MARIO MONTI ODIA LO STATO. E CI DICONO CHE LO SALVERA’

MARIO MONTI ODIA LO STATO. E CI DICONO CHE LO SALVERA’

(quello che non ho
potuto spiegare a L’Ultima Parola venerdì scorso)



DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Mario Monti, il criminale che sta smembrando il futuro delle
prossime due generazioni di bambini italiani e tutta la nostra ricchezza residua,
è un fanatico discepolo del Libero Mercato. Il Libero Mercato è possibile solo
e unicamente a condizione che lo Stato cessi di esistere, poiché lo Stato
moderno è nato con la funzione primaria di proteggere la gente dalla furia
predatoria del Libero Mercato.

Il fanatismo integralista del Libero Mercato anti-Stato ha un padre-profeta, che risponde al nome di Friedrich August von Hayek, economista austriaco vissuto dal 1899 al 1992. Di seguito alcuni suoi principi:

Sullo Stato Sociale, Hayek così si pronunciò: “Fornire agli indigenti e agli affamati qualche forma di aiuto, ma solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi”.

Sulla democrazia dello Stato, si dichiarò a favore di uno Stato minimo, ma anche di uno Stato dittatoriale che imponesse le leggi dell’ordine supremo al popolo ignorante.

Sulla funzione pubblica della spesa statale, Hayek pensò che distruggendo ogni accesso dello Stato alla moneta si sarebbe finalmente abolita ogni forma di spesa pubblica. Propose l’abolizione completa del monopolio statale sull’emissione della moneta, per permettere solo alle banche private di creare denaro in libera competizione fra loro. Di fatto, sarebbe l’abolizione del Tesoro nazionale e del bilancio dello Stato. L’abolizione dello Stato in sé.

** Si noti che quanto sopra è precisamente il disegno dell’Eurozona, cioè la sottrazione radicale agli Stati sovrani della loro moneta. Otmar Issing, uno dei padri dell’Euro e membro della BCE, ha dichiarato: “Quello che è successo con l’introduzione dell’Euro ha davvero ottenuto ciò che invocava Hayek”. E ancora: “E’ oggi chiaro che idee come le sue hanno ispirato i Trattati dell’Unione Europea… Non dovrebbe Hayek essere oggi felice di ciò che abbiamo fatto? Così tanta parte delle sue idee degli anni ’60 sono oggi legge europea”. Questo ammette il maggior insider della BCE nel 1999, parlando liberamente presso una delle più accanite fondazioni di destra neoliberista del mondo, l’Institute of Economic Affairs di Londra. Ammette che davvero, come da me scritto molte volte, questa Unione fu modellata sul volere dei profeti delle elites sociopatiche e anti-Stato, in palese sfregio del mandato di amministratori dei cittadini comuni d’Europa. **

Se posto di fronte alla scelta se favorire l’occupazione o la lotta all’inflazione, Hayek non ha dubbi: la lotta all’inflazione deve essere Regina, e tutto il resto dell’economia viene dopo, incluse le masse disperate delle persone condannate a una vita ignobile nella disoccupazione e sottoccupazione, che non lo toccano minimamente.

Hayek era un propagandista di un Darwinismo sociale senza pietà. Per lui ogni singolo aspetto del vivere comune, inclusa la morale, doveva essere frutto di una lotta spontanea, e mai di una pianificazione democratica dello Stato. Niente tutele per le minoranze, per i deboli, assolutamente no spesa dello Stato per il bene pubblico, trionfa solo il meritevole, il forte, in assenza completa di una qualsivoglia funzione pubblica. Hayek rappresenta il massimo profeta anti-Stato forse mai esistito.

Va inoltre compreso che figure come Hayek, come Walras, come l’italiano Evola, come Perroux, come Schuman, come Attali, come Issing e Weigel, come Draghi, come Amato, come Prodi, come Bini Smaghi, e come Monti, insomma, come tutti questi tecnocrati Neoclassici e Neoliberisti che hanno o hanno avuto in pugno questo continente, erano e sono cultori del diritto insindacabile delle elites di governare “le masse ignoranti” (Hayek – Schuman). La democrazia è per loro solo un grave ingombro alla giusta guida di ‘ste masse di “outsider rompicoglioni” (la definizione di cittadini di Walter Lippmann), e dunque va grandemente ridotta. I trattati europei sovranazionali che hanno esautorato i parlamenti, e l’Eurozona che ha tolto la moneta ai governi, furono pensati proprio per questo fine.

