LA POLITICA DELLA CARENZA

LA POLITICA DELLA CARENZA

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Io qui parlo di ciò che colpisce al cuore i diritti umani e
la dignità umana riscattati dopo 5.000 anni di abietta schiavitù in Europa. E
quanto segue è terribilmente importante, per chi sa capire. Non sono molti
questi ultimi. Il fatto è che la stragrande maggioranza degli intellettuali
sceglie di ignorare gli aspetti più micidiali della recente evoluzione
storico-economica europea per un motivo, che non è sempre convenienza o
asservimento a un Potere, ma è qualcosa di molto più umano: terrore.Quando posti di fronte a ricerche molto ben documentate come la mia, o, molto più
autorevoli sono quelle degli studiosi che mi accompagnano, essi, gli
intellettuali, si fanno prendere dal panico, un terrore incontenibile e intimo causato
dal fatto che in effetti le cose stanno veramente come noi diciamo. Essi non
sono equipaggiati per affrontarle, e la violenza della loro reazione – siamo
complottisti, pagliacci, prezzolati, dementi ecc. – è proporzionale a quel
terrore. Per voi pochi capaci di reggere la realtà, eccola.

Il saggio politico di fama mondiale più scentrato dell’epoca moderna è di certo La Fine Della Storia di Francis Fukuyama. Se c’è una cosa che si è evoluta in aspetti inediti, e agghiacciati se si vuole, negli ultimi 20 anni è proprio la Storia. Fukuyama, un Neoconservatore americano, pensò che col crollo dell’Unione Sovietica la partita della Storia fosse stata vinta del capitalismo del libero mercato, quello dei consumi in veste democratica, e che in effetti non vi sarebbe stata altra significativa evoluzione. A parte l’aver clamorosamente mancato il cosiddetto Scontro della Civiltà (Samuel P. Huntington) insorto dopo la nascita dell’islamismo radicale negli tardi anni ‘80, Fukuyama non ha saputo vedere quale abisso di oscurantismo si stava aprendo in Europa, che avrebbe portato all’attuale Eurozona e alla crisi di cui tutti siamo preda. Questo, credo con quasi certezza, è accaduto perché l’intellettuale americano vive in quella parte del mondo, e come quasi tutti gli americani non capisce niente di Europa, proprio non ce la fanno a capirci.

Lascio Francis, di cui ci interessa poco, e vengo al punto. Ciò che tutti voi state osservando come crisi dell’euro, crescente disoccupazione, pressione per aumentare la produttività diminuendo i redditi, tagli alle spese sociali e aumenti delle tasse, fallimenti aziendali a catena, montante insicurezza economica, crescente e inaudita povertà, perdita di sovranità di Stati e parlamenti – le Austerità in altre parole – non è altro che la veste attuale di un’evoluzione micidiale del Vecchio Continente che io chiamo la Politica della Carenza. Essa trova le sue radici nel lavoro di uomini legati a doppia mandata al Vaticano negli anni ’30, e oggi è fermamente nelle mani dell’Opus Dei e dei maggiori ‘rentiers’ europei, coi favori vaticani non troppo distanti, anche se traballanti (vedi la corrente gesuita). La Politica della Carenza è un mostro, di gran lunga peggiore del fascismo, perché essa ha compiuto il prodigio dell’essere supinamente accettata da 27 Stati sovrani e da milioni di persone senza necessitare l’uso di armi o di squadre della morte, e i danni che sta portando sono immensamente superiori al fascismo (si pensi solo che le perdite finanziarie della disoccupazione negli ultimi 20 anni superano quelle di tutte le guerre della Storia). Infine, mentre le dittature erano facilmente identificabili e quindi colpibili, la Politica della Carenza no, anzi, è vista e propagandata come virtù economica. E la gente ci casca.

Ma cos’è esattamente? Come ho scritto nel mio saggio Il Più Grande Crimine 2011, dopo l’avvento della democrazia e dopo il conseguente riscatto di enormi masse verso un’esistenza più agiata ma soprattutto tutelata da diritti, l’obiettivo primario delle elites finanziarie e grandi industriali (Neomercantili), e in particolare dei ‘rentiers’ europei – cioè gli apparati di potere che per ‘diritto divino’ estraevano immense ricchezze dal lavoro altrui – fu uno solo: tornare a sottomettere quelle masse immense di esseri umani che, da poco più che mandrie di semi-animali totalmente asservite ai lussi dei ‘rentiers’, avevano acquisito istruzione, diritti, e soprattutto avevano assaggiato l’agio dei consumi. Questo, i ‘rentiers’, non l’accettarono mai, perché è ovvio che se la persona acquisisce i mezzi per rivendicare una fetta della ricchezza comune, e se queste persone divengono centinaia di milioni, la fetta di ricchezza che non andrà più ai ‘rentiers’ è enorme, e a loro questo non andò mai giù. Non solo: questi cittadini erano divenuti ‘arroganti’, ardivano reclamare sempre più diritti con sempre maggiori risorse, e i ‘rentiers’ si chiesero allarmati “ma di questo passo che ne sarà di noi?”. Non solo: il Vaticano vide sciami di fedeli staccarsi dai suoi ignobili ricatti superstiziosi, quindi dal suo controllo, proprio perché quelle persone stavano acquisendo una sicurezza economica e un’istruzione superiori al passato. Era finita l’epoca in cui la parola del parroco, e non di rado il suo diritto assoluto a stuprare le figlie del contadino/bracciante, erano la condicio sine qua non per l’assunzione di quell’uomo presso il latifondista, cioè la sottomissione in schiavitù di milioni di famiglie alla Chiesa. Era finita l’epoca in cui l’ignoranza sorella della povertà spingeva centinaia di milioni di esseri umani a subire senza fiatare le ignobili angherie della vampiresche elites benedette dal diritto divino sancito dai Papi.

