MA SE NON E’ FASCISMO, CHE DIAVOLO E’ ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Romanzi straordinari “Il mondo nuovo” e “1984”, che profetizzavano una società futura distopica e oppressiva, nei quali Aldous Huxley e George Orwell concordavano sul fatto che gli uomini a venire sarebbero stati esseri viventi sempre più controllati, pianificati, programmati, disciplinati entro spazi ristretti, drasticamente mutilati nelle loro libertà individuali. L’incubo teorizzato sul mondo futuro produceva visioni apocalittiche di Stati che soffocavano i propri abitanti in un “Leviathan” inflessibilmente totalitario.

Invece lo scenario che ci troviamo di fronte sembra attestare un drastico rovesciamento delle più agghiaccianti previsioni distopiche del ventesimo secolo: è infatti il privato ad essersi trasformato in una belva famelica pronta a divorare la società e non il contrario ed è l’interesse privato che si è smisuratamente dilatato ai danni di quello pubblico (Zygmunt Bauman, Sesto potere. La sorveglianza nella modernità liquida).

Il “fascismo postmoderno” dunque è impalpabile, indefinito, inavvertibile, si cela dietro l’epica melodica di “Via col vento”, del famoso programma dell’imenottero brufoloso, si confonde tra le pile dei giornali venduti ogni giorno in edicola, si mimetizza tra le bufale quotidiane raccontate dalla “nuova forma di vita neliberista”, da una casta politica, reversibile, double face, convertibile, cabriolet, buona per tutte le stagioni. Semplicemente perché la democrazia repubblicana, l’unica che conosciamo, è garantita dall’alternanza tra maggioranza e opposizione, diversamente la democrazia è morta e viene sostituita da un’altra cosa.

Il “Panopticon”, il carcere ideale progettato nel 1791 dal filosofo Jeremy Bentham, rappresenta bene l’emblema del totalitarismo statale del XX secolo, perché è un luogo chiuso, contenente una moltitudine di carcerati/schiavi, scrutati attimo dopo attimo, anche in ogni loro manifestazione privata, da pochi sorveglianti. Pochi occhi sono in grado di controllare molte vite, pochi sguardi sorvegliano senza essere visti, come è avvenuto per tutto il periodo dell’era industrializzata dell’occidente, all’interno delle fabbriche, delle carceri, delle amministrazioni pubbliche della società di massa novecentesca.

Contro un simile “modello sociale totalitario”, che ha avuto nel “lager” la sua estrema espressività distruttiva, si oppone un nuovo modello di “fascismo postmoderno”: il “Synopticon” ha preso il posto del “Panopticon”, si è affermata una nuova dimensione sociale apparentemente libera, che tende ad espandersi, ad assorbire voracemente gli umori del reale, e sembra non cristallizzarsi più in forme rigorosamente predefinite.

Il controllo diretto di un potere centrale che “sorveglia” una moltitudine di dominati del ‘900 è stato sostituito da un meccanismo governato dalla “seduzione liquida”, nel quale i molti guardano i pochi, e mentre osservano vengono ripetutamente sedotti, stregati, ipnotizzati, e di conseguenza, come in tutte le condizioni di coup de foudre che si rispettino, perdono la capacità stessa di ragionare fuori dai frame mentali imposti dal sistema. Dunque chi osa uscire criticamente dal selciato dei frame dominanti, viene etichettato come antisociale, populista, estremista, e naturalmente viene immediatamente emarginato ed escluso dalla legittimazione sociale del politically correct.

Il “fascismo postmoderno” dunque non è lo stesso fenomeno ideologico totalitario del ‘900, ma è comunque un “fenomeno totalitario” che ha molte affinità con quello, inserito però in un contesto storico sociale completamente mutato. Dove lo Stato ha smarrito la propria violenta potenzialità di coercizione e andrebbe dunque tutelato più di quanto non andrebbe attaccato: «Oggi il principale contributo dello Stato all’infelicità umana è il gesto di lavarsi le mani compiuto da Pilato anziché sporcarsele tentando di introdurre un po’ di logica nel caos dell’umanità. Lo Stato è una catastrofe, ma al tempo stesso, in un certo senso, lo è troppo poco». Si consideri anche che la volontà di potenza a disposizione degli attuali Stati nazionali va sempre più scemando, sta ora divenendo sempre meno arrogante e aggressiva, trasferitasi altrove e migrata verso insoliti centri di potere sovranazionali: «Quello che si è chiuso è destinato a passare alla storia come un secolo di violenze perpetrate dagli stati-nazione a danno dei loro sudditi. Quello che è appena iniziato sarà probabilmente un altro secolo violento, questa volta un secolo di violenze stimolate dalla progressiva esautorazione degli stati-nazione a opera dei poteri globali scatenati» (Zygmunt Bauman, Sesto potere. La sorveglianza nella modernità liquida).

Assistiamo increduli dunque all’eclissi progressiva dello Stato, che lascia lo spazio dell’agorà al mercato, un mercato che si serve del linguaggio dei droni, macchine volanti sempre più miniaturizzate, capaci di giungere in ogni luogo del globo e di impadronirsi dei dati personali di ognuno di noi in una condizione di invisibilità, cifra stessa dell’impercettibilità del “fascismo liquido”, del potere invasivo delle corporations e della propaganda dei mass media che diffondono ad arte i nuovi mantra del monoteismo del mercato.

Mantra neoliberisti, produttori di frame mentali praticamente infrangibili. Che consentono alla classe finanziaria parassitaria di protrarre nel tempo il suo infame progetto di lotta di classe. Che le consentono di praticare indisturbata la sua criminale spoliazione dei diritti e dei redditi delle altre classi, mascherandola con dietrologie falsate delle vere cause di questa crisi economica drammatica.

Quali affinità e differenze dunque esistono tra il “Fascismo storico” di ieri e il “Fascismo finanziario” di oggi? Diretta espressione dello stato hegeliano il primo, e invece diretta espressione del neoliberismo finanziario il secondo. Entrambi si dotano di categorie caratteriali molto simili:

• Nazionalismo fascista di ieri: oggi si è tramutato nel sogno della Federazione di Stati Uniti Europei, della Nazione Italia che confluisce in un Grande Nazione Europea;

• Totalitarismo: controllo ossessivo sulla vita degli individui ieri, attraverso un monitoraggio che andava dalla culla alla tomba, Minculpop, educazione scolastica pilotata; oggi la vita dei cittadini globali è controllata dal sistema mass mediatico e informatico, attraverso tv, giornali, siti web, canali di ricerca, blog, social network (vedi sistemi di spionaggio globale, Nsa);

• Corporativismo: “L’individuo non esiste se non in quanto è nello Stato e subordinato alla necessità dello Stato”, oppure “Lo Stato fascista o è corporativo o non è fascista”, B.Mussolini; le attribuzioni del nuovo Ministero delle corporazioni risultavano piuttosto invadenti: esso infatti non solo aveva competenze sul controllo e sulla regolamentazione dei salari e delle condizioni del lavoro, ma anche sull’alta direzione dell’intera economia nazionale.; diversamente sosteneva Margaret Thatcher, l’angelo/diavolo del neoliberismo selvaggio: “La vera società non esiste: Ci sono uomini e donne, e le famiglie. E nessun governo può fare nulla se non attraverso le persone. La gente deve guardare prima a se stessa. È nostro dovere badare a noi stessi e poi, prendersi cura del prossimo. La gente ha tenuto i diritti troppo in mente, senza obblighi, ma non può esistere un diritto senza che qualcuno non abbia prima incontrato un obbligo” (dall’intervista del 23 settembre 1987, Margaret Thatcher).

• Egemonia del Partito Unico: esclusione di tutti gli altri partiti dalla dialettica elettorale e parlamentare, criminalizzazione delle opposizioni (delitto Matteotti, 1924); oggi la criminalizzazione è rivolta verso le opposizioni, in modo particolare i 5*; anche il Presidente della Repubblica Napolitano, che dovrebbe essere “super partes”, dopo l’ottimo esito elettorale dei 5* alle elezioni amministrative del 2012, se ne uscì con un’affermazione indegna del ruolo da lui rivestito: “Non ho sentito nessun boom”; poi in altra occasione, durante l’appello alle Camere sul problema “affollamento carceri”, definito da Grillo “un’amnistia per Berlusconi”, il presidente se ne uscì con un’altra perla da manuale: “Quelle sono persone che hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle carceri. Non ho altro da aggiungere”.