Abbiamo già visto sopra come le idee di Friedrich August von Hayek abbiano inzuppato la creazione sia dell’Unione Europea che dell’Eurozona. Già qui chiunque sia sano di mente dovrebbe saltare sulla sedia e gridare allo scandalo. Come può il pensiero di chi odia lo Stato a morte comporre la spina dorsale di una Unione di Stati? Come può un uomo che scrive, lo ripeto, “… fornire agli indigenti e agli affamati qualche forma di aiuto, ma solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi” aver ispirato le regole votate dai Premier il cui mandato costituzionale dovrebbe essere la tutela dei cittadini? E nel caso italiano parlo di Mario Monti, ma anche di Prodi e D’Alema, Ciampi, Amato.

Monti, come una lunga serie dei padri creatori dell’Euro, è contiguo, è inzuppato, è intriso di Friedrich August von Hayek, di libero mercato integralista, di darwinismo sociale. E’ intriso cioè del credo di chi odia lo Stato. Una dimostrazione:

Monti – che non è solo un fedele di Goldman Sachs, del Bilderberg, della Trilaterale, ma è anche stato Presidente del Consiglio d’Amministrazione del Bruegel, finanziato da Microsoft e dal mostro affamatore del mondo Syngenta (sarà forse per questo che Monti Commissario europeo multò Microsoft di una cifra equivalente a multare Montezemolo di 1euro e 20 centesimi per eccesso di velocità) – Monti dicevo ha ricevuto nel 2005 il premio della Friedrich August von Hayek Foundation, che già aveva premiato proprio Otmar Issing (e Margaret Thatcher, sic). Monti siede fiero e compiaciuto in un consesso la cui ideologia ispiratrice, come già detto, è l’antitesi più feroce allo Stato mai concepita se si esclude la palese tirannide, e sentite come viene apostrofato:

Onoriamo oggi un uomo (Monti) che è stato fedele nelle parole e nei fatti ai principi di Friedrich August von Hayek”.

La sua vita, il suo lavoro, e la sua personalità (di Monti) non potrebbero essere meglio caratterizzati e onorati se non da un premio che porta il nome del grande economista Friedrich August von Hayek”.

Applausi. Non risulta che Mario Monti si sia alzato e abbia rifiutato gli onori proclamando, inorridito, “… ma io sono un uomo di Stato!”.

Monti riceve nel 2004 la Medaglia Schuman, e questo non vi dice nulla? Se non vi dice nulla leggete ciò che ci ha rivelato il Prof. Alain Parguez dell’università francese di Besancon ed ex consigliere di Mitterrand, a Milano il 12 maggio: “Schuman era amico di Salazar, di Mussolini e di Pio XII. In un discorso del 1935 all’assemblea cattolica francese Schuman disse che bisognava abolire leggi infami repubblicane, ristabilire la libertà religiosa e negare sia la scuola laica che lo stato laico. Egli avrebbe dedicato i suoi sforzi a costruire una Unione Europea così”.

E dunque un tecnocrate, Monti, con queste affiliazioni, con questa contiguità ideologica coi peggiori nemici dichiarati della funzione pubblica, come può essere compatibile con un incarico di pubblico amministratore del pubblico bene? Cioè della mia e della tua vita, di quella dei tuoi genitori ammalati, o di tuo figlio a scuola. Lo capite ora com’è possibile che lui e i suoi sciagurati sicari siamo oggi intenti alla demolizione della democrazia e della sovranità economica dello Stato italiano? Mario Monti odia lo Stato, disprezza noi e crede ciecamente nelle elites. Dall’alto dei cieli lo benedice benevolo Friedrich August von Hayek.

Ma Mario Monti è stato chiamato dall’indegno Presidente Giorgio Napolitano a ‘salvare’ il nostro Stato.

Tutto ciò è, nella forma, una grottesca oscenità. Nella sostanza è invece molto peggio, è la devastazione delle vite di milioni di nostri connazionali e della democrazia stessa, una devastazione pensata e voluta da questa potente scuola ideologica senza una briciola di rimorso. Un crimine. Mario Monti è un criminale.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=388
30.05.2012

Commenti (117)

