L’egemonia del dollaro USA è bruscamente terminata mercoledì scorso

Margaret Flowers intervista Michael Hudson

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Margaret Flowers: State ascoltando Clearing the FOG, che dice la verità per esporre le forze dell’avidità, con Margaret Flowers. E ora mi rivolgo al mio ospite, Michael Hudson. Michael è il presidente dell’Institute for the Study of Long-term, Economic Trends, ISLET. È un analista finanziario di Wall Street e un illustre professore di economia all’Università del Missouri a Kansas City. È anche autore di numerosi libri e ha recentemente aggiornato il suo libro, “Super Imperialism: The economic strategy of American Empire”. Grazie per aver speso del tempo per parlare con me oggi, Michael.

Michael Hudson: Beh, sono io che ringrazio per essere qui con Margaret.

MF: Hai parlato molto e scritto molto sull’egemonia del dollaro e su ciò che sta accadendo ora con la de-dollarizzazione. Puoi iniziare spiegando ai miei ascoltatori cos’è l’egemonia del dollaro e in che modo ha favorito la classe benestante negli Stati Uniti?

MH: L’egemonia del dollaro sembra essere appena terminata in modo assai brusco questa settimana. L’egemonia del dollaro era iniziata quando la guerra in Vietnam e le spese militari degli anni ’60 e ’70 avevano iniziato ad intaccare le riserve auree degli Stati Uniti. Tutto il deficit della bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti era rappresentato dalle spese militari, e la cosa aveva iniziato ad intaccare le riserve auree. Così, nel 1971, il presidente Nixon aveva disancorato il dollaro dall’oro. Bene, tutti pensavano che l’America controllasse l’economia mondiale fin dalla Prima Guerra Mondiale, avendo la maggior parte dell’oro ed essendo il creditore del mondo. E tutti si erano chiesti cosa sarebbe successo ora che gli Stati Uniti avevano un deficit, invece di essere creditori.

Bene, quello che è successo è che, come ho descritto in Super Imperialism, quando gli Stati Uniti erano usciti dal gold-standard, le banche centrali estere non avevano nulla da acquistare con i dollari che stavano affluendo nei loro paesi, ancora, principalmente, dal deficit militare statunitense ma anche dalle acquisizioni di investimenti. E così avevano scoperto che l’unica cosa che potevano fare con questi dollari era riciclarli negli Stati Uniti. E cosa detengono le banche centrali? Non comprano proprietà, di solito, e a quel tempo non lo facevano. Comprano buoni del Tesoro. E così, gli Stati Uniti spendevano dollari all’estero, e le banche centrali dei Paesi esteri non facevano altro che rimandarli indietro per acquistare buoni del tesoro americani, finanziando in questo modo non solo il disavanzo della bilancia dei pagamenti, ma anche il disavanzo di bilancio, che era in gran parte di carattere militare. Così, l’egemonia del dollaro era il sistema con cui le banche centrali estere mantenevano le loro riserve di risparmio monetario e internazionale in dollari, e i dollari venivano usati per finanziare le quasi ottocento basi militari americane in tutto il mondo. Quindi, fondamentalmente, le banche centrali mantenevano i loro risparmi militarizzandoli e prestandoli agli Stati Uniti, che potevano così continuare a spendere all’estero.

Questo dava all’America un vantaggio. Immaginate di andare al supermercato e di pagare utilizzando un pagherò. E poi la settimana successiva volete comprare altri generi alimentari e dare loro un altro pagherò. Al supermercato vi dicono, aspetta un minuto, hai già pagato prima con una cambiale e voi dite, beh, usatela per pagare l’azienda del latte o gli allevatori quando vi consegneranno la merce. Potete usare il pagherò come denaro per pagare le forniture, continuando ad emettere cambiali, e non dovrete mai pagare nulla, perché quelle cambiali sono il denaro di altre persone. Bene, ecco cos’era l’egemonia del dollaro, un pasto gratis. E tutto è finito mercoledì scorso, quando gli Stati Uniti si sono impossessati delle riserve della Russia, dopo aver preso le riserve estere dell’Afghanistan e le riserve estere del Venezuela e quelle di altri Paesi.

