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Leadership ed Improvvisazione; dal M5S alla movida

DI ALESSANDRO GUARDAMAGNA

comedonchisciotte.org

Lo storico militare John Keegan sosteneva che ogni stato porta avanti il tipo di guerra che meglio riflette la propria cultura e la propria guida politica; per questo l’Italia fascista non seppe condurre decentemente nessun conflitto moderno, in quanto la leadership che volle la guerra, in particolar modo che decretò l’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale, era rappresentata principalmente da personaggi privi delle vere caratteristiche che un capo militare e politico deve avere, incapaci di capire le necessità della guerra moderna.

Esempio emblematico di tale mentalità è Mussolini, che non promosse investimenti nello sviluppo del radar, e si rifiutò sempre di far costruire portaerei perché sosteneva che l’Italia non ne aveva bisogno, in quanto era un’immensa portaerei “slanciata” nel mezzo del mediterraneo, il Mare Nostrum che aveva rappresento la centralità del dominio di Roma antica ed implicitamente dell’Italia del regime.

Che da lì però le forze Italiane non avrebbero mai potuto colpire i convogli alleati che facevano regolarmente la spola tra Boston, New York e Liverpool gli sfuggiva, essendo Mussolini persona priva di visione strategica e pressappochista, e a causa delle sue “non scelte” la Regia Marina, quarta al mondo per tonnellaggio fra quelle di allora, pagò un prezzo altissimo, di cui esempi tragici ed inequivocabili rimangono Taranto e Matapan.

La guerra fu quindi persa dalla pochezza di un regime che la condusse sui mari e dall’Africa alle steppe russe tramite decisioni da operetta, che riflettevano le parate vuote e la propaganda impiegate per colmare le carenze produttive e l’incapacità politica di chi lo dirigeva, e non dalla viltà di un popolo incapace di farla.

Quest’ultimo fattore – che ha una sua ragion di essere – è assai minore di quanto la propaganda alleata e le invettive del regime “tradito” post 8 Settembre ’43 abbiano voluto far credere. Ripercorrendo a ritroso e per sommi capi il pensiero di Clausewitz, la politica è guerra senza l’uso delle armi, attività finalizzata ad imporre e portare avanti una decisione, per cui chi fa guerre in modo ridicolo non a caso è responsabile di politiche ridicole.

Chi ha una visione della vita e della politica come spettacolo farà politica-spettacolo. Chi ha visioni da spettacolino farà politiche da spettacolino. La logica dello spettacolo ad uso personale applicata alla politica produce il Fascismo delle parate e della propaganda slegata dai fatti.

Una chiara dimostrazione ne è il proclama “Checché se ne dica i soldati Tedeschi ed Italiani sono sul Volga”, scandito imperiosamente dalla radio all’indomani dell’offensiva dell’Ottobre del ’42, che non riuscì a conquistare completamente Stalingrado e finì per esporre pericolosamente la Wermacht al futuro contrattacco sovietico; il problema infatti, cosa che la propaganda non diceva ammesso che lo conoscesse, non era trovarsi sul Volga, ma rimanervi e farne il punto di sfondamento delle difese sovietiche per determinarne la caduta, piano che si rivelerà tragicamente errato da lì a pochi mesi.

Sulla stessa linea vi sono gli annunci di Forza Italia e del PD tesi a presentare come fatti un rilancio economico inesistente di “milioni di posti di lavoro”, sbandierati da Berlusconi e Renzi e mai materializzatisi se non nella falsa retorica da palcoscenico loro e dei propri scherani e cortigiane.

In tale trend si inserisce in parte il Movimento 5 Stelle laddove parla di rinascita della coscienza politica dei cittadini e dei loro portavoce, ma poi con una deregulation estrema e controproducente non crea i presupposti per il radicamento di una base da cui possa emergere una leadership consapevole, che grazie ad esperienza, capacità intellettive ed impegno diventi motore di trasformazione della società.

Il vuoto di regole che permette il proliferare di comportamenti apertamente in contrasto alle linee guida e ai valori del Movimento – emblematico è il caso di Parma dove dal 2012 ha operato sostanzialmente indisturbata un’amministrazione formalmente del M5S e de facto al servizio di industriali e lobby locali, da anni appoggiata da alcuni meetup del territorio dove tuttora imperversano consiglieri ed attivisti con simpatie ambigue – fa si che a livello locale il Movimento 5 Stelle si ri-trasformi spesso in movida 5 starlets, “animata” da un numero variabile di one-man-show meetup buoni per casting commerciali o tutt’al più ad improvvisarsi capipopolo per ottenere quelle manciate di voti necessari a conquistarsi una sedia da qualche parte, l’agognato “posto al sole”.

