorme attenzione. Per esempio, nel settore del pensiero filosofico e politico, il reale contributo francese nell'ultimo secolo e' stato infinitamente minore di quello tedesco, italiano e spagnolo. Molti filosofi e sociologi francesi contemporanei sono semplicemente dei ciarlatani, dediti a rubacchiare qua e la' dalla tradizione marxista post scuola di Francoforte o, previo cammuffamento, da Martin Heidegger. Parlo dei "nouveaux philosophes" una delle fregature - (livello "sola", come si dice a Roma) piu' eclatanti mai viste, un assortimento di disperati sballottati tra Freud, Marx, Marcuse e Heidegger.

      Per non parlare della visione romantica tuttora imperante della rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche, con solo qualche milione di morti .......
      Ma e' meglio che mi fermo..

    1. Violetto 28 gennaio 2023

      l itaglia è un paese di merdacce

    2. ric 28 gennaio 2023

      triste a dirlo ma negarlo non sarebbe corretto .

    3. Martin 28 gennaio 2023

      La Francia e' molto peggiore

    4. Violetto 28 gennaio 2023

      ma de che

    5. Martin 28 gennaio 2023

      Hai mai vissuto in Francia, genio della foresta?

    6. Violetto 28 gennaio 2023

      no.
      ma bisogna articolare i pensieri, però.
      La Francia non ha la stessa mentalità furba, mafiosa e corrotta che ha l'Italia e lo stato Francese non ha le inefficienze che ha lo stato italiano.
      E non ce le ha nessun altro paese in Europa.
      Forse bisogna andare in Sud America per trovare qualcosa di paragonabile.

      Inoltre i francesi quando si incazzano spaccano tutto.
      Il "popolo" in questo senso è tenuto in considerazione.
      da noi no

    7. Martin 28 gennaio 2023

      L'America Latina e' un altro mondo. Il massimo della corruzione italiana resta sempre il minimo per qualunque Paese latinoamericano.
      Restando in Europa, certo che la Francia, come quasi tutti i Paesi dell'Europa Occidentale, e' piu' efficiente dell'Italia, non c'e' il minimo dubbio. E' che l'Italia racchiude due Paesi, il centro nord ed il sud. Il nord in particolare e' di gran lunga piu ricco della Francia e anche della Svizzera. Il sud sta come la Grecia.....

    8. Violetto 28 gennaio 2023

      e la spagna?

    9. logos 29 gennaio 2023

      Glielo ha detto suo cugino avendolo sentito dire in attesa dal dentista? Chiedo per comunicare ad un amico. La mia domanda non vuole essere "polemica", chiedo solo di non fare di luoghi comuni opinioni assiomatiche incontestabili. Poi se necessario (ma vista la sua esperienza derivante dalla maturità non credo lo sia) posso argomentare largamente. Sperando di non averle mancato di rispetto. l.

    10. Martin 29 gennaio 2023

      la Spagna che?

    11. Martin 29 gennaio 2023

      No, direttamente dal mio barbiere.
      E' solo una questione di documentarsi in materia di PIL, nazionale e regionale, in termini assoluti e pro capite. Si tratta di numeri incontestabili, ma bisogna avere la voglia di leggerli e di ragionarci sopra, invece di parlare a vanvera.
      Il Nord Italia e' ricco quanto ed oltre la Svizzera, il centro sta come la Francia ed il Sud come la Grecia e l'Andalusia.
      Lo dicono i numeri e se non ti va bene, e' assolutamente lo stesso.
      Puoi consultare anche le mappe economiche UE, con colori diversi secondo il PIL delle relative aree. Le aree piu' sviluppate (color rosso bordo'), come la Ruhr e Monaco in Germania, o Londra in GB, in Francia sono solo Parigi e Lione. In Italia, Piemonte, Lombardia e mezzo Veneto. Ma ripeto, puoi sempre ignorarle e continuare a dire stronzate.

    12. logos 29 gennaio 2023

      Capisco. Dunque la ricchezza è PIL e la verità si trova sulle tabelle. Ora è tutto chiaro. ;) Chissà come ho fatto a non arrivarci prima. La ringrazio per le sue preziose spiegazioni. Mi saluti il suo barbiere quando lo vede. Le auguro una buona domenica. l.

    13. Martin 29 gennaio 2023

      Ma no, ricchezza e poverta' sono punti di vista soggettivi, vero? Se dubiti perfino della misurazione del PIL generale e pro capite............

    14. ric 30 gennaio 2023

      la misurazione del pil e' la piu' grande fregatura per i beoti....