• Sindacalismo controllato dal regime: nascita della Confederazione nazionale delle Corporazioni sindacali ieri, una nuova formazione antisocialista ed anticattolica, costituita nella forma di sindacati autonomi formati da cinque Corporazioni suddivise per categorie. Un’importante legge dell’aprile 1926 proibì scioperi e serrate; oggi la “concertazione” ha coinvolto la complicità del sindacato nei progetti di riforma governativi, che hanno progressivamente smantellato diritti e certezza del lavoro;

• Leggi elettorali truffa (Acerbo ieri, Porcellum, Italicum oggi) che producono deputati nominati e non più eletti direttamente dal popolo;

• Educazione scolastica pilotata nel Minculpop del ventennio, mentre oggi gli insegnanti sono al 99% dei piddini e gli ultimi progetti di riforma scolastica (Moratti, Gelmini, Giannini) mirano a demolire la scuola pubblica con interventi destabilizzanti;

• Controllo totale dei mezzi d’informazione, televisiva e cartacea (ieri e oggi);

• Autoritarismo reale attraverso strumenti coercitivi (olio di ricino, confino); autoritarismo di fatto attraverso la delegittimazione politica (il M5* viene escluso dalla dialettica politica interpartitica, proprio perché rappresenta la vera opposizione alternativa che non scende a compromessi d’interesse, invece viene accreditata come opposizione FI, che invece sostiene il governo);

• Riforma reazionaria attuale delle istituzioni: Senato delle regioni, composto di senatori nominati e non più eletti, e violazione sistematica della Costituzione democratica, con la sovversione della separazione dei poteri, attraverso un vero e proprio “golpe bianco” (La funzione legislativa è passata al Governo attraverso l’uso dei Decreti legge, che vengono imposti al Parlamento).

In conclusione, il “Fascismo finanziario postmoderno” sta realizzando da tempo una vera e propria demolizione delle istituzioni democratiche attraverso un “golpe privatistico” che si occupa della spartizione del reddito tra le varie classi sociali, privilegiando l’alta borghesia finanziaria contro tutto il resto del tessuto sociale, che sta sempre più assumendo le forme di un “nuovo proletariato”, colpito a morte nella certezza dei diritti e del reddito, attraverso la coercizione dell’indebitamento pubblico e delle tasse, riducendo l’Italia a un paese di mano d’opera a basso costo, di manovalanza a prezzi stracciati, dunque ad una “terra di mezzo”di schiavi moderni, uomini privi di diritti e condannati ad un precariato a vita.

E ci è riuscito grazie alla complicità colpevole e collaborazionista della casta corrotta e double face, dei sindacati offuscati dalla concertazione, dei mass media asserviti completamente al potere, tutti “traditori della patria e del proprio popolo”, che purtroppo è stato ipnotizzato da un falso indottrinamento e da un sistematico occultamento di quelle che sono le vere cause della crisi dell’euro/killer e dell’Europa/lager.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

15.10.2014

129 Commenti
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MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 15:48

Ci risiamo. Perseverare diabolicum. Pare che il suo solo filo conduttore sia il Totalitarismo. E passi. (Anche se ritengo che sia un esercizio letterario inutile ai fini della comprensione dei fenomeni) Allo stesso tempo, l’unico Totalitarismo che ha in mente e’ quello fascista. Allora qui si affaccia un sospetto.
E forse ci spieghiamo perche’ il suo esercizio retorico insista nel declinare le similitudini a senso unico.
Che senso ha dire che il nazionalismo fascista si e’ tramutato in quello europeista (che non e’ affatto un nazionalismo) Allora posso paragonare l’internazionalismo cosiddetto proletario con quello finanziario con la stessa disinvoltura.
Totalitarismo: stesso doiscorso
Egemonia del Partito unico, stesso discorso
etc.
Scommetto pero’ che non leggeremo in futuro un articolo
"Ma se non e’ Bolscevismo che altro e’"
(Non che sia desiderabile, intendiamoci)
E poi si ride del Berlusconi quando vede i "comunisti".
Il sospetto dunque e’ che si tratti della perdurante ossessione ideologica che non fatichiamo a comprendere da che parte provenga.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 15:56

Scusa Mario, guarda il titolo: Ma se non è fascismo, che diavolo è?

Lo chiedo a te che diavolo è? Tu lo sai? io ho dato una mia interpretazione, avallata anche da studiosi quali Zygmunt Bauman, tu prova a dare la tua, vai a ripescare qualche noto autore che sostiene che questo sistema finanziario che sta distruggendo la vita sociale dell’occidente è un bolscevismo, un marxismo, un maoismo, un castrismo,  un internazionalismo proletario,

dimostralo con dati, argomentazioni, citazioni …

OlausWormius
OlausWormius
15 Ottobre 2014 16:03

Semplicemente il potere sta passando dalle mani degli stati-nazione alle unioni continentali (come l’Unione Europea e le altre che stanno nascendo) e allo stato globale prossimo venturo.
Anche il peso sempre maggiore che l’Onu avrà nella regolamentazione di internet nei prossimi anni va in questa direzione.
Non c’è nessun dominio del privato che anzi viene letteralmente soffocato da una burocrazia orwelliana a tutti gli effetti. Il dominio è semmai di oligarchie e multinazionali che però di privato hanno solo il nome. Spesso non solo altro che longa manus dello stato (vedi lo scandalo datagate ad esempio e tutte le aziende coinvolte).
Quindi a tutti gli effetti si tratta di totalitarismo socialista strisciante e di collettivismo in una delle loro tante maschere (nazismo, fascismo, comunismo, neoliberismo oligarchico). D’altronde il fascismo e il nazionalsocialismo avevano un retroterra socialista.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 16:14

Le oligarchie, le multinazionali, le banche, le corporations, sono pubbliche ? Questa è una novità.

La Cia è espressione più dello stato (inteso come territorio giuridico di una nazione), quindi difende i cittadini di quello stato, o invece difende il comparto militare industriale Usa che è in gran parte privato?

Durante le guerre in giro per il mondo la produzione di armamenti è in gran parte privata, non pubblica.

maurorossi
maurorossi
15 Ottobre 2014 16:24

C’è una sostanziale differenza. 

I fascisti del ventennio erano animati da spirito totalitarista e ideologia fanatica, mentre i fascisti di oggi sono inconsapevolmente i figli di coloro che tanto si sono battuti contro il totalitarismo fascista, ossia i nuovi sinistrorsi, i quali sono confluiti nei maggiori partiti euroservi al servizio del capitale finanziarizzato.  
Questa la dice lunga sull’orizzonte nero che ci aspetta per i prossimi 50 anni. Se il popolo durante il ventennio un pò borbottava e dissentiva, oggi le masse pauperizzate continuano a votare gli ex-DC travestiti da pseudorossi in una sorta di sindrome di Stoccolma. 

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 16:27

Hai ragione, infatti volevo intitolare l’ultimo articolo (quello precedente a questo):

GLI ANTIFASCISTI DI IERI SONO I FASCISTI DI OGGI

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 16:32

Ma no, mi scusi.
Non faro’ uno sforzo del genere. Sarebbe inutile, per la ragione essenziale che io non voglio proporre una tesi antitetico-speculare.
Non riesco immaginare con quale criterio associa a un "sistema finanziario che sta distruggendo la vita sociale" proprio il fascismo quale fenomeno di massima prossimita‘ storica che le viene in mente. Veramente, mi sfugge nella maniera piu’ assoluta. Secondo me e’ antistorico. Non ha senso che mi citi il Totalitarismo in se’, e’ troppo vasto, e come osservato include declinazioni che lei si astiene dall’accostare al tema che considera.
Se mi invita a seguire il suo esercizio, potrei  citare la collettivizzazione forzata con l’eliminazione dei contadini benestanti (kulaki) come misura che "distrugge la vita sociale". Me ne dara’ atto.
Ma quale sarebbe l’utilita, l’aiuto alla comprensione che fornirebbe? Nullo, come nel suo caso.
Comunque confesso che non conosco una riga di Bauman.

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 16:35

Forse ha una visione troppo astratta dello stato e della demarcazione pubblico/privato. Lo stato e’ un complesso di apparati, espressioni di fazioni e oligarchie in equilibrio (temporaneo) tra loro.

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 16:37

Senza contare che gli antifascisti di ieri furono i fascisti dell’altro ieri.
Vista cosi’. Comunque questo e’ un "monismo" storico che non porta molto avanti.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 16:45

Scusa io ti ho dato del tu, presupponendo che tu lo dessi a me, ma se non ti va ti potrei anche dare del Lei. Non capisco perché ti disturba tanto la mia definizione di totalitarismo del sistema attuale che sta distruggendo la vita sociale del paese e dell’Europa,

convengo con te che ci sono delle differenze storiche fondamentali, ma la storia non si ripete in maniera esattamente uguale, però qualcuno ha detto che "fa la rima con se stessa".

E’ vero che il termine totalitarismo è così vasto che può includere benissimo anche le dittature comuniste del ‘900, che sono sistemi altrettanto dittatoriali e distruttivi del tessuto sociale, ma la prima attribuzione  non esclude la seconda.

Il Fascismo poi è la prima dittatura che mi viene in mente, perché in Europa occidentale e soprattutto in Italia, noi abbiamo subito questo tipo di dispotismo e non quello comunista, per di più anche Bauman sostiene questa tesi.

