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L’aria condizionata e la fine del mondo

DI NICOLAS BONNAL

dedefensa.org

Nel suo libro Oriente e occidente, René Guénon credeva fosse ancora possibile recuperare spiritualmente l’occidente e porlo entro una prospettiva più serena, meno materialista e meno neospiritualista, oserei dire. Sono trascorsi quasi cent’anni da allora. Ciò che vedeva era un oriente ancora tradizionale, nemmeno troppo logorato dalle conquiste coloniali, capace ancora di opporsi alla supremazia materialista e scientista occidentale.

Si deve notare che se da un lato siamo andati ben oltre il declino dell’occidente (come dice un amico, professore di informatica in una facoltà euroamericana, l’occidente ha toccato il fondo, ma continua a scavare – pensate ai debiti), dall’altro l’oriente ha smesso da tempo di interessarci spiritualmente e di farci sognare. Il tempo dei guru per i Beatles e degli hippies (sic) è passato. Il Dalai Lama festeggia il suo compleanno con George Bush e si aspetta la scelta del suo successore.

Da più di cinquant’anni anche l’oriente si è gettato a testa bassa e voracemente nel capitalismo, nella corruzione, nell’inquinamento, nella distruzione-recupero del suo patrimonio (a quando una grande muraglia contro il turismo, una grande muraglia della quale Guénon intravedeva le crepe nella sua ultima e fondamentale opera, Il regno della quantità e i segni dei tempi) spirituale e culturale. L’oriente è diventato come noi, stanco, materialista, inquinato e civilizzato.

Il demiurgo di questa umanità luciferina resta l’America e ciò che essa rappresenta. Sono i messicani (povero Antonin Artaud), gli indiani e i cinesi che fanno incrementare il mercato immobiliare statunitense (Zerohedge.com e NBC). E ciò dimostra che il sogno americano, per quanto malridotto, continui ad affascinare gli infelici che nel giro di una o due generazioni sono passati dalla loro società tradizionale alle periferie degradate, agli alti e bassi della borsa, ai deliri immobiliari, alla competizione dei mercati – che necessitano di rinchiudere cento o duecento milioni di contadini e bambini sottopagati in ripugnanti fabbriche tessili, il tutto per soddisfare un gruppetto di grossi azionisti. Mille uomini (entità?) sono diventati più ricchi del resto dell’umanità, che tra l’altro sognano di rimpiazzare.

Come si è arrivati a ciò?

Una breve spiegazione.

Noi tutti conosciamo il nome di un qualsiasi scrittore di seconda categoria, di un cantante bidone, di un pittore di terzo livello, di un attore televisivo, di un politico cretino, di uno stupido sapientone. Ma non conosciamo il nome di coloro che hanno realmente cambiato il mondo – e bypassato le idee guenoniane e soprattutto le ultime società tradizionali.

Tra questi Willis Haviland Carrier. Io non sono un ingegnere né un erudito, pertanto consultate direttamente Wikipedia e poi i manuali professionali. Carrier è l’inventore dell’aria condizionata. Proprio lei ha liquidato René Guénon, il sud, l’oriente, le terre spirituali e cavalleresche che avevano preservato la loro identità spirituale e religiosa. Sono stati messi ovunque, sul posto di lavoro, nelle fabbriche, negli uffici, nelle pensioni, ovunque vogliate. Wikipedia ci informa che lo sfruttamento e lo sviluppo (dunque la distruzione delle autoctone strutture antropologiche e culturali, questa brutta espressione ereditata dalle scienze umane offre suggerimenti poco guenoniani) della Sunbelt è stata resa possibile grazie all’aria condizionata. L’aria condizionata ha posto fine a ciò che restava del vecchio sud e poi al resto del mondo.

Pensateci e vedrete che non mi sbaglio di molto. L’aria condizionata ha condizionato, accelerato e accompagnato la degenerazione (chi osa parlare ancora di decadenza?) irreversibile del nostro mondo.

Willis Haviland Carrier. L’uomo che ha vinto Guénon e le tradizioni. Non è un caso che la Russia sia il solo paese spirituale rimasto.

 

Nicolas Bonnal

Fonte: www.dedefensa.org

Link: http://www.dedefensa.org/article/air-conditionne-et-fin-du-monde

23.07.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di NICOLAS BONNAL

 

Pubblicato da Davide

  • Echoes

    Ho perso tempo, o mi è sfuggito qualcosa?