E, all’improvviso, questo significa che gli altri Paesi non possono più detenere in sicurezza le proprie riserve, depositandole nelle banche statunitensi o acquistando titoli del tesoro statunitensi o altri investimenti statunitensi, perché potrebbero semplicemente essere sequestrati, come è successo alla Russia. Quindi, all’improvviso, la scorsa settimana, abbiamo visto l’economia mondiale fratturarsi in due parti, una dollarizzata e una costituita dai Paesi che non seguono le politiche neoliberiste che gli Stati Uniti continuano a dettare. Stiamo assistendo alla nascita di una nuova economia mondiale dualistica.

MF: Caspita, c’è parecchia carne al fuoco qui. Quindi, vedremo altri Paesi che iniziano a disinvestire in dollari? Hai scritto molto di come i buoni del tesoro che queste banche centrali acquistavano abbiano sostanzialmente finanziato la nostra economia domestica. Stanno forse iniziando a disfarsene o cosa?

MH: No, non hanno finanziato la nostra economia nazionale, perché è la Federal Reserve che finanzia l’economia nazionale creando la propria moneta. Non abbiamo bisogno di prendere in prestito da Paesi stranieri per finanziare la nostra economia. Possiamo stampare moneta da soli. Quello che fa l’egemonia del dollaro è finanziare il deficit della bilancia dei pagamenti. Il dollaro finanzia la nostra spesa in altre economie, la nostra spesa all’estero. Non aiuta la nostra economia, ma ci aiuta a trarre un vantaggio da altri Paesi. Più dollari spendiamo per costruire basi militari, più queste spese militari vengono trasferite alla banca centrale locale, che le gira e le rimanda alla Federal Reserve o le deposita su conti bancari statunitensi. Quindi, quella che otteniamo è un pasto gratis a livello internazionale, non nazionale.

MF: Va bene. Quindi ora, dalla scorsa settimana, vedremo Paesi iniziare a spostare i loro beni per rimpatriarli? Perché so che per l’Afghanistan c’è un grosso problema, dato che la maggior parte dei loro fondi governativi erano fuori dal Paese, e sono stati usati come arma contro l’Afghanistan, sequestrandoli e non permettendo alla Banca centrale dell’Afghanistan di usarli. Vedremo altri Paesi rimpatriare denaro e oro?

MH: Beh, le cifre sono disponibili solo alla fine di ogni mese, vengono riportate alla fine del mese, e poi c’è un ulteriore ritardo di due mesi, così non abbiamo idea di cosa stia accadendo. Ma negli ultimi giorni ho parlato con persone in tutto il mondo, e il consenso è che ora tutti stanno pensando la stessa cosa, sicuramente se siete la Cina o la Russia o il Kazakistan o siete nell’orbita eurasiatica, nell’Asia del sud o nell’Asia orientale, ora vi rendete conto che [avete solo due alternative] o fare come aveva fatto Allende in Cile o rifiutarvi di svendere la vostra industria agli investitori americani, così loro potranno trattarvi come hanno trattato il Venezuela. Quindi potete immaginare che ora tutti stiano guardando a questi avvenimenti, e che tutti si aspettano che, come risultato della guerra in Ucraina, che è in realtà una guerra della NATO, questo creerà una crisi della bilancia dei pagamenti in tutto il Sud del mondo, poiché aumenteranno i prezzi dell’energia, del petrolio, delle derrate alimentari, e questo renderà loro impossibile pagare i debiti esteri, a meno che non rimangano senza cibo ed energia.

Ovviamente, questa è una crisi politica.

In pratica, l’unico risultato potrà essere quello di dividere il mondo in due.

MF: Lo avevi previsto nei tuoi libri. Hai scritto che, negli ultimi anni, è avvenuta una de-dollarizzazione in tempi relativamente brevi. Quindi, quello che ora stiamo vedendo è il risultato finale? Cioè, si diceva che potesse succedere rapidamente. È proprio quello che stiamo vedendo in questo momento?

