LO STATO NON PUO’ TOGLIERCI IL DIRITTO DI MORIRE IN PACE

LO STATO NON PUO’ TOGLIERCI IL DIRITTO DI MORIRE IN PACE

DI MASSIMO FINI

Il gazzettino

Trovo osceno il balletto che da mesi si sta danzando intorno al letto di un moribondo da parte di cattolici e laici per affermare le proprie ideologie, Senza alcuna pietas, senza nessuna misericordia per il caso umano di Eluana Englaro. Abbiamo assistito e stiamo assistendo a iniziative e a interventi inauditi per impedire che una sentenza definitiva della Magistratura, che autorizza i medici a staccare gli speciali macchinari che tengono artificialmente in vita la Englaro venga applicata. C`è stato un ricorso del Parlamento respinto per manifesta incompetenza dalla Corte Costituzionale. C`è stata una minacciosa direttiva del ministro del Welfare Sacconi alla clinica di Udine che in un primo tempo aveva accettato di accogliere la Englaro e che in seguito, intimidita, si è tirata indietro. Ci sono stati picchetti di "movimento per la vita" che hanno cercato di impedire la partenza dell`ambulanza che portava la Englaro alla clinica "La Quiete" di Udine (ma come si permettono? Dov`era la polizia?). Adesso il ministro Sacconi, col rinforzo dell`assessore alla Sanità del Friuli Venezia Giulia, cerca di aggirare l`ostacolo sostenendo che "La Quiete" non è attrezzata per interventi di questo genere. E il governo sta preparando in tutta fretta un decreto che blocchi per sessanta giorni l`avvio delle procedure che dovrebbero porre fine al calvario di Eluana Englaro. Il premier Silvio Berlusconi, sempre pronto a cavalcare ogni demagogia e ogni emotività popolare, l`ha detto a chiare lettere: "Stiamo lavorando per intervenire". E Umberto Bossi gli ha risposto che il governo "non può decidere della vita e della morte". Un decreto del genere è inammissibile perché, superando la sentenza della Cassazione, si porrebbe come quarto grado di giudizio. Il giudizio del governo. Saremmo in pieno Stato autoritario, per non dir peggio, tanto varrebbe far decidere direttamente da Berlusconi o dai suoi ministri ogni altra causa, civile e penale. Tutto questo mentre associazioni come "genitori per la vita" o consimili, sbandierano i loro figli handicappati (come se si trattasse della stessa cosa) fanno un`indegna gazzarra davanti alla clinica "La Quiete senza nessun rispetto per Eluana morente, per suo padre, per la decenza. Ognuno di noi ha diritto a una morte naturale il che significa che la vita non può e non deve essere accorciata artificialmente da terzi. Perché questa sarebbe eutanasia che nel nostro Paese, secondo me giustamente, non è ammessa. Parliamo di interventi` di terzi perché in una società laica la vita non appartiene né allo Stato né alla Chiesa né a Dio ma solo a chi ne porta il fardello e che ne può disporre come vuole, anche sopprimerla pur essendo sanissimo (e infatti gli ordinamenti attuali, a differenza di quanto accadeva nel Medioevo, non considerano reato il suicidio). Ma il diritto a una morte naturale significa anche che la vita non può e non deve essere allungata artificialmente. Perché questo è "accanimento terapeutico". E il caso di Eluana Englaro.

Dire che esiste un obbligo di dare cibo e acqua al malato, perché questo non è un intervento medico e quindi non rientra nell’accanimento terapeutico", è l`escamotage usato da chi vuole tenere a tutti i costi in vita una persona che, se si fosse lasciato fare alla natura il suo corso, sarebbe morta da tempo. Perché Eluana non viene alimentata e dissetata in modo naturale, ma attraverso speciali macchinari della medicina tecnologica. Quando` una persona viene alimentata e dissetata`inserendo un tubo nello stomaco e un sondino nel naso questo non è solo un intervento medico, è un intervento chirurgico. E anche la sua storia che togliendo a Eluana la si manderebbe incontro a indicibili sofferenze è contraria alla verità. Questi malati non sentono più lo stimolo della sete. Tanto è vero che ai malati terminali, negli ultimissimi giorni si toglie l`idratazione proprio per consentir loro di assopirsi, dolcemente. Lo Stato moderno, che tutto vuole controllare, che tutto vuole regolamentare, in una sorta di ossessione codificatoria di derivazione borghese, ci ha tolto molti diritti. Ci lasci almeno quello di morire in santa pace.

