MARIARCA TERRACCIANO E’ IL MIO SINDACATO

MARIARCA TERRACCIANO E’ IL MIO SINDACATO

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

LO SARA’ PER SEMPRE E SARA’ L’UNICO.

RIPUDIO OGNI ALTRO SINDACATO, CGIL, CISL, UIL, CONFSAL, RDB, CUB… LI RIPUDIO E DOVETE RIPUDIARLI ANCHE VOI, PER SEMPRE.

CI HANNO VENDUTI.

RAGAZZA, RAGAZZO, DONNA, UOMO CHE MI LEGGETE, SIAMO SOLI. NON C’E’ PIU’ NESSUNO LA’ FUORI A DIFENDERCI. SIAMO SOLI, PERCHE’…

I POTERI FINANZIARI DI UNIONE EUROPEA E STATI UNITI CI STANNO DISTRUGGENDO IL FUTURO DEL LAVORO COME NON POTETE IMMAGINARE

(l’inchiesta coi fatti, le prove, i colpevoli qui Il Più Grande Crimine)

ESSI HANNO SOTTRATTO ALL’ITALIA…

457 MILIARDI DI EURO IN 2 ANNI…

… PIU’ DI 20 FINANZIARIE SPARITE DAL TUO STIPENDIO E DAI TUOI SERVIZI ESSENZIALI… IN 2 ANNI. MENTRE NOI PER MILLE EURO IN BUSTA PAGA DOBBIAMO SUPPLICARE…

O MORIRE

MARIARCA HA DATO IL SUO SANGUE IN UNA LOTTA DISPERATA CONTRO QUESTO SCEMPIO ED E’ MORTA…

PER ME, PER TE, PER VOI.

(la sua storia Youtube)

NEL SUO SANGUE HANNO GRIDATO LE VOCI DI MARTIN LUTHER KING, DEL MAHATMA GANDHI, DI MALCOM X, DI PEPPINO IMPASTATO, DI STEVE BIKO, DI KEN SARO WIWA… DEGLI EROI DI TUTTI I TEMPI

MARIARCA ERA…

IL RADICALISMO DEI DIRITTI DI CHI LAVORA, CHE E’ L’UNICA ARMA RIMASTACI. SENZA, SIAMO FINITI.

IL POTERE LO SAPEVA, E NEL 1975 LA COMMISSIONE TRILATERALE DI STATI UNITI, EUROPA E GIAPPONE SANCI’ LA MORTE DEL RADICALISMO E DEL LAVORO, CON QUESTE PAROLE: “Quando esso perde forza, diminuisce il potere dei sindacati di ottenere risultati. La concertazione produce disaffezione da parte dei lavoratori, che non si riconoscono in quel processo burocratico e tendono a distanziarsene, e questo significa che più i sindacati accettano la concertazione più diventano deboli e meno capaci di mobilitare i lavoratori, e di metter pressione sui governi”… ERA IL 1975.

I SINDACATI CI SONO CASCATI.

CI HANNO PRECARIZZATO IL LAVORO. IL LAVORO E’ COME I TUOI GLOBULI BIANCHI, SENZA NON VIVI. HANNO PERCARIZZATO I TUOI GLOBULI BIANCHI…

HANNO RESO PLAUSIBILE L’INIMMAGINABILE

IL PIANO PER LA DISTRUZIONE DEL LAVORO DI NOI CITTADINI PARTI’ 70 ANNI FA IN FRANCIA E GERMANIA.

I MANDANTI: LA GRANDE FINANZA SPECULATIVA E LA GRANDE INDUSTRIA.

LE ARMI: L’ECONOMIA, L’UNIONE EUROPEA DEI TECNOCRATI, E OGGI IL DISASTRO DELL’EURO (spiegato qui Il Più Grande Crimine).

