Le proteste per George Floyd: In tutta l’America aumenta la brutalità della polizia

 

Alan Mcleod
mintpressnews.com

Sei giorni dopo che Derek Chauvin, agente di polizia di Minneapolis, aveva soffocato George Floyd tenendogli un ginocchio sul collo per quasi nove minuti, l’America sta ancora bruciando per l’indignazione. Violenti scontri sono scoppiati in tutta la nazione, poiché l’omicidio ha dimostrato di essere un catalizzatore di proteste contro un sistema giudiziario razzista.

Mentre sui media alcuni hanno condannato i dimostranti come “saccheggiatori” violenti che impongono la “tirannia” al paese, gran parte della violenza viene deliberatamente istigata e diffusa da una forza di polizia ormai fuori controllo, che sembra essere impazzita a causa di un pubblico che sfida sempre di più la sua autorità e la sua impunità.

A New York sono emersi video di numerosi episodi di auto della polizia che investono i manifestanti. I dimostranti a Brooklyn avevano messo una barriera gialla tra loro e un’auto della polizia in sosta. Una seconda vettura della polizia aveva accelerato tra la folla, facendo cadere a terra numerose persone prima di allontanarsi. L’altra macchina l’aveva seguita, gettando a terra ancora più persone. Sabato sera, sempre a New York, si era verificato anche un secondo incidente, con una macchina della polizia che era passata attraverso la folla dei manifestanti.

L’escalation della brutalità poliziesca

Una nota tattica usata dalla polizia nelle manifestazioni di protesta è quella di esacerbare la violenza, sperando che i manifestanti rispondano allo stesso modo, così da avere una scusa per usare una forza ancora più brutale. Durante le proteste di Occupy Wall Street nel 2011, la polizia aveva intenzionalmente aggredito verbalmente, fisicamente e sessualmente le donne più minute, più anziane e più deboli, nel tentativo di provocare reazioni violente, secondo l’ex giornalista del New York Times, Chris Hedges.

Questa tattica sembra ora essere operativa in tutto il paese. I poliziotti di Memphis sono stati sorpresi a puntare una donna tra la folla, al grido di “prendete la ragazza con la felpa grigia,” prima di avventarsi su di lei. A Salt Lake City, la polizia ha gettato a terra un uomo anziano con un bastone. A Seattle, i poliziotti hanno brutalizzato un manifestante ed uno di loro ha messo un ginocchio sul collo dell’uomo, esattamente nello stesso modo in cui Chauvin aveva ucciso Floyd. A Houston, un agente di polizia a cavallo ha travolto una donna che guardava dall’altra parte, caricando una folla apparentemente pacifica e inoffensiva. A Minneapolis, la ricercatrice Tanya Kersson ha condiviso un video di poliziotti esaltati che la attaccano sulla sua proprietà, sparando contro di lei e contro la sua casa. Prima del fatto, si può sentire un ufficiale che ordina “light ‘em up,” un’espressione usata dai militari in Medio Oriente quando devono aprire il fuoco. Ritornando a New York, sono emerse immagini di poliziotti che aggrediscono una giovane donna, Dounya Zayer, urlandole “stupida fottuta puttana“, prima di gettarla a terra. Le riprese mostrano che la ragazza stava rapidamente arretrando, tentando di evitare lo scontro. La Zayer è finita in ospedale a causa delle ferite. I poliziotti di Erie, in Pennsylvania, sono stati filmati mentre davano un calcio in faccia ad una ragazza che giaceva in mezzo alla strada. Secondo testimoni, la ragazzza era sdraiata a terra e si copriva il viso perchè era stata investita dai gas lacrimogeni.

Potere e prestigio non sembrano essere uno scudo contro la violenza della polizia. Anche l’attore di Hollywood John Cusack è stato attaccato. Gli agenti di polizia hanno reagito al fatto che stesse filmando un’auto in fiamme, sono corsi verso di lui con i manganelli e gli hanno colpito la  bicicletta. Il produttore televisivo Andrew Kimmel sostiene che la polizia di Minneapolis ha tagliato le gomme della sua auto, così come quelle di tutti gli altri veicoli nel parcheggio. Anche diversi funzionari pubblici hanno riferito di essere stati attaccati dalla polizia. I video di tutti questi eventi sono riportati sotto.