MH: Sì, e nessuno si aspettava che sarebbe successo così in fretta. Nessuno si aspettava che sarebbero stati gli stessi Stati Uniti a portare a compimento la de-dollarizzazione. La gente pensava che, beh, il mio libro lo comprano soprattutto al Dipartimento della Difesa, dove lo considerano un manuale. E sono stato chiamato alla Casa Bianca e al Dipartimento della Difesa, per spiegare loro come funziona l’imperialismo.

Mi aspettavo che forse la Cina, la Russia e altri Paesi avrebbero detto: “Non vogliamo dare all’America dei pasti gratis”. Eppure sono stati gli stessi Stati Uniti a disfare tutto questo, sequestrando le riserve della Russia dopo aver preso le riserve dell’Afghanistan e del Venezuela.

Niente del genere era successo nella storia moderna, nemmeno nelle guerre del 19° secolo. Nella guerra di Crimea, a metà del 19° secolo, Russia, Inghilterra e Germania, avevano tutte continuato a pagare i debiti ai Paesi contro i quali stavano combattendo, perché l’idea era che i debiti fossero sacrosanti. E ora, all’improvviso, non solo i debiti non sono sacrosanti, ma alcuni Paesi possono semplicemente accaparrarsi i risparmi esteri [di altri Paesi]. Immagino che il problema sia iniziato dopo la caduta dello Scià dell’Iran, quando gli Stati Uniti avevano sequestrato il denaro dell’Iran e si erano rifiutati di lasciargli pagare i suoi detentori di obbligazioni, e avevano iniziato l’intera guerra contro l’Iran per tentare di riprendere il controllo delle sue risorse petrolifere. Quindi, all’improvviso, gli Stati Uniti hanno posto fine a quella che tutti pensavano fosse una norma morale immutabile.

MF: Quindi è stato dal 1979, dopo la caduta dello Scià in Iran e negli ultimi decenni, che gli Stati Uniti hanno usato sempre più la guerra economica contro i vari Paesi attraverso quelle che la gente chiama sanzioni, ma che, in realtà, sono misure coercitive unilaterali e illegali? È stato questo, in qualche modo, a preparare il terreno per ciò che sta accadendo oggi?

MH: Sì, il Fondo Monetario Internazionale ha operato, fondamentalmente, come un’estensione del Dipartimento della Difesa. Ha salvato varie dittature, ha salvato l’Ucraina, ha prestato denaro a Paesi le cui oligarchie erano sostenute dall’America, e non ha prestato denaro a Paesi che l’America non voleva sostenere, come il Venezuela. Quindi, il suo compito è sostanzialmente quello di promuovere le politiche neoliberiste e di insistere affinché altri Paesi cerchino il pareggio di bilancio con una guerra di classe contro i lavoratori.

Le condizioni su cui insiste il FMI per erogare prestiti sono la svalutazione della moneta, l’abbassamento dei salari e l’approvazione di legislazioni contro il lavoro. Bene, quando abbassate il tasso di cambio della valuta, cosa abbassate veramente? I prezzi del cibo, delle materie prime, dei macchinari e di molti altri beni sono fissati in dollari a livello internazionale. L’unica variabile economica svalutabile è il costo del lavoro (e gli affitti). Il FMI ha utilizzato questo tipo di pessima politica economica di libero scambio come mezzo per mantenere bassi i salari nel Sud del mondo. Si potrebbe dire che è la finanziarizzazione di un conflitto – in definitiva militare – al fine di promuovere l’ideologia neoliberista.

MF: Hai menzionato l’abbassamento dei salari e cose del genere. E questo viene fatto perché è favorevole agli investitori statunitensi e alle imprese statunitensi, giusto? Voglio dire, la Banca Mondiale in realtà ha un indice, l’Indice di costo delle attività, che informa le grandi aziende sulle leggi locali più favorevoli all’ingresso delle imprese.

