MA SE NON E’ FASCISMO, CHE DIAVOLO E’ ?

MA SE NON E’ FASCISMO, CHE DIAVOLO E’ ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Romanzi straordinari “Il mondo nuovo” e “1984”, che profetizzavano una società futura distopica e oppressiva, nei quali Aldous Huxley e George Orwell concordavano sul fatto che gli uomini a venire sarebbero stati esseri viventi sempre più controllati, pianificati, programmati, disciplinati entro spazi ristretti, drasticamente mutilati nelle loro libertà individuali. L’incubo teorizzato sul mondo futuro produceva visioni apocalittiche di Stati che soffocavano i propri abitanti in un “Leviathan” inflessibilmente totalitario.

Invece lo scenario che ci troviamo di fronte sembra attestare un drastico rovesciamento delle più agghiaccianti previsioni distopiche del ventesimo secolo: è infatti il privato ad essersi trasformato in una belva famelica pronta a divorare la società e non il contrario ed è l’interesse privato che si è smisuratamente dilatato ai danni di quello pubblico (Zygmunt Bauman, Sesto potere. La sorveglianza nella modernità liquida).

Il “fascismo postmoderno” dunque è impalpabile, indefinito, inavvertibile, si cela dietro l’epica melodica di “Via col vento”, del famoso programma dell’imenottero brufoloso, si confonde tra le pile dei giornali venduti ogni giorno in edicola, si mimetizza tra le bufale quotidiane raccontate dalla “nuova forma di vita neliberista”, da una casta politica, reversibile, double face, convertibile, cabriolet, buona per tutte le stagioni. Semplicemente perché la democrazia repubblicana, l’unica che conosciamo, è garantita dall’alternanza tra maggioranza e opposizione, diversamente la democrazia è morta e viene sostituita da un’altra cosa.

Il “Panopticon”, il carcere ideale progettato nel 1791 dal filosofo Jeremy Bentham, rappresenta bene l’emblema del totalitarismo statale del XX secolo, perché è un luogo chiuso, contenente una moltitudine di carcerati/schiavi, scrutati attimo dopo attimo, anche in ogni loro manifestazione privata, da pochi sorveglianti. Pochi occhi sono in grado di controllare molte vite, pochi sguardi sorvegliano senza essere visti, come è avvenuto per tutto il periodo dell’era industrializzata dell’occidente, all’interno delle fabbriche, delle carceri, delle amministrazioni pubbliche della società di massa novecentesca.

Contro un simile “modello sociale totalitario”, che ha avuto nel “lager” la sua estrema espressività distruttiva, si oppone un nuovo modello di “fascismo postmoderno”: il “Synopticon” ha preso il posto del “Panopticon”, si è affermata una nuova dimensione sociale apparentemente libera, che tende ad espandersi, ad assorbire voracemente gli umori del reale, e sembra non cristallizzarsi più in forme rigorosamente predefinite.

Il controllo diretto di un potere centrale che “sorveglia” una moltitudine di dominati del ‘900 è stato sostituito da un meccanismo governato dalla “seduzione liquida”, nel quale i molti guardano i pochi, e mentre osservano vengono ripetutamente sedotti, stregati, ipnotizzati, e di conseguenza, come in tutte le condizioni di coup de foudre che si rispettino, perdono la capacità stessa di ragionare fuori dai frame mentali imposti dal sistema. Dunque chi osa uscire criticamente dal selciato dei frame dominanti, viene etichettato come antisociale, populista, estremista, e naturalmente viene immediatamente emarginato ed escluso dalla legittimazione sociale del politically correct.

Il “fascismo postmoderno” dunque non è lo stesso fenomeno ideologico totalitario del ‘900, ma è comunque un “fenomeno totalitario” che ha molte affinità con quello, inserito però in un contesto storico sociale completamente mutato. Dove lo Stato ha smarrito la propria violenta potenzialità di coercizione e andrebbe dunque tutelato più di quanto non andrebbe attaccato: «Oggi il principale contributo dello Stato all’infelicità umana è il gesto di lavarsi le mani compiuto da Pilato anziché sporcarsele tentando di introdurre un po’ di logica nel caos dell’umanità. Lo Stato è una catastrofe, ma al tempo stesso, in un certo senso, lo è troppo poco». Si consideri anche che la volontà di potenza a disposizione degli attuali Stati nazionali va sempre più scemando, sta ora divenendo sempre meno arrogante e aggressiva, trasferitasi altrove e migrata verso insoliti centri di potere sovranazionali: «Quello che si è chiuso è destinato a passare alla storia come un secolo di violenze perpetrate dagli stati-nazione a danno dei loro sudditi. Quello che è appena iniziato sarà probabilmente un altro secolo violento, questa volta un secolo di violenze stimolate dalla progressiva esautorazione degli stati-nazione a opera dei poteri globali scatenati» (Zygmunt Bauman, Sesto potere. La sorveglianza nella modernità liquida).

