Home / ComeDonChisciotte / LA POLITICA DELLA CARENZA

LA POLITICA DELLA CARENZA

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Io qui parlo di ciò che colpisce al cuore i diritti umani e
la dignità umana riscattati dopo 5.000 anni di abietta schiavitù in Europa. E
quanto segue è terribilmente importante, per chi sa capire. Non sono molti
questi ultimi. Il fatto è che la stragrande maggioranza degli intellettuali
sceglie di ignorare gli aspetti più micidiali della recente evoluzione
storico-economica europea per un motivo, che non è sempre convenienza o
asservimento a un Potere, ma è qualcosa di molto più umano: terrore.Quando posti di fronte a ricerche molto ben documentate come la mia, o, molto più
autorevoli sono quelle degli studiosi che mi accompagnano, essi, gli
intellettuali, si fanno prendere dal panico, un terrore incontenibile e intimo causato
dal fatto che in effetti le cose stanno veramente come noi diciamo. Essi non
sono equipaggiati per affrontarle, e la violenza della loro reazione – siamo
complottisti, pagliacci, prezzolati, dementi ecc. – è proporzionale a quel
terrore. Per voi pochi capaci di reggere la realtà, eccola.

Il saggio politico di fama mondiale più scentrato dell’epoca
moderna è di certo La Fine Della Storia
di Francis Fukuyama. Se c’è una cosa che si è evoluta in aspetti inediti, e
agghiacciati se si vuole, negli ultimi 20 anni è proprio la Storia. Fukuyama,
un Neoconservatore americano, pensò che col crollo dell’Unione Sovietica la
partita della Storia fosse stata vinta del capitalismo del libero mercato, quello
dei consumi in veste democratica, e che in effetti non vi sarebbe stata altra
significativa evoluzione. A parte l’aver clamorosamente mancato il cosiddetto Scontro della Civiltà (Samuel P.
Huntington) insorto dopo la nascita dell’islamismo radicale negli tardi anni
‘80, Fukuyama non ha saputo vedere quale abisso di oscurantismo si stava
aprendo in Europa, che avrebbe portato all’attuale Eurozona e alla crisi di cui
tutti siamo preda. Questo, credo con quasi certezza, è accaduto perché
l’intellettuale americano vive in quella parte del mondo, e come quasi tutti
gli americani non capisce niente di Europa, proprio non ce la fanno a capirci.

Lascio Francis, di cui ci interessa poco, e vengo al punto.
Ciò che tutti voi state osservando come crisi dell’euro, crescente
disoccupazione, pressione per aumentare la produttività diminuendo i redditi,
tagli alle spese sociali e aumenti delle tasse, fallimenti aziendali a catena,
montante insicurezza economica, crescente e inaudita povertà, perdita di sovranità
di Stati e parlamenti – le Austerità in altre parole – non è altro che la veste
attuale di un’evoluzione micidiale del Vecchio Continente che io chiamo la Politica della Carenza. Essa trova le
sue radici nel lavoro di uomini legati a doppia mandata al Vaticano negli anni
’30, e oggi è fermamente nelle mani dell’Opus Dei e dei maggiori ‘rentiers’
europei, coi favori vaticani non troppo distanti, anche se traballanti (vedi la
corrente gesuita). La Politica della
Carenza
è un mostro, di gran lunga peggiore del fascismo, perché essa ha
compiuto il prodigio dell’essere supinamente accettata da 27 Stati sovrani e da
milioni di persone senza necessitare l’uso di armi o di squadre della morte, e
i danni che sta portando sono immensamente superiori al fascismo (si pensi solo che le perdite
finanziarie della disoccupazione negli ultimi 20 anni superano quelle di tutte
le guerre della Storia
). Infine, mentre le dittature erano facilmente
identificabili e quindi colpibili, la Politica
della Carenza
no, anzi, è vista e propagandata come virtù economica. E la
gente ci casca.

Ma cos’è esattamente? Come ho scritto nel mio saggio Il Più Grande Crimine 2011, dopo
l’avvento della democrazia e dopo il conseguente riscatto di enormi masse verso
un’esistenza più agiata ma soprattutto tutelata da diritti, l’obiettivo
primario delle elites finanziarie e grandi industriali (Neomercantili), e in
particolare dei ‘rentiers’ europei – cioè gli apparati di potere che per
‘diritto divino’ estraevano immense ricchezze dal lavoro altrui – fu uno solo:
tornare a sottomettere quelle masse immense di esseri umani che, da poco più
che mandrie di semi-animali totalmente asservite ai lussi dei ‘rentiers’,
avevano acquisito istruzione, diritti, e soprattutto avevano assaggiato l’agio
dei consumi. Questo, i ‘rentiers’, non l’accettarono mai, perché è ovvio che se
la persona acquisisce i mezzi per rivendicare una fetta della ricchezza comune,
e se queste persone divengono centinaia di milioni, la fetta di ricchezza che
non andrà più ai ‘rentiers’ è enorme, e a loro questo non andò mai giù. Non
solo: questi cittadini erano divenuti ‘arroganti’, ardivano reclamare sempre
più diritti con sempre maggiori risorse, e i ‘rentiers’ si chiesero allarmati “ma di questo passo che ne sarà di noi?”.
Non solo: il Vaticano vide sciami di fedeli staccarsi dai suoi ignobili ricatti
superstiziosi, quindi dal suo controllo, proprio perché quelle persone stavano
acquisendo una sicurezza economica e un’istruzione superiori al passato. Era
finita l’epoca in cui la parola del parroco, e non di rado il suo diritto
assoluto a stuprare le figlie del contadino/bracciante, erano la condicio sine qua non per l’assunzione di quell’uomo presso il latifondista,
cioè la sottomissione in schiavitù di milioni di famiglie alla Chiesa. Era
finita l’epoca in cui l’ignoranza sorella della povertà spingeva centinaia di
milioni di esseri umani a subire senza fiatare le ignobili angherie della
vampiresche elites benedette dal diritto divino sancito dai Papi.

Questi cambiamenti epocali a svantaggio di ‘rentiers’ e
della Chiesa più retriva avevano ricevuto un impulso formidabile non solo da
Illuminismo, Socialismo, Relativismo e altre correnti di pensiero europee, ma
in epoca più recente anche da un’altra formidabile fucina sociale: gli Stati
Uniti d’America. Negli USA il capitalismo dei consumi era divenuto un volano di
una potenza incontenibile. Tutti, anche se solo vagamente, sappiamo come si sia
edificato: il Sogno Americano era
quello della famiglia che ha lavoro, casa, ferie, tv, shopping, svaghi, sport e
che promette alle generazioni successive la medesima cosa, di più. Sappiamo che
questo schermo nascondeva un’avidità mostruosa di profitti delle Corporations,
una democrazia di plastica e parrucchini, e imprese coloniali intrise di sangue
nel Terzo Mondo. Ma si faccia molta attenzione. Il capitalista americano doveva
per necessità concedere alle masse almeno una cosa: sufficiente agio e
democrazia affinché questi spendessero, oliando così una portentosa macchina di
produzione, consumi e profitti. Le parole chiave sono SUFFICIENTE AGIO E
DEMOCRAZIA. Esattamente ciò in cui i ‘rentiers’ e il Vaticano videro l’origine
del loro incontenibile declino fra l’inizio del ‘900 e il boom del dopoguerra.
Presero così ad odiare il modello americano, e a pensare a come distruggerlo
qui in Europa, dove si era affermato in modo totale.

Non sto ora a riscrivere ciò che ho già pubblicato ne Il Più Grande Crimine (2011), cioè come
si evolse il piano dei ‘rentiers’ e del Vaticano. Ricordo solo i passaggi
principali. L’idea era dunque di riportare le masse europee a uno stato di
povertà e carenza di diritti tale da ridurle alla sottomissione, quell’ordine
sociale perduto ormai da decenni. Bisognava trovare il modo di costringere
intere nazioni alla “singola ideologia
del sacrificio
” (Parguez, 2010), a una deflazione dell’economia su scala
gigantesca, là dove si sarebbero ricreati gli “eserciti di riserva dei disoccupati” (Marx), con la creazione di
sacche di nuova povertà su scala inaudita, e dove il mondo ideale degli
economisti Neoagrari avrebbe trionfato, quel mondo dove i governi sono
cartoline di rappresentanza privi di ogni potere reale, e dove non esiste la
moneta nelle mani dello Stato, perché tutto si regola magicamente negli
equilibri dei mercati (Ricardo, Walras, Jevons, Menger). Ecco nascere la Politica della Carenza.

Come si schiacciano milioni di persone sotto un volere e
sotto interessi che esse non hanno mai votato e che le penalizzano a favore di
pochi privilegiati? Con una psicosi di massa, semplice. Gli anni dal 1950 al
1989 sfornarono le psicosi del pericolo rosso sovietico, la Guerra Fredda, la
strategia della tensione in Italia, poi quelle delle guerre balcaniche, poi
quelle delle epidemie di massa Aids, Sars, Aviaria, Mucca Pazza ecc., poi
quelle della Jihad planetaria di Al Qaida. Era nata la Politica della Paura, dove i consensi e quindi la sottomissione di
intere popolazioni contro i loro reali interessi venivano ottenuti perché gli
elettori, preda di ansie mediatiche, si arrendevano alla promessa di
‘protezione’ dei partiti forti. Ciò permise a diversi temi d’interesse
strettamente elitario – dal complesso militare industriale, al mostro della
farmaceutica, a quello della colonizzazione neoliberista dell’Est Europa, fino
all’esecuzione capitale di una sfilza di diritti civili in diversi Paesi
avanzati – di propagarsi con velocità fulminea sotto i nostri nasi. I
‘rentiers’ e il Vaticano capirono già dagli anni ’30 che la via più efficace
per riconquistare il mondo feudale perduto – milioni di esseri umani intimoriti
e indifesi per mancanza di reddito e quindi di diritti, da guidare alla
sottomissione più abietta – era di creare un’altra psicosi di massa. La psicosi
della crisi, di una crisi enorme, talmente travolgente da costringere alla resa
anche gli Stati stessi, che quindi proclamassero l’INEVITABILITA’ della “singola ideologia del sacrificio, della deflazione dell’economia su scala
gigantesca, là dove si sarebbero ricreati gli “eserciti di riserva dei
disoccupati”, con la creazione di sacche di nuova povertà su scala inaudita, e
dove il mondo ideale degli economisti Neoagrari avrebbe trionfato, quel mondo
dove i governi sono cartoline di rappresentanza privi di ogni potere reale, e
dove non esiste la moneta nelle mani dello Stato”.

Il loro lavoro di pianificazione, sempre spiegato ne Il Più Grande Crimine 2011, richiese 70
anni. Gli strumenti per creare la crisi, quella crisi immensa e travolgente,
furono identificati nell’economia monetaria. Cioè: se si toglie allo Stato il
potere di emettere la sua moneta; se questo Stato viene messo nelle condizioni
di dover prendere in prestito la moneta dai grandi capitali privati; se si
toglie alle Banche Centrali degli Stati il potere di garantire la spesa dei
governi per cittadini e aziende; se si impone la regola dei pareggi di bilancio
agli Stati che avevano alti debiti, lasciando così a secco tutto il settore
produttivo e dei redditi; se si deregolamentano le banche e le si lascia fare
truffe colossali; questo non può che innescare la disintegrazione dell’economia
di quei Paesi senza possibilità di riscatto. Proprio una carneficina economica epocale,
una crisi epocale. Dalla crisi, che oggi viviamo sulla nostra pelle, nasce la
psicosi. Ed eccola la psicosi e la sua applicazione: la Politica della Carenza.

C’è la crisi
degli spread. La crisi dell’euro. La
crisi delle banche fallite, la crisi dei mercati, la crisi del debito, la crisi del deficit, la crisi non dà lavoro, la crisi distrugge aziende, la crisi abbassa gli stipendi, la crisi alza le tasse, la crisi richiede sacrifici, la crisi manda a spasso gli operai, la crisi non dà lavoro ai giovani, la crisi chiude i rubinetti dei crediti,
la crisi è ovunque, la crisi non si ferma, la crisi ti fa rassegnare, la crisi non sai come prenderla, non la
capisci, è più grande di te. La crisi crea CARENZA,
non c’è lavoro, non c’è liquidità, non ci sono spese pubbliche, si deve
risparmiare, non ci sono investimenti, non ci sono case a prezzi umani, non ci
sono mutui, non ci sono crediti, non ci sono quindi consumi, non ci sono
profitti per le piccole imprese, non ci sono redditi sufficienti, non ci sono
alternative, non ci sono alternative! C’è carenza,
e tu non ti puoi licenziare da un posto di lavoro infame a tempo determinato a
890 euro, o da un posto di lavoro infame dove ti spremono la vita umiliandoti,
c’è carenza di lavoro. Non possiamo salvare dalla disoccupazione le famiglie dei lavoratori Fiat o Alcoa, e spedire al macero le rispettive aziende, con un New Deal rooseveltiano, c’è carenza nelle casse dello Stato, che non ha neppure più la sua moneta. Non puoi
evitare di indebitarti per fare quella risonanza magnetica urgente, perché c’è carenza di servizi. Non puoi pagare i tuoi operai, c’è carenza di crediti. Non puoi sposarti,
c’è carenza di mutui per un reddito
come il tuo. Non puoi protestare, c’è carenza
in casa tua e se perdi quel poco che hai sei finito. E hai paura.