LA CRISI ECONOMICA 2007-2010 E’ USATA COME STRUMENTO PER UNA…

COMPRESSIONE DEI SALARI…

… SENZA PRECEDENTI IN 50 ANNI

STA ACCADENDO IN GRECIA E IRLANDA, ACCADRA’ QUI. STANNO CREANDO…

SACCHE DI LAVORO ALLA CINESE IN EUROPA, E LO HANNO PIANIFICATO NEI DETTAGLI, PER PROFITTO

GLI OPERAI SONO DESTINATI A SCOMPARIRE, MARCHIONNE LO SA BENISSIMO, IN KOREA NON C’E’ PIU’ L’ILLUMINAZIONE NEGLI STABILIMENTI AUTO, PERCHE’ NON CI SONO PIU’ ESSERI UMANI CHE VI LAVORANO. SOLO ROBOT…

OPERAI, SIETE CONDANNATI. LORO LO SANNO

DOVETE APRIRE GLI OCCHI, CAPIRE COSA VI STA SUCCEDENDO, ED ESSERE RADICALI NELL’OPPOSIZIONE A QUESTO ATTACCO AL LAVORO…

CHE E’ IL VERO ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA

MARIARCA FU RADICALE, LEI E’ LA NOSTRA UNICA ARMA PER SALVARCI…

LEI E’ IL RADICALISMO DEI DIRITTI DI CHI LAVORA

MARIARCA, IO, TU, VOI, CHIEDEREMO IL RADICALISMO DEI DIRITTI FINO ALLA FINE DELLA NOSTRA VITA. CIOE’:

  1. LAVORO E SALARIO DI DIGNITA’ COME DIRITTTO UMANO IMPRESCINDIBILE DI TUTTI, SOSTENUTO DA UN PROGRAMMA GOVERNATIVO DI PIENA OCCUPAZIONE IN COLLABORAZIONE COL SETTORE PRIVATO(si legga “LA PIENA OCCUPAZIONE E’ POSSIBILE”, degli economisti WRAY, KELTON, MOSLER, MITCHELL et al. in Il Più Grande Crimine)
  2. LA FLESSIBILITA’ SOLO COME OPTIONAL SCELTO DAL LAVORATORE, MAI IMPOSTA.
  3. SANITA’, ISTRUZIONE, ACQUA, LUCE, GAS, AMBIENTE, SERVIZI SOCIALI, DIRITTO ALLA CASA, PUBBLICA INFORMAZIONE SONO BENI INTOCCABILI DA QUALSIASI INTERESSE PRIVATISTICO.
  4. IL DIRITTO DI SFIDUCIARE COL VOTO L’INTERA CLASSE POLITICA ESISTENTE CON, NELLE SCHEDE, IL RIQUADRO “NESSUNO DI QUESTI” CHE SE MARCATO DAGLI ELETTORI VENGA POI CONTEGGIATO COME SEGGI VUOTI IN PARLAMENTO.

MA SOPRATTUTTO:

  1. IL RITORNO DELLO STATO ALLA SUA UNICA FUNZIONE LEGITTIMA…

CHE E’ DI SPENDERE A DEFICIT PER CREARE LA PIENA OCCUPAZIONE E IL PIENO STATO SOCIALE

CIO’ E’ PERFETTAMENTE POSSIBILE, LO E’ STATO PER 40 ANNI, NON CE LI HANNO MAI CONCESSI SOLO PER MOTIVI IDEOLOGICI.

(lo testimoniano il Nobel P. SAMUELSON, con WRAY, KELTON, MOSLER, MITCHELL, PARGUEZ, et al. Il Più Grande Crimine)

PER OTTENERE QUESTO DOBBIAMO ABBANDONARE L’EURO CHE FU PENSATO GIA’ NEL 1943 UNICAMENTE PER PARALIZZARE GLI STATI SOCIALI. STA ACCADENDO. (pag. 31 Il Più Grande Crimine)

OFFRIREMO, IN CAMBIO, UNA NUOVA ETICA DEL LAVORO IN ITALIA, DOVE CIASCUNO FARA’ CIO’ CHE DEVE FARE AL MASSIMO DEL SUO IMPEGNO, SEMPRE.