Massimo Fini

Fonte: www.ilgazzettino.it

6.02.2009

Commenti (50)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. albertgast 7 febbraio 2009

      Mi permetto di far notare che questo:"Inoltre, e questo mi pare gravissimo, non vi è alcuna prova che la Englaro davvero abbia detto che avrebbe voluto essere condotta alla morte " non corrisponde a verità. C'è stato un lunghissimo iter della giustizia, che ha sentito molti testimoni fra parenti e amici, non solo i genitori, e in base alle testimonianze si è appurata la volontà della ragazza.
      Le prove c'erano tutte, non diamo notizie non vere.
      Detto questo, è vero che nella vita si può cambiare idea, ma può succedere anche il contrario.
      Io fin da giovanissima ho sempre pensato che mai e poi mai avrei voluto vivere attaccata ad una macchina, cosciente o no.
      Non solo, ma se dovesse capitarmi, non vorrei nemmeno che mi fosse amputato qualche arto.
      Farei come quella signora che, alla prospettiva di restare senza una gamba, se ne è andata dall'ospedale per andare a morire in pace da qualche parte.
      Io però non voglio imporre ad altri il mio modo di pensare, anzi ho il massimo rispetto per coloro che vogliono continuare a vivere anche in condizioni estreme.
      Non fatelo con me, però.
      Ora leggo che nella nuova bozza di legge è previsto che si possa attaccare alle macchine anche chi non lo vuole, se quest'ultimo non è cosciente.
      Sono terrorizzata.

    1. myone 7 febbraio 2009

      Mi fai pensare. E credo sia cosi. Non c'e' morte che non eseguano l' autopsia, a meno che non sei vecchio incallito.

    1. myone 7 febbraio 2009

      Sono daccordo con te, alla grande.


      Solo in uno stato vegetativo e finale e irrimediabile, quando il tempo di anni non ha risolto nulla, e sei alimentato artificialmente e fatto respirare tramite macchinari, vi sia la fine.


      Il problema e' si come dici te. Il caso della donna americana terry Schiavo, e' sempre stato presentato in una forma mediatica e video, come una persona che non era vegetativa, ma che sorrideva, e sia o non sia coscente o ricettiva a tutto o poco, non lo sappiamo, o se sia peggiorata, questo non penso.

      Ho sempre avuto la senzazione che la sentenza fosse perche' " non era coscente, pensante, parlante". Di fatto ora mi dici che in america si fanno morire persone soggette ad alzheimer e parkinson , come nel nord europa. Qui non ci siamo. Come non ci siamo, automatizzare un' assistenza con l' impego di macchinari, facendo mancare la presenza e l' assistenza umana, fondamentale in molti casi a guarire, migliorare, o dare supporto alla vita che no sappiamo come sia in una persona.


      Un esperto in materia alla tv diceva: noi, piu' sappiamo, accertiamo, indaghiamo, alla fine, siamo quelli che ne sanno meno, dovendo decidere se' e' o non e'.

    1. myone 7 febbraio 2009

      Ho letto un lapsus froidiano in merito a quello che asserisci.

      Quando Brunetta diceva che regalava chiavette USB ai giornalisti, perche' non facciano carta straccia dei giornali, per economizzare, ecc ecc ( se fosse per quello, togliessero i contributi miliardari ai giornali, che non vendono, stampano e gettano via)


      e Berlusconi, ha fatto la battuta: ma sanno dove metterla?

      (nel culo ?)

      Se togliessero l' informazione cartacea, e la ponessero via web, forse sarebbe piu' censurata, senza via di replica.


      Mi ha dato noia sentire che si sente superiore pure nell' informazione e nell' informatica. Non vorrei che una forma di alzaimer si stesse impossessando di lui, sentendosi il pensiero e l' oppinione di tutti. Che ce l' abbia con qualcuno e' normale, che generalizzi, no.


