MA SE NON E’ FASCISMO, CHE DIAVOLO E’ ?

MA SE NON E’ FASCISMO, CHE DIAVOLO E’ ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Romanzi straordinari “Il mondo nuovo” e “1984”, che profetizzavano una società futura distopica e oppressiva, nei quali Aldous Huxley e George Orwell concordavano sul fatto che gli uomini a venire sarebbero stati esseri viventi sempre più controllati, pianificati, programmati, disciplinati entro spazi ristretti, drasticamente mutilati nelle loro libertà individuali. L’incubo teorizzato sul mondo futuro produceva visioni apocalittiche di Stati che soffocavano i propri abitanti in un “Leviathan” inflessibilmente totalitario.

Invece lo scenario che ci troviamo di fronte sembra attestare un drastico rovesciamento delle più agghiaccianti previsioni distopiche del ventesimo secolo: è infatti il privato ad essersi trasformato in una belva famelica pronta a divorare la società e non il contrario ed è l’interesse privato che si è smisuratamente dilatato ai danni di quello pubblico (Zygmunt Bauman, Sesto potere. La sorveglianza nella modernità liquida).

Il “fascismo postmoderno” dunque è impalpabile, indefinito, inavvertibile, si cela dietro l’epica melodica di “Via col vento”, del famoso programma dell’imenottero brufoloso, si confonde tra le pile dei giornali venduti ogni giorno in edicola, si mimetizza tra le bufale quotidiane raccontate dalla “nuova forma di vita neliberista”, da una casta politica, reversibile, double face, convertibile, cabriolet, buona per tutte le stagioni. Semplicemente perché la democrazia repubblicana, l’unica che conosciamo, è garantita dall’alternanza tra maggioranza e opposizione, diversamente la democrazia è morta e viene sostituita da un’altra cosa.

Il “Panopticon”, il carcere ideale progettato nel 1791 dal filosofo Jeremy Bentham, rappresenta bene l’emblema del totalitarismo statale del XX secolo, perché è un luogo chiuso, contenente una moltitudine di carcerati/schiavi, scrutati attimo dopo attimo, anche in ogni loro manifestazione privata, da pochi sorveglianti. Pochi occhi sono in grado di controllare molte vite, pochi sguardi sorvegliano senza essere visti, come è avvenuto per tutto il periodo dell’era industrializzata dell’occidente, all’interno delle fabbriche, delle carceri, delle amministrazioni pubbliche della società di massa novecentesca.

Contro un simile “modello sociale totalitario”, che ha avuto nel “lager” la sua estrema espressività distruttiva, si oppone un nuovo modello di “fascismo postmoderno”: il “Synopticon” ha preso il posto del “Panopticon”, si è affermata una nuova dimensione sociale apparentemente libera, che tende ad espandersi, ad assorbire voracemente gli umori del reale, e sembra non cristallizzarsi più in forme rigorosamente predefinite.

Il controllo diretto di un potere centrale che “sorveglia” una moltitudine di dominati del ‘900 è stato sostituito da un meccanismo governato dalla “seduzione liquida”, nel quale i molti guardano i pochi, e mentre osservano vengono ripetutamente sedotti, stregati, ipnotizzati, e di conseguenza, come in tutte le condizioni di coup de foudre che si rispettino, perdono la capacità stessa di ragionare fuori dai frame mentali imposti dal sistema. Dunque chi osa uscire criticamente dal selciato dei frame dominanti, viene etichettato come antisociale, populista, estremista, e naturalmente viene immediatamente emarginato ed escluso dalla legittimazione sociale del politically correct.

