Di Franco Maloberti
L'Europa è una vergogna e chi è occidentale deve provare vergogna. Purtroppo, solo una frazione, forse molto piccola, prova vergogna. Molti altri sono indifferenti e una discreta porzione è causa della vergogna.
La grande vergogna è l'inazione e, per alcuni, il supporto all'uccisione di tanti innocenti nella striscia di Gaza e in Cisgiordania. Ho letto recentemente un articolo di Peter Haenseler [1]: "Complicity in the genocide in Palestine – the day of reckoning will come!", disponibile anche, tradotto, in [2]. Non sono sicuro che la resa dei conti arriverà presto, anche se mi auguro un nuovo processo di Norimberga, ma sono certo che la storia non farà sconti a questo occidente, noi compresi.
Haenseler paragona quanto fatto dai nazisti tedeschi con quanto viene fatto a Gaza: pubblicando le foto delle distruzioni del ghetto di Varsavia e quello che è ora di Rafah.
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Il Getto di Varsavia dopo la sua distruzione[/caption]
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Rafah dopo i bombardamenti israeliani[/caption]
Paragona anche i risultati della politica della fame pubblicando le immagini di bambini incredibilmente denutriti.
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Bambino denutrito per l'assedio di Leningrado (1942)[/caption]
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Yazan Abu Foul, due anni, accudito dalla madre Naima, soffre di malnutrizione per la carenza di cibo a Gaza[/caption]
Le foto dell'articolo di Haenseler non sono inusuali. Basta fare una ricerca digitando "bambini morti per fame a Gaza" e vengono fuori decine e decine di immagini sconvolgenti simili a quelle che si ottengono digitando "bambini morti per fame nei campi di sterminio".
E quelle semplici ricerche le possono fare tutti, compresi la presidente dell'UE Ursula Von der Leyen, i commissari europei, il cancelliere Merz, il presidente Macron, il presidente Mattarella, la premier Meloni, i ministri e il parlamento tutto, la senatrice a vita Segre, tra i cui meriti c'è l'essere stata deportata ad Auschwitz, evacuata al campo di Malchow e liberata dall'Armata Rossa (e non dagli americani). Ebbene, tutti quei personaggi famosi quelle ricerche non le hanno fatte o, forse, non è nella loro agenda. Io, impotente, mi vergogno di far parte di questa comunità, ma gli altri? Sembra di no. Forse sono loro la causa della vergogna, dato che non sono impotenti come il sottoscritto. Alcuni (Merz) esprimono "il massimo rispetto" per il coraggio dimostrato dall’esercito israeliano (nell'ammazzare persone disarmate e in cerca di cibo), altri fanno "ammuina", e si indignano dopo tanto silenzio nel dire "è difficile, in una catena simile, vedere un'involontaria ripetizione di errori e non ravvisarvi l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente". E l'ineffabile presidente israeliano Hergoz zittisce "all'amico" presidente dicendo che "Israele non ha alcuna intenzione di uccidere indiscriminatamente. Vogliamo solo vivere in pace e sicurezza". Solo quello? ... far morire di fame persone è un segno di pace? Distruggere intere città è sicurezza? Vergogna!
A proposito [2]:
A Gaza 57 morti per fame nel maggio 2025, e il numero aumenta ogni giorno. Migliaia di persone rischiano la fame. Eppure, l’UNRWA riferisce di avere cibo a sufficienza per sfamare l’intera popolazione di Gaza per molto tempo. Ma Israele, che usa gli aiuti come arma ed è protetto dagli Stati Uniti, non ne consente l’ingresso nel Paese.
