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Le nomine di Trump… sarà ancora Goldman Sachs a comandare la politica economica americana?

DI PAUL CRAIG ROBERTS

Information Clearing House

Cosa intendevano ?

Prima di dare una spiegazione, assicuriamoci di sapere bene cosa essa sia. Una spiegazione non è una giustificazione. La decadenza del sistema educativo statunitense è cosi grave che molti americani, specialmente i più giovani, non sanno distinguere tra una spiegazione e una difesa, giustificazione, o scusa per quello che viene considerato un colpevole, persona o partito. Se una spiegazione non è probante di ciò di cui sono convinti, o non lo è in un grado soddisfacente, viene interpretata come una scusa per ciò che è oggetto del loro disprezzo. In America ragione e oggettività, hanno fatto un passo indietro rispetto all’emotività.

Non sappiamo che significato abbiano le nomine eccetto, come ha scoperto Trump non appena si è confrontato con il compito di formare un governo, che non c’è scelta, se non tra gli affiliati. Nella maggior parte dei casi è così. I nuovi nominati sono poca cosa per gli affiliati, che sono soliti mangiarseli vivi. La squadra dei californiani di Ronald Reagan fu niente in confronto agli affiliati di George H.W.Bush . La parte di governo formata dagli uomini di Reagan ci mise un sacco di tempo a partorire i risultati che sperava.

Un altro limite all’abilità di un presidente a formare un governo è la conferma da parte del Senato alle nomine presidenziali. Dal momento che il Congresso è in mani repubblicane, ciò significa che esso rimane nelle mani di senatori con particolari interessi, che mirano a proteggere i loro piani da possibili nomine ostili. Di conseguenza, sebbene Trump non si scontri con una diretta opposizione del Congresso, deve comunque fronteggiare speciali interessi, quali i fondi della campagna elettorale.

Quando la Casa Bianca annunciò la mia nomina ad Assistente Segretario del Tesoro, il senatore repubblicano Bob Dole pose il veto su di essa. Perchè? Dole aveva ambizioni presidenziali, e vedeva l’ascesa del deputato repubblicano Jack Kemp, come un potenziale ostacolo. Come scrissi la Kemp-Roth bill, che divenne la linea guida della politica economica di Reagan, Dole mi considerò al Tesoro come uno in più per Kemp. Questo a dimostrare come siano molteplici le dinamiche che influenzano l’attitudine di un presidente a formare un governo.

Con Trump sotto attacco prima ancora della sua investitura ufficiale, non può permettersi di ritardare la lotta per la conferma delle nomine.

Dunque la nomina di Steve Mnuchin (nella foto) come Segretario del Tesoro significa che sarà ancora Goldman Sachs a comandare la politica economica americana? Possibile, ma non possiamo saperlo per certo. Non ci resta che aspettare e vedere. Mnuchin lasciò Goldman Sachs 14 anni fa. Girava film a Hollywood e ha cominciato un’attività in proprio. Molte persone hanno lavorato per Goldman Sachs e per la New York bank, diventando poi critici inflessibili nei confronti delle banche. Leggete il libro di Nomi Print e visitate il sito di Pam Martens, Wall Street of Parade ( http//wallstreetonparade.com). Il mio abituale co-autore Dave Krenzler è un ex frequentatore di Wall street.

I commentatori stanno saltando alle conclusioni basandosi sulle passate associazioni dei nominati. Mnuchin fu uno dei primi sostenitori di Trump e il presidente della sua campagna di finanziamenti. Vanta precedenti investiture ed esperienze a Wall Street. Dovrebbe essere una conferma automatica. Per un presidente eletto sotto attacco questo è di fondamentale importanza.

Mnuchin appoggerà Trump nel suo tentativo di riportare in america i posti di lavoro per la classe media? E’, Trump stesso sincero? Non lo sappiamo.

Ciò che sappiamo è che Trump ha attaccato il falso accordo di “libero scambio” che ha spogliato l’America dai posti di lavoro per la classe media come fecero Pat Buchanan e Ross Perot. Sappiamo anche che i Clinton costruirono la loro fortuna come agenti dell’Uno per Cento, gli unici ad aver avuto guadagno dalla delocalizzazione dei posti di lavoro americani. L’ascesa di Trump non dipende dalla delocalizzazione degli impieghi.

Non tutti i miliardari sono degli oligarchi. Il rapporto di Trump con il settore finanziario è quello di un comune debitore. Non c’è dubbio che egli abbia con le banche un rapporto scadente. Ed egli stesso ha ammesso di essere un uomo a cui piace vendicarsi.

Che dire dei generali dalla testa calda che sono stati nominati come Consigliere della Sicurezza Nazionale e Segretario della Difesa? Entrambi sembrano trovare la loro fine in Iran, il che è stupido e infelice. Comunque sia si deve tenere a mente che il gen. Flynn è colui che denunciò il regime di Obama per aver rifiutato il consiglio della DIA ed aver sostenuto l’ISIS nel rovesciare Assad. Flynn disse che quella dell’ISIS fu una deliberata decisione dell’amministrazione Obama, e non un evento inaspettato.

