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“L’Iran ha imparato a uscire da situazioni simili”: la possibilità che avrà Teheran di aggirare le sanzioni di Washington

DI GEORGY MOSALOV e ANASTASIJA RUMJANTSEVA

russian.rt

Teheran continuerà a commerciare il petrolio, nonostante le sanzioni statunitensi imposte il 5 novembre. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Islamica, Hassan Rouhani. In precedenza, le azioni di Washington sono state condannate dai partecipanti all’accordo sul nucleare iraniano. Nel Gabinetto dei Ministri tedesco hanno segnalato l’intenzione di tutelare le imprese tedesche dall’influenza di misure restrittive. Il meccanismo corrispondente è già in fase di sviluppo a Bruxelles. Nel Consiglio della Federazione(1) ritengono che le sanzioni non raggiungeranno i loro obiettivi e il danno principale sarà inferto ai Paesi europei.

“Con gli sforzi comuni e l’unità che c’è nella nostra società, faremo capire agli Americani che non dovrebbero usare il linguaggio della forza, della pressione e delle minacce quando parlano al popolo iraniano”, ha affermato [Rouhani] su Press TV.

Rouhani ha sottolineato che l’economia iraniana è cresciuta negli ultimi sette mesi, nonostante le sanzioni statunitensi imposte in agosto.

Lunedì 5 novembre entra in vigore il secondo pacchetto di sanzioni anti-Iran degli Stati Uniti. Ciò implica misure contro il settore energetico della Repubblica Islamica e operazioni con la Banca Centrale dell’Iran. Secondo il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Mike Pompeo, l’elenco comprende oltre 600 aziende e privati.

“Ricatto economico, minacce e intimidazione”

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato, nel maggio 2018, il ritiro di Washington dal Piano d’azione congiunto globale (n.d.T. vedi Accordo sul nucleare iraniano) e il ripristino di tutte le sanzioni contro l’Iran. Il nuovo pacchetto di misure restrittive è entrato in vigore il 7 agosto.

Washington ritiene che Teheran non soddisfi le condizioni di un accordo nucleare tra l’Iran e i Paesi intermedi (Russia, Cina, Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito).

Ai sensi del trattato, Teheran sta riducendo gradualmente il suo programma nucleare, in cambio di misure di allentamento delle sanzioni. Nell’AIEA hanno segnalato che l’Iran sta adempiendo ai propri obblighi.

Allo stesso tempo, altri partecipanti all’accordo sul nucleare hanno condannato la decisione degli Stati Uniti di ripristinare le sanzioni. Mikhail Uljanov, rappresentante permanente della Russia presso l’AIEA, li ha definiti tentativi di ricatto degli altri partecipanti al Piano d’azione congiunto globale.

“Il problema principale è che i metodi di ricatto economico, le minacce e le intimidazioni di Washington impongono una politica simile ad altri Stati che comprendono, in essenza, il valore importante del Piano d’azione congiunto globale, ma per vari motivi non possono opporsi alla pressione americana”, Interfax cita le parole del diplomatico. [Mikhail Uljanov]

Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese ha sottolineato che il Piano d’azione congiunto globale è stato approvato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e “deve essere attuato in modo efficace e completo”.

“La Cina si rammarica per la decisione degli Stati Uniti. Abbiamo anche notato che i membri della comunità internazionale erano contrari all’uso delle sanzioni unilaterali e della giurisdizione extraterritoriale”, RIA Novosti cita Hua Chunying, la Rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri cinese.

Allo stesso tempo, ha aggiunto che “la Cina conduce regolare cooperazione con l’Iran”, poiché questo è un “diritto legale” di Pechino.

Come ha osservato Steffen Seibert, Rappresentante ufficiale del Gabinetto dei Ministri tedesco, la Germania sta verificando le possibilità di proteggere le proprie imprese dalle sanzioni.

“Al momento, è impossibile valutare con precisione come ciò influenzerà l’economia tedesca. Insieme ai nostri partner europei, monitoriamo la situazione, controlliamo le opzioni, come si può preservare la base economica di questo accordo e proteggere le nostre imprese”, la TASS cita Seibert.

A sua volta, l’Unione Europea ha già annunciato l’intenzione di creare un meccanismo speciale per i regolamenti di pagamento con l’Iran, che aggirerà le sanzioni americane. Ciò è affermato nella dichiarazione del Servizio europeo per l’azione esterna(2) dell’UE del 2 novembre.

“In particolare, sono state adottate misure per attuare l’iniziativa europea per creare un meccanismo speciale che garantisca il proseguimento del processo di revoca delle sanzioni contro l’Iran e consenta agli importatori e agli esportatori europei di condurre affari legali con questo paese”, si legge nel documento.

“L’Europa sarà la prima a soffrire”

In precedenza, il Capo del Dipartimento di Stato americano, Mike Pompeo, aveva affermato che Washington “non avrebbe permesso” alle compagnie europee di realizzare accordi [al contempo] sia con gli Stati Uniti, che con l’Iran.