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    1. Jor-el 1 giugno 2012

      1) La MMT, per definizione, presuppone una drastica riduzione dell'orario di lavoro (a parità di reddito, naturalmente), altrimenti non ha senso. Una piena occupazione, infatti provocherebbe una sovrapproduzione ancor maggiore. 2) La natura dei consumi è determinata dalla dittatura del lavoro sulla vita. Per cambiare i consumi, bisogna liberare la vita dal lavoro. 3) la MMT non è rivoluzionaria, è però il primo passo per creare un contesto economico- politico favorevole all'avvio di un processo rivoluzionario. 4) è ora di riprendere, finalmente, la LOTTA CONTRO IL LAVORO! La riduzione dell'orario è progresso e civiltà. Un tempo si lavorava 16 ore, poi 12, poi 10, poi 8. Con dure lotte vittoriose la nostra classe ha strappato sempre più vita dalle grinfie del nemico. Poi il nemico ha contrattaccato, e, purtroppo, siamo tornati indietro. Oggi il capitale, per mantenere il suo dominio, sta distruggendo tutto ciò che esiste. Dobbiamo riprendere la lotta, liberare le nostre vite dal lavoro, far ripartire il cammino della civiltà. E salvare il mondo. LAVORO ZERO

    1. Jor-el 1 giugno 2012

      1) La MMT, per definizione, presuppone una drastica riduzione dell'orario di lavoro (a parità di reddito, naturalmente), altrimenti non ha senso. Una piena occupazione, infatti provocherebbe una sovrapproduzione ancor maggiore. 2) La natura dei consumi è determinata dalla dittatura del lavoro sulla vita. Per cambiare i consumi, bisogna liberare la vita dal lavoro. 3) la MMT non è rivoluzionaria, è però il primo passo per creare un contesto economico- politico favorevole all'avvio di un processo rivoluzionario. 4) è ora di riprendere, finalmente, la LOTTA CONTRO IL LAVORO! La riduzione dell'orario è progresso e civiltà. Un tempo si lavorava 16 ore, poi 12, poi 10, poi 8. Con dure lotte vittoriose la nostra classe ha strappato sempre più vita dalle grinfie del nemico. Poi il nemico ha contrattaccato, e, purtroppo, siamo tornati indietro. Oggi il capitale, per mantenere il suo dominio, sta distruggendo tutto ciò che esiste. Dobbiamo riprendere la lotta, liberare le nostre vite dal lavoro, far ripartire il cammino della civiltà. E salvare il mondo. LAVORO ZERO

    1. Jor-el 1 giugno 2012

      Sono convinto che una giornata lavorativa di 3, 4 ore x quattro giorni la settimana metterebbe a posto un po' di cose. Giusto per cominciare. Naturalmente i super profitti del grande capitale e della finanza subirebbero un colpo mortale, ma sarebbe ora che cominciassero a ballare pure loro, no? Per quel che riguarda i consumi, chi può dire oggi quali potrebbero essere i desideri e le aspirazioni di tante persone finalmente liberate dal lavoro? Sicuramente sarebbero molto diversi dagli attuali. La conoscenza, per esempio, lo studio...

    1. Kevin 1 giugno 2012

      Alberto, il tono era volutamente provocatorio. So bene che esiste anche il lavoro creativo, ma non parlo certamente del 99% dei lavori che esistono oggi: quello che intendi tu lo definirei "attività". C'è da fare un inversione di tendenza: quel famoso "il lavoro rende liberi" è stato così perfettamente inculcato nella mente delle persone che addirittura la maggior parte della gente crede davvero di dover ringraziare se trova un posto dove respirare merda per 9 ore al giorno. Siccome il popolo bue capisce solo gli slogan, bisogna rispondere a slogan, cancellando per sempre quelle falsità. E bisogna iniziare anche con "Il consumismo rende schiavi. Il consumismo addormenta le coscienze".

    1. lucamartinelli 1 giugno 2012

      Caro amico, lungi da me innescare discussioni, ma il tuo commento non sta in piedi. Come puoi dire che non c'è nulla di scandaloso nell'inneggiare al successo dell'operazione Barbarossa non lo capisco proprio mentre capisco benissimo che stiamo pagando ancora oggi le scelte della buon'anima, che di geopolitica capiva meno di zero. Ma tornando al nostro eroe presidente volevo solo far notare che i massoni infiltrano dappertutto i loro confratelli e poi i gonzi, che siamo noi, cominciano a litigare schierandosi chi a destra e chi a sinistra. Invece ora una cosa che mi sta a cuore, se mi permetti, visto che sono un appassionato di fatti storici: non c'è nessun documento che dimostri che l'Unione Sovietica si preparasse ad attaccare qualcuno. Quindi Hitler avrebbe aspettato secoli, mentre i suoi foraggiatori inglesi non vedevano l'ora che fosse lui ad attaccare. L'avevano mandato al potere per questo, mi pare. Agli inglesi allora padroni del mondo il comunismo non piaceva troppo e non perche' i comunisti mangiavano i bambini ma perche' la moneta dell'Urss era sovrana e quindi il popolo sfuggiva alla trappola delle banche centrali massoniche. Non volevano rischiare il contagio. Mi spiace. Saluti. P.S. Sono sicuro che sai molto bene che la perfida Albione foraggiava anche la buon'anima, quello che faceva viaggiare i treni in orario.