Il “fascismo postmoderno” dunque non è lo stesso fenomeno ideologico totalitario del ‘900, ma è comunque un “fenomeno totalitario” che ha molte affinità con quello, inserito però in un contesto storico sociale completamente mutato. Dove lo Stato ha smarrito la propria violenta potenzialità di coercizione e andrebbe dunque tutelato più di quanto non andrebbe attaccato: «Oggi il principale contributo dello Stato all’infelicità umana è il gesto di lavarsi le mani compiuto da Pilato anziché sporcarsele tentando di introdurre un po’ di logica nel caos dell’umanità. Lo Stato è una catastrofe, ma al tempo stesso, in un certo senso, lo è troppo poco». Si consideri anche che la volontà di potenza a disposizione degli attuali Stati nazionali va sempre più scemando, sta ora divenendo sempre meno arrogante e aggressiva, trasferitasi altrove e migrata verso insoliti centri di potere sovranazionali: «Quello che si è chiuso è destinato a passare alla storia come un secolo di violenze perpetrate dagli stati-nazione a danno dei loro sudditi. Quello che è appena iniziato sarà probabilmente un altro secolo violento, questa volta un secolo di violenze stimolate dalla progressiva esautorazione degli stati-nazione a opera dei poteri globali scatenati» (Zygmunt Bauman, Sesto potere. La sorveglianza nella modernità liquida).

Assistiamo increduli dunque all’eclissi progressiva dello Stato, che lascia lo spazio dell’agorà al mercato, un mercato che si serve del linguaggio dei droni, macchine volanti sempre più miniaturizzate, capaci di giungere in ogni luogo del globo e di impadronirsi dei dati personali di ognuno di noi in una condizione di invisibilità, cifra stessa dell’impercettibilità del “fascismo liquido”, del potere invasivo delle corporations e della propaganda dei mass media che diffondono ad arte i nuovi mantra del monoteismo del mercato.

Mantra neoliberisti, produttori di frame mentali praticamente infrangibili. Che consentono alla classe finanziaria parassitaria di protrarre nel tempo il suo infame progetto di lotta di classe. Che le consentono di praticare indisturbata la sua criminale spoliazione dei diritti e dei redditi delle altre classi, mascherandola con dietrologie falsate delle vere cause di questa crisi economica drammatica.

Quali affinità e differenze dunque esistono tra il “Fascismo storico” di ieri e il “Fascismo finanziario” di oggi? Diretta espressione dello stato hegeliano il primo, e invece diretta espressione del neoliberismo finanziario il secondo. Entrambi si dotano di categorie caratteriali molto simili:

• Nazionalismo fascista di ieri: oggi si è tramutato nel sogno della Federazione di Stati Uniti Europei, della Nazione Italia che confluisce in un Grande Nazione Europea;

• Totalitarismo: controllo ossessivo sulla vita degli individui ieri, attraverso un monitoraggio che andava dalla culla alla tomba, Minculpop, educazione scolastica pilotata; oggi la vita dei cittadini globali è controllata dal sistema mass mediatico e informatico, attraverso tv, giornali, siti web, canali di ricerca, blog, social network (vedi sistemi di spionaggio globale, Nsa);

• Corporativismo: "L'individuo non esiste se non in quanto è nello Stato e subordinato alla necessità dello Stato", oppure “Lo Stato fascista o è corporativo o non è fascista", B.Mussolini; le attribuzioni del nuovo Ministero delle corporazioni risultavano piuttosto invadenti: esso infatti non solo aveva competenze sul controllo e sulla regolamentazione dei salari e delle condizioni del lavoro, ma anche sull'alta direzione dell'intera economia nazionale.; diversamente sosteneva Margaret Thatcher, l’angelo/diavolo del neoliberismo selvaggio: “La vera società non esiste: Ci sono uomini e donne, e le famiglie. E nessun governo può fare nulla se non attraverso le persone. La gente deve guardare prima a se stessa. È nostro dovere badare a noi stessi e poi, prendersi cura del prossimo. La gente ha tenuto i diritti troppo in mente, senza obblighi, ma non può esistere un diritto senza che qualcuno non abbia prima incontrato un obbligo” (dall'intervista del 23 settembre 1987, Margaret Thatcher).

• Egemonia del Partito Unico: esclusione di tutti gli altri partiti dalla dialettica elettorale e parlamentare, criminalizzazione delle opposizioni (delitto Matteotti, 1924); oggi la criminalizzazione è rivolta verso le opposizioni, in modo particolare i 5*; anche il Presidente della Repubblica Napolitano, che dovrebbe essere “super partes”, dopo l’ottimo esito elettorale dei 5* alle elezioni amministrative del 2012, se ne uscì con un’affermazione indegna del ruolo da lui rivestito: “Non ho sentito nessun boom”; poi in altra occasione, durante l’appello alle Camere sul problema “affollamento carceri”, definito da Grillo “un’amnistia per Berlusconi”, il presidente se ne uscì con un’altra perla da manuale: “Quelle sono persone che hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle carceri. Non ho altro da aggiungere”.