      Vale per Berlusconi, come vale sopratuto per gli altri. , )

    1. myone 7 febbraio 2009

      Una persona lo puo' anche scrivere, e che ne sappiamo noi se il mattino stesso prima del fatto, non abbia deciso che no sia piu' cosi, lo abbia detto a mille persone, e poi quello scritto fa testo?


      Il testo vedo che, viene tirato in ballo sopratutto quando si parla di eredita'. Due testimoni fanno testo, quando non c'e' nessun altro testo. Se poi c'e' la legge, la legge fara' testo.


      Se le decisioni della cassazione sono arbitrarie, non essendoci testo di legge, sono srbitrarie pure quelle della corte costituzionale? E quelle della corte Europea? In europa esistono paesi che applicano l' eutanasia. Siamo in italia o in europa? O in europa si ciamo entrati solo per un "testamento monetario", a dare e non ad avere?


      POi dico: al di la' del detto e del fatto, opinabile o no che sia: i genitori, avranno a cuore quello che voleva la loro figlia, e si sentiranno continuando le sue volonta', di amarla cosi, e di farla esistere in un senso vero e concreto?


      Arriviamo al dunque. 17 anni a respirazione forzata, alimentazione artificiale, senza possibilita' di riprendersi, deteriorata fisicamente, ( il medico dice che non e' possibile nessuna comparazione foto da viva e stato di ora), e parenti, genitori e vari, che si vedono sotto gli occhi, un quasi scheletro amorfo, che si consuma. Cos'e' una cosa cosi?


      La differenza di tenerla in "vegetazione" o no, non cambia nulla. Ma nell' ovvieta' e nell' intelligenza, se il suo destino e' questo, che la sua vita e' finita 17 anni fa, e che si e' fatto di tutto per ridargliela, e no nc'e' stato piu' nulla da fare, e non ci sara' piu' nulla da fare, rassegnamoci ad essere perlomeno umani, noi, che siamo in vita, davanti a una vita morta, sopratutto agli occhi di chi, e' da una vita che ne soffre questa situazione.


      Se non si lascia fare tutto questo a una persona che non c'e', come la mettiamo, quando una persona essendoci, decide che non ci sia piu' la sua sofferenza e la sua sicura fine? Quando una persona e' alla fine, finisce, non tanto prima o poi, ma di subito. Lasciamogli almeno la possibilita' di decidere. Se non vorra' decidere, le si lascia sempre la volonta' che cosi sia. NOn e' un' imposizione.


      Se facessero una legge contro l' eutanasia, e il capo dello stato non la formasse..... beh, almeno non e' uno scribacchino, una mummia da museo, un ' istituzione da facciata, un predicatore o pope laico, ma qualcuno che pure nelle alte sfere dello stato, pensa che pensare a volte faccia bene. La legge verra' e lei non ci sara' piu'? Ce ne saranno altri. E allora quando sceglieranno, e' giusto che ci sia una clandestina-legalita' di scelta e di attuazione, qualora una persona decidesse come morire, e quanto soffrire.


      MI PIACE UNA FRASE CHE HO LETTO POCO FA. CI SONO PERSONE CHE VOLGIONO VIVERE E SONO SCELTE A MORIRE PER OPPINIONI DI ALTRI E PER AZIONI IGNOBILI.

    1. myone 7 febbraio 2009

      Anchio pensavo come loro di subito. Se l' hammo voluta (salvare), la tengano com'e', non sara' certo un po' di cibo e acqua la differenza. Dovevano lasciarla com'era di subito. Sarebbe morta. Ma l' intevento umano fa si che la vita in parte continui, sperando in una guarigione o in un miglioramento. Tutto questo con il fine di arrivare alla "vita", cosa che non e' successa e non succedera'. Se succedera', sara' e andra' oltre l'ovvio e oltre il tutto. Nel mentre, come c'e' stata lla scelta del principio, e' giusto che ci sia la scelta di una fine. Penso: che dopo 5 anni di attesa e di speranze, sia stata un' agonia per chi l' ha vista in queste condizioni. Essendoci coinvolti, far rimanere in "vita" a questo modo un corpo che non da' piu' vita, ed e' mantenuto artificialmente sia come respirazione che alimentazione, mentre si deteriora e si deabilita sempre piu', alla fine diventa un macabro rito e un' insensato vivere la gia' morte di una persona che ami.


