MARIO MONTI ODIA LO STATO. E CI DICONO CHE LO SALVERA’

MARIO MONTI ODIA LO STATO. E CI DICONO CHE LO SALVERA’

(quello che non ho
potuto spiegare a L’Ultima Parola venerdì scorso)



DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Mario Monti, il criminale che sta smembrando il futuro delle
prossime due generazioni di bambini italiani e tutta la nostra ricchezza residua,
è un fanatico discepolo del Libero Mercato. Il Libero Mercato è possibile solo
e unicamente a condizione che lo Stato cessi di esistere, poiché lo Stato
moderno è nato con la funzione primaria di proteggere la gente dalla furia
predatoria del Libero Mercato.

Il fanatismo integralista del Libero Mercato anti-Stato ha un padre-profeta, che risponde al nome di Friedrich August von Hayek, economista austriaco vissuto dal 1899 al 1992. Di seguito alcuni suoi principi:

Sullo Stato Sociale, Hayek così si pronunciò: “Fornire agli indigenti e agli affamati qualche forma di aiuto, ma solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi”.

Sulla democrazia dello Stato, si dichiarò a favore di uno Stato minimo, ma anche di uno Stato dittatoriale che imponesse le leggi dell’ordine supremo al popolo ignorante.

Sulla funzione pubblica della spesa statale, Hayek pensò che distruggendo ogni accesso dello Stato alla moneta si sarebbe finalmente abolita ogni forma di spesa pubblica. Propose l’abolizione completa del monopolio statale sull’emissione della moneta, per permettere solo alle banche private di creare denaro in libera competizione fra loro. Di fatto, sarebbe l’abolizione del Tesoro nazionale e del bilancio dello Stato. L’abolizione dello Stato in sé.

** Si noti che quanto sopra è precisamente il disegno dell’Eurozona, cioè la sottrazione radicale agli Stati sovrani della loro moneta. Otmar Issing, uno dei padri dell’Euro e membro della BCE, ha dichiarato: “Quello che è successo con l’introduzione dell’Euro ha davvero ottenuto ciò che invocava Hayek”. E ancora: “E’ oggi chiaro che idee come le sue hanno ispirato i Trattati dell’Unione Europea… Non dovrebbe Hayek essere oggi felice di ciò che abbiamo fatto? Così tanta parte delle sue idee degli anni ’60 sono oggi legge europea”. Questo ammette il maggior insider della BCE nel 1999, parlando liberamente presso una delle più accanite fondazioni di destra neoliberista del mondo, l’Institute of Economic Affairs di Londra. Ammette che davvero, come da me scritto molte volte, questa Unione fu modellata sul volere dei profeti delle elites sociopatiche e anti-Stato, in palese sfregio del mandato di amministratori dei cittadini comuni d’Europa. **

Se posto di fronte alla scelta se favorire l’occupazione o la lotta all’inflazione, Hayek non ha dubbi: la lotta all’inflazione deve essere Regina, e tutto il resto dell’economia viene dopo, incluse le masse disperate delle persone condannate a una vita ignobile nella disoccupazione e sottoccupazione, che non lo toccano minimamente.

Hayek era un propagandista di un Darwinismo sociale senza pietà. Per lui ogni singolo aspetto del vivere comune, inclusa la morale, doveva essere frutto di una lotta spontanea, e mai di una pianificazione democratica dello Stato. Niente tutele per le minoranze, per i deboli, assolutamente no spesa dello Stato per il bene pubblico, trionfa solo il meritevole, il forte, in assenza completa di una qualsivoglia funzione pubblica. Hayek rappresenta il massimo profeta anti-Stato forse mai esistito.