    • Mechano

      È un articolo ironico, ma in fondo dice la verità.
      La gente quando soffre il caldo a casa perché non ha l’aria condizionata se ne va in centri commerciali e negozi dove ce l’hanno.

      Se io non avessi l’aria condizionata, tra il morire di caldo in casa facendo poca roba e il morire di caldo in garage restaurando una vecchia moto preferirei fare la seconda cosa. E invece spesso rimando il restauro per stare in casa al fresco.

      Il sud del mondo per somigliare all’occidente opulento va a lavorare per produrre quei prodotti che l’occidente consuma. E se in fabbrica c’è l’aria condizionata le condizioni per la produzione e la schiavizzazione di questi lavoratori sono più dolci e accoglienti…

      È ironico, sì ma in fondo dice cose vere…

    • DesEsseintes

      No è l’articolo che è squinternato.
      Intanto in Russia hanno il riscaldamento ma comunque la migrazione verso la Sunbelt (il sud degli USA) è avvenuta nel 1930 ossia quando le culture autoctone di quella zona erano state già ampiamente distrutte.
      Inoltre quel regno della quantità di cui parla Guénon è una cosa che risale a leggermente prima del 1930…

      Siccome fa caldo ha pensato di dirti che la cosa che ti salva ti fa male…va di moda far sentire in colpa il lettore che si trova così a dover ammettere di non saper rinunciare a quelle macchine diaboliche portatrici di decadenza e degenerazione…per farsi perdonare dà ragione a chi glielo dice che così ci guadagna in audience senza fare lo sforzo di inventarsi qualcosa di serio da scrivere…

  • Antonio Posta

    l’unica cosa meritevole dell articolo, e’il nome citato di RENE GUENON.

  • Grandepuffo

    Eccone un altro che una trentina di anni fa demonizzava la Russia e santificava l’ammerega,
    ora tutto il contrario

  • permaflex64

    Non date retta a questo folle senza l’aria condizionata a quest’ora le calotte polari si erano già belle che sciolte!!

  • Tonguessy

    “Non è un caso che la Russia sia il solo paese spirituale rimasto”.
    Questo perchè in Russia non c’è l’aria condizionata?

    • Pedro

      Credo semplicemente che voglia dire che in Russia non hanno bisogno del condizionatore perchè è più fresco. 🙂

  • ignorans

    Sono venuti questi poveri guru e hanno detto: “guarda che la natura non è conquistabile”. Ma l’occidente era ed è sordo. Basta vedere i programmi sanitari che mirano all’eradicazione delle malattie. L’occidente vuole l’eradicaxione delle malattie che considera come un inutile fastidio. Ma ecco il problema, quello che l’occidente vede è solo una sua proiezione. Non si possono eradicare le malattie che non sono un’inutile fastidio. Ma l’occidente non capisce e continua i suoi progetti di conquista. Quindi? E un tizio con il quale non si può discutere. È un animale. Guenon era un ottimista.

  • gix

    chi ha avuto occasione di andare in africa, come è capitato a me, sa cosa vuol dire. Quando l’aria fuori è perennemente a 35/40 gradi, giorno e notte non fa differenza, e se piove è ancora peggio, o se sei nel deserto rischi di avere le allucinazioni, non ti viene voglia di fare chissà cosa. Produrre non ne parliamo, ma anche solo spremere le meningi per fare un qualunque lavoro di casa diventa un problema, persino, che so, il sesso a scopo ricreativo; non mi sembra infatti che gli africani siano famosi per invenzioni epocali, o per manifestazioni del pensiero rivoluzionarie, e non certo perché siano meno intelligenti. Perciò, benché sia un articolo un po’ squinternato, ha il merito di far pensare a quanto sia diverso il valore delle cose a seconda dei contesti in cui vengono considerate. Da noi l’acqua si spreca nelle fontane pubbliche, per un africano può sembrare inconcepibile. Immaginiamo quanto potrebbe aumentare la produttività dell’africano medio, poter pensare, lavorare e creare con l’aiuto di un bel condizionatore d’aria. Alla faccia di tutte le progressioni spirituali

    • Holodoc

      Esatto è questo il succo della questione.
      Mi sono ritrovato in questi giorni a dover lavorare in un capannone di pomeriggio a 40°. 2 ore lì dentro mi hanno stancato più di 9 ore dove lavoro normalmente con l’aria condizionata.