Questo “modus operandi” e chi lo interpreta è quello che il senatore Nicola Morra stroncava senza mezzi termini nel suo intervento durante la conferenza sul tema “Populismo e Rivoluzione” nel Novembre 2017, definendolo il “vippame” di cui il M5S non ha bisogno. Questo proprio perché lo showman per suo ruolo e natura cambia agente, film e parte se gli conviene, in quanto serve in primis se stesso ed il popolo solo indirettamente. Show must go on a qualsiasi prezzo, mentre la politica si deve anche fermare e ri-orientare laddove necessario.

Quella dello show finisce con l’essere la condotta della stragrande maggioranza dei politicanti dell’Italia contemporanea, ed esatta antitesi del modello del M5S che vuole cittadini che interpretino e realizzino la politica come servizio e non come spettacolo.

Va detto che il dilagare della politica spettacolo è ormai tale che per vincere all’interno della platea nazionale risulta comunque necessaria la personalizzazione del leader a cui il M5S non si è sottratto, come dimostrato da Di Maio, ed una certa spettacolarità degli scontri politici rimane fondamentale per sollevare l’interesse delle persone e catturarne l’attenzione. Non è un caso che uno dei fondatori del M5S sia un comico molto abile a tenere la scena e a fare spettacolo, di contenuto però.

Da questo livello intriso di spettacolarizzazione della politica per motivi noti, il M5S deve saper prendere le dovute distanze per sostituirvi partendo dal basso, una politica e rappresentanti di sostanza, rifiutando i travestimenti ed i travestiti dei decenni passati ed i loro epigoni. Per farlo deve dotarsi di un radar, neanche tanto sofisticato, che con poche regole precise stabilisca i criteri di merito e di impegno fattivo che devono qualificare chi fa parte del M5S sostanzialmente e chi invece vi spunta o rimane come comparsa, così che sia possibile distinguere politicamente gli amici dai nemici, e tagliare senza mezze misure o scrupoli inutili questi ultimi.

Diversamente e contrariamente a quanto si propone, il Movimento lascerà di nuovo mano libera a compagni-militi-fan-spettatori di vari partiti risvegliatisi dai loro letarghi, da ritiri spirituali di anni o da stroncature politiche ed inattività di varia natura, pronti a riciclarsi mettendo in piedi i loro spettacolini pro domo propria sotto i rituali slogan del “Movimento divenuto movida”, funzionali solo ai vari sprint elettorali.

Questo andrebbe a danno del M5S, minandone la credibilità agli occhi dei cittadini e di coloro che da anni ne fanno parte e vi operano onestamente. Se servisse ricordarlo la leadership, politica o di altra natura, ed i contenuti su cui si basa non si possono improvvisare, e il credere di poterlo fare alla lunga aumenta solo il rischio di un’altra Matapan.

Alessandro Guardamagna

Riferimenti:

Beevor, Anthony. Stalingrad. London, 1999.

Fussell, Paul. Wartime. Understanding and Behaviour in the Second World War. Oxford, 1989.

Hanson, Victor D. The Soul of Battle. New York, 1999.

Keegan, John. The Face of Battle. New York, 1976.

Keegan, John. A History of Warfare. Chatham, 1993.

 

Fonte: www.comedonchisciotte.org

03.01.2018

 

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

51 Commenti

  1. L’Italia era un’immensa portaerei “slanciata” nel mezzo del mediterraneo, il Mare Nostrum
    Continua ad esserlo

    • l’Italia è una grande portaerei AMERICANA slanciata nel Mediterraneo…

      • più che una portaerei mi pare un MEZZO DA SBARCO

      • Inoltre 🙂
        Gli USA hanno 10 portaerei
        L’Inghilterra ne ha 2
        La Cina ne ha 1
        La Russia ne ha 1
        (dà l’idea dei rapporti di forza)
        (Fonte: Daniele Ganser)

        • le portaerei nelle guerre moderne sono solo delle bare galleggianti , lo dicono pure i generali americani, sono grosse e facili bersagli quindi pressoché inutili in una guerra moderna seria ,cioè con nazioni militarmente forti .Possono solo servire contro nazioni più impreparate militarmente.

  2. -Mah, sui riferimenti storici ci sarebbe molto da discutere. Non credo che il problema fosse rimanere sul Volga, il problema era il ‘regime change’ a Mosca che si doveva promuovere abbandonando tutte le illusioni di conquiste territoriali indifendibili. Un ‘regime change’ impedito dai pregiudizi antislavi di Hitler e di pochi altri nel suo entourage.
    -I 5S sono nati come one-man-show e non dovrebbe meravigliare se questa forma di fare politica si riproduce poi a livello locale, e non solo a Parma. Anche i programmi che presentano, scollegati dalla realtà finanziaria del Paese sono più spettacolo che altro. Un equilibrismo che serve a perpetuare l’illusione che si può essere di destra e di sinistra nello stesso tempo, per cui prima delle elezioni si dice : mai alleanze e dopo : “il governo con chi ci sta”, siano pure cani e porci.
    -Le sparate pre elettorali degli altri però non sono da meno. La situazione delle finanze pubbliche è tale che già da Aprile serviranno circa 4 miliardi richiesti dalle UE, più una finanziaria che deve trovare i 15 miliardi per evitare l’aumento dell’IVA più le spese per i migranti in continuo aumento ecc. ecc.