Va inoltre compreso che figure come Hayek, come Walras, come l’italiano Evola, come Perroux, come Schuman, come Attali, come Issing e Weigel, come Draghi, come Amato, come Prodi, come Bini Smaghi, e come Monti, insomma, come tutti questi tecnocrati Neoclassici e Neoliberisti che hanno o hanno avuto in pugno questo continente, erano e sono cultori del diritto insindacabile delle elites di governare “le masse ignoranti” (Hayek – Schuman). La democrazia è per loro solo un grave ingombro alla giusta guida di ‘ste masse di “outsider rompicoglioni” (la definizione di cittadini di Walter Lippmann), e dunque va grandemente ridotta. I trattati europei sovranazionali che hanno esautorato i parlamenti, e l’Eurozona che ha tolto la moneta ai governi, furono pensati proprio per questo fine.

Abbiamo già visto sopra come le idee di Friedrich August von Hayek abbiano inzuppato la creazione sia dell’Unione Europea che dell’Eurozona. Già qui chiunque sia sano di mente dovrebbe saltare sulla sedia e gridare allo scandalo. Come può il pensiero di chi odia lo Stato a morte comporre la spina dorsale di una Unione di Stati? Come può un uomo che scrive, lo ripeto, “… fornire agli indigenti e agli affamati qualche forma di aiuto, ma solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi” aver ispirato le regole votate dai Premier il cui mandato costituzionale dovrebbe essere la tutela dei cittadini? E nel caso italiano parlo di Mario Monti, ma anche di Prodi e D’Alema, Ciampi, Amato.

Monti, come una lunga serie dei padri creatori dell’Euro, è contiguo, è inzuppato, è intriso di Friedrich August von Hayek, di libero mercato integralista, di darwinismo sociale. E’ intriso cioè del credo di chi odia lo Stato. Una dimostrazione:

Monti – che non è solo un fedele di Goldman Sachs, del Bilderberg, della Trilaterale, ma è anche stato Presidente del Consiglio d’Amministrazione del Bruegel, finanziato da Microsoft e dal mostro affamatore del mondo Syngenta (sarà forse per questo che Monti Commissario europeo multò Microsoft di una cifra equivalente a multare Montezemolo di 1euro e 20 centesimi per eccesso di velocità) – Monti dicevo ha ricevuto nel 2005 il premio della Friedrich August von Hayek Foundation, che già aveva premiato proprio Otmar Issing (e Margaret Thatcher, sic). Monti siede fiero e compiaciuto in un consesso la cui ideologia ispiratrice, come già detto, è l’antitesi più feroce allo Stato mai concepita se si esclude la palese tirannide, e sentite come viene apostrofato:

Onoriamo oggi un uomo (Monti) che è stato fedele nelle parole e nei fatti ai principi di Friedrich August von Hayek”.

La sua vita, il suo lavoro, e la sua personalità (di Monti) non potrebbero essere meglio caratterizzati e onorati se non da un premio che porta il nome del grande economista Friedrich August von Hayek”.

Applausi. Non risulta che Mario Monti si sia alzato e abbia rifiutato gli onori proclamando, inorridito, “… ma io sono un uomo di Stato!”.

Monti riceve nel 2004 la Medaglia Schuman, e questo non vi dice nulla? Se non vi dice nulla leggete ciò che ci ha rivelato il Prof. Alain Parguez dell’università francese di Besancon ed ex consigliere di Mitterrand, a Milano il 12 maggio: “Schuman era amico di Salazar, di Mussolini e di Pio XII. In un discorso del 1935 all’assemblea cattolica francese Schuman disse che bisognava abolire leggi infami repubblicane, ristabilire la libertà religiosa e negare sia la scuola laica che lo stato laico. Egli avrebbe dedicato i suoi sforzi a costruire una Unione Europea così”.

E dunque un tecnocrate, Monti, con queste affiliazioni, con questa contiguità ideologica coi peggiori nemici dichiarati della funzione pubblica, come può essere compatibile con un incarico di pubblico amministratore del pubblico bene? Cioè della mia e della tua vita, di quella dei tuoi genitori ammalati, o di tuo figlio a scuola. Lo capite ora com’è possibile che lui e i suoi sciagurati sicari siamo oggi intenti alla demolizione della democrazia e della sovranità economica dello Stato italiano? Mario Monti odia lo Stato, disprezza noi e crede ciecamente nelle elites. Dall’alto dei cieli lo benedice benevolo Friedrich August von Hayek.