Hai paura che anche quel poco che c’è può sparire. Ti dicono
che devi accettare il ‘risanamento’, sai che ti fa morire, ma lo accetti per
paura, perché c’è carenza, e non sai
come girarti. La crisi ti assilla, e se peggiora? Ti propongono la
Chemioeconomia, la accetti per paura della carenza.
Ti propongono tutto e accetti tutto, lungo la una strada che tu non vedi ma che
si chiama Spirale della Deflazione Economica Imposta, una
spirale che porta dritti al feudalesimo dei diritti e dei redditi, la Grecia di
oggi, 450 mila bambini denutriti e gente che si scalda d’inverno nell’auto dei
vicini col diesel rubato dai camion. In Grecia, non a Calcutta. Ti propongono
la morte delle prerogative del tuo Stato di proteggerti, e tu l’accetti, perché
c’è carenza. Lo Stato stesso
l’accetta, per la carenza, come
accaduto alla Repubblica Italiana l’11 novembre 2011, dove la carenza di compratori dei nostri titoli
di Stato, causata UNICAMENTE dall’euro, ha imposto un rovesciamento di un
governo eletto e l’esautorazione di Camera e Senato.

La carenza economica
ti ricatta, e se diventa come oggi un’epidemia continentale ti annienta la
testa. Lo ripeto: ti obbligano ad accettare l’inimmaginabile reso plausibile. Il TUO parlamento sta seduto ad
aspettare che la TUA finanziaria sia letta e approvata da gente che sta
all’estero, poi e solo poi può balbettare qualcosa (Fiscal Compact). Il tuo Stato deve indebitarsi con le banche per
dare miliardi a un fondo da cui gli verranno prestiti che dovrà ripagare
spremendo a sangue i cittadini e le aziende… cioè dobbiamo fare un debito per
comprare la mazza con cui ci spaccheranno le ginocchia (Meccanismo Europeo di Stabilità MES). Una lobby di un centinaio di
‘rentiers’ (ERT) scrive la regola
secondo cui l’Italia sarà approvata dai mercati solo se i risparmi saranno
trovati nella Sanità e nelle pensioni, e questa regole diventa legge italiana (Europact). Abbiamo accettato l’inimmaginabile
reso plausibile
perché c’è carenza. Stiamo
impoverendo il Paese verso un’economia kosovara, verso il sogno dei ‘rentiers’
e del Vaticano, perché c’è carenza,
e l’accettiamo perché la carenza non
ci dà alternative.

Va compreso, vi prego con tutto me stesso, che quanto
descritto è reale, e va ben oltre i più arditi sogni dei capitalisti
Neoliberali o Neoclassici. Ciò che le elite dei ‘rentiers’ e dei servi
dell’Opus Dei hanno creato in Europa è precisamente un percorso di ritorno a
condizioni di tale tracollo economico da riportare milioni di persone
all’abbruttimento e alla paura delle epoche feudali. La Politica della Carenza non è più Neoliberismo, è Neofeudalesimo.

Ma come sono
identificabili i ‘rentiers’ esattamente? La risposta è piuttosto semplice se si
volge lo sguardo al passato: i nobili, i latifondisti, gli oligarchi, e già dai
primi anni del XX secolo gli speculatori finanziari. Oggi la cosa è più
complessa. Scomparsi duchi e baroni, e i latifondisti delle corti borboniche, i
‘rentiers’ hanno dovuto modernizzarsi, cioè apprendere un mestiere almeno di
facciata, pur sempre ricavando le loro fortune dal sudore e dalle abilità di
altri. La famiglia Agnelli in Italia è un esempio. Forse i più inetti
produttori di auto del mondo occidentale per quasi un secolo, sono
sopravvissuti e hanno goduto di immensi privilegi grazie allo sfruttamento di
generazioni di immigrati meridionali e a sussidi di denaro pubblico in quantità
grottesca. Ben altri autori hanno documentato tutto ciò.

‘Rentiers’ della più
tradizionale specie sono ancora i rampolli di famiglie europee di altissimo lignaggio.
Probabilmente la famiglia ancora oggi più ricca di Germania è quella che
discende dalla casata Thurn Und Taxis, proprietari immobiliari e terrieri da
epoca feudale, con un ramo italiano di tutto rispetto. Un altro nome è quello
del Visconte Etienne Davignon, di origine belga, ma notorio soprattutto perché
è stato il gran cerimoniere del più segreto e controverso club di Globocrati (definizione dell’Economist)
al mondo: il Bilderberg. Si legga a pagina 45 del mio Il PGC 2011 la
impressionante lista di potentissimi internazionali che appartengono alla corte
di Davignon. Altro nome di rilievo è quello dell’attuale presidente del
Consiglio Europeo Herman Von Rompuy. Ma ve ne sono migliaia, includendo le
diverse case reali ancora parassitarie in Europa. Per costoro è persino
intuitivo capirlo, la crescita di blocchi di milioni di cittadini benestanti e
tutelati da crescenti diritti fu, e rimane, una bestemmia al loro diritto
‘divino’ di essere le elites in controllo della ricchezza planetaria. La Politica della Carenza è vista da costoro come la penicillina
dell’ordina naturale delle cose: il loro potere.

Oggi l’Italia, e l’Europa,
vedono crescere coorti di banchieri ‘rentiers’, cioè affaristi i cui istituti
di credito sono stra-falliti ma che godono delle rianimazioni dei gentili Mario
Draghi e Mario Monti, David Cameron o Mariano Rajoy, a suon di favori
miliardari per favorirne la ricapitalizzazione (cioè acquisti di quote
societarie), che altrimenti sarebbe impossibile. In Italia i nomi di Monte dei
Paschi e Unicredit sono in primo piano in ciò. Va compreso che queste grandi banche
oggi non necessitano più dell’economia reale, quella dei redditi-consumi-produzione,
poiché ricavano appunto margini enormi dalla protezione dei governi e delle
Banche Centrali, possono giocare con assets finanziari assai più che con i
crediti, per cui poco gli importa se il Neofeudalesimo dimezza lo standard di
vita di noi cittadini e aziende.

Ma ben oltre le banche,
spesso incolpate di cose inesatte, vi sono i ‘rentiers’ degli Hedge Funds, i
grandi speculatori, coloro cioè che grazie a una deregolamentazione scellerata
degli scambi finanziari possono oggi sedere in un ufficio e, senza neppure possedere il
capitale, giocare d’azzardo sul debito pubblico di un intero Paese come
l’Italia. Il meccanismo è complesso, prende il nome di
Over the Counter contracts (OTC), shorting e via
discorrendo, dove il ‘rentier’ prende in prestito un pezzo di debito italiano,
scommette che calerà di valore, collude con tutta una serie di attori finanziari
per far sì che ciò accada, e poi incassa fortune incredibili al momento buono.
Non ha rischiato quasi nulla, meno che meno un proprio capitale, succhia
ricchezza da noi e noi viviamo poi sulla nostra pelle il disastro degli spread e
delle Austerità conseguenti (si legga pag. 64 del mio Il PGC 2011). Hedge Funds
sono
JP
Morgan, Bridgewater, John Paulson, Soros Fund, Man Group, BlackRock, Goldman
Sachs Asset Management, Blue Crest, Magnetar, Tricadia. In Italia i principali
sono: Generali I.A., Azimut Capital Management, Euroimmobiliare A.I., Capitalia
I.A., Intesa, Lyxor, Pioneer A.I.M., Pirelli Re Opportunities, Zenit A.I.,
Duemme Hedge.

Ma ‘rentiers’ sono in Italia anche i magnate
dell’imprenditoria che avendo fallito miseramente in qualsiasi ambito
innovativo e produttivo, schiacciati come mosche dalla bravura dei concorrenti
stranieri, si sono riciclati in due settori: 1) le privatizzazioni, dove
acquisiscono a prezzi stracciati grazie appunto alla Politica della Carenza blocchi interi di assets pubblici edificati
col lavoro di generazioni, favoriti da criminali pubblici come Romano Prodi o
Visco o Bassanini, Padoa Schioppa ecc. 2) l’acquisizione, sempre per mezzo del
punto precedente, dei servizi essenziali, quelli di cui nessun essere umano può
fare a meno, con strade, treni, telefonia, sanità, gas, luce, e presto anche
l’acqua. Sanno che anche se la Politica
della Carenza
riportasse povertà semi-ottocentesche fra di noi, noi saremo
comunque costretti a pagare quei servizi, a costo di mangiare una sola volta al
giorno. Sono profitti garantiti per questi ‘rentiers’, che si chiamano Carlo De
Benedetti, Luca C. di Montezemolo, la famiglia Benetton, Cesare Geronzi, Marco
Tronchetti Provera, la famiglia Moratti, Roberto Colaninno, Corrado Passera, Leonardo
Del Vecchio, Francesco Caltagirone, Antonio Angelucci, il simpatico Della Valle
ecc., tutti coloro che si sono gettati qui nell’abbuffata delle
privatizzazioni.

Infine, e con una portata demolitrice
immensamente superiore, ‘rentier’ si può considerare la Germania stessa, che di
fatto ha costruito la sua presente fortuna su altri due punti: 1) sulla gabbia
dell’euro e sfruttando l’indebitamento dei noi mediterranei che gli abbiamo
comprato l’ira di Dio di prodotti per 30 anni, per poi essere oggi additati
come ‘mailai PIIGS’ spendaccioni. 2) sfruttando il lavoro ossessivo e sempre
meno pagato di milioni di lavoratori tedeschi che con le riforme Hartz hanno
ceduto alle Corporations Neomercantili della Germania una mole immane di forza
lavoro tutta goduta da chiunque tranne loro, perché il frutto di essa, i
prodotti, sono esportati in tutto il mondo a beneficio di altri, mentre i
profitti sono solo delle Corporations. La Germania dei Neomercantili – unitamente
a tutte le industrie similmente ‘rentiers’ della UE fra cui le poche italiane –
ha un interesse diretto che
milioni di europei vengano impoveriti drammaticamente dalla Politica della Carenza. Berlino sogna di
trovare a pochi chilometri a sud di Monaco di Baviera masse di disoccupati alla
disperazione pronti a lavorare per le succursali tedesche, o per le imprese
italiane acquisite dalla Germania, a stipendi quasi cinesi. Sarebbe una
delocalizzazione a due passi da casa e in più in un Paese, come l’Italia, o
come la Spagna, dove le infrastrutture sono modernissime. Naturalmente, ai
‘rentiers’ Neomercantili non importa un accidenti se i nuovi poveri neofeudali
europei smetteranno di comprargli i prodotti. I managers di queste Corporations
guardano con 40 anni di lungimiranza, e sanno che i nuovi immani mercati di
domani non sono qui, ma in Brasile, Cina e India. Là devono competere. Qui gli
schiavi al lavoro.

Sull’Opus Dei
è stato scritto e pubblicato di tutto. Trovare le prove però del loro coinvolgimento
nella creazione della micidiale macchina di impoverimento sociale automatico
che si chiama Eurozona è semplice: l’economista francese ed ex insider del
governo Mitterrand, Prof. Alain Parguez, ha personalmente testimoniato
l’appartenenza all’Opus Dei del padre creatore di tutto il disegno dell’Europa moderna,
l’onnipotente Jaques Delors, che fu anche a capo della Commissione Europea
dall’85 al ‘95. A questo, l’accademico parigino aggiunge: “E tutti i membri dei consigli economici del Papa sono uomini dell’Opus
Dei, la maggioranza dei quali proviene dall’università Bocconi di Milano
”.