NON ESISTE ALTRA SPERANZA DI SALVARCI DAL PIANO DI DISTRUZIONE DEL LAVORO CHE PARIGI, BERLINO E WALL STREET STANNO COMPLETANDO.

SOLO MARIARCA PUO’ SALVARCI. SOLO…

IL RADICALISMO DEI DIRITTI DI CHI LAVORA

ORGANIZZATEVI E DISTRIBUITE QUESTE PAROLE A TUTTI I LAVORATORI CHE CONOSCETE, NELLE FABBRICHE, UFFICI, CAMPAGNE, LUOGHI DI COMMERCIO, E NELLE SCUOLE E UNIVERSITA’, A TAPPETO.

(per gli approfondimenti scientifici e storici PAOLO BARNARD Il Più Grande Crimine[email protected])

QUESTE PAGINE SONO LA TUA NUOVA TESSERA SINDACALE.

PERCHE’ IL TUO UNICO SINDACATO RIMASTO SI CHIAMA…

MARIARCA TERRACCIANO























Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/terraciano.htm
28.11.2010

Commenti (86)

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    1. AlbertoConti 30 novembre 2010

      ma cosa vuoi capire che non sai neanche leggere! (o almeno fai finta di non saperlo fare)

    1. AlbertoConti 30 novembre 2010

      sarai pure "liberamente ecologico", fatti tuoi, ma prima di commentare il pensiero altrui almeno leggilo. Te lo spiego meglio, non si trattava di venerazione al proprio guru, che anche se fosse manifesta da altri post, non c'entra una beata mazza in questo contesto. Il sentimento espresso, che ti è forse impossibile da capire, è tutto rivolto non al "guru" ma alla povera Mariarca, che il "guru" ha semplicemente posto all'evidenza della tragedia che ha interpretato, una tragedia che sarà sempre più universale, grazie anche ai troll, nel loro piccolo e meschino "contributo"

    1. tellavelde 30 novembre 2010

      Dopo l'ultima sequela di "commenti" che, ahinoi, troppo e troppo male tutto fanno meno che fermarsi umilmente a pensare...

      - magari invece lo facessero, una buona volta, diversamente da come siamo indotti a fare, magari uscissero fuori dal sentiero del noto serial on line intitolato (questo per forza in inglese) "No think first, compute later but: no stop running first and no stop running again without thinking at all" -

      forse è proprio arrivato il momento di chiarire alcune cose.

      Intanto: noterete il tipo di linguaggio, prima di tutto.
      Quando un linguaggio prova a pensare si parla sempre addosso.
      Non sarà subito chiaro, ma è così. C'è a chi spiace, lo so. Ma non è proprio il caso di curarsene.
      Il pensiero si costruisce parlandosi addosso (dentro di sé e, fuori di sé, ancora per sé e anche per gli altri).

      Barnard-persona: è assolutamente, radicalmente onesto. Come noi, sensibilmente vive sulla propria pelle le miserie e gli inganni che ci cuciono dentro tutti i giorni. Come noi s'agita per questo e per questo muore un tot al giorno.
      Ma Barnard è qualcosa di più che "uomo semplicemente onesto". E' uno che ha un pensiero: più o meno fatto a sistema; riconosciuto con consapevolezza oppure no; reso esplicito e manifesto oppure tenuto dentro, in naftalina cognitiva, per così dire.
      Ed è di questo pensiero che qui parliamo o, meglio, tentiamo di parlare.