Ma Mario Monti è stato chiamato dall’indegno Presidente Giorgio Napolitano a ‘salvare’ il nostro Stato.

Tutto ciò è, nella forma, una grottesca oscenità. Nella sostanza è invece molto peggio, è la devastazione delle vite di milioni di nostri connazionali e della democrazia stessa, una devastazione pensata e voluta da questa potente scuola ideologica senza una briciola di rimorso. Un crimine. Mario Monti è un criminale.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=388
30.05.2012

Commenti (117)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Polipol 2 giugno 2012

      Un conto sono le ideologie, un altro le idee e poi c'è la scienza.
      Ci è richiesto di usare il cervello e di sviluppare un senso critico, non di sposare una o l'altra dottrina. Gli austriaci sono estremamente individualisti, come - se me lo concedete - un marxista è estremamente collettivista. Dato che non dobbiamo tifare per una squadra o per un altra, uno può essere o meno d'accordo con le opinioni degli austriaci in merito ad esempio ad un argomento scottante e importante come il welfare e ciò riguardare solo in modo tangente il nocciolo della teoria austriaca. Uno può quindi essere statalista o assistenzialista o individualista o liberalista ecc e tenersi le proprie opinioni e andarne fiero...
      Però altre questioni stanno su piani diversi e la scienza economica è chiara e gli austriaci hanno semplicemente ragione quando ribadiscono, evidenziano e sottolineano che: 1) stampare cartastraccia dal nulla non crea ricchezza; 2) l'inflazione non è un falso problema ma anzi è una tassazione indiretta; 3) la spesa a deficit non è ricchezza. Se non lo capite mi spiace per voi ma rimaniamo amici come prima, vi inviterei semplicemente a studiare l'argomento.
      Poi tutta questa furia ideologica intorno allo "stato sociale" c'è il rischio che porti alla supina accettazione del "mostro autorizzato" incombente...ma del resto sarà un problema solo per chi ha a cuore la libertà...

    1. albsorio 1 giugno 2012

      I notai lo fanno giá forse anche le mignotte, per gli altri non credo sia possibile, credo che chi comanda voglia pagarti 4 ore ma che ne lavori 10... c'è la crisi :-) per noi :-(

    1. VeniWeedyVici 1 giugno 2012

      Una nazione con un' aristocrazia del denaro, di legisti o di mercanti diverrá una tirannia.

    1. VeniWeedyVici 1 giugno 2012

      Liberismo e comunismo sono due facce della stessa medaglia semita.

    1. ottavino 1 giugno 2012

      Carina la tua ironia, ma manchi completamente di senso pratico. La tassazione dei più ricchi sarebbe ottima, ma nessuno la farà mai. Le idee, anche ottime, se non vengono messe in pratica non servono a niente. Perciò non ti resta che arrenderti a quello che c'è. E quello che c'è è una prigione dalla quale non esci in nessun modo, perchè il sistema è stato "disegnato" per essere quello che è. Ripeto, è paradossale, ma quello che vuoi ottenere lo ottieni solo con un atto di rinuncia.

    1. Sergio_R 1 giugno 2012

      Le durissime lotte sono una tua idea.
      Certo, anche il manganello dato sulla schiena degli scioperanti era solo un'idea degli scioperanti. In realtà, il manganello non è mai esistito, era solo un ologramma. Bastava che gli scioperanti chiedessero e il padrone avrebbe dato. La lotta di classe è un'invezione dei sindacati parassiti e se, anzi, qualcuno è morto per difendere i lavoratori sono stati i libertari come Mises e Hayek.

