MASSIMA PRESSIONE IMPERIALISTA SUL FRONTE DELL’ASIA OCCIDENTALE

MASSIMA PRESSIONE IMPERIALISTA SUL FRONTE DELL’ASIA OCCIDENTALE

Di Lo Sparviero per ComeDonChisciotte.org

La manovra congiunta Usa/Israel di “massima pressione” non solo sull’Iran ma contro tutte le forze dell’Asse della Resistenza è in pieno sviluppo.

Non si può dire che il suo sbocco certo sia l’attacco militare allo Stato iraniano. Può essere che l’imperialismo punti a disarticolare la Repubblica islamica senza dover ricorrere alla guerra aperta e devastante ma contando di farla implodere “grazie” ad una combinazione “carota-bastone” di misure economiche, diplomatiche, minacce militari mirate a irretire e paralizzare le forze anti-imperialiste, iraniane e dell’Asse.

Se questo è l’obiettivo della politica di “massima pressione” attuata dall’imperialismo, si può dire che avviene di conserva o con il tacito benestare di Mosca, cioè della borghesia (patriottica e “anti-imperialista”) russa la quale sta trattando a Riad, e forse non per caso proprio a Riad, la sistemazione “del suo contenzioso ucraino”. Nella capitale della canaglia saudita, mentre lo Yemen degli Houthi è quotidianamente e pesantemente martellato, per non dire di Gaza/Cisgiordania e del Libano.

Non molti hanno notato un passaggio del “positivo colloquio telefonico” Trump/Putin del 19 marzo che così è stato riportato dai media, passaggio invece estremamente indicativo:

…e hanno "condiviso l'opinione che l'Iran non dovrebbe mai essere nella posizione di distruggere Israele", ossia di avere l'arma nucleare: una sponda russa che potrebbe rafforzare l'obiettivo del tycoon di costringere Teheran ad un nuovo accordo sul nucleare” (1)

Verosimilmente immagino che le orecchie di più di qualcuno abbiano fischiato, non solo a Teheran. E’ evidente che “i due potenti” condividono su di una “politica di pace” basata in primo essenziale luogo sulla paralisi delle le forze combattenti dell’Asse. Inoltre, da parte del Presidente russo la netta e categorica smentita e presa di distanza dall’obiettivo strategico dichiarato dell’Asse stesso, ossia la distruzione dell’entità statale sionista. Da parte russa (si ribadisce) un inequivoco niet!

Il momento è critico sia dal punto di vista politico che militare per tutto l’arco delle forze combattenti dell’Asse, da Gaza al Libano/Hezbollah ai gruppi della resistenza irakena agli Houthi yemeniti i quali per il momento riescono a rispondere con sistematico vigore armato ai reiterati attacchi americani, seguendo il giusto indirizzo di una sana politica realista nei confronti dell’imperialismo: dente per dente!

Ultimi rilevanti sviluppi dal punto di vista militare (alcune informazioni prese in rete)

Dal mare:

"Come segno tangibile dell’intensificarsi del conflitto in Yemen, il Pentagono ha deciso di destinare una seconda portaerei in Medio Oriente. L’invio della USS Carl Vinson, accompagnata da cacciatorpediniere di scorta, che si unirà nei prossimi giorni alla USS Harry S. Truman, già operante nel Mar Rosso, sottolinea il potenziamento delle operazioni militari statunitensi nella regione.

Questo dispiegamento, ordinato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, vedrà la portaerei Truman prolungare la sua missione di almeno un mese. La scelta arriva mentre l’Amministrazione Trump rafforza la sua campagna contro i combattenti, che hanno preso il controllo dell’area.