      Lo so che non è subito chiaro. Per questo lo ripeto in quest'altro modo: la persona-Barnard potrebbe stare al Barnard-pensiero come la poesia "Infinito" di Giacomo Leopardi potrebbe stare alla dittatura del codice genetico. Qua si parla di questa dittatura, non di quella poesia.
      Adesso sarà certamente meno chiaro di prima. E non certo perché ho usato il condizionale.
      (Il condizionale qui bisogna usarlo perché, non essendo un filosofo, ho idea che nel passare dal livello "pensiero di una persona" a quello "persona in carne ed ossa" possano venir fuori diversi e imprevedibili casini...).
      Mi scuso con i "palati di pancia" amanti del "concreto tutto e subito" ma non posso fare di più, al momento.

      Altro punto: il tentativo comune a molti supposti commentatori di buttarla sulla rissa di tipo televisivo o nel pantano personalistico comunque condito appena appena alcuni provano soltanto a diversamente argomentare (cioè con diversa logica e diverso sistema di pensiero). Al di là dei propri pruriti io-centrici, questa è una prassi indotta: indotta da una subalternità mentale cristallizzata, vissuta come la propria forma mentale più autentica.
      A sua volta indotta, per mezzo di operazioni chirurugiche e devastazioni successive, dalle agenzie comunicative delegate a spargere merda dal Potere di questa società.
      Solo teoria?
      Ma guardate nelle università e nei luoghi dove si dovrebbe "discutere":
      vi pare che ci sia gente disposta davvero a mettere in discussione lo statuto di "scientificità" di ciò che sta dicendo?
      O piuttosto, pur di non discuterne davvero mai, c'è gente disposta a fare di tutto per "cercare i fossi" depistando la "discussione" nel "personale" e nel "sublime letame" del senso comune in tutte le sue salse...

      Ci vorrà uno scatto di responsabilità per diventare adulti su questo sito come su altri. Per adesso la prognosi resta riservata: il delicato stato mentale dei malati lo impone. E non sto per niente scherzando.

      Se solo riconoscessimo che anche usando questo mezzo nel modo migliore resteremmo comunque malati e malati gravemente... forse saremmo sulla buona strada per quello scatto di responsabilità che serve più di ogni altra cosa...

      Torno allora al Barnard-pensiero. Qualche giorno fa avevo "postato" il seguente scritto in un "forum". Lo ripropongo qui adesso, poi farò qualche altra minuta riflessione.

      "Il problema non è il Barnard-persona o personaggio o maschera purchessia (e nemmeno il Travaglio, il Grillo, il Chiesa, il Di Pietro o lo sVendola...).

      Il problema è che le impostazioni di tutti questi nomi sono inadeguate perché pretendono di spiegare il nocciolo di questa società tramite i rapporti di potere, provando "politicamente" a "volgerli" a proprio favore.

      Strategia, antagonismo, opportunismo, realismo, pragmatismo: tutta roba che s'intende "rivoluzionaria" di per sé.

      Ma come spiegano razionalmente questi nomi i rapporti di potere?
      Non li spiegano, punto. Ne parlano, li denunciano, li analizzano, li dissezionano, li rendono comprensibili mediante l'esposizione cronachistica e la ricerca sociologica: tutte belle e giuste cose.

      Ma che non sono e non possono mai essere una spiegazione. Se lo fossero, per assurdo, saremmo costretti a spiegare i rapporti di potere mediante essi stessi. Saremmo cioè costretti a non spiegarli, a fare uso di sterile tautologia (cosa sommamente antiscientifica, non è vero?), quindi a metterci nella condizione di non comprenderli affatto: ed è proprio ciò che maggiormente desidera chi il Potere serve, da sempre.

      Non comprendendoli, non spiegandoli mai, perché mai si dovrebbe poi pretendere di superarli, antagonisticamente combattendoli? La mossa non regge, e non ha retto all'atto pratico durante tutto il secolo scorso. Dire queste cose significa fare esercizio di "benaltrismo"? Oppure significa vaneggiare di "massimi sistemi"? Per favore, non apritevi al depistaggio, rimanete sobri e adulti responsabili.