      Comunque, concordo con te, lo stato sociale è l'oppio dei popoli, va eliminato al più presto, così finalmente l'economia potrà ripartire. Ci vuole un bagno di realtà affinché possa nascere qualcosa di sano. Anzi, io inizierei proprio dai terremotati dell'Emilia, perché mai dovremmo pagare per la ricostruzione di quei fancazzisti che si sono inventati un terremoto e hanno buttato giù i capannoni da soli per avere una scusa per non lavorare? Tassare i redditi più alti? Ma stiamo scherzando, sarebbe un esproprio proletario! Un'accisa sulla benzina? Beh, una tassa indiretta va già meglio, almeno non colpisce solo i ricchi, ma soprattutto i più poveri, i quali meritano solo calci nei denti e manganellate nella schiena (stavolta niente ologrammi, però). Anzi, a pensarci bene, la cosa migliore da fare sarebbe proprio prendere a manganellate i terremotati e obbligarli a ricostruire a calci nel culo, così la prossima volta imparano a rimanere senza casa e a piagnucolare per riaverla.

    1. Georgejefferson 1 giugno 2012

      a,dei tre moschettieri mancava il dartagnan delle TRAGEDIE SON TROPPO POCHE,con astio e arroganza,accomodati,mostrero a tutti di che pasta sei fatto

    1. Georgejefferson 1 giugno 2012

      Dipende da cosa intendi per stato sociale,se intendi parassitismo e clientelismo si,se si intende giuatizia e solidarieta no.Quale e'il tuo ideale di stato?non deve esserci in nessuna forma?deve essere minimo col manganello?deve difendere solo i ricchi?

    1. ottavino 1 giugno 2012

      Le durissime lotte sono una tua idea. La gente dell'occidente ha avuto più soldi perchè potesse spendere di più e comprare le merci prodotte dalle industrie. Tutto rientra in questa logica. Dove non è desiderato che le masse guadagnino di più non gli si da nulla e la cosa va avanti così (vedi terzo mondo). Non è che ci sia una cupola che programma quello che dico, ma comunque tutto rientra in una determinata visione, nella quale i dominati restano tali. Gli si dà solo perchè si sa che grazie a questa concessione si può prendere. Non ti regalano nulla, non temere. Il crollo dello stato sociale avrebbe il vantaggio di far piombare la gente dell'occidente in una dimensione "reale", perchè quello che stiamo vivendo ora è piuttosto "irrealtà", creata artificiosamente da un uso dissennato del denaro. Solo dalla realtà può venire fuori qualcosa di sano. Finchè riesci a far credere alla gente di vivere nel "paese dei balocchi", potranno contunuare a dominarti.

    1. Sergio_R 1 giugno 2012

      Non ho ben capito se stavi rispondendo a me o qualcun altro, comunque rispondo lo stesso.


      Quello che la classe lavoratrice ha conquistato, poco o tanto che sia, lo ha ottenuto storicamente attraverso durissime lotte. I diritti non piovono dal cielo, te li devi conquistare. La classe dominante non è la Spectre, che tutto prevede e tutto fa accedere secondo un preciso e diabolico piano. Si adatta storicamente alle condizioni che trova via via. In alcuni casi ha dovuto cedere, in altri ha prevalso, in altri ancora ha capito che era addirittura conveniente aumentare i salari perché salari troppo bassi avrebbero rischiato di comprimere eccessivamente la domanda. Ma non è certo per volontà della classe dominante che sono state istituite leggi per la sicurezza sul lavoro o leggi che limitano l'orario di lavoro. Quindi, smettiamola con questa visione da Matrix, dove il software è già stato scritto e tutto si svolge secondo un copione ben preciso.


      Ma, paradossalmente, senza stato sociale avrai della gente più sveglia....


      Sì, sveglia alle tre del mattino per andare a lavorare in un turno di 12 ore e guadagnare la metà di quella miseria che già guadagna ora (e questo quando trova un lavoro).

    1. ottavino 1 giugno 2012

      Lo "stato sociale" è l'oppio dei popoli.

