Massimo Giletti e l’ipocrisia dell’informazione italiana che non affonda mai il colpo!

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di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

La stampa e l’informazione in generale sappiamo bene che da sempre sono la voce dei “potenti”, del resto come potrebbe essere diversamente, visto che sono loro stessi a controllare economicamente giornali e televisioni?

Per questo anche i programmi televisivi di cronaca più seguiti ed il giornalismo investigativo migliore, non disponendo della piena e libera autonomia, sono costantemente animati più dalla necessità di fare show e audience che dall’affondare il colpo per arrivare alla Verità.

Il bravo, simpatico e preparatissimo giornalista Massimo Giletti, che da mesi affronta nel suo programma, il caso del super-boss mafioso per lunghi anni latitante Matteo Messina Denaro, è solo l’ultimo esempio che conferma la regola.

Ricordo che Massimo Giletti nel suo programma settimanale Non è l’Arena, è stato colui che ben due mesi prima che Matteo Messina Denaro venisse arrestato (era il novembre scorso), ha dato voce a Salvatore Baiardo – l’uomo che per anni ha coperto la latitanza dei fratelli Graviano (oggi al 41-bis) – il quale con estrema precisione temporale e di dettagli, ha annunciato in diretta agli italiani quello che sarebbe accaduto di lì a poco all’uomo più ricercato d’Italia. [1]

Massimo Giletti si occupa di Mafia e di tutto quello che gli gira intorno, argomenti scottanti che ripercorrono la storia dei “poteri profondi” sovversivi che ormai anni di indagini, mostrano chiaramente essere l’anima che gestisce e guida il nostro paese.

Sono le indagini e le parole di coraggiosi procuratori come Nicola Gratteri e Nino di Matteo, che hanno speso le loro vite a difendere le nostre istituzioni da queste organizzazioni, a dirci con estrema precisione quanto oggi sia attivo questo sistema di potere che vede una commistione tra mafie e massonerie deviate, dove boss, politici, professionisti, colletti bianchi e persino giudici e magistrati agiscono in perfetta armonia tra loro per il malaffare.

“A preoccupare di più è la diffusione della massoneria deviata, di quelle logge massoniche illegali capaci di infiltrarsi ovunque, controllate dalla ‘ndrangheta” – sono le parole di Gratteri intervistato pochi giorni fa dopo le nuove minacce di morte ricevute dai boss del vibonese detenuti in carcere. [2]

Nel 2020 Massimo Giletti viene messo sotto scorta dopo le minacce ricevute dal boss Filippo Graviano, riportate nel libro “U siccu”, del vice-direttore dell’Espresso, Lirio Abbate, delle quali Giletti era venuto a sapere dalle colonne di Repubblica soltanto a luglio.

Pare che a fare indispettire uno dei fratelli Graviano, fosse stata la trasmissione del 10 maggio 2020, nella quale il conduttore lesse i nomi di tutti i mafiosi detenuti usciti di prigione a causa dell’emergenza coronavirus.

Il fatto che il provvedimento di tutela del giornalista sia stato preso solo dopo che la notizia sia stata pubblicata su un libro prefigurando un grave silenzio delle istituzioni competenti, lascia esterrefatti e contemporaneamente fa sorgere anche molti interrogativi, sulla reale portata delle minacce a Giletti e soprattutto da chi siano mosse realmente.

Questo anche alla luce del fatto che poi come abbiamo visto, lo stesso Giletti è stato scelto presumibilmente dai fratelli Graviano, come megafono per dare voce al loro messaggio attraverso l’ormai nota puntata speciale di Non è l’Arena dove Salvatore Baiardo ci informò della malattia di Matteo Messina Denaro e del suo imminente arresto.

E’ lo stesso Giletti ad affermare chiaramente di essere stato chiamato dal Baiardo ed essersi precipitato immediatamente a raccoglierne il messaggio.

Ora, se Giletti sotto scorta da oltre due anni per le minacce ricevute da Filippo Graviano, si precipita a raccoglierne il messaggio, delle due l’una: o ha voluto tendere una mano al minacciatore oppure la pericolosità delle minacce (qualora siano reali), non proviene certo dal Graviano.

Ma dico io, un giornalista minacciato e sotto scorta – quindi attenzionato dalle autorità competenti 24 ore su 24 – viene lasciato libero di recarsi ad un incontro con l’uomo che i processi hanno già stabilito essere stato colui che ha coperto la latitanza del minacciatore?!

Siamo alla farsa più completa!

Ma a chi vogliono darla a bere!