      Per poter spiegare i rapporti di potere occorre immaginare una causa, un principio concettualmente altro da essi, che da essi si distingue facendosi nel contempo da essi rappresentare: insomma, un qualcosa che li determina e che sa scomparire in essi.

      E' così difficile immaginare questo?
      Non credo. Dovrebbe essere semplicemente basilare, l'abc di un pensiero che si distingue da tutto il mare della conoscenza servile in cui siamo costretti a nuotare.

      Comunque la si metta, bisogna farlo se si vuole ragionare diversamente dai dominanti, se si vuole avere una propria testa e non essere in partenza inglobati dentro la mente sociale che si vorrebbe antagonisticamente combattere e "superare" (imitandone però i modi...).

      Da qua non si scappa, signori. A nessun intellettuale dovrebbe essere più concesso di sorvolare su questo, perché già sappiamo che sarebbe l'inizio di una qualche nuova illusione o impostura. Non ne abbiamo proprio bisogno, siete d'accordo?

      Barnard e tutti gli altri che sorvolano su questo punto, mi dispiace, saranno anche bravi ricercatori e "denunciatori", ma non servono alla causa dei tanti che vogliono una società e un modo di vivere differenti (non semplicemente la sostituzione "antagonistica" di nuovi dominanti ai vecchi che ci hanno messo in questa catastrofe).

      Per favore, se volete ribattere entrate pacatamente nel merito di questo punto. Non sorvolate anche voi, non appaiatevi a supposti intellettuali novelli rivoluzionari che scompostamente ci spingono nei loro universi di fumo...

      Ne abbiamo bisogno, anzitutto, per formarci una nostra autostima, per smettere di delegare a chicchessia su questioni cruciali sulle quali non è proprio permesso farlo, ne abbiamo bisogno per rifarci noi stessi le nostre fonti di pensiero e le nostre azioni (che solo allora saranno concrete e davvero consapevoli ed indipendenti dai veleni del potere).

      E' ancora così difficile pensare tutto questo?
      No, non lo è. Si può decidere di farlo, e il quadro può cominciare a cambiare.
      Alla prossima, con responsabilità profonda.
      Think first, compute later".

      Da ultimo, un altro punto, comunque per me importante.
      In diverse occasioni Barnard ha chiesto al suo "pubblico" (o ai suoi interlocutori?) di considerarlo una "fonte", un po' come si fa quando si usa una Garzantina. Forse non ho afferrato tutte le implicazioni del suo invito, ma mi chiedo e vi chiedo: e se la Garzantina fosse essa stessa imbevuta di "sapere" preformato dalle categorie coniate e dai modi sparsi dal Potere? Potremmo considerarla ancora una "fonte" o dovremmo provare responsabilmente a cercare delle strade per rifarla come fonte o come pensiero che si costruisce (certo parlandosi addosso nel senso sopra descritto) le proprie diverse categorie e i propri differenti modi?

      Tellavelde

    1. AlbertoConti 30 novembre 2010

      Oh, il carattere grassetto ha ferito l'acutissima sensibilità di "nuvolenelcielo" (non era più semplice chiamarsi "mulinobianco"?). Mi sembra di capire che il non ricevere lo stipendio da chi di stipendio ci vive (o sopravvive) sia una banalità talmente inconsistente da non ricevere la minima attenzione neppure da una così nobile sensibilità umana.

    1. AlbertoConti 30 novembre 2010

      @tellavelde (ma che è, uno strofinaccio da cucina?): "la parentela dell'impostazione barnardiana con l'impostura intellettuale-politica-economica che afferma di combattere non è nemmeno nascosta troppo bene: la nascondono meglio personaggi come Chiesa, Cardini, e Massimo Fini, tanto per fare qualche esempio prossimo al "sapere dell'azione" fatto proprio dal Nostro. ..." Rispondo con la frase tipica (e sincera) dei bambini di 5 anni, giusto l'età psicologica di cotanto commentatore: (impostore) chi lo dice sa di esserlo!