Secondo fonti anonime del Dipartimento della Difesa, sarebbe la seconda volta in sei mesi che gli Stati Uniti posizionano simultaneamente navi d’assalto nella zona. Questo doppio dispiegamento, che coincide con una fase di tensioni crescenti, evidenzia l’importanza strategica del territorio. (2)"

Dal cielo:

"L'aeronautica militare statunitense ha intensificato le sue operazioni nella regione del Medio Oriente, schierando per la prima volta nei cieli della Siria i bombardieri strategici B-52H Stratofortress, accompagnati dai caccia israeliani di quinta generazione F-35I Adir. Le azioni congiunte delle forze aeree statunitensi e israeliane giungono mentre il Pentagono rafforza il suo contingente militare in vista di una possibile grande operazione contro l'Iran e intensifica gli attacchi contro le posizioni Houthi nello Yemen. Ciò è dimostrato dalla significativa attività degli aerei da trasporto militare statunitensi inviati nella regione, nonché dal trasferimento di armi strategiche a basi chiave.

Secondo gli osservatori, i bombardieri B-52H sono decollati dalla base aerea di Diego Garcia nell'Oceano Indiano e si sono diretti verso lo Yemen. Gli esperti ipotizzano che l'aereo potrebbe essere utilizzato per colpire obiettivi Houthi, dato che le difese aeree nella zona sono probabilmente già state soppresse dagli sforzi congiunti delle forze della coalizione. Allo stesso tempo, il Pentagono ha ridistribuito i bombardieri stealth B-2A Spirit dagli Stati Uniti continentali alla stessa base di Diego Garcia, indicando i preparativi per un'operazione su larga scala, che potrebbe includere operazioni contro l'Iran. Le mosse sottolineano la determinazione di Washington a rafforzare la sua posizione nella regione in mezzo a crescenti tensioni.

Il volo congiunto di B-52H e F-35I sulla Siria è stata una dimostrazione di stretta cooperazione militare tra Stati Uniti e Israele. Gli F-35I, noti per le loro capacità stealth, hanno fornito copertura ai bombardieri strategici in grado di trasportare significativi arsenali di armi sia nucleari che convenzionali. L'evento è avvenuto in un momento di aumento degli attacchi contro obiettivi collegati a gruppi per procura iraniani, che secondo gli analisti potrebbero essere parte dei preparativi per un'azione più decisa contro Teheran.

Ulteriori informazioni open source confermano la maggiore presenza americana. Come riportato da Air & Space Forces Magazine il 5 marzo 2025, i B-52H del 69th Expeditionary Bomber Squadron, con base nel Regno Unito presso la RAF Fairford, hanno già condotto esercitazioni congiunte con gli F-35I e gli F-15I israeliani sul Mediterraneo il 4 marzo. Il Times of Israel specifica che lo scopo di queste manovre era quello di mettere in pratica il coordinamento per attacchi diretti all'Iran e allo Yemen. (3)"

[caption id="attachment_225885" align="aligncenter" width="652"] Bombardiere Boeing B-52[/caption]

[caption id="attachment_225886" align="aligncenter" width="666"] F-35I Adir dell'aeronautica israeliana[/caption]

Nonostante l’indubbio momento critico che può mettere in discussione l’esistenza stessa, politica e operativa, dell’Asse a partire dal suo fulcro iraniano, ritengo che le forze anti-imperialiste abbiano comunque in sé la piena capacità materiale e spirituale di uscire dall’angolo e di replicare a dovere alla Forza che le tiene attualmente sotto massima pressione.

Per finire, una piccola ma molto significativa segnalazione: una intervista al militante anti-imperialista Laith Marouf, tutta da ascoltare con attenzione.

In particolare segnaliamo il passaggio (dal minuto 12.00 a quello 16.00 circa) in cui Marouf sottolinea che per liberare Gerusalemme occorre liberare La Mecca e Medina dalle grinfie delle canaglie che attualmente “le custodiscono”.

Sicuramente nei cuori degli oppressi islamici questo è un sentimento diffuso, seppur difficilmente espresso apertamente. Sentimento ben presente anche fra le forze politiche anti-imperialiste ma che (purtroppo) rimane inespresso anche fra le avanguardie combattenti e non riesce a tradursi in una precisa linea di demarcazione politica con la vasta gamma di complici arabo-islamici dell’imperialismo.

