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Le Rivoluzioni sono sanguinarie, ma pazienza !

DI PAUL CRAIG ROBERTS

Il senso delle teorie della cospirazione

Graeme MacQueen, è un professore universitario in Canada, che ha messo in luce l’incapacità della sinistra Americana a  fare un minimo di esercizio di immaginazione sul rapporto della  Commissione  Warren e sul rapporto sull ‘ 11 settembre. Una quantità di persone e di pubblicazioni, in qualche modo considerate di sinistra, hanno fatto vedere che la sinistra è stata agente attivo nella cospirazione contro il vero dissenso.

Ecco il  link all’articolo di Graeme MacQueen.

Gli Stati Uniti non hanno più una di sinistra, e nemmeno l’Europa,  la Grecia poi, meno di tutti, un paese dove un governo “di sinistra” ha deciso che i creditori della Grecia possono depredare e saccheggiare il proprio popolo e tutti i servizi pubblici  della Grecia per il bene del One Percent . Il partito laburista britannico è di destra come i conservatori, e il partito socialista francese è  ancor più di destra e molto più prono alla signoria americana di quanto lo fosse stato il Gen. Charles DeGaulle.

In Germania, l’elettorato ha messo a fare il Cancelliere della Germania, un fantoccio degli Stati Uniti che non rappresenta  il popolo tedesco, ma Washington. E la Cancelliera continuerà a rappresentare Washington, anche se questo significherà guerra contro la Russia.

La sinistra, che una volta aveva la forza di tentare di creare dei governi responsabili, si è fusa con l’impero americano. La  sinistra “Americana” è ormai entrata a far parte del complesso militare/security che vuole affondare qualsiasi prospettiva di distensione con la Russia. Vedi QUI, per esempio.

La sinistra americana si è unita ai neocons, alle media presstitute, e al complesso militare/del security in un accordo comune in base al quale chiunque  voglia un  miglioramento delle relazioni con la Russia è visto come un agente russo o come una vittima di Vladimir Putin.

E se qualcuno dovesse capirne qualcosa e dubitare del rapporto della Commissione Warren e di quello sul 9/11 , viene  additato come cospiratore  e  messo nella lista nera di Harward dove stanno tutti i procacciatori di  “notizie false”. Tutto quello che si dice – che non sia in linea con l’Establishment  –  è una “notizia falsa”. E questo è quanto succede  in una “democrazia con libertà di parola.”

L’ America è diventata una barzelletta!

In altre parole, la “sinistra” ha accettato la linea neoconservatrice per cui,  chi difende la pace con la Russia, su termini diversi dalle condizioni imposte dagli USA, è un traditore dell’ America, e tra questi c’è anche  il Presidente degli Stati Uniti.

L’Università di Harvard ora dispone un elenco “ PropOrNot ” che contiene tutti i siti web sospetti. Chiunque sia a favore di normali relazioni con la Russia è su quella lista.

Siamo giunti al punto in cui nemmeno  per l’Università di Harvard, è possible che esista un dissenso che non voglia odiare la Russia.

E questo lascia, come opzione unica, la guerra.  Sei pronto a morire per difendere un enorme budget a disposizione dell’esercito e di tutto il complesso di sicurezza?

Questo è quello che devi fare: devi morire per questo.

Dr. Roberts  è stato Assistant Secretary of the US Treasury for Economic Policy nella amministrazione Reagan. E’ stato associate editor ed editorialista al  Wall Street Journal, redattore di  Business Week e the Scripps Howard News Service  e collabora al Gerald Celente’s Trends Journal. Tiene molte lezioni nelle università: il suo libro  “The Failure of Laissez Faire Capitalism and Economic Dissolution of the West ” è in vendita  (segue…)

Fonte: https://www.opednews.com

Link: https://www.opednews.com/articles/Revolutions-Are-Bloody-Bu-by-Paul-Craig-Roberts-Conspiracy_Harvard_Neocons-170315-90.html

15.03.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

Pubblicato da Bosque Primario

  • Toussaint

    Che cosa ha portato un’area politica che si proponeva di difendere il mondo del lavoro ad abbracciare coscientemente le tesi che aveva sempre contrastato, fino al punto di farne la sua bandiera? Che cosa ha portato la sinistra ad abbandonare la difesa dei diritti sociali a favore di quelli individuali? Che cosa ha portato la sinistra a marginalizzare coloro che cercano di ricollocare l’obiettivo sulla lotta contro il mondo del capitale? Bella domanda, vero?

    • Georgejefferson

      Al di la delle chiacchiere in Tv e opportunismi vari, non si capisce bene la differenza tra diritti individuali e diritti sociali. Difendere il modo del lavoro va bene, ma senza approfondire e’ uno slogan. Se difendi il lavoro in Italia senza riferirsi alle persone più deboli e in difficoltà, la prospettiva e’ il conflitto con i lavoratori di altri paesi e può significare mettere i lavoratori di tutto il mondo in in guerra tra loro agli ordini “del capitale” locale, con l’avvallo delle borghesie nazionali. Quindi non e’ “collaborazione” tra lavoratori contro il capitale, nonostante sia vero che esistono opportunismi orrendi venduti alle logiche del profitto, nei vari pd ecc…
      Gli estremisti violenti si sono marginalizzati da soli e ricollocare l’obiettivo sulla lotta contro il mondo del capitale estero, in favore del “capitale” locale, non e’ lotta contro il mondo del capitale. E’ aggregarsi ai cortigiani sottoposti del capitale internazionale e sperare nella mancetta ai più bravi servitori.