Assistiamo increduli dunque all’eclissi progressiva dello Stato, che lascia lo spazio dell’agorà al mercato, un mercato che si serve del linguaggio dei droni, macchine volanti sempre più miniaturizzate, capaci di giungere in ogni luogo del globo e di impadronirsi dei dati personali di ognuno di noi in una condizione di invisibilità, cifra stessa dell’impercettibilità del “fascismo liquido”, del potere invasivo delle corporations e della propaganda dei mass media che diffondono ad arte i nuovi mantra del monoteismo del mercato.

Mantra neoliberisti, produttori di frame mentali praticamente infrangibili. Che consentono alla classe finanziaria parassitaria di protrarre nel tempo il suo infame progetto di lotta di classe. Che le consentono di praticare indisturbata la sua criminale spoliazione dei diritti e dei redditi delle altre classi, mascherandola con dietrologie falsate delle vere cause di questa crisi economica drammatica.

Quali affinità e differenze dunque esistono tra il “Fascismo storico” di ieri e il “Fascismo finanziario” di oggi? Diretta espressione dello stato hegeliano il primo, e invece diretta espressione del neoliberismo finanziario il secondo. Entrambi si dotano di categorie caratteriali molto simili:

• Nazionalismo fascista di ieri: oggi si è tramutato nel sogno della Federazione di Stati Uniti Europei, della Nazione Italia che confluisce in un Grande Nazione Europea;

• Totalitarismo: controllo ossessivo sulla vita degli individui ieri, attraverso un monitoraggio che andava dalla culla alla tomba, Minculpop, educazione scolastica pilotata; oggi la vita dei cittadini globali è controllata dal sistema mass mediatico e informatico, attraverso tv, giornali, siti web, canali di ricerca, blog, social network (vedi sistemi di spionaggio globale, Nsa);

• Corporativismo: "L'individuo non esiste se non in quanto è nello Stato e subordinato alla necessità dello Stato", oppure “Lo Stato fascista o è corporativo o non è fascista", B.Mussolini; le attribuzioni del nuovo Ministero delle corporazioni risultavano piuttosto invadenti: esso infatti non solo aveva competenze sul controllo e sulla regolamentazione dei salari e delle condizioni del lavoro, ma anche sull'alta direzione dell'intera economia nazionale.; diversamente sosteneva Margaret Thatcher, l’angelo/diavolo del neoliberismo selvaggio: “La vera società non esiste: Ci sono uomini e donne, e le famiglie. E nessun governo può fare nulla se non attraverso le persone. La gente deve guardare prima a se stessa. È nostro dovere badare a noi stessi e poi, prendersi cura del prossimo. La gente ha tenuto i diritti troppo in mente, senza obblighi, ma non può esistere un diritto senza che qualcuno non abbia prima incontrato un obbligo” (dall'intervista del 23 settembre 1987, Margaret Thatcher).

• Egemonia del Partito Unico: esclusione di tutti gli altri partiti dalla dialettica elettorale e parlamentare, criminalizzazione delle opposizioni (delitto Matteotti, 1924); oggi la criminalizzazione è rivolta verso le opposizioni, in modo particolare i 5*; anche il Presidente della Repubblica Napolitano, che dovrebbe essere “super partes”, dopo l’ottimo esito elettorale dei 5* alle elezioni amministrative del 2012, se ne uscì con un’affermazione indegna del ruolo da lui rivestito: “Non ho sentito nessun boom”; poi in altra occasione, durante l’appello alle Camere sul problema “affollamento carceri”, definito da Grillo “un’amnistia per Berlusconi”, il presidente se ne uscì con un’altra perla da manuale: “Quelle sono persone che hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle carceri. Non ho altro da aggiungere”.