• Sindacalismo controllato dal regime: nascita della Confederazione nazionale delle Corporazioni sindacali ieri, una nuova formazione antisocialista ed anticattolica, costituita nella forma di sindacati autonomi formati da cinque Corporazioni suddivise per categorie. Un'importante legge dell'aprile 1926 proibì scioperi e serrate; oggi la “concertazione” ha coinvolto la complicità del sindacato nei progetti di riforma governativi, che hanno progressivamente smantellato diritti e certezza del lavoro;

• Leggi elettorali truffa (Acerbo ieri, Porcellum, Italicum oggi) che producono deputati nominati e non più eletti direttamente dal popolo;

• Educazione scolastica pilotata nel Minculpop del ventennio, mentre oggi gli insegnanti sono al 99% dei piddini e gli ultimi progetti di riforma scolastica (Moratti, Gelmini, Giannini) mirano a demolire la scuola pubblica con interventi destabilizzanti;

• Controllo totale dei mezzi d’informazione, televisiva e cartacea (ieri e oggi);

• Autoritarismo reale attraverso strumenti coercitivi (olio di ricino, confino); autoritarismo di fatto attraverso la delegittimazione politica (il M5* viene escluso dalla dialettica politica interpartitica, proprio perché rappresenta la vera opposizione alternativa che non scende a compromessi d’interesse, invece viene accreditata come opposizione FI, che invece sostiene il governo);

• Riforma reazionaria attuale delle istituzioni: Senato delle regioni, composto di senatori nominati e non più eletti, e violazione sistematica della Costituzione democratica, con la sovversione della separazione dei poteri, attraverso un vero e proprio “golpe bianco” (La funzione legislativa è passata al Governo attraverso l’uso dei Decreti legge, che vengono imposti al Parlamento).

In conclusione, il “Fascismo finanziario postmoderno” sta realizzando da tempo una vera e propria demolizione delle istituzioni democratiche attraverso un “golpe privatistico” che si occupa della spartizione del reddito tra le varie classi sociali, privilegiando l’alta borghesia finanziaria contro tutto il resto del tessuto sociale, che sta sempre più assumendo le forme di un “nuovo proletariato”, colpito a morte nella certezza dei diritti e del reddito, attraverso la coercizione dell’indebitamento pubblico e delle tasse, riducendo l’Italia a un paese di mano d’opera a basso costo, di manovalanza a prezzi stracciati, dunque ad una “terra di mezzo”di schiavi moderni, uomini privi di diritti e condannati ad un precariato a vita.

E ci è riuscito grazie alla complicità colpevole e collaborazionista della casta corrotta e double face, dei sindacati offuscati dalla concertazione, dei mass media asserviti completamente al potere, tutti “traditori della patria e del proprio popolo”, che purtroppo è stato ipnotizzato da un falso indottrinamento e da un sistematico occultamento di quelle che sono le vere cause della crisi dell’euro/killer e dell’Europa/lager.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

15.10.2014


Commenti (129)

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    1. Rosanna 15 ottobre 2014

      Secondo me stai esagerando, nel senso che ognuno di quegli autori che hai nominato hanno mostrato anche una propria originalità, se poi leggi qualche testo di filosofia, ti rendi conto che le tesi affrontate assomigliano molto spesso ad altre tesi, che magari hai letto altrove.

      Leggerò comunque Debord ... in realtà mi sono accorta che lo avevo già inserito nei testi da leggere, in lista di attesa. Grazie

    1. fernet 15 ottobre 2014

      E' Fecismo che ricorda il sozzismo

    1. alvise 15 ottobre 2014

      Egregio Signor MarioG, a volte non c'è bisogno di argomentare le proprie analisi, a volte basta avere il dono di poter vedere quello che molti non vedono, che purtroppo non è da tutti. Ha presente quelle macchie sui muri che se non sono viste in un certo modo non si vede nessun volto? Beh, non tutti riescono a vederli i volti, altri si, per molti continuano ad essere macchie. Se poi quello che pochi riescono a vedere viene testualizzato, chapeau. Comunque parafrasando Rosanna, io userò Dittatura.