La Politica della Carenza, sostengo con
disperata serietà, è oggi la forza dominante di tutto ciò che voi persone
conoscete come Unione Europea, come governi tecnici, come ‘risanamento’. La
devastazione che essa mira a portare fra centinaia di milioni di famiglie degne
e ignare ha appena ora iniziato a far sentire i propri fetidi morsi con le
Austerità. Non si fermeranno davanti a nulla, a meno che quelle milioni di
famiglie rompano la maledizione dell’ignoranza su cui i ‘rentiers’ contano per
distruggerle e si ribellino. L’Illuminismo ci riuscì 250 anni fa. Oggi si
inizia da qui:

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=429

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=460
25.09.2012

Pubblicato da Davide

  • SeveroMagiusto

    Uno dei post più interessanti di Paolo Barnard, il quale riesce a condensare in pochi paragrafi anni di studio su come le elite agiscono nei confronti di noi plebei. Chiedo perdono al buon Barnard per l’irriverente espediente, ma non avendo io un curriculum come il suo, ho pensato di semplificare ancora di più tutta la storia a beneficio di altri sempliciotti come me. Ho scelto per questo un video (http://www.youtube.com/watch?v=tl4T26O0eq0) che secondo me rappresenta perfettamente la situazione che stiamo vivendo, che si riassume nel proverbio “PESCE GRANDE MANGIA PESCE PICCOLO”. Ovviamente noi ci troviamo nella scomoda posizione di essere quelli piccoli. Sarebbe bello se riuscissimo a trasformarci da innocue sardine a famelici piranha.
    Purtroppo al momento continuiamo ad essere “carne da cannone”. Il perché ce lo dice il giornalista bolognese: agiamo in maniera irrazionale spinti a ciò dalla paura, e non abbiamo alternative. Però ragazzi, non siamo sardine, perbacco! Abbiamo una VOLONTA’; cerchiamo di evitare di seguire sempre la corrente, perché il Potere cerca di portarci dove vuole lui. Dritti in trappola. E lo fa usando sempre le solite vecchie tecniche: paura, propaganda, disinformazione, corruzione, e tanto per cambiare, il buon vecchio “divide et impera”, che funziona sempre bene. Purtroppo infatti a differenza delle sardine che si muovono in banchi, noi umani abbiamo la straordinaria capacità di dividerci in fazioni, partitini, gruppuscoli, e di muoverci in ordine sparso. Questo fa il gioco delle élite. Possiamo per una volta, visto che ne va delle nostre vite, cercare un terreno comune ? Il che non vuol dire necessariamente scendere a compromessi, né con gli altri né con sé stessi, ma semplicemente fissare degli obbiettivi comuni. Poi possiamo anche agire singolarmente o per gruppi di appartenenza, basta stabilire un coordinamento. Molti di noi hanno dei blog, pagine di Facebook, Twitter, ecc…ognuno con il suo bacino di utenza. Possiamo contattare e coinvolgere milioni di persone. Bisogna stabilire uno sviluppo che ci porti dalla spesso sterile protesta sul web, all’azione sulle strade e nella vita reale. Il che non implica il ricorso alla violenza, che rifiuto se non assolutamente necessaria, ma ad una sana, intelligente, dura e legale (o almeno il più possibile) opera di resistenza.
    Il mio miserrimo blog è a disposizione. Certo se strutture più organizzate come CDC ci mettessero a disposizione la loro piattaforma, sarebbe tanto di guadagnato. Se ne può parlare?
    Severo Magiusto – http:www.lavocedellaplebaglia.net

  • Ercole

    Hai dimenticato C.MARX caro barnard l,illuminismo e superato,ritorna al materialismo storico e dialettico,leggiti la caduta tendenziale del saggio di profitto ,e sicuramente ,ti spiegherai perche accade tutto questo.Sei ancora schiavo di hegel.

  • AlbertoConti

    Quest’analisi di P.Barnard tra l’altro contiene anche quelle di A.Bagnai sul rapporto Germania-PIIGS e sulla “moderazione salariale” (relativa, fondata più sul differenziale d’inflazione) come causa del “miracolo competitivo” tedesco. Quindi anche la Germania nel suo complesso viene assimilata ai rentiers singoli ed elitari, peraltro diffusi in tutta l’eurozona, noi compresi. Il leit-motiv barnardiano viene così reiterato per concentrare le energie reattive sulle elite, unica e vera causa di tutti i problemi. Perciò la “carenza” non è affatto un problema in se, è una palla gigantesca creata ad arte per schiavizzare i popoli. Peccato che invece la carenza in se sia un problema vero, un problema gigantesco legato all’evoluzione tecnologica su un pianeta finito. Fino a che si tratta di neutralizzare le elite con l’arma democratica, togliendo loro “IL RIPARO DAL PROCESSO ELETTORALE” su cui si fonda l’impianto dell’euro e dell’unione attuali, sono con Barnard. Sul sogno di futura felice abbondanza, così come concepita dall’abuso della memoria di Keynes, mi dissocio esplicitamente. Peccato, perchè effettivamente la monetodinamica, senza errori ed omissioni, potrebbe veramente porre le basi per quel salto evolutivo che occorre all’umanità per salvarsi.

  • Skorpio_B3

    Troppo lungo l’articolo, ma sicuramente interessante, anche se il liet motiv di fondo è sempre lo stesso… e +/- chi vuole sapere lo sà a memoria.
    Paolo Bardnard ha colto nel segno quando parla di TERRORE INTELLUTTUALE … la gente capisce tutto ma ha paura, una dannata paura di vedersi il mondo crollare adosso, questo x un motivo specifico: NON PENSA ALLA MORTE, ha escluso l’idea della morte.
    E questo ci rende inferiori agli animali stassi, pur non essendo animali di certo!

    Come diceva un poeta:
    LA MORTE SI SCONTA VIVENDO!!

  • mikaela

    “Quest’analisi di P.Barnard tra l’altro contiene anche quelle di A.Bagnai sul rapporto Germania-PIIGS e sulla “moderazione salariale” (relativa, fondata più sul differenziale………”

    Non Credo che contenga quelli di Bagnai, infatti Barnard ha scritto sul rapporto germanico in europa appena subito dopo la sua scomparsa dalla rete in lingua italiana.Il tutto era indirizzato (scritto in inglese) a uno dei professori fondatori di MMT e gli diceva piu’ o meno cosi’,”appena lo finisco…….. te lo consegno”

    Ricordo d’aver messo un link sotto un articolo (non so di chi, forse Bagnai ) qui su CDC dove scrissi chiaramente che Barnard ne parlava gia’ da un bel po’.

    lo so che non leggi i miei link quindi te lo dico solo per tua personale informazione, Barnard non ha attinto da Bagnai ma e da tanto che ritroviamo nei suoi scritti quello che ha riscritto oggi.
    Se poi non mi credi ti ritrovo anche i link.

  • gattocottero

    L’articolo più importante dell’anno. Se non del decennio. Se non del secolo.

    Da stampare, e da affiggere sui muri di tutte le piazze di tutte le città d’Italia.

    Questo è un testo che va fatto circolare, bisogna condividerlo a tutta forza!

  • Giancarlo54

    L’articolo di Barnard potrebbe anche definirsi illuminante se non inciampasse in una clamorosa svista, ed è una svista gravissima perchè inficia tutto il suo discorso. Barnard parte dal presupposto che la democrazia, figlia dell’illuminismo, sia nata e si sia sviluppata per garantire agli “ultimi”, per la prima volta in un milione di anni (dico io), una vita finalmente decente. E’ questo il presupposto sbagliato di Barnard, egli infatti ritiene che i “rentiers” stiano distruggendo la democrazia per riportare gli “ultimi” al loro ruolo naturale, quel ruolo che gli “ultimi” hanno da 1 milione di anni. Niente di tutto questo invece. La democrazia è nata e si è sviluppata come sovrastruttura del capitalismo ed essendo sovrastruttura si sta adattando alle modifiche del capitalismo stesso. Il capitalismo è diventato finanziarismo (schematizzo)? Orbene anche la sovrastruttura democratica si adatta. E’ un errore grave quello di Barnard, ragionando in questi termini lui viene portato a credere che fascismo e nazismo siano stati gli strumenti dei “rentiers” per cercare di far cadere la democrazia e quindi i diritti degli “ultimi” già 70 anni fa. Non essendoci riusciti allora stanno cercando di farlo con lo spread. Sbagliato, sbagliatissimo! A me non interesse difendere il fascismo che considero, contrariamente a tanti, una esperienza chiusa nel 1945, io dico solamente che sbagliando, e di molto, l’analisi storica, Barnard sbaglia clamorosamente le conclusioni. Barnard dimentica che furono i “rentiers” con la democrazia al servizio che sconfissero il fascismo e il nazismo e se non si riesce a capire questo non si capisce nemeno quello che sta succedendo oggi.

  • tersite

    Barnard, dopo questo articolo ti auguro di arrivare a 15000 partecipanti!

  • Faulken

    Giancarlo54 mi ha anticipato.

    “L’Illuminismo ci riuscì 250 anni fa.” Caro Paolo ti invito a correggere questo errore nel tuo scritto. Il sistema che stigmatizzi, con un’analisi per molti versi corretta, nasce proprio da quell’illuminismo. Non comprendo perché tu abbia scritto una cosa del genere.

  • lunicoelasuaproprieta

    E’ giunta l’ora che Barnard si legga un po’ di teoria marxiana sul valore…è arrivato ad un punto di non ritorno…

  • bysantium

    Circa la “politica della carenza” impiegata terroristicamente per annichilire le persone e far loro accettare la ” chemioeconomia” non ho alcun dubbio e neppure mi sembra una novità, sono ormai in molti a parlare del sistema “TINA”.
    Però non mi convince tutta l’analisi storica, a partire dalla grande liberazione portata dall’Illuminismo e dal fatto che sia stato il frutto di un movimento e di una ribellione popolare e non, invece, l’esito del lavoro minuzioso e spesso segreto di un’élite di pensatori, appunto” illuminati”, che avevano dei piani a lungo termine.
    Se poi a questo non si connette il fatto che proprio dall’illuminismo nacque il liberalismo, da cui il capitalismo e la società mercantile e il libero scambio e le deregolamentazioni e le speculazioni finanziarie, etc., diventa difficile trovare dei rimedi o perlomeno individuare dei percorsi alternativi.
    Infatti Paolo Barnard continua a sostenere la responsabilità delle persone che non si ribellano e che non hanno gli attributi per mettersi in gioco; allo stesso modo insistono quelli del 99 contro l’1%.
    Ma la storia non l’hanno mai, mai, fatta il 99%, l’ha sempre fatta l’1%. Il 99% segue le idee del momento che, come dice Marx, sono sempre quelle della classe dominante.
    Su la MMT non mi esprimo in quanto non ne ho la competenza, mi auguro soltanto che non sia frutto di analisi altrettanto approssimative.

  • AlbertoConti

    Non ho parlato di primogenitura dell’uno o dell’altro, ma di convergenza di analisi tra cane e gatto. Della serie: dice anche molte cose giuste …. ma la verità in tasca non ce l’ha neanche lui, per quanto ne sia convinto …. e si vede

  • Lewis

    Conosco bene l’Opus Dei e non puoi neanche immaginare quanto tu sia lontano dalla verità. Le tue “informazioni” sono drogate da chi vede consorterie ovunque, anche dove non ci sono. A volte lo fanno per ignoranza, a volte per malizia. Grazie al tuo pregiudizio anticristiano, che trasuda in tutto il pezzo, ci sei caduto con tutte le scarpe. Se queste élite del capitalismo sfrenato hanno un nemico, questo è senz’altro il cattolicesimo, che ha espresso più volte parole di critica (vedi ad esempio gli ultimi due papi) e che propone una visione della vita e del mondo completamente diversa. La chiamata a correo del cristianesimo fa parte del gioco. Invece loro nascono proprio dall’illuminismo: lo strafalcione è grave ed è stato già fatto notare da Giancarlo54 e Faulken.

  • nuvolenelcielo

    e basta con sto marx…, siete patetici.

    marx è morto, tanto come Dio. e come risultati e quindi reputazione, siamo più o meno lì.
    noleggiate piuttosto un film sugli zombi.

  • ottavino

    I preti sono sopportabili. Barnard no.

  • bysantium

    Già, e dovrebe quantomeno leggersi le encicliche sociali.

  • nuovaera89

    Hai detto tutto quello che volevo esprimere 🙂 quoto in pieno tutto…

  • Faulken

    Prima di altri economisti, prima di altri strumenti per l’economia, prima di persone che si mettano a studiare economia, abbiamo bisogno di (ri)partire dall’etica, leggete Platone, leggete Aristotele, leggete Seneca, leggete Spinoza, leggete Simone Weil, leggete chi possa andar bene per voi ma bisogna ripartire dall’etica per formare non moralisti e falsi moralisti (non mi riferisco a Barnard) ma persone giuste, equilibrate, buone (perdonate il platonismo). Altrimenti qualunque sia la buona intenzione e lo strumento che si possiede purtroppo il finale è già scritto. Se qualcuno ha voglia magari legga questo testo mooooolto istruttivo

    http://www.operediplatone.virtuale.org/Testi/Lettera%207.pdf

  • Tanita

    Per comprendere meglio ció che Barnard spiega forse servirebbe leggere un po’ di questo. Ho cercato qualcosa di semplice e comprensibile:
    “L’intera Dialettica dell’Illuminismo è percorsa dalla speranza che, qualora l’Illuminismo riesca a capirsi meglio, esso possa parzialmente sottrarsi a quella domanda martellante che compare fin dalle prime pagine dell’opera: “perché l’umanità, invece di entrare in uno stato veramente umano, sprofonda in un nuovo genere di barbarie?”.
    E Marx:
    “Manoscritti economico-filosofici del 1844, fino ad allora rimasti sconosciuti: dalla lettura dei Manoscritti affiora un Marx diverso da quello a cui si era generalmente abituati (il Marx ispiratore del partito e critico di economia, il Marx de Il Capitale), in particolare emerge la figura di un attento lettore di Hegel e critico di Feuerbach e della religione. E’ in quest’epoca che nasce il cosiddetto “marxismo occidentale”, una pianta su cui si innestano nuove discipline, tra le quali la psicanalisi (Fromm, Reich, ecc). Quest’ultima è chiamata a rispondere ad una domanda che colpiva al cuore il marxismo: perché la rivoluzione – che secondo Marx era necessaria non meno della caduta di un grave gettato da un’altura – non è arrivata?”

    http://www.filosofico.net/auschwitz/ausch9.htm

    Horkheimer:
    “Dal momento in cui la ragione divenne lo strumento del dominio esercitato dall’uomo sulla natura umana ed extraumana – il che equivale a dire: nel momento in cui nacque -, essa fu frustrata nell’intenzione di scoprire la verità. Ciò è dovuto al fatto che essa ridusse la natura alla condizione di semplice oggetto e non seppe distinguere la traccia di se stessa in tale oggettivazione. […] Si potrebbe dire che la follia collettiva imperversante oggi, dai campi di concentramento alle manifestazioni apparentemente più innocue della cultura di massa, era già presente in germe nell’oggettivazione primitiva, nello sguardo con cui il primo uomo vide il mondo come una preda “.