      Poiche' innanzituuto non si fa la debita TARA, ma esprime il fatturato interno totale.. ci stanno dicendo che il pil aumentera' del 3.2%----

      e' molto probabile... abbiamo dimezzato la produzione industriale causa guerre.. covid e sanzioni alla RUSSIA , ma abbiamo triplicati i prezzi.... vedi che il pil e' aumentato ??

    15. Martin 30 gennaio 2023

      Esiste il pil pro capite in rapporto ai prezzi, e per quanto concerne l'Italia (ma anche Francia, Spagna, Portogallo, Grecia) e' in sicuro calo ormai ventennale - dall'adozione dell'Euro, per la precisione. E' una verita' tanto solare quanto pesante, ma si cerca in tutti i modi di nasconderla.
      La Francia ha un sistema di welfare di gran lunga piu' esteso, generoso e capillare degli altri sopracitati Paesi - noi inclusi - ma ormai semplicemente non regge piu', essenzialmente a causa dell'esercito di oltre 10 milioni di sussidiati in primis islamici e africani, che spesso vivono meglio di coloro che lavorano con salari e stipendi bassi. I sussidi sono individuali, e beneficiano enormemente le famiglie numerose, quasi solo islamiche e africane.

      E' un Paese in una situazione ormai assurda, quella verso la quale si vuole trascinare l'Italia. C'e' solo UNA via d'uscita, bloccare l'immigrazione e ridurre i sussidi. Nel 2022 in Francia hanno avuto 130.000 richieste di asilo. Ma il signor Macron, trombonerie a parte, non ha la minima intenzione di farlo.

    1. Bertozzi 28 gennaio 2023

      Chissà cosa gli danno da mangiare a sti giovani francesi, i nostri "si vaccinano per giocare ai videogiochi" o per andare a Mikonos - altro che proteste!- e del lavoro e della pensione non gliene frega niente... mah, saran le baguette, chi lo sa, c'entreranno mica i valori imparati dai padri e dai nonni? No, no no, non può essere, da noi ci sono solo esempi di fulgido valore ed impavido senso della società, esempi di persone che non si venderebbero mai - nemmeno per la paghetta statale già a 40/50 anni, le cosiddette babypaghette - e che manifestano pure un attaccamento alla'propria' unica e irripetibile pensione che sfida ogni legame e affetto familiare... Per cui no dev'essere per forza l'aria che respirano o qualcosa che mangiano o bevono, o forse il fatto di aver un qualche genitore o nonno che si interessa del culo dei propri figli e nipoti e invece di pensare solo al proprio racconta loro come mai avranno un futuro di lavoro schiavistico e morte 'senza soluzione di continuità', forse dico... Ma no, saranno per forza le baguette...

    2. ric 28 gennaio 2023

      per fare un Francese ..occorrono 4 italiani..

    3. sbregaverse 28 gennaio 2023

      ...e per farsi una francese ¿?

    4. Martin 28 gennaio 2023

      Vai pure a vivere nella Frons

    5. ric 28 gennaio 2023

      ho la casa da quella parti.. i ci vado quando voglio .

    1. ric 28 gennaio 2023

      un detto Francese , dice che : je travaille pour gagner mon steak.
      quello italiano dice che si lavora per la pagnotta. In Italia si scendera' sulle piazze solo quando gli stadi verranno chiusi.

    1. Eugiorso 28 gennaio 2023

      Sono anni che si susseguono manifestazioni contro il boia pervertito macron - ricordiamo i gilet gialli! - ma senza effetto concreto alcuno, perché il vermetto è ancora là e credo che anche la riforma ultra-liberista delle pensioni andrà in porto ...

      C'è qualcosa di profondamente sbagliato (e gradito ai servi dell'élite globalista occidentaloide) nella "manifestazioni democratiche" e pacifiche, perché rappresentano, anche dove ci sono e sono di massa, un binario morto e una sconfitta aprioristica, anche gli scioperi puramente testimoniali rappresentano una sconfitta aprioristica e il lasciar passare le controriforme ultra-liberiste (vedi l'Italia!).

      Non si può combattere efficacemente il sistema giocando secondo le sue regole, stabilite per impedire qualsivoglia vero cambiamento.

      L'unica vera lotta contro il mostro che ci opprime la stanno facendo i gloriosi Russi, in armi!

      Cari saluti

    2. Cachafaz 28 gennaio 2023

      E tu chiamala una lotta! Gli stanno proprio aprendo il cu.. ammazzandogli meticolosamente tutti i mercenari, uno ad uno.,

    1. nicolass 28 gennaio 2023

      se quei mangia rane dei francesi oltre che per loro pensioni sfilassero contro la guerra farebbero una gran cosa.. anche perché se scoppia la terza guerra mondiale non avranno più nessuna pensione da riscuotere.
      A noi italioti invece non rimane altro che guardare instupiditi Sanremo mentre la nave Italia affonda come il Titanic..