      "Se non è dittatura che diavolo è?". Se lo ritiene, ci darebbe il suo punto di vista in argomento? Perchè mi spiace, ma non l'ho capito, capita a molti, oggi è capitato a me.

    1. Rosanna 15 ottobre 2014

      Perfettamente d'accordo, ma mentre nell'immediato dopoguerra una parvenza di democrazia era potuta sorgere, in realtà venne immediatamente soffocata dai divieti incrociati: il Vaticano ha sempre sostenuto il fascismo, la Dc, pur essendo un partito che aveva forte il senso dello stato e quindi della Costituzione (assemblea costituente formata da ex partigiani) si era trasformato in quella "balena bianca" che favoriva i poteri forti e impediva al Pci di accedere al governo.

      Benedetto Croce definì il fascismo come "malattia morale", invece il fascismo non è stata una malattia, ma un fenomeno endemico alla cultura e alla società italiana, quindi non è stato un intervallo tra una prima fase liberale e una seconda fase democratica, ma un elemento profondo dell'inconscio collettivo nazionale.

    1. oriundo2006 15 ottobre 2014

      Questa bipartizione della società in DUE sole classi dovrebbe da sola far capire che non siamo in presenza di una riedizione del totalitarismo di destra ( tutti i t. si somigliano, in effetti ma forse anche qui si può far notare il noto paralogismo secondo il quale se è vero che cani e gatti sono entrambi animali non è vero che cani e gatti sono uguali...!) ma di un quid novi. Tenendo presente la tripartizione delle società indoeuropee del Dumezil, si potrebbe concludere che il modello attuale NON è indoeuropeo: ma orientale, ed è espressione dell'egemonia attuale di un sostrato estraneo alle nostre società. Quale ? Non mi pare dubbio che si tratti della forma mentis ebraica. Questa egemonia, evidente a tutti tranne a americani ed europei benpensanti ( colla testa altrui ) si esercita trasversalmente, è fondata sulla supremazia ideologica del giudaismo ( chi avesse dei dubbi si legga i rescritti dei rabbini nonchè mediti sul 29 gennaio...nonchè ad esempio che la 'festa delle Capanne' è festa nazionale negli USA ) è propria a tutti i settori 'di punta', scientifici, tecnici, militari, finanziari, cibernetici ed è la prova evidente che siamo nel secolo ebraico e non già in quello 'americano'. Quindi l'ipotesi del 'fascismo' è impropria, come già ebbi a notare in analogo intervento precedente della Sign.ra Spadini. Più appropriato mi sembra invece il raffronto con strutture simili orientali dei secoli passati. Ma questa è leziosità scolastica. Quello che serve oggi è capire le ragioni di questa egemonia, i metodi utilizzati per raggiungerla, il posto che debbano avere i 'goym' sconfitti ( perchè per 'loro' NOI siamo i perdenti, rammentiamocelo ogni tanto...), le possibilità che si possono presentare a noi di 'raddrizzare' le cose, che tipo di politica possiamo fare che abbia una qualche possibilità di far emergere le nostre potenzialità e la nostra idea di società. Teniamo presente che nè Dio nè la storia amano i perdenti...

    1. anonimoak77 15 ottobre 2014

      Si, conosco il paragone di Bauman, ma reputo comunque il fascismo, così come gli altri totalitarismi passati, imparagonabili alla situazione odierna.
      I motivi di questo sono tantissimi e non è possibile dirlo in due parole.
      Il successo di Bauman lo attribuisco proprio all'aver "digerito" il pensiero di Debord, che era molto più dirompente e coraggioso, se avrai la pazienza di leggere Debord vedrai da dove arriva tutta la tirata della società liquida, della società dell'incertezza, ecc.
      Le 62 opere del professore non sono un copia/incolla, ma uno svilimento di un grande pensatore.
      Detto questo, non era una critica nei tuoi confronti, è solo che non sopporto che gente come Bauman, Galimberti, Vattimo, venga chiamata e considerata filosofo, quando altro non sono che merde.