A proposito, se non conosci Bauman, ti consiglio di leggerlo, è molto interessante.

OlausWormius
OlausWormius
15 Ottobre 2014 16:47

Lavorano in sinergia.
Forse che Google e Facebook etc… sono davvero private? Lo scandalo datagete ci dice di no.
E questo vale anche per le corporations al di fuori del settore tecnologico.
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I veri privati ovvero ad esempio le piccole e media imprese vengono semplicemente distrutte fino alla loro definitiva eliminazione.
Si vuole suddividere il mondo non più in varie classi ma solo in due classi, quella dell’elite (o intelligentsia) e tutti gli altri, livellati verso il basso. A fare da cuscinetto forse solo i burocrati dello stato.
Questo si chiama totalitarismo socialista e collettivista.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 16:48

Questa non l’ho capita: perché gli antifascisti di ieri furono i fascisti dell’altro ieri?

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 16:53

Esattamente il contrario, si può dividere il mondo in due classi private, l’alta borghesia finanziaria (banche private, corporations private) contro la media e piccola borghesia, che sta scomparendo e si sta trasformando in un vasto proletariato …

Leggiti Zygmunt Bauman, è molto interessante …

OlausWormius
OlausWormius
15 Ottobre 2014 17:07

E’ quello che ho detto, una elite da una parte e un vasto “proletariato” dall’altra.
Solo che tu individui l’elite nelle banche, io la individuo in una intelligentsia che utilizza le banche e le corporations (private solo di facciata come il datagate insegna) per arrivare al socialismo totalitario.

Quando avranno esasperato abbastanza la gente e faranno sparire i contanti e prima o poi anche le banche (il sogno dei new agers alla Zeitgeist e di Casaleggio) allora avremo la nostra tanto attesa e amata tirannia collettivista e Nuovo Ordine Mondiale 🙂

Non hai che aspettare. Prima o poi ci arrivano.
Riguardo a Bauman ho letto diversi suoi testi. Come molti altri raffinati analisti e sociologi che cavalcano l’indignazione descrive bene gli effetti ma volutamente nasconde, o non riesce a capire, le verità per quanto riguarda le cause.

Hamelin
Hamelin
15 Ottobre 2014 17:13

Puoi tranquillamente chiamarla : CORPORATOCRAZIA

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 17:28

Oppure:

USUROCRAZIA IPNOCRATICA
cioè una guerra del privato contro il pubblico, in cui l’interesse privato si alimenta dell’interesse pubblico, con l’ipnosi dei mass media.
Il fallimento delle banche infatti è stato finanziato con il debito pubblico. 
MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 17:32

Diamoci del "voi", se non vi offendete. O e’ politicamente inopportuno?
 No, non mi disturba che chiami totalitario il sistema di potere attuale. Anzi, e’ cio’ che sustanzia la mia obiezione sulla genericita’ di tale termine.
Ovviamente rimaniamo nelle rispettive posizioni

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 17:38

Mi sembra proprio quello che ha detto il suo interlocutore.
Poi le classi non sono "private" o "non-private" in se’. Si parla del rapporto reciproco. Se ho capito bene, parlate di una polarizzazione per cui la parte centrale della piramide e’ risucchiata. Penso che sia una tendenza verificabile di fatto.

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 17:40

Era lievemente sarcastica, ma non troppo. Mi riferivo agli antifascisti del 25 luglio

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 17:41

Da non confondere le Corporation con l’altro Corporativismo

ottavino
ottavino
15 Ottobre 2014 17:46

L’autrice mostra di avere imparato il "politichese", cioè tanto parlare senza dire nulla. Complimenti! Se ti iscrivi a un partito farai strada!

Unaltrouniverso
Unaltrouniverso
15 Ottobre 2014 17:47

Insomma il fascismo é come il parmigiano: ci sta bene su tutto.

Unaltrouniverso
Unaltrouniverso
15 Ottobre 2014 17:48

Concordo.

Unaltrouniverso
Unaltrouniverso
15 Ottobre 2014 17:50

Se non siamo al "lei non sa chi sono io!", poco ci manca.

Gioia_di_Vivere
Gioia_di_Vivere
15 Ottobre 2014 17:53

e allora di che cosa parla? a vanvera?

Questo è neo fascismo, lo si vede bene, le ferite dei lavoratori bruciano sempre di più.  Le ingiustizie sono imposte con la menzogna oltre che con la forza.  Argomenti, please, non faccia l’azzecca garbugli.
Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 17:54

Scusa ma Bauman ha colto benissimo le cause, tanto che ha cominciato 15 anni fa a parlare della guerra del privato contro il pubblico, e infatti la prima causa della crisi dell’Euro zona è il debito privato (banche aziende famiglie) non il debito pubblico, che si è gonfiato per gli interessi finanziari privati. 

Georgios
Georgios
15 Ottobre 2014 17:57

Nella storia degli ultimi 2 secoli ci sono stati due tipi di stato. C’è stato lo stato nato dalla rivoluzione del 1789 e quello nato dalla rivoluzione del 1917. Entrambi si sono evoluti in meccanismi di difesa di precisi interessi. Quelli capitalistici privati il primo (chiamiamolo capitalistico "puro") e quelli capitalistici della nomenclatura partitica il secondo (chiamiamolo capitalistico "di stato"). All’inizio la nomenclatura partitica era nascosta dietro "gli interessi delle masse lavoratrici" come la sua controparte si nascondeva dietro "gli interessi dei liberi cittadini della democrazia e della libera iniziativa". Il fascismo e il nazionalsocialismo appartengono, come sua estensione autoritaria e totalitaria dettata dalle necessità storiche dell’epoca (il caos sociale provocato dalla 1a GM ed il controbilanciamento alla rivoluzione bolscevica), alla prima categoria di stato. Infatti, difendevano gli interessi dei grandi proprietari e industriali. La nomenclatura sovietica invece prese più tempo per trasformarsi da una casta privilegiata ad una vera e propria classe borghese. Ciò avvenne negli anni 50-60 favorito da una serie di circostanze che hanno avuto principalmente a che fare con la morte del "vecchio ordine" personificato nella figura del dittatore morto da poco ed il bisogno di pianificazione dell’economia secondo i termini dettati dal commercio internazionale e… Leggi tutto »

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 17:57

Questa e’ vetero-ideologia. Non le servono gli argomenti

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 18:01

Ho sostenuto le tesi di Zygmunt Bauman,  uno dei più grandi e raffinati sociologi viventi,

certo che il relativismo critico è diventato piuttosto nichilista, oppure è soltanto polemico. 
Unaltrouniverso
Unaltrouniverso
15 Ottobre 2014 18:02

Se non siamo al "lei non sa chi sono io!", poco ci manca.

luiginox
luiginox
15 Ottobre 2014 18:09

sono andato a scuola nel dopoguerra in un bellissimo edificio il pietra con palestra annessa costruito nel deprecato ventennio.mio figlio in un prefabbricato con pannelli amiantati ,niente palestra.per ora mi stanno pagando la pensione (inps=ventennio),mio figlio precario non l’avrà.facevo 40 ore settimanali(legge fascista del 37)non lavoravo il sabato(sabato fascista?),mio figlio a volte anche di domenica.l’industria dove lavoravo era dell’iri(ah,maledetti fascisti) ora è di una multinazionale americana .andavo da piccolo alle colonie montane del comune  gratuite (istituite indovina quando),per mio nipote c’è delle stronzate a pagamento per 6 ore al giorno dopo la fine delle scuole.lo stipendio mi arrivava presso una cassa rurale artigiana(fondata nel ventennio bieco)che non mi trattava male……potrei andare avanti ma s’è già capito che per me in fondo era meglio quando si stava peggio.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 18:11

Sono d’accordo con te Georgios, come sposso accade, perché sai mettere a fuoco benissimo i problemi facendo un’analisi storica precisa e dettagliata del background pregresso, 

detto questo la rivoluzione prossima necessaria potrebbe essere proprio questa, l’occupazione delle più grandi piazze del paese da parte dei cittadini e la richiesta che le istituzioni restituiscano il loro mandato ai cittadini.
Pura fantasia o possibilità concreta? 
MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 18:11

Per essere piu’ precisi, l’ abbattimento dei fascismi e’ avvenuto per cause straordinarie ma esogene, non endogene, come dimostra la storia. Dunque, immagino che pensi a qualche causa esogena per arrestare il suo neo-fascismo-o-quel-che-e’-poco-importa. A qualche idea specifica?

sickboy
sickboy
15 Ottobre 2014 18:12

Cara Rossana,  scrivendoti per la prima volta approfitto per farti i complimenti. Scrivi bene, in maniera chiara e lucida e ti sbatti per la causa. Questo ti fa onore. Specie perché, come nel mio caso, pochi sono gli interventi per fare complimenti e tanti per criticare. Ma tant’è, spesso uno interviene per aggiungere e i fan boy non sono molto di moda.  Detto ciò, sposo completamente quello che dice MarioG, che, a parer mio (Mario sentiteVi libero di sconfessare la mia interpretazione ovviamente), nota il solito riflesso condizionato dei "compagni" che accusano di fascismo tutto ciò che si muove, dopo 70 anni di egemonia culturale che non hanno certo contribuito ad una migliore comprensione della realtà ma, al contrario, l’hanno preparata alla sua successiva disgregazione. Gridare "al fascismo al fascismo" alimenta il classico (ed errato, a mio parere) refrain che "i cattivi sono di destra e i buoni di sinistra", tanto più falso in quanto è molto aribtrario definire il fascismo di destra (ma la sinistra ha sempre avuto il difettuccio di accusare di essere destra chi non era con lei). E, come dice Mario, non spiega niente della realtà. Questo mi viene confermato dalla tua analisi: mentre condividiamo la… Leggi tutto »

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 18:12

"Ha", ovviamente.