    1. rossinimauro 28 gennaio 2023

      Gi italiani si dimostrano ancora una volta più intelligenti dei francesi: hanno capito che non c'è niente da fare e guardano SanScemo. Fossero in piazza in 10 -20-30-40-50-60 milioni cambierebbe qualcosa? Se le 10 persone che comandano hanno deciso che deve essere A, il fatto che gli altri 60 milioni vogliano B non conta niente, sarà A.
      Del resto in Francia i mitologici Gilet Jaunes che fine hanno fatto? Ed i camionisti canadesi?
      Ormai protestare, discutere, scendere in piazza serve solo ad una cosa: scaricare la propria coscienza (Io ci ho provato eccetera).

    1. IlContadino 28 gennaio 2023

      C'è stato un periodo della mia vita in cui ho lavorato in fabbrica: otto ore, tempo indeterminato, paga decente. Ho tenuto botta un po', poi il lato alieno di me ha preso il sopravvento, alienato all'inverosimile sono fuggito in America Latina. In quel periodo alienante pensavo ai movimenti di protesta di fine ottocento inizio novecento (credo il periodo fosse quello), movimenti grazie ai quali si conquistarono tanti diritti per i lavoratori, diritti dei quali godiamo ancora oggi. Uno di questi era quello di lavorare appunto otto ore al giorno, non dieci, non dodici. Chi mi ha preceduto ha lottato anche per me, ha ottenuto la giornata di otto ore, ed io come ringrazio? America Latina.
      C'è qualcosa che non va, o in me o in quel che sta fuori; vabbè, di sicuro sia qui che là;-))

    2. oriundo2006 28 gennaio 2023

      8 ore giornaliere e 48 ore settimanali: questa fu la riforma del '23 che fece il tanto odiato Mussolini. Talmente in avanti sui tempi che oggi ne siamo ancora lì...ed è tutto dire sia per allora che per oggi.
      Il bello è che questa riforma non fu preceduta da sollevazioni rivoluzionarie o da altro. Fu imposta con una legge ( https://it.wikipedia.org/wiki/Carta_del_Lavoro ) e poi successivamente inserita nella legislazione civile allo scopo di realizzare lo 'stato etico': ovvero uno stato che si occupava della condizione sociale ed economica delle classi sociali sfavorite e non se ne fregava come sotto il liberismo. Nulla a che vedere con la retorica rivoluzionaria.
      Se tu leggi poi la Costituzione della Repubblica di Salò le sorprese sono ancora maggiori: la sua applicazione, specie in certe parti, sarebbe la carta dei diritti sociali per il domani...
      Mentre taluni si attardano a postume resipiscenze sulle condotte della guerra che fu verso i civili, obliando a bella misura certi fatti importanti che non si possono dire, primo tra i quali lo strangolamento economico dell'asse anglosionista sull' Italia povera e derelitta di allora ( qualche foto può aiutare a capire l'abisso di miseria dell' Italia del passato ), ebbene tocca a noi che non abbiamo simpatie di sorta per nessuno dirlo chiaramente: il fascismo fu incredibilmente in avanti sui tempi. Oggi ad esempio è copiato in Cina senza dirlo espressamente ma è economia corporativa: nel bene come nel male.
      Che facciamo, copiamo ... la copia ? Verrebbe assai sbiadita. Meglio tentare strade nuove.

    3. IlContadino 28 gennaio 2023

      Questo è un breve articolo sull'origine della giornata lavorativa di otto ore nelle diverse parti del mondo. Sembrano diritti conquistati o forse briciole che vengono concesse, dipende da che angolo la si guarda.
      Mi piace Silvano Agosti quando dice che sarebbe sufficiente lavorare due, al massimo tre ore al giorno per far sì che tutto scorra, in armonia; pancia piena, spirito appagato e sguardo rivolto verso dentro

      https://it.economy-pedia.com/11031884-the-origin-of-the-8-hour-day#:~:text=Il%20culmine%20delle%20proteste%20arriv%C3%B2,maggio%201886)%2C%20a%20Chicago.