      Se cosi si vuol dire e si puo' dire, la naturale conseguenza del fatto, aveva gia' determinato il modo. Provarci a fare qualcosa se si puo' e' lecito e umano. Perseverare ha del diabolico. Penso che se mi succedesse di viverlo su qualcuno, non cambierei oppinione e ne modo di pensare.


      Visti i presupposti, potresti trovarti qualche giudice, visto quello che hai asserito, che avrebbe la volonta' di identificarti, te i tuoi famigliari, il medico e l' ente ospedaliero, e farti passare legalmente delle rogne. Non lo penserei capace. Non lo crederei provabile. Ma di giustizialisti ce ne sono, sopratutto quando la causa fa scalpore e vorrebbe far legge ed esempio.

    1. myone 7 febbraio 2009

      La ragazza ha espresso in vita, che se si fosse trovata in queste situazioni,
      la sua scelta e decisione sarebbe stata di essere fatta morire.


      I loro genitori, amandola, non hanno fatto altro
      che continuare la sua memoria e la sua volonta'.
      E' un modo per farla vivere fino alla fine del suo esiste.
      E qui l' esistere continua fino alla volonta' ultima "sua".

      Chi l' ama, non va' contro deliberatamente, mettendoci del suo.



      Questa ragazza in un incidente entra in coma.

      Per un anno intero vengono fatte cure per ristabilirla.

      La sentenza medica scientifica ultima, decreta che e' solo viva vegetativamente,
      e ci rimarra' , solo se viene alimentata forzatamente.

      Lasciano trascorre ancora 5 anni, poi decidono di continuare
      non solo un' ovvia soluzione obiettiva,
      ma di continuare pure quello che era nella volonta' della ragazza.

      Non trovando idonee strutture,

      in quanto non esiste una forma legislativa di attuazione,

      e quindi nessuna ne supporta l' esecuzione in quanto fuori legge,
      e in una minaccia di incorrere nella legge medesima,

      e di essere condannati, sia i genitori che chi pratica tale azione

      e la struttura che la sostiene.




      Si rivolgono alla Corte di Cassazione: che da' ragione al caso.

      Si rivolgono alla corte suprema Costituzionale: che gli da' ragione.

      Arrivano persino alla corte europea: che gli da' ragione.




      17 anni. 1 di cure, 5 di attesa, e 11 di vicessitudini di ogni sorta.

      Non capisco perche' prevalicare il caso e il contesto.

      Perche' fare del caso il caso dei casi su cui scontrarsi,

      ed andare controcorrente.

      In altri paesi europei la cosa si fa.


      Si vede che l' europa e' stata ed e' solo una scusa prendi euro,

      e una rivalsa anti-usa-legale-monetaria di mercato-

      praticamente una continuazione del tutto, solo a fare piu' potenza,

      ma nel solito inciucio del potere-scaccia-potere o salva-potere.


      Quelli che secondo me usando idee demagogiche ci giocano,

      pensando di riasettare modi di vivere e insegnare cos'e' la vita,

      mentre la vita di principio se la giocano sullla pelle degli altri,

      dove, un caso, e' il lavacro dell' immagine loro, mentre poi,

      su milioni di persone, fanno pendere di tutto.

      ( e il tutto e' legalizzato, solo che sta' sul e nell' iniquo,

      sopratutto quando e' alla merce' della confusione)



      Meno predicatori, e piu' fautori del buon senso e del giusto,

      quello che manca nel denunciare e nel dire, nel fare e nel cambiare.



      L' eutanasia, e' una sacrosanta volonta' di liberta' di una persona.

      Va' rispettata, assecondata, e data la possibilita' che sia eseguita.



      Gli stati, gli uomini che comandano, i sistemi,

      applicano tante forme di eutanasia vera e propia, e faximili

      sulle vite di altri, che non hanno chiesto, non chiederanno mai,
      e che non vorrebbero essere mai contemplati e annoverati
      nei calcoli di tutto questo e di tutti questi.