    1. ottavino 1 giugno 2012

      I lavoratori, la classe operaia non ha conquistato nulla che non rientrasse nell'ottica di quello che volevano dargli i dominanti. Le classi "inferiori" occidentali hanno avuto accesso allo "stato sociale", perchè questo stesso stato sociale permette agli industriali di vendere di più. Dunque, il cosiddetto stato sociale non è altro che una prigione in cui sono stati relegati gli individui. Ma la vera convenienza dello stato sociale ce l'ha chi deve vendere! E chi deve creare occupazione. Senza stato sociale saremmo tutti più poveri, alcuni addirittura poverissimi. Perciò non sarebbe possibile alcuna democrazia, altrimenti le masse voterebbero comunista o comunque a sinistra o destra estrema. Come vedi quello che regge tutto è proprio lo "stato sociale", compresa l'illusione dell"operaio che vuole il figlio dottore". Ora a te la scelta, e qualunque scelta tu faccia sosterrai comunque chi detiene il potere, che non lo mollerà certo a te. Ma, paradossalmente, senza stato sociale avrai della gente più sveglia....

    1. ottavino 1 giugno 2012

      Senti, non sembri uno sprovveduto, allora prova a vederla così. I lavoratori, la classe operaia non ha conquistato nulla che non rientrasse nell'ottica di quello che volevano dargli i dominanti. Le classi "inferiori" occidentali hanno avuto accesso allo "stato sociale", perchè questo stesso stato sociale permette agli industriali di vendere di più. Dunque, il cosiddetto stato sociale non è altro che una prigione in cui sono stati relegati gli individui. Ma la vera convenienza dello stato sociale ce l'ha chi deve vendere! E chi deve creare occupazione. Senza stato sociale saremmo tutti più poveri, alcuni addirittura poverissimi. Perciò non sarebbe possibile alcuna democrazia, altrimenti le masse voterebbero comunista o comunque a sinistra o destra estrema. Come vedi quello che regge tutto è proprio lo "stato sociale", compresa l'illusione dell"operaio che vuole il figlio dottore". Ora a te la scelta, e qualunque scelta tu faccia sostieni comunque chi detiene il potere, che non lo mollerà certo a te. Ma, paradossalmente, senza stato sociale avrai della gente più sveglia....

    1. Sergio_R 1 giugno 2012

      Ho parlato di mistificazione, non di falsità o bugie. Mistificare è molto più insidioso di dire apertamente bugie.
      Esatto, mistificare è ancora peggio che dire bugie. Peccato però che i primi a mistificare siano proprio gli austriaci, a cominciare dall'uso estensivo che fanno del termine socialismo (fin da Hayek) per indicare tutto ciò che ha anche minimamente a che fare con lo Stato. Il socialismo può piacere o non piacere, ma ha una sua connotazione storica e politica abbastanza precisa. Per gli austriaci, invece, la semplice presenza di uno Stato come entità sovraindividuale con autonomia impositiva è già di per sé un segnale di socialismo. Poco importa, poi, se all'atto pratico lo Stato non redistribuisce affatto il reddito, anzi, sistematicamente ruba ai poveri per pagare i lussi dei ricchi, come ci insegna il bailout del 2008 o come ci conferma la diversa aliquota alla quale sei soggetto negli USA se hai una normale attività produttiva rispetto a chi, invece, vive di rendite finanziarie. Per gli austriaci vale la formula Stato = socialismo. In realtà, questo uso estensivo del termine "socialista" risponde a una precisa e deliberata strategia di mistificazione. Bisogna tener conto, infatti, che negli Stati Uniti (dove il libertarismo si è diffuso inizialmente) il termine "socialista" provoca incubi anche al più radical e al più liberal (quelli che da noi si definiscono genericamente "di sinistra"). Si inventa, insomma, uno spauracchio (lo Stato totalitario socialista) per giustificare di fatto il laissez-faire, ossia per giustificare che chi è più ricco non è tenuto a pagare per chi è più povero. È il solito trucco: fai paura alla gente e la gente farà quello che vuoi. Devi far credere ai gonzi che lo Stato limita la libertà dell'individuo, così i gonzi accetteranno di buon grado di rinunciare allo stato sociale e a quel poco di diritti che ancora rimangono loro. Il manganello non sarà più quello della FED o dello sceriffo locale, sarà quello dell'agenzia di mercenari, ma il manganello privato è notoriamente più efficiente di quello pubblico e, soprattutto, non costa un cent alla collettività. Inoltre, non ci sarà coercizione. Ci sarà un libero contratto, per cui il manganellato accetterà preventivamente di farsi bastonare a piacimento.