• Sindacalismo controllato dal regime: nascita della Confederazione nazionale delle Corporazioni sindacali ieri, una nuova formazione antisocialista ed anticattolica, costituita nella forma di sindacati autonomi formati da cinque Corporazioni suddivise per categorie. Un'importante legge dell'aprile 1926 proibì scioperi e serrate; oggi la “concertazione” ha coinvolto la complicità del sindacato nei progetti di riforma governativi, che hanno progressivamente smantellato diritti e certezza del lavoro;

• Leggi elettorali truffa (Acerbo ieri, Porcellum, Italicum oggi) che producono deputati nominati e non più eletti direttamente dal popolo;

• Educazione scolastica pilotata nel Minculpop del ventennio, mentre oggi gli insegnanti sono al 99% dei piddini e gli ultimi progetti di riforma scolastica (Moratti, Gelmini, Giannini) mirano a demolire la scuola pubblica con interventi destabilizzanti;

• Controllo totale dei mezzi d’informazione, televisiva e cartacea (ieri e oggi);

• Autoritarismo reale attraverso strumenti coercitivi (olio di ricino, confino); autoritarismo di fatto attraverso la delegittimazione politica (il M5* viene escluso dalla dialettica politica interpartitica, proprio perché rappresenta la vera opposizione alternativa che non scende a compromessi d’interesse, invece viene accreditata come opposizione FI, che invece sostiene il governo);

• Riforma reazionaria attuale delle istituzioni: Senato delle regioni, composto di senatori nominati e non più eletti, e violazione sistematica della Costituzione democratica, con la sovversione della separazione dei poteri, attraverso un vero e proprio “golpe bianco” (La funzione legislativa è passata al Governo attraverso l’uso dei Decreti legge, che vengono imposti al Parlamento).

In conclusione, il “Fascismo finanziario postmoderno” sta realizzando da tempo una vera e propria demolizione delle istituzioni democratiche attraverso un “golpe privatistico” che si occupa della spartizione del reddito tra le varie classi sociali, privilegiando l’alta borghesia finanziaria contro tutto il resto del tessuto sociale, che sta sempre più assumendo le forme di un “nuovo proletariato”, colpito a morte nella certezza dei diritti e del reddito, attraverso la coercizione dell’indebitamento pubblico e delle tasse, riducendo l’Italia a un paese di mano d’opera a basso costo, di manovalanza a prezzi stracciati, dunque ad una “terra di mezzo”di schiavi moderni, uomini privi di diritti e condannati ad un precariato a vita.

E ci è riuscito grazie alla complicità colpevole e collaborazionista della casta corrotta e double face, dei sindacati offuscati dalla concertazione, dei mass media asserviti completamente al potere, tutti “traditori della patria e del proprio popolo”, che purtroppo è stato ipnotizzato da un falso indottrinamento e da un sistematico occultamento di quelle che sono le vere cause della crisi dell’euro/killer e dell’Europa/lager.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

15.10.2014


Commenti (129)

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    1. Tonguessy 16 ottobre 2014

      se non è fascismo è il diavolo.


      Scusa ma non sono d'accordo. Non stiamo parlando di opache categorie dello spirito, ma di prosaiche abitudini, forme mentali, consuetudini comuni. Niente robe da divinità, insomma. Nessun monte Olimpo come sfondo, ma il postmoderno centro commerciale, luogo dove la postmodernità viene colta in flagranza di reato (per i pur recenti canoni modernisti) di ridondanza, e dove gli uomini (e non gli dei) barattano i significati con virtualità comunicative. Muri interi tappezzati di tv a led che trasmettono lo stesso identico segnale. No, non è il diavolo ma l'uomo che ha organizzato tutto questo. E se ne compiace....
    1. MarioG 16 ottobre 2014

      Scusi... spidiguda?

    1. MarioG 16 ottobre 2014

      Carneade... chi era costui?

    1. anonimoak77 16 ottobre 2014

      Io sarò esagerato, ma di testi di filosofia, e parlo degli autori, non della critica, ne ho letti abbastanza, un conto è avere un "padre", che è normale, un altro è scippare il pensiero altrui.
      Il pensiero debole di Vattimo, per esempio lo trovi paro paro ne "La gaia scienza" o, se non hai voglia di sciropparti il tomo, in "Ecce homo".
      Galimberti è ancora peggio.
      Poi ci sono altri geni come Agamben che due anni fa ha presentato il suo ultimo libro che se hai letto "Il maestro e Margherita", è niente più che l'opera del maestro.
      Ripeto, non è una critica a te, ma a tutti sti personaggi che si fanno belli col lavoro altrui.