Questi cambiamenti epocali a svantaggio di ‘rentiers’ e della Chiesa più retriva avevano ricevuto un impulso formidabile non solo da Illuminismo, Socialismo, Relativismo e altre correnti di pensiero europee, ma in epoca più recente anche da un’altra formidabile fucina sociale: gli Stati Uniti d’America. Negli USA il capitalismo dei consumi era divenuto un volano di una potenza incontenibile. Tutti, anche se solo vagamente, sappiamo come si sia edificato: il Sogno Americano era quello della famiglia che ha lavoro, casa, ferie, tv, shopping, svaghi, sport e che promette alle generazioni successive la medesima cosa, di più. Sappiamo che questo schermo nascondeva un’avidità mostruosa di profitti delle Corporations, una democrazia di plastica e parrucchini, e imprese coloniali intrise di sangue nel Terzo Mondo. Ma si faccia molta attenzione. Il capitalista americano doveva per necessità concedere alle masse almeno una cosa: sufficiente agio e democrazia affinché questi spendessero, oliando così una portentosa macchina di produzione, consumi e profitti. Le parole chiave sono SUFFICIENTE AGIO E DEMOCRAZIA. Esattamente ciò in cui i ‘rentiers’ e il Vaticano videro l’origine del loro incontenibile declino fra l’inizio del ‘900 e il boom del dopoguerra. Presero così ad odiare il modello americano, e a pensare a come distruggerlo qui in Europa, dove si era affermato in modo totale.

Non sto ora a riscrivere ciò che ho già pubblicato ne Il Più Grande Crimine (2011), cioè come si evolse il piano dei ‘rentiers’ e del Vaticano. Ricordo solo i passaggi principali. L’idea era dunque di riportare le masse europee a uno stato di povertà e carenza di diritti tale da ridurle alla sottomissione, quell’ordine sociale perduto ormai da decenni. Bisognava trovare il modo di costringere intere nazioni alla “singola ideologia del sacrificio” (Parguez, 2010), a una deflazione dell’economia su scala gigantesca, là dove si sarebbero ricreati gli “eserciti di riserva dei disoccupati” (Marx), con la creazione di sacche di nuova povertà su scala inaudita, e dove il mondo ideale degli economisti Neoagrari avrebbe trionfato, quel mondo dove i governi sono cartoline di rappresentanza privi di ogni potere reale, e dove non esiste la moneta nelle mani dello Stato, perché tutto si regola magicamente negli equilibri dei mercati (Ricardo, Walras, Jevons, Menger). Ecco nascere la Politica della Carenza.

Come si schiacciano milioni di persone sotto un volere e sotto interessi che esse non hanno mai votato e che le penalizzano a favore di pochi privilegiati? Con una psicosi di massa, semplice. Gli anni dal 1950 al 1989 sfornarono le psicosi del pericolo rosso sovietico, la Guerra Fredda, la strategia della tensione in Italia, poi quelle delle guerre balcaniche, poi quelle delle epidemie di massa Aids, Sars, Aviaria, Mucca Pazza ecc., poi quelle della Jihad planetaria di Al Qaida. Era nata la Politica della Paura, dove i consensi e quindi la sottomissione di intere popolazioni contro i loro reali interessi venivano ottenuti perché gli elettori, preda di ansie mediatiche, si arrendevano alla promessa di ‘protezione’ dei partiti forti. Ciò permise a diversi temi d’interesse strettamente elitario – dal complesso militare industriale, al mostro della farmaceutica, a quello della colonizzazione neoliberista dell’Est Europa, fino all’esecuzione capitale di una sfilza di diritti civili in diversi Paesi avanzati – di propagarsi con velocità fulminea sotto i nostri nasi. I ‘rentiers’ e il Vaticano capirono già dagli anni ’30 che la via più efficace per riconquistare il mondo feudale perduto – milioni di esseri umani intimoriti e indifesi per mancanza di reddito e quindi di diritti, da guidare alla sottomissione più abietta – era di creare un’altra psicosi di massa. La psicosi della crisi, di una crisi enorme, talmente travolgente da costringere alla resa anche gli Stati stessi, che quindi proclamassero l’INEVITABILITA’ della “singola ideologia del sacrificio, della deflazione dell’economia su scala gigantesca, là dove si sarebbero ricreati gli “eserciti di riserva dei disoccupati”, con la creazione di sacche di nuova povertà su scala inaudita, e dove il mondo ideale degli economisti Neoagrari avrebbe trionfato, quel mondo dove i governi sono cartoline di rappresentanza privi di ogni potere reale, e dove non esiste la moneta nelle mani dello Stato”.