    La nostra unica alternativa sarebbe EVOLVERE.

  • gattocottero

    Perché invece non scrivi:

    «PER ME i preti sono sopportabili e Barnard no.»

    ???

    PER TE i preti saranno sopportabili, perché a me invece i preti stanno sui coglioni di brutto!

  • ottavino

    E’ implicito che è per me. Sono un tipo molto sintetico.

  • diotima

    Non posso non quotare totalmente Giancarlo.
    avevo letto altrove del sacro furore barnardiano illuministico.

    Non credo sia una svista, credo invece che sia un ‘ingenua fede nei confronti di un momento storico dal quale derivano le fondamenta di questa europa.
    La borghesia che con la rivoluzione francese è andata sostituendosi definitivamente alle vecchie classi della nobiltà e del clero, ha sostituito la vecchia idea di spadroneggiamento per diritto divino delle vecchie classi, con quella nuova dello spadroneggiamento attraverso il concetto di proprietà privata dei mezzi di produzione: io ti dò un salario che ti consenta di sopravvivere, tanto poi me lo riprendo a poco a poco dal prezzo che tu paghi per il prodotto che tu produci per me. perchè io ti dico che tu ne hai bisogno.
    Gli ultimi resteranno sempre ultimi nella storia degli uomini. non c’è illuminismo che tenga.
    ripeto, condivido totalmente quanto espresso da Giancarlo e lo ringrazio anche per la chiarezza.

  • diotima

    Volevo anche aggiungere questo: la democrazia di cui noi crediamo di godere la vedo sempre più come una gentile concessione dei rentiers stessi per spremerci come limoni. Adesso che i risparmi si assottigliano sempre più a causa dell’austerità , soldi che quindi per necessità di cose sono tolti al consumo, finalmente sdoganeranno il modello foxconn nel nostro occidente pieno di troppi diritti e protezioni. solo allora potremo godere delle meraviglie di una nuova crescita economica.
    questo vogliono e questo stanno ottenendo. Secondo me , obviously.

  • segretius

    Ma….prima di fascismo e nazismo non c’era democrazia. C’era, forse, una spinta per superare le oligarchie precedenti, subito repressa attraverso tali forme di dittatura. La novità (forse) stava nell’energia che alimentava i fascismi che veniva dalle stesse masse che reprimevano se stesse. Prima dell’economia questi “rentiers” hanno studiato la psicologia di massa e l’hanno applicata in modo ineccepibile. Anche di questo Barnard capisce poco, ma c’è da pensare che un giorno, fresco di studi, ce lo venga ad insegnare…..

  • RicBo

    Ma Giancarlo, non credi che il concetto di democrazia non è mai stato applicato, tranne forse nella Comune di Parigi e in pochi altri fugacissimi episodi? Se la vedi in questo modo, il tuo discorso non si sostiene più..

  • RicBo

    Ok Paolo, l’hai già ripetuto mille volte e finalmente ho capito: siamo fottuti.
    Ma non mi convincerai con questo a partecipare all’evento-che-potrebbe-salvarci-tutti. Scusa, ma non credo al regno dei cieli che propagandi con i tuoi saggi amici amerikani. E’ un mio limite.
    Preferisco considerare questa crisi come un’opportunità per cambiare il modello su cui fino ad ora ho costruito la mia esistenza. Che i ‘rentiers’ e i keynesiani facciano quello che gli pare, io sarò già nel Mondo Nuovo.

  • mikaela

    Barnard ha scritto :

    “per chi sa capire. Non sono molti questi ultimi.”

    hai basato la tua critica a Barnard senza leggere attentamente che cosa significa “ultimi” nel contesto del suo articolo.
    Vieni al Summit cosi’ te lo spiega a voce.

  • mikaela

    A prescindere da quello che hai scritto

    Tu sicuramente non hai letto neanche quello che ha scritto Barnard perche’ quoti uno che non ha neanche capito sin dalle prime 2 righe e sicuramente non ha letto neanche il resto

    Barnard si riferisce a quelli che che sanno capire e che non sono molti.

    ” E quanto segue è terribilmente importante, per chi sa capire. Non sono molti questi ultimi. “.

    come si puo’ commentare un articolo nei suoi contenuti se non si capisce neanche la sintassi.

  • Ercole

    Da quando il socialismo e diventata una scienze, , va studiata.Il tuo qualunquismo non porta da nessuna parte,ARMATI CON L,INFORMAZIONE CE SCRITTO SUL SITO…….

  • mikaela

    Pero’ non mi ricordo d’aver letto nei tuoi commenti a Bagnai che quello che aveva scritto, “conteneva” o “convergeva” con quello che dicono i fondatori di MMT che il giornalista P.Barnard ha studiato (l’unico in Italia) e riporta fedelmente, ma se mi e’ sfuggito potresti sempre contraddirmi postando il link.

  • mikaela

    soprattutto perche’ tu e tutta la tua stirpe siete ben sistemati e non te ne importa se rimaniamo o usciamo dall’euro tanto a te e alla tua famiglia non cambia niente.
    Non sei di quelli che ha il cappio al collo.

  • tania

    Mi fa piacere che P.B. abbia precisato come il cosidetto Sogno Americano della democrazia dei consumi nascondesse comunque “un’avidità mostruosa di profitti delle Corporations, una democrazia di plastica e parrucchini, e imprese coloniali intrise di sangue nel Terzo Mondo” . Quindi bene . Per il resto invece spero che questa suo puntare l’indice contro singoli individui sia frutto della sua impostazione da giornalista , ma non di una sua analisi politica . Perché se fosse sfocerebbe inevitabilmente in mostruosità del tipo “siamo tutti ( imprenditori e lavoratori ) sulla stessa barca , dobbiamo unirci come popolo , come nazione eccetera ” . Io mi sento unita solo ed esclusivamente agli sfruttati di ogni luogo e latitudine che ci hanno permesso , a 2 € al g , ( per citare P.B. ) “una democrazia di plastica e parrucchini, e intrisa di sangue” . Il nemico da nominare è il capitalismo come struttra di classe , generatore all’inifinito , oltre che di mercificazione etc anche degli stessi “rentiers” , all’interno degli stessi “popoli” e “nazioni” . Quindi , in sintesi , spero che la sua sia una fotografia giornalistica e non un’analisi politica .

    PS : nota ( se può servire ) per gli utenti che associano impropriamente l’illiminismo alla borghesia in ascesa : la maggioranza dei philosphes dell’illuminismo ( da Voltaire , a Montesquieu , Condillac , d’Holbach , Beccaria , Verri , Filangeri , Rousseau eccetera ) appartenevano alla nobilità , non alla borghesia ..

  • diotima

    Mikaela: lo zelo con cui citi la frase di Barnard certamente ti inserisce automaticamente nella lista di coloro che hanno capito tutto, lasciando fuori me. pazienza. non sono una dei famosi 300 di cui lui ha parlato poco tempo fa. se p allora q: significa che la conclusione è giusta sole se anche la premessa lo è. Ora io non riesco proprio a condividere il giudizio storico di B. sull’illuminismo che sta alla base di questa analisi, a fortiori, dunque ,non posso condividerne le conclusioni di natura storica. ripeto, condivido quanto scritto da giancarlo e, aggiungo, quanto scritto da altri qui sul forum come bysantium, faulken e altri. io nella mia risposta ho considerato soprattutto questo aspetto, il che di per sè, non censura tutta la sua analisi. ma un uomo è padrone delle circostanze , cioè influisce sul cambiamento delle stesse, solo se le conosce. solo così la storia degli uomini può aspirare ad un ideale di giustizia. ma è solo un’umile opinione di chi sa che molte cose non le capisce e non per questo cede di fronte a chi crede di avere verità in tasca.

  • gattocottero

    Bello l’Opus Dei, guarda un qui come te lo descrivono per bene:

    http://www.youtube.com/watch?v=RDK3o2DoXy0

    MASSONERIA E OPUS DEI: C’E’ DIFFERENZA?

    http://affaritaliani.libero.it/politica/massoneria_pd_berlinguer090610.html

  • gattocottero

    Non è esatto, c’è un evento storico nel quale il popolo conta:

    la rivoluzione.

  • Georgejefferson

    SULLA DEMOCRAZIA_DA_IL PIU GRANDE CRIMINE_ESTRATTO

    Huntington, Crozier e Watanuki stilarono un rapporto con ancora idee, strategie e dettami, ma questa volta la sofisticatezza delle 227 pagine del loro The Crisis of

    Democracy dà i brividi.
    Vi si legge letteralmente tutto ciò che ci hanno fatto accadere per disabilitarci. Il titolo stesso è ingannevole, poiché non si tratta di riparare le democrazie

    partecipative, come sembrerebbe suggerire, ma di distruggerle.

    Infatti il rapporto dichiara senza mezzi termini che

    “alcuni dei problemi di governo negli Stati Uniti di oggi derivano da un ‘eccesso di democrazia’ C’è bisogno invece di un grado superiore di moderazione nella quantità

    di democrazia”.

    E naturalmente il diritto ‘divino’ delle elite di governare noi gente comune trova in queste pagine una giustificazione immediata quando Huntington scrive:

    “La democrazia è solo una delle fonti dell’autorità e non è neppure sempre applicabile. In diverse istanze chi è più esperto, o più anziano nella gerarchia, o più

    bravo, può mettere da parte la legittimazione democratica nel reclamare per sé l’autorità”.

    Parole che si congiungono in modo perfetto al piano di Schuman, Monnet e Perroux, e che hanno prestato le fondamenta all’Europa unita dell’Euro già ora governata da

    una elite di burocrati super specializzati che nessuno di noi elegge. I tre autori scrissero le loro istruzioni su come le elite avrebbero dovuto procedere in termini

    chiarissimi, e con una premonizione straordinaria:

    “Il funzionamento efficace di un sistema democratico necessita di un livello di apatia da parte di individui e gruppi. In passato (prima degli anni ’60, nda) ogni

    società democratica ha avuto una popolazione di dimensioni variabili che stava ai margini, che non partecipava alla politica. Ciò è intrinsecamente anti-­ democratico,

    ma è stato anche uno dei fattori che ha permesso alla democrazia di funzionare bene”.

    Ed è stata proprio questa apatia che fu indotta sulle masse dell’Occidente per mezzo di una operazione massmediatica enorme e dell’esplosione del consumismo,

    deviandole dall’attivismo democratico, drogandole così che non vedessero più i loro reali bisogni e i loro diritti. Come ha scritto David Bollier

    “Potrà una società che si è così gettata su una eccessiva commercializzazione funzionare ancora come una democrazia deliberativa? Potrà il pubblico ancora trovare e

    sviluppare la sua voce sovrana? O, viceversa, il suo carattere è stato così profondamente trasformato dai media commerciali da stroncarne per sempre l’abilità di

    partecipare alla vita pubblica?”
    Qui The Crisis of Democracy mostra la medesima mentalità che portò Lippmann a chiamare i cittadini “gli outsider rompicoglioni”, prova ulteriore del gemellaggio

    ideologico degli attori di questo piano. Essi infatti proclamarono che:

    “la storia del successo della democrazia… sta nell’assimilazione di grosse fette della popolazione all’interno dei valori, atteggiamenti e modelli di consumo della

    classe media”.
    Cosa vuol dire? Significa che se si vuole uccidere la democrazia partecipativa dei cittadini mantenendo in vita l’involucro della democrazia funzionale alle elites,

    bisogna farci diventare tutti consumatori, spettatori, piccoli investitori. L’involucro della democrazia fu salvato, il suo contenuto, cioè noi cittadini

    partecipativi, fu annientato.
    Ora attenzione a quanto segue: ogni idea di Stato Sociale che “avrebbe dato ai lavoratori garanzie e avrebbe alleviato la disoccupazione” veniva tacciata dai tre

    autori di essere

    “una deriva disastrosa… poiché avrebbe dato origine a un periodo di caos sociale”.
    Che il lettore s’imprima nella memoria queste parole, poiché esse detteranno una delle più criminose decisioni politiche della Storia occidentale moderna voluta dalle

    elite, quella di creare artificiosamente grandi sacche di disoccupati, sottoccupati, e precari – con le immense sofferenze che ne conseguivano – solo per poterci

    controllare meglio, e sfruttare meglio.

    continua…

  • Georgejefferson

    prosegue…BARNARD

    SULLA DEMOCRAZIA_DA_IL PIU GRANDE CRIMINE_ESTRATTO

    Non per cause di forza maggiore economiche. Sapevano che gli Stati a moneta sovrana avrebbero potuto creare la piena occupazione senza problemi in tutto il mondo, ma

    ciò gli avrebbe sottratto il potere. Dovevamo soffrire.
    Il rapporto attacca lo Stato Sociale anche perché, sostengono gli autori, la spesa sociale può causare un’inflazione disastrosa:

    “L’inflazione (…) potrebbe essere esacerbata dalle politiche democratiche, e risulta molto difficile per i sistemi democratici tenerla sotto controllo. La tendenza

    naturale delle pretese politiche possibili in un sistema democratico aiuta i governi ad affrontare i problemi delle recessioni economiche, prima di tutto la

    disoccupazione, ma gli impedisce di controllare l’inflazione con efficacia. Di fronte alle richieste del business, dei sindacati e dei beneficiari della generosità

    governativa, diventa quasi impossibile per i governi democratici ridurre la spesa, aumentare le tasse, e controllare i prezzi e gli stipendi. In questo senso

    l’inflazione è la malattia economica delle democrazie”.