      Il medico che prende il caso dice:
      una cosa sono le foto della ragazza da viva prima dell' incidente.
      Un' altra cosa e' l' immagine e la condizione della ragazza ora.
      Sono rimasto turbato.

    1. lara122 7 febbraio 2009

      Mio padre, tumore al fegato ha disposto il rifiuto delle flebo quando non avrebbe più potuto alimentarsi da solo.
      Giunto il momento abbiamo richiesto al medico di rispettare la volontà paterna. Il medico, dopo aver esclamato:"questa è eutanasia!" ha fatto come volevamo.
      E mio padre ha fatto come "Questi malati che non sentono più lo stimolo della sete. Tanto è vero che ai malati terminali, negli ultimissimi giorni si toglie l`idratazione proprio per consentir loro di assopirsi, dolcemente."

      Alcuni parenti hanno criticato, per poi ripensarsi quando hanno VISSUTO i 6 mesi e più di accanimento terapeutico su un'altra parente.

      Quando si dice provare per credere!!!

      Massimo Fini sempre lucido.

    1. Eli 7 febbraio 2009

      Questo paese diventa sempre più cattolico e sempre meno cristiano. Vaticano e preti non conoscono il vero amore, non conoscono la compassione, pur di affermare il loro potere su un corpo hanno completamente disatteso il loro compito spirituale. Che i preti fossero materialisti e necrofili lo si sapeva; adesso abbiamo appreso che anche il nostro degradato e marcescente parlamento lo è. La vicenda è inquietante, sta degenerando in un colpo di stato. In questo paese c'è da aver paura a vivere, ma anche a morire. Concordo con M. Fini su tutto.

    1. paolapisi 7 febbraio 2009

      Io non ho negato - e neppure affermato - che si debba avere il diritto di rifiutare futuri trattamenti anche di assistenza tramite un testamento biologico. Ho detto un'altra cosa: che la magistratura ha il compito istituzionale di applicare le leggi, non di farle, e attualmente in italia non vi è alcuna legge in tal senso, mentre la Cassazione si è comportata come se ci fosse. Dunque i prima a travalicare i loro compiti istituzionali sono stati i magistrati. Inoltre, e questo mi pare gravissimo, non vi è alcuna prova che la Englaro davvero abbia detto che avrebbe voluto essere condotta alla morte, e per di più in questo modo, in caso di stato vegetativo. E tanto meno vi è un labile indizio che lo abbia detto in modo informato e meditato. La Englaro non ha rifiutato da cosciente proprio nulla: uno può credere, o meno, alle parole del padre, ma da un punto giuridico la testimonianza di un solo soggetto, e per di più della parte interessata ( in questo caso a condurre la figlia alla morte), ha valore zero. E oltretutto, anche se la Englaro avesse detto anni prima dell'incidente davanti a 1000 testimoni (e non al solo padre, ammesso che l'abbia detto davvero) che avrebbe voluto morire in caso di stato vegetativo, tale dichiarazione avrebbe avuto ugualmente valore giurdico zero. Perchè un consenso non solo deve essere informato e dettagliato, non una frase pronunciata di fronte al caso drammatico di un amico, e soprattutto uno può cambiare idea nel corso del tempo. Per questo motivo il consenso deve essere scritto: perchè uno lo può modificare. Vorrei vedere quale giudice al mondo prenderebbe in considerazione un "testamento orale" sui beni patrimoniali. Se un il signor x, anni o mesi prima di morire, dice a voce, anche davanti a terzi, che intende lasciare i suoi beni a me, non me li danno comunque, in assenza di testamento scritto. E se questo vale per i beni patrimoniali, non deve valere per un bene ben più prezioso quale la vita?