MH: È anche peggio di così. L’obiettivo centrale della Banca Mondiale è impedire ad altri Paesi di coltivare il proprio cibo. Questa è la prima direttiva. Essa eroga prestiti per speculare sulla valuta estera, ed insiste sin dal 1950 circa sul fatto che i Paesi che ne usufruiscono riconvertano la loro agricoltura verso colture da esportazione che non possono essere coltivate negli Stati Uniti per motivi ambientali e climatici. E chiede inoltre che questi Paesi non cerchino la sovranità alimentare, non intraprendano riforme agrarie o favoriscano l’agricoltura familiare. Quindi, insiste sull’agrobusiness di proprietà straniera in grandi piantagioni. E ciò significa che i Paesi otterranno prestiti agricoli non per produrre il proprio cibo, ma per competere tra loro nella produzione di colture tropicali, mentre dipenderanno sempre più dagli Stati Uniti per i loro approvvigionamenti alimentari e per il loro grano. E questo fa parte del vicolo cieco in cui si sono cacciati, e che quest’estate creerà una carestia mondiale.

MF: Voglio assolutamente approfondire questo aspetto, oltre alla situazione energetica e alla crisi climatica, ma prima di farlo, vorrei solo che tu commentassi rapidamente come questo abbia spinto molti Paesi a cercare alternative. Gli Stati Uniti hanno rimosso la Russia dal sistema SWIFT, che è il meccanismo internazionale per fare trading e finanza. Hanno minacciato di fare lo stesso con la Cina se non avesse denunciato ciò che stava accadendo tra Russia e Ucraina. Quindi, questa arroganza degli Stati Uniti sta spingendo molte nazioni a cercare alternative, giusto?

MH: Questo è il punto. Beh, fortunatamente negli ultimi due anni hanno solo minacciato di estromettere la Russia dallo SWIFT. E così, Russia e Cina hanno messo in atto un sistema alternativo. Quindi, quasi senza intoppi, stanno passando all’uso della propria valuta per gli scambi reciproci invece di usare il dollaro. E anche questo ha posto fine allo standard del dollaro e all’egemonia del dollaro.

Se l’egemonia del dollaro è imporre che altri Paesi depositino i propri soldi nelle banche statunitensi e gestiscano i loro scambi petroliferi finanziandoli in dollari, e poi, all’improvviso,[a questi Paesi] vengono bloccati tutti i loro dollari e non li si lascia usare le banche statunitensi per pagare i loro scambi commerciali, è ovvio che quei Paesi passeranno ad un sistema diverso. Ed è esattamente ciò che ha posto fine all’egemonia del dollaro, come hai appena sottolineato.

MF: Quindi, vediamo di capire come andranno le cose in questa nuova situazione, una situazione in rapido cambiamento. Potrebbe essere difficile dire cosa sta succedendo, ma hai parlato di una crisi alimentare per la prossima estate. Puoi parlarne un po’ di più e di come si relaziona con il conflitto in Ucraina?

MH: Ebbene, come hanno detto il presidente Putin e Lavrov, i combattimenti in Ucraina non sono affatto una questione che riguarda la sola Ucraina. È una lotta su quale forma assumerà il mondo e se il mondo sarà unipolare o, come sembra ora, multipolare. Gli Stati Uniti, nell’ultimo anno prima che si intensificassero gli attacchi contro gli Ucraini di lingua russa, stavano cercando di impedire all’Europa, e in particolare alla Germania, di acquistare gas e petrolio dalla Russia.

Ci sono tre pilastri della politica estera americana su cui si fonda il potere americano. Il primo pilastro è l’industria petrolifera. Questo negli Stati Uniti è il settore più potente dopo quello bancario. E gli Stati Uniti, per tutto il 20° secolo, insieme a Gran Bretagna e Francia, hanno controllato il commercio mondiale del petrolio.

Ciò ha giovato agli Stati Uniti in due modi. Numero uno, siamo un importante esportatore di petrolio, perché abbiamo una grande industria del petrolio e del gas. Ma, numero due, le nostre compagnie americane controllano il commercio estero di petrolio. In modo che se un Paese, diciamo il Cile o il Venezuela, fa qualcosa che non piace agli Stati Uniti, come coltivare il proprio cibo o perseguire una politica socialista, gli Stati Uniti possono semplicemente negare loro il petrolio e sanzionarli. Senza petrolio, non hanno energia per le loro macchine o per alimentare le loro fabbriche o sostenere il loro PIL.