    1. Truman 16 ottobre 2014

      Sono passati 30 anni dal 1984 e ormai Orwell mi sembra un ottimista. Huxley descrive meglio gli aspetti tecnici di oggi, ma anche lui comincia ad essere consunto. Bauman mi ricorda la musica andina, come la citava Lucio Dalla: "noia immortale, sono anni ed anni che si ripete sempre uguale".

      Debord aveva visto lungo, ma giustamente Wu Ming fa notare "che è morto davvero".

      Eppure la domanda di Rosanna si risponde da sola: se non è fascismo è il diavolo.

      Qui può essere utile Chuck Palahniuk, con il suo romanzo (delirio?) "Dannazione": uno dei protagonisti spiega come il diavolo sia semplicemente il perdente in una guerra tra dei, il diavolo è un dio decaduto. Chiaramente con il tempo i diavoli diventano molti, e l'inferno si riempie.

      E allora bisogna indagare come si verifica la caduta degli dei, perchè anche il dio denaro, insieme ai suoi feticci, il mercato, il dollaro, l'euro, la governabilità,... con il tempo si corrompe, si ossida, va in putrescenza e puzza di fogna. E qui si comincia a vedere la possibilità di un crollo di questa cosmogonia che sembrava invincibile, questo assieme di dei e comprimari che comincia diffusamente ad apparire come una recita malriuscita. Quando le masse non credono più al dio ed ai suoi simboli, improvvisamente il tutto può collassare, in modo catastrofico. Dopo la catastrofe tutti diranno che in realtà loro non credevano a questi dei fasulli, che in realtà si adeguavano per mimetizzarsi (qui Girard avrebbe qulcosa da ridire), che obbedivano agli ordini perchè "tenevano famiglia". Dopo la caduta degli dei si potrà parlare di diavolo. O di fascismo.

      PS: ci dovrebbe essere un passo di Hegel, nella fenomenologia dello spirito, molto adeguato a questa fase, lo citava Zizek, ma non riesco a trovarlo.

    1. Kovacs 16 ottobre 2014

      A dir la verità lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, non era tanto dovuto nè all'Italia Fascista con mire espansionistiche abbastanza contenute (vedi libia) nè tantomeno alla Germania Nazista......ma ad altri contesti, poco specificati nei libri di scuola, interessi economico strategici....e indovina di chi.....libertà dei popoli ecc non è mai fregato a nessuno dei nostri presunti "salvatori".....quindi basta con sta manfrina Fascisti/Nazisti Male assoluto oppressori di popoli.....per favore

    1. MarioG 16 ottobre 2014

      Declino nuovamente l'invito. Ritengo sufficiente quel che e' gia' stato scritto.

    1. Mattanza 16 ottobre 2014

      Qui non si parlava di morti, cmnq, risulta che tra un regime fascista che promuove il controllo della società tramite sbirri a padroni, e il comunismo che promuove il controllo della società tramite sbirri e appartenenti al partito...si sostituisce il capitale con lo stato...non cambia nulla, o quasi...Fascismo Rosso, tutte definizioni per confonderci...tutte e due le ideologie presuppongono che il popolo NON abbia parola...E quando una risorsa dello stato NON è sotto il controllo dei cittadini dello stesso è come se fosse privata.

    1. Gioia_di_Vivere 16 ottobre 2014

      ahahhhahahaaaa :-)

      vetero de che?

      categoria: azzecca-garbugli

      « dico, proferisco, e sentenzio che questo è l'Olivares de' vini: censui, et in eam ivi sententiam, che un liquor simile non si trova in tutti i ventidue regni del re nostro signore, che Dio guardi: dichiaro e definisco che i pranzi dell'illustrissimo signor don Rodrigo vincono le cene d'Eliogabalo; e che la carestia è bandita e confinata in perpetuo da questo palazzo, dove siede e regna la splendidezza. »