Il loro lavoro di pianificazione, sempre spiegato ne Il Più Grande Crimine 2011, richiese 70 anni. Gli strumenti per creare la crisi, quella crisi immensa e travolgente, furono identificati nell’economia monetaria. Cioè: se si toglie allo Stato il potere di emettere la sua moneta; se questo Stato viene messo nelle condizioni di dover prendere in prestito la moneta dai grandi capitali privati; se si toglie alle Banche Centrali degli Stati il potere di garantire la spesa dei governi per cittadini e aziende; se si impone la regola dei pareggi di bilancio agli Stati che avevano alti debiti, lasciando così a secco tutto il settore produttivo e dei redditi; se si deregolamentano le banche e le si lascia fare truffe colossali; questo non può che innescare la disintegrazione dell’economia di quei Paesi senza possibilità di riscatto. Proprio una carneficina economica epocale, una crisi epocale. Dalla crisi, che oggi viviamo sulla nostra pelle, nasce la psicosi. Ed eccola la psicosi e la sua applicazione: la Politica della Carenza.

C’è la crisi degli spread. La crisi dell’euro. La crisi delle banche fallite, la crisi dei mercati, la crisi del debito, la crisi del deficit, la crisi non dà lavoro, la crisi distrugge aziende, la crisi abbassa gli stipendi, la crisi alza le tasse, la crisi richiede sacrifici, la crisi manda a spasso gli operai, la crisi non dà lavoro ai giovani, la crisi chiude i rubinetti dei crediti, la crisi è ovunque, la crisi non si ferma, la crisi ti fa rassegnare, la crisi non sai come prenderla, non la capisci, è più grande di te. La crisi crea CARENZA, non c’è lavoro, non c’è liquidità, non ci sono spese pubbliche, si deve risparmiare, non ci sono investimenti, non ci sono case a prezzi umani, non ci sono mutui, non ci sono crediti, non ci sono quindi consumi, non ci sono profitti per le piccole imprese, non ci sono redditi sufficienti, non ci sono alternative, non ci sono alternative! C’è carenza, e tu non ti puoi licenziare da un posto di lavoro infame a tempo determinato a 890 euro, o da un posto di lavoro infame dove ti spremono la vita umiliandoti, c’è carenza di lavoro. Non possiamo salvare dalla disoccupazione le famiglie dei lavoratori Fiat o Alcoa, e spedire al macero le rispettive aziende, con un New Deal rooseveltiano, c'è carenza nelle casse dello Stato, che non ha neppure più la sua moneta. Non puoi evitare di indebitarti per fare quella risonanza magnetica urgente, perché c’è carenza di servizi. Non puoi pagare i tuoi operai, c’è carenza di crediti. Non puoi sposarti, c’è carenza di mutui per un reddito come il tuo. Non puoi protestare, c’è carenza in casa tua e se perdi quel poco che hai sei finito. E hai paura.

Hai paura che anche quel poco che c’è può sparire. Ti dicono che devi accettare il ‘risanamento’, sai che ti fa morire, ma lo accetti per paura, perché c’è carenza, e non sai come girarti. La crisi ti assilla, e se peggiora? Ti propongono la Chemioeconomia, la accetti per paura della carenza. Ti propongono tutto e accetti tutto, lungo la una strada che tu non vedi ma che si chiama Spirale della Deflazione Economica Imposta, una spirale che porta dritti al feudalesimo dei diritti e dei redditi, la Grecia di oggi, 450 mila bambini denutriti e gente che si scalda d’inverno nell’auto dei vicini col diesel rubato dai camion. In Grecia, non a Calcutta. Ti propongono la morte delle prerogative del tuo Stato di proteggerti, e tu l’accetti, perché c’è carenza. Lo Stato stesso l’accetta, per la carenza, come accaduto alla Repubblica Italiana l’11 novembre 2011, dove la carenza di compratori dei nostri titoli di Stato, causata UNICAMENTE dall’euro, ha imposto un rovesciamento di un governo eletto e l’esautorazione di Camera e Senato.

La carenza economica ti ricatta, e se diventa come oggi un’epidemia continentale ti annienta la testa. Lo ripeto: ti obbligano ad accettare l’inimmaginabile reso plausibile. Il TUO parlamento sta seduto ad aspettare che la TUA finanziaria sia letta e approvata da gente che sta all’estero, poi e solo poi può balbettare qualcosa (Fiscal Compact). Il tuo Stato deve indebitarsi con le banche per dare miliardi a un fondo da cui gli verranno prestiti che dovrà ripagare spremendo a sangue i cittadini e le aziende… cioè dobbiamo fare un debito per comprare la mazza con cui ci spaccheranno le ginocchia (Meccanismo Europeo di Stabilità MES). Una lobby di un centinaio di ‘rentiers’ (ERT) scrive la regola secondo cui l’Italia sarà approvata dai mercati solo se i risparmi saranno trovati nella Sanità e nelle pensioni, e questa regole diventa legge italiana (Europact). Abbiamo accettato l’inimmaginabile reso plausibile perché c’è carenza. Stiamo impoverendo il Paese verso un’economia kosovara, verso il sogno dei ‘rentiers’ e del Vaticano, perché c’è carenza, e l’accettiamo perché la carenza non ci dà alternative.