Quindi, la guerra americana in Ucraina è a tutti gli effetti una guerra contro la Germania. Non è la Russia il nemico. La Germania e l’Europa sono il nemico e gli Stati Uniti lo hanno chiarito. Questa è una guerra per bloccare gli alleati USA in modo che non possano commerciare con la Russia. Non possono comprare petrolio russo. Devono dipendere dal petrolio americano pagato tre o quattro volte tanto. Dovranno dipendere dal gas naturale liquefatto americano per i fertilizzanti. Se non compreranno il gas americano per i fertilizzanti, e non permetteremo loro di acquistarlo dalla Russia, non potranno fertilizzare le loro coltivazioni e così la resa del raccolto diminuirà di circa il 50%.

Quindi, la guerra in Ucraina è stata per far sembrare la Russia talmente cattiva, solo per il fatto di doversi difendere dagli attacchi della destra ucraina nelle zone di lingua russa, che gli Stati Uniti hanno detto: guardate quanto è cattiva la Russia. Dovete rinunciare a comprare petrolio e gas o grano o titanio o palladio o qualsiasi altra cosa dalla Russia.

E così, l’effetto di questa guerra è stato quello di costringere i Paesi della NATO alla dipendenza dagli Stati Uniti perché la grande paura degli Stati Uniti negli ultimi anni è che, mentre l’America si sta deindustrializzando, questi Paesi guardano alla parte del mondo che sta crescendo, Cina, Asia centrale, Russia, Asia meridionale. E gli Stati Uniti temono di perdere il controllo dei propri satelliti principalmente nella NATO, ma anche in Sud America. Quindi, sanzionano e bloccano la loro capacità di acquistare energia non statunitense. Stanno bloccando la loro capacità di acquistare cibo non statunitense, la loro capacità di investire o utilizzare il loro surplus per prosperare investendo in Cina, Russia o Eurasia.

Quindi, questa è una guerra dell’America per bloccare i suoi alleati. Il risultato è che i prezzi del greggio, ora che non è possibile ottenere il petrolio russo, andranno molto, molto al rialzo, e questo creerà una crisi per molti dei paesi del Sud del mondo che hanno un deficit petrolifero. In Germania, le industrie dei fertilizzanti hanno già chiuso perché dicono che senza il gas russo, non possono andare avanti. Quindi, i prezzi mondiali dei fertilizzanti stanno aumentando.

La Russia è il più grande esportatore di grano. E ora che le esportazioni di grano sono bloccate dalle sanzioni, la domanda è: cosa faranno il Nord Africa e il Vicino Oriente che dipendono in larga misura dalle esportazioni di grano russe? I prezzi delle loro derrate alimentari aumenteranno.

Potete vedere cosa sta succedendo negli Stati Uniti con i prezzi del gas e dei generi alimentari in aumento, e questo mette a dura prova non solo i bilanci familiari, ma anche la bilancia dei pagamenti di altri Paesi in tutto il mondo. E così, [questi Paesi] sono disperati. Come faranno a pagare senza prendere in prestito ancora più denaro dalle banche statunitensi? Naturalmente – e questo è un altro aspetto della politica statunitense – le banche statunitensi sperano di ottenere enormi ricavi dai prestiti ai Paesi del terzo mondo a tassi di interesse crescenti.

E poi, naturalmente, ci sono le esportazioni di armamenti. La Nato nei giorni scorsi ha concordato di aumentare il proprio acquisto di armi americane. Quindi, il mercato azionario è salito alle stelle negli ultimi giorni. Dicono che questa carestia mondiale sia una manna per Wall Street. I titoli delle compagnie petrolifere stanno salendo, i titoli militari, industriali, quelli di Boeing e Raytheon stanno salendo. Questo è il grande potere dell’America, che sa che può creare crisi nel mondo e minacciare “o la borsa o la vita”. Questo è il modo in cui le più grandi rapine sono state compiute nel corso della storia.

MF: E, proprio questa settimana, alle riunioni della NATO, il presidente Biden ha sostanzialmente affermato che i prezzi dei generi alimentari aumenteranno negli Stati Uniti e in Europa a causa di ciò che sta accadendo e che questo è il prezzo che dobbiamo pagare.