    1. Tonguessy 16 ottobre 2014

      Sia chiaro che tale fondamentalismo a-ideologico è funzionale, non casuale. Serve a molteplici scopi. In ordine sparso: seppellire definitivamente l'idea di comunismo e fascismo come retaggi di un pleistocene politico; dare all'odierna politica il carattere asettico, scientifico e funzionale che caratterizza tutta la politica del nuovo millennio: la funzione non è nè buona nè cattiva, e come tale è propagandata da secoli; gli unici impulsi emotivi ammessi sono quelli delle rivoluzioni colorate fatte nel nome della Libertè (abbiamo già chiarito cosa significhi in realtà); i motori economici sono anch'essi a-ideologici, slegati dal concetto modernista di classi; le stesse classi subiscono la crisi delle identità (per eccesso di identità), cifra della postmodernità che ci ha regalato la progressiva scomparsa della middle class; la virtualizzazione (Debord docet) prosegue a-ideologicamente su ogni piano reale, e siamo arrivati al punto in cui i derivati finanziari sono una dozzina (o una ventina, a seconda della fonte) di volte il PIL mondiale; wall street e la city londinese non vengono mai dipinte politicamente (operazione che la postmodernità vieta tout court) pur essendo le teste di ariete del moderno capitalismo e specificatamente del capitalismo neoliberista nato dalla destra americana; anche il nuovo orizzonte politico di Grillo si inserisce nell'a-ideologico, pur potendo essere definito di "sinistra" secondo gli obsoleti e proibiti criteri di valutazione politica; società liquida e secolo breve rispondono alla necessità di qualificare in qualche modo la postmodernità (senza peraltro nutrire speranze di riuscirci appieno, qui sta la vera funzione della postmodernità).

      Potrei continuare per ore....vorrei solo ricordare che "la cultura dominante è la cultura della classe dominante" (K.Marx): se ci troviamo in questo vuoto di significati causato da eccesso di significati è perchè tale vuoto è funzionale al potere. E' riuscito a neutralizzare il senso, le parole d'ordine, i valori su cui si fondavano le forze antagoniste moltiplicando (il sistema si regge sulla crescita esponenziale) i significati fino a farli sparire nell'oceano dei pleonasmi postmoderni.

    1. Rosanna 16 ottobre 2014

      "Ma in queste condizioni ci
      accingiamo ad affrontare il prossimo futuro armati di follia,
      incoscienza e impavida imbecillità. Non certo le compagnie adatte a
      stare in un mondo di quel tipo, ma perfette per costruire una
      allucinazione profonda e perversa in cui venire sigillati per
      l'eternità. Qualcosa che avrà il sapore della libertà totale nella
      sofferenza profonda e ignota, dominata da residui umani (oggi élite)
      sempre astratti e incapaci di sapersi umani o connessi alla ragione
      umana."

      Il commento finale mi sembra la degna risoluzione del problema, ovvero la mancanza di risoluzione di un problema irrisolvibile: esiste una possibilità di progresso delle coscienze, di conferma dell'autonomia intellettuale dell'essere umano, di prospettive spirituali nel mondo dominato dall'interesse, di norma mentale mirata al fine del benessere sociale per l'umanità?

      Non ti so rispondere, ma credo che sia saggio rifletterci a lungo, come tu hai fatto benissimo nel tuo profondo intervento.

    1. Rosanna 16 ottobre 2014

      Ti ringrazio Tonguessy, hai messo a fuoco benissimo qual è stata la mia difficoltà, quella appunto di non riuscire a definire un fenomeno politico sociale postmoderno, che è simile a quello passato, ma nello stesso tempo anche del tutto nuovo. Forse perché appunto

      "Ogni significato presuppone una profondità, una
      dimensione nascosta che l'uomo postmoderno (cioè noi) ignora, abituato
      com'è alla mancanza di significati per eccesso di significati stessi."

      E' fondamentalismo a-ideologico tu dici, e mi sembra una definizione molto azzeccata, approfondirò Baudrillard, autore del resto che amo moltissimo.

      Grazie ancora

    1. Tonguessy 16 ottobre 2014

      Rosanna ha il grande merito di sapere cogliere temi che interessano, magari scandalizzando. Lo testimonia l'elevato numero di commenti che seguono ogni suo scritto.