Va compreso, vi prego con tutto me stesso, che quanto descritto è reale, e va ben oltre i più arditi sogni dei capitalisti Neoliberali o Neoclassici. Ciò che le elite dei ‘rentiers’ e dei servi dell’Opus Dei hanno creato in Europa è precisamente un percorso di ritorno a condizioni di tale tracollo economico da riportare milioni di persone all’abbruttimento e alla paura delle epoche feudali. La Politica della Carenza non è più Neoliberismo, è Neofeudalesimo.

Ma come sono identificabili i ‘rentiers’ esattamente? La risposta è piuttosto semplice se si volge lo sguardo al passato: i nobili, i latifondisti, gli oligarchi, e già dai primi anni del XX secolo gli speculatori finanziari. Oggi la cosa è più complessa. Scomparsi duchi e baroni, e i latifondisti delle corti borboniche, i ‘rentiers’ hanno dovuto modernizzarsi, cioè apprendere un mestiere almeno di facciata, pur sempre ricavando le loro fortune dal sudore e dalle abilità di altri. La famiglia Agnelli in Italia è un esempio. Forse i più inetti produttori di auto del mondo occidentale per quasi un secolo, sono sopravvissuti e hanno goduto di immensi privilegi grazie allo sfruttamento di generazioni di immigrati meridionali e a sussidi di denaro pubblico in quantità grottesca. Ben altri autori hanno documentato tutto ciò.

‘Rentiers’ della più tradizionale specie sono ancora i rampolli di famiglie europee di altissimo lignaggio. Probabilmente la famiglia ancora oggi più ricca di Germania è quella che discende dalla casata Thurn Und Taxis, proprietari immobiliari e terrieri da epoca feudale, con un ramo italiano di tutto rispetto. Un altro nome è quello del Visconte Etienne Davignon, di origine belga, ma notorio soprattutto perché è stato il gran cerimoniere del più segreto e controverso club di Globocrati (definizione dell’Economist) al mondo: il Bilderberg. Si legga a pagina 45 del mio Il PGC 2011 la impressionante lista di potentissimi internazionali che appartengono alla corte di Davignon. Altro nome di rilievo è quello dell’attuale presidente del Consiglio Europeo Herman Von Rompuy. Ma ve ne sono migliaia, includendo le diverse case reali ancora parassitarie in Europa. Per costoro è persino intuitivo capirlo, la crescita di blocchi di milioni di cittadini benestanti e tutelati da crescenti diritti fu, e rimane, una bestemmia al loro diritto ‘divino’ di essere le elites in controllo della ricchezza planetaria. La Politica della Carenza è vista da costoro come la penicillina dell’ordina naturale delle cose: il loro potere.

Oggi l’Italia, e l’Europa, vedono crescere coorti di banchieri ‘rentiers’, cioè affaristi i cui istituti di credito sono stra-falliti ma che godono delle rianimazioni dei gentili Mario Draghi e Mario Monti, David Cameron o Mariano Rajoy, a suon di favori miliardari per favorirne la ricapitalizzazione (cioè acquisti di quote societarie), che altrimenti sarebbe impossibile. In Italia i nomi di Monte dei Paschi e Unicredit sono in primo piano in ciò. Va compreso che queste grandi banche oggi non necessitano più dell’economia reale, quella dei redditi-consumi-produzione, poiché ricavano appunto margini enormi dalla protezione dei governi e delle Banche Centrali, possono giocare con assets finanziari assai più che con i crediti, per cui poco gli importa se il Neofeudalesimo dimezza lo standard di vita di noi cittadini e aziende.

Ma ben oltre le banche, spesso incolpate di cose inesatte, vi sono i ‘rentiers’ degli Hedge Funds, i grandi speculatori, coloro cioè che grazie a una deregolamentazione scellerata degli scambi finanziari possono oggi sedere in un ufficio e, senza neppure possedere il capitale, giocare d’azzardo sul debito pubblico di un intero Paese come l’Italia. Il meccanismo è complesso, prende il nome di Over the Counter contracts (OTC), shorting e via discorrendo, dove il ‘rentier’ prende in prestito un pezzo di debito italiano, scommette che calerà di valore, collude con tutta una serie di attori finanziari per far sì che ciò accada, e poi incassa fortune incredibili al momento buono. Non ha rischiato quasi nulla, meno che meno un proprio capitale, succhia ricchezza da noi e noi viviamo poi sulla nostra pelle il disastro degli spread e delle Austerità conseguenti (si legga pag. 64 del mio Il PGC 2011). Hedge Funds sono JP Morgan, Bridgewater, John Paulson, Soros Fund, Man Group, BlackRock, Goldman Sachs Asset Management, Blue Crest, Magnetar, Tricadia. In Italia i principali sono: Generali I.A., Azimut Capital Management, Euroimmobiliare A.I., Capitalia I.A., Intesa, Lyxor, Pioneer A.I.M., Pirelli Re Opportunities, Zenit A.I., Duemme Hedge.