Il fatto che un militante anti-imperialista arabo lo esprima pubblicamente e con forza è un segnale, certamente minimo ma espressione di una tendenza reale, di quanto sopra ho appena affermato: le forze anti-imperialiste arabo-islamiche hanno in sé la piena capacità materiale e spirituale di uscire dall’angolo in cui sono strette e di infliggere una severa lezione al tracotante imperialismo nel corso della battaglia suprema pienamente in atto.

Ma per vincerla occorrerà passare dal varco intuito e indicato con parole semplici da Laith Marouf , puntando sul sollevamento rivoluzionario delle masse degli oppressi dell’area. Su questa base e in questa prospettiva si intreccino pure tutti i calcoli fra Stati e tutta la realpolitik di questo mondo. La via della vittoria passa dal quel varco!

Di Lo Sparviero per ComeDonChisciotte.org

25.03.2025

NOTE

(1) passo tratto da: https://www.rainews.it/articoli/2025/03/tutto-quello-che-sappiamo-sulla-telefonata-intercorsa-tra-trump-e-putin-f9d21f4d-9011-4449-a50c-75222e36ed9c.html

(2) fonte articolo: https://lavocedinewyork.com/news/2025/03/22/gli-usa-inviano-una-seconda-portaerei-in-medio-oriente-per-combattere-gli-houthi/

(3) fonte articolo: https://avia-pro.net/news/ssha-i-izrail-massovo-perebrasyvayut-bombardirovshchiki-na-blizhniy-vostok-gotovya-udar-po

Commenti (11)

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    1. DrCaligari 27 marzo 2025

      In Vietnam bastò un piccolo incidente fasullo nel Golfo del Tonchino per scatenare il settimo cavalleggeri, se come dicono e par vero la Truman ha subito degli attacchi allora vuol dire che la guerra vera non la vogliono dato che non la hanno già dichiarata. Piccole schermaglie, tafferugli di confine.

    2. maghi 28 marzo 2025

      i missili che affondano le navi sono solo quelli che affondano navi russe e domani cinesi o iraniane. E tutti a credere che la Mosvka è stata affondata. Bravi ingenui, continuate a credere alle balle di regime e andate a punturarvi, che è quello che meritate.

    3. fuffolo 28 marzo 2025

      chi lo racconta?

    4. maghi 29 marzo 2025

      quelli a cui credono gli ingenui. Informazione e contro informazione a reti unificate. Il nome Matrix dice nulla?

    5. fuffolo 29 marzo 2025

      Ma la nave come è affondata?

    6. maghi 29 marzo 2025

      mah, hanno divulgato una foto della Movska con un pò di fumo. Sicuramente un tarocco e niente altro. Inutile disquisire, quando si tratta di un atto di fede.

    1. Hospiton 27 marzo 2025

      …e hanno “condiviso l’opinione che l’Iran non dovrebbe mai essere nella posizione di distruggere Israele“, ossia di avere l’arma nucleare: una sponda russa che potrebbe rafforzare l’obiettivo del tycoon di costringere Teheran ad un nuovo accordo sul nucleare

      E lo credo ragazzi, chi si aspetta un Putin anti-israeliano dimentica le sue connessioni con Lazar e il movimento Lubavitch, peraltro legame che condivide con il buon Trump (ma la vicinanza di quest'ultimo a AIPAC & C. è più nota, e da ben prima che comparisse il genero Kushner).
      Un articolo in inglese sui collegamenti suddetti, un po' lungo ma ricco di prelibatezze... in italiano l'argomento pare tabù, strano.

      https://www.politico.com/magazine/story/2017/04/the-happy-go-lucky-jewish-group-that-connects-trump-and-putin-215007/

    2. BrunoWald 28 marzo 2025

      Ciao Hospiton,

      grazie per il link e per il commento assai opportuno, considerando la quantità di ingenui che affidano le loro speranze a San Vladimiro, o anche di vecchi stalinisti che lo confondono col loro idolo.