    • Alessandro Guardamagna

      Il problema infatti non era rimanere sul Volga. Originariamente con l’operazione Blu le forze tedesche dovevano lanciare una serie di offensive in sequenza che prevedevano di dirigersi sul Caucaso, occuparne i campi petroliferi, avanzare sul Volga, rompere la resistenza sovietica, etc… Hitler ad offensiva avviata nell’Agosto del ’42 cambiò il piano e pretese che le mosse si svolgessero in contemporanea imponendo alla VI Armata di prendere Stalingrado – punto privo di importanza strategica – e più in generale alla Wermacht uno sforzo non sostenibile che alla lunga ne determinò la catastrofe. Ho parlato di Stalingrado come esempio.
      La propaganda Italo tedesca, forse resasi conto che oltre il Volga non si poteva andare, presentò, dopo, la permanenza a Stalingrado – occupata al 90% ma non conquistata e senza approdi sulla sponda este del fiume – come una conquista.
      Quanto al regime change a Mosca la Germania Nazista lo prevedeva solo con l’imposizione delle armi e la sconfitta dell’avversario. Qui siamo però lontani dall’articolo e andiamo ad occuparci di politica della 2 Guerra Mondiale.
      Cordiali saluti

  3. È la terza associazione che viene a crearsi, per mero effetto della cause in tribunale che i campioni della legalità e della onestà stanno perdendo uno dopo l’altra… A giorni dovrebbe uscire la sentenza di merito della prima di tutte le altre sentenza… La Madre. Ho il sospetto che i tenore temuto della sentenza abbia prodotto un nuovo pateracchio che potrà essere oggetto di ulteriori cause… A meno che non si intenda il m5s come una cosca malavitosa che non deve rendere conto a nessuno, vi sono delle norme (codice civile) che una forza politica che aspira al governo del paese dovrebbe andar fiera di rispettare… Vedremo! Quel che mi pare oggettivamente certo è che il tradimento delle speranza in qualcosa di nuovo che in molti avevano avuto cinque fa, ha dato nuova vitalità al vecchio sistema partitocratico che era imploso… Lo hanno resuscitato e con esso scenderanno a patti per la spartizione di ciò che ancora resta di questo Paese.

    • Ma come… non lo sapevi che il M5S ha diritto a tante di quelle omertà, omissioni, immunità e indulgenze a cui tutte le associazioni di stampo mafioso non potranno mai aspirare???…

      Altro che codice civile… quello penale sarebbe ancora poco; giacché è sotto gli occhi di tutti che se così non fosse vi sono già tanti i quegli elementi probatori rilevanti, sparacchianti, a suo carico per cui (se ci fosse) un P.M. non-politicamente-grillino-corrotto avrebbe già, di per sé, formulato quantomeno l’imputazione previsto Art. 416 bis C.P.. sbattuto in cella tutti i grillini, amici, parenti giovani, vecchi e bambini e gettato le chiavi nel bel mezzo del Triangolo delle Bermude!

      Così imparano ‘sti “grullini”… eccheccazz…

      • “il M5S ha diritto a tante di quelle omertà, omissioni, immunità e indulgenze a cui tutte le associazioni di stampo mafioso non potranno mai aspirare?” e “vi sono già tanti i quegli elementi probatori rilevanti, sparacchianti, a suo carico”

        Interessante, hai qualche riferimento a sostegno di quelli che affermi? vorrei approfondire.
        Qualcosa che non sia un “lo sanno tutti” o “è sotto gli occhi di tutti”, ovviamente.
        Attendo lumi, grazie in anticipo.

        • Forse non l’hai capito, o forse mi esprimo male io, boh… ma il mio commento era ironico, o meglio, paradossale.

          Semmai le tue domande andrebbero indirizzate all’autore oggetto delle mie “informazioni”… 🙂

        • Io ne so abbastanza… Si dà il caso che conosco gli atti giudiziari, ma non è in questa sede e in questa forma che possono essere comunicati… te ne do un’altra di dritta: è stata fatta richiesta al giudice di proncunciarsi su “lite temeraria”… Ed accontentati, di quel che Antonio XV dice a te Piramis… Aspetta la sentenza di merito che dovrebbe uscire a giorni… La renderò pubblica…Ed altro non chiedere. Questa non è un’aula di Tribunale, dove io in genere ci sono… Qui, per chi ne ha interesse, posso rendere pubbliche le mie riflessioni dopo anni di militanza m5s: QUESTO SISTEMA PARTITOCRATICO, di cui ora il m5s è parte integrante, è peggio della peggiore delle dittature: i cittadini non hanno scampo, possono dedicarsi all’orto se ne hanno uno… Non esiste spazio alcuno per l’impegno politico… Poi ognuno è libero di pensarla come vuole e di andare pe rla sua strada… Ci mancherebbe! Se uno ha la Fede, non sono certo io che gliela voglio togliere.