      • Toussaint

        In linea teorica assicurare i diritti individuali non significa escludere quelli collettivi. Però fino ad ora così è stato. Il mondo liberal da un lato ci ha prima fatto discutere e poi concesso qualsivoglia diritto individuale (sessualità, procreazione etc.), dall’altro ci ha privato di qualsivoglia diritto sociale, quale ad esempio il diritto al lavoro, alla sanità alla pensione. Paradossale ma emblematico il caso di Tim Cook, CEO della Apple. Per aver semplicemente fatto outing viene considerato persona di “sinistra” (nei limiti in cui un americano può essere considerato tale), nonostante la società che dirige abbia ridotto al limite della schiavitù milioni di lavoratori in Asia.

        Trattandosi di un commento di poche righe e non di uno saggio, cosa vuole che si possa approfondire? Certo, le sue considerazioni possono anche starci, ma andrebbero un po’ meglio chiarite (lei mi sembra su posizioni marxiste-trotskyste, “proletari di tutto il mondo unitevi”. Ci ho azzeccato?). Magari ne riparliamo quando un altro articolo ce ne darà l’occasione. Io sono un vecchio socialdemocratico cresciuto a pane e Keynes, di internazionali proletarie m’intendo poco. Ma anche Gramsci aveva un concetto preciso e positivo di stato-nazione, con quel che ne consegue (prima risolviamo i problemi a casa nostra e poi vediamo che si può fare per aiutare gli altri. Quello fra parentesi è un pensiero mio, non di Gramsci).

        • Georgejefferson

          Cerco di elaborare una risposta, poi non ti tedio ulteriormente Toussaint, che, e’ vero si sconfina facilmente e il tempo e’ quello che e’.

          Se chiami diritto “individuale” stai universalizzando il concetto, altrimenti sarebbe “alcuni specifici individui”, oppure “particolare”. Fino ad ora sappiamo tutti ben poco dell’ accaduto sul diritto individuale generico, fatto sta che il “collettivo” e l “individuale” ci puoi dare connotazioni sia universali che particolari. Si puo citare l’ individuale ma intendendo “alcuni specifici individui”, cosi come il collettivo ma sempre “alcuni specifici individui” perchè esiste il tempo storico e certe persone erano gia “meno uguali degli altri” in quanto a privilegi quindi l’ uguale del tempo presente può risultare un sovrappiù di sproporzione gia esistente. Se ti sembra solo un giro di parole senza contenuto rileggi con calma, che in fondo e’ semplice. Il diritto collettivo che permette al notaio anziano pieno di soldi di usufruire di lunge degenze senza pagare non e’ lo stesso del meno abbiente che fatica, quindi può risultare “particolare” perchè la situazione di partenza non era uguale. Si può criticare questo ragionamento col presupposto legittimo che, dato che lo stato e’ spesso al servizio delle classi sociali più forti, queste posizioni sono foglia di fico per tagliare ulteriormente alle persone più bisognose ed avresti ragione, ma il contenuto del ragionamento resta.

          Se ti riferisci alla sessualità o procreazione parli d’altro, di casi specifici e pure io sono critico su certi aspetti e andrebbero argomentati seriamente perchè il discorso e’ complesso. Non ci anno ancora “privato del tutto” di lavoro, sanità e pensione, anche perchè “del tutto” non potrebbero neanche, ma capisco che l’ andazzo e’ quello di scaricare il peso delle crescite economiche di altri paesi (con le loro sperequazioni interne) sulle classi più deboli. Ma non sono unicum della storia, al limite della schiavitù milioni di lavoratori in Asia, per esempio, lo erano anche prima. Il “trentennio glorioso” (che per tantissima gente, anche in occidente, non e’ stato proprio “glorioso”) e’ stato si quasi un unicum ma sempre nel contesto di accumulazione di capitali, e cosi probabilmente saranno gli eventuali “keynesismi” del futuro, anche per sostenere i consumi e l’ impalcatura. Ma il punto e’ un’ altro, fermo restando che concordiamo sulla bonta del “keynesismo di sinistra” (perche sarai al corrente che esiste il keynesismo di destra no? Posso argomentarlo)…insomma, davvero lo permetterebbero? Perchè sarebbe comunque rivoluzionario e contagioso. Il punto e’ questo, i capitalisti non vogliono mollare il coltello dalla parte del manico, e il conflitto tra lavoratori (come quello “prima noi poi ci pensiamo”) non fa altro che replicare e potenziare il loro dominio. Le posizioni Marxiste o trotskiste bisognerebbe approfondire, probabilmente approverei alcune cose, altre meno, oppure ricredermi. Esiste il tempo storico il fatto di prendere in giro la posizione “proletari unitevi”, oltre alle serie critiche strategiche, come una caricatura che vorrebbe sincronizzare gli orologi per la cooperazione, e’ una presa in giro, degna dei “migliori” economisti ingenui che tanto fanno le macchiette ad una lotta, che e’ (eventualmente, non necessariamente) un processo storico di lunghissima data, ed e’ come se si creda che il tempo sia fermo all’ oggi. Capisco la sana pragmatica delle urgenze particolari dei più bisognosi, ed e’ giusto, ma…sei sicuro che la “casa nostra” sia anche “tua” in abbastanza pari dignità in Italia? Oppure la “casa nostra” e’ sempre stata troppo “casa di qualcuno”?

          Spero ci siano stati dei spunti di riflessione, e grazie per il fare cortese, pur mantenendo eventuali diverse posizioni, oltre a quelle in comune.