Ma ‘rentiers’ sono in Italia anche i magnate dell’imprenditoria che avendo fallito miseramente in qualsiasi ambito innovativo e produttivo, schiacciati come mosche dalla bravura dei concorrenti stranieri, si sono riciclati in due settori: 1) le privatizzazioni, dove acquisiscono a prezzi stracciati grazie appunto alla Politica della Carenza blocchi interi di assets pubblici edificati col lavoro di generazioni, favoriti da criminali pubblici come Romano Prodi o Visco o Bassanini, Padoa Schioppa ecc. 2) l’acquisizione, sempre per mezzo del punto precedente, dei servizi essenziali, quelli di cui nessun essere umano può fare a meno, con strade, treni, telefonia, sanità, gas, luce, e presto anche l’acqua. Sanno che anche se la Politica della Carenza riportasse povertà semi-ottocentesche fra di noi, noi saremo comunque costretti a pagare quei servizi, a costo di mangiare una sola volta al giorno. Sono profitti garantiti per questi ‘rentiers’, che si chiamano Carlo De Benedetti, Luca C. di Montezemolo, la famiglia Benetton, Cesare Geronzi, Marco Tronchetti Provera, la famiglia Moratti, Roberto Colaninno, Corrado Passera, Leonardo Del Vecchio, Francesco Caltagirone, Antonio Angelucci, il simpatico Della Valle ecc., tutti coloro che si sono gettati qui nell’abbuffata delle privatizzazioni.

Infine, e con una portata demolitrice immensamente superiore, ‘rentier’ si può considerare la Germania stessa, che di fatto ha costruito la sua presente fortuna su altri due punti: 1) sulla gabbia dell’euro e sfruttando l’indebitamento dei noi mediterranei che gli abbiamo comprato l’ira di Dio di prodotti per 30 anni, per poi essere oggi additati come ‘mailai PIIGS’ spendaccioni. 2) sfruttando il lavoro ossessivo e sempre meno pagato di milioni di lavoratori tedeschi che con le riforme Hartz hanno ceduto alle Corporations Neomercantili della Germania una mole immane di forza lavoro tutta goduta da chiunque tranne loro, perché il frutto di essa, i prodotti, sono esportati in tutto il mondo a beneficio di altri, mentre i profitti sono solo delle Corporations. La Germania dei Neomercantili – unitamente a tutte le industrie similmente ‘rentiers’ della UE fra cui le poche italiane – ha un interesse diretto che milioni di europei vengano impoveriti drammaticamente dalla Politica della Carenza. Berlino sogna di trovare a pochi chilometri a sud di Monaco di Baviera masse di disoccupati alla disperazione pronti a lavorare per le succursali tedesche, o per le imprese italiane acquisite dalla Germania, a stipendi quasi cinesi. Sarebbe una delocalizzazione a due passi da casa e in più in un Paese, come l’Italia, o come la Spagna, dove le infrastrutture sono modernissime. Naturalmente, ai ‘rentiers’ Neomercantili non importa un accidenti se i nuovi poveri neofeudali europei smetteranno di comprargli i prodotti. I managers di queste Corporations guardano con 40 anni di lungimiranza, e sanno che i nuovi immani mercati di domani non sono qui, ma in Brasile, Cina e India. Là devono competere. Qui gli schiavi al lavoro.

Sull’Opus Dei è stato scritto e pubblicato di tutto. Trovare le prove però del loro coinvolgimento nella creazione della micidiale macchina di impoverimento sociale automatico che si chiama Eurozona è semplice: l’economista francese ed ex insider del governo Mitterrand, Prof. Alain Parguez, ha personalmente testimoniato l’appartenenza all’Opus Dei del padre creatore di tutto il disegno dell’Europa moderna, l’onnipotente Jaques Delors, che fu anche a capo della Commissione Europea dall’85 al ‘95. A questo, l’accademico parigino aggiunge: “E tutti i membri dei consigli economici del Papa sono uomini dell’Opus Dei, la maggioranza dei quali proviene dall’università Bocconi di Milano”.

La Politica della Carenza, sostengo con disperata serietà, è oggi la forza dominante di tutto ciò che voi persone conoscete come Unione Europea, come governi tecnici, come ‘risanamento’. La devastazione che essa mira a portare fra centinaia di milioni di famiglie degne e ignare ha appena ora iniziato a far sentire i propri fetidi morsi con le Austerità. Non si fermeranno davanti a nulla, a meno che quelle milioni di famiglie rompano la maledizione dell’ignoranza su cui i ‘rentiers’ contano per distruggerle e si ribellino. L’Illuminismo ci riuscì 250 anni fa. Oggi si inizia da qui:

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=429

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=460
25.09.2012

Commenti (80)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. Cataldo 26 settembre 2012

      Una aggiunta sul problema dell'impoverimento dei lavoratori, e quindi della distribuzione dei redditi in Italia, una delle radici di questa situazione è proprio l'aver giocato per decenni con le svalutazioni monetarie, che hanno creato mercati di esportazione illusori, basati su prodotti a basso margine di valore aggiunto, che sono stati prontamente occupati e fagocitati dai paesi emergenti.
      Oltre a questo si sono create cosi anche le premesse per la crisi fiscale dello stato, in quanto i redditi ottenuti da queste esportazioni sono stati lasciati indenni da un accorto prelievo fiscale, che si è vieppiù concentrato sui ceti con redditi da lavoro. Inoltre anni di politiche a favore di un blocco sociale ben preciso, che ha avuto come massimo sponente B. Hanno creato la follia di imposte indirette che oggi affama il popolo. Altro che moneta. Che anche questo blocco sociale oggi affoghi è solo una prova della loro insipienza storicamente accertata.