          • Guarda, non so perché mi tiri in ballo, in quanto io ho replicato ad un commento di @disqus_QV02qiPtAo:disqus in merito a quello che ha scritto lui e dal quale ho avuto una chiara spiegazione, discorso chiuso.
            Se avessi voluto chiarimenti sul tuo commento, avrei replicato al tuo, non ti sembra?
            In ogni caso, se hai qualcosa di documentato da scrivere, lo leggo sempre volentieri.
            Buon anno ))

      • Alessandro Guardamagna

        Se fornisce dei riscontri si può ragionare sui medesimi e contribuire alla discussione. Diversamente si tratta di illazioni e con queste non si muove un passo in nessuna direzione.
        Cordialmente

        • Ha forse replicato cliccando involontariamente il nik sbagliato (es. Antonio XI, il quale afferma di saperne abbastanza)?

          Perché se è a me che si rivolge ho già replicato a Piramis che il mio commento era… sardonico (barbarus hic ego sum, quia non intelligor illis!), rivolto a tutti coloro che diffondono ogni genere di fake news, idee false, criteri volgari, ecc. ecc. circa il movimento, che già da lungo tempo hanno infettato il web e i media mainstream, e non, in ognidove.

          Cordialmente.

          • Alessandro Guardamagna

            Chiedevo a Lei in quanto non potevo sapere che il suo commento fosse ironico. Mi era sfuggita l’intenzione e probabilmente alcuni commenti che aveva postato si sono incrociati con il mio e non li avevo letti. La ringrazio per il chiarimento.
            Cordialmente

      • Ironico, dunque? Ma hai pratica di m5s? O leggi solo i giornali e senti le favole? Non ho nessun gusto della provocazione e non sono qui a perdere il mio tempo e farne perdere a chi mi legge… Ognuno che pensa di sapere le cose, le dice… Sta poi agli altri crederci o meno… Detto questo vi saluto e potete pure parlare alle spalle perché non ritorno nella pagina.

  4. “Esempio emblematico di tale mentalità è Mussolini, che non promosse investimenti nello sviluppo del radar, e si rifiutò sempre di far costruire portaerei perché sosteneva che l’Italia non ne aveva bisogno”

    “Che da lì però le forze Italiane non avrebbero mai potuto colpire i convogli alleati che facevano regolarmente la spola tra Boston, New York e Liverpool gli sfuggiva”

    Non so di cosa e’ esempio emblematico questa “analisi”. O forse si’…
    Credo che fare delle portaerei solo per bombardare i convogli americani sarebbe stata una stupidaggine. A proposito: quand’e’ che l’America e’ entrata in guerra con l’Italia? Avrebbero dovuto cominciare a costruire portaerei 4 o 5 anni prima prevedendo che avrebbero affondato navi americane? Tra l’altro, allo scopo, sono ben piu’ utili i sommergibili, come hanno dimostrato i tedeschi, che hanno anche il vantaggio di essere un pochino piu’ problematici da affrontare.
    Giustamente l’Italia non aveva bisogno di portaerei, altro che “spola tra Boston e New York”!
    Ovviamente di errori, e grossi, ce ne furono, ma le portaerei c’entrano poco.

    • Alessandro Guardamagna

      Infatti costruirle solo per bombardare convogli sarebbe stato poco utile, poiché avrebbero potuto essere impiegate per molteplici ruoli, ma non averle quando tutti gli avversari ne disponevano – fatto – fu demenziale. Del resto non lo sostengo solo io, ma lo stesso Montanelli – in 2 Secoli Di Guerre, se interessa approfondire – con qualche cognizione di causa mi verrebbe da aggiungere. La mobilità aerea nel mare avrebbe permesso di conseguire importanti risultati dai quali L’Italia fu tagliata fuori. E’ un altro fatto che non riuscimmo neppure ad occupare Malta, che rimarrà una spina nel fianco dell’Asse per tutto il conflitto, almeno fino al ’43 dopo lo sbarco alleato in Sicilia.
      L’America iniziò a dotarsi di portaerei nella seconda metà degli anni ’20, dopo il Giappone (primo in assoluto nel 1925), in previsione di conflitti futuri. Il comando della marina USA fece investimenti in tal senso, cosa che all’Italia fascista mancò completamente, per via di rivalità e della miopia politico-militare da cui era affetta.
      Quanto ai sommergibili nessuno ne nega l’efficacia, ma da soli non bastarono a stroncare i rifornimenti alleati, altro fatto, che continuarono ad alimentare lo sforzo bellico Anglo-americano in Europa con tragitti regolari tra Boston, New York e Liverpool.
      Cordialmente