      Detto questo credo che il termine "fascismo postmoderno" sia un'inutile pleonasmo, una ridondanza di significati. Lo spiega bene Baudrillard (il vate della postmodernità) quando dice "Ogni significato presuppone una profondità, una dimensione nascosta che l'uomo postmoderno (cioè noi) ignora, abituato com'è alla mancanza di significati per eccesso di significati stessi."
      La fine delle ideologie (che in realtà corrisponde millimetricamente alla fine dell'URSS) e la "fine della Storia" di Fukuyama (altra corrispondenza millimetrica) sanciscono in realtà l'apertura del laboratorio globale postmoderno. Le obiezioni mosse nei vari commenti sono sensate in quanto il riferimento principale (il fascismo) appartiene irrimediabilmente alla passata modernità. Oggi quella fase storica è definitivamente tramontata così come la pletora di valori e principi che la animavano. Oggi quei significati mancano, ovvero ce ne sono troppi e assolutamente inutili (cioè funzionali alla mancanza di significati veri).
      Ma allora, se non è fascismo, che diavolo è? E' fondamentalismo a-ideologico (altro pleonasmo, l'unica forma di comunicazione valida nella postmodernità). Libertè, Fraternitè, Egalitè, questi i principali motti della Modernità. Oggi si parla sempre più di Libertè, lasciando ad ammuffire gli altri due concetti negli scaffali della Storia. Baudrillard ci spiega che ”…l’idea di libertà, idea nuova e recente, sta già scomparendo dai costumi e dalle coscienze, e la mondializzazione liberale sta per realizzarsi in forma esattamente inversa:quella di una mondializzazione poliziesca, di un controllo totale, di un terrore sicuritario. La deregulation finisce in un massimo di vincoli e restrizioni, equivalente a quello di una società fondamentalista”. Ecco cos'è: è il primario impulso modernista, la Libertè, che segue il suo destino nelle fasi storiche.
      Paradossalmente ne era consapevole persino Mussolini quando affermava "Lavoro e faccio sforzi, pur sapendo che tutto non è che una farsa." Fondamentalismo a-ideologico, ovvero la farsa postmoderna della Libertè, oggi intesa come possesso di quei simulacri che ci garantiscono il vuoto esistenziale: Iphone, smart tv e qualsiasi altro gadget e situazione che garantisca ridondanza di Libertè.
    1. ottavino 16 ottobre 2014

      Venendo al sodo, la tesi dell'autrice è nel finale


      In conclusione, il “Fascismo finanziario postmoderno” sta realizzando da tempo una vera e propria demolizione delle istituzioni democratiche attraverso un “golpe privatistico” che si occupa della spartizione del reddito tra le varie classi sociali, privilegiando l’alta borghesia finanziaria contro tutto il resto del tessuto sociale, che sta sempre più assumendo le forme di un “nuovo proletariato”, colpito a morte nella certezza dei diritti e del reddito, attraverso la coercizione dell’indebitamento pubblico e delle tasse, riducendo l’Italia a un paese di mano d’opera a basso costo, di manovalanza a prezzi stracciati, dunque ad una “terra di mezzo”di schiavi moderni, uomini privi di diritti e condannati ad un precariato a vita.

      Questa analisi è completamente sballata perchè non tiene conto del "terreno" dove questi fatti avvengono. Il "terreno" sono gli italiani e allargando la visione, gli occidentali tutti.
      Stiamo parlando di popoli senza filosofia, di gente che vive alla giornata, priva di principi e di basi ideali. Questa gente ha creduto in una cosa sola: i soldi, il benessere, e questo credo gli si sta rivoltando contro. Tutto qui.
      Gli si sta rivoltando contro perchè non hanno capito neppure la natura del denaro, il quale per sua natura tende ad accumularsi.
      Perciò, non c'è niente da biasimare se non l'incapacità di questi popoli di avere dei principi, degli ideali. Si giocano tutto in un materialismo convulso. E questo è il risultato del loro convulso materialismo. Punto.
      Colpa tua, caz...zi tuoi.
    1. SanPap 16 ottobre 2014

      vorrei aggiungere alcune considerazioni:

      1) mi sono chiesto quali fossero state le cause del debito pubblico, e mi sono ricostruito la sua storia dal 1861 in poi (dopo mi sono accorto che altri lo avevano già fatto ma non lo sapevo e ... vabbè); mi aspettavo un'influenza decisiva da parte dei governi (e mi ero preparato l'elenco dei governi che si erano succeduti e i relativi intervalli di tempo per associarlo al grafico); la mia sorpresa è stata enorme quando mi sono accorto che l'unico evento che ha mandato fuori controllo il debito pubblico è stato il divorzio dalla Banca d'Italia; neanche le guerre, guerre coloniali e guerre mondiali, hanno influito minimamente sul debito pubblico.

      2) le mani in tasca ai cittadini; avevo chiesto un mutuo per acquistare casa (e mi era stato accordato da una banca che ora non esiste più e che era stata fondata nel periodo "socialista" esclusivamente per dare la possibilità ai lavoratori di acquistarsi casa) e la banca mi aveva versato l'importo del mutuo sul mio conto corrente; ora, poiché è noto che i capitalisti tengono i loro capitali nei conti correnti, Amato, il socialista, decise di "tosare" quei porci capitalisti prelevando loro i soldi direttamente dalle tane in cui li avevano messi; insomma Amato, il socialista, ha tassato il mio debito; lo sai perché non gli hanno dato il Nobel per l'economia, perché si è dimenticato di effettuare un prelievo forzoso da sotto il materasso dei vecchietti, noti maledetti capitalisti.