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 18:14

Fantasia etilica, direi. Ancora all’epopea delle piazze siamo? 

OlausWormius
OlausWormius
15 Ottobre 2014 18:18

E’ un gioco delle parti. Banche e stati non sono due cose agli antipodi con interessi divergenti, ormai non è più così da tempo. E’ il privato ad essere ormai un concetto astratto, non lo stato. Tu come privato (individuo o piccolo azienda) hai sempre meno diritti e la tua identità è sempre più labile (o liquida come dice Bauman), in compenso lo stato lo senti e lo riconosci molto bene con la sua burocrazia opprimente, le sue infinite regole spesso contraddittorie, le continue richieste in cambio di poco o nulla, la propaganda etc… Non c’è una guerra del privato contro il pubblico. Se un giorno lo stato si mette il logo di Google questo non significa che è diventato privato. Stessa cosa dicasi se lo stato si chiama Ue e non più Italia. Ma poi dire che c’è una lotta contro il pubblico è veramente assurdo nella situazione attuale e va contro l’esperienza personale quotidiana di milioni di persone che devono lottare quotidianamente con la burocrazia. Persino dissidenti dell’Unione Sovietica come Vladimir Bukovsky si sono scagliati contro l’UE (in tempi non sospetti) definendola una nuova URSS. Ti consiglio questa intervista rilasciata da Bukovsky credo una decina di anni fa… Leggi tutto »

ottavino
ottavino
15 Ottobre 2014 18:22

Amica mia, di studiosi non sappiamo che farcene. Studiosi ce n’è anche troppi. Sociologi poi, quelli non sono buoni a nulla.

Essere degli "studiosi" è tutta una scusa per nascondere agli altri chi sei e cosa realmente pensi e vuoi. Gli studiosi sono come i serpenti.
Georgios
Georgios
15 Ottobre 2014 18:23

Possibilità più che concreta. Aspetta e vedrai Rosanna.

Intanto, naturalmente, unitevi.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 18:26

sickboy, oggi il fascismo è di sinistra,  tanto che al governo c’è un partito che si dice di sinistra ma non fa gli interessi dei cittadini e dei lavoratori ma di confindustria e delle lobby finanziarie internazionali, 

lo stato oggi è estremamente debole,  in crisi, accusato di aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità,  il che è falso,  perché il debito pubblico è aumentato in seguito al Divorzio Tesoro Bank Italia del 1981, vai a vederti cos’è su Wikipedia, da quel momento il debito pubblico è schizzato alle stelle per gli interessi privati quindi guerra del privato contro il pubblico.


Georgios
Georgios
15 Ottobre 2014 18:28

I fascismi sono sempre caduti per cause interne. Non mi riferisco solo a quello greco per esempio o a quello argentino.

La loro caduta che tu chiami "esogena" l’hanno provocata loro con delle guerre che loro stessi hanno iniziato. Nessuno e’ andato a liberare un paese dal fascismo con l’esercito. (A parte naturalmente gli americani che ultimamente esportano la democrazia nel mondo).

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 18:30

Mi trovo d’accordo col suo intervento, anche nella parte della smitizzazione della famosa dicotomia pubblico-privato, che e’ assunta a mo’ di riflesso inconsapevole, con esiti speculari, da liberali (privato e’ buono) e sinistra (pubblico e’ buono).
Dal mio punto di vista quello che e’ buono e’ la comunita’ di interessi (non arrivo a dire di destino) che puo’ esplicarsi tanto in situazioni di proprieta’ (giuridicamente) privata  che pubblica e, viceversa,  che puo’ mancare in regime privato quanto in quello giuridicamnete pubblico (vedasi quanto accennato in un commento dal signor Georgios su una certa fase dell’URSS)

anonimoak77
anonimoak77
15 Ottobre 2014 18:39

Tralascio il paragone fra la società attuale ed il fascismo, che hanno ben poco in comune.
Vorrei che tutti gli estimatori di Bauman si andassero a leggere "La società dello spettacolo" ed i suoi "commentarii" di Debord.
In diversi articoli si fa riferimento ai testi di Bauman, anche se non so se siano stati letti prima, il problema è che l’esimio professore ha tirato fuori le sue geniali intuizioni daggli scritti di Debord ma, cosa ancor più grave, istituzionalizzandoli e rendendoli più digeribili per il sistema.
Ecco perchè Bauman lo si legge all’università e viene citato un pò ovunque, mentre Debord sembra sempre più condannato ad una sota di damnatio memoriae.

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 18:40

Mi sembra che si arrivi a negare l’evidenza. Oltre al fatto che gli americani hanno appunto cominciato a "liberare" 70 anni fa, e non solo ultimamente.
Ammessa (e non concessa) la comune narrativa storica sullo scatenamento del conflitto,  sta di fatto che sono caduti a cause di forze endogene. A Berlino sono arrivati russi  e gli angloamericani, mentre andavano a combattere perfino i ragazzi della Hitlerjugend.

sickboy
sickboy
15 Ottobre 2014 18:43

Rossana, I did the math. Ti sfugge la critica che ti stiamo rivolgendo (ben sintetizzata nel commento di Mario* che segue il mio), ovvero di fare divisioni che non corrispondono affatto alla realtà. Per paradosso: tu vuoi farmi notare come l’apparato pubblico si sia sgonfiato in favore dei privati. Ma questo allora vorrebbe dire che in Unione Sovietico l’apparato pubblico si è gonfiato in favore di interessi privati? Ovviamente no. Detto altrimenti: lo Stato è una macchina violenta di coercizione (solo esaurita questa fase può eventualmente redistribuire – se no non ha nulla da distribuire) che non può personificarsi. E’ un apparato composto da tanti privati. Più grande è, più potere ha, più i tanti privati che sono inseriti nei suoi apparati (o i pochi) possono usare questo potere a loro vantaggio. Mi pare lapalissiano.  Tu mi dici che il debito pubblico oggi è stato gonfiato per assorbire i debiti privati. Verissimo (con mille distinguo, ma verissimo), e chi glielo ha fatto fare? Potrebbe uno stato piccolo e non potente digerire tutta quella massa di debito? Ovviamente no. Si parla di Sistema non a caso, se no già da mò la gente avrebbe assaltato le ville dei grassi banchieri. Ah,… Leggi tutto »

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 18:45

CORRIGE esogene.
(seccante che non si possa ri-editare il commento…)

sickboy
sickboy
15 Ottobre 2014 18:50

*intendevo "che in Unione Sovietica si sia gonfiato per favorire interessi PUBBLICI". Non privati, ovviamente

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 19:06

Ho trovato! Non e’ fascismo, e’ un calesse!

Georgios
Georgios
15 Ottobre 2014 19:12

70 anni fa si combatteva una guerra mondiale. Non era stata provocata unilateralmente dagli americani come fanno i neocon oggi. Infatti in quella guerra gli americani entrarono più di 2 anni dopo il suo inizio. Era stata provocata dai fascisti che aggredirono per primi un sacco di paesi incluso il mio. Che di questa guerra poi gli americani come nuova potenza mondiale ne hanno approfittato e’ vero, ma la logica dell’intervento era diversa. Per questo la loro immagine di liberatori era stata accettata dalla gente allora. Mentre oggi, anche tra loro stessi, chi può parlare di liberatori?

Lo scempio dei bambini mandati al macello e’ un’ulteriore prova delle cause radicalmente interne della caduta del fascismo. Nel senso che un regime cosi, solo una fine cosi poteva avere. Trascinando nel baratro tutta la società dal destino "millenario". Anche i bambini.