      • Immagino che l’utilita’ di avere portaerei in atlantico o nel pacifico sia differente da quella di averle nel Mediterraneo, soprattutto dal punto di vista dell’Italia, che ci sta nel mezzo.
        Il fatto di non avere occupato Malta ha cause differenti, ritengo.
        Invito a leggere l’intervento di Lino Berto piu’ sotto che ricorda quali furono le magagne ben piu’ gravi nella Marina (grave responsabilita’ del potere politico). Senza contare che l’entrata in guerra fu all’inizio piu’ una finta che altro, quando invece ci si doveva impegnare decisamente per ottenere subito il maggior vantaggio possibile, quando gli inglesi erano piu’ vulnerabili. Probabilmente e’ stato bravo Churchill a far balenare speranze illusorie a Mussolini. Immagino che qualcosa del genere dovesse essere il contenuto del famoso e perduto “carteggio”.

        • Alessandro Guardamagna

          L’utilità o necessità di impiego di mezzi specifici in un teatro bellico dipende naturalmente dalle circostanze, e queste possono anche essere simili in teatri diversi fra loro. Limitandosi al Mediterraneo nel 1941, se a Matapan la Regia Marina avesse avuto anche solo una portaerei con caccia o aerosiluranti le cose avrebbero potuto andare diversamente. Purtroppo oltre che mancare di radar, non ebbe neppure adeguato appoggio aereo.
          Se a Lei va bene sostenere la tesi della portaerei peninsulare stabile può farlo; posso solo farle notare che le operazioni militari nel Mediterraneo e aree limitrofe lontano dalla acque Italiane e dalle basi NATO nel secondo dopoguerra hanno sempre visto l’impiego di portaerei (Suez 1956, Yom Kippur 1973, Libano
          1982-‘83, Libia 1986 e 2011, Siria 2013), sia come mezzo di attacco, sia come deterrente.

          Non mi è chiaro cosa intenda esattamente con finta entrata in guerra. Quello che sostanzialmente accadde quando nel Giugno del’40 l’Italia attaccò la Francia, ormai provata da un mese di scontri con i Tedeschi, fu che sul fronte alpino riuscimmo ad
          impossessarci di alcuni villaggi di montagna subendo però perdite assai superiori a quelle inflitte al nemico. Molti morti furono dovuti ai congelamenti perché le truppe mancavano di equipaggiamento adeguato, ad ulteriore testimonianza di come la guerra fosse “non gestita” da una leadership che l’aveva voluta e fin dall’inizio si dimostrò incapace di condurla decentemente.

          Cordialmente

          • Rispondo alla domanda sulla entrata in guerra ‘finta’. Intendevo che l’entrata in guerra, avvenne con modalità del tutto inusuali, anche con la francia (a dispetto della leggenda della cosiddetta pugnalata alla schiena). La modalità con cui si intervenne in guerra col freno a meno deve spiegare con l’intenzione di risolvere tutto in breve in modo negoziale.

            Notare che Malta gli inglesi la davano per persa in caso di guerra con l’Italia, visto che e’ a ridosso della Sicilia e alla portata di tutta l’aviazione italiana.
            Per quanto riguarda le operazioni militari nel Mediterraneo, vorrei sottolineare, che le basi italiane oltre che in Italia, erano in Libia, in Dalmazia e persino a Rodi.

            Vorrei anche far notare che l’uso di portaerei in Libano, Libia, Siria, per bombardamenti a terra non è esattamente pertinente all’obiezione che facevo io.

          • Alessandro Guardamagna

            Infatti con la Francia vi vu un armistizio che l’Italia accettò occupando territorialmente alcune aree di confine. Ma il modo di condurre le operazioni fu in linea col pressapochismo più volte evidenziato – tema dell’articolo. Su un fronte ridottissimo l’Italia schierò 380.000 uomini contro 120.000 di un esercito – quello francese – provato da un mese di combattimenti e in ritirata in larghe zone del paese, incapace di confrontarsi col nuovo modo di condurre le operazioni belliche attuato dai tedeschi, impossibilitato a ricevere truppe di supporto. E pure in queste condizioni le nostre truppe non seppero aver ragione dell’avversario. Credo che la cosa dica qualcosa sul modo in cui i nostri erano condotti, non crede?

            Gli Inglesi davano Malta per persa per alcuni dei punti che lei adduce, esatto, e l’esercito a conduzione fascista non riuscì a prenderla – e una conquista facile che non si materializzerà sarà sempre d’intralcio alle operazioni dell’Asse fra l’Europa e l’Africa settentrionale. La cosa non fa altro che riconfermare quanto emerso in precedenza sulla pochezza del modo di condurre le operazioni militari da parte delle leadership fascista.