  • Diego Binelli

    Vedo che la capacità di esegesi abbonda da queste parti. O forse i più acuti si sono dati appuntamento nei commenti di quest’articolo.
    E si che non ci vuole una cima per capire che l’aria condizionata, consentendo ritmi di lavoro impensabili quando c’erano solo le vecchie eliche appese al soffitto, ha portato (o perlomeno facilitato grandemente) anche in quelle culture la demonia della fretta, della superproduzione, del guadagno a tutti i costi, e tutte le belle caratteristiche del borghese forsennato terminale, che fanno gettare nella spazzatura la tradizione come qualcosa di obsoleto, inutile, anzi, ostacolante.
    Non che la componente borghese e mercantile mancasse in quelle terre, ma questo ed altri fattori hanno favorito la sua emersione e il suo predominio pure là. Ecco, l’unico appunto che mi sentirei di fare all’autore è di non scivolare nel determinismo: non sono mai gli strumenti materiali a produrre un cambiamento di paradigma, al massimo ne sono facilitatori.

    • Primadellesabbie

      Ehm…ehm…: “…non sono mai gli strumenti materiali a produrre un cambiamento di paradigma, al massimo ne sono facilitatori.”

      Pensi che senza il frigorifero potrebbero attuare la pesca oceanica con reti di chilometri? O andare a sterminare le balene? O gli allevamenti di migliaia di capi di bestiame? Che si sarebbero potute organizzare le multinazionali degli hamburger? O dei polli fritti?

    • DesEsseintes

      Se dici che “non sono MAI gli strumenti materiali” fai del determinismo al contrario.
      Credo che stiamo assistendo precisamente alla lotta finale fra materiale e spirituale e solo l’esito di questa lotta ci permetterà di comprendere i termini del dilemma.

      La contrapposizione in realtà non è fra “materiale” e “spirituale” i quali non si escludono a vicenda ma piuttosto fra esistenza o meno del libero arbitrio nell’uomo.

      Se si dice che da un certo sviluppo tecnologico deriva necessariamente uno sviluppo storico “irreversibile” – o che non possa essere elaborato culturalmente altrimenti – si nega lo spirito e si nega il libero arbitrio nell’uomo (ossia non è l’uomo il vero soggetto della storia ed è destinato a essere superato).

    • gix

      Premesso che non si dovrebbe dare nulla per scontato, nemmeno che un condizionatore d’aria può rendere la vita più facile, quella del condizionatore d’aria può essere considerata quasi una metafora. La decadenza dell’occidente, se di questo si vuole parlare, comincia proprio nel dare per scontate certe conquiste che hanno alleggerito le difficoltà materiali più impellenti, o, se vogliamo metterla su un piano diverso, nel considerare certi diritti acquisiti, come indiscutibili, senza pensare che quantomeno vanno ribaditi giorno per giorno e difesi da coloro che vogliono distruggerli. Se la soluzione per ciascuno di noi, in assenza di condizionatore d’aria, è buttarsi dentro a un centro commerciale, non siamo messi bene…

  • Holodoc

    Mah… i russi di oggi spirituali? Non credo sia sopravvissuto molto di spiritualità dopo 70 anni di materialismo comunista e dopo la conversione forzata al capitalismo consumista.

    Vero che banno.in chiesa a mettere candele, e a farsi decine di segni della croce. Ma coda c’entra con la spiritualità.
    Io direi bigotti, più che spirituali!

    • Primadellesabbie

      Fai un giro in rete e verifica quante comunità di ‘Vecchi credenti’ sono sopravvissute intatte e con l’originale modo di vivere ai 70 anni di “materialismo comunista”, poi guarda se trovi i filmati della turkmenistan belt dove, il giorno dopo la caduta, gli uomini ballano in cerchio nelle piazze con i pittoreschi costumi guerreschi tradizionali che avevano conservato a portata di mano, e agitando le grandi scimitarre.

      Poi verifica se in qualche angolo toccato dalla libertà americana sia potuto sopravvivere qualcosa di simile.

      • Holodoc

        Secondo Wikipedia risulta che il 25% dei russi si professa ateo e che solo lo 1,2% della popolazione è seguace di fedi native.

        • DesEsseintes

          Sì, eh?

        • Primadellesabbie

          Non posso ne’ voglio oppormi a che uno si faccia le proprie opinioni a questo modo.

          Io ne adotto un altro.

          • DesEsseintes

            A proposito di identitarismi o nazionalismi e decadenza della modernità.
            Asterix era fortemente identitario e in tempi non sospetti.
            Ma che rispetto che c’èra per “qualsiasi” identità…iberici, britanni, belgi, elvezi, numidi (disegnati neri nonostante non lo fossero), fenici, greci, egiziani, normanni…tutti con i loro difettacci ma tutti rappresentati con simpatia nel momento in cui esprimevano la loro identità “in opposizione” all’impero.