SanPap
SanPap
15 Ottobre 2014 19:21

il fascismo era (nazional)socialismo … (e su quel nazional quanto ci sarebbe da dire ! Altro che nazismo … )

l’attuale socialismo è capitalismo ottuso, predatorio; e nei modi mi ricorda il comunismo del ex Unione Sovietica (per lavoro mi capitava di incontrarmi con ingegneri e tecnici russi, polacchi ed ucraini; i loro racconti sulla vita che conducevano nelle rispettive patrie potrebbero essere utilizzati per descrivere quello che stiamo vivendo); cosa li differenzia ? il possesso dei mezzi di produzione; ora sono di un padrone (che trattiene per se la ricchezza prodotta dalle macchine e dai lavoratori, mal pagati a causa di un eccessiva offerta di forza lavoro; e che cerca sempre più di sostituire i lavoratori con macchine in quanto decisamente più produttive: lavorano a ciclo continuo, non si lamentano, se si rompono si aggiustano s’è possibile altrimenti si buttano senza tanti problemi) nei paesi comunisti erano dello stato.  IRI, EFIM, Finmeccanica sono stati un punto d’equilibrio tra i due sistemi, funzionavano da calmiere: il capitalismo non poteva essere troppo becero perché doveva fare i conti con l’industria di stato.

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 19:21

Non so piu’ che dire. Se le parole hanno un senso, causa interna e’ una rivoluzione, come quella francese. Che puo’ anche essere innescata da eventi esterni, come quella russa. Viceversa, la cancellazione di un regime sotto una milionata di tonnellate di bombe, invasa da svariati milioni di fanti, dopo una difesa fino all’ultimo soldato, continuo, nonostante tutto, con deprecabile testardaggine, a chiamarla esterna.

Simec
Simec
15 Ottobre 2014 19:25

Lo diceva anche Fromm: l’essere umano si adatta alla forma sociale data e trova vieppiù normale conformarsi e accettare leggi assurde. Lo dimosni e tra la schiavitù, il nazismo, l’euro.
Questa europa è molto peggio di quella di Mussolini e Hitler, coi quali c’era piena occupazione e si ammazzava meno gente che coi nostri droni, ma la massa è completamente rincretinita dai giornali e tv.
Siamo la peggiore società mai esistita sul pianeta, impronta ecologica devastante, devastazione sociale, guerra infinita.—facciamo schifo.
Ma siamo contenti così….invece di vomitarci in faccia allo specchio corriamo in edicola a comprare Repubblica….che pena!
PS
aggiungerei anche Farenheith 451, La fatoria degli animali (compresa Prefazione spesso censurata), il film VIDEODROME di Cronemberg ,  ESSI VIVONO di Carpenter e poi, ovviamente V….

Georgios
Georgios
15 Ottobre 2014 19:35

Beh.. a giudicare dal tuo intervento dove parli di un calesse devi essere molto giovane. Il che comporta una cosa buona e una meno buona.

La cosa buona e’ che hai tutto il tempo per studiare e capire la storia. Cerca però di trovare diverse fonti per poter fare dei controlli incrociati usando il tuo giudizio e la logica.

La cosa meno buona e’ che alla giovane età si tende ad essere un po’ precipitosi e troppo sicuri di sé. Ma non e’ un male inguaribile. Si passa col tempo e l’esperienza.

Auguri.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 19:52

Ascolterò l’intervista, ma tieni presente che quando dico pubblico intendo lo stato del dopoguerra, il welfare state, sanità pubblica, scuola pubblica, pensioni, tutele sindacali, lavoro pubblico, spesa pubblica, tutte categorie che oggi stanno scomparendo,

quando dico privato intendo le banche (non puoi dire che Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps sono pubbliche), perfino Bankitalia si sta privatizzando, perfino le aziende di stato Eni (omicidio Mattei), Enel, Finmeccanica, Telecom, stanno per essere completamente privatizzate,

la burocrazia parassitaria e opprimente è gestita dalla partitocrazia, cioè politica alle dirette dipendenze dei privati (multinazionali, lobbies finanziarie), ma sempre più strumentalizzata da cooperative private che gestiscono i servizi pubblici.

L’intento è quello di privatizzare tutto il pubblico, nella maniera più devastante possibile, come è avvenuto in tanti paesi del mondo (Africa, Sud America, Russia, Germania Est, Filippine …) ed ora sta capitando a noi.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 19:55

Ti ripeto quello che ho detto ad Olaus, tieni presente che quando dico pubblico intendo lo stato del
dopoguerra, il welfare state, sanità pubblica, scuola pubblica,
pensioni, tutele sindacali, lavoro pubblico, spesa pubblica, tutte
categorie che oggi stanno scomparendo,

quando dico privato
intendo le banche (non puoi dire che Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps
sono pubbliche), perfino Bankitalia si sta privatizzando, perfino le
aziende di stato Eni (omicidio Mattei), Enel, Finmeccanica, Telecom,
stanno per essere completamente privatizzate,

la burocrazia
parassitaria e opprimente è gestita dalla partitocrazia, cioè politica
alle dirette dipendenze dei privati (multinazionali, lobbies
finanziarie), ma sempre più strumentalizzata da cooperative private che
gestiscono i servizi pubblici (Equitalia).

L’intento è quello di
privatizzare tutto il pubblico, nella maniera più devastante possibile,
come è avvenuto in tanti paesi del mondo (Africa, Sud America, Russia,
Germania Est, Filippine …) ed ora sta capitando a noi.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 19:59

C’è una differenza: il parmigiano è saporito e migliora le pietanze, il fascismo è altrettanto saporito, ma distrugge le esistenze.

MarioG
MarioG
15 Ottobre 2014 20:03

Vedo che nella sua prima frase, ha tenuto a specificare "del dopoguerra". Ha fatto bene, altrimenti, nell’elenco a seguire, qualche ingenuo avrebbe potuto rimanere sviato…

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 20:11

Bellissimo intervento luigino, hai le tue ragioni, è vero che il fascismo storico si era occupato di gestire l’educazione, la società, l’assistenza pensionistica, il lavoro, ma forse lo ha fatto in modo troppo autoritario e aggressivo,

tanto che il suo intervento dispotico è poi sfociato nella scoppio della seconda GM:   guerra mondiale, che ha toccato tutti i 5 continenti, che ha provocato 50, 60, 70, qualcuno dice 100 milioni di vittime.

Meglio non ripetere l’esperienza, cosa ne dici? Però hai ragione anche per la situazione attuale.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 20:19

Se hai letto bene Bauman è proprio lui che stabilisce un paragone antitetico tra il Panopticon e il Synopticon, fascismo di stato il primo, fascismo privato il secondo.

Quanto a Debord non lo conosco, mi informerò, ma non credo sia possibile attribuire il successo di Bauman ad un semplice copia/incolla del mentore, dato che dal 1959 ad oggi ha scritto 62 opere.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 20:24

Mi dispiace caro, non è così semplice, devi argomentare, sostenere una tesi, documentarla con dati e testimonianze, proporre un’eventuale antitesi, confutare l’antitesi, citare fonti e letture, …

NON E’ FASCISMO, E’ UN CALESSE

domani leggeremo il tuo articolo, potrebbe essere divertente.

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 20:31

Perfetto! e il padrone chi è se non un privato che sfrutta sempre più i lavoratori, con l’aiuto dei politici e dei sindacati (demolizione art.18, precarizzazione a vita), per di più le privatizzazioni stanno svendendo quel poco di pubblico che c’è rimasto: Il 2 giugno del 1992 il direttore del Tesoro, Mario Draghi, sale sulla passerella del Royal Yacht "Britannia", il panfilo della Regina Elisabetta ormeggiato nel porto di Civitavecchia. Draghi ha con sé l’invito ricevuto dai British Invisibles, che non sono i protagonisti di un romanzo complottista bensì i rappresentanti di un influente gruppo di pressione della City londinese, "invisibles" nel senso che si occupano di transazioni che non riguardano merci ma servizi finanziari. I Warburg, i Barings, i Barclays, ma anche i rappresentanti di Goldman Sachs, finanzieri e banchieri del capitalismo che funziona, o funzionava, sono venuti a spiegare a un gruppo di imprenditori e boiardi di Stato italiani come fare le privatizzazioni. Per il nostro Paese ci sono il già citato Draghi, il presidente di Bankitalia Ciampi, Beniamino Andreatta, Mario Baldassarri, i vertici di Iri, Eni, Ina, Comit, delle grandi partecipate che di lì a poco sarebbero state "svendute", così si dice, senza grande acume proprio da… Leggi tutto »

Unaltrouniverso
Unaltrouniverso
15 Ottobre 2014 21:08

Sig.ra Spadini, mi vuole spiegare perché parlando di totalitarismo lo si chiama sempre fascismo? Anche volendo addebitare i 55 milioni di morti del secondo conflitto mondiale, mi risulta che il comunismo di morti ne abbia fatti di più. E allora, visto che tra l’altro le varie maggioranze nazionali europee sono tutte democratiche o socialdemocratiche, cioé di centrosinistra, perché non li si chiama più correttamente neocomunisti?