Gli attacchi ai giornalisti

Sembra che la polizia stia cercando di impedire la denuncia della situazione, visto che sono stati segnalati anche numerosi attacchi ai giornalisti. La polizia di Minneapolis ha sparato in faccia alla giornalista indipendente, Linda Tirado, rendendola permanentemente cieca da un occhio. Anche altri giornalisti sono stati colpiti; la polizia di Louisville ha sparato ad una giornalista di una TV locale, la WAVE, una consociata della NBC, mentre stava riprendendo in diretta. La prima reazione del suo collega in studio era stata quella di chiedere se [i poliziotti] si fossero resi conto che si trattava una giornalista, facendo capire che era accettabile sparare alla gente normale con i proiettili al pepe. La giornalista, in realtà, era ben lontana da qualsiasi azione, apparentemente posizionata vicino alle linee della polizia. Anche i dipendenti del Denver Post sono stati attaccati mentre seguivano le manifestazioni locali. Il fotografo Hyoung Chang aveva notato che la polizia aveva mirato e sparato due volte contro di lui. “Se fosse stato un colpo solo, potrei dire che si era trattato un incidente, aveva detto. “Sono assolutamente sicuro che fosse lo stesso tizio, tutte due le volte. Sono assolutamente sicuro che mi avesse preso di mira.” Anche un’impiegata delle Poste, Elise Schmelzer, era stata  colpita mentre indossava un giubbotto riflettente con la scritta “stampa.” La giornalista del Los Angeles Times. Molly Hennessey-Fiske, ha riferito che la polizia aveva attaccato lei ed un gruppo di giornalisti, sparando contro di loro gas lacrimogeni. La polizia ha attaccato un gruppo di giornalisti della CBS, completamente soli in un parcheggio deserto, sparando contro di loro proiettili di gomma e colpendo il loro tecnico del suono. Sabato scorso, la polizia del Minnesota ha anche sparato con proiettili di gomma contro una troupe della Reuters, colpendo una persona al volto e un altra ad un braccio e nella parte posteriore del collo, nonostante (o forse perché) fossero chiaramente identificabili come giornalisti.

Venerdì, un’intero team della CNN, guidato dal presentatore Omar Jimenez, è stato arrestato in diretta da agenti della polizia locale, con le immagini che continuavano ad essere trasmesse a tutta la nazione, anche mentre Jimenez e il suo gruppo venivano portati portati via in manette. Il commentatore della CNN Keith Boykin (un afroamericano) è stato arrestato dalla polizia mentre seguiva le proteste di New York. In un incidente forse non correlato, un agente di polizia di New York è stato filmato mentre, rivolto verso i manifestanti, faceva con la mano il gesto del potere bianco. Anche un gruppo di giornalisti australiani di Nine News è stato arrestato.

La cosa più spudorata, però, è stato quando la polizia di Denver ha spinto un giornalista tra le fiamme solo perchè aveva tentato di fotografarli. L’incidente è stato ripreso in diretta televisiva.

 

La forza di polizia militarizzata d’America

In molti paesi similari, come Regno Unito, Irlanda, Norvegia o Nuova Zelanda, i comuni poliziotti sono sempre disarmati. Invece le forze di polizia americane vengono sempre più equipaggiate ed addestrate come se fossero truppe per le operazioni speciali in una zona di guerra piena di combattenti nemici. Sempre più spesso gli sbirri assomigliano più agli squadroni della morte dell’America Latina che ai loro corrispettivi europei. Tra il 1998 e il 2014 il valore del materiale militare assegnato ai dipartimenti di polizia statunitensi è passato da 9,4 milioni a 796,8 milioni di dollari. I dipartimenti di polizia dispongono ora di veicoli per trasporto truppe, autoblindo ed altre armi da guerra. All’inizio di questa settimana, le autorità hanno persino fatto volare sul Minnesota un drone Predator, come quelli che bombardano il Medio Oriente. La polizia è sempre più addestrata dai militari e usa le tattiche messe a punto da gruppi come le forze di difesa israeliane e utilizzate contro i cittadini palestinesi. In questo modo, la violenza esercitata all’estero è sempre più rivolta contro l’opposizione domestica e, storicamente, l’unico modo per mantenere gli enormi livelli di disuguaglianza come quelli che si possono osservare negli Stati Uniti di oggi è sempre stato attraverso la violenza. Allo stesso tempo, mentre i budget per l’hardware della polizia sono saliti alle stelle, i finanziamenti per gli ospedali pubblici sono diminuiti, portando alla situazione in cui gli agenti di polizia assomigliano a Robocop o ad Iron Man e ai medici viene detto di indossare i sacchi della spazzatura per proteggersi da una pandemia.