    1. mincuo 26 settembre 2012

      Questo non è vero. L'EUR viene imposto da alcuni circoli, e ha altre rafgionei che non "l'Europa". Quale Europa? Mai fatto un passo, mai nenache propsoto di unificare seggi all'ONU, o WTO, o WB, BIS, FMI di Inghiolterra Germania Francia ecc...Di che parlate mai? Fa capo la questione a Germania e sua unificazione, ma la Germania ha il kapò che comanda, mica è uno Stato indipendente.

    1. Georgejefferson 26 settembre 2012

      falso,piu di 400 misure protezioniste attuate nel mondo negli ultimi anni...la svalutazione della moneta non e'una scelta volontaria,e'un LASCIARE LIBERA la moneta di fluttuare e proteggere le economie di chi applica SLEALI svalutazioni salariali interne(lo fa la germania/la cina e tanti altri)..tutte opinioni tue.Tutti i piu grandi macroeconomisti del mondo dichiarano che per COMPETERE...visto che ci obbligano alla competizione selvaggia...bisogna o svalutare la moneta o svalutare internamente i salari.Quindi segui la logica globalista di una guerra al ribasso in prospettiva di un mondo di schiavi.Anno tolto ai paesi la poss.di proteggersi con la moneta apposta.Insieme alla deregolamentazione degli afflussi/deflulssi dei capitali.Non metto in dubbio che siano esistite personalita in buona fede sull'unione europa,ma di fatto chi ha avuto il potere lo fa con altri scopi.Dettagliatamente descritti da tanti ed enunciati anche da loro stessi

    1. Cataldo 26 settembre 2012

      Il problema dell'Euro non è un problema monetario, è un problema di sovranità politica, se si riscomponesse nelle monete preesistenti non ci sarebbe alcun ritorno alla sovranità politica, ma solo un ulteriore indebolimento delle posizioni statali ed europee. L'integrazione europea e l'euro sono nati e sono stati sviluppati in una europa dal volto diverso, che prevedeva una emancipazione progressiva dall'atlantismo NATO. Negli USA all'epoca erano concentrati su come evitare questo passo, dopo si sono concentrati ad utilizzare UK, mercantilisti tedeschi, pagliacci nostrani, per destituire l'euro della sua portata politica effettiva. Al momento ci sono mille modi per intervenire sulle storture finanziarie e monetarie, compreso lo spauracchio del debito, senza impoverire ulteriormente i ceti deboli, sono cose semplici e terra terra, ma non fanno parte del quadro politico, e tantomeno delle alternative tipo MMT, proprio perchè queste non sono basate su una ridiscussione geopolitica dell'Italia e dell?Europa. L'Euro è infinitamente più solido del dollaro, per il semplicissimo motivo che i paesi dell'euro hanno un debito privato inferiore di un ordine di grandezza a quello USA, oltre ad avere una percentuale più elevata di debito "interno", le sua "debolezza" è un artifizio geopolitico, che è sostenuto dalla manipolazione dei mercati e dalla imposizione di meccanismi internazionali di esproprio finanziario.
      La svalutazione competitiva della moneta poteva avere un senso, per quanto sempre iniquo sul piano della redistribuzione del reddito, in economie in espansione sul piano dei consumi aggregati internazionali, è un quadro esaurito da tempo, riproporre questi strumenti oggi è da miopi, che non hanno contezza di cosa significhi la congiuntura presente in termini di economia reale, e si baloccano con giocattoli dottrinari di scarsa presa reale.

    1. Faulken 26 settembre 2012

      lo dici a me ?

      leggi quello che ha scritto Barnard

      il paragone tra i lumi della ragione di 250 anni fa che sconfigge l'ignoranza
      e il nuovo lume della ragione cioè l'applicazione della sua teoria per sconfiggere l'ignoranza odierna... i "lumi della ragione" che hanno partorito mostruosità a non finire...

    1. Georgejefferson 26 settembre 2012

      Quindi la moneta Neutrale e innocua?

      DA MINCUO

      l'EURO Ha distrutto le economie di Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo, Italia in 10 anni. Innocua e neutrale? Ha sfasciato l'export Italiano, la nostra forza da sempre. Siamo passati da +40mld a -60mld all'anno di bilancia di c/a. Sono 100mld tra andare e venire all'anno. Innocua e neutrale? Da che c'è l'EUR l'Italia ha smesso di fare PIL. Ha perso quote di mercato a rotta di collo. Sul mercato interno ha perso la protezione di una valuta più debole, adatta, cosicchè ha subito l'invasione di prodotti esteri, cioè importazioni, che sono debiti con l'estero. Cioè invece di consumare prodtti Italiani consuma una maggior quota di quelli esteri, il che significa che ne produce meno internamente, il che significa che le aziende
      vanno meno bene. Da che c'è l'EUR il debito di famiglie e imprese è costantemente cresciuto, quello delle famiglie è raddoppiato. Innocua e neutrale? La gente guarda al debito pubblico, ma è quello privato che conta altrettanto, e li si forma anche buona parte di quello pubblico o delle sue ragioni. Infine ha perso qualunque capacità di decidere. Ha perso sovranità, è diventata una colonia. Uno Stato fa 4 cose da sempre: provvede alla difesa, fa le leggi, impone le tasse per rendere servizi, stampa la sua moneta. La difesa non ce l'abbiamo dal 1943. Le leggi (quelle importanti, di spesa e di bilancio) ora non ce le ha più, e la moneta nemmeno.