tersite
tersite
15 Ottobre 2014 21:43

Il fascismo e’ una cicatrice indelebile nella storia recente del paese. Ed e’ tutt’ora una piaga perche’ milioni di italiani ancora si specchiano in quella ideologia mantenuta viva da una larga fetta della politica e del clero. Offrendo, con cio’, anche il pretesto ai piu’ furbi di dimostrare la scarsa maturita’ del popolo italiano. Il fascismo da noi, in politica, mai morto.

anonimoak77
anonimoak77
15 Ottobre 2014 21:46

Si, conosco il paragone di Bauman, ma reputo comunque il fascismo, così come gli altri totalitarismi passati, imparagonabili alla situazione odierna.
I motivi di questo sono tantissimi e non è possibile dirlo in due parole.
Il successo di Bauman lo attribuisco proprio all’aver "digerito" il pensiero di Debord, che era molto più dirompente e coraggioso, se avrai la pazienza di leggere Debord vedrai da dove arriva tutta la tirata della società liquida, della società dell’incertezza, ecc.
Le 62 opere del professore non sono un copia/incolla, ma uno svilimento di un grande pensatore.
Detto questo, non era una critica nei tuoi confronti, è solo che non sopporto che gente come Bauman, Galimberti, Vattimo, venga chiamata e considerata filosofo, quando altro non sono che merde.

oriundo2006
oriundo2006
15 Ottobre 2014 21:59

Questa bipartizione della società in DUE sole classi dovrebbe da sola far capire che non siamo in presenza di una riedizione del totalitarismo di destra ( tutti i t. si somigliano, in effetti ma forse anche qui si può far notare il noto paralogismo secondo il quale se è vero che cani e gatti sono entrambi animali non è vero che cani e gatti sono uguali…!) ma di un quid novi. Tenendo presente la tripartizione delle società indoeuropee del Dumezil, si potrebbe concludere che il modello attuale NON è indoeuropeo: ma orientale, ed è espressione dell’egemonia attuale di un sostrato estraneo alle nostre società. Quale ? Non mi pare dubbio che si tratti della forma mentis ebraica. Questa egemonia, evidente a tutti tranne a americani ed europei benpensanti  ( colla testa altrui ) si esercita trasversalmente, è fondata sulla supremazia ideologica del giudaismo ( chi avesse dei dubbi si legga i rescritti dei rabbini nonchè mediti sul 29 gennaio…nonchè ad esempio che la ‘festa delle Capanne’ è festa nazionale negli USA ) è propria a tutti i settori ‘di punta’, scientifici, tecnici, militari, finanziari, cibernetici ed è la prova evidente che siamo nel secolo ebraico e non già in quello… Leggi tutto »

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 22:03

Perfettamente d’accordo, ma mentre nell’immediato dopoguerra una parvenza di democrazia era potuta sorgere, in realtà venne immediatamente soffocata dai divieti incrociati: il Vaticano ha sempre sostenuto il fascismo, la Dc, pur essendo un partito che aveva forte il senso dello stato e quindi della Costituzione (assemblea costituente formata da ex partigiani) si era trasformato in quella "balena bianca" che favoriva i poteri forti e impediva al Pci di accedere al governo.

Benedetto Croce definì il fascismo come "malattia morale", invece il fascismo non è stata una malattia, ma un fenomeno endemico alla cultura e alla società italiana, quindi non è stato un intervallo tra una prima fase liberale e una seconda fase democratica, ma un elemento profondo dell’inconscio collettivo nazionale.

alvise
alvise
15 Ottobre 2014 22:09

Egregio Signor MarioG, a volte non c’è bisogno di argomentare le proprie analisi, a volte basta avere il dono di poter vedere quello che molti non vedono, che purtroppo non è da tutti. Ha presente quelle macchie sui muri che se non sono viste in un certo modo non si vede nessun volto? Beh, non tutti riescono a vederli i volti, altri si, per molti continuano ad essere macchie. Se poi quello che pochi riescono a vedere viene testualizzato, chapeau. Comunque parafrasando Rosanna, io userò Dittatura.

"Se non è dittatura che diavolo è?". Se lo ritiene, ci darebbe il suo punto di vista in argomento? Perchè mi spiace, ma non l’ho capito, capita a molti, oggi è capitato a me.

fernet
fernet
15 Ottobre 2014 22:17

E’ Fecismo che ricorda il sozzismo

Rosanna
Rosanna
15 Ottobre 2014 22:19

Secondo me stai esagerando, nel senso che ognuno di quegli autori che hai nominato hanno mostrato anche una propria originalità, se poi leggi qualche testo di filosofia, ti rendi conto che le tesi affrontate assomigliano molto spesso ad altre tesi, che magari hai letto altrove.

Leggerò comunque Debord … in realtà mi sono accorta che lo avevo già inserito nei testi da leggere, in lista di attesa. Grazie

OlausWormius
OlausWormius
16 Ottobre 2014 0:17

E’ un po’ fuori tema comunque sono d’accordo che si va verso un modello “orientale”, d’altronde il sol dell’avvenire è ad est..

Tuttavia sostituirei la parola ebrei con illuminati (non quelli di Icke) e la parola goyim con profani.
Chiaro che tra gli Illuminati ci sono anche sedicenti ebrei, che in realtà sono però degli “ebrei atei”.

Io più che gli ebrei terrei d’occhio gli anglo-israeliti e ti assicuro che c’è molta differenza..

OlausWormius
OlausWormius
16 Ottobre 2014 0:18

E’ un po’ fuori tema comunque sono d’accordo che si va verso un modello “orientale”, d’altronde il sol dell’avvenire sorge ad oriente..

Tuttavia sostituirei la parola ebrei con illuminati (non quelli di Icke) e la parola goyim con profani.
Chiaro che tra gli Illuminati ci sono anche sedicenti ebrei, che in realtà ò degli “ebrei atei”.

Io più che gli ebrei terrei d’occhio gli anglo-israeliti e ti assicuro che c’è molta differenza..

alvise
alvise
16 Ottobre 2014 0:48

Mi pareva fosse il Signor MarioG a gradire il lei, per me va bene il tu, siamo o no filo-americani?

Ercole
Ercole
16 Ottobre 2014 0:51

Brava R.SPADINI con le tue analisi molto lucide ed argomentate solo che quando ti imbatti con persone del sito che parteggiano per il NAZIONALISMO la dialettica rischia di scemare e si perde di vista la realtà,vorrei dare  il mio punto di vista :Nel capitalismo decadente la "democrazia "forma particolarmente ipocrita della dominazione della borghesia non differisce , al fondo ,da altre forme della  dittatura capitalista che sono lo Stalinismo e il fascismo e che comunque tutte le frazioni politiche dell’apparato statale sono ugualmente reazionarie  esse hanno il compito di sviare la lotta della classe oppressa ,le avanguardie devono denuciare queste trappole che il vigente modello sociale ci tende. Ma se non è fascismo, che diavolo è ?  E’ LA DITTATURA DEL CAPITALE……. 

GioCo
GioCo
16 Ottobre 2014 1:20

Raramente mi interesso di un argomento con troppi commenti, ma ultimamente stavo facendo riflessioni che certi canali matti chiamerebbero junghianamente "sincroni", anche se a me basta considerarli allineati all’articolo.Cosa ci attende nel futuro? Abbiamo una serie di date che in tutte le analisi (serie, tipo militari ed economiche) fanno ossessivamente riferimento a un periodo tra il 2015 e il 2030.Per esempio, nei piani dei documenti venuti alla luce di geo-ingegneria (noti) nei primi anni ’90, una potenziale irrorazione con milioni di litri di mistura nano-ingegnerizzata (particelle) avrebbe premesso il "full total dominance", cioè dal controllo meteorologico, alla fertilità del terreno, dalle riserve d’acqua potabile, alla dispersione di campi elettromagnetici e di altra energia diretta, fino a creare schermature utili a proiettare immagini 3D realistiche (tipo l’intervista al Nantucket Project di Assange [www.youtube.com]) nel cielo. Tale progetto (del costo risibile per le tasche del pentagono di 1milione di dollari l’anno) avrebbe dovuto terminare nel 2020, ma pare assurdamente complicato capire se sia o meno in corso d’opera più che altro per via del dubbio che la schermatura (utile ad abbassare il riscaldamento globale e dare fiato all’economia retta sui combustibili fossili) possa aumentare l’entropia, cioè il carico di energia atmosferica, quindi… Leggi tutto »