Dopo di che cosa succede?!.. arriva gennaio e Matteo Messina Denaro viene arrestato veramente. Anche i più ingenui e disattenti non possono far altro che tornare subito con la mente alla previsione fatta due mesi prima da Salvatore Baiardo.

Giletti lo riporta in trasmissione, il Baiardo allude a rivelazioni scottanti che usa come vere e proprie minacce lette come se la mafia si rivolgesse a chi nelle istituzione parrebbe non rispettare i patti. Prospetta addirittura contratti firmati da formalizzare tra i Graviano e Silvio Berlusconi (a testimonianza di rapporti economici strettissimi), confessa persino di aver visto con i suoi occhi copie dell’introvabile Agenda Rossa di Paolo Borsellino ed arriva addirittura a mettere in guardia il conduttore (non si sa da chi! certamente non da i Graviano per conto dei quali sta parlando…..ndr), dal rischio che corre a toccare certi argomenti.

Improvvisamente, a due metri dal traguardo che gli italiani aspettano di tagliare da trenta anni – rappresentato dall’Agenda Rossa, (per entrare in possesso della quale i poteri profondi del nostro paese fecero saltare in aria un quartiere di Palermo insieme al giudice Borsellino e la sua scorta) – Giletti si ferma!

Baiardo – dopo aver promesso in trasmissione, di far avere al direttore de Il Giornale (il cui editore ricordo, è Paolo Berlusconi), una copia del presunto accordo fra il fratello Silvio ed i Graviano – improvvisamente sparisce dagli ospiti della trasmissione.

A questo punto il Baiardo si riversa nelle dirette su Tik-Tok , dove con la medesima tecnica di chi parla a nuora perché suocera intenda, fa marcia indietro sulla delicata posizione di Giletti: “non rischia niente!” – cosa sarà cambiato in poche settimane per far sì che Baiardo ribalti completamente la sua posizione sui pericoli che corre il conduttore di Non è l’Arena?

Congetture ne possiamo fare tante, quello che è certo, la liaison tra Giletti e Baiardo si è interrotta ed il giornalista non ha provato neanche a spiegarne i motivi.

Di contro, Massimo Giletti, tiene ad informarci in trasmissione che le minacce nei suoi confronti non sono finite, anzi ci rende edotti di aver ricevuto una lettera in merito, molto pesante:

Voglio che si sappia: io ho ricevuto una lettera molto pesante questa settimana, ieri mi è arrivata, di minacce vere, io non ho paura” [3]

Abbandonata la gola profonda Baiardo – l’unico che avrebbe potuto aggiungere tasselli importanti alla VeritàGiletti continua a trattare l’argomento Messina Denaro, sguinzagliando i suoi collaboratori per le vie di Campobello di Mazara (luogo della latitanza del boss), alla ricerca di chi lo copriva e dei commenti della gente di strada.

Sinceramente, dichiarare di non aver paura e di voler andare in fondo alla Verità, cercandola tra le strade di un paesino siciliano di 11 mila abitanti, qualche dubbio lo lascia sulle vere intenzioni di Giletti.

Che Messina Denaro avesse delle coperture in paese è palese e già sono state individuate ma pensare che le coperture si limitassero al paesello è esercizio di pura ingenuità. Come è veramente assurda, per non dire un diversivo, l’operazione di gossip messa in piedi da Giletti, volta a scovare ogni singolo cittadino di Campobello che sapesse.

E’ talmente chiaro che in paese molti sapessero, tanto quanto è ancora più chiaro che non potessero parlare. Soprattutto per un sentimento di giustificata paura di fronte ad una realtà vissuta, che mostra loro un potere assoluto che va oltre la speranza di uno Stato che possa garantire protezione e giustizia.

Mettetevi nei panni di colui che vive in quel paese – pur non appartenendo all’organizzazione mafiosa ne’ alla massoneria deviata che oggi pare esserne addirittura la mente – e vede Matteo Messina Denaro girare tranquillamente per le strade mentre tutta Italia lo cerca.

Insomma, anche il più stupido non avrebbe difficoltà a pensare che le coperture arrivino da molto più lontano e molto più in alto di Campobello di Mazara.

Del resto che la latitanza del braccio destro di Totò Riina, il boss Bernardo Provenzano, fu coperta per anni dalle istituzioni deviate dello Stato, è fatto, confermato nei processi.

Fa sorridere che nella puntata di Non è l’Arena di domenica scorsa, il giornalista Peter Gomez chieda all’ospite Sindaco di Campobello di Mazara, se lui è massone!

Io stesso vorrei chiedere a Peter Gomez, se secondo lui è possibile diventare sindaco del paese dove è latitante Messina Denaro, senza essere massone!?