            Identità in quel fumettino apparentemente leggero significava innanzitutto amore per la diversità, si sottintendeva che i “popoli” hanno una naturale tendenza a convivere accettando il “casino” che viene dalla difficoltà di trovare una regola valida per tutti.
            Quello è ciò che impone “l’impero”, invece i popoli dall’identità intatta trovano una via naturale di coabitazione secondo una comune umanità che consiste precisamente nell’opporsi tutti insieme a chi vuole imporre quella “regola” imperiale.

            Con saggezza però perché il bravo funzionario in ispezione in Elvetia può essere un buon amico, il povero centurione obbligato a un compito ingrato in Iberia una volta liberato da quella incombenza odiosa trova una sua strada di successo come torero…c’era empatia per tutti e quella era la vera regola.

            Oggi il nazionalismo e l’identitarismo rinascono in forma di esclusione, ciò che è diverso deve essere espulso, prima noi poi loro…

            Fa un po’ impressione osservare come in delle operine per ragazzini, per quanto deliziose e inimitabili, ci fosse più saggezza e profondità che in tutto il pensiero neo identitario di oggi.
            Quella è la decadenza che mi lascia sgomento, perché mi rendo comto che da lí non potrà provenire nulla di buono.
            Perché a un livello simile di approssimazione sbracata ci si rirtova automaticamente a diventare gli utili idioti di chi detiene il potere e cerca di imporre quella “regola globale” che distrugge l’autentica umanità della gente e dei popoli.

          • Rolmas

            Belle riflessioni, vedo che le ore piccole ti danno saggezza… (scherzo eh)

          • Primadellesabbie

            Asterix é una miniera, il bagaglio identitario preteso di questi tempi lo puòi riconoscere, imposto dal capo Aplusbegalix (!), nel villaggio gallo-romano di Serum, nel delizioso album “Le Combat des Chefs”.

          • Holodoc

            Sì, usi metodi non quantificabili ma solo emotivi.

          • DesEsseintes

            “Usi metodi non quantificabili ma solo emotivi”

            Holo, di emotivo c’è solo il fatto che contrapponi il concetto a “quantificabile”.
            La gente non si rende conto delle implicazioni dell’accettare come vero esclusivamente il metodo oggettivo-quantificabile.
            Significa accettare la propria sottomissione a qualcuno che diventa il depositario prima dei criteri di verità e poi, inevitabilmente, dell’unica verità.

            Non esiste solo il metodo oggettivo, esiste anche quello intuitivo e solo dall’accordo dei due discende la qualità di una conoscenza.

            “Ma la legge di gravità…Galileo…il principio di non contraddizione…”

            Sí…ti ho detto che devono essere “due” e il primo cronologicamente, il più importante, in cui alla fine riconfluisce nuovamente il secondo è quello intuitivo, affettivo, analogico.

            Perché?

            Perché se ti fermi a riflettere un attimo ti accorgi che la razionalità indica i mezzi ma non i fini.
            Qualsiasi fine tu voglia indicare non proviene da un ragionamento razionale/oggettivo/quantificabile.

            Tu per esempio ti trovi a scegliere se perseguire il tuo guadagno economico onestamente o disonestamente facendo del male ad altri innocenti con la certezza di non essere punito.

            La scelta di fondo è: “i miei fini sono etici” oppure “i miei fini sono economici”.

            E questa scelta NON la puoi prendere razionalmente.
            La prendi con il cuore, con la tua affettività, con il tuo istinto o emotività o chiamala come ti pare ma NON PUOI prenderla razionalmente finché…non hai prima indicato la gerarchia dei fini.

          • Holodoc

            La realtà è una sola. Pensare che il mondo sia diverso da quello che è si chiama nevrosi, non intuito.

            I cambogiani che sono felici nelle palafitte hanno scelto l’etica, le modelle russe che cercano il milionario hanno scelto l’economia.

            E non venirmi a dire che, in maggioranza, i russi preferiscono le palafitte agli attici vista Moskova. Fine.

          • DesEsseintes

            Ma che scrivi fine, non ti rendere ridicolo con questo tuo modo di fare perentorio.
            Hai scritto un mucchio di sciocchezze su un paese di cui non sai assolutamente nulla, nel quale non sei mai stato in vita tua e del quale non hai letto mezzo libro.