    1. Affus 30 novembre 2010

      ammirevole !

    1. redme 30 novembre 2010

      ..in che senso?

    1. Frikkio 30 novembre 2010

      "... "ripresa economica" .. "

      .. non capisci, ripresa economica vuol dire che si riperndono l'economia.

    1. wiki 29 novembre 2010

      sei un ottima fan o supporter di Barnard questo te lo devo riconoscere...

    1. ecofree 29 novembre 2010

      Ho ragione volendolo. Cosa stiamo qui a mandarci commenti privati in pubblico? Non avete mai avuto qualcuno che vi abbia insegnato un po' di educazione? Cara Mikaela a Barnard puoi esternare i tuoi sentimenti in altro luogo. Barnard? Hai visto che c'e' anche la possibilita' di inviare commenti privati in questo sito?

      Comunque piangere non serve a nulla. Ne commentare cosi' anche come sto facendo io, ma spero serva a far capire.

    1. nuvolenelcielo 29 novembre 2010

      non c'è bisogno ti tirar fuori il detto: botte piena e moglie ubriaca, la sua idea è il comunismo. (piena occupazione sovvenzionata dallo stato).

    1. mikaela 29 novembre 2010

      Esattamente quello che fa per tutti, solo che la maggior parte di voi ha la mente offuscata dai vari paladini televisivi, io no perche' vivo all'estero e vedo le cose piu' obbiettivamente senza riminescenze mentali.

    1. BarnardP 29 novembre 2010

      Cara Mikaela, senza volerlo questo ecofree ha ragione. Non si può fare nulla di umano nello spazio dei commenti di CDC, perché è da sempre infestato da una minoranza di infelici, esattamente come gli stadi, dove pochi subculturati rovinano la festa per tutti.
      Ho scritto ai bravissimi ragazzi che tengono il sito e mi sono rammmaricato per questo strano destino della testata, perché in altri siti sti infimi esseri non compaiono. Non so perché infestano solo CDC.

      Scrivimi se ti va, grazie del tuo cuore. B.

    1. mikaela 29 novembre 2010

      Il mio e' un post,ho occupato un solo modulo esprimedo a Barnard l'emozione che ho provato e che provo riguardando la foto di Mariarca Terracciano che e' purtroppo l'unica protagonista di questa considerazione.

      Cosa che e' sfuggita alla maggioranza.

    1. nuvolenelcielo 29 novembre 2010

      Per favore postate gli articoli tutti con lo stesso carattere, questo grassetto gigantesco urlato in cerca di consenso plebiscitario, non è per nulla gradevole da leggere. E non aiuto certo il consenso.
      Ad ogni modo, mi sembra di capire da una breve occhiata su google che questa Mariarca è quell'infermiera che si è fatta togliere il sangue per lo stipendio che non bastava o non arrivava. Una povera persona, per quel che mi riguarda, non certo un eroe. Spero proprio che in pochissimi accolgano questo manifesto, nato dall'impotenza, dall'odio di se stessi e del mondo. E' demenziale credere che possa crescere qualcosa di buono da un seme del genere. Tra l'altro è semplicemente un manifesto comunista. La piena occupazione non può e non deve essere lo scopo di uno stato, tranne che in una società comunista.

    1. ecofree 29 novembre 2010

      Questo sarebbe un luogo dove scrivere post...non dove esprimere la propria venerazione ad un guru...e scrivigli in privato a Barnard, su.

    1. ecofree 29 novembre 2010

      Ma ti fai pagare pe scrivere ste cose. Mikaela, che t'ha fatto sto uomo qui....

    1. mikaela 29 novembre 2010

      Caro Barnard,
      piu' la guardo e piu' piango, era bella e coraggiosa e tu mettendola nella prima pagina della tua web non renderai vana la sua Morte.

      Grazie.M.