SanPap
SanPap
16 Ottobre 2014 1:36

vorrei aggiungere alcune considerazioni: 1) mi sono chiesto quali fossero state le cause del debito pubblico, e mi sono ricostruito la sua storia dal 1861 in poi (dopo mi sono accorto che altri lo avevano già fatto ma non lo sapevo e … vabbè); mi aspettavo un’influenza decisiva da parte dei governi (e mi ero preparato l’elenco dei governi che si erano succeduti e i relativi intervalli di tempo per associarlo al grafico); la mia sorpresa è stata enorme quando mi sono accorto che l’unico evento che ha mandato fuori controllo il debito pubblico è stato il divorzio dalla Banca d’Italia; neanche le guerre, guerre coloniali e guerre mondiali, hanno influito minimamente sul debito pubblico. 2) le mani in tasca ai cittadini; avevo chiesto un mutuo per acquistare casa (e mi era stato accordato da una banca che ora non esiste più e che era stata fondata nel periodo "socialista" esclusivamente per dare la possibilità ai lavoratori di acquistarsi casa) e la banca mi aveva versato l’importo del mutuo sul mio conto corrente; ora, poiché è noto che i capitalisti tengono i loro capitali nei conti correnti, Amato, il socialista, decise di "tosare" quei porci  capitalisti prelevando loro i soldi direttamente dalle tane in cui li avevano messi; insomma… Leggi tutto »

ottavino
ottavino
16 Ottobre 2014 6:48

Venendo al sodo, la tesi dell’autrice è nel finale In conclusione, il “Fascismo finanziario postmoderno”  sta realizzando da tempo una vera e propria demolizione  delle istituzioni democratiche attraverso un “golpe privatistico” che si occupa della spartizione del reddito tra le varie classi sociali, privilegiando l’alta borghesia finanziaria contro tutto il resto del tessuto sociale, che sta  sempre più assumendo le forme di un  “nuovo proletariato”, colpito a morte nella certezza dei diritti e del reddito, attraverso la coercizione dell’indebitamento pubblico e delle tasse, riducendo l’Italia a un paese di mano d’opera a basso costo, di manovalanza a prezzi stracciati, dunque ad una “terra di mezzo”di schiavi moderni, uomini privi di diritti e condannati ad un precariato a vita. Questa analisi è completamente sballata perchè non tiene conto del "terreno" dove questi fatti avvengono. Il "terreno" sono gli italiani e allargando la visione, gli occidentali tutti. Stiamo parlando di popoli senza filosofia, di gente che vive alla giornata, priva di principi e di basi ideali. Questa gente ha creduto in una cosa sola: i soldi, il benessere, e questo credo gli si sta rivoltando contro. Tutto qui. Gli si sta rivoltando contro perchè non hanno capito neppure la natura del denaro,… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
16 Ottobre 2014 8:18

Rosanna ha il grande merito di sapere cogliere temi che interessano, magari scandalizzando. Lo testimonia l’elevato numero di commenti che seguono ogni suo scritto. Detto questo credo che il termine "fascismo postmoderno" sia un’inutile pleonasmo, una ridondanza di significati. Lo spiega bene Baudrillard (il vate della postmodernità) quando dice "Ogni significato presuppone una profondità, una dimensione nascosta che l’uomo postmoderno (cioè noi) ignora, abituato com’è alla mancanza di significati per eccesso di significati stessi." La fine delle ideologie (che in realtà corrisponde millimetricamente alla fine dell’URSS) e la "fine della Storia" di Fukuyama (altra corrispondenza millimetrica) sanciscono in realtà l’apertura del laboratorio globale postmoderno. Le obiezioni mosse nei vari commenti sono sensate in quanto il riferimento principale (il fascismo) appartiene irrimediabilmente alla passata modernità. Oggi quella fase storica è definitivamente tramontata così come la pletora di valori e principi che la animavano. Oggi quei significati mancano, ovvero ce ne sono troppi e assolutamente inutili (cioè funzionali alla mancanza di significati veri). Ma allora, se non è fascismo, che diavolo è? E’ fondamentalismo a-ideologico (altro pleonasmo, l’unica forma di comunicazione valida nella postmodernità). Libertè, Fraternitè, Egalitè, questi i principali motti della Modernità. Oggi si parla sempre più di Libertè, lasciando ad… Leggi tutto »

Rosanna
Rosanna
16 Ottobre 2014 9:31

Ti ringrazio Tonguessy, hai messo a fuoco benissimo qual è stata la mia difficoltà, quella appunto di non riuscire a definire un fenomeno politico sociale postmoderno, che è simile a quello passato, ma nello stesso tempo anche del tutto nuovo. Forse perché appunto

"Ogni significato presuppone una profondità, una
dimensione nascosta che l’uomo postmoderno (cioè noi) ignora, abituato
com’è alla mancanza di significati per eccesso di significati stessi."

E’ fondamentalismo a-ideologico tu dici, e mi sembra una definizione molto azzeccata, approfondirò Baudrillard, autore del resto che amo moltissimo.

Grazie ancora

Rosanna
Rosanna
16 Ottobre 2014 9:44

"Ma in queste condizioni ci
accingiamo ad affrontare il prossimo futuro armati di follia,
incoscienza e impavida imbecillità. Non certo le compagnie adatte a
stare in un mondo di quel tipo, ma perfette per costruire una
allucinazione profonda e perversa in cui venire sigillati per
l’eternità. Qualcosa che avrà il sapore della libertà totale nella
sofferenza profonda e ignota, dominata da residui umani (oggi  élite)
sempre astratti e incapaci di sapersi umani o connessi alla ragione
umana."

Il commento finale mi sembra la degna risoluzione del problema, ovvero la mancanza di risoluzione di un problema irrisolvibile: esiste una possibilità di progresso delle coscienze, di conferma dell’autonomia intellettuale dell’essere umano, di prospettive spirituali nel mondo dominato dall’interesse, di norma  mentale mirata al fine del benessere sociale per l’umanità?

Non ti so rispondere, ma credo che sia saggio rifletterci a lungo, come tu hai fatto benissimo nel tuo profondo intervento.

Tonguessy
Tonguessy
16 Ottobre 2014 10:30

Sia chiaro che tale fondamentalismo a-ideologico è funzionale, non casuale. Serve a molteplici scopi. In ordine sparso: seppellire definitivamente l’idea di comunismo e fascismo come retaggi di un pleistocene politico; dare all’odierna politica il carattere asettico, scientifico e funzionale che caratterizza tutta la politica del nuovo millennio: la funzione non è nè buona nè cattiva, e come tale è propagandata da secoli; gli unici impulsi emotivi ammessi sono quelli delle rivoluzioni colorate fatte nel nome della Libertè (abbiamo già chiarito cosa significhi in realtà); i motori economici sono anch’essi a-ideologici, slegati dal concetto modernista di classi; le stesse classi subiscono la crisi delle identità (per eccesso di identità), cifra della postmodernità che ci ha regalato la progressiva scomparsa della middle class; la virtualizzazione (Debord docet) prosegue a-ideologicamente su ogni piano reale, e siamo arrivati al punto in cui i derivati finanziari sono una dozzina (o una ventina, a seconda della fonte) di volte il PIL mondiale; wall street e la city londinese non vengono mai dipinte politicamente (operazione che la postmodernità vieta tout court) pur essendo le teste di ariete del moderno capitalismo e specificatamente del capitalismo neoliberista nato dalla destra americana; anche il nuovo orizzonte politico di Grillo si… Leggi tutto »

Gioia_di_Vivere
Gioia_di_Vivere
16 Ottobre 2014 11:10
ahahhhahahaaaa  🙂
vetero de che?
categoria: azzecca-garbugli
« dico, proferisco, e sentenzio che questo è l’Olivares de’ vini: censui, et in eam ivi sententiam, che un liquor simile non si trova in tutti i ventidue regni del re nostro signore, che Dio guardi: dichiaro e definisco che i pranzi dell’illustrissimo signor don Rodrigo vincono le cene d’Eliogabalo; e che la carestia è bandita e confinata in perpetuo da questo palazzo, dove siede e regna la splendidezza. »
Mattanza
Mattanza
16 Ottobre 2014 11:19

Qui non si parlava di morti, cmnq, risulta che tra un regime fascista che promuove il controllo della società tramite sbirri a padroni, e il comunismo che promuove il controllo della società tramite sbirri e appartenenti al partito…si sostituisce il capitale con lo stato…non cambia nulla, o quasi…Fascismo Rosso, tutte definizioni per confonderci…tutte e due le ideologie presuppongono che il popolo NON abbia parola…E quando una risorsa dello stato NON è sotto il controllo dei cittadini dello stesso è come se fosse privata.

MarioG
MarioG
16 Ottobre 2014 11:30

Declino nuovamente l’invito. Ritengo sufficiente quel che e’ gia’ stato scritto.

