Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org
Un coccodrillo piange solo per aver mangiato troppo, non per chi ha appena mangiato.
Il coccodrillo è un animale perfetto, giunto fino a noi da molto prima della nostra preistoria.
Non è mai cambiato in tutto questo tempo, mentre altre specie si estinguevano, per rinascere perfezionate, portandosi dietro tutta l'eredità dei predecessori, dalla notte dei tempi, compreso il gene del coccodrillo, la sua perfetta animalità, che non prevede uno spirito per come noi lo concepiamo oggi.
E pure noi siamo figli ereditari anche del coccodrillo. Prova ne è che in molti possiamo riconoscere il suo stesso istinto, cioè una totale mancanza di empatia verso gli altri viventi che non siano esattamente come loro, con l'aggravante che nella realtà il loro prossimo allargato è come e meglio di loro stessi. Ma questo fatto non lo vogliono neppure considerare, tanto si credono superiori e corazzati da una totale indifferenza alle sofferenze altrui.
Qui non si parla metaforicamente di lievi differenze di razza, ma di profonde differenze di genere, anzi di classi, come tra i pesci e i rettili, o tra i rettili e i mammiferi.
Questi particolari umani, simili ai coccodrilli, li chiamerei rettiliani, come in certi vecchi film di fantascienza. E se lo scandalo sociale non è proporzionato alla gravità dei loro comportamenti più disumani è forse perché rimane ancora vitale il rettiliano che è in noi, per quanto ipocritamente lo vorremmo esorcizzare e rimuovere, negandolo, da tanto costa fatica l'andare oltre definitivamente.
I veri coccodrilli sopravvissuti vivono liberi in riserve, ambienti selvaggi protetti, tra i pochi rimasti sul pianeta colonizzato dall'uomo. Parimenti i rettiliani dal volto umano sono relativamente in pochi, ma prepotenti e potenti quanto basta per dominare con ogni mezzo immense moltitudini di umani, per lo più ignari e comunque dediti, per quanto possibile nella dura vita quotidiana, alla loro evoluzione spirituale.
Senza questa difficile maturazione il crescente dominio dell'uomo sulla Terra diventerebbe insostenibile, e di fatto è già a rischio di fronte allo specchio amplificatore delle moderne tecnologie, che hanno consentito tra l'altro un'esplosione demografica mai vista prima.
Del resto in natura tutti mangiano tutti, e non se ne fanno alcun problema. Se non fosse chiaro il pensiero va ai nazisti di ieri ed ai sionisti di oggi, come esempi didattici di un feroce nazionalismo distorto e razzista, ma non sono di certo gli unici ai nostri tempi.
Anche l'amore parentale, in varie forme, è una prassi molto diffusa in natura, funzionale alla continuità della specie. Il problema dell'uomo moderno e però quello di globalizzare, oltre ai commerci materiali, anche questo tipo di amore spirituale, rendendolo universale per quanto inedito, ma funzionale alla convivenza allargata ed alla sopravvivenza stessa della propria specie, altrimenti letalmente litigiosa.
Solo i rettiliani non vogliono capirlo, e tutti gli altri ne soffrono le conseguenza, chi più e chi meno. Ma non è possibile risolvere questo problema con regole da far rispettare con la forza, pur se legittima in casi estremi. Sarebbe come voler estinguere un incendio versandovi sopra della benzina.
L'acqua e la benzina sono qui metaforicamente intesi come l'amore e l'odio per il prossimo. L'uno funziona, l'altro no, non può funzionare, essendo della stessa natura del problema da risolvere. L'odio chiama odio, la vendetta chiama vendetta, è un fatto evidente, mentre il perdono richiede una forza d'animo straordinaria, da non confondere con l'oblio del tempo o l'accettazione del male.
Lo spirito del coccodrillo e quello dell'uomo moderno e virtuoso coesistono nei popoli, così come coesistono nelle profondità dell'animo di ciascuno, emergenti o rimossi che siano.
E' perciò un preciso dovere individuale quello di crescere e riconoscere lo spirito del coccodrillo, relegandolo in apposite riserve protette, per impedire che prevalga facendosi principio attivo del sistema dominante, come invece purtroppo accade ancora oggi in gran parte del nostro mondo, con la complicità di ipocrite maggioranze che s'illudono di beneficiarne sentendosi fortunate profittatrici, mentre invece ne sono anch'esse vittime e al tempo stesso carnefici dell'inferno in terra che tali sistemi inevitabilmente producono.
La scelta è tra rimanere semplici animali preistorici, come i rettili sopravvissuti, o evolvere come esseri umani trascendenti, tra lasciarsi trasformare in anime corrotte o elevarsi in libertà e coscienza ad anime pure, al passo coi tempi, come quelle dei bimbi che hanno la fortuna di vivere nell'amore dei loro genitori.
Condizione sempre più rara, che infatti un sistema corrotto non tollera, come nel recente caso della famiglia nel bosco, smembrata per ordine del tribunale nonostante il periodo natalizio.
La commiserazione è l'unico sentimento su larga scala da riservare a questi mostri rettiliani al comando, se vogliamo renderli inoffensivi per sempre. E questo è il periodo storico giusto, dal momento che ora è il loro stesso sistema a punirli, il mercato capitalista iperliberista, inducendoli a venire allo scoperto per disperazione, ma senza vergogna ne pentimento.
Ogni riferimento alla arrogante decadenza USA è puramente voluto, senza dimenticare i molti altri esempi legati alla malafinanza agonizzante, non a caso tutti impersonati da subdoli guerrafondai, cioè individui colpevoli del peggior crimine dell'epoca moderna, di una gravità non contemplata, in quanto impossibile all'epoca, neppure nei 10 comandamenti biblici.
Per quanto ricchi e potenti siano questi personaggi, crudeli burattini pro tempore del potere ad ogni livello, resteranno sempre dei fragili poveri diavoli, rami secchi dell'evoluzione umana.
Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org
13/01/2026
BrunoWald 17 gennaio 2026
"Del resto in natura tutti mangiano tutti, e non se ne fanno alcun problema. Se non fosse chiaro il pensiero va ai nazisti di ieri ed ai sionisti di oggi, come esempi didattici di un feroce nazionalismo distorto e razzista, ma non sono di certo gli unici ai nostri tempi."
E figuriamoci se il pensiero non andava ai "nazisti"...
Eppure, se compari i morti ammazzati in tempo di pace dai nazionalsocialisti e dai comunisti, vincono i secondi a man bassa. Esempi di ferocia da parte dei "compagni" - prima, durante e dopo la guerra - potrebbero riempire diversi volumi, ma è più comodo tenersi la versione ufficiale circa i Buoni e i Cattivi, glissando inoltre sul fatto che la prima a riconoscere l'entità sionista - genocida e razzista fin dall'inizio - è stata proprio l'URSS, patria del socialismo. Che ironia la realtà, no?
PS: so di essere un rompic0gli0ni, caro Alberto, e mi diverto pure. Niente di personale.
Cordiali saluti.