      Qui dico solo che noi siamo imbevuti di "statalismo" sin dalla nascita ed è difficile vagliare certe espressioni degli economisti austriaci con un atteggiamento neutro e con cognizione di causa. Di fatto la scuola austriaca ispirata anche da Hayek non è affatto neo-liberista, non è friedmaniana (Friedman veniva definito "socialista" da certi austriaci) e via dicendo, e voler asserire ciò è dichiarare il falso. Questo trovo ridicolo, cioè dividere il mondo in "neoliberisti" e "amici della democrazia"...è semplicemente idolatria, voler ridurre il mondo alle proprie categorie mentale perdendosi quindi tutto ciò che sfugge a questo metodo, ed è tanto...
      Se tu avessi letto veramente Hayek, ti renderesti conto che la critica alla democrazia e al principio di maggioranza non è un'invenzione di Barnard. È nel testo. Hayek contesta che la maggioranza abbia diritto a prendere decisioni anche per la minoranza, mentre ritiene assolutamente naturale che una minoranza di non meglio definiti saggi, o eletti, "ispiri la maggioranza", di fatto decidendo per tutti. Ma certo che se uno non legge mai il testo può credere a quello che vuole e far dire a Hayek quello che vuole.

      Quello che impropriamente viene definito anarcocapitalismo è di fatto la giustificazione teorica del diritto del più forte a decidere anche per il più debole. Hayek non accetta che i pezzenti abbiano diritto di voto e, in tal modo, possano obbligare i più ricchi a cedere una parte della propria ricchezza a chi ha di meno. Il povero, per lui, è uno sfigato che è stato incapace di provvedere a se stesso, non merita alcuna assistenza se non quel minimo che lo renda innocuo e lo faccia desistere dal rubare al più ricco. Ma per non apparire elitarista, Hayek aggira abilmente il problema rovesciando i valori. Si inventa il concetto di "dittatura della maggioranza" creando una vittima della coercizione (la povera minoranza di più ricchi che deve sottostare alla volontà della maggioranza di poveri e scemi) per giustificare, di fatto, il diritto di quella stessa minoranza a sfruttare eternamente i meno fortunati. Barnard ha pienamente ragione a dire che la società attuale è, di fatto, la più piena incarnazione degli ideali di Hayek. L'anti-statalismo degli austriaci, come non mi stancherò mai di ripetere, è solo fuffa, è solo una cortina fumogena dietro cui nascondere l'unico vero intento, eliminare lo stato sociale. Lo Stato esisterà sempre, non foss'altro per sancire il diritto (naturale e inviolabile per tutti gli austriaci) alla proprietà privata.

    1. Georgejefferson 1 giugno 2012

      Comprendo tante buone fedi riguardo al rancore di questo Stato,e di quelli passati.L'ideale di cui parlo non si riferisce all'abolizione dello stato in se come concetto (sono profondamente convinto che la frenetica lotta contro lo stato nasconda un meccanismo spontaneo del sistema per distruggere IL SENSO di esso..IL CONCETTO FUTURO E IDEALE per il bene comune dalle coscenze collettive)ma di una Rifondazione dell'idea che secondo me era all origine di ente rappresentante di tutti,da controllare sempre grazie all accrescimento culturale delle coscienze da avvenirsi progressivamente a lungo termine,un sogno,una speranza,e magari e'la stessa speranza che alberga in un anarchico in buona fede e spera nell'autodeterminaz.dei popoli uniti in loro organizzazioni...ecco queste loro organizzazioni sono come il mio senso dello stato,puo non piacere piu la parola,la si puo cambiare,ma il concetto e'quello