    1. Georgejefferson 26 settembre 2012

      Le correnti illuministe non sono,e non sono mai state UNA.Ma e' mia opinione

    1. Georgejefferson 26 settembre 2012

      I "rentiers" SONO LA DEMOCRAZIA

      E' Falso,la democrazia odierna e' "FINTA",per ingannare le genti.
      Se non e' mai esistita in realtà,e chiamano le barbarie democrazia...vuol dire DEMOCRAZIA = BARBARIE?Analizziamo la parola?DEMO=tutti i cittadini CRAZIA = governo.Ovvio che e' una semplificazione ad indicare che se tutti devono (teoricamente e di principio..non ORA SI FA COSI) aver voce in capitolo,con tutte le voci discordanti..la ragionevolezza indica la scelta A MAGGIORANZA...Rispondi si o no a questo...SEI FAVOREVOLE AL FATTO CHE UNA MINORANZA DECIDA PER LA MAGGIORANZA?E'una legittima opinione,ma che vuol dire essere ANTIDEMOCRATICO nel senso di IDEALI...non che essere antidemocratico = bello perche contro l'imperialismo schiavizzante e criminale....Si puo giustamente criticare...E SE LA MAGGIORANZA SONO TUTTI IMBECILLI?Giusta osservazione,per questo non puo esistere la piena democrazia senza contemporaneamente accrescere il livello culturale/civile/etico/solidale/ma anche severo e meritocratico della cittadinanza tutta,io per primo.Come ideale,io sono convinto che in questi termini tu non sia veramente tanto antidemocratico(RIPETO,IN QUESTI TERMINI)

    1. Giancarlo54 26 settembre 2012

      Beh per la verità ho letto anche qualche libro sulle Waffen SS e sulla divisione Azul. Io non faccio nessuna sviolinata perchè contrariamente a te non ho mai creduto che il bene stia tutto da una parte e il male tutto da quell'altra. Riguardo al fratello di tuo nonno mi spiace e mi fa piacere che sia tornato vivo, mio zio, era un soldato, invece, fu catturato dai partigiani yugoslavi, torturato e ucciso.

      Riguardo al Einsaztgruppe so benissimo cosa furono e ribadisco che la Divisione Azul era una divisione di combattenti e non di rastrellatori.

    1. Georgejefferson 26 settembre 2012

      Lo sviluppo sostenibile riguarda scelte politiche del"dopo"

      William Mitchell,prof. australiano Mmt

      "La visione post keynesiana che la disoccupazione di massa è dovuto alla domanda carente, che può essere curata se il settore pubblico stimola la spesa con i tradizionali strumenti fiscali e monetari deve tener conto delle problematiche di sostenibilità ambientale.

      Anche se è stato possibile ampliare la domanda abbastanza per promuovere la crescita sufficiente a tenere il passo con la crescita della forza lavoro e la crescita della produttività e assorbire le scorte enormi di disoccupazione di lunga durata,come potrebbero gli ecosistemi naturali, già sotto un grande sforzo,farvi fronte?

      Vi è la necessità di cambiare la composizione del prodotto finale verso l'ambiente in attività sostenibili.

      Qesto obbiettivo difficilmente si averera dal settore privato,perché hanno forti componenti di bene pubblico. Essi sono bersagli ideali per l'iniziativa del settore pubblico.
      Come numerosi lavori di servizio in grado di fornire benefici immediati per la società,come la JG [garanzia di posti di lavoro] per i lavoratori. Questi includono progetti di rinnovo urbano e di altri programmi ambientali e delle costruzioni (rimboschimento, dune di sabbia di stabilizzazione, controllo dell'erosione valle del fiume e simili), l'assistenza personale ai pensionati, assistenza in programmi sportivi della comunità, e molti altri.

      La politica di JG è quindi un veicolo ideale per fornire il lavoro più significativo e a pagamento per coloro che sono disoccupati e per ridurre contemporaneamente opere dannose per l'ambiente nelle pratiche di produzione. Non è una domanda crescente di per sé ad essere necessaria, ma un aumento della domanda in alcune aree di attività.

    1. LeoneVerde 26 settembre 2012

      vale anche per te. Se la storia è wikipedia...sai cos'è un Einsaztgruppe?
      Dopo la guerra qualcuno ha tutto l'interesse che vengano scritte cose carine per rifarsi il make up e sembrare meno mostro. Adesso fammi pure la sviolinata sull'amor di patria, il coraggio e l'abnegazione delle Santissime Waffen SS che combattevano per l'avvento del Paradiso in Terra...
      Sai, il fratello di mio nonno è finito a Dachau, è tornato più morto che vivo dopo il 1946, la sua colpa era essere italiano, neanche ebreo. Era un professore stimatissimo prima della guerra, che insegnava all'università di Berlino. Nonostante tutto è tornato a vivere in Germania e a fare il professore, perchè amava profondamente quel paese. Ma i mostri li ha visti in faccia.