    1. tersite 15 ottobre 2014

      Il fascismo e' una cicatrice indelebile nella storia recente del paese. Ed e' tutt'ora una piaga perche' milioni di italiani ancora si specchiano in quella ideologia mantenuta viva da una larga fetta della politica e del clero. Offrendo, con cio', anche il pretesto ai piu' furbi di dimostrare la scarsa maturita' del popolo italiano. Il fascismo da noi, in politica, mai morto.

    1. Unaltrouniverso 15 ottobre 2014

      Sig.ra Spadini, mi vuole spiegare perché parlando di totalitarismo lo si chiama sempre fascismo? Anche volendo addebitare i 55 milioni di morti del secondo conflitto mondiale, mi risulta che il comunismo di morti ne abbia fatti di più. E allora, visto che tra l'altro le varie maggioranze nazionali europee sono tutte democratiche o socialdemocratiche, cioé di centrosinistra, perché non li si chiama più correttamente neocomunisti?

    1. Rosanna 15 ottobre 2014

      Perfetto! e il padrone chi è se non un privato che sfrutta sempre più i lavoratori, con l'aiuto dei politici e dei sindacati (demolizione art.18, precarizzazione a vita),

      per di più le privatizzazioni stanno svendendo quel poco di pubblico che c'è rimasto:

      Il 2 giugno del 1992 il direttore del Tesoro, Mario Draghi, sale sulla passerella del Royal Yacht "Britannia", il panfilo della Regina Elisabetta ormeggiato nel porto di Civitavecchia. Draghi ha con sé l'invito ricevuto dai British Invisibles, che non sono i protagonisti di un romanzo complottista bensì i rappresentanti di un influente gruppo di pressione della City londinese, "invisibles" nel senso che si occupano di transazioni che non riguardano merci ma servizi finanziari.

      I Warburg, i Barings, i Barclays, ma anche i rappresentanti di Goldman Sachs, finanzieri e banchieri del capitalismo che funziona, o funzionava, sono venuti a spiegare a un gruppo di imprenditori e boiardi di Stato italiani come fare le privatizzazioni.

      Per il nostro Paese ci sono il già citato Draghi, il presidente di Bankitalia Ciampi, Beniamino Andreatta, Mario Baldassarri, i vertici di Iri, Eni, Ina, Comit, delle grandi partecipate che di lì a poco sarebbero state "svendute", così si dice, senza grande acume proprio da coloro che nell'ultimo scorcio della Prima Repubblica le avevano trasformate nei "gioielli di famiglia". Allora come oggi l'Europa tuonava contro l'Italia incapace di far fronte al debito pubblico, gli imponeva regole draconiane per entrare nell'euro, gli speculatori s'interessavano al nostro Paese, ed una classe politica in fase calante stava per essere travolta dal sol della magistratura.

      Per gli invitati saliti sul Britannia fu un bagno di realismo: il capitalismo transnazionale, la tecno-finanza, i corsari della "deregulation" gettavano nel grande gioco la nostra piccola economia chiusa in se stessa, che durante la Guerra Fredda era prosperata all'ombra di Mamma Stato in modo neanche troppo miserabile viste le imprese di Mattei. Dopo aver assistito alle esercitazioni militari di una fregata inglese, con tanto di lancio di paracadutisti, Mario Draghi tenne una breve relazione sottocoperta spiegando agli astanti onori ed oneri delle privatizzazioni, con un certo malcelato scetticismo - lui che di quella elite sovrastatuale è sempre stato l'alfiere - sulle reali capacità dell'Italia di svecchiare il suo sistema industriale.

      Probabilmente Draghi aveva già intuito che la cura sarebbe stata peggiore del male, che privatizzare senza un chiaro quadro di cosa significasse la parola liberalizzazione nella patria del consociativismo avrebbe provocato conseguenze drammatiche sui nostri conti pubblici, con le riserve della Banca d'Italia prosciugate e il prelievo forzoso nei conti correnti degli italiani ordinato di lì a qualche mese dal governo Amato.