      Sono d'accordissimo su quanto dici rispetto al funzione di copertura che ha il decreto su caso Englaro rispetto alla ben più rilevante legislazione sulla "sicurezza" e sulla giustizia. Ovviamente al nano della "futura madre" (!!!!!!!!!) Englaro non gliene può fregare di meno: hanno avuto mesi e mesi per fare una legge sull'argomento, dopo la sentenza della Cassazione, e non hanno mosso un mezzo dito. E improvvisamente ieri scodellano un decreto che sapevano perfettamente essere inutile e tardivo, visto che Napolitano, a torto o a ragione, aveva già e detto non avrebbe mai firmato. E ora faranno una legislazione di urgenza che arriverà quando ormai la Englaro sarà o morta o irrimediabilmente avviata verso la morte. Così tutta Italia guarda solo il conflitto Quirinale-governo sul caso Englaro, e le altre leggi varate ieri passano nel silenzio più totale, senza che nessuno manco se ne accorga.

    1. Cataldo 7 febbraio 2009

      Le parole di paolapisi fanno, al solito riflettere.

      Penso però che sia un diritto il rifiutare, da coscienti, dei trattamenti di assistenza, e che sia estendibile la volontà nel tempo, quando materialmente non sia più esercitabile.

      Vorrei però concentrare la vostra attenzione all'aspetto istituzionale della vicenda, che si è materializzato con le riunioni del consiglio dei ministri* di ieri e lo scontro con il redivivo Presidente.

      La deriva democratica è ora completa, o quasi, come facilmente prevedibile.
      Il conflitto sollevato sul caso "Eluana" è una delle mosse terminali di questo processo.

      Berlusconi fino ad oggi, visti anche i sondaggi, non si era occupato del caso, ma ora... Deve far passare due leggi incostituzionali al 100%, quella sulla "sicurezza", ovvero passare al razzismo di stato, e quella sulla giustizia, ovvero il passaggio dall'azione penale obbligatoria a quella decisa dagli apparati.

      Al solito la tattica è sempre la stessa, montare un caso enorme di conflitto totale, come il decreto di ieri, allo scopo di obnubilare i residui di dibattito sulle cose concrete. La tattica è di successo garantito, l'informazione è plastilina nelle mani dei manipolatori.


      *si registra che anche la funzione del consiglio dei ministri, previsto costituzionalmente con la doppia nomina dei ministri + giuramento, è stata gettata nella spazzatura.

    1. virgo_sine_macula 7 febbraio 2009

      Come sempre ha ragione Umberto Bossi:un governo non puo' decidere della vita e della morte,giustissimo.Curioso che ancora una volta pero' su questo argomento si inviti la chiesa ed i cattolici alla non ingerenza negli affari dello stato da parte dei commentatori di sinistra,mentre questa ingerenza viene sempre evocata quando si tratta di aiutare i clandestini in tutte le maniere:i cattolici insomma devono essere tali solo quando fa comodo a sinistra e le due ideologie sembrerebbero combaciare(in realta' marxismo e cristianesimo sono totalmente differenti) ,mentre su tutti gli altri argomenti dovrebbero poi stare zitti.
      Evviva la liberta' di culto e di parola

    1. virgo_sine_macula 7 febbraio 2009

      Anche la sinistra italiana odierna,altro parallelismo con la germania del 1933,sai e' polverizzata in partiti e partitini che non hanno piu' nulla da dire.Se pensi che ora il partito piu' dinamico a sinistra e' l'idv,che di sinistra non e',capisci a quale sfacelo morale,intellettuale ed elettorale sta andando incontro la sinistra italiana:una vera e propria waterloo che lascera' via libera allo psiconano per lunghi anni

    1. Viator 6 febbraio 2009

      Essenziale è disarticolare il pregiudizio, di lontana derivazione cristiana e poi secolarizzato dall'illuminismo, attinente all'attribuzione di valore intrinseco alla vita e alla dignità dell'essere umano.

    1. paolapisi 6 febbraio 2009

      Personalmente, torvo mortificante la spaccatura dell'Italia sul caso Englaro in base a un integralismo religioso o anti-religioso, senza la minima trasversalità. Ricordo che negli USA, all'epoca del caso Terry Schiavo, c'era invece una forte trasversalità: l'ultra-laico progressista Ralph Nader aveva firmato un appello per non far morire la Schiavo insieme a un cattolico per di più reazionario , per dimostrare che si trattava di temi e problemi che travalicavano i tradizionali schieramenti. In Italia questo non si verifica: non ci sono dubbi. Tutti i "laici" e la sinistra a urlare che la Englaro è già morta (?), che non soffrirà affatto, che la morte per disidratazione è una pacchia anche per chi non è in stato vegetativo; tutti o quasi i cattolici certi che soffrirà le pene dell'inferno, con il nano che addirittura pronostica per la poveretta future gravidanze. Io francamente non so che dire su questo punto: ho udito, da medici con curricula professionali di tutto rispetto, pareri opposti, anche se in linea di massima mi pare che lo stato vegetativo non sia molto studiato e non possiamo avere certezze in nessun senso.