Comunque, come scrive Scott Burchill, giornalista e Senior Lecturer di "International Relations" alla "School of International and Political Studies" della Deakin University (Australia) [3]:
Se si trattasse solo di un piccolo numero di sionisti che invocano l'assassinio e la fame dei bambini palestinesi, si potrebbe forse liquidare queste voci come isolate ed estremiste. Ma quando includono ministri del governo israeliano, membri della Knesset, leader religiosi, addetti alle pubbliche relazioni, conduttori televisivi e sostenitori stranieri, ci troviamo di fronte alla degenerazione morale di una cerchia molto ampia di persone: queste affermazioni non possono essere liquidate come aberrazioni. Nella storia moderna, è difficile pensare a un esempio paragonabile. Persino ai livelli estremi della depravazione umana, i nazisti non si vantavano di voler semplicemente uccidere gli ebrei o che fosse divertente farlo, ma fornivano giustificazioni folli come "purificare la razza ariana" e agire per "autodifesa". Nonostante la portata industriale dell'Olocausto, fecero di tutto per distruggere le prove dei loro crimini, in particolare le tracce documentali che collegavano direttamente la Shoah alle decisioni prese da alti comandanti politici e militari. Il loro successo in questo occultamento permise successivamente al "negazionismo dell'Olocausto" di radicarsi negli anni '80. Questo suggerisce che i nazisti avessero un senso del bene e del male, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di elaborare elaborate teorie di superiorità razziale e culturale, o di nascondere la loro colpevolezza per un comportamento così barbaro. Perché scelsero di agire in base alle loro convinzioni e come vendettero le loro politiche a una popolazione tedesca ricettiva sono questioni separate. Negli ultimi 18 mesi, i sostenitori della distruzione di Gaza da parte di Israele, compresi i responsabili dell'IDF, hanno apertamente appoggiato l'annientamento dei palestinesi a Gaza. E nessun gruppo è stato risparmiato. Operatori umanitari, medici, infermieri, giornalisti, insegnanti e religiosi, molti dei quali normalmente protetti dalle leggi di guerra, sono stati etichettati come "Hamas" e presi di mira senza pietà. Coloro che hanno perpetrato il massacro si sono rivolti ai social media per documentare i loro crimini per i posteri, fiduciosi che non ci saranno conseguenze negative derivanti dal loro allontanamento dal mondo dei principi etici in cui vive la maggior parte degli esseri umani. Non si tratta solo della fiducia nella loro impunità legale: su Instagram, Facebook e X si vantano con gioia delle loro orribili imprese. I sostenitori del genocidio tra la popolazione civile non sono meno gioiosi o meno inibiti. Il fatto che un rabbino benedica l'assassinio di un bambino palestinese perché un giorno diventerà un "terrorista" dimostra la necessità di disumanizzare e demonizzare un nemico come prerequisito per legittimare il suo "giusto" assassinio. Che osservazioni come queste non suscitino quasi alcun commento nei media dei paesi che forniscono a Israele i mezzi per portare a termine il compito è profondamente inquietante.
Profonda inquietudine, o forse sconforto e vergogna.
A proposito di vergogna segnalo, per inciso, la ditta americana TechUSAtees che vende allo scontato prezzo di $22,99 la maglietta che piace tanto ai soldati israeliani: **1 shot 2 kills**, un capo che incarna l'essenza dell'efficienza e del design a duplice scopo. Ovvero, ammazza una donna musulmana incinta e ne fai fuori due.
Torniamo in argomento. Per tranquillizzare l'interlocutore nostrano del presidente israeliano Hergoz, ricordiamo che, a sentire Scott Burchill:
La macchia più indelebile del genocidio, tuttavia, riguarderà la reputazione morale di Israele. Con questo non si intende semplicemente la leadership di un governo specifico, ma il più ampio gruppo nazionale in cui, secondo un nuovo sondaggio della Penn State University, l'82% degli israeliani sostiene l'espulsione forzata dei residenti di Gaza e solo il 9% degli uomini sotto i 40 anni si oppone a qualsiasi scenario di genocidio per i palestinesi: c'è da stupirsi che Norman Finkelstein, la massima autorità mondiale sulla storia politica di Gaza, abbia definito Israele una "società di lunatici"? La stessa responsabilità morale spetterà al più ampio gruppo di apologeti di Israele, tra cui i finanziatori, i guerrieri dei social media, i giornalisti attivisti, i governi fautori di potere in Europa, Australia e Nord America e i gruppi di pressione organizzati. Questi tifano per un massacro di civili in nome dell'"autodifesa" e attaccano incessantemente chiunque vi si opponga, definendolo antisemita. Per i governi che si vantano della loro amicizia con Israele, la fame di massa e lo sfollamento forzato di due milioni di persone – che non possono essere razionalizzati come parte di un conflitto con Hamas – potrebbero rivelarsi un passo troppo lungo. Non sorprende che la loro retorica pubblica si sia recentemente indurita e alcuni si sforzeranno di resuscitare la soluzione dei due stati, ormai morta da tempo, riconoscendo lo Stato di Palestina a giugno. Tuttavia, cancellare la loro complicità nell'omicidio di massa di decine di migliaia di civili innocenti si rivelerà molto più arduo. Arriverà anche per loro il giorno del giudizio.
Arriverà? Non so! Per ora accontentiamoci di provare una grande vergogna.
Poco tempo fa il figlio di un amico cinese mi ha regalato un braccialetto rosso di filo intrecciato. È un portafortuna, mi ha detto.
Ora ho deciso di dare al portafortuna un diverso significato: provare vergogna di essere occidentale.
Di Franco Maloberti
04.08.2024
Franco Maloberti. Professore Emerito presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Informatica e Biomedica dell’Università di Pavia; è Professore Onorario all’Università di Macao, Cina, dove è stato insignito della Laurea Honoris Causa 2023.
NOTE

nuunciaafamo 7 agosto 2025
Tutto interessantissimo (a partire dalla vergogna) ma, alla fine, c'è qualcosa che possiamo fare, che vogliamo fare, come contributo a far finire questo girone infernale ?
oriundo2006 7 agosto 2025
Pregare.
nuunciaafamo 8 agosto 2025
beh, contro i proiettili 7.62 tranquillizza molto ......