      Da est a ovest, non ce n'è uno che non sia intortato con i sionisti, figuriamoci Putin che fu designato come successore da Eltsin su indicazione della mafia khazara. Fra l'altro, queste sue "frequentazioni" sono estremamente gravi alla luce delle cose terribili che il messia della setta, Schneerson, scriveva dei russi e degli slavi in generale, odiati per la loro ostinazione a mantenere un vincolo residuo con le proprie radici spirituali. La Russia andava pertanto distrutta e i suoi abitanti ridotti a una mandria degenerata, al pari degli europei occidentali.

      A meno che certi scritti non siano falsificazioni, create a fini diffamatori, qualsiasi rapporto di un presidente russo con simili ambienti costituirebbe alto tradimento.

    3. maghi 29 marzo 2025

      i russi non sono meglio degli occidentali in quanto a spiritualità, etica e moralità. Sono anch'essi una mandria degenerata e infatti come tali sono trattati. Il fatto che stiano morendo a centinaia al giorno per una guerra, che sarebbe stata evitabilissima in presenza di elitè, costituite da persone ragionevoli, lo dimostra. Non mandano a morire gli occidentali, perchè il livello di degenerazione da noi ha ridotto le persone a degli imbelli ermafroditi, che del maschio hanno ormai perso le peculiari caratteristiche. Israeliani, russi, arabi sono ancora persone che sono capaci di uccidere un loro simile, ma non so per quanto tempo ancora. Appena li avranno utilizzati per i loro scopi, verranno anche loro reindirizzati. Ci vogliono diverse generazioni per ottenere un mutamento. Mio padre ha combattuto in mezza Europa per la patria, dopo essere stato formato a ciò nei balilla. Io ho avuto un'istruzione umanistico scientifica religiosa, che mi avrebbe ancora permesso di combattere per difendere dei valori, ma questi ludopatici odierni non vogliono altro che divertimento, droga e rock and roll. Il processo degenerativo è completato. Amen e così sia.

    4. Hospiton 30 marzo 2025

      Ciao Bruno, figurati...l'unica cosa che mi auguro è che Putin e vari oligarchi russi purosangue (dagli elenchi di superboss che ho reperito mi pare che sia un 50-50 con i miliardari di marca ashkenazi) non siano alla totale mercé dei soliti noti.
      Non aver rapporti con questi demoni è impossibile, data la loro ramificazione globale (vorrei aver più materiale sulla Cina, ma rimane un mondo difficile da studiare), posso solo sperare che "qualcuno" stia aspettando il momento giusto per divincolarsi dal loro abbraccio mortale, spegnitori di civiltà.

      Dico ciò perché si colgono segnali strani, cito per esempio le scoperte effettuate da Malanga in Egitto, di cui ha parlato Bizzi e che debunker seriali stile Geopop si son affrettati a bollare come "bufale" (il che mi fa sospettare che le scoperte del buon Corrado siano realmente di portata epocale), ricevendo centinaia di commenti spernacchianti, cosa che mi ha confortato...
      aggiungo che google, digitando "scoperta piramide", piazza tra i primissimi risultati Geopop nonostante si tratti di un canale gestito da un geologo da due soldi, né egittologo né accademico di fama internazionale ma ben foraggiato ad alti livelli, livelli che evidentemente non vedono di buon occhio gli studi in oggetto (avevo svolto ricerche in proposito, il canale è stato acquisito dalla stessa società di Fanpage, "Ciaopeople", inserita da anni nel progetto di lotta alla "disinformazione" concepito da Google in collaborazione con media e istituzioni italiane, da che pulpiti...).
      Il difficile è interpretare tali segnali, si sta davvero cercando un cambio di paradigma? E cosa comporterà? Staremo a vedere, se ti interessa lascio un link sull'intervento di Bizzi, dura 1h30
      https://www.youtube.com/watch?v=i9bRto504cE&list=WL&index=1&t=934s

    5. BrunoWald 31 marzo 2025

      Ho visto il video con interesse, grazie.
      Condivido gli interrogativi che ti poni, se davvero si stanno preparando rivelazioni di quella portata, significa che siamo prossimi a un cambio di paradigma come non avveniva da millenni, qualcosa che non potrà non implicare una guerra forse totale tra differenti fazioni dell'elite.

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