 

MH: Beh, quello che avrebbe dovuto dire, questo è il prezzo che loro devono pagare a noi. Questo è quello che ha capito il mercato azionario. Quando [Biden] ha detto che questo è il prezzo che dobbiamo pagare, [intendeva dire] questo è il prezzo che i consumatori dovranno pagare alle compagnie petrolifere americane e alle aziende americane di distribuzione di prodotti agricoli. È il prezzo che gli altri Paesi dovranno pagare agli Stati Uniti.

Questo è dire al resto del mondo, sai, ti abbiamo completamente in pugno, di’ quello che vuoi ma non hai scelta, o la borsa o la vita. Siete in trappola. E [Biden] si lamenta del fatto che questa inflazione risultante è esattamente ciò che intendeva ottenere con la guerra in Ucraina, che ha portato all’isolamento della Russia e di altri Paesi che seguono una politica anti-USA.

MF: Ma sempre più nazioni in America Latina e in Africa si rivolgono a Paesi come la Cina per partnership e investimenti. Pensa che in futuro [molti Paesi] eviteranno davvero gli Stati Uniti e si rivolgeranno a queste alternative?

MH: Questo è esattamente ciò che accadrà. Gli investimenti della Cina sono molto diversi da quelli degli Stati Uniti. Gli investimenti statunitensi ed europei danno sostegni finanziari con interessi che devono essere rimborsati. Quelli cinesi sono fatti tramite la Belt and Road Initiative e con investimenti diretti di capitale nello sviluppo di porti, infrastrutture e ferrovie. E, invece di avere una rivendicazione finanziaria generale nei confronti di questi Paesi, la Cina offre equità, una rivendicazione di proprietà sostenuta dai mezzi fisici di produzione che essa stessa mette in atto.

Bene, quest’estate, quando i vari Paesi diranno che non possono permettersi di pagare i loro debiti esteri, gli Stati Uniti avranno un piano di riserva, ok, diranno, abbattiamo i debiti reciproci, in modo che i governi possano pagare i detentori di obbligazioni private e le banche. E gli Stati Uniti cercheranno essenzialmente di condonare i loro debiti, in modo che l’America Latina possa pagare la Chase Manhattan Bank, la Citibank e gli obbligazionisti. E la Cina dirà, aspettate un minuto, noi non abbiamo alcuna pretesa finanziaria contro questi Paesi. Non gli abbiamo prestato dollari. Non abbiamo affatto prestato la nostra valuta estera. Abbiamo costruito risorse, e le risorse sono sempre là. Non ci sono problemi.

Quindi, la domanda è: quali debiti verranno cancellati e a chi? E tutto questo porterà, come potete immaginare, alla destabilizzazione. Gli Stati Uniti probabilmente cercheranno di spingere il cambio di regime nei Paesi che cercano di commerciare con la Cina, come già avevano fatto con la Cina. E le sanzioni che gli Stati Uniti impongono all’America Latina, all’Africa, al Vicino Oriente e all’Asia meridionale creeranno crisi che porteranno il resto del mondo a trattare gli Stati Uniti nello stesso modo in cui Russia e La Cina trattano gli Stati Uniti, come un nemico che minaccia il mondo intero con la sua brama di potere neoliberista. Quindi gli Stati Uniti in un certo senso si stanno isolando dal resto del mondo, dichiarandogli guerra.

MF: Penso che non andrà bene per noi qui negli Stati Uniti. Tu hai parlato del modo in cui è strutturata l’economia attuale. Hai anche sollevato molte preoccupazioni riguardo la crisi climatica. E poi abbiamo il recente rapporto dell’IPCC che afferma che siamo molto indietro nell’agire per adattarci alle crisi climatiche o al riscaldamento globale. Quindi, ora, in che modo questa nuova situazione inciderà sulla crisi climatica?