      Quello sul Britannia fu un incontro relativamente breve, una gita fino all'Argentario con chef d'altobordo, gamberetti e costolette d'agnello, come racconta uno dei giornalisti del Corriere invitato al seminario. Gli "Invisibles" strinsero relazioni e offrirono delle testimonianze sulla rivoluzione liberista operata da Reagan e dalla Thatcher nel mondo anglosassone, trasferita successivamente nel nostro Paese con il "miracolo economico" alla Telecom. Lo stato in cui oggi versano Poste Ferrovie e Autostrade fa capire che razza padrina abbia prosperato in Italia sulle ceneri del vecchio capitalismo familiare e ministeriale. Così, quando sentite parlare di governi tecnici o delle larghe intese non fidatevi, non si tratta di Ragion di Stato. C'è puzza di bruciato. La democrazia italiana sotto tutela.


      http://www.loccidentale.it/node/111166


    1. Rosanna 15 ottobre 2014

      Mi dispiace caro, non è così semplice, devi argomentare, sostenere una tesi, documentarla con dati e testimonianze, proporre un'eventuale antitesi, confutare l'antitesi, citare fonti e letture, ...


      NON E' FASCISMO, E' UN CALESSE

      domani leggeremo il tuo articolo, potrebbe essere divertente.

    1. Rosanna 15 ottobre 2014

      Se hai letto bene Bauman è proprio lui che stabilisce un paragone antitetico tra il Panopticon e il Synopticon, fascismo di stato il primo, fascismo privato il secondo.

      Quanto a Debord non lo conosco, mi informerò, ma non credo sia possibile attribuire il successo di Bauman ad un semplice copia/incolla del mentore, dato che dal 1959 ad oggi ha scritto 62 opere.

    1. Rosanna 15 ottobre 2014

      Bellissimo intervento luigino, hai le tue ragioni, è vero che il fascismo storico si era occupato di gestire l'educazione, la società, l'assistenza pensionistica, il lavoro, ma forse lo ha fatto in modo troppo autoritario e aggressivo,

      tanto che il suo intervento dispotico è poi sfociato nella scoppio della seconda GM: guerra mondiale, che ha toccato tutti i 5 continenti, che ha provocato 50, 60, 70, qualcuno dice 100 milioni di vittime.

      Meglio non ripetere l'esperienza, cosa ne dici? Però hai ragione anche per la situazione attuale.

    1. MarioG 15 ottobre 2014

      Vedo che nella sua prima frase, ha tenuto a specificare "del dopoguerra". Ha fatto bene, altrimenti, nell'elenco a seguire, qualche ingenuo avrebbe potuto rimanere sviato...

    1. Rosanna 15 ottobre 2014

      C'è una differenza: il parmigiano è saporito e migliora le pietanze, il fascismo è altrettanto saporito, ma distrugge le esistenze.

    1. Rosanna 15 ottobre 2014

      Ti ripeto quello che ho detto ad Olaus, tieni presente che quando dico pubblico intendo lo stato del
      dopoguerra, il welfare state, sanità pubblica, scuola pubblica,
      pensioni, tutele sindacali, lavoro pubblico, spesa pubblica, tutte
      categorie che oggi stanno scomparendo,

      quando dico privato
      intendo le banche (non puoi dire che Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps
      sono pubbliche), perfino Bankitalia si sta privatizzando, perfino le
      aziende di stato Eni (omicidio Mattei), Enel, Finmeccanica, Telecom,
      stanno per essere completamente privatizzate,

      la burocrazia
      parassitaria e opprimente è gestita dalla partitocrazia, cioè politica
      alle dirette dipendenze dei privati (multinazionali, lobbies
      finanziarie), ma sempre più strumentalizzata da cooperative private che
      gestiscono i servizi pubblici (Equitalia).

      L'intento è quello di
      privatizzare tutto il pubblico, nella maniera più devastante possibile,
      come è avvenuto in tanti paesi del mondo (Africa, Sud America, Russia,
      Germania Est, Filippine ...) ed ora sta capitando a noi.