Ma che domande sono!

E’ qui dove i giornalisti perdono tutta la loro credibilità e ci fanno tornare a quanto espresso all’inizio dell’articolo, ovvero sul fatto che la volontà di andare fino in fondo non è presente in nessuno di loro.

Peter Gomez, come del resto Giletti, sanno benissimo che senza essere massoni oppure appartenenti al “sistema” nel nostro paese non si ricopre nessuna carica di rilievo.

Viviamo nel paese dove un giornalista punta il dito in TV contro un Sindaco presunto massone per lo scoop di confessare in diretta la sua partecipazione alla copertura di un boss mafioso, mentre la stampa italiana in toto assiste nella totale indifferenza alla confessione in TV di un nostro ex-presidente del Consiglio, di aver eletto con il Sistema-Palamara, due vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm).

Matteo Renzi, nel recente passato, nella trasmissione condotta dal giornalista Nicola Porro, ha dichiarato senza mezze misure, di aver deciso la nomina di Legnini ed Ermini alla carica più alta in magistratura. [4]

Stiamo parlando della confessione di azioni che vedono violare in modo palese uno dei principi che stanno a fondamento della nostra Carta Costituzionale, ossia quella caratteristica essenziale di uno stato di diritto rappresentata dalla separazione dei poteri.

E nel silenzio ancora più totale, come se nulla fosse, anche l’ultimo vice-presidente del Csm, è stato anch’esso chiaramente deciso dalla medesima lobbie di potere a cui appartiene il senatore fiorentino, visto che trattasi del Dr. Fabio Pinelli, già noto avvocato difensore di Alberto Bianchi (esponente di spicco del Giglio Magico), nel caso Open che vede, per l’appunto, coinvolto come imputato, Renzi stesso.

Insomma, siamo arrivati all’assurdo che uno degli avvocati di spicco della lobbie del Giglio Magico, ora sarà colui che giudicherà i Pubblici ministeri di Firenze che hanno in mano i due casi più spinosi che interessano i poteri italiani: il caso-Open, appena citato e l’inchiesta sui mandanti occulti delle stragi di mafia del ’92-’93 (dove Salvatore Baiardo, pare essere già stato sentito dai pubblici ministeri titolari del fascicolo).

Magari, Giletti, se vuole andare in fondo alla Verità, come lui stesso non manca occasione di ripeterci, potrebbe rivolgere il suo sguardo anche verso Firenze, dove appunto sono in atto le indagini sui temi che lui sta trattando. E dove, tutto lascia presumere che le pressioni da parte dei poteri coinvolti per un insabbiamento totale, non saranno certo lievi.

Certo, come non possiamo avere la pretesa che ad esporsi per primi siano i cittadini di Campobello, non possiamo neanche aspettarci che sia il giornalista Giletti a ritrovare l’Agenda Rossa che era contenuta nella borsa del giudice Borsellino quando fu vittima dell’attentato in via d’Amelio a Palermo – ma neanche dobbiamo mitizzare un giornalista che per il momento, non sta dimostrando di voler andare a fondo nella sua inchiesta, nonostante sia stato scelto da certi poteri per veicolare i loro messaggi.

La speranza è che almeno la magistratura possa andare avanti in modo deciso con le indagini. Gli elementi sul tavolo sono importanti a partire dalla previsione di Baiardo che non può essere rilegata alla pura veggenza.

Baiardo sapeva tutto e perfettamente e visti i personaggi che gli girano intorno – non certo dei santi – le sue esternazioni saranno state certamente concordate con loro. E’ da escludere nella maniera più assoluta che la sua, sia stata una azione isolata.

Chi è o chi sono i mandanti di Salvatore Baiardo e per quale motivo hanno deciso di far vedere agli italiani che la cattura di Matteo Messina Denaro fosse in realtà, una consegna programmata?

Se mafie e massonerie deviate oggi viaggiano abbracciate nella conduzione del nostro paese, per quale motivo si è decisa questa mossa?

di Megas Alexandros

Fonte: Massimo Giletti e l’ipocrisia dell’informazione italiana che non affonda mai il colpo! – Megas Alexandros

Note:

[1] La Mafia minaccia i massoni su Tik-Tok – Megas Alexandros

[2] Lotta alla ‘ndrangheta, Nicola Gratteri: ‘Lo Stato non sta vincendo. Minacce non mi spaventano’ | Sky TG24

[3] Giletti minacciato: “Voglio che si sappia”, cosa gli hanno spedito – Libero Quotidiano

[4] Dal 2014 la carica più alta in magistratura la sceglie Matteo Renzi…. – Megas Alexandros

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