MH: Ecco, a tutti gli effetti, cosa ha detto Biden: “Siamo molto indietro nella lotta al riscaldamento globale”. La politica americana si basa sull’aumento e sull’accelerazione del riscaldamento globale. Questo è stato un punto centrale della politica statunitense sin da quando sono entrato all’Hudson Institute negli anni ’70. Gli Stati Uniti si oppongono a qualsiasi tentativo di prevenire il riscaldamento globale, perché potete immaginare cosa accadrebbe se altri Paesi si orientassero all’energia solare e alle energie rinnovabili. Ciò ridurrebbe la loro dipendenza dall’industria petrolifera statunitense. Se si guarda alla politica americana, essa è gestita dall’industria petrolifera, in modo da instaurare nelle altre nazioni una dipendenza dal petrolio. Poi, ovviamente, l’ultima cosa che gli Stati Uniti faranno è prevenire il riscaldamento globale. Quindi, se siamo indietro nel contrasto al riscaldamento globale, è perché il livello del mare non si sta alzando abbastanza velocemente, Il mondo non si sta riscaldando abbastanza velocemente per non bloccare la dipendenza dal petrolio americano dei Paesi esteri.

E penso che tu abbia sentito quello che nelle ultime settimane ha detto il presidente Biden, che il carburante del futuro è carbone e petrolio. In questo momento, [Biden] è in Polonia. Penso che stia suggerendo che uno dei suoi principali prodotti, il carbone polacco, dovrebbe essere utilizzato in Europa invece del gas russo. Quindi, la politica estera americana si basa sull’uso accelerato di carbone e petrolio, non sull’energia rinnovabile.

Ora, ecco perché penso che il movimento ambientalista dovrebbe diventare un movimento contro la guerra e contro l’egemonia neoliberista del dollaro. Non si eviterà il riscaldamento globale se non si ferma il dominio della politica estera americana da parte dell’industria petrolifera.

 

MF: Penso che negli ultimi anni abbiamo assistito ad un cambiamento nel movimento per il clima, che ha iniziato a capire che non possiamo affrontare questa crisi senza affrontare anche la questione dell’apparato militare americano. Quindi, in questi ultimi minuti che ho con te, cosa hai da dire agli ascoltatori riguardo a come questo problema inciderà sulle persone che vivono negli Stati Uniti, un Paese che ha dimostrato di essere sull’orlo del fallimento? La pandemia di Covid-19 credo che abbia messo in luce in tanti modi l’insicurezza finanziaria che le persone stanno affrontando, l’alloggio, l’istruzione, l’assistenza sanitaria, tutti i fallimenti del governo nel soddisfare i bisogni primari delle persone. Come pensi che cambierà con questa nuova situazione?

MH: Bene, gli Stati Uniti hanno scroccato a livello internazionale. Quindi, gran parte della nostra prosperità è il risultato del non dover pagare le nostre spese militari, non dover pagare molti degli investimenti esteri che forniscono agli Stati Uniti materie prime estere a basso prezzo. Tutto ciò sta finendo con la politica del presidente Biden, che, ovviamente, i Repubblicani sostengono tanto quanto i Democratici.

Quindi, c’è davvero un progetto politico che finirà per impoverire, direi, il 99% degli Americani. Mentre la Federal Reserve salva il mercato azionario e obbligazionario per l’1%, ci sarà un’enorme stretta che costringerà, penso, la maggior parte delle famiglie americane ad indebitarsi, portando probabilmente alla chiusura di molte attività, proprio come la crisi Covid ha fatto chiudere molte aziende. Ci sarà l’aumento dei prezzi del carburante, l’aumento dei prezzi del cibo costringerà le famiglie ad indebitarsi o vendere le loro case e diventare affittuari.

MF: E questo è un altro problema riguardante l’acquisto di alloggi negli Stati Uniti da parte di società di investimento che così possono controllare i prezzi degli affitti. Sembra che ci aspettano giorni difficili.

MH: Sì. Insomma, nessuno può davvero fare previsioni, è davvero un territorio inesplorato, perché nessuno pensava che ci fosse un’alternativa. Il motto era, come disse Margaret Thatcher, “Non ci sono alternative”. Bene, ora, l’America ha costretto il mondo a trovare la propria alternativa.

[L’intervista vera e propria a Michael Hudson inizia a 00:27:27]

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mhudson/us-dollar-hegemony-ended-abruptly-last-wednesday/
29.03.2022
Tradotto da Papaconscio per comedonchisciotte.org

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