            Lei ribadisce che le portaerei in un conflitto moderno che ha al centro il mediterraneo non servono all’Italia. Io le ho dato alcuni riscontri che indicano che le portaerei alla Regia Marina sarebbero servite nel secondo conflitto mondiale nel Mediterraneo e anche nell’Atlantico, dove senza radar e senza portaerei la marina non entrerà mai in forze. Le ho anche dimostrato che la loro funzione multiuso – attacco, deterrente – è stata apprezzata dagli stati maggiori di moltissime marine militari di stati occidentali (e non solo) a partire dagli anni ’20 in poi, ed è continuato nel secondo dopoguerra, come dimostrato dal loro impiego anche nel teatro del mediterraneo.

            Onestamente l’obiezione mi sembra appropriata.

            La saluto

  5. Perdere quella maledetta guerra ha condannato la nostra civiltà all’oblio ed è questa l’unica cosa che non potrò mai perdonare al regime fascista: la faciloneria, la superficialità e l’ignoranza con cui vennero affrontate varie questioni di importanza cruciale. Sulle portaerei la questione è da sempre dibattuta; secondo me fu un grave errore lasciarle perdere costruendo invece un sacco di corazzate costosissime, bellissime ma che si rivelarono inutili. La nostra marina militare fin dal 1925 aveva chiesto autorizzazioni per costruire le portaerei intuendo che sarebbero state il futuro… ma Mussolini venne, in questa come in tante altre cose, mal consigliato e si accorse dell’errore quand’era troppo tardi. Errore che ammise egli stesso arrivando ad affermare che “le portaerei erano il parapioggia delle forze navali”. A onor del vero anche Hitler commise l’errore di sottovalutare l’importanza delle portaerei non stanziando i fondi per completare la Graf Zeppelin, mandando la Bismarck e gli incrociatori pesanti allo sbaraglio col risultato che le presero perfino da quei cessi degli Swordfish perchè non avevano nulla da opporgli.

    • “Errore che ammise egli stesso arrivando ad affermare che “le portaerei erano il parapioggia delle forze navali””

      Sì, però, mò come glielo spieghi a MarioG che sostiene… anzi che è certo del contrario?

      • Sono contento di sentire un altro esperto di strategie navali. Io, che sono praticamente a digiuno, ho solo ragionato su quello che dice l’articolo sulle portaerei: che avrebbero dovuto servire ad affondare i convogli in Atlantico. Al che ho fatto 2 considerazioni: che qualcuno avrebbe dovuto prevedere la guerra in atlantico 5 o 10 anni prima; secondo, allo scopo serve egregiamente una flotta di sommergibili.
        Oppure lei la spiega diversamente?
        Le cose che voi dite sull’uso delle porterei possono essere corrette o no, non lo so, ma non e’ quello che leggo nell’articolo. E su quello confermo le mie obiezioni.
        Sono poi pienamente d’accordo con quanto ha detto Nathan poco piu’ sotto sulla mancata conquista di Malta (un’altra portaerei, guarda caso!)

        • I sommergibili tedeschi furono una grande arma ma da soli non potevano vincere la guerra ai convogli per via del loro potenziale offensivo limitato; la battaglia dell’Atlantico fu persa proprio perchè tutto il peso di essa ricadde sui soli sommergibili. La Germania essendo consapevole che la flottiglia di sommergibili non bastava volle trasferire le sue navi da battaglia sull’Atlatico ma non fecero che prenderle dai bombardieri e dagli aereosiluranti perchè non avevano copertura aerea sufficiente. Ne erano totalmente sprovvisti sul mare per mancanza di portaerei e nemmeno i porti francesi erano tanto sicuri visto che Brest era uno principali bersagli della RAF. La Bismarck che si pensava avrebbe dovuto fare la differenza diventando una massacra-convogli non riuscì neppure ad arrivare in Francia proprio a causa di una portaerei inglese che la azzoppò con gli swordfish, un modello di aerei dalle prestazioni da prima guerra mondiale ma che pure fu sufficiente (sfiga a parte) per mettere in ginocchio il fiore all’occhiello della flotta tedesca. L’aereo come mezzo da combattimento nelle guerre navali era diventato indispensabile ma le forze dell’asse (Giappone escluso) lo capirono troppo tardi e quando cercarono di ovviare a questa mancanza non c’era più modo di vincere.

    • Esatto. Se c’è un settore in cui gli americani sono sempre stati all’avanguardia è proprio quello delle portaerei. Hanno permesso loro durante la 2a guerra mondiale di prendere il controllo dei mari, controllo che tuttora detengono e che è essenziale per intervenire militarmente in tutto il mondo per mantenere in piedi il loro impero.

    • Il grande errore di Hitler fu di voler prendere la kamciatka invece di invadere l’inghilterra. Il resto sono chiacchere da 4 amici al bar.