    1. Polipol 1 giugno 2012

      Ho parlato di mistificazione, non di falsità o bugie. Mistificare è molto più insidioso di dire apertamente bugie.
      Io non ho detto che quelle frasi non sono state dette da Hayek né l'ho voluto far capire, mi spiacerebbe in tal caso. Sarebbe assai facile e lapalissiano per tutti smentire Barnard in questo modo...
      Qui dico solo che noi siamo imbevuti di "statalismo" sin dalla nascita ed è difficile vagliare certe espressioni degli economisti austriaci con un atteggiamento neutro e con cognizione di causa.
      Di fatto la scuola austriaca ispirata anche da Hayek non è affatto neo-liberista, non è friedmaniana (Friedman veniva definito "socialista" da certi austriaci) e via dicendo, e voler asserire ciò è dichiarare il falso. Questo trovo ridicolo, cioè dividere il mondo in "neoliberisti" e "amici della democrazia"...è semplicemente idolatria, voler ridurre il mondo alle proprie categorie mentale perdendosi quindi tutto ciò che sfugge a questo metodo, ed è tanto...
      A mio avviso questa propaganda di Barnard sull'ideologia anti-statale di Hayek è fuori asse, un "austriaco" non vuole che lo Stato si impicci in economia monetaria, che limiti le libertà dell'individuo in tal senso, che stampi ed imponga l'utilizzo di cartastraccia di cui stabilisce a tavolino il valore, e quindi ancor meno vorrebbe che lo facesse un ente sovranazionale. Semmai lo stato o cmq un governo dovrebbero regolamentare e garantire la libertà degli scambi e della concorrenza e impedire il monopolio (ogni monopolista odia la concorrenza, questo è anche alla base dell'odierno neoliberismo)...
      Stampare moneta dal nulla non crea ricchezza, non è magia, e tale diritto non dovrebbe arrogarselo né uno Stato né un privato, quindi la polemica di Barnard è assai sterile e su un piano sbagliato. Non lo stato, non il privato, non la FED, non il Giappone, non l'Argentina con l'inflazione al 30%, e non la BCE, se non si fosse capito. La teoria austriaca (che è estrema e uno può valutarla anche con riserve, non richiede un affidamente ideologico) è al momento la più solida difesa intellettuale di fronte al mondialismo e alla futura moneta unica. Si da il caso che Keynes, il paladino della libertà a detta dei MTTers, già negli anni '40 auspicava la formazione di una moneta unica mondiale gestita da un governo mondiale e da una banca di riserva mondiale che poteva "spendere a deficit" a piacimento. Ricordatevi di questo quando vedrete gli MTT salire sul carro del vincitore...

      Quindi a me il dibattito "Barnard sì Barnard no" non interessa affatto, il problema è questa deriva ideologica che non fa affatto bene, e l'economia USA-e-getta che ripropone in salse apparentemente nuove...ripeto: mi dispiace sinceramente per i suoi "sostenitori", e paiono tanti...

    1. ws 1 giugno 2012

      e allora perche dover fare questo " giro" di carta ? E bene sempre che lo stato non abbia "intermediarii" . l' unico ruolo che dovrebbe avere una banca centrale e' controllare/gestire la moneta/credito per conto del suo SOLO padrone : lo stato

      deve essere chiaro che la FED ( bce, BdI ect .. ) non saranno mai uno strumento della soluzione perche' fin dalla loro nascita sono lo strumento del problema

    1. Sergio_R 1 giugno 2012

      Grazie a te per l'attenzione.


      È interessante notare che tra i maggiori critici degli anarcocapitalisti ci sono proprio i veri anarchici, i quali, tra le altre cose, sottolineano giustamente come non basti eliminare lo Stato per eliminare automaticamente la coercizione. Per l'anarchico classico la coercizione è insita non solo nello Stato, ma anche e soprattutto nel capitalismo moderno (pensa solo alla feroce gerarchia con cui sono strutturate le corporation moderne). Lo Stato va abbattuto, certo, ma solo in quanto mezzo del quale la classe dominante si serve per dominare la maggioranza. Di tutto questo non c'è però traccia nell'anarcocapitalismo, il quale legittima tutto del capitalismo moderno. Basta eliminare lo Stato e tutto magicamente si risolverà.