    Niente meno. Notate l’uso specifico delle parole “generosità governativa” contrapposte alle virtù del “ridurre la spesa, aumentare le tasse, e controllare i prezzi e

    gli stipendi”, associate alla minaccia finale di inflazione. Questi principi sono precisamente il credo fondamentale e gli spauracchi degli economisti Neoclassici,

    Neomercantili e Neoliberisti, che abbiamo in parte già visto.E per rimanere nell’ambito dei pericoli che la democrazia pone al governo delle elite, i tre autori

    individuano nel radicalismo delle idee di sinistra lo strumento principe che anima le lotte dei lavoratori.

    Qui è Samuel P. Huntington a scrivere righe inquietanti sull’ideologia radicale, sostenendo che

    “quando essa perde forza, diminuisce il potere dei sindacati di ottenere risultati”, e infatti la concertazione “… produce disaffezione da parte dei lavoratori, che

    non si riconoscono in quel processo burocratico e tendono a distanziarsene, e questo significa che più i sindacati accettano la concertazione più diventano deboli e

    meno capaci di mobilitare i lavoratori, e di metter pressione sui governi”.

    Parole che preconizzarono con estrema lucidità una delle epoche più infami dei rapporti fra Vero Potere e mondo dei lavoratori/cittadini, quella che nel giro di pochi

    decenni porterà i sindacati dalla loro storica tradizione di lotta per ottenere sempre maggiori diritti, alla miserevole condizione odierna, dove essi ormai possono

    solo contrattate sul grado di abolizione dei diritti.

    Concludo il capitolo su The Crisis of Democracy citando il vano tentativo di Ralf Dahrendorf di criticare il contenuto anti sociale e anti democratico di questo

    rapporto, leggibile proprio nella discussione pubblicata in appendice a esso. Egli lanciò un monito ai governi affinché

    “evitino di credere che il progresso che hanno resto possibile per grandi masse di cittadini deve ora essere disfatto perché è scomodo per alcuni. Va evitato di

    credere che un po’ più di disoccupazione, un po’ meno istruzione, un po’ più di disciplina e un po’ meno libertà di espressione renderanno il mondo un luogo migliore,

    in cui sarà possibile governare con efficacia. Invero, credo che questo tentativo di riportare indietro il progresso della storia per ricreare lo stato di cose che ci

    siamo fortunatamente lasciati alle spalle è in molti aspetti incivile, davvero primitivo.

    Il piano accelera esponenzialmente. Nasce il Piano di Contiguità. E’ vero che le idee permettono il potere, ma, parafrasando Oscar Wilde, “con un piccolo aiuto da

    altri”. E l’aiuto arrivò sotto una forma scontata per idee che servivano gli interessi dei super ricchi: denaro. Ma non vagonate di soldi brutalmente versati nelle

    casse di quei pensatori, bensì qualcosa di estremamente sofisticato che mirava a due goal:

    primo, ovviamente raccogliere fondi, ma soprattutto diventare influenti coi politici e infiltrare il mondo universitario dove la ‘vera’ struttura di comando dei

    governi veniva istruita. Si faccia attenzione che quanto segue spiega come sia accaduto che i dogmi economici delle elite siano divenuti di fatto una religione

    mondiale oggi incontrastata. Esse compresero che gli elementi che realmente gestiscono il potere nei governi non sono i politici noti, ma piuttosto la retroguardia

    composta dai tecnocrati e dai consiglieri.

    I politici, pensarono, dovevano rendere conto agli elettori, e almeno in teoria erano limitati da una serie di preoccupazioni sociali; non potevano rubare

    sfacciatamente al pubblico i suoi diritti e le sue risorse. Ma la retroguardia non aveva nessuno di questi problemi e poteva sfornare una serie di principi economici

    per fare il lavoro sporco, camuffandoli però da necessità economiche ineludibili o addirittura da misure virtuose. I politici avrebbero presentato le scelte impopolari

    come sacrifici purtroppo inevitabili dettati dalla giusta scienza economica che i tecnocrati e i consiglieri certificavano come autorevoli e persino vitali.

    Riassumendo, fu questo Piano di Contiguità che attraverso una rete di istituti per la formazione post universitaria e per il finanziamento delle future classi

    dirigenti permise alle elite di colonizzare con le loro idee i cervelli che contavano. Quelli che poi noi cittadini troviamo in posizione chiave di potere alle spalle

    dei politici di facciata, i quali altro non possono fare se non seguire i loro diktat.

  • Jor-el

    La questione della democrazia è molto semplice. Il welfare state ha determinato la creazione tra gli Anni ’60 e ’70, di una “classe media”, cioè di un vasto strato sociale, tendenzialmente maggioritario, che, per la prima volta nella storia dell’umanità ha avuto accesso a un sistema previdenziale pubblico e a un’istruzione superiore di massa. La democrazia (socialdemocrazia in europa) è la stata la forma politica che ha rappresentato la middle class, con i suoi partiti di massa ecc dcc. Le politiche deflazionistiche iniziate negli Anni ’80 negli Stati Uniti e in Inghilterra hanno progressivamente “smontato” lo stato sociale trasformando la spesa pubblica in meno tasse per i ricchi. Questo ha provocato nel breve periodo un arricchimento di una parte della classe media (da cui i successi elettorali delle destre americane e europee) ma, successivamente, una decompozione della maggioranza della stessa, e, alla fine, una effettiva distruzione dei ceti medi che, senza il salvagente di un vero stato sociale, sono ricaduti in un’economia di sussistenza. La fine della classe media ha posto in crisi la democrazia. Mentre il ceto politico è finito sotto il controllo del lobbismo, i partiti di massa sono scomparsi, lasciando il posto a nuove aggregazioni di interessi, ad es., in Italia, il “berlusconismo” e le ex sinistre socialdemocratiche passate armi e bagagli al neoliberismo. Quello della fine della democrazia come risultato della distruzione della middle class è un processo cominciato negli USA e UK, e POI importato nell’Europa con l’Euro come scorciatoia e arma perfetta per scardinare il patto sociale realizzato dalla socialdemocrazia (il modello tedesco). E’ l’unico punto in cui mi trovo in disaccordo con Barnard, in quanto io non vedo una reale contraddizione fra il progetto americano e quello delle elite dell’eurozona, ma una sostanziale organicità, se pur con momenti in cui si sono espresse controtendenze. L’Euro è un prodotto del dollaro, imposto all’Europa nel quadro della globalizzazione. La prova è il vantaggio nei cambi che il dollaro ha immediatamente conquistato sull’Euro, nonostante i proclami di Prodi che aveva promesso addirittura un futura parità.

  • mikaela

    Alla base di questa analisi c’e’ la politica della carenza ed in nome di questa Barnard scrive e ci fa capire che ci stanno distruggendo Punto.Rileggi l’articolo.Solo alla fine Barnard accenna all’illuminismo-

    ” Non si fermeranno davanti a nulla, a meno che quelle milioni di famiglie rompano la maledizione dell’ignoranza su cui i ‘rentiers’ contano per distruggerle e si ribellino. L’Illuminismo ci riuscì 250 anni fa. Oggi si inizia da qui:

    http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=429

  • zara

    E perché ,Barnard, non vedi la matrice giudea in tra gli artefici questa Politica della Carenza? Perccé non vedi che: Draghi, Monti, Cameron, Hollande, Merkel, Benedetto XV ecc…ecc Sono giudei? Forse perché anche Barnard è un cognome di origine giudea?

  • zara

    E perché ,Barnard, non vedi la matrice giudea in tra gli artefici questa Politica della Carenza? Perccé non vedi che: Draghi, Monti, Cameron, Hollande, Merkel, Benedetto XV ecc…ecc Sono giudei? Forse perché anche Barnard è un cognome di origine giudea?

  • LeoneVerde

    Diciamo che il loro fondatore non era esattamente un novello San Francesco…durante la guerra ha ben pensato di istituire una divisione di volontari chiamata Blau Division, inquadrata nelle SS (si hai letto bene, proprio le SS…) perchè l’unione sovietica andava convertita…e mica andavano in prima linea, no, no…erano in einsaztgruppe…quelli che dietro la linea del fuoco facevano terra bruciata…tipo spianare villaggi, passare per le armi un pò di gente, cercare gli ebrei da spedire nei campi di concentramento…
    A me non interessa quello che dice, quello che predica: é dal frutto che riconoscerai l’albero.

    Il problema non è il “cristianesimo”, è la CHIESA che di Cristico non ha più nulla da un bel pezzettino.

  • Cornelia

    Io non sono tanto d’accordo sul complotto del Vaticano coi poteri forti: altrimenti non assisteremmo alla continua diffamazione della Chiesa ad opera dei suddetti poteri forti, specialmente di quelli anglosassoni.
    Secondo me c’è una lotta di poteri invece, altro che accordo.

  • AlbertoConti

    E’ Barnard che prende le distanze da Bagnai, non viceversa. Mi spiace che questa banale polemica offuschi il centro della mia critica, di ben altra portata: carenza e crescita non stanno insieme, il nuovo modello non potrà comunque essere basato su una crescita quantitativa.

  • Cataldo

    Il commento di Ercole dice che barnard è rimasto ad Hegel, lo trovo troppo buono, questa è pura fuffa senza articolazioni degne di attenzione.

    Consiglio intanto a Barnard di cominciare dalla storia dell’economia, io partirei con Eric Roll, che scrive in modo piano e comprensibile anche agli studenti del primo anno.
    Sconcerta anche la totale mancanza di riflessioni su cose concrete, mentre si parla di supercazzole storiche lontane anni luce dalla realtà odierna.
    Ad esempio la produttività del lavoro fagocitata dai profitti, ed il problema della redistribuzionne, o l’asimettria tra globalizzazione dei mercati e concentrazione finanziaria e dispersione dei sindacati e delle organizzazioni di rappresentanza del lavoro.

    Un accenno alla rivoluzione digitale, che ha innestato il turbo alle elite finanziarie, ed è alla base delle leggi di deregolamentazione, nulla di nulla. Non sorprende che si riproponga aria fritta anche sul piano delle soluzioni, aggregandosi ad idee monetaristiche che affrontano solo una parte secondaria e residuale del problema.

  • Giancarlo54

    Carissima Mikaela, io l’ho intesa come ho scritto e ti assicuro che ho letto tutto. Barnard nei suoi numerosi articoli dice quello che io interpreto. Non ho capito. Benissimo, io sono il primo, alla mia seppur non più verde età, a cercare ancora di imparare dalgi altri, e lo faccio senza superbia. In tutti i suoi discorsi, a me pare, Bernard sbaglia totalmente l’analisi storica, straparlando in continuazione di nuovo fascismo e nuovo nazismo (e in questo è in buona compagnia), ma non è questo il grave, il grave è che Barnard, e penso anche tu, non vi accorgete che i “rentiers” la guerra l’hanno già vinta quando erano “rentiers”, non sono stati personaggi nascosti nell’ombra che prima hanno foraggiato il fascismo e il nazionalsocialismo e poi, dopo la sconfitta dell’Asse, sono ritornati a tramare per distruggere la democrazia. I “rentiers” SONO LA DEMOCRAZIA.
    Barnard commette un errore imperdonabile, sempre a mio modestissimo, e probabilmente, sbagliato parere.

  • Giancarlo54

    Il discorso di Barnard non è questo, però, il discorso di Barnard è che i “rentiers” ADESSO vogliono distruggere 250 anni di conquiste illuministe.