Kovacs
Kovacs
16 Ottobre 2014 12:01

A dir la verità lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, non era tanto dovuto nè all’Italia Fascista con mire espansionistiche abbastanza contenute (vedi libia) nè tantomeno alla Germania Nazista……ma ad altri contesti, poco specificati nei libri di scuola, interessi economico strategici….e indovina di chi…..libertà dei popoli ecc non è mai fregato a nessuno dei nostri presunti "salvatori"…..quindi basta con sta manfrina Fascisti/Nazisti Male assoluto oppressori di popoli…..per favore

Truman
Staff CDC
16 Ottobre 2014 12:36

Sono passati 30 anni dal 1984 e ormai Orwell mi sembra un ottimista. Huxley descrive meglio gli aspetti tecnici di oggi, ma anche lui comincia ad essere consunto. Bauman mi ricorda la musica andina, come la citava Lucio Dalla: “noia immortale, sono anni ed anni che si ripete sempre uguale”. Debord aveva visto lungo, ma giustamente Wu Ming fa notare “che è morto davvero”. Eppure la domanda di Rosanna si risponde da sola: se non è fascismo è il diavolo. Qui può essere utile Chuck Palahniuk, con il suo romanzo (delirio?) “Dannazione”: uno dei protagonisti spiega come il diavolo sia semplicemente il perdente in una guerra tra dei, il diavolo è un dio decaduto. Chiaramente con il tempo i diavoli diventano molti, e l’inferno si riempie. E allora bisogna indagare come si verifica la caduta degli dei, perchè anche il dio denaro, insieme ai suoi feticci, il mercato, il dollaro, l’euro, la governabilità,… con il tempo si corrompe, si ossida, va in putrescenza e puzza di fogna. E qui si comincia a vedere la possibilità di un crollo di questa cosmogonia che sembrava invincibile, questo assieme di dei e comprimari che comincia diffusamente ad apparire come una recita malriuscita. Quando… Leggi tutto »

anonimoak77
anonimoak77
16 Ottobre 2014 12:45

Io sarò esagerato, ma di testi di filosofia, e parlo degli autori, non della critica, ne ho letti abbastanza, un conto è avere un "padre", che è normale, un altro è scippare il pensiero altrui.
Il pensiero debole di Vattimo, per esempio lo trovi paro paro ne "La gaia scienza" o, se non hai voglia di sciropparti il tomo, in "Ecce homo".
Galimberti è ancora peggio.
Poi ci sono altri geni come Agamben che due anni fa ha presentato il suo ultimo libro che se hai letto "Il maestro e Margherita", è niente più che l’opera del maestro.
Ripeto, non è una critica a te, ma a tutti sti personaggi che si fanno belli col lavoro altrui.

MarioG
MarioG
16 Ottobre 2014 12:57

Carneade… chi era costui?

MarioG
MarioG
16 Ottobre 2014 13:01

Scusi… spidiguda?

Tonguessy
Tonguessy
16 Ottobre 2014 13:20

 se non è fascismo è il diavolo.


Scusa ma non sono d’accordo. Non stiamo parlando di opache categorie dello spirito, ma di prosaiche abitudini, forme mentali, consuetudini comuni. Niente robe da divinità, insomma. Nessun monte Olimpo come sfondo, ma il postmoderno centro commerciale, luogo dove la postmodernità viene colta in flagranza di reato (per i pur recenti canoni modernisti) di ridondanza, e dove gli uomini (e non gli dei) barattano i significati con virtualità comunicative. Muri interi tappezzati di tv a led che trasmettono lo stesso identico segnale. No, non è il diavolo ma l’uomo che ha organizzato tutto questo. E se ne compiace….
anonimoak77
anonimoak77
16 Ottobre 2014 13:30

Sono d’accordo, Debord sarà anche morto, come dice Wu Ming, ma le sue intuizioni rimangono tutt’ora la visione più lucida e completa, se non’altro nei suoi Commentarii alla società dello spettacolo.
Non si tratta di divinità e/o totalitarismi vecchio stile, che sebbene violenti e brutali, come c’insegna il buon Pasolini imponevano più che altro divieti e mentalità che rimanevano tuttalpiù estetici.
http://www.youtube.com/watch?v=e6ki-p1eW2o
Qui si tratta appunto di una cessione di significanza, tragicamente volontaria, dell’uomo che rinuncia alla propria umanità, positiva e negativa, per farsi immagine piatta, afona, atona.

Rosanna
Rosanna
16 Ottobre 2014 13:32

Non faccio alcuna differenza tra il totalitarismo di destra e di sinistra, quelli storici sono stati allo stesso modo totalitarismi distruttivi dell’esistenza di milioni di persone,

ma visto che nell’Europa dell’ovest il totalitarimo è stato soprattutto di destra, mi è sembrato logico crcare le radici del fenomeno attuale in quel contesto che ho indicato nell’articolo.

sickboy
sickboy
16 Ottobre 2014 13:36

Ma l’uomo non esiste al pari del diavolo, e allora come la mettiamo?

(no, non sto dicendo che non esistono gli esseri umani).
Rosanna
Rosanna
16 Ottobre 2014 13:47

Volontà di potenza imperialistica ti basta?

In quel momento rappresentata dal Nazismo (il Fascismo seguiva a ruota), ora da chi sai tu …

Truman
Staff CDC
16 Ottobre 2014 13:55

@Tonguessy, guarda che avevo già dichiarato in un precedente post di essere visceralmente d’accordo con l’analogia fatta da Rosanna tra renzismo e fascismo. Stavo cercando di allargare il discorso.

MarioG
MarioG
16 Ottobre 2014 14:03

Si ma non funziona a staffetta. Si scontrano simultaneamente spinte imperialistiche di segno opposto. Normalmente, si puo’ di distingure quelle che tentano di emergere (Germania, Giappone, USA) e quelle che si oppongono a determinate potenze emergenti (GB)

Rosanna
Rosanna
16 Ottobre 2014 14:08

Scusa ma la ricerca consiste proprio in questo, nella condivisione del sapere, nel "principio di imitazione", la ricerca inizia imitando gli altri e poi continua trovando una propria dimensione originale, gli autori che hai citato non sono semplicemente degli imitatori, non hanno plagiato gli altri,

ma hanno preso spunto per poi dare vita ad una loro teoria, scrivendo testi e dimostrando le proprie argomantazioni, se poi ci sono riusciti dipende dalla bravura di ciascuno.

Allora si potrebbe dire che Ludovico Ariosto (Orlando Furioso) ha copiato M.M.Boiardo (Orlando Innamorato), oppure che Giuseppe Berto, autore de "La gloria" del 1978,  ha copiato Jesus Christ Superstar,  il film del ’73.

Non è così, sono due opere diverse, anche se la matrice è la stessa, cioè la convinzione che Giuda abbia tradito Cristo per amore e non per odio, o comunque per motivi di delusione  politica e non d’interesse.

Rosanna
Rosanna
16 Ottobre 2014 14:29

E’ vero, Bauman è un po’ monotono, ma ha avuto delle intuizioni straordinarie, oltre a tutte quelle che conosciamo, turisti e vagabondi, la solitudine del cittadino globale, il futuro liquido, il demone della paura, il buio del postmoderno,  homo consumens, …  per esempio ho sentito Bagnai dire, a proposito del debito privato e non pubblico, inteso come causa prima di questa crisi:

"Anche un certo Bauman, che io non conosco, sostiene che la causa della crisi è un debito privato e non pubblico …"

Nella precedente affermazione ci sono dunque due notizione clamorose:

1) Bauman avrebbe diagnosticato la crisi dei debiti sovrani prima di tutti i più autorevoli economisti del secolo
2) C’è qualcosa che Bagnai non conosce …

Vi sembra poco?

MarioG
MarioG
16 Ottobre 2014 14:36

Prima, quando?
Comunque non ci vuole molto a prevedere che le dinamiche debitorie prima o poi scoppiano. Colpa della maledetta legge esponenziale.
Che intende mettere in risalto mediante la precisazione debito privato/pubblico?

Rosanna
Rosanna
16 Ottobre 2014 14:46

Se intendevi rivolgerti a me, MarioG, io stavo dicendo che Bauman avrebbe individuato la causa vera di questa crisi economica:

il debito privato  (banche, aziende, famiglie) provocato e gonfiato a dismisura dalla moneta unica ha innescato la crisi, e non il debito pubblico, che era tranquillamente sostenibile, fino a quando ha dovuto sobbarcarsi i debiti privati (soccorso alle banche, non solo italiane, ma anche europee, infatti le nostre tasse vanno a sanare i debiti delle banche europee).

Bauman non è un economista, è un sociologo, cioè un filosofo della società, ebbene lui ha individuato subito il problema, senza bisogno di grafici e tabelle, andando direttamente al cuore del problema.

Meraviglia della filosofia, quando è impiegata al meglio ..

anonimoak77
anonimoak77
16 Ottobre 2014 14:53

Va bene, non ho interesse a convincerti, so bene cos’è la ricerca e cosa il plagio.
Ho letto le cose di cui ho parlato, perciò posso affermare che per me sono ignobili plagi, detto questo, abbiamo opinioni diverse, pazienza 🙂