  6. A parte le considerazioni politici militari alquanto discutibili, basti pensare che non conquistare Malta si pensa essere la chiave di volta della guerra in Africa, conidivido un concetto. La volontà del leader è quasi tutto in guerra, se poi è anche illuminato beh vince sicuramente. Qui è che leader tutti di un pezzo, con saldi principi morali e un po’ di pelo sullo stomaco non li vedo, ci sono solamente opportunisti che riescono a comprare chiunque per due spicci. Io sono dell’idea che se non si sfascia non si aggiusta ma i muratori saranno capaci?

    • Cit. “La volontà del leader è quasi tutto in guerra, se poi è anche illuminato beh vince sicuramente.”

      Credere che in guerra, così come nella vita di relazione, “volere è potere”, prendere alla lettera l’iperbole del proverbio, può trascinare un idiota e nondimeno un “leader “illuminato” da una delusione all’altra, fino al suo suicidio, dell’esercito, nazione, continente e di tutto quello che ancora respira. Sì, davvero belli i “leader illuminati”.

      Cicerone ci disse che la storia è maestra di vita, Vico che la storia si ripete, ma a quanto pare la storia non serve a nulla, se non a perseguire la folle corsa verso l’assassinio di massa.

  7. Senza discutere riguardo alle strategie militari dell’ultima guerra, per le quali occorre una riflessione più approfondita da parte di esperti, non si può dire che gli alleati dell’Italia abbiano fatto delle scelte lungimiranti, visto che sia Germania che Giappone hanno rischiato la loro stessa sopravvivenza come popoli. A meno di non subire guerre di aggressione, la logica elementare dovrebbe suggerire che si scende in guerra solo se ci sono risorse sufficienti (compreso un quadro “giusto” di alleanze) e buone probabilità di vincere; semplicemente, nonostante la capacità organizzativa e risorse molto superiori alle nostre, entrambe queste nazioni hanno intrapreso una guerra che, nei fatti, si è rivelata un azzardo per le loro possibilità. Per quanto riguarda il M5S, occorre premettere che, purtroppo, oggi nessuno può sottrarsi alla politica spettacolo, dopo decenni di assuefazione a tv e stampa il cui unico scopo è stato nascondere la verità dietro slogan inconcludenti e politiche ad effetto. Ma coloro che attendono al varco il M5S per avere risposte coerenti e inattaccabili riguardo a politiche e temi sociali rispetto ai quali hanno sostenuto per decenni, con il loro voto, il malgoverno del sistema attuale, probabilmente non hanno capito nulla di politica. Chi non è in grado di fare autocritica riguardo alle proprie scelte, non potrà mai accettare una nuova alternativa; come ha detto qualcuno, farà di tutto per impedire agli altri di uscire dalla caverna.

  8. Noto nei commenti che hanno acceso il dibattito più i riferimenti storici, per lo più al Ventennio, del M5S. Un fatto che là dice lunga.

    • A me sembra inconferente la lunga e denigratoria introduzione riferita alla nostra storia, messa li a forza.
      Ogni occasione è buona per parlare male del nostro passato e del nostro presente, a prescindere del tema oggetto dei discorsi. Una sorta di captatio benevolentia per il solito pubblico di antifa spiaggiati sul divano.

      • Alessandro Guardamagna

        L’articolo non denigra la storia Italiana in generale, ne quella militare in particolare. Indica invece i motivi – limitandosi ad alcuni fatti documentati perché la trattazione esaustiva non permette di essere presentata in un articolo online – per i quali l’Italia uscì perdente dalla Seconda Guerra Mondiale, a causa di una leadership incapace di affrontare le problematiche e le necessità imposte dai conflitti di massa dell’età contemporanea. Questo è messo in parallelo con altri esempi di maldestre leadership vuote che negli ultimi decenni hanno contraddistinto la scena politica Italiana dimostrando che la leadership – intesa come capacità di condurre ed ispirare al raggiungimento di precisi obiettivi – non può essere improvvisata nel momento in cui deve essere promossa da interi quadri direttivi, vuoi in un parlamento, vuoi in un esercito. Ci sono poi i geni militari – i.e. Napoleone, che cmq aveva fatto studi militari regolari – ma non ci si può aspettare che la politica di uno stato o la direzione delle attività belliche siano realizzate grazie alle intuizioni e colpi di genio di un singolo.