    1. mikaela 29 novembre 2010

      " direi soprattutto autoreferenziale "

      Barnard e' autoreferenziale per il semplice motivo che nessuno in Italia ha mai scritto un saggio come il piu' grande crimine.
      Come potrai leggere sotto puoi trovare tutte le sue fonti.
      Poi se ci vogliamo mettere 25 anni di giornalista che scriveva per le maggiori testate italiane di Sinistra e tutta l'esperienza accumulata in giro per il mondo mi sembra normale che deve essere autoreferenziale.Se ti sembrano poche posso copiarti anche tutte le fonti delle sue considerazioni e del resto della sua Pagina Web.
      Il Piu' Grande Crimine
      Bibliografia e fonti:
      Prima fonte: ventisette ore di consulenze registrate in otto mesi con i sopraccitati economisti. P.B.
      Poi:
      Understanding Modern Money: The Key to Full Employment and Price Stability, Wray, L. R. 1998. Edward Elgar
      Money and Credit in Capitalist Economies: The Endogenous Money Approach, Aldershot, Wray, L.R. 1990.
      Edward Elgar
      Endgame for the Euro? Public Policy Brief, N. 113, 2010, Levy Economics Institute of Bard College,
      Dimitri Papadimitriou, L. Randall Wray, Yeva Nersisyan
      The Road from Mont Pèlerin, The Making of the Neoliberal Collective, by Philip Mirowski, Dieter Plehwe,
      Harvard Univerity Press, Cambridge Massachussets, London 2009
      The tragic and hidden history of the European Monetary Union, © Alain Parguez, November 2009,
      presentazione al Centre for European studies (University of Massachusetts, Boston, Harbour campus)
      The Historic Roots of the Neoliberal Program, John F. Henry, Journal of Economic Issues, N.2 Giugno 2010
      The Ideology of Laissez Faire Program, John F. Henry, Journal of Economic Issues, N.1 Marzo 2008
      Does Excessive Sovereign Debt Really Hurt Growth? A Critique of This Time is Different, by Reinhart and Rogoff,
      Levy Working Paper, Yeva Nersisyan and L. Randall Wray 2010
      Public Sector Employment, Foreign Exchange and Trade, Achieving Full Employment, edited by Ellen Carlson
      and William F. Mitchell, pp. 62-71, vol. 12, ELRR: Sydney, 2001.
      Unemployment and Fiscal Policy, Unemployment: The Tip of the Iceberg, William Mitchell and Ellen Carlson
      (eds.), pp. 219-231, CAER: Sydney, 2001.
      Seigniorage or Sovereignty?, in Modern theories of money, edited by Louis-Phillip Rochon and Sergio Rossi,
      Edward Elgar publishing, 2003.
      The Post Keynesian Approach to Money (in Francese), in Theories Monetaires post Keynesiennes, Pierre
      Piégay and Louis-Philippe Rochon (eds), Paris: Economica, 2003.
      Alternative Finances, Susan George, Le Monde Diplomatique, 01 febbraio 2007
      Il Tesoro della Casta, Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, L'Espresso 16/03/09
      Il Potere Opaco che Governa l’Italia, Roberto Mania, La Repubblica 02/03/09
      Financial Lobbies - A Guided Tour of the Brussels EU Quarter, Corporate Europe Observatory, 23
      September 2009
      Free Market Think Tank Links, Atlas Economic Research Foundation ~ 1201 L St. NW Washington,
      DC
      The Omega Project, The Adam Smith Institute, by Norman Chapman et al. from research conducted for
      the Adam Smith Institute.
      61
      Crollano gli investimenti esteri, In Italia -57 per cento - Sole 24 Ore, 17 settembre 2009
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      Gli italiani e il risparmio, Indagine Ipsos, 06/12/2007
      Mille euro in più in un anno, i debiti delle famiglie italiane, La Repubblica 14/8/2010