      3) credo che occorra definire un patto sociale nuovo, radicalmente nuovo; i posti di lavoro non si riescono più a creare perché non servono più; ci sono le macchine che li svolgono per noi; da qui la necessità di ridistribuire la ricchezza da loro prodotta; ricchezza che ora finisce nelle tasche dei pochi (1% dicono) che le possiede.


    1. GioCo 16 ottobre 2014

      Raramente mi interesso di un argomento con troppi commenti, ma ultimamente stavo facendo riflessioni che certi canali matti chiamerebbero junghianamente "sincroni", anche se a me basta considerarli allineati all'articolo.
      Cosa ci attende nel futuro? Abbiamo una serie di date che in tutte le analisi (serie, tipo militari ed economiche) fanno ossessivamente riferimento a un periodo tra il 2015 e il 2030.
      Per esempio, nei piani dei documenti venuti alla luce di geo-ingegneria (noti) nei primi anni '90, una potenziale irrorazione con milioni di litri di mistura nano-ingegnerizzata (particelle) avrebbe premesso il "full total dominance", cioè dal controllo meteorologico, alla fertilità del terreno, dalle riserve d'acqua potabile, alla dispersione di campi elettromagnetici e di altra energia diretta, fino a creare schermature utili a proiettare immagini 3D realistiche (tipo l'intervista al Nantucket Project di Assange [www.youtube.com]) nel cielo. Tale progetto (del costo risibile per le tasche del pentagono di 1milione di dollari l'anno) avrebbe dovuto terminare nel 2020, ma pare assurdamente complicato capire se sia o meno in corso d'opera più che altro per via del dubbio che la schermatura (utile ad abbassare il riscaldamento globale e dare fiato all'economia retta sui combustibili fossili) possa aumentare l'entropia, cioè il carico di energia atmosferica, quindi la portata degli eco-disastri fuori controllo (quindi avrebbe ricadute economiche ben più gravi dei benefici). Oggi la conferma riguarda solo che la tecnologia ci sia e sia fruibile a basso costo, ma il sospetto forte sia che in varie zone del mondo l'irrorazione (sebbe di portata minore di quella prospettata inizialmente) sia in corso, per localizzare il controllo in aree globali sensibili specifiche e testarne l'impatto mentre si consolida il progetto. Questo approccio comporterebbe uno slittamento di qualche anno.

      Ma guardare il futuro con quello che abbiamo attorno è in verità ben più inquietante che fare analisi da complottismi dell'ultimo minuto. Non occorre molto, basta immaginare l'evoluzione di una comune stampante ad aghi bianco/nero degli anni '80 verso la compatta laser a colori dei primi anni 2000, poi guardare la tecnologia led che a aperto la strada al laser a basso costo e aggiungere la nano-ingegneria dei materiali che sfidano le leggi fisiche classiche (tipo vetri impermeabili solo da un lato) la tecnologia degli ologrammi e la possibilità di fabbricare qualsiasi oggetto di alta qualità e con elettrodomestici. Pensare al ponte ologrammi di star trek non è oggi fantascienza ma una possibilità concreta (ancora teorica) praticabile.
      "L'oggetto" che dominerà il futuro sarà sempre più l'effimero e la regola sarà l'impossibilità pratica di discernere il falso dal vero. Tutto sarà possibile come in un sogno e l'individuo verrà esposto a una serie densa di stimoli etero-controllabili e (per lui) non facilmente riconducibili a una sorgente responsabile, con conseguenze oggi del tutto ignote e inedite. Pensiamo solo all'impatto sul diritto e la giustizia.
      Ma le cose stanno molto, molto peggio di così. La stimolazione a energia diretta può già oggi avere un forte controllo sull'umore, farti sentire euforico o depresso ma già si può indurre emozioni semplici come la paura, così saremo permanentemente sconnessi dalla possibilità di sapere se le nostre emozioni ci appartengono. Alla nano-ingegneria, si può facilmente aggiungere la bio-ingegneria e la cibernetica, per ciò subiremo contemporaneamente una doppia rivoluzione, che impatta la relazione con il mondo psico-fisico per come appare, ma assieme a un invasione del corpo vivente e dell'esperienza sensibile. Organi bionici ed estensioni tecno-troniche saranno comuni, come gli automi attraverso cui possiamo venire connessi (vedi l'ottimo "Sleep Dealer" di A. Rivera) contribuendo alla delocalizzazione dell'identità. A questo punto possiamo capire a cosa serve un network con accesso controllato in un mondo ove è necessario regolare l'accesso ai corpi e alle menti e dove gli individui potranno dirsi sempre meno legati a un origine (biografia) e senza una certezza del qui ed ora fisico individuale. Che cosa rimarrà dell'identità? Chi potrà dirsi controllore e chi controllato? Quali esperienze potranno essere definite "autentiche", "spontanee" e "naturali"? Sarà ancora possibile definire un mondo così "umano"?