    1. Georgejefferson 1 giugno 2012

      Io non sono fans acritico di Barnard,rifletto sui miei ideali,non mi hai risposto se approvi quelle frasi,siamo immersi di statalismo dalla nascita ma non dello stato ideale preposto al bene di tutti,abberro la scuola austriaca (e'la mia opinione)appena ho tempo riapondo sui tuoi temi citati,anche su keynes

    1. Sergio_R 1 giugno 2012

      Mah chiedili ai signori della lotta di classe che tanto amano amavano ed elogiavano QUESTA UE i cui principi erano conosciuti dai quadri dirigenti della sinistra che ha sponsorizzato a spada tratta questo progetto anti popolo......solo oggi finge una antipatia ma solo perché altrimenti l'odio per l'euro potrà spingere ad una deriva populista e quindi ancora una volta la buona sinistra dovrà assumersi il compito di salvare il fondoschiena alle elites per cui ha sempre lavorato
      Sì, è vero, la sinistra ha sempre lavorato per le elite, mentre i diritti dei lavoratori sono sempre stati difesi dai libertari come Hayek, il quale teorizza il diritto della minoranza a decidere per la maggioranza e a cedere ai pezzenti solo quanto basta perché i pezzenti non alzino mai la testa e non rubino a chi ha di più.
      La storia è piena di anarcocapitalisti presi a bastonate dalla polizia per difendere i diritti dei lavoratori.

    1. dana74 1 giugno 2012

      Come può un uomo che scrive, lo ripeto, “… fornire agli indigenti e agli affamati qualche forma di aiuto, ma solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi” aver ispirato le regole votate dai Premier il cui mandato costituzionale dovrebbe essere la tutela dei cittadini?

      Mah chiedili ai signori della lotta di classe che tanto amano amavano ed elogiavano QUESTA UE i cui principi erano conosciuti dai quadri dirigenti della sinistra che ha sponsorizzato a spada tratta questo progetto anti popolo......solo oggi finge una antipatia ma solo perché altrimenti l'odio per l'euro potrà spingere ad una deriva populista e quindi ancora una volta la buona sinistra dovrà assumersi il compito di salvare il fondoschiena alle elites per cui ha sempre lavorato

    1. Jor-el 1 giugno 2012

      Scusate, per qualche strambo motivo il mio commento è stato triplicato! Chiedo scusa a tutti e, se qualcuno sa come fare, cancelli pfv i doppioni. O mi insegni come si fa... Ancora mille scuse!

    1. Jor-el 1 giugno 2012

      1) La MMT, per definizione, presuppone una drastica riduzione dell'orario di lavoro (a parità di reddito, naturalmente), altrimenti non ha senso. Una piena occupazione, infatti provocherebbe una sovrapproduzione ancor maggiore. 2) La natura dei consumi è determinata dalla dittatura del lavoro sulla vita. Per cambiare i consumi, bisogna liberare la vita dal lavoro. 3) la MMT non è rivoluzionaria, è però il primo passo per creare un contesto economico- politico favorevole all'avvio di un processo rivoluzionario. 4) è ora di riprendere, finalmente, la LOTTA CONTRO IL LAVORO! La riduzione dell'orario è progresso e civiltà. Un tempo si lavorava 16 ore, poi 12, poi 10, poi 8. Con dure lotte vittoriose la nostra classe ha strappato sempre più vita dalle grinfie del nemico. Poi il nemico ha contrattaccato, e, purtroppo, siamo tornati indietro. Oggi il capitale, per mantenere il suo dominio, sta distruggendo tutto ciò che esiste. Dobbiamo riprendere la lotta, liberare le nostre vite dal lavoro, far ripartire il cammino della civiltà. E salvare il mondo. LAVORO ZERO

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