      Per gli anarchici classici l'anarcocapitalismo è solo una pseudoanarchia che propaganda la fine dello Stato per ricreare uno Stato privato con gli stessi meccanismi coercitivi di quello pubblico,

    1. Georgejefferson 1 giugno 2012

      figurati,grazie a te per il rispettoso dialogo

    1. Sergio_R 1 giugno 2012

      Non farti infinocchiare era solo un monito per introdurre la mia precisazione su che cosa l'anarcocapitalismo considera parassitismo. Mi scuso con te se ti ho dato l'impressione di giudicarti, non era affatto la mia intenzione, anzi, avevo capito che la pensiamo sostanzialmente allo stesso modo. Sorry.

    1. AlbertoConti 1 giugno 2012

      Mai sentito tante stupidaggini in poche righe, tra l'altro sgrammaticate. Ma a voler esser buoni hai anche un po' di ragione, nel senso che il lavoro produttivo classico sta riducendosi, proprio grazie alla tecnologia ( ... "le macchine", quindi se odi il lavoro produttivo classico invece di spaccarle spera che si continui a perfezionarle, per fare quel che altrimenti farebbe l'operaio). Se però amplii i tuoi orizzonti, assimilando al lavoro anche quello creativo, ti accorgerai che il lavoro può essere la cosa migliore che ci possa capitare, la più gratificante e creatrice di significati positivi. A meno che tu sia uno sfaticato, nato stanco e senza speranze.

    1. Georgejefferson 1 giugno 2012

      poli,fuori dal dibattito Barnard si Barnard no,giusto..dimmi solo una cosa se la sai,corrisponde a verita le frasi citate attribuite ad Hayek? solo quello mi interessa,poi,personalmente,approvi quelle citazioni ? (senza per questo essere fans di Barnard)

    1. Georgejefferson 1 giugno 2012

      ciao jor,meglio una riduzione dell'orario,magari con piu consapevolezza verso consumi inutili e dannosi (e guardandomi intorno questa consapevolezza e'ben lontana) o aspiri idealmente all'abolizione stessa del lavoro?

    1. Cataldo 1 giugno 2012

      Per la CIA ? Quella che ha contribuito a creare il narcocapitalismo? aggiungere una a sarebbe veramente poca cosa per loro ;)

    1. gattocottero 1 giugno 2012

      Non esiste il problema dei sottoscrittori in quanto si tratta di titoli pubblici sottoscritti, cioè acquistati, dalla banca centrale. E' un sistema per emettere moneta sotto forma di debito.

    1. Georgejefferson 1 giugno 2012

      Ma guarda,approvo quasi tutto quello che dici,ma lo stato che intendo ripeto e'l'ideale che non c'e'... Niente che peraltro non si possa facilmente riformare, ove vi fosse una reale volontà,proprio questo l'ideale.Riguardo al ridurre al minimo le amministrazioni,be..dipende cosa si ha intenzione di fare con i milioni di dipendenti pubblici,si dovrebbe spiegare (riferendosi a grillo per esempio) perche parlano di risparmio se eliminando i piu e magari rivolgerli ai lavori socialmente utili bisogna comunque pagarli(giustamente) riguardo agli interessi,pesano per mancanza di sovranita monetaria,solo quello,per il resto dici esattamente quello che intendo..non vedo dove dovrei farmi infinocchiare,visto che abberro i ragionamenti a slogan,non giudicare senza conoscere sergio

    1. gattocottero 1 giugno 2012

      Il padrino politico di Romano Prodi era Beniamino Andreatta.



      Ma ci rendiamo conto che il primo colpevole è Andreatta?



      Andreatta fece l'atto sedizioso da cui si scatenò tutto, ossia eliminò la facoltà del Tesoro di avere accrediti diretti da parte della Banca d'Italia, un meccanismo che consentiva quando necessario di finanziarsi direttamente, senza emettere BOT e quindi senza interessi.



      L'obiettivo finale di tutto questo meccanismo è chiaro: creare un "nuovo ordine economico" dal quale nascerà "l'uomo nuovo". Insomma, al confronto di questa gente qui, Hitler era un moderato.