      Relazione Generale sulla situazione economica del Paese, Ministero Economia , 17/8/2010
      La distruzione dello Stato Sociale attraverso la catastrofe delle liberalizzazioni – privatizzazioni in Italia,
      www.movisol.org, Claudio Giudici, 2009
      Privatizzare è bello, Cinzia Arruzza, ATTAC Italia, Forum Sociale Europeo, 8/11/2002
      Acqua, rifiuti, trasporti: tutti i servizi pubblici locali ai privati, Marco Bersani, ATTAC Italia, 11/9/2009
      XXIV Indagine, Osservatorio Demos-Cop sul Capitale Sociale, 23/12/2009
      Rapporto di giugno, Osservatorio CIG Dipartimento Settori Produttivi CIGL, Repubblica 17/7/2010
      Indagine annuale Istat su reddito e condizioni di vita, ultimo trimestre 2008
      Rapporto fra gli italiani e il SSN, Censis, 22/12/2009
      Supplemento Bollettino Statistico Banca d’Italia, 16/12/2009
      Lectio Magistralis facoltà di statistica Università di Padova, Mario Draghi, 18/12/2009
      Rapporto Plus, Isfol, anticipazione del 2/12/2007
      Gli italiani e il risparmio, ACRI e Ipsos nella Giornata Mondiale del Risparmio, 6/12/20007
      Osservatorio trimestrale sulla crisi d’impresa, Cerved Group, 7/12/2009
      Italy: State Aid to Italian Banking system, rapporto della Commissione Europea 2/9/2009
      Government Bailout of Banks as a Percentage of GDP, The Wall Street Journal, 20/10/2009
      Istat, boom del lavoro intermittente, Repubblica, 26/8/2010
      4 Banks Face Trial in Italy Over Interest-Rate Swaps, The New York Times, 17 marzo 2010
      Lo swap sui tassi d’interesse, o interest rates swap (IRS), di Riccardo Grotti Tedeschi, Direttore Dipartimento
      Economia, Diritto ed Istituzioni del Centro Tocqueville-Acton
      Demand Constraints and Big Government, Journal of Economic Issues, XLII, 1, March 2008, 153-173.
      An Alternative View of Finance, Saving, Deficits, and Liquidity, International Journal of Political Economy,
      Vol. 38, No. 4 (Winter 2009-10);
      A Keynesian Presentation of the Relations Among Government Deficits, Investment, Saving, and Growth, Journal of
      Economic Issues, Vol. 23, No. 4, 1989, pp. 977-1002.
      How to Implement True, Full Employment, in Proceedings of the 53rd Annual Meeting of the Industrial
      Relations Research Association, 2001
      The War on Poverty Forty Years On, (co-autrice Stephanie Bell), in Challenge, September-October 2004,
      vol 47, no. 5, pp. 6-29.
      Demand Constraints and Big Government, the Journal of Economic Issues vol xlii, no 1, March 2008, pp.
      153-173
      A Post Keynesian View of Central Bank Independence, Policy Targets, and the Rules versus Discretion Debate, 2007,
      Journal of Post Keynesian Economics, vol 30, no 1, pp. 119-141.

    1. Tesnor 29 novembre 2010

      Sono rimasto un po basito da alcuni commenti e mi sono ricordato per quale motivo 3 anni fa il sito effedieffe é diventato a pagamento... Si passa da puri vaneggiamenti (disinformatori a libro paga..?) a gente che non avendo capito una cippa della realtá che lo circonda risponde come il signore qui sopra.. Leggetevi un po di libri tanto per cominciare, da Emanuell Todd a Marco Saba a Jean Ziegler tanto per citarne alcuni. Ho visto l'intervento di Barnard sul tema, nel video publicato sul suo canale "youtube". É andato dritto dritto al problema senza girarci troppo intorno. I miei complimenti.. Riguardo il "pezzo" qui sopra, il problema é serio e il tono e la forma dell'articolo ne riflettono la gravitá, capisco come si debba sentire... Non a caso il sito si chiama "Come Don Chisciotte".

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