LE DONNE CHE NON VOGLIONO FARE LE DONNE. E LA DENATALITÀ CHE CI ANNIENTA

LE DONNE CHE NON VOGLIONO FARE LE DONNE. E LA DENATALITÀ CHE CI ANNIENTA

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

Guardiamo la natura ogni tanto! Ci sono molti filmati divulgativi che mostrano la vita degli animali. Invariabilmente si vede che la maggiore preoccupazione degli animali, oltre alla sopravvivenza, è la conservazione della propria specie. Si vedono buffe recitazioni da parte dei maschi per attirare le femmine e lotte con altri maschi per prevalere e compiere l'atto sessuale di natura riproduttiva. Quando il risultato è ottenuto, dopo la riproduzione, le femmine, nella quasi totalità dei casi, fanno di tutto per proteggere i figli, coadiuvate dai maschi in qualche modo. E i figli sono legati alle madri da un legame di difficile comprensione, molto più di ciò che si chiama amore filiale: una sorta di connessione paranormale, un sesto senso. Se, ad esempio, un piccolo pinguino si perde in mezzo a una colonia di dimensioni incredibili, cerca la madre con un'ansia e un'assiduità inverosimili e, dopo tanto cercare, la trova anche se è una tra mille o forse di più. Le strategie di difesa dei figli sono diverse: ad esempio, l'orsa polare li protegge per due anni, insegnando loro la caccia e la sopravvivenza nel gelo. Il ghepardo alleva i cuccioli in isolamento e li sposta di frequente per nasconderli ai predatori. Tra gli elefanti ci sono le matriarche che proteggono i piccoli del gruppo. Quindi, la natura insegna che, per la sopravvivenza della specie, la riproduzione e la protezione dei piccoli sono fondamentali.

Anche il genere umano, che è un animale, aveva preoccupazioni simili. In realtà esistono ancora popoli che si "ispirano" alla lezione della natura, come, ad esempio, i poveri dell'Africa o i musulmani, il cui tasso di fecondità è superiore a due. Nel non lontano passato, anche i paesi del cosiddetto Occidente progredito erano "ispirati" dalla lezione della natura. Ad esempio, nel secondo dopoguerra in Italia, le famiglie con quattro o più figli rappresentavano circa un quinto del totale. Le spiegazioni, abbastanza sciocche, sono che quel fenomeno, oggi ritenuto disdicevole, dipendeva dalla bassa istruzione, forse da credenze religiose e dal fatto che i figli costituivano una forza lavoro. Mai nessuno diceva che l'elevata natalità fosse dovuta al naturale istinto di conservazione della specie. Tanti figli erano la risposta all'alta mortalità, come osservato in alcune specie animali, e le donne erano le protagoniste principali del processo. Quelle escluse erano chiamate zitelle, sinonimo di donne che non hanno trovato marito, inacidite e di carattere bisbetico.

L'evoluzione dal mondo antico a quello moderno ha demolito molti capisaldi della conservazione della specie e, prima di tutto, il matrimonio. Il matrimonio non è solo un'unione legale, morale o affettiva tra esseri umani, ma è l'equivalente della più piccola struttura sociale del mondo animale. Molti animali, evolutisi per garantire la protezione del partner debole e per aiutarlo a proteggere e nutrire la prole, sono monogami: vivono in coppia, formando legami che durano tutta la vita, come ad esempio le aquile, i pappagalli, i lupi, i castori, le lontre e così via. Operano insieme per costruire il nido e allevare la prole e restano fedeli per tutta la vita.

La legge sul matrimonio stabilisce che i coniugi hanno gli stessi diritti e doveri (Codice Civile, artt. 143-147), ma il matrimonio viene visto da molte donne come il seguito del patriarcato che avrebbe subordinato la donna per secoli, con radici che risalgono e vanno oltre l'antica Roma, che aveva un sistema sociale dominato dal "pater familias" con la donna legalmente inferiore e economicamente dipendente. In realtà, le donne dell'antica Roma svolgevano un ruolo importante nel dirigere la vita domestica ed erano consigliere del marito nelle decisioni relative agli affari politici. Inoltre, amministravano il patrimonio e godevano della parità di successione. Le proteste delle donne dell'antica Roma riguardarono il divieto di indossare abiti di lusso e una legge che imponeva una tassa speciale alle donne più ricche. Sembra, inoltre, che non si siano mai opposte al loro stato, oggi definito quasi schiavismo. Ovvero, erano soddisfatte di essere donne, nel senso "selvaggio" del termine.

L'emancipazione della donna, ovvero il cammino per ottenere la parità di diritti tra donne e uomini - voto, accesso all'istruzione e al lavoro, ma anche divorzio e aborto - ha visto in Italia, come tappa rilevante, la riforma del diritto di famiglia del 1975. Si deve dire che, dopo mezzo secolo, quella riforma e le leggi che si sono susseguite hanno determinato una galoppante denatalità che ora minaccia la scomparsa non della specie, ma della nostra gente e della nostra cultura (cosiddetta) avanzata. I nostri maschi progrediti (perché dotati di laurea) non sono incentivati alla ricerca "dell'anima gemella", dato che vedono che questa spesso si trasforma in un carico finanziario per l'assegno divorzile, nella perdita dell'abitazione (se si è avuta la sventatezza di fare figli) e nell'eventuale dimezzamento del TFR. Peraltro, il sesso è ormai libero, ed è praticato esclusivamente per diletto; la gravidanza è evitata da pilloline miracolose e, se si sbaglia, c'è l'aborto, sempre più praticato a gestazione avanzata. Non voglio dire che il piacere sia disdicevole, anzi, una sessualità libera e aperta potrebbe essere la soluzione alle tante frustrazioni e alla noia che derivano spesso dal matrimonio monogamico. Il bonobo, o scimpanzé nano, potrebbe essere un buon esempio. Le sue frequenti prestazioni sessuali non hanno solo una funzione riproduttiva, ma anche una funzione sociale di consolidamento delle relazioni tra i membri del gruppo. Si ha anche una maggiore probabilità di fecondazione della femmina. Fecondazione, appunto.