    • Il fatto che si unisca al dibattito sui 5Stelle il ricordo delle nostre tragedie passate significa una cosa sola: la nuova politica passa necessariamente attraverso il riscatto da quel passato tragico che ha reso servi, per recuperare la nostra dignità nazionale. Come ? Imparando a dire di NO a chi ci considera dei vassalli. E sono in parecchi…

  9. Storicamente la piccola borghesia non sa ciò che vuole, e non può saperlo, per la sua stessa collocazione sociale.
    Oggi scieglie(?) per rabbia e verginità politica di indossare le vesti del M5S. E non è un caso se questo partito/antipartito (come si presentò per ‘antipartito’ lo stesso fascismo, con lo stesso sprezzo per le formazioni sociali, lo stesso sovversivismo abbrutente e antidialettico, e lo stesso ipocrita rifiuto per le funzioni di rappresentanza, ‘parassitarie’) si trovi, in politica interna ed estera, sempre a fianco dei fascisti. Da Farage, a Trump, alle posizioni della Lega contro gli immigrati.
    Il M5S non si è mai dichiarato antifascista. “L’antifascismo non mi compete”, dice Grillo col fior fiore della sua ciurmaglia intorno, mentre si intrattiene con CasaPound a parlare dei possibili punti d’incontro…
    Piovono nel frattempo casi di grillini in carica istituzionale nostalgici del ventennio: Gianna Sigona, Roberto Finardi, Angelo Casto, Chiara Appendino, eccetera eccetera. Il M5S è nemico dei sindacati, e non di questi sindacati, ma dei sindacati in quanto tali; è nemico dei lavoratori:” Il lavoro non c’è, inutile cercarlo…”, dice il beppino. Cittadini, cittadini, cittadini, non lavoratori, non precari, non disoccupati, non studenti…ma cittadini, quella massa senza arte nè parte, quell’agglomerato informe senza identità..
    E’ la piccola borghesia che depauperata si colloca nettamente a destra. Questo il motivo dei tanti proclami disattesi nei fatti da un movimento/partito che non mette in discussione i milioni e milioni di euro che il padrone ha il diritto di fare sullo sfruttamento dei salariati, questo il motivo per cui i lavoratori e subordinati hanno nel M5S il nemico più pericoloso…

    • quindi la Appendino che “sposa” due ottuagenari omosex È DI DESTRA!
      Buono a sapersi.

      • Per sua dichiarazione, la Appendino sta con i Savoia, e i Savoia sono stati i primi alleati di Mussolini…Comunque anche lei indagata e allineata alle politiche di Fassino che di sicuro non stava e non sta con i lavoratori, e chi non sta con i lavoratori non può essere che di destra….

  10. Lo stato maggiore della Marina, come i Savoia, era formato da ammiragli appartenenti alla loggia massonica londinese. Addirittura 100 alti ufficiali della Marina erano sposati con donne inglesi o americane. Quella guerra poteva essere vinta ma fu sabotata da traditori interni (amm. Maugeri ad es.), spie nel Ministero a Roma, ed anche il naviglio tedesco diretto in Nordafrica fu silurato a causa delle soffiate dei traditori italiani. >>> Sui monti della Grecia fanti italiani furono bombardati da aerei dell’Italia infiltrata da traditori.

  11. Su Parma, pur non essendo di Parma, ho vedute ben diverse… Non avevo notato che vi era la firma di Rosanna… sarei passato oltre… Io sono rimasto alla prima associazione M5s… Siamo arrivati alla Terza!

  12. Insomma dalla politica dell’impresario di Hardcore alla politica dei commessi viaggiatori a catalogo internet…è ben probabile che il Mov. vinca le elezioni come primo partito: ma dopo ? Vi pare che Di Majo sia persona di profonde cogitazioni, fulminee intuizioni e lungimiranti azioni ? Sarà il solito ventriloquo dei soliti poteri-ombra, verso i quali ha già cominciato ad accreditarsi: leggete un po’ qui ( http://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/cosi-gli-uomini-di-soros-hanno-scritto-il-programma-immigrazione-del-m5s-77760/ ) e fatevene un’idea. La solita nave in gran tempesta comandata da un nocchieroSchettino.

  13. Qualcuno conosce il vero motivo per cui il Di Battista lascia la Politica?
    Azzardo: forse perchè disgustato dalle imposizioni inconcludenti e forse scientemente volute del ducetto Grillo?

    Forse la risposta l’ho trovata qui: Alessandro Di Battista non ne poteva più, ma per il M5s è un disastro

    • Non è così, la verità è molto più semplice … visto che nel MoV esiste la regola dei due mandati, se Di Battista si fosse candidato si sarebbe mangiato il secondo mandato, invece lo ha tenuto in riserbo per il prossimo giro, così si potrà presentare come premier …

    • Di Battista potrebbe diventare presidente del consiglio dopo la prossima disastrosa legislatura targata Berlusca-Gentiloni.

    • Ducetto Grillo? Berlusca è il padrone assoluto di FI, il segretario del pd una volta eletto fa un pò come gli pare e chi sgarra viene messo alla berlina sui giornali da loro controllati, poi c’è il Salvini che nel suo partito si comporta esattamente come tutti gli altri. Di grazia, per quale ragione B. Grillo viene definito ducetto quando negli altri partiti il controllo del leader è ancora più pesante?