      Poi mi dà fastidio la consueta invocazione della sacralità di una sentenza della magistratura quando le sentenze ci piacciono, salvo poi criticare (giustamente) le sentenze che non ci piacciono. La magistratura non è depositario del giusto e del vero, come non lo è Napolitano; ho letto insigni giuristi, compreso il presidente emerito della Corte Costituzionale Baldassare criticare aspramente la sentenza Englaro da un punto di vista strettamente giuridico e senza tirare in ballo il buon Dio. Perchè la sentenza Englaro faccia acqua credo sia abbastanza evidente: i giudici italiani dovrebbero perdere il brutti vizio di fare le leggi invece di applicarle. Prima di tutto in Italia non c'è alcuna legge sul testamento biologico: si può auspicare che venga fatta, ma non far finta che ci sia. In secondo luogo, ovunque ci sia un legge sul testamento biologico, questa prevede un consenso scritto, informato e certo, e passibile di revisione nel caso uno cambi idea. I signori giudici invece hanno dedotto che la Englaro non avrebbe voluto essere idrata e nutrita dal fatto che avrebbe detto al padre, a seguito di un incidente occorso a un amico, che avrebbe voluto morire piuttosto che finire in una condizione di incoscienza. E un amica dell'Englaro ha confermato che nella medesima occasione Eluana è andata in chiesa a pregare perchè l'amico morisse piuttosto che rimanere in tali condizioni (questo non prova niente: anche una mia amica, atea, quando il marito era terminale per un tumore cerebrale, mi ha confidato che per la prima volta in anni aveva pregato, e perchè il marito morisse; ma certo mai ne avrebbe lei affrettato la fine). Prima di tutto non c'è alcuna prova che il signor Englaro riferisca il vero, ma anche se davvero Eluana avesse detto al padre le parole da questi riferite non si tratterebbre certo di un consenso informato, ma dello sfogo di un'adolescente per di più in una condizione emotiva alterata, avvenuto parecchio tempo prima dell'incidente che ha determinato la lesione cerebrale. Per quanto ne sappiamo,la Englaro avrebbe fatto in tempo a cambiare idea mille volte. Io voglio vedere se vado dai signori giudici a dire che un miliardario aveva detto due anni prima di morire che lasciava tutti i suoi soldi a me, se mi fanno avere l'eredità, o se mi tirano un doveroso vaffan...Poi che indizi ci sono che la Englaro avrebbe non solo voluto morire, ma avrebbe anche condiviso le circostanze della morte, per disidratazione e circondata nel suo letto di morte dal circo dei radicali? Ho letto un articolo che diceva che la nostra vita appartiene a noi e non a Ratzinger: verissimo, ma non appartiene neppure a nostro padre e men che mai ai radicali e all'associazione Luca Cascioni. Io personalmente preferirei morire che finire in stato vegetativo, anche se non chiederei di essere uccisa, ma piuttosto che morire per disidratazione con la mia agonia appaltata in esclusica agli avvoltoi sionisti pannelliani preferirei rimanere dalle suore Misericordine fino al giorno del Giudizio Universale.



      Poi c'è la questione se idratazione e nutrizione siano una terapia o un mezzo di sussitenza. Dopo numerose sentenza che dicevano il contrario, improvvisamente la Corte di Cassazione decide che sono terapie. Su quale base? Uno può dire che è arbitrario il DDL governativo, ma è arbitraria anche la sentenza della Cassazione. Se io lascio morire per disidratazione una persona incapace di nutrirsi autonomente, finisco in galera per omicidio volontario, e per la legge italiana non c'è alcuna differenza fra una persona gravissimamente cerebrolesa e altri soggetti incapaci di nutrizione autonoma. Invece la Cassazione ha posto come condizione essenziale per poter procedere alla terminazione dell'Englaro per disidratazione il fatto che la sua lesione cerebrale fosse irrimediabile, stabilendo dunque che un soggetto gravissimamente handicappato possa essere portato alla morte, a differenza di altri soggetti. Ma nessuna legge può giustificare una simile sentenza.