            Parla del poco che conosci e sul resto domanda.

          • Primadellesabbie

            Nell’impresa di distogliere dalla dimensione spirituale, il materialismo praticato in occidente é stato più capillarmente efficace di quello comunista.

            Questa la mia tesi.

          • Holodoc

            Io ho scritto nel mio primo commento che i Russi hanno subito prima il comunismo e poi il capitalismo consumista, per questo sono i meno spirituali di tutti.

            Il primo, con la migrazione forzata, gli espropri proletari e la convivenza di più famiglie in uno stesso alloggio ha distrutto per quasi tutti i russi il legame con la terra natia e le tradizioni, la struttura della famiglia tradizionale e il valore dei legami affettivi.

            Ha realizzato l’uguaglianza di ogni cittadino rendendo forzatamente tutti poveri.

            Quando è arrivato il secondo, non avendo più i russi gli anticorpi di una morale tradizionale e non avendo avuto accesso a molte comodità per decenni, esso è stato abbracciato con entusiasmo, e le disuguaglianze sono esplose.

            E senza la morale, è diventato naturale per una giovane cercare di arricchirsi offrendosi ai miliardari. D’altronde era già naturale durante comunismo offrirsi per molto meno, tipo una confezione di caffè o un paio di collant.

          • Primadellesabbie

            Ripeto.

            “Nell’impresa di distogliere dalla dimensione spirituale, il materialismo praticato in occidente si é rivelato più efficace e capillare di quello comunista.

            Questa la mia tesi.”

            (E quella di Solzhenitsyn che, da eccezionale testimone e grande scrittore qual’é stato, la sviluppa magistralmente qui:
            http://www.orthodoxytoday.org/articles/SolzhenitsynHarvard.php)

            Non insistere a cercare di imbarcarmi nei cliché da mainstream peloso e a senso unico che sembri prediligere. Alla faccia dell’emotività.

          • DesEsseintes

            Cito:

            “ha distrutto per quasi tutti i russi il legame con la terra natia e le tradizioni”

            Tu sei sicuro, vero?

  • Diego Binelli

    Stanno uscendo riflessioni molto interessanti, per cui eviterei polemiche e personalismi. Ci si forma anche discutendo e battibeccando nei commenti a un articolo,
    More solito, la verità va oltre il tifo da stadio o i manicheismi. E’ vero che la Russia ha mantenuto un serbatoio di tradizionalità (più che di spiritualità) nonostante il lungo intervallo comunista e il successivo assalto capitalista. Ma non ha nemmeno tutti i torti chi fa notare che spesso si tratta di una patina di ritualità, non si sa quanto di profondo o di spirituale possa realmente esserci; perlomeno non in grado di opporre una reale resistenza di Kathekon al trionfo del nichilismo occidentale. E d’altra parte – proseguendo le riflessioni di Guénon sul kali yuga – il fatto che l’Occidente sia avanzato nello stato di putrefazione interiore, a lungo termine rappresenta un vantaggio:rispetto alle altre civiltà o culture: significa che è più vicino al momento del rovesciamento, in cui si ricomincerà un ciclo storico in ordine.

    • DesEsseintes

      E’ vero che non si è mai certi di quanto questa spiritualità sia autentica o meno.
      Però per quel pochissimo che sono stato in Russia qualcosa di diverso lo si percepisce.
      In particolare, e chi conosce quel paese credo sarà d’accordo, il legame che hanno con la loro terra è qualcosa che noi abbiamo perso da tempo mentre per loro è ancora vivo.
      Non è solo patriottismo è qualcosa di diverso e più forte.
      Almeno spero.

      • Diego Binelli

        Tutti abbiamo gioito, credo, vedendo come la Russia sia riuscita – grazie soprattutto a una leadership come quella di Putin – a non passare dalla padella alla brace, brace in cui l’aveva già gettata Yeltsin. La domanda però è: riuscirebbero i russi a tenere la rotta una volta caduto Putin? Tolta la diga che tiene fuori le ONG, l’americanismo e l’occidentalismo più spinto, quanto tempo ci metterebbero quelle popolazioni ad adeguarsi a noi?
        Io non ho esperienza diretta di Russia ma di Cina sì, e vedo che stanno assimilando con una velocità impressionante i nostri costumi, diventando, in diversi casi, più realisti del re. Tanto che c’è chi ipotizza che il prossimo cavallo del Deep State, una volta azzoppato e fuori gara il destriero americano, possa diventare proprio il Dragone.