    4. LuxIgnis 28 gennaio 2023

      Si ma chi che ha fatto partire l'idea in tutta Europa? Marx che tanto disprezzi. È scritto chiaro e tondo nel suo manifesto. E le innumerevoli lotte sindacali e dei lavoratori che ci furono.
      Mussolini si adeguò all'andazzo più che un'idea sua, la concesse probabilmente per ingraziarsi la popolazione, e comunque Mussolini era stato un socialista e certe idee le prese da lì, anche se nella riforma qualche inghippo c'è:
      https://www.infoaut.org/storia-di-classe/10-marzo-1923-in-italia-viene-approvata-la-giornata-lavorativa-di-8-ore.

    5. LuxIgnis 28 gennaio 2023

      Silvano Agosti è un grande che ha capito molte cose, ma tanto non se lo caga nessuno o quasi.

      Giusto per la storia e per curiosità, pochi sanno che il genero di Marx, tale Lafargue, aveva scritto un libro sulla necessità di portare le ore di lavoro come dice Agosti.

    6. Hospiton 28 gennaio 2023

      Il buon Bertrand Russell diceva che "l'etica del lavoro è l'etica dello schiavo". La tecnologia oggi disponibile ci consentirebbe di lavorare nelle modalità suggerite dall'ottimo Agosti, sicuramente permetterebbe di poter dedicare molto più tempo a attività piacevoli e benefiche per il corpo, la mente, lo spirito. Ma i padroni del discorso preferiscono 10 ore (8 sono per privilegiati, si sta tornando a ritmi ottocenteschi, da alienati) che producano inutile burocrazia, stress, rabbia, frustrazione, energie negative, perciò sotto con l'etica dello schiavo. E tutto questo stress per tenere in piedi una baracca che porta un pagliaccio a Sanremo? No grazie, approvo il tuo aver mollato un lavoro frustrante per tentare altre strade.

    7. sbregaverse 28 gennaio 2023

      Agosti ¿?
      Come non se lo caga nessuno ¿?
      Quello delle auguste ferie 《AGOSTANE》

    8. LuxIgnis 28 gennaio 2023

      E' n'altro!!😁

    9. LuxIgnis 28 gennaio 2023

      Senza contare le ore non conteggiate per arrivare sul posto di lavoro. Che non sono poche.

    10. Hospiton 28 gennaio 2023

      Magari "strisciando in autostrade in infuocate bare di metallo", come diceva Bodhi/Patrick Swayze in Point Break, tra i personaggi più carismatici del cinema anni 80-90, film oggi impensabile https://youtu.be/gCIs-V6CXrM

    11. Cleon XIII 28 gennaio 2023

      Il Socialismo è uno solo. Uomini onesti di destra e di sinistra hanno lottato per i diritti di tutti.

    12. Eugiorso 28 gennaio 2023

      C'è che il capitalismo finanziario e globale ha preso il definitivo sopravvento, trasformandosi in un nuovo modo storico di produzione senza scampo, sussemndo doppiamente il lavoro, ridotto afatture produttivo addirittura spregevole (o in certi casi inutile!) perché ha sussunto anche il capitale produttivo ... La colpa non è tua.

      Cari saluti

    13. Martin 28 gennaio 2023

      Il fascismo e' stato ovviamente un fenomeno anche rivoluzionario e innovativo, e' inutile negarlo. Fu la prima risposta sensata all'alternativa tra liberismo e comunismo, basta pensare all'IRI, motore della crescita anche nel dopoguerra, finalmente distrutto dalla Commissione UE negli anni 90. Le politiche interventiste (lavori pubblici in deficit e concertazione tra le varie categorie) furono avviate da Mussolini nel 1927 e da Hitler nel 1933. L'opera madre di Keynes usci' solo nel 1936, ma tali politiche fasciste e naziste vengono ancora oggi presentate come "keynesiane". La falsificazione e' evidente, ma ancora oggi non la nota quasi nessuno.

    14. Cachafaz 28 gennaio 2023

      Questa "deriva", che minacciava di attecchire un po' dappertutto, fu uno dei motivi della ww2.,

    15. jeints 30 gennaio 2023

      Hai fatto bene, anche io ho emigrato in America Latina.

    1. sbregaverse 28 gennaio 2023

      Sembra che , Zezè, a Sanremo, invece di suonare il pianoforte col piffero, si esibirà, sempre più difficile, in una sonata per solo :
      PIFFERO.*
      * Vale il pene , val, qui, la pena, di ricordare che il piffero è un aerofono, che appartiene alla famiglia delle bombaaaaaarde.

    2. Eugiorso 28 gennaio 2023

      A San Remo l'attoruncolo-boia-burattino atlantista zelensky, benzina, gas e generi alimentari alle stelle, paghe ferme, è quello che si meritano gli italiani ... i Russi, invece, si meritano la Vittoria!

      Cari saluti

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