    1. Giancarlo54 26 settembre 2012

      http://it.wikipedia.org/wiki/250._Infanterie-Division_(Wehrmacht)

      Dove hai trovato quella baggianta sul rastrellamento degli ebrei? La divisione Azul era inquadrata nelle WAFFEN SS.

      Se i commenti si fanno non sapendo niente di storia, sarebbe meglio stare zitti. Grazie

    1. Giancarlo54 26 settembre 2012

      La rivoluzione è sempre guidata per essere tale da una Avanguardia rivoluzionaria, altrimenti sono solamente "jacqueries" senza seguito

    1. Giancarlo54 26 settembre 2012

      Il discorso di Barnard non è questo, però, il discorso di Barnard è che i "rentiers" ADESSO vogliono distruggere 250 anni di conquiste illuministe.

    1. Giancarlo54 26 settembre 2012

      Carissima Mikaela, io l'ho intesa come ho scritto e ti assicuro che ho letto tutto. Barnard nei suoi numerosi articoli dice quello che io interpreto. Non ho capito. Benissimo, io sono il primo, alla mia seppur non più verde età, a cercare ancora di imparare dalgi altri, e lo faccio senza superbia. In tutti i suoi discorsi, a me pare, Bernard sbaglia totalmente l'analisi storica, straparlando in continuazione di nuovo fascismo e nuovo nazismo (e in questo è in buona compagnia), ma non è questo il grave, il grave è che Barnard, e penso anche tu, non vi accorgete che i "rentiers" la guerra l'hanno già vinta quando erano "rentiers", non sono stati personaggi nascosti nell'ombra che prima hanno foraggiato il fascismo e il nazionalsocialismo e poi, dopo la sconfitta dell'Asse, sono ritornati a tramare per distruggere la democrazia. I "rentiers" SONO LA DEMOCRAZIA.
      Barnard commette un errore imperdonabile, sempre a mio modestissimo, e probabilmente, sbagliato parere.

    1. Cataldo 26 settembre 2012

      Il commento di Ercole dice che barnard è rimasto ad Hegel, lo trovo troppo buono, questa è pura fuffa senza articolazioni degne di attenzione.

      Consiglio intanto a Barnard di cominciare dalla storia dell'economia, io partirei con Eric Roll, che scrive in modo piano e comprensibile anche agli studenti del primo anno.

      Sconcerta anche la totale mancanza di riflessioni su cose concrete, mentre si parla di supercazzole storiche lontane anni luce dalla realtà odierna.
      Ad esempio la produttività del lavoro fagocitata dai profitti, ed il problema della redistribuzionne, o l'asimettria tra globalizzazione dei mercati e concentrazione finanziaria e dispersione dei sindacati e delle organizzazioni di rappresentanza del lavoro.

      Un accenno alla rivoluzione digitale, che ha innestato il turbo alle elite finanziarie, ed è alla base delle leggi di deregolamentazione, nulla di nulla. Non sorprende che si riproponga aria fritta anche sul piano delle soluzioni, aggregandosi ad idee monetaristiche che affrontano solo una parte secondaria e residuale del problema.

    1. AlbertoConti 26 settembre 2012

      E' Barnard che prende le distanze da Bagnai, non viceversa. Mi spiace che questa banale polemica offuschi il centro della mia critica, di ben altra portata: carenza e crescita non stanno insieme, il nuovo modello non potrà comunque essere basato su una crescita quantitativa.

    1. Cornelia 26 settembre 2012

      Io non sono tanto d'accordo sul complotto del Vaticano coi poteri forti: altrimenti non assisteremmo alla continua diffamazione della Chiesa ad opera dei suddetti poteri forti, specialmente di quelli anglosassoni.

      Secondo me c'è una lotta di poteri invece, altro che accordo.

    1. LeoneVerde 26 settembre 2012

      Diciamo che il loro fondatore non era esattamente un novello San Francesco...durante la guerra ha ben pensato di istituire una divisione di volontari chiamata Blau Division, inquadrata nelle SS (si hai letto bene, proprio le SS...) perchè l'unione sovietica andava convertita...e mica andavano in prima linea, no, no...erano in einsaztgruppe...quelli che dietro la linea del fuoco facevano terra bruciata...tipo spianare villaggi, passare per le armi un pò di gente, cercare gli ebrei da spedire nei campi di concentramento...
      A me non interessa quello che dice, quello che predica: é dal frutto che riconoscerai l'albero.

      Il problema non è il "cristianesimo", è la CHIESA che di Cristico non ha più nulla da un bel pezzettino.

    1. zara 25 settembre 2012

      E perché ,Barnard, non vedi la matrice giudea in tra gli artefici questa Politica della Carenza? Perccé non vedi che: Draghi, Monti, Cameron, Hollande, Merkel, Benedetto XV ecc...ecc Sono giudei? Forse perché anche Barnard è un cognome di origine giudea?

Visualizzati 20 di 80 commenti approvati.