L’UE cerca di creare “backdoor” per consentire agli stati membri di accedere ai messaggi privati

Antony Murdoch
lifesitenews.com

L’Unione Europea (UE) sta cercando di creare “backdoor” che consentirebbero alle forze di polizia degli stati membri di accedere ai messaggi privati delle applicazioni di messaggistica più popolari, come Facebook Messenger, Signal, WhatsApp ed altri.

Secondo un presunto documento interno recentemente trapelato, dal titolo “Progetto di risoluzione del Consiglio sulla crittografia,” l’UE avrebbe tutta l’intenzione di iniziare a smantellare la cosiddetta crittografia “end-to-end” sulle applicazioni di messaggistica.

La bozza di risoluzione è datata 6 novembre ed è stata pubblicata e condivisa dall’emittente pubblica austriaca Österreichischer Rundfunk (ORF).

Sebbene il documento riconosca che la crittografia a protezione della privacy è un “mezzo necessario per proteggere i diritti fondamentali e la sicurezza digitale dei governi, dell’industria e della società,” afferma anche che la crittografia  “ostacola la capacità delle forze dell’ordine di combattere il terrorismo, la criminalità organizzata, la pedofilia ed altri crimini informatici.

Per le autorità competenti, l’accesso alle prove in formato elettronico non è solo essenziale per risolvere le indagini e quindi assicurare i criminali alla giustizia, ma anche per proteggere le vittime e contribuire alla sicurezza,” si legge nella bozza di risoluzione.

La crittografia end-to-end impedisce a qualsiasi potenziale entità diversa da quella che ha inviato il messaggio e dal suo destinatario di visualizzare i messaggi.

Il rapporto ORF rileva che il progetto di risoluzione, indirizzato dalla Presidenza del Consiglio dell’Unione europea a otto delegazioni, è stato classificato come “LIMITE,” nel senso di non disponibile al pubblico.

Il progetto di risoluzione prosegue affermando che l’UE sta cercando un dialogo attivo “con l’industria tecnologica, assicurando allo stesso tempo i contatti con la ricerca e il mondo accademico” per garantire “la continua implementazione e l’uso di una forte tecnologia crittografica.”

Tuttavia, il progetto di risoluzione afferma poi che alle “autorità competenti” dovrà essere consentito l’accesso ai messaggi personali in “modo lecito e mirato, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e delle norme sulla protezione dei dati, senza inficiare, allo stesso tempo, la sicurezza informatica.”

Le soluzioni tecniche per ottenere l’accesso ai dati crittografati dovranno rispettare i principi di legalità, trasparenza, necessità e proporzionalità.”

Nonostante nella risoluzione sia presente un appello per dare alle “autorità competenti” la possibilità di accedere ai dati personali privati sulle applicazioni di messaggistica, essa conclude affermando che, “siccome non esiste un unico modo per raggiungere gli obiettivi prefissati,” i governi, insieme all’industria e al mondo accademico, dovranno “lavorare insieme per creare in modo strategico questo equilibrio.”

L’alleanza delle agenzie di intellligence dei cinque paesi anglosassoni, Regno Unito, Canada, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda, detta The Five Eyes [i Cinque Occhi], che, a maggio, aveva affermato che la Cina aveva mentito al mondo sul coronavirus, nel mese di ottobre ha comunicato che le aziende tecnologiche dovrebbero includere “backdoor” nei loro prodotti.

Alcuni politici e gruppi di attivisti hanno criticato l’idea che l’UE cerchi, in qualche modo, di limitare l’uso della crittografia nelle applicazioni di messaggistica private.

Nel Regno Unito, Lord Daniel Moylan, in un tweet dell’8 novembre ha criticato con forza la bozza di risoluzione, affermando che è stato un bene che il Regno Unito abbia lasciato l’UE.

“Grazie a Dio ne siamo usciti. Sarebbe stato atroce sentire i Remainers difendere una cosa del genere,” ha scritto Moylan su Twitter allegando un link al rapporto.

A prendere di mira la bozza di risoluzione è stato anche il gruppo britannico Big Brother Watch, che ha scritto su Twitter: “Attenzione: stanno cercando di vietare il diritto ad una conversazione privata.”

In un rapporto pubblicato sul sito IT Pro, Ray Walsh, che lavora come esperto di privacy digitale presso ProPrivacy, ha affermato che la decisione dell’UE di “vietare l’uso della crittografia” nelle applicazioni di messaggistica più diffuse sarebbe “una minaccia enorme per la privacy dei dati così come la conosciamo.

È un cambiamento deludente nell’approccio dell’UE che, in precedenza, era tutto a favore della privacy per i cittadini europei,” ha continuato Walsh. L’esperto informatico ha poi affermato che violare la crittografia non solo “rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale,” ma che “la capacità di comunicare in privato è parte vitale di qualsiasi società libera.

La bozza di documento afferma che la risoluzione sarà presentata al Consiglio dei rappresentanti permanenti dell’UE verso la fine di novembre e potrebbe anche essere approvata senza alcun dibattito, in quanto è classificata come “Nota punto A.”

In ogni caso, per diventare legge, la Commissione Europea deve accettare la risoluzione e la cosa è comunque ancora incerta.

Antony Murdoch

Fonte: lifesitenews.com
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13.11.2020
Tradotto da Markus per comedonchisciotte.org