  • Giancarlo54

    La rivoluzione è sempre guidata per essere tale da una Avanguardia rivoluzionaria, altrimenti sono solamente “jacqueries” senza seguito

  • Giancarlo54

    http://it.wikipedia.org/wiki/250._Infanterie-Division_(Wehrmacht)

    Dove hai trovato quella baggianta sul rastrellamento degli ebrei? La divisione Azul era inquadrata nelle WAFFEN SS.

    Se i commenti si fanno non sapendo niente di storia, sarebbe meglio stare zitti. Grazie

  • LeoneVerde

    vale anche per te. Se la storia è wikipedia…sai cos’è un Einsaztgruppe?
    Dopo la guerra qualcuno ha tutto l’interesse che vengano scritte cose carine per rifarsi il make up e sembrare meno mostro. Adesso fammi pure la sviolinata sull’amor di patria, il coraggio e l’abnegazione delle Santissime Waffen SS che combattevano per l’avvento del Paradiso in Terra…
    Sai, il fratello di mio nonno è finito a Dachau, è tornato più morto che vivo dopo il 1946, la sua colpa era essere italiano, neanche ebreo. Era un professore stimatissimo prima della guerra, che insegnava all’università di Berlino. Nonostante tutto è tornato a vivere in Germania e a fare il professore, perchè amava profondamente quel paese. Ma i mostri li ha visti in faccia.

  • Georgejefferson

    Lo sviluppo sostenibile riguarda scelte politiche del”dopo”

    William Mitchell,prof. australiano Mmt

    “La visione post keynesiana che la disoccupazione di massa è dovuto alla domanda carente, che può essere curata se il settore pubblico stimola la spesa con i tradizionali strumenti fiscali e monetari deve tener conto delle problematiche di sostenibilità ambientale.
    Anche se è stato possibile ampliare la domanda abbastanza per promuovere la crescita sufficiente a tenere il passo con la crescita della forza lavoro e la crescita della produttività e assorbire le scorte enormi di disoccupazione di lunga durata,come potrebbero gli ecosistemi naturali, già sotto un grande sforzo,farvi fronte?
    Vi è la necessità di cambiare la composizione del prodotto finale verso l’ambiente in attività sostenibili.

    Qesto obbiettivo difficilmente si averera dal settore privato,perché hanno forti componenti di bene pubblico. Essi sono bersagli ideali per l’iniziativa del settore pubblico.
    Come numerosi lavori di servizio in grado di fornire benefici immediati per la società,come la JG [garanzia di posti di lavoro] per i lavoratori. Questi includono progetti di rinnovo urbano e di altri programmi ambientali e delle costruzioni (rimboschimento, dune di sabbia di stabilizzazione, controllo dell’erosione valle del fiume e simili), l’assistenza personale ai pensionati, assistenza in programmi sportivi della comunità, e molti altri.
    La politica di JG è quindi un veicolo ideale per fornire il lavoro più significativo e a pagamento per coloro che sono disoccupati e per ridurre contemporaneamente opere dannose per l’ambiente nelle pratiche di produzione. Non è una domanda crescente di per sé ad essere necessaria, ma un aumento della domanda in alcune aree di attività.

  • Giancarlo54

    Beh per la verità ho letto anche qualche libro sulle Waffen SS e sulla divisione Azul. Io non faccio nessuna sviolinata perchè contrariamente a te non ho mai creduto che il bene stia tutto da una parte e il male tutto da quell’altra. Riguardo al fratello di tuo nonno mi spiace e mi fa piacere che sia tornato vivo, mio zio, era un soldato, invece, fu catturato dai partigiani yugoslavi, torturato e ucciso.

    Riguardo al Einsaztgruppe so benissimo cosa furono e ribadisco che la Divisione Azul era una divisione di combattenti e non di rastrellatori.

  • Georgejefferson

    I “rentiers” SONO LA DEMOCRAZIA

    E’ Falso,la democrazia odierna e’ “FINTA”,per ingannare le genti.
    Se non e’ mai esistita in realtà,e chiamano le barbarie democrazia…vuol dire DEMOCRAZIA = BARBARIE?Analizziamo la parola?DEMO=tutti i cittadini CRAZIA = governo.Ovvio che e’ una semplificazione ad indicare che se tutti devono (teoricamente e di principio..non ORA SI FA COSI) aver voce in capitolo,con tutte le voci discordanti..la ragionevolezza indica la scelta A MAGGIORANZA…Rispondi si o no a questo…SEI FAVOREVOLE AL FATTO CHE UNA MINORANZA DECIDA PER LA MAGGIORANZA?E’una legittima opinione,ma che vuol dire essere ANTIDEMOCRATICO nel senso di IDEALI…non che essere antidemocratico = bello perche contro l’imperialismo schiavizzante e criminale….Si puo giustamente criticare…E SE LA MAGGIORANZA SONO TUTTI IMBECILLI?Giusta osservazione,per questo non puo esistere la piena democrazia senza contemporaneamente accrescere il livello culturale/civile/etico/solidale/ma anche severo e meritocratico della cittadinanza tutta,io per primo.Come ideale,io sono convinto che in questi termini tu non sia veramente tanto antidemocratico(RIPETO,IN QUESTI TERMINI)

  • Georgejefferson

    Le correnti illuministe non sono,e non sono mai state UNA.Ma e’ mia opinione

  • Georgejefferson

    Quindi la moneta Neutrale e innocua?

    DA MINCUO

    l’EURO Ha distrutto le economie di Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo, Italia in 10 anni. Innocua e neutrale? Ha sfasciato l’export Italiano, la nostra forza da sempre. Siamo passati da +40mld a -60mld all’anno di bilancia di c/a. Sono 100mld tra andare e venire all’anno. Innocua e neutrale? Da che c’è l’EUR l’Italia ha smesso di fare PIL. Ha perso quote di mercato a rotta di collo. Sul mercato interno ha perso la protezione di una valuta più debole, adatta, cosicchè ha subito l’invasione di prodotti esteri, cioè importazioni, che sono debiti con l’estero. Cioè invece di consumare prodtti Italiani consuma una maggior quota di quelli esteri, il che significa che ne produce meno internamente, il che significa che le aziende
    vanno meno bene. Da che c’è l’EUR il debito di famiglie e imprese è costantemente cresciuto, quello delle famiglie è raddoppiato. Innocua e neutrale? La gente guarda al debito pubblico, ma è quello privato che conta altrettanto, e li si forma anche buona parte di quello pubblico o delle sue ragioni. Infine ha perso qualunque capacità di decidere. Ha perso sovranità, è diventata una colonia. Uno Stato fa 4 cose da sempre: provvede alla difesa, fa le leggi, impone le tasse per rendere servizi, stampa la sua moneta. La difesa non ce l’abbiamo dal 1943. Le leggi (quelle importanti, di spesa e di bilancio) ora non ce le ha più, e la moneta nemmeno.

  • Faulken

    lo dici a me ?

    leggi quello che ha scritto Barnard

    il paragone tra i lumi della ragione di 250 anni fa che sconfigge l’ignoranza
    e il nuovo lume della ragione cioè l’applicazione della sua teoria per sconfiggere l’ignoranza odierna… i “lumi della ragione” che hanno partorito mostruosità a non finire…

  • Cataldo

    Il problema dell’Euro non è un problema monetario, è un problema di sovranità politica, se si riscomponesse nelle monete preesistenti non ci sarebbe alcun ritorno alla sovranità politica, ma solo un ulteriore indebolimento delle posizioni statali ed europee. L’integrazione europea e l’euro sono nati e sono stati sviluppati in una europa dal volto diverso, che prevedeva una emancipazione progressiva dall’atlantismo NATO. Negli USA all’epoca erano concentrati su come evitare questo passo, dopo si sono concentrati ad utilizzare UK, mercantilisti tedeschi, pagliacci nostrani, per destituire l’euro della sua portata politica effettiva. Al momento ci sono mille modi per intervenire sulle storture finanziarie e monetarie, compreso lo spauracchio del debito, senza impoverire ulteriormente i ceti deboli, sono cose semplici e terra terra, ma non fanno parte del quadro politico, e tantomeno delle alternative tipo MMT, proprio perchè queste non sono basate su una ridiscussione geopolitica dell’Italia e dell?Europa. L’Euro è infinitamente più solido del dollaro, per il semplicissimo motivo che i paesi dell’euro hanno un debito privato inferiore di un ordine di grandezza a quello USA, oltre ad avere una percentuale più elevata di debito “interno”, le sua “debolezza” è un artifizio geopolitico, che è sostenuto dalla manipolazione dei mercati e dalla imposizione di meccanismi internazionali di esproprio finanziario.
    La svalutazione competitiva della moneta poteva avere un senso, per quanto sempre iniquo sul piano della redistribuzione del reddito, in economie in espansione sul piano dei consumi aggregati internazionali, è un quadro esaurito da tempo, riproporre questi strumenti oggi è da miopi, che non hanno contezza di cosa significhi la congiuntura presente in termini di economia reale, e si baloccano con giocattoli dottrinari di scarsa presa reale.

  • Georgejefferson

    falso,piu di 400 misure protezioniste attuate nel mondo negli ultimi anni…la svalutazione della moneta non e’una scelta volontaria,e’un LASCIARE LIBERA la moneta di fluttuare e proteggere le economie di chi applica SLEALI svalutazioni salariali interne(lo fa la germania/la cina e tanti altri)..tutte opinioni tue.Tutti i piu grandi macroeconomisti del mondo dichiarano che per COMPETERE…visto che ci obbligano alla competizione selvaggia…bisogna o svalutare la moneta o svalutare internamente i salari.Quindi segui la logica globalista di una guerra al ribasso in prospettiva di un mondo di schiavi.Anno tolto ai paesi la poss.di proteggersi con la moneta apposta.Insieme alla deregolamentazione degli afflussi/deflulssi dei capitali.Non metto in dubbio che siano esistite personalita in buona fede sull’unione europa,ma di fatto chi ha avuto il potere lo fa con altri scopi.Dettagliatamente descritti da tanti ed enunciati anche da loro stessi

  • mincuo

    Questo non è vero. L’EUR viene imposto da alcuni circoli, e ha altre rafgionei che non “l’Europa”. Quale Europa? Mai fatto un passo, mai nenache propsoto di unificare seggi all’ONU, o WTO, o WB, BIS, FMI di Inghiolterra Germania Francia ecc…Di che parlate mai? Fa capo la questione a Germania e sua unificazione, ma la Germania ha il kapò che comanda, mica è uno Stato indipendente.

  • Cataldo

    Una aggiunta sul problema dell’impoverimento dei lavoratori, e quindi della distribuzione dei redditi in Italia, una delle radici di questa situazione è proprio l’aver giocato per decenni con le svalutazioni monetarie, che hanno creato mercati di esportazione illusori, basati su prodotti a basso margine di valore aggiunto, che sono stati prontamente occupati e fagocitati dai paesi emergenti.
    Oltre a questo si sono create cosi anche le premesse per la crisi fiscale dello stato, in quanto i redditi ottenuti da queste esportazioni sono stati lasciati indenni da un accorto prelievo fiscale, che si è vieppiù concentrato sui ceti con redditi da lavoro. Inoltre anni di politiche a favore di un blocco sociale ben preciso, che ha avuto come massimo sponente B. Hanno creato la follia di imposte indirette che oggi affama il popolo. Altro che moneta. Che anche questo blocco sociale oggi affoghi è solo una prova della loro insipienza storicamente accertata.

  • Georgejefferson

    Falso.tutte opinioni tue,ed anche alquanto qualunquiste,siccome c’e’ del marcio,tutto marcio,svalutare moneta=brutto…svalutare i salarie diritti=meglio…giusto?

  • Georgejefferson

    Aristide,economista di sinistra disse:caro Alberto(bagnai), i costi dell’euro,sono noti, tutti i manuali li illustrano. Li vedevano anche i politici, ma non potevano spiegarli agli elettori: se avessero confrontato costi e benefici non avrebbero mai accettato l’euro. Tenendo gli elettori all’oscuro abbiamo potuto agire, mettendoli in una impasse dalla quale non potranno uscire che decidendo di fare la cosa giusta, cioè di andare avanti verso la totale unione, fiscale e politica, dell’Europa.”Insomma: “il popolo non sa quale sia il suo interesse: per fortuna a sinistra lo sappiamo e lo faremo contro la sua volontà”. Ovvero: so che non sai nuotare e che se ti getto in piscina affogherai, a meno che tu non “decida liberamente” di fare la cosa giusta: imparare a nuotare.Decisione che prenderai dopo un leale dibattito,
    basato sul fatto che ti arrivo alle spalle e ti spingo in acqua. Bella democrazia in un intellettuale di sinistra!