    1. Rosanna 15 ottobre 2014

      Ascolterò l'intervista, ma tieni presente che quando dico pubblico intendo lo stato del dopoguerra, il welfare state, sanità pubblica, scuola pubblica, pensioni, tutele sindacali, lavoro pubblico, spesa pubblica, tutte categorie che oggi stanno scomparendo,

      quando dico privato intendo le banche (non puoi dire che Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps sono pubbliche), perfino Bankitalia si sta privatizzando, perfino le aziende di stato Eni (omicidio Mattei), Enel, Finmeccanica, Telecom, stanno per essere completamente privatizzate,

      la burocrazia parassitaria e opprimente è gestita dalla partitocrazia, cioè politica alle dirette dipendenze dei privati (multinazionali, lobbies finanziarie), ma sempre più strumentalizzata da cooperative private che gestiscono i servizi pubblici.

      L'intento è quello di privatizzare tutto il pubblico, nella maniera più devastante possibile, come è avvenuto in tanti paesi del mondo (Africa, Sud America, Russia, Germania Est, Filippine ...) ed ora sta capitando a noi.

    1. Georgios 15 ottobre 2014

      Beh.. a giudicare dal tuo intervento dove parli di un calesse devi essere molto giovane. Il che comporta una cosa buona e una meno buona.

      La cosa buona e' che hai tutto il tempo per studiare e capire la storia. Cerca però di trovare diverse fonti per poter fare dei controlli incrociati usando il tuo giudizio e la logica.

      La cosa meno buona e' che alla giovane età si tende ad essere un po' precipitosi e troppo sicuri di sé. Ma non e' un male inguaribile. Si passa col tempo e l'esperienza.

      Auguri.

    1. Simec 15 ottobre 2014

      Lo diceva anche Fromm: l'essere umano si adatta alla forma sociale data e trova vieppiù normale conformarsi e accettare leggi assurde. Lo dimosni e tra la schiavitù, il nazismo, l'euro.
      Questa europa è molto peggio di quella di Mussolini e Hitler, coi quali c'era piena occupazione e si ammazzava meno gente che coi nostri droni, ma la massa è completamente rincretinita dai giornali e tv.
      Siamo la peggiore società mai esistita sul pianeta, impronta ecologica devastante, devastazione sociale, guerra infinita.---facciamo schifo.
      Ma siamo contenti così....invece di vomitarci in faccia allo specchio corriamo in edicola a comprare Repubblica....che pena!
      PS
      aggiungerei anche Farenheith 451, La fatoria degli animali (compresa Prefazione spesso censurata), il film VIDEODROME di Cronemberg , ESSI VIVONO di Carpenter e poi, ovviamente V....

    1. MarioG 15 ottobre 2014

      Non so piu' che dire. Se le parole hanno un senso, causa interna e' una rivoluzione, come quella francese. Che puo' anche essere innescata da eventi esterni, come quella russa. Viceversa, la cancellazione di un regime sotto una milionata di tonnellate di bombe, invasa da svariati milioni di fanti, dopo una difesa fino all'ultimo soldato, continuo, nonostante tutto, con deprecabile testardaggine, a chiamarla esterna.

    1. SanPap 15 ottobre 2014

      il fascismo era (nazional)socialismo ... (e su quel nazional quanto ci sarebbe da dire ! Altro che nazismo ... )

      l'attuale socialismo è capitalismo ottuso, predatorio; e nei modi mi ricorda il comunismo del ex Unione Sovietica (per lavoro mi capitava di incontrarmi con ingegneri e tecnici russi, polacchi ed ucraini; i loro racconti sulla vita che conducevano nelle rispettive patrie potrebbero essere utilizzati per descrivere quello che stiamo vivendo); cosa li differenzia ? il possesso dei mezzi di produzione; ora sono di un padrone (che trattiene per se la ricchezza prodotta dalle macchine e dai lavoratori, mal pagati a causa di un eccessiva offerta di forza lavoro; e che cerca sempre più di sostituire i lavoratori con macchine in quanto decisamente più produttive: lavorano a ciclo continuo, non si lamentano, se si rompono si aggiustano s'è possibile altrimenti si buttano senza tanti problemi) nei paesi comunisti erano dello stato. IRI, EFIM, Finmeccanica sono stati un punto d'equilibrio tra i due sistemi, funzionavano da calmiere: il capitalismo non poteva essere troppo becero perché doveva fare i conti con l'industria di stato.

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