DI MARCELLO FOA
Il Cuore Del Mondo
(attenzione, questo video mette a prova la vostra sensibilità)
La pratica si chiama Taharrush ed è segnalata nei Paesi del Golfo, a cominciare dall’Arabia Saudita, ma anche in Tunisia, in Egitto, in Marocco, soprattutto al termine del Ramadan ma in genere in occasione di grandi assembramenti. Perché la folla è ricercata dagli uomini che praticano le molestie di gruppo, la folla aiuta, nasconde, relativizza, la folla aiuta a punire le donne non velate. Come quelle che festeggiavano l’avvento del nuovo anno a Colonia e nelle altre città tedesche la notte di Capodanno.
La Bild l’altro giorno ha pubblicato i verbali delle donne che sono state aggredite. E’ un resoconto dell’orrore. A tutte hanno cercato di infilare dita nelle parti più intime. A tutte sono stati palpati seni e sedere. Tutte sono state circondate, umiliate, derubate. Alcune sono state violentate.
Ricorda qualcosa? Sì lo avete capito. Nelle piazze tedesche è stato praticato il Taharrush, il “gioco” dello stupro e non è una supposizione giornalistica ma la conclusione a cui è giunta la Polizia federale tedesca, che ora è molto preoccupata perché teme il ripetersi di questi episodi.
Dovremmo esserlo anche noi, ma scommetto che pochi di voi, cari lettori, avrete letto grandi titoli al riguardo. Come è avvenuto sin dall’inizio di questa drammatica vicenda, nei grandi media prevalgono l’imbarazzo, il silenzio, la compiacenza del politicamente corretto, dunque il desiderio ricorrente di non offendere il “diverso”. Nemmeno se è un criminale.
E qui occorre puntualizzare. Nessuno pensa che tutti gli islamici pratichino il Taharrush. Al contrario: nel Maghreb le autorità arabe e la maggior parte degli Imam condannano e perseguono il comportamento disumano compiuto da piccole minoranze. Dunque non si tratta di criminalizzare l’Islam, né tutti gli immigrati, bensì di capire, segnando il confine tra l’accoglienza e l’abuso, tra l’integrazione e l’arroganza.
La Svizzera insegna che un percorso di integrazione armonioso e ancorato al territorio permette di accogliere felicemente persone di diverse etnie, culture e religioni. Oggi nella Confederazione elvetica vivono profughi kosovari, iracheni, etiopi, afghani, arabi senza gravi problemi e i loro figli si sentono ticinesi, vodesi o zurighesi. Un percorso di straordinario successo, perché graduale e controllato.
Quando invece si permette a centinaia di migliaia di persone di arrivare simultaneamente in un Paese, seppur grande e federalista come la Germania, senza preparazione, senza un adeguato percorso, il risultato è antitetico rispetto alle lodevoli intenzioni. Non si fa del Bene, si promuove il Male. Si incoraggia una massa enorme di giovani non ad adeguarsi ai costumi e alla cultura del Paese, ma a imporre la propria visione degenerata del mondo. E la vista, il contatto con donne occidentali diventa per molti di loro irresistibile.
Possiamo accettarlo? La risposta dovrebbe essere scontata, ma di questi tempi non lo è; a molti apparirà come un atto di coraggio o come un inaccettabile affronto al politicamente corretto. E allora diciamolo forte. La risposta è no, e non per istigare all’odio religioso ma per difendere la nostra civiltà e i nostri valori. Perché se si tace passa il messaggio sbagliato ovvero che in questa Europa tutto è possibile. Anche stuprare una donna nel corso di una notte di festa. Una donna impura, una donna occidentale.
Marcello Foa
Fonte: http://blog.ilgiornale.it
14.01.2016
rossland 14 gennaio 2016
"...Chi sosterrebbe che la polizia a colonia era accecata per questo non ha visto nulla?"
Secondo notizie pubblicate già il 7 gennaio su SputnikNews, la polizia aveva ordini (precedenti ai fatti della notte di Capodanno) di sminuire i reati commessi da immigrati e rubricarli usando terminologie light, così da non rinfocolare eventuali reazioni della popolazione, in particolare immagino di quella di destra, già parecchio agitata di suo.
http://it.sputniknews.com/mondo/20160109/1859571/germania-violenze-colonia-polizia.html
Mi guardo bene dal ritenere "scema" la polizia tedesca. Temo invece che, come immagino succeda in Italia e altri paesi europei, la polizia debba seguire le indicazioni e gli "ordini" ricevuti del governo e possa, come pare sia emerso in seguito, aver volutamente sottovalutato ciò che stava accadendo per attenersi agli ordini ricevuti.
Poi, quando sono iniziati a emergere i numeri e i fatti sia a Colonia che in altre città tedesche, la testa del capo della polizia è caduta.
Non succede sempre così?
Qualcuno deve fare da capro espiatorio per salvare la faccia al governo, quindi cade chi sta sotto per non smentire la politica di chi sta sopra.
Se il mainstream non era a Colonia, c'erano però molte persone. E queste, come oggi è comune, erano tutte ben armate di smartphone, per cui è difficile contenre e azzerare tweet o facebook, quando iniziano a sparare una notizia.
Non ti chiedi come mai, a seguito della testa del capo della polizia, Merkel abbia comunque ritenuto di convocare subito una riunione sui fatti e minacciato lei stessa leggi più semplici per espellere gli immigranti che compiono reati?
A meno che tu ne sappia più della Merkel, che immagino non abbia vissuto bene la cosa, a conferma che i problemi ci sono stati basta (a me) e avanza come reagisce un governo di fronte al montare delle denunce di quei fatti.
Il mainstream va dove c'è la notizia facile, è ovvio. Ma se non ci fosse la notizia da qualche parte, non avrebbe dove andare.
Insomma, anche se avesse visto (pare che la polizia abbia ricevuto le prime denunce già intorno alle 23 del 31.12), la polizia ha agito sottovalutando i fatti e nelle piazze, da quanto affermato dal capo della polizia e da altri testimoni, è stata a sua volta vittima di attacchi con petardi e lanci di bottiglie, per cui o interveniva a pistolettate o rimaneva a proteggere chi poteva finché ha potuto...Ricordo che gli scontri, che grazie alle reazioni della polizia dove poteva, si sono poi spostati in varie zone della città, sono terminati alle 7 della mattina dopo.
Quindi ha avuto il suo bel da fare, non mi pare che sia stata a guardare ma nemmeno penso che avrebbe potuto far di più se non mettersi a sparare.
Cosa che avrebbe significato il rischio di ben più pesanti accuse che quelle di "non aver visto"...