E bisogna anche ricordare che il gen. Mattis fu colui che disse a Trump che la tortura non funziona; consiglio che provocò il passo in dietro di quest’ ultimo riguardo al suo sostegno alla politica della tortura.

Dunque entrambi questi generali, per quanto cattivi possano sembrare, sono comunque un miglioramento rispetto a chi li ha preceduti. Entrambi hanno dimostrato indipendenza rispetto alla linea neo-conservatrice che supporta ISIS e torture.

E’ da tenere a mente anche che esistono due tipi di affiliati. Quelli che rappresentano l’agenda degli interessi particolari; gli altri che seguono la corrente per partecipare attivamente alla vita politica della nazione. Coloro che non si allineano con la maggioranza vengono estromessi.

Un posto in Goldman Sachs è un buon viatico per la ricchezza. Che Mnuchin l’abbia lasciato 14 anni fa può significare che egli non rappresentava un buon partito per Goldman Sachs, che a loro non piaceva o viceversa che lui non gradiva loro. Che Flynn e Mattis abbiano preso una posizione indipendente riguardo l’ISIS e le torture li dipinge come degli anticonformisti. Tutti e tre questi nominati appaiono forti e sicuri nelle loro convinzioni, nella loro confidenza con l’ambiente politico, il che li qualifica come il personale di cui Trump ha bisogno per raggiungere qualsivoglia obbiettivo.

Il pericolo, con l’abbattimento di un’amministrazione prima ancora che venga istituita ufficialmente e che ottenga risultati, è che a lungo andare essa diventi sorda a qualsiasi tipo di criticità. E’ molto meglio lasciare che il nuovo presidente abbia almeno un’opportunità e che si concentri sui problemi scottanti.

Trump è stato l’unico fra tutti i candidati alla presidenza a dichiarare di non vedere motivi di conflitto con la Russia. Trump unico si interrogava sul perché la NATO continui ad esistere a 25 anni dal collasso dell’Unione Sovietica.

Solamente Trump ha dichiarato di voler riportare in America i posti di lavoro per la classe media.

E Trump ha detto che avrebbe irrigidito la politica riguardante l’immigrazione. Si tratta di razzismo o di protezione della cittadinanza? Come può definirsi l’America uno stato se non vi è differenza fra cittadini e immigrati illegali.

Commentatori di tutte le sorti stanno commettendo un errore andando a criticare prima del tempo l’unico governo che ha basato la sua campagna elettorale sulla politica pacifista nei confronti della Russia, sul ripristino dei posti di lavoro per la classe media e sul controllo delle frontiere. Noi dovremmo basarci su queste promesse e vincolare l’amministrazione Trump al loro mantenimento. Dovremmo anche far si che Trump si renda conto delle terribili conseguenze che derivano dal degrado ambientale.

Chi sta mandando all’aria queste opportunità? Trump? Mnuchin? Flynn? Mattis?

O noi?

Più Trump viene criticato più è facile per i neoconservatori offrirgli il loro appoggio ed entrare a far parte del governo. Ad oggi non ne ha ancora nominato alcuno, ma c’è da scommettere che Israele spinge per delle nomine fra questi. I neoconservatori hanno il controllo dei media, comandano fra gli esperti, fra i dipartimenti universitari per gli affari esteri, e fra la comunità politica internazionale. Sono un pericolo costante.

Il temperamento di Trump lo porta ad essere più incline a rappresentare il presidente che risolleva le sorti dell’America in declino, piuttosto che colui che usa la carica presidenziale per arricchirsi. Perciò ci troviamo di fronte ad un’ occasione di cambiamento che una volta tanto viene dall’alto invece che avere origine da sanguinose rivolte di strada.

Dal momento in cui gli americani hanno raggiunto la fase rivoluzionaria di consapevolezza il corpo di polizia appare troppo forte per loro.

Quindi diamo al Governo Trump un’occasione. Potremmo rivoltarci dopo che ci avrà deluso.

 

Dr. Craig Paul Roberts fu Assistente Segretario del Tesoro per la Politica Economica ed editore associato del Wall Street Journal. Fu un editorialista per il Business Week, Scripp Howard News Service, e Creator Syndacate. Ebbe molte cattedre universitarie. I suoi articoli in internet hanno un notevole successo in tutto il mondo. Le ultime opere letterarrie do Roberts sono The failure of Laissez Fair Capitalism and Economic discussion of the West, How America was lost, and The Noeconservative Threat to world order.

Fonte: www.informationclearinghouse.info

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article45962.htm

3.12.2016

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org da ALE.OLIVI

 

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    Piuttosto che clinton è meglio piuttosto. Una logica che conosciamo molto bene.

  • PersicusMagus

    Mamma mia che brutta cosa ha scritto.
    È inutile che il popolo si ribelli, lo può fare solo un miliardario e perché?
    Perché ha una personalità tale che per lui, nobile americano, è più importante salvare l’America che il profitto personale.
    Non potete ribellarvi perché siete troppo deboli, non criticate che lo ostacolate ma fidatevi perché lui è buono e generoso…la concha de tu m…