“Alle aziende europee non sarà permesso di fare affari con entrambe le parti … Le compagnie europee stanno fuggendo dall’Iran. Hanno lasciato il Paese centinaia di rappresentanti del business. Il mondo intero comprende che queste sanzioni sono reali”, lo cita la CBS.

Allo stesso tempo, pochi giorni prima che le sanzioni entrassero in vigore, gli Stati Uniti “avevano permesso” a otto Paesi di continuare a comprare petrolio dall’Iran per sei mesi senza minacciare l’imposizione di misure restrittive.

Questo allentamento, oltre alla volontà degli altri Paesi di continuare a comprare petrolio dall’Iran, non consentirà alle sanzioni americane di raggiungere i loro obiettivi, ritiene Aleksej Pushkov, Presidente della Commissione del Consiglio della Federazione sulla politica dell’informazione.

“Le sanzioni sul petrolio contro l’Iran non raggiungeranno i loro obiettivi: molto di rumore e pathos, ma allo stesso tempo otto Paesi sono stati esentati dalle sanzioni statunitensi, mentre un certo numero di altri continuerà ad acquistare petrolio iraniano nonostante le sanzioni. Il nuovo spettacolo nello spirito di Trump è iniziato con le fanfare, ma negli Stati Uniti il boicottaggio sul petrolio dell’Iran fallirà”, ha scritto [Aleksej Pushkov] su Twitter.

Allo stesso tempo, l’Iran ha già elaborato dei metodi per superare le sanzioni, ha affermato Vladimir Dzhabarov, primo Vicepresidente della Commissione per gli affari internazionali, in una conversazione con RT. Ha sottolineato che il danno maggiore non sarebbe inferto a Teheran, ma ai suoi partner europei.

“Prima di tutto, l’Europa soffrirà per queste difficoltà. Tutti i contatti con i Paesi Europei diventano improduttivi. Ma l’Iran ha imparato in questi decenni a uscire da tali situazioni, ci sono vari schemi. Dal momento che il Presidente (dell’Iran. – RT) ha detto che avrebbero commerciato, significa che sanno come farlo”, ha osservato il senatore [Vladimir Dzhabarov].

Inoltre, mentre otto paesi sono autorizzati ad acquistare petrolio dall’Iran, l’Unione Europea ha l’opportunità di sviluppare modi per superare le restrizioni statunitensi, ha detto Igor Jushkov, esperto presso la National Energy Security Foundation e docente presso l’Università finanziaria sotto il governo russo, in una conversazione con RT.

“Durante questo periodo, sarà possibile provare come funziona il meccanismo di elusione delle sanzioni, che è quanto ha dichiarato l’Unione Europea, – alcune strutture intermedie che rifiutano di usare il dollaro nel commercio”, ha osservato.

Jushkov ha sottolineato che Teheran non lascerà il mercato completamente, ma i volumi delle esportazioni potrebbero diminuire.

“Ora esporta 1,7 milioni di barili al giorno, è abbastanza probabile che possa ridurre il volume a un milione e forse meno di un milione al giorno dopo il marzo 2019”, ha concluso.

 

Georgy Mosalov, Anastasia Rumyantseva

 

Fonte: www.russian.rt.com

Linkhttps://russian.rt.com/world/article/570690-iran-ssha-sanktsii

16.11.2018

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

 

Note a cura del traduttore

  • Il Consiglio della Federazione (in russo: СоветФедерации, traslitterato: Sovet Federaсii) è la camera alta dell’Assemblea federale della Russia, secondo la Costituzione della Federazione del 1993.

Dal gennaio 2014 ciascuno degli 85 soggetti federali della Russia, costituita da 22 repubbliche, 46 oblast’, 9 Kraja, 3 città federali, 4 okrug autonomi e 1 oblast’ autonoma, inviano due rappresentanti al suddetto Consiglio, uno per l’organo rappresentativo ed uno per l’organo esecutivo del potere statale.

I seggi del Consiglio della Federazione sono dunque 170.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_federale_(Federazione_Russa)

  • Il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) è un servizio dell’Unione europea responsabile per gli affari esteri dell’UE. Creato dal Trattato di Lisbona, è entrato in funzione dal 1º dicembre 2010. Ha sede a Bruxelles, in Belgio.

Il Servizio per l’azione esterna sostiene l’attività dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e risponde a lui. Di fatto il Servizio costituisce il ministero degli esteri dell’Unione europea e ne gestisce la politica estera e l’attività diplomatica. Il Servizio ha natura burocratica e diplomatica e non ha autonomia politica: le decisioni sulla politica estera e di sicurezza vengono prese dal Consiglio dei ministri degli esteri dell’Unione, presieduto dall’Alto rappresentante.

Il Servizio è il primo servizio diplomatico multinazionale. Quando sarà entrato a regime sarà il più grande servizio diplomatico al mondo, insieme a quello statunitense.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Servizio_europeo_per_l’azione_esterna

 

 

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.