    1. Cataldo 1 giugno 2012

      Riporto un contributo che avevo postato in una discussione su Petrolio.blogosfere, che si aggancia a diversi commenti che ho letto qui

      L'unico merito di Barnard è quello di portare l'attenzione su alcuni meccanismi della spoliazione finanziaria, come la proprietà privata delle banche centrali, ma sul piano della politica economica purtroppo, non ha la capacità di comprendere, nello schema, la prima parte della parola, ovvero la politica.

      Politica è prima di tutto una collocazione strategica, gli USA possono stampare moneta per uscire da ogni crisi di liquidità, e rimandare* il redde rationem inflazionisticio, in quanto hanno un grosso randello a portata di mano in ogni stanza in cui i soldi girano, ed in ogni porto dove arriva e parte il petrolio.
      Barnard non comprende che l'Euro è un tentativo di sfuggire a questa morsa, e di compensarne in parte la presa, e superare il problema del cavallo di troia finanziario albionico.

      Il tentativo era ed è difficile, avendo di fronte anche i mercantilisti tedeschi, ampiamente penetrati da ambienti atlantici tra i più neri e pieni di fuliggini bombarole, da sempre.

      L'idea che un paese satellite possa stampare la sua redenzione dal debito imposto è puramente poetica, ma se si pretende di impostare su questo la politica economica di una proposta di governo nuova .... andremmo solo a mettere benzina sul fuoco, invece di attenuarlo e controllarlo.

      Sarebbe opportuno invece alzare la testa, e richiamare i paesi dell'euro ad una revisione dei rapporti con il potere finanziario, cominciando dal promuovere regole che impediscano l'osmosi tra università-banche-politica, l'unico modo per riportare l'estrazione di valore operata dalla finanza a percentuali plausibili, prima che la sottostante iniquità redistributiva inneschi ulteriori catastrofi.

      Si deve anche iniziare, per palese inanità fattuale, a rifiutare dibattiti che non comprendano, parlando di politiche monetarie, un minimo di background strategico e di collocazione geopolitica.
      Sarebbe molto opportuno che si abbandonasse l'aspetto messianico su questi temi e si cominci ad inquadrare anche la gestione delle risorse e dei flussi, altrimenti il tutto rimane campato in aria come architetture surrealiste.

      Anche sul piano più teorico l'impostazione data da B. alla discussione è insufficente, la moneta è solo una forma del contenuto informativo degli scambi economici, cosi come il tasso di interesse non è più da tempo un riferimento chiaro nelle analisi economiche, da quando si presta ad interessi negativi :) ad esempio; l'economia di scala informativa della digitalizzazione ha alterato il senso stesso del termine "mercato" con la concentrazione che vediamo delle fonti:
      le teorie monetarie che non incorporano questi cambiamenti di paradigma non hanno fondamenta teoriche serie.

      Si rifletta anche sulla considerazione che aver ridotto anche l'informazione economica alternativa a parlare solo di "danaro" invece che di economia è un risultato grande della grande mistificazione finanziaria che stiamo vivendo.

      Il problema centrale della redistribuzione, e chiudo con questo, è del tutto scollegato dalle questioni monetarie, e concentrarsi su queste è un enorme regalo che stiamo facendo a chi ci spoglia del nostro stock di capitale, accumulato in 50 anni.




      * fino a quando ? qualche test è già in atto, ed altri si aggiungeranno in estate, a breve non sarà OT approfondire il punto

    1. Cataldo 1 giugno 2012

      Certo, ma nel mio intervento non "difendo" Prodi, o denigro Evola, faccio solo notare che buttarli alla rinfusa nell'insalatona alla Barnard genera solo confusione e fumo nelle discussioni, e toglie credibilità a tutto il resto.
      Barnard ha il merito i rendere noti alcuni dei meccanismi della spoliazione finanziaria in atto, ma quello che denuncia è solo una modalità operativa, direi tattica, del processo, non arriva a delinearne gli aspetti strategici.

      Il suo problema è che intravede dei tecnicismi che non sa inquadrare nell'ambito della storia economica e politica, si attarda quindi su questi e perde di vista il quadro.

      Per dirne una, e chiudo con un caro saluto, l'evento che avrà più influenza sulle monete sta per accadere in Asia, e si chiama PAGE, riguarda l'oro ed è uno dei fulcri della guerra monetaria in atto, ma di questo Barnard non ha mai parlato ;)

    1. shoona 31 maggio 2012

      ma prima devi far capire al popolo che vivere come schiavi per ottenere in cambio dei ninnoli non e' una gran vita.

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