      A questo si aggiunga che ormai è chiaro che il signor Englaro e i suoi legali hanno lievemente alterato la realtà anche sulla capacità di deglutizione della donna, come ammettono a denti stretti anche i sostenitori di Englaro senior. Per un anno dopo l'incidente la Englaro è stata nutrita con cibi liquidi tramite un cucchiaio, e si è passati al sondino naso-gastrico (che non richiede alcuna operazione chirurgica) per comodità e per evitare il rischio che parte di cibo potesse finire nelle vie respiratorie. Può essere ancora nutrita per via naturale? Probabilmente sì, visto che deglutisce, ma certo non si proverà a farlo. E credo che nessuno possa dire che imboccare una persona sia una terapia.



      Detto questo, non affronto il tema, complessissimo, dell'eutanasia, secondo me non banalmente risolubile nè dicendo che solo Dio può toglierci la vita, nè invocando la libertà assoluta di essere uccisi quando ci pare (o quando pare a nostro padre e ai suoi sponsors con la rosa nel pugno). Con quest'ultimo criterio chiunque tenti il suicidio dovrebbe essere lasciato crepare, o addirittura terminato, visto che ha manifestato in maniera certissima la volontà di morire. Un solo punto: il tema dell'eutanasia è nato in relazione al problema dei malati terminali in preda a sofferenze insopportabili, per abbreviarne la fine di alcuni giorni o alcune settimane. Di questo non si parla più: ora si parla dell'eutanasia -o del "lasciar fare alla natura il suo corso", come aulicamente si dice - per soggetti non autonomi e non produttivi, ma con teoriche prospettive di vita di anni o di decenni (la signorina Englaro non è una moribonda: o meglio, ora lo è, per disidratazione, ma non lo era la settimana scorsa: era solo un soggetto con una gravvisima lesione cerebrale). Negli USA e in paesi nordeuropei vengono fatti morire per disidratazione i malati gravi di Parkinson e di Alzheimer, e altri soggetti a carico della società e improduttivi. Siamo proprio sicuri che si tratti di un grande progresso laico e non di una mostruosità del sistema capitalistico cha ha ridotto l'uomo a un produttore-consumatore e che lo elimina quando non serve più a niente?

    1. portoBF 6 febbraio 2009

      Ma che cazzo stai dicendo....... il basilisco indicibile, ma torna in te.....

    1. portoBF 6 febbraio 2009

      NO, Massimo Fini ha ragione. Basta con questa gazzarra, dovrebbero vrgognarsi. Quest'uomo,il padre di Eluana, è un uomo per bene, da 17 anni lotta con la morte per sua figlia, se ora ha deciso così, bisogna rispettare la decisione, per niente facile, che ha preso.

    1. adriano_53 6 febbraio 2009

      vero, a volte le parole ci lasciano soli e scopriamo il volto di basilisco dell'indicibile.

    1. Fabriizio 6 febbraio 2009






      io sono contrario all'eutanasia.



      Si incomincia da Eluana

      e si finisce coi nonni mezzi cotti

      che morendo ti lasciano gli appartamenti.



      Noi umani siamo troppo rozzi

      per sperare che l'eutanasia

      venga applicata solo quando serve



      no, no. L'eutanasia è una cosa troppo seria.



    1. albertgast 6 febbraio 2009

      Perchè è una persona perbene, e fa questa battaglia all'interno della legalità, sia per sua figlia che per tutti noi.
      Perchè finalmente ci sia anche qui una legge a tutela dei cittadini.
      Ma non voglio nemmeno pensare a quale obbrobrio di legge salterà fuori da queste menti bacate.
      Stanno calpestando tutte le istituzioni.
      Anch'io ho paura!

Visualizzati 20 di 50 commenti approvati.