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    Theo Weigel, ministro delle finanze tedesco, ha dichiarato PUBBLICAMENTE di aver voluto l’Euro in questo modo e senza salvaguardie per nessuno

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    Mario Monti intervista a piazza pulita.La Germania è un grande beneficiario dell’integrazione europea, hanno un grande mercato europeo a disposizione nel quale i

    singoli paesi non possono più svalutare. Io non voglio neanche citare questi scenari, ma se per esempio l’Italia dovesse uscire dall’euro e riacquistare libertà sul

    proprio tasso di cambio e la lira si svalutasse, sarebbe un grosso problema per le esportazioni tedesche

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    commento di Vincenzo Visco sui conti truccati affinché l’Italia entrasse nell’Euro….. “Un’Italia fuori dall’euro, visto il nostro apparato industriale, poteva fare

    paura a molti, incluse Francia e Germania che temevano le nostre esportazioni prezzate in lire. Ma Berlino ha consapevolmente gestito la globalizzazione: le serviva un

    euro deprezzato, così oggi è in surplus nei confronti di tutti i paesi.Era un disegno razionale, serviva l’Italia dentro la moneta unica proprio perché era debole. In

    cambio di questo vantaggio sull’export la Germania avrebbe dovuto pensare al bene della zona euro nel suo complesso…non mi pare lo abbia fatto”

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    «Ma cosa crede, la plebaglia europea: che l’euro l’abbiamo creato per la loro felicità?». Parole, testuali, dell’economista francese Jacques Attali, gran maestro –

    insieme a Jacques Délors – di leader storici del centrosinistra italiano, come Massimo D’Alema. A raccontare lo sconcertante aneddoto è Alain Parguez, già consigliere

    di François Mitterrand.

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    Da Bagnai(economista)….Attali, ha anche lui partecipato, in quota Mitterand, alla costruzione di questa catastrofe annunciata,Non sense economico dotato però di un

    ben preciso senso politico: la rivincita del capitale sul lavoro, con la compressione dei salari e l’espansione della disuguaglianza, come ci indicano i dati e tanti

    studi scientifici
    Lui che ha scritto il Trattato di Maastricht, ci dice che in effetti il metodo seguito non è stato democratico, ma che questo era essenziale per costringere gli

    elettori ad andare verso il famoso “più Europa”.

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    Non abbiamo idea, dice Parguez,gia consigliere economico di Mitterrand, di quanto gli “inventori” dell’euro odiassero l’Italia e la vitalità creativa della sua

    economia, capace di rivaleggiare con la Germania dopo aver surclassato, in molti settori, grandi potenze come Francia e Gran Bretagna.

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    DER SPIEGEL (13/06/2012):
    Con un’uscita dall’Euro e un taglio netto dei debiti la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra invece inizierebbe proprio allora. Una gran parte del

    settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente perché si dovrebbe ricapitalizzare il

    settore bancario e investire ancora centinaia di miliardi per le perdite dovute al sistema dei pagamenti target 2 intraeuropei. E chi crede che non vi saranno allora

    dei rifiuti tra i paesi europei, non s’immagina neanche cosa possa accadere durante una crisi economica così profonda. Un’uscita dall’euro da parte dell’Italia

    danneggerebbe probabilmente molto più noi che non l’Italia stessa e questo indebolisce indubbiamente la posizione della Germania nelle trattative. Non riesco ad

    immaginarmi che in Germania a parte alcuni professori di economia statali e in pensione qualcuno possa avere un Interesse a un crollo dell’euro.

    http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/euro-krise-der-euro-zone-droht-der-kollaps-a-838581.html

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    La costruzione europea é una rivoluzione, anche se i rivoluzionari non sono dei cospiratori pallidi e magri, ma degli impiegati, dei funzionari, dei banchieri e dei

    professori. L’Europa non nasce da un movimento democratico. Essa si crea seguendo un metodo che potremmo definire con il termine di dispotismo illuminato.
    tommaso padoa-schioppa.estratto da un articolo intitolato “gli insegnamenti dell’avventura europea”, apparso sulla rivista francese “commentaire” n. 87, autunno

    1999.Economista e politico,ha fatto parte delle più alte istituzioni finanziarie italiane (banca d’italia) ed europee (commissione e bce).Convinto europeista, ha fatto

    parte del comitato delors che ha disegnato la strada per la creazione della moneta unica.Poi ministro dell’economia e delle finanze nel governo prodi ii e dirigente

    del fondo monetario internazionale.

    http://www.pmcouteaux.org/cabris/cabris2.html

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    la percezione generale è che lo stato tedesco è quello che sta aiutando i paesi periferici dell’euro non riflette la realtà. Sta succedendo il contrario. Oggi c’è un

    gran flusso di capitali di questi ultimi paesi alla Germania. E il presunto “aiuto” alle banche spagnole, come indicato da Peter Bofinger in un’intervista a Die

    Spiegel (Chatterjee, Pratap, Bailing Out Germany: The Story Behind The European Financial Crisis), “questo non è un aiuto a questi paesi, ma alle nostre stesse banche,

    che hanno un sacco di debito privato in questi paesi”. Questo signore è consigliere economico della signora Merkel. Nel frattempo, la Deutsche Bank e la Commerzbank,

    due delle principali banche tedesche e che hanno ottenuto grandi profitti prestando denaro alle banche spagnole, hanno avuto i migliori benefici negli ultimi cinque

    anni.

    Fonte: http://www.vnavarro.org/wp-content/uploads/2012/07/es-la-economia-alemana-un-ejemplo-para-el-resto-de-paises-de-la-eurozona-vdef-170712blog.pdf

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    “Sono sicuro che l’euro obblighera ad introdurre una nuova serie di strumenti di politica economica.E ‘politicamente impossibile proporli ora. Ma un giorno ci sarà una

    crisi e nuovi strumenti saranno creati

    Romano Prodi, EU Comm. Pres. Financial Times, 4 Dec 2001

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    “In Europa i tecnocrati al potere non devono lasciare il continente sull’orlo dell’abisso per avere lo strumento con cui strappare ai governi le riforme che vogliono”

    T. GEITHNER segretario al tesoro US parlando della situazione EU, preoccupato dai contraccolpi che questo assurdo POLITICO potrebbe avere sulla campagna elettorale.

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    le parole dell’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl , colui che si adoperò con tutte le sue forze affinché l’Italia entrasse nella prima tranche dell’euro. Egli, che

    aveva certamente una faccia più sveglia di quella di Prodi e Ciampi, nel 1996 affermò: “un’Italia fuori dall’euro farebbe una concorrenza rovinosa all’industria

    tedesca. L’Italia deve quindi essere subito parte dell’euro, alle stesse condizioni degli altri partner”.

    http://icebergfinanza.finanza.com/2012/02/29/germania-grazie-di-tutto-quello-che-fai-per-noi/

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    Il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble in un’intervista afferma a chiare lettere che “la Germania trae vantaggio dalla moneta comune più di ogni altro paese”.

    http://pubblicogiornale.it/la-germania-comincia-a-fare-i-conti-con-la-fine-delleuro/2012-07-29

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    L’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ammetteva in un’intervista, poco prima della sua morte, che “l’organizzazione politica più antidemocratica che

    esiste oggi al mondo è l’Unione Europea. (…) se uno stato sovrano si fosse dato un’organizzazione istituzionale come quella dell’UE saremmo scesi tutti quanti in

    piazza. Armati.”

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    A “Prima pagina” su Radio3, 21/07/2012, Andrea Cangini racconta che alla vigilia del trattato di Maastricht Cossiga chiese all’allora governatore Bankitalia Carli e al

    ministro degli esteri De Michelis se l’Italia era pronta per firmarlo e onorarlo. La risposta unanime dei due fu che sarebbe stato un mezzo disastro, ma che non

    avevamo alternative perché, in buona sostanza, l’Italia aveva bisogno di un vincolo esterno per mettere a posto i suoi conti. Il giornalista non cita però le fonti.

    (minuto 30′):

    http://www.radio.rai.it/podcast/A42485010.mp3

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    Jacques Attali(CONSIGLIERE DI MITTERRAND E UNO DEI PADRI FONDATORI DELL’EURO:

    “Era evidente, e tutti coloro che hanno partecipato a questa storia lo sanno, quando abbiamo fatto l’euro, sapevamo che sarebbe scomparso entro 10 anni senza un

    federalismo buggettario. Vale a dire con eurobond, ma anche con una tassa europea, e il controllo del deficit. Noi lo sapevamo. Perché la storia lo dimostra. Perché

    non c’è nessuna zona monetaria che sopravviva senza un governo federale … Tutti sapevamo che questa crisi sarebbe arrivata.”

    http://www.youtube.com/watch?v=OK169nietfk&feature=player_embedded

    «Abbiamo minuziosamente “dimenticato” di includere l’articolo per uscire da Maastricht.. In primo luogo, tutti coloro, e io ho il privilegio di averne fatto parte, che

    hanno partecipato alla stesura delle prime bozze del Trattato di Maastricht, hanno, ci siamo incoraggiati a fare in modo che uscirne … sia impossibile. Abbiamo

    attentamente “dimenticato” di scrivere l’articolo che permetta di uscirne.
    Non è stato molto democratico, naturalmente, ma è stata un’ottima garanzia per rendere le cose più difficili, per costringerci ad andare avanti.

    http://www.youtube.com/watch?v=jXBLvGuNVuU&feature=player_embedded

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    Delors: francesi fate attenzione, se bocciate l’ Europa mi dimetto
    c’ e’ una volonta’ di drammatizzazione da parte dei dirigenti CEE al fine di scuotere l’ elettorato francese e indurlo a respingere l’ offensiva degli oppositori del

    trattato di Maastricht

    http://archiviostorico.corriere.it/1992/settembre/02/Delors_francesi_fate_attenzione_bocciate_co_0_9209029643.shtml

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    ROMA – Un anno dalla svalutazione: parla il rettore della Bocconi, Mario Monti. Professore, provi a fare un bilancio e a individuare cosa può accadere
    Il 13 settembre 1992, quando Amato annunciò la svalutazione in Tv, sembrava un fatto essenzialmente italiano mentre in effetti è stato di portata più generale. Questo

    può arrecare consolazione.Potremmo dire: “non siamo stati gli unici a saltare, ma anzi siamo stati i primi a vedere la strada da seguire”.
    Però può anche portare a considerazioni più preoccupate su come altri paesi stanno cercando di reagire alla crisi dello Sme e come noi stiamo cercando di reagire”.
    In che senso?“Nel senso che vi è una tendenza in Italia a considerare la svalutazione come uno degli elementi positivi del nuovo panorama, anche da parte di coloro che

    fino al 13 settembre scorso si erano pronunciati a favore del mantenimento del cambio. Io sono tra questi e perciò mi sono chiesto ogni tanto in che cosa fosse giusta

    e in che sbagliata la posizione che poi è stata smentita dai fatti”.E che risposte si è dato?“Un punto dove certamente ho visto male riguarda le conseguenze

    inflazionistiche. Perché l’ inflazione è bassa….

    ___________________________________________________________________________________________________________________________

    (Federico Rampini)”Perché la Commissione europea ha accettato di diventare il capro espiatorio su cui scaricare l’impopolarità dei sacrifici?”
    Risposta di Monti: “Perché, tutto sommato, alle istituzioni europee interessava che i Paesi facessero politiche di risanamento. E hanno accettato l’onere

    dell’impopolarità ESSENDO PIU’ LONTANE, PIU’ AL RIPARO, DAL PROCESSO ELETTORALE. Solo che questo un po’ per volta ha reso grigia e poi nera l’immagine dell’Europa

    presso i cittadini.La minaccia esterna di oggi si chiama concorrenza. Questo è un fattore potente di spinta per l’integrazione, anche se l’Europa reagisce troppo

    lentamente a questa minaccia.Un altro fenomeno che viene percepito come minaccia esterna, e che sta spingendo l’Europa verso una maggiore integrazione, è la minaccia

    immigrazione.QUINDI LE PAURE SONO STATE ALL’ORIGINE DELL’INTEGRAZIONE, LE PAURE HANNO CAMBIATO NATURA, PERO’ RIMANGONO TRA I MOTORI DELL’INTEGRAZIONE”.
    Sull’indipendenza della banca centrale (fu Monti il relatore del rapporto sull’indipendenza della Banca d’Italia sulla cui base Andreatta decise il divorzio!!):
    “Il rapporto fra democrazia e Banca Centrale è come un deposito che la politica fa in un luogo di lunga durata a cui affida in custodia valori che ritiene importanti.

    La stessa politica sa che questi valori saranno meglio tutelati, se affidati a qualcuno che può permetterselo trovandosi AL RIPARO DAL PROCESSO ELETTORALE”.
    Giornalista: “Quali sono gli interventi prioritari perché il Mezzogiorno non resti ai margini dell’Europa?”. Risposta di Monti: “[…] La flessibilità, nel senso di

    mercati meno sclerotizzati. In particolare, un mercato del lavoro che consenta alle retribuzioni di essere più basse rispetto alle aree maggiori sono i livelli di

    produttività e il costo della vita”.

  • RicBo

    io il cappio al collo ce l’ho eccome, semplicemente non credo che una teoria monetaria DA SOLA possa cambiare le cose, tantomeno se per capirla devo partecipare ad una baracconata e pagare pure 40 euro.