La Guardia Nazionale è stata schierata in diversi stati, con oltre 10.000 uomini destinati a pattugliare le strade di Minneapolis. Il presidente Trump li sta incoraggiando ad aprire il fuoco su quelli che lui considera “criminali” e “saccheggiatori.” “Quando inizia il saccheggio, si inizia a sparare,” aveva twittato venerdì. Sembra perciò che l’unica risposta delle autorità alle proteste contro la brutalità della polizia sia ancora più brutalità da parte della polizia.

L’ironia della cosa è che fare l’agente di polizia non è un lavoro particolarmente pericoloso. I dati del Bureau of Labor Statistics mostrano che c’è una miriade di professioni molto più pericolose di quella dell’agente di polizia, tra cui l’agricoltura, la manutenzione dei terreni, il giardinaggio, praticamente qualsiasi lavoro che abbia a che fare con l’edilizia, la lavorazione dell’acciaio, l’ingegneria meccanica. Essere un pilota, un autotrasportatore, un camionista o persino un barista comporta un rischio maggiore di morte sul posto di lavoro rispetto ad un poliziotto. In effetti, essere semplicemente un lavoratore autonomo o lavorare oltre i 65 anni è letale tanto quanto essere un agente di polizia. Al contrario, essere uccisi dalla polizia è una delle principali cause di morte per gli uomini di colore (come George Floyd).

La cultura dell’impunità

La polizia americana è in grado di usare una forza apparentemente illimitata, sicura nella consapevolezza che raramente, se non mai, sarà chiamata a risponderne. Ad esempio, durante un ingorgo nelle ore di punta di un venerdì del mese di dicembre, invece di arrestare una coppia di sospetti rapinatori, 19 agenti di polizia di Miami avevano aperto il fuoco da tutte le angolazioni contro un camion dell’UPS che era stato sequestrato, riempiendolo di proiettili ed uccidendo l’autista prigioniero dei rapinatori, Frank Ordonez, oltre ad un innocente passante. Tale è la cultura della deferenza verso l’autorità, che l’UPS aveva immediatamente ringraziato la polizia per le sue azioni. Il sindacato di Ordonez certamente non aveva fatto lo stesso, ribattendo che la polizia lo aveva “assassinato.”

I funzionari delle forze dell’ordine del Minnesota sono sempre stati particolarmente immuni dalle conseguenze delle loro azioni, protetti dalla giustizia da tutta una serie di pubblici ministeri, inclusa la potenziale vicepresidente, Amy Klobuchar, che, tra il 1999 e il 2007, si è sempre rifiutata di formalizzare le accuse contro più di due dozzine di agenti di polizia colpevoli di omicidio. Nel 2006, lo stesso Chauvin aveva ucciso un altro uomo, Wayne Reyes. Non era stato messo sotto accusa e aveva continuato a sparare e/o uccidere numerose volte, incluso lunedì scorso.

Le forze di polizia sembrano essere tranquille sul fatto che piccole baruffe si stiano trasformando in veri e propri scontri violenti. In effetti, se la storia insegna qualcosa, potrebbe essere esattamente ciò che vogliono. Lo stesso Chauvin è stato arrestato per omicidio solo dopo che [il suo gesto] aveva suscitato l’indignazione di tutto il mondo e la polizia continua a sembrare sicura del fatto che qualsiasi azione intrapresa quando si è in uniforme sarà sostenuta dal potere dello stato, indipendentemente da quanto ingiustificabile possa essere.

Alan Mcleod

Fonte: mintpressnews.com
Link: https://www.mintpressnews.com/george-floyd-protests-police-escalating-violence-across-america/268068/
31.05.2020

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.
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