      Ma poi, che spazio avrà la Spiritualità in un mondo che ruota attorno all'illusione? Chi potrà mai affermare d'essere sinceramente in contatto con "il divino" o d'essere creatura creata?

      Chiaramente in un mondo così dominerà nella massa sempre più la fede e sempre meno la sapienza. La possibilità di dominare i singoli campi tecnologici sarà inversamente proporzionale alla loro diffusione pubblica e l'istruzione non può in alcun modo stare al passo con l'innovazione. Quindi pochi saranno in grado di distribuire in modo controllato le chiavi del sapere e del dominio del mondo futuro. Dato che queste sono saldamente in mano ai militari, ci vuol poco a capire da questa disamina che gli slogan di "libertà dell'informazione" e internet-elettiva, tipo quello di "anonymous" è tragicamente ingenuo e strategicamente compatibile alla drammatica svolta appena descritta.

      Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, non sono contrario al divenire inevitabile che ci attende, anche se non lo condivido nei presupposti e nelle conseguenze. Penso che se le premesse fossero di una umanità concordante e in armonia con se stessa e il luogo che l'ha vista nascere, non avrebbe senso porre limiti al nostro sviluppo psico-fisico, qualsiasi cosa decidessimo di fare.

      Ma in queste condizioni ci accingiamo ad affrontare il prossimo futuro armati di follia, incoscienza e impavida imbecillità. Non certo le compagnie adatte a stare in un mondo di quel tipo, ma perfette per costruire una allucinazione profonda e perversa in cui venire sigillati per l'eternità. Qualcosa che avrà il sapore della libertà totale nella sofferenza profonda e ignota, dominata da residui umani (oggi élite) sempre astratti e incapaci di sapersi umani o connessi alla ragione umana.

    1. Ercole 16 ottobre 2014

      Brava R.SPADINI con le tue analisi molto lucide ed argomentate solo che quando ti imbatti con persone del sito che parteggiano per il NAZIONALISMO la dialettica rischia di scemare e si perde di vista la realtà,vorrei dare il mio punto di vista :Nel capitalismo decadente la "democrazia "forma particolarmente ipocrita della dominazione della borghesia non differisce , al fondo ,da altre forme della dittatura capitalista che sono lo Stalinismo e il fascismo e che comunque tutte le frazioni politiche dell'apparato statale sono ugualmente reazionarie esse hanno il compito di sviare la lotta della classe oppressa ,le avanguardie devono denuciare queste trappole che il vigente modello sociale ci tende. Ma se non è fascismo, che diavolo è ? E' LA DITTATURA DEL CAPITALE.......

    1. alvise 16 ottobre 2014

      Mi pareva fosse il Signor MarioG a gradire il lei, per me va bene il tu, siamo o no filo-americani?

    1. OlausWormius 16 ottobre 2014

      E' un po' fuori tema comunque sono d'accordo che si va verso un modello "orientale", d'altronde il sol dell'avvenire sorge ad oriente..

      Tuttavia sostituirei la parola ebrei con illuminati (non quelli di Icke) e la parola goyim con profani.

      Chiaro che tra gli Illuminati ci sono anche sedicenti ebrei, che in realtà ò degli "ebrei atei".

      Io più che gli ebrei terrei d'occhio gli anglo-israeliti e ti assicuro che c'è molta differenza..

    1. OlausWormius 16 ottobre 2014

      E' un po' fuori tema comunque sono d'accordo che si va verso un modello "orientale", d'altronde il sol dell'avvenire è ad est..

      Tuttavia sostituirei la parola ebrei con illuminati (non quelli di Icke) e la parola goyim con profani.

      Chiaro che tra gli Illuminati ci sono anche sedicenti ebrei, che in realtà sono però degli "ebrei atei".

      Io più che gli ebrei terrei d'occhio gli anglo-israeliti e ti assicuro che c'è molta differenza..

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