  • mincuo

    Caro Cataldo. Non c’è nessuno che “gioca” con le svalutazioni “monetarie”. Tutte le economie si portano a un livello di equilibrio, quando hanno una moneta. Che rispecchia il loro PPP, la loro struttura industriale ecc. e si chiama term of trade. Se non hai quello cioè non hai una moenta tua (e quella se la tengono tutti quelli non fessi, come USA, UK, Norvegia, Giappone, Cina ecc…) allora non è che non succede nulla. SUCCEDE. E siccome DEVI PORTARTI al term of trade E NON POTENDO tu svalutare PERCHE’ NON HAI UNA MONETA, allora SVALUTI INTERNAMENTE ed è quello CHE STAI FACENDO. In Gercia, Spagna , Italia, Portogallo ecc..
    E cioè SVALUTI salari, stipendi, tutele, e in più aggiungi tasse su tasse, ma siccome queste avvitano economia allora tagli di più salari stipendi, tutele, ma siccome questo avvita economia allora aumenti tasse ecc….
    C’è chi gioca: su due fronti: uno è sulla pelle della gente (e il suo scopo è tagliare costi) e l’altro sulla sua testa di caxxo della medesima che non capisce queste cose elementari.

  • gattocottero

    La situazione è questa: nel quadro di un accordo tra le parti, vi è una costante e continua competizione tra le parti stesse.

    In altre parole, l’accordo c’è ma è solo finalizzato a perseguire l’obiettivo comune ossia di schiavizzare i popoli europei attraverso l’EURO Si tratta quindi di una “coalizione forzata”, tutti insieme contro il cittadino, ma in realtà ciascuna delle parti contraenti tale accordo non vuole dividere il potere esercitato sugli schiavi con altri.

    Sono cioè FORZATI ALL’ACCORDO, ma se potessero si farebbero fuori l’un l’altro più che volentieri.

    Ecco così spiegati gli scontri tra queste parti nonostante esse contemporaneamente perseguano un comune obiettivo ergo quello di schiavizzarci tutti.

  • Lewis

    Nel periodo della guerra l’Opus Dei avrà avuto sì e no una ventina di membri, tutti in Spagna. Per fantasia hai stravinto su Barnard.

  • bysantium

    Giancarlo, scusa il ritardo, ( ero impegnato a tenere a freno alcune diecine di milioni di rivoluzionari ) ma voglio ringraziarti per aver risposto esattamente come avrei fatto io.

  • RicBo

    Il problema fra quelli come Cataldo e quelli come Mincuo, è che il dialogo si svolge su due piani completamente differenti. Nei loro mondi di riferimento le argomentazioni che usano sono validissime. Purtroppo questi mondi non si incontrano. E intanto una parte dell’europa precipita in una povertà atroce come non si vedeva dagli anni 30 del 900.

  • mincuo

    Non conosco Cataldo e nemmeno RicBo e non soo di che mondi si parli. Io ho le idee chiarissime. Su CHI, COSA, COME e PERCHE’. Ma non da oggi, dal 1990. “Imperocchè” mi sono attrezzato per tempo. Le favole vanno bene per la truppa. E sooprattutto i gullible gojim naturalmente.

  • tania

    “illuminismo” deriva da “lumi della ragione” , non da “illuminati” . E il liberalismo mercantile ha più che altro a che fare con l’empirismo inglese : perchè tra i pensatori dell’era dei lumi c’era anche chi come Rousseau , come è noto , era spinto da forti ideali egualitari . In ogni caso l’istituzionalizzazione della proprietà privata , della mercificazione capitalista eccetera è un processo che inizia a prendere piede prima dell’epoca dei lumi ( pensiamo alle recinzioni iniziate sotto i Tudor ) e che in ogni caso non si può imputare certo alla separazione della fede dalla ragione eccetera ma nemmeno ai fisiocratici .

  • Tao

    Theo Weigel, ministro delle finanze tedesco, ha dichiarato PUBBLICAMENTE di aver voluto l’Euro in questo modo e senza salvaguardie per nessuno

    Mario Monti intervista a piazza pulita.La Germania è un grande beneficiario dell’integrazione europea, hanno un grande mercato europeo a disposizione nel quale i singoli paesi non possono più svalutare. Io non voglio neanche citare questi scenari, ma se per esempio l’Italia dovesse uscire dall’euro e riacquistare libertà sul proprio tasso di cambio e la lira si svalutasse, sarebbe un grosso problema per le esportazioni tedesche

    commento di Vincenzo Visco sui conti truccati affinché l’Italia entrasse nell’Euro….. “Un’Italia fuori dall’euro, visto il nostro apparato industriale, poteva fare paura a molti, incluse Francia e Germania che temevano le nostre esportazioni prezzate in lire. Ma Berlino ha consapevolmente gestito la globalizzazione: le serviva un euro deprezzato, così oggi è in surplus nei confronti di tutti i paesi.Era un disegno razionale, serviva l’Italia dentro la moneta unica proprio perché era debole. In cambio di questo vantaggio sull’export la Germania avrebbe dovuto pensare al bene della zona euro nel suo complesso…non mi pare lo abbia fatto”

    «Ma cosa crede, la plebaglia europea: che l’euro l’abbiamo creato per la loro felicità?». Parole, testuali, dell’economista francese Jacques Attali, gran maestro – insieme a Jacques Délors – di leader storici del centrosinistra italiano, come Massimo D’Alema. A raccontare lo sconcertante aneddoto è Alain Parguez, già consigliere di François Mitterrand.

    Da Bagnai(economista)….Attali, ha anche lui partecipato, in quota Mitterand, alla costruzione di questa catastrofe annunciata,Non sense economico dotato però di un ben preciso senso politico: la rivincita del capitale sul lavoro, con la compressione dei salari e l’espansione della disuguaglianza, come ci indicano i dati e tanti studi scientifici Lui che ha scritto il Trattato di Maastricht, ci dice che in effetti il metodo seguito non è stato democratico, ma che questo era essenziale per costringere gli elettori ad andare verso il famoso “più Europa”.

    Non abbiamo idea, dice Parguez,gia consigliere economico di Mitterrand, di quanto gli “inventori” dell’euro odiassero l’Italia e la vitalità creativa della sua economia, capace di rivaleggiare con la Germania dopo aver surclassato, in molti settori, grandi potenze come Francia e Gran Bretagna.

    DER SPIEGEL (13/06/2012): Con un’uscita dall’Euro e un taglio netto dei debiti la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra invece inizierebbe proprio allora. Una gran parte del settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente perché si dovrebbe ricapitalizzare il settore bancario e investire ancora centinaia di miliardi per le perdite dovute al sistema dei pagamenti target 2 intraeuropei. E chi crede che non vi saranno allora dei rifiuti tra i paesi europei, non s’immagina neanche cosa possa accadere durante una crisi economica così profonda. Un’uscita dall’euro da parte dell’Italia danneggerebbe probabilmente molto più noi che non l’Italia stessa e questo indebolisce indubbiamente la posizione della Germania nelle trattative. Non riesco ad immaginarmi che in Germania a parte alcuni professori di economia statali e in pensione qualcuno possa avere un Interesse a un crollo dell’euro. http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/euro-krise-der-euro-zone-droht-der-kollaps-a-838581.html

    La costruzione europea é una rivoluzione, anche se i rivoluzionari non sono dei cospiratori pallidi e magri, ma degli impiegati, dei funzionari, dei banchieri e dei professori. L’Europa non nasce da un movimento democratico. Essa si crea seguendo un metodo che potremmo definire con il termine di dispotismo illuminato. tommaso padoa-schioppa.estratto da un articolo intitolato “gli insegnamenti dell’avventura europea”, apparso sulla rivista francese “commentaire” n. 87, autunno 1999.Economista e politico,ha fatto parte delle più alte istituzioni finanziarie italiane (banca d’italia) ed europee (commissione e bce).Convinto europeista, ha fatto parte del comitato delors che ha disegnato la strada per la creazione della moneta unica.Poi ministro dell’economia e delle finanze nel governo prodi ii e dirigente del fondo monetario internazionale.

    http://www.pmcouteaux.org/cabris/cabris2.html

    la percezione generale è che lo stato tedesco è quello che sta aiutando i paesi periferici dell’euro non riflette la realtà. Sta succedendo il contrario. Oggi c’è un gran flusso di capitali di questi ultimi paesi alla Germania. E il presunto “aiuto” alle banche spagnole, come indicato da Peter Bofinger in un’intervista a Die Spiegel (Chatterjee, Pratap, Bailing Out Germany: The Story Behind The European Financial Crisis), “questo non è un aiuto a questi paesi, ma alle nostre stesse banche, che hanno un sacco di debito privato in questi paesi”. Questo signore è consigliere economico della signora Merkel. Nel frattempo, la Deutsche Bank e la Commerzbank, due delle principali banche tedesche e che hanno ottenuto grandi profitti prestando denaro alle banche spagnole, hanno avuto i migliori benefici negli ultimi cinque anni.

    Fonte: http://www.vnavarro.org/wp-content/uploads/2012/07/es-la-economia-alemana-un-ejemplo-para-el-resto-de-paises-de-la-eurozona-vdef-170712blog.pdf

    “Sono sicuro che l’euro obblighera ad introdurre una nuova serie di strumenti di politica economica.E ‘politicamente impossibile proporli ora. Ma un giorno ci sarà una crisi e nuovi strumenti saranno creati

    Romano Prodi, EU Comm. Pres. Financial Times, 4 Dec 2001

    “In Europa i tecnocrati al potere non devono lasciare il continente sull’orlo dell’abisso per avere lo strumento con cui strappare ai governi le riforme che vogliono” T. GEITHNER segretario al tesoro US parlando della situazione EU, preoccupato dai contraccolpi che questo assurdo POLITICO potrebbe avere sulla campagna elettorale.

    le parole dell’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl , colui che si adoperò con tutte le sue forze affinché l’Italia entrasse nella prima tranche dell’euro. Egli, che aveva certamente una faccia più sveglia di quella di Prodi e Ciampi, nel 1996 affermò: “un’Italia fuori dall’euro farebbe una concorrenza rovinosa all’industria tedesca. L’Italia deve quindi essere subito parte dell’euro, alle stesse condizioni degli altri partner”.

    http://icebergfinanza.finanza.com/2012/02/29/germania-grazie-di-tutto-quello-che-fai-per-noi/

    Il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble in un’intervista afferma a chiare lettere che “la Germania trae vantaggio dalla moneta comune più di ogni altro paese”. http://pubblicogiornale.it/la-germania-comincia-a-fare-i-conti-con-la-fine-delleuro/2012-07-29

    L’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ammetteva in un’intervista, poco prima della sua morte, che “l’organizzazione politica più antidemocratica che esiste oggi al mondo è l’Unione Europea. (…) se uno stato sovrano si fosse dato un’organizzazione istituzionale come quella dell’UE saremmo scesi tutti quanti in piazza. Armati.”

    A “Prima pagina” su Radio3, 21/07/2012, Andrea Cangini racconta che alla vigilia del trattato di Maastricht Cossiga chiese all’allora governatore Bankitalia Carli e al ministro degli esteri De Michelis se l’Italia era pronta per firmarlo e onorarlo. La risposta unanime dei due fu che sarebbe stato un mezzo disastro, ma che non avevamo alternative perché, in buona sostanza, l’Italia aveva bisogno di un vincolo esterno per mettere a posto i suoi conti. Il giornalista non cita però le fonti.

    (minuto 30′):

    http://www.radio.rai.it/podcast/A42485010.mp3

    Jacques Attali(CONSIGLIERE DI MITTERRAND E UNO DEI PADRI FONDATORI DELL’EURO: “Era evidente, e tutti coloro che hanno partecipato a questa storia lo sanno, quando abbiamo fatto l’euro, sapevamo che sarebbe scomparso entro 10 anni senza un federalismo buggettario. Vale a dire con eurobond, ma anche con una tassa europea, e il controllo del deficit. Noi lo sapevamo. Perché la storia lo dimostra. Perché non c’è nessuna zona monetaria che sopravviva senza un governo federale … Tutti sapevamo che questa crisi sarebbe arrivata.”

    http://www.youtube.com/watch?v=OK169nietfk&feature=player_embedded

    «Abbiamo minuziosamente “dimenticato” di includere l’articolo per uscire da Maastricht.. In primo luogo, tutti coloro, e io ho il privilegio di averne fatto parte, che hanno partecipato alla stesura delle prime bozze del Trattato di Maastricht, hanno, ci siamo incoraggiati a fare in modo che uscirne … sia impossibile. Abbiamo attentamente “dimenticato” di scrivere l’articolo che permetta di uscirne. Non è stato molto democratico, naturalmente, ma è stata un’ottima garanzia per rendere le cose più difficili, per costringerci ad andare avanti.

    http://www.youtube.com/watch?v=jXBLvGuNVuU&feature=player_embedded

    Delors: francesi fate attenzione, se bocciate l’ Europa mi dimetto c’ e’ una volonta’ di drammatizzazione da parte dei dirigenti CEE al fine di scuotere l’ elettorato francese e indurlo a respingere l’