Un effetto "secondario" della liberazione sessuale è la nascita di due categorie: "donne che non riescono a fare le donne" e "donne che non vogliono fare le donne". Alla prima categoria appartengono quelle che dilazionano il più possibile il concepimento, fino a 35-40 anni, un'età in cui la fertilità è ridotta al lumicino. A questo punto nasce il desiderio di un figlio e, dato che non riescono a farlo, vogliono prendere (o rapire, legalmente, adottare) i figli di donne vere, casomai, con la complicità della seconda, più deleteria, categoria. Questa pratica, in Italia, è preceduta dall'assegnazione di bambini a comunità residenziali o strutture "educative" (sic!). Queste, nel 2023, sono state 26.010 (12.632 con permanenza di almeno cinque notti alla settimana [1]). Peraltro, l'affido "rende" poco in termini di adozioni, poiché queste rappresentano solo una minuscola percentuale degli affidi. Sorge allora il dubbio che la motivazione dell'affido, ovvero lo strappare un bimbo alla famiglia, sia diversa dal soddisfare il desiderio della prima categoria, piuttosto che da quanto ambito dalla seconda.

Le donne che non vogliono essere donne sono una moderna edizione, consenziente, delle zitelle di un tempo. In sostanza, una degenerazione del femminismo. Potremmo chiamarle zitelle 2.0. Queste sono femministe arrabbiate con una visione intransigente del patriarcato e del genere. Approvano e aderiscono alle idee del movimento coreano 4B, che prefigura il non uscire con gli uomini, il non sposarsi, il non avere rapporti sessuali, il non avere figli. Tutte le cose che intralciano la scalata verso il potere e un guadagno "da uomini ricchi". Vanno oltre la lotta, spesso immaginaria, contro la "misoginia" (odio per le donne) e sono affette da una profonda "misandria" (avversione per gli uomini). Le zitelle 2.0 non sono sciatte come le antiche zitelle, ma sono ben curate, con i capelli dipinti e si vestono con discreta eleganza, scegliendo spesso il colore "greige", inventato da Armani.

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Avendo per obiettivo superare e umiliare gli uomini, raggiungono posizioni apicali ricorrendo anche all'arma della civetteria simulata. Sono, ad esempio, rinomate avvocate, potenti esponenti della magistratura o parlamentari. Ovviamente, incassano stipendi che una comune donna operaia nemmeno sogna. Il denaro, peraltro, non è di grande importanza per le zitelle 2.0; ciò che conta è esercitare il potere per affermare i propri convincimenti. Tra questi, prima di tutto c'è l'odio per gli uomini. A questo proposito, l'autrice dell'articolo [2], che usa * per non distinguere il maschile dal femminile ed era della stessa categoria, definisce le zitelle 2.0 come femministe cattive e ne spiega bene i sentimenti. Spiega che quelle donne, ovunque vadano, vedono perlopiù uomini cattivi, sessisti, maltrattanti e violenti. Uomini da odiare. Pensa che loro sono paladine della giustizia trattate ingiustamente e gli uomini, una massa di stronzi. Invece, questa famigerata categoria" di "stronzi" è un'esigua minoranza, ben rappresentata nelle statistiche della psicologia e della psichiatria. Casi eclatanti di violenza e di uccisione, spesso dovuti a disturbi psichici o alla droga, vengono enfatizzati dai mezzi di informazione e anche dai governanti, stimolando così, nelle menti malate, un senso di emulazione. La conseguenza finale, ovvia, è un'aumentata demonizzazione del maschio e un incentivo allo zitellaggio.

Un secondo convincimento delle zitelle 2.0 è che i bambini sono una cosa sgradevole. Sono il frutto di ciò che pensano sia uno stupro che, al momento del parto, provoca un dolore indicibile. La nascita dei bambini, evento pur disdicevole, va bene solo con la gravidanza surrogata, svolta da donne di seconda categoria. Arrivano a dibattere dell'insano concetto di "bambino di proprietà", e lo fanno non per riferirsi ai casi isolati di comportamenti criminali, ovviamente da stigmatizzare, bensì per dissacrare il legame extrasensoriale tra madre e figlio. Per le zitelle 2.0, i bambini sono come un'automobile la cui proprietà è registrata al PRA e che può essere confiscata per guida in stato di ebbrezza, guida senza patente o assenza di assicurazione. I bambini-automobile possono essere requisiti e rivenduti: non hanno una spiritualità piena di sogni e ingenuità, non hanno necessità di provare emozioni, di elaborare pensieri che fanno comprendere il mondo, né di amare ed essere amati, né di comprendere, né di esplorare, attraverso il gioco, ciò che li affascina. NO! Per loro, come per una macchina che deve avere una bassa svalutazione, servono solo la presunta protezione dei dieci vaccini e la verifica delle regole standard e formali di istruzione e sicurezza; più o meno, come un'auto, senz'anima, che deve avere l'assicurazione, la marmitta catalitica e gli abbaglianti non troppo alti. Per questa visione, le leggi dello Stato aiutano: se manca una vaccinazione, tipo quella per la pertosse, che, a quanto pare [3], serve a ben poco ma è un "bonus" per le multinazionali farmaceutiche, si vieta ai bambini l'iscrizione alla scuola. C'è l'obbligo scolastico fino a tardi negli anni, ma non importa che la scuola sia sempre più popolata da docenti precari, sottopagati e scarsamente motivati, che si tratti di un ambiente che spesso genera disagio, ansia, emarginazione e un crescente bullismo (la percentuale dei casi è del 30%), con gravi ripercussioni sulla mente dei più indifesi. Quello che conta è l'attenersi alle regole, spesso stupide, che le potenti zitelle 2.0 conoscono e interpretano per punire gli uomini e far soffrire i bambini.

La transizione dal mondo antico a quello moderno ha causato un significativo aumento del costo della vita, anche a causa dello stimolo al consumismo e della crescita irrazionale dei prezzi immobiliari. I giovani di oggi, poi, hanno invertito i valori. Al primo posto non ci sono la famiglia e i figli, ma la sicurezza economica e un certo benessere. Per ottenerli, si deve lavorare in due, non solo per stretta necessità, come succedeva nelle società contadine, ma anche per "godere" di vantaggi effimeri, quali il telefonino di ultima generazione, il week-end sulle piste da sci, l'apericena nel bar più lussuoso. E per questo si sottopongono a ore di pendolarismo e a "fatiche" anche psicologiche che, forse, non valgono il vantaggio desiderato. C'è poi la necessità di "realizzarsi". Nondimeno, molto spesso, i giovani "non si sentono pronti" perché servono una casa, i mobili, le risorse per le vacanze, i soldi per gadget elettronici e quant'altro. Non è chiaro in che misura questo processo mentale influenzi l'esempio delle zitelle 2.0 (oltre a quello degli eroi del pallone), che, sgomitando, ottengono stipendi di certa importanza. Si suppone comunque che il contributo delle zitelle 2.0 sia rilevante, poiché il valore primario di questa società "evoluta" è il denaro. Invece, nel mondo antico, non c'erano tutte queste preoccupazioni ed esitazioni. In giovane età si formava una famiglia e solo dopo si realizzavano le cose che invece i giovani di oggi vogliono prima. E, stranamente, si viveva felici con una nidiata di figli festosi.

Le zitelle 2.0, quando raggiungono il "potere", dimostrano la loro totale mancanza di empatia nei confronti degli altri esseri umani e, come bene analizzato in un recente scritto di Alberto Conti [4], si credono superiori e corazzate di una totale indifferenza alle sofferenze altrui. La mancanza di empatia verso altri che non siano esattamente come loro, è, peraltro, una caratteristica dominante di tutta la cosiddetta classe dirigente, fino al livello più alto, la presidenza della Repubblica, stante l'indifferenza mostrata per le tante uccisioni di bambini, uomini, donne e vecchi nella Striscia di Gaza, e i vantati omicidi commessi per sequestrare il Presidente di uno stato straniero, con la ridicola scusa di spaccio di droga. Come dice Alberto Conti, lo scandalo sociale non è proporzionato alla gravità dei loro comportamenti più disumani, bensì all'ipocrita indifferenza degli altri (noi compresi) che non riescono ad andare oltre e fermarli. È per questo che i prepotenti e potenti possono dominare con ogni mezzo, spesso interpretando in modo distorto le leggi o addirittura violandole, e vessano i poveri diavoli che hanno la sfortuna di finire nella rete di questi ripugnanti individui.

Come sopra mostrato, le zitelle 2.0 sono al centro di tutte le cause che provocano la denatalità, verificata dall'infimo tasso di fecondità in Italia: 1,13 figli per donna nel primo trimestre 2025. Questo significa che un'estrapolazione a fecondità costante fa prevedere che, tra quattro generazioni, gli italiani diventeranno il 10,19% di quelli attuali, ovvero spariranno. Non consola il fatto che le zitelle 2.0 non fanno figli, a meno di eccezioni fatali dovute a errori di gioventù: alla fine della loro esistenza, spariscono. Purtroppo, il clamore che fanno, amplificato da sciocche comparse, anche uomini o quasi, fanno proselitismo e perpetuano il danno.

Come difendersi e garantire, da animali coscienziosi, la conservazione della specie? È sufficiente, come suggerisce Alberto Conti, la commiserazione su larga scala da riservare a questi mostri per renderli inoffensivi? O sarà il loro sistema a punirli? Io penso che una spintarella in aggiunta sia opportuna. Comunque, è da applaudire la conclusione di Conti:

Per quanto ricchi e potenti siano questi personaggi, crudeli burattini pro tempore del potere ad ogni livello, resteranno sempre dei fragili poveri diavoli, rami secchi dell'evoluzione umana.

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

16.01.2026

Franco Maloberti. Professore Emerito presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Informatica e Biomedica dell’Università di Pavia; è Professore Onorario all’Università di Macao, Cina, dove è stato insignito della Laurea Honoris Causa 2023.

NOTE

[1] https://www.key4biz.it/famiglia-nel-bosco-42-000-i-bambini-via-dai-genitori-in-italia/557306/

[2] https://www.bossy.it/donne-che-odiano-gli-uomini-storia-di-una-ex-femminista-cattiva.html

[3] https://www.corvelva.it/en/malattie-vaccini/pertosse/qual-e-la-storia-epidemiologica-della-pertosse.html

[4] https://comedonchisciotte.org/i-rettiliani/

Commenti (27)

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Mostra commenti 27 caricati
    1. maghi 18 gennaio 2026

      ormai mia figlia di 38 anni con due bellissimi bambini ha la maggior parte delle sue amiche che non vogliono figli, perchè si vogliono divertire. Anche lei ha detto che li ha concepiti perchè li voleva il marito, anche se ha anche detto che o li faceva ora o mai, prima che i nonni non fossero più in grado di aiutarla. Purtroppo i 30-40enni sono delle persone confuse, combattute tra i valori delle famiglie d'origine e la propaganda mediatica. Diciamo che sono in uno stato di psicosi maniaco depressiva, indotta dall'esempio della famiglia in cui sono cresciute e dalle costrizioni subdole cui sono state sottoposte dalla cosiddetta società del liberismo etico sessuale imposto, che hanno fatto perdere il lume della ragione. Lo hanno fatto perchè è molto più facile dominare una massa di malati mentali, che una massa di menti senzienti con dei valori etici e morali, che inducono in comportamenti contrari ai voleri dei dominatori, che non volevano più carne da cannone, ma solo rimanere in sella senza troppe rivolte. E allora cosa c'è di meglio che distruggere la famiglia, in modo da far scaricare le ansie tra uomo e donna, che finiscono per detestarsi e anche odiarsi e violentarsi, così i dominatori sono tranquilli? E allora giù telefoni azzurri, consultori familiari, avvocati matrinonialisti, case famiglia e tutti i solluccheri malefici di una società deviata, che fonda la coercizione di massa sotto le mentite spoglie di un buonismo, chiamato femminismo, aiuto al minore, sanità pubblica gratis, diritti inviolabili senza più doveri? Risultato? Una massa di diseredati e disperati.

    1. casalvento 17 gennaio 2026

      Le femministe che odiano gli uomini (mi viene in mente la bocca affilata di quella che sta rovinando la ‘famiglia nel bosco’) sono, come un tempo gli operai, vittime dei cattivi maestri, che hanno inoculato nella società il virus dell’égalité, per accendere una guerra civile che non è ancora finita. I più recenti sono gli ex comunisti, ormai mercenari della politica, il cui mestiere è diffondere invidia e odio nella società. Poi dietro a loro ci saranno anche altri che li usano, chissà.

    1. akel 17 gennaio 2026

      Io penso che il fatto di non essere più necessaria la relazione sessuale per riprodursi abbia provocato una serie di effetti sulla sessualità e sulle strutture simboliche e sociali che al sesso sono legate.
      Quello che succede nel campo sessuale è sempre descritto come una decadenza ma nessuno spiega rispetto a cosa, a quando c'è decadenza.
      Perché?

    1. natascia 17 gennaio 2026

      Superata una certa soglia, ogni sistema, per mantenersi diventa controproduttivo. Gli italiani e le italiane sono nella bufera.Li amo.Bisogna lasciare le città.

    1. GioCo 16 gennaio 2026

      Qualsiasi dicorso del genere passa per forza per la garanzia che viene restituita a una donna di fare figli. Non a un uomo di avere donne decenti tra tui scegliere.
      A me delle donne che non vogliono fare figli importa ZERO dal momento che conosco troppe donne che invece non vogliono altro ma non sono messe in grado di andare oltre 2: se una ne fa 5 e un altra nessuno, il conto più che in pari e quelle che non vogliono fare figli fatti loro ... Sono comunque sempre la minoranza.
      Per la cattiveria prima era peggio. In passato avevano trovato una nobile che si faceva il bagno nel sangue delle vergini del suo regno per diletto. Chi governa è sempre selezionato tra il peggio del suo tempo. Ciò che non va in nessun senso è accusare. Accusare una parte per il fallimento di tutti. Non ci sono scuse: ad avere uomini con le palle, come quelli che la guerra l'hanno fatta, le donne poi si trovano. Stronze ? Forse, ma data la crescente insicurezza, faranno (volentieri) di necessità virtù. Piuttosto si guardi al fenomeno di quelle messe in cinta senza che sia possibile per loro "scegliere" di salvaguardare il bene del bambino e crescerlo anche da sola in una comunità sana dove un padre che sappia volergli bene veramente si troverebbe sempre. Senza una comunità sana, il resto è discorso da Bar.

    1. mingo 16 gennaio 2026

      Finalmente un articolo sulla denatalità , anche se si perde un po' sul finale devo dire .

      Come sempre da quel leggo dai commenti dimostra ancora una volta che dell'argomento ci capiscono in pochi o come penso a nessuno frega veramente niente della cosa . Non ne rimango sorpreso nessuno è interessato a capire i perché del Trentennale calo Italiano , i problemi che sta e che porterà in futuro tutti persi nel presente e del domani si vedrà, ma state tranquilli la realtà di questi problemi stanno bussando alla porta e il dolore e problemi che porta non sarà ignorabile.

    2. uomospeciale 16 gennaio 2026

      Francamente la gente sulla faccenda si divide solitamente in tre parti:

      Chi ha già dei figli adulti e non è più parte in causa, avendo già dato e fregandosene abbastanza di un futuro che non lo riguarderà visto che il suo futuro a breve sarà solo un buco per terra e basta.

      Chi di figli non ne ha mai voluti o per egoismo, oppure perché ben consapevole di come sarà il futuro, ha deciso che in quel futuro i suoi figli non ce li vuole.

      Chi i figli li vorrebbe non riesce ad averli oppure li ha appena fatti:
      ( a questi ultimi va tutta la mia compassione e solidarietà umana perché le belle speranze e le aspettative sul futuro che ci aspetta sono destinate a scontrarsi con la dura realtà )

      Quanto al dolore della realtà e alle conseguenze delle proprie scelte, Beh!...Quelle arrivano per tutti, preparati o meno.
      Tuttavia, chi non ha impiegato la maggior parte della sua vita lavorando e producendo ricchezza a favore di terzi soggetti ( moglie e figli ) generalmente ha in tasca qualche spicciolo in più per affrontare le miserie della vecchiaia.

    1. lysmata 16 gennaio 2026

      Bisogna sempre partire da una domanda. LA domanda.

      Siamo veramente sicuri che la nostra genética, il nostro sangue, la nostra stirpe, meriti di proseguire nei secoli dei secoli?

      Io tutte questa necessità di mandar avanti la genética del Signor Rossi( segue prototipo), pensionato con due figli quarantenni hipster a carico, quadridosato, elettore modelo di uno dei partiti (sceglietene uno a caso) del panorama político italiano, con ancora 5 annetti di mutuo trentennale da pagare poi " si riposa", efficace selezionatore di rifiuti, capace di togliere le etichette di carta dai barattoli in vetro per fare bene il suo "lavoro" di cittadino modello, che la domenica non va piú a messa perché non piú di moda ma va al centro commerciale a mangiare hamburger di carne di topo, e che rientra a casa ancora con la luce perché ha paura di fare l'angolo sotto casa "perché ci sono i maranza", che 40 anni con la stessa moglie perché fedele ma poi eh certo che alla Mara Venier io due botte gliele darei, ha la sua età ma ha sempre il suo fascino.( fine descrizione prototipo piú per pigrizia che per effettiva possibilità di caratterizzare ancora meglio il Signor Rossi), questa necessità non ce la vedo proprio. Anzi.

      Ben vengano gli Abdul, le Fatime, i Dimitri e le Andrea, sono gli unici in grado di contrastare con la loro sanguigna ignoranza e la loro"selvaticità" questa fogna a cielo aperto chiamato Sistema.

      A noi rimangono gli orecchini della nonna da 300 euro di valore da difendere con un allarme casa da 1000 euro all'anno, un auto in leasing e due settimane di vacanza l'anno in un hotel a 100 euro a notte pagato con la carta di crédito.

      E volete pure riprodurvi? Ma per carità! Vasectomía gratis per gli occidentali!
      Riprodurvi per che cosa? Per dare al mondo figli incapaci di leggere e scrivere a 9 anni, troppo sensibili per beccarsi una ramanzina, ma sufficientemente insensibili da bullizzare il quattrocchi, il grassottello, quello dalle orecchie a sventola, la ragazzina coi brackets... Futuri schiavi.

      Regalate al futuro il lusso di non mettere al mondo nessuno.
      Fatevi e fategli un favore.

      ( Oddio, ora che mi rileggo vedo che ho iniziato con un tono sarcástico ma poi sotto sotto quel che dico ha, per me, un senso).
      Continua. O no.

    2. maghi 16 gennaio 2026

      io qualche volta tolgo la carta chimica delle etichette dal cartone dei pacchi amazon, perchè la separazione meccanica non è possibile e vengono fuori quei rotoloni di diverse ton coi puntini bianchi. Lo faccio più per gioco, per passatempo, che per serietà, tanto il problema entropico si risolve solo con la diminuzione del caos.
      La legge romana che vietava alle donne di vestire lussuosamente va nella direzione di questa diminuzione, il che prova che i romani si intendevano di entropia più di noi moderni.

    3. BrunoWald 16 gennaio 2026

      "Bisogna sempre partire da una domanda. LA domanda.
      Siamo veramente sicuri che la nostra genética, il nostro sangue, la nostra stirpe, meriti di proseguire nei secoli dei secoli?"

      La vera domanda è: CHI ha voluto questa fogna a cielo aperto chiamata sistema? CHI l'ha progettata e messa in atto? CHI vuole che il sig. Rossi, Dubois, Müller, Wilson, López, si estinguano per essere sostituiti dagli Abdul e le Fatime?

      Una volta che ti sei risposto a questa domanda, la prospettiva da cui vedi il mondo cambia completamente.

      Come singoli individui possiamo fare ben poco, ma se non altro possiamo riconoscere IL NEMICO, e contrastarlo, nel nostro piccolo, con ogni mezzo, anche con un semplice commento su questo sito, in mancanza di meglio.

      Gli antichi Arii si sono ridotti ad essere dei meri "occidentali", ossia degli esseri abbastanza repellenti, come li descrivi anche tu, ma la nostra stirpe merita venerazione, e sopravviverà persino alla nostra indegnità.

    4. uomospeciale 16 gennaio 2026

      CIT:

      "Bisogna sempre partire da una domanda. LA domanda.
      Siamo veramente sicuri che la nostra genética, il nostro sangue, la nostra stirpe, meriti di proseguire nei secoli dei secoli?"

      E qui casca l'asino, perchè a riprodursi a più non posso, sono proprio quelli che certe domande non se le sono mai fatte, gente che scopa tanto e pensa poco, tipo i vari Abdul, le varie Fatime, i Dimitri ecc ecc...
      La sopravvivenza della specie opera su grandi numeri e se ne sbatte alla grande di tutti i nostri orpelli culturali ( femminismo diritti della donna, ecc ecc )

      Per questo il futuro è dei vari Abdul, Mustafà, Hammed, Hassan, Raschid, Aisha, Babatunde, come anche di tutti i Rom e dei vari pregiudicati* ....

      Che spettacolo sarà il futuro!... Peccato non esserci.😁

      *Provate a trovare anche un solo pregiudicato o un mafioso che non abbia a fianco la sua brava vajassa con la quale hanno donato al mondo altri 4/5 loro degni pari, se ne siete capaci!... Trovatelo se ci riuscite, vi sfido! )🤣😁

    5. lysmata 16 gennaio 2026

      Tu togli le etichette per paura di una multa. Frega un cacchio dell'ambiente. :-)

    6. lysmata 16 gennaio 2026

      Arii??? Ad essere onesti se mi guardo allo specchio mi ritrovo piú in un Abdul che in un Wolfgang. Quindi forse la mía opinione é faziosa.

      La vera domanda è: CHI ha voluto questa fogna a cielo aperto chiamata sistema?

      Troppo fácile buttare palla fuori ogni volta, usando la scusa de "LORO" .

      Anche no. Troppo fácile.
      Ognuno si renda responsabile, se non delle proprie azioni, almeno della propria ignavia.

    7. BrunoWald 16 gennaio 2026

      Ognuno di noi vede nello specchio quello che vuole vedere.

      "Troppo fácile buttare palla fuori ogni volta, usando la scusa de “LORO”.

      Giusto, ma non devi dirlo a me, visto che ho concluso il commento riferendomi alla "nostra indegnità".

      "Nostra" significa che non butto la palla fuori, e non cerco scuse.

      Non ho nulla di cui essere particolarmente fiero, non ho preso le armi, non ho sofferto il carcere, solo una modesta schedatura della Digos. Ma anche se mi fossi fatto ammazzare, sarebbe servito a qualcosa? L'ovvia risposta a questa domanda non è un pretesto, ma una semplice constatazione.

      In ogni caso, le nostre minuscole responsabilità personali non possono obliterare il fatto che esiste IL NEMICO, e non guardarlo in faccia è un modo come un altro di buttar fuori la palla.

    8. lysmata 16 gennaio 2026

      C'é grado e grado di ignavia, o mi piace pensare che sia cosí. Dopotutto é normale essere piú benevoli con sé stessi che con gli altri.
      Peró hai ragione, qualsiasi scatto di reni serve a ben poco.

      E allora si ritorna al punto di partenza. Sicuri che sia proprio necessario riprodursi e mandare avanti questa stirpe di telespettatori?

      Saluti e buona notte a tutti.

    9. maghi 17 gennaio 2026

      da noi non usano le multe, anzi con lo straripare degli extracomunitari, che non pagano nessuna bolletta, tranne la corrente, figuriamoci le multe, e portano tutti i bambini che vogliono senza seggiolino, anche noi autoctoni abbiamo cominciato ad assaporare un poco di libertà. Io porto i miei nipoti liberi come loro e come facevo coi miei figli e i vigili mi fermano e fanno finta di nulla, perchè non si può fare due pesi e due misure. Hai ragione a dire che non mi frega un cacchio dell'ambiente, perchè tanto non frega un cacchio a nessuno, come non frega un cacchio a nessuno dell'entropia. Se la conoscessero, ne avrebbero un pò più rispetto e temenza, ma va bene così. Il professor Bardi, dopo aver speso una vita a cercare di far ragionare inutilmente le masse, alla fine ha accettato la mia tesi: che il mondo è sempre andato come deve andare e allora tanto vale farci ironia e una risata sopra.

    1. uomospeciale 16 gennaio 2026

      Bisognerebbe pure fare un sondaggino tra gli uomini, giusto per chiedergli quanti sarebbero disposti a lavorare 15 ore al giorno, come lavoravano i nostri nonni in cambio della famiglia del "mulino bianco"
      I miei nonni per dire hanno lavorato tutti fino a pochi giorni prima di morire:

      "Pensione? Settimana corta? Ferie?....Che robe sono? Mai sentite nominare..."

      Quanto ai bambini aiutavano nell'azienda agricola, in bottega, oppure andavano in fabbrica o in cantiere come apprendisti già a 12/14 anni.
      Perché c'era questo dietro le famiglie numerose degli anni '40 e '50..
      Si fotta la natalità e pure il paese, si vive una volta sola, e la nostra prima responsabilità è verso noi stessi.
      Qualcuno resterà...

    1. uomospeciale 16 gennaio 2026

      A rischio di ripetermi devo affermare una volta di più che il problema demografico della specie umana è irrisolvibile perchè ovunque nel mondo la donna si "emancipa" lo fa sempre e solo rivendicando i propri diritti e rinnegando al contempo i propri doveri:

      ( Primo tra tutti, proprio quello riproduttivo )

      E questo malgrado il fatto che sia le donne che la maternità in occidente siano più tutelate e protette della sacra sindone.
      Come se non bastasse, ormai pure gli uomini stanno rinunciando in massa al proprio ruolo storico di provveditori e protettori, la libertà piace a tutti.
      Ma non temete!.... Ci penseranno i quelli dei campi rom, i gli spacciatori con il machete, i clandestini e i delinquenti di ogni razza e colore a riprodursi a più non posso.

      Un meraviglioso futuro ci attende.

      A proposito di campi rom, di certo avrete sentito dei rom in trasferta da Torino andati a rubare in casa di un tizio che non era daccordo e ne ha stecchito uno a coltellate, vero?
      Beh, i suoi degni pari hanno devastato il pronto soccorso per vendetta:
      (Erano tutti super pluri ultra pregiudicatissimi con decine e decine di reati sul gobbo )
      compreso il morto, che come "professione" oltre a rubare nelle case truffava gli anziani, e faceva rapine.

      Uno dei suoi degni parenti ha affermato:

      “Era lì per lavorare come tutti, lascia tre figli, non è giusto ammazzare”

      Ma a questi soggetti sempre liberi di delinquere indisturbati che fanno figli come nidiate di topi insegnandogli solo a rubare, odiare, rapinare, spacciare, disprezzare, offendere, colpire e insultare,
      i figli non glieli tolgono mai?

      Altro che riforma della magistratura, la magistratura andrebbe proprio demolita del tutto e poi ricostruita da zero dalle fondamenta...
      Ricostruendola su principi migliori, più giusti e sani.

    1. Martin 16 gennaio 2026

      Ottima riflessione, Maloberti ma permettimi di aggiungere del mio.

      La specie animale che ci è più simile è notoriamente quella degli scimpanzè, e se ne parla molto poco............
      Negli scimpanzè non si forma la coppia genitoriale, come in altri mammiferi. Mamma scimpanzè è ontologicamente promiscua e non ha modo di sapere chi è il padre del piccolo scimpanzè. A sua volta papà scimpanzè non si occupa mai dei (possibili) figli, la funzione paterna semplicemente non esiste, lui tromba, e basta.
      La conseguenza è che il piccolo scimpanzè è cresciuto solo dalla madre e riconosce solo la madre, ignora chi sia il padre e una volta giovane adulto può molto tranquillamente essere ucciso dal padre o uccidere il padre o gli zii, specie nelle guerre per bande.

      La mancata formazione della coppia genitoriale impedisce il passaggio alla grande famiglia o clan, propedeutico all' organizzazione familiare e sociale.
      Per farla corta, le femmine scimpanzè sono promiscue e i maschi scimpanzè non fanno mai i padri.
      Non penso ci voglia molto per osservare le analogie con i comportamenti di alcuni gruppi etnici umani, in cui la funzione paterna è sostanzialmente minoritaria se non assente, come attestato da inequivocabili statistiche di oltre un secolo. Mi astengo da ulteriori delucidazioni per non essere accusato di bieco razzismo.

      Mutatis mutandis, nel regno animale dei mammiferi l'omosessualità maschile esiste solo come fenomeno sostitutivo o alternativo, mai come fenomeno (o scelta, lol) stabile e cronico. Per essere brutalmente chiaro è noto che cani maschi ogni tanto cercano di montarsi o si montano, ma solo perchè non hanno sotto mano la femmina disponibile.
      Non esistono cani gatti lupi leoni elefanti gorilla o giraffe maschi (che vertigini, lol) che preferiscano montare o essere montati da altri maschi, ossia genuinamente omosessuali.
      La condizione in questione è quindi solo umana, e per diversi secoli è stata stigmatizzata da molte delle diverse culture umane, formatesi per secoli senza grandi comunicazioni con le culture occidentali, in Africa, Asia e America. Ovunque.
      E' inutile che continuino a fare i salti quando lo si menziona.

    1. sarah 16 gennaio 2026

      Toh, improvvisamente dilaga la paura della mancanza di figli. Non solo qui, sono molte le voci per lo più conservatrici e maschili, sempre che la definizione di conservatore abbia ancora un senso, che suonano l'allarme e che, santi numi, scoprono che presto "non ci saranno più italiani". Dico io, dopo almeno trent'anni di segni chiaramente premonitori si sfonda una porta aperta proprio adesso. E come vuole il più classico schema delle regole, quando una cosa improvvisamente spaventa e fa paura, bisogna trovare un colpevole. Detto fatto: la zitella. È tutta colpa loro, maledetti avvocati e ingegneri! Colpa loro se resteremo senza italiani! Poco importa se per decenni, sia dal lato maschile che femminile, ci si è prodotti in pessimi esempi per le generazioni più giovani adorando l'effimero e il denaro. Poco importa se si è vissuto alla giornata, deridendo apertamente gli "indietristi" e le "indietriste". Dove sono le "donne di una volta", adesso che c'è bisogno di loro per garantire un futuro tranquillo? Non resta che augurare a queste valchirie una vecchiaia di dolore e sofferenza e lungi da noi riflettere sulle nostre responsabilità e sulla complessità della dinamica. Intendiamoci, i soggetti femminili di cui si parla nell'articolo esistono ma non sono nei fatti che un'esigua minoranza, né li si può individuare come causa prima di un fenomeno che, a mio modesto avviso, è invece il segnale di una profondissima crisi che attraversa in pieno la nostra società occidentale in declino. Nessun facilismo. Chiedo venia se ho frainteso qualche passaggio, forse per aver letto frettolosamente l'articolo, è che gli stereotipi, di qualunque scuola, mi mettono sempre in allarme.

    2. uomospeciale 16 gennaio 2026

      il declino non riguarda solo l'occidente ma qualsiasi paese sviluppato nel mondo, ovunque esso si trovi, a prescindere dal sistema politico e sociale.
      In Corea del sud, Giappone e vaste aree della Cina quanto a natalità e rapporti umani, stanno messi molto peggio che da noi.
      È un problema irrisolvibile dal punto di vista legale e culturale ma che fortunatamente la natura e l'invecchiamento della popolazione provvederanno a risolvere per noi, entro pochi decenni.
      Per fortuna stanno arrivando le badanti robot.

    3. BrunoWald 16 gennaio 2026

      Salve, Sarah.

      "Non solo qui, sono molte le voci per lo più conservatrici e maschili, sempre che la definizione di conservatore abbia ancora un senso, che suonano l’allarme"...

      Bisognerebbe chiedersi se ha ancora un senso pure la definizione di "maschile", vista la generalizzata, indegna calata di brache di questo genere, che ritengo ancor più responsabile del femminismo per il disastro verso cui ci dirigiamo a tutta velocità.

      Non si tratta di trovare un colpevole, nemmeno le "zitelle 2.0" o le femministe, che sono perlopiù delle povere creature indottrinate, incapaci di rendersi conto persino della propria infelicità e aridità, che cercano di soffocare con ogni sorta di palliativi. Si tratta di rendersi conto (e so che lei se ne rende conto benissimo) che questo fenomeno, insieme a tutte le dinamiche perverse e nichiliste che caratterizzano il crepuscolo della nostra civiltà, è stato prodotto coscientemente da coloro che ci stanno conducendo allo sfacelo. Per essi, non siamo che topi da laboratorio, come l'operazione pandemica ha dimostrato al di là di ogni dubbio.

      È per questo che alcune voci conservatrici - ma le definirei più che altro lucide - cercano quasi pateticamente di contrastare lo spirito del tempo, tra cui anche la mia, modestissima, ma che mi è già valsa tutte le varie etichette infamanti oggi usate per demonizzare e screditare i dissidenti: ottimo, gli insulti del nemico sono altrettante decorazioni da portare con fierezza!

      Un saluto cordiale.

    4. ws 16 gennaio 2026

      In Corea del sud, Giappone e vaste aree della Cina quanto a natalità e rapporti umani, stanno messi molto peggio che da noi.

      Si ma LORO non si sono messi un PROLIFICO nemico in casa ( e tantomeno lo mantengono anche .. )

      LI ( e solo li ) per rimettere le cose a posto è tornare ad avere un futuro riproduttivo basterà liquidare ( F I S I C A M E N T E è ovvio ) l' attuale "classe dirigente"

      QUI no, daltronde solo noi abbiamo il piddiotismo
      Inshallah !

    5. ws 16 gennaio 2026

      ottimo, gli insulti del nemico sono altrettante decorazioni da portare con fierezza!

      Si ma che te ne fai ? In ogni caso: QUI E' FINITA
      Inshallah !

    6. BrunoWald 16 gennaio 2026

      Non me ne faccio nulla. È solo l'intima soddisfazione di stare dalla parte del torto (nel mondo alla rovescia).

    7. absitiniuriaverbis 17 gennaio 2026

      Gli stereotipi sono dannosi: concordo. A volte, come ritengo sia il caso in questione, riassumere in un nome-simbolo un concetto plurimo e' controproducente.

      Definire, come scrivi, " il fenomeno come causa prima' di una profondissima crisi" valuto che sia il risultato del considerare 'la continuita' della specie in questione' un valore primario indiscutibile.
      Capisco l'eventuale nesso con il noto " ...siate fecondi e moltiplicatevi...siate fruttiferi' ma siamo sicuri che la specie in discussione desideri la sopravvivenza? Eppoi, parlando di merito, chi dovrebbe decidere se meriti o meno la sopravvivenza?
      Il merito non e' sicuramente deciso da quella banda di burattinai disgustosi che tira le fila: quella loro e' mera convenienza (a toccarla piano) o tornaconto. Di sicuro e' protezione dela propria specie specifica e dei poteri acquisiti

      Considera che anche le fedi e le rerligioni che puntano sul 'dopo' sono in crisi. Se non tutte e' questione di tempo e di ghigliottina.

      L'adesso e qui sono invece l'imperativo vigente. Il resto, il dopo, la costruzione del futuro (virtuale o fisico), sono concetti che assumono, in generale, poco valore.

      Confucio: quando fai qualcosa, sappi che avrai contro
      Chi voleva fare la stessa cosa ma non c'e' riuscito
      Chi voleva fare il contrario ma non c'e' riuscito
      e Chi non voleva far niente e c'e' riuscito

      Nonostante tutto, credo che valga la pena di fare qualcosa. Ognuno secondo la propria natura.

    1. Dario Lampa 16 gennaio 2026

      Sono d'accordo in linea di massima. Ma non bisogna preoccuparsi: se prima non ci estingueremo, vuoi per guerre nucleari o per catastrofi ambientali da noi provocate, se prima non ci pensiamo noi a rimetterci sulla giusta via ci penserà la Natura a ristabilire il suo ordine. E, purtroppo, la natura nel suo ristabilire l'ordine e l'armonia per difendere la Vita sulla Terra non farà distinzione tra innocenti e colpevoli.
      Infine spesso dimentichiamo che l' uomo e la donna sono esseri complementari sia nel fisico che negli schemi mentali ma non devono considerarsi rivali. Una rivalità che il sistema liberal-consumista (e anche un certo tipo di ideologia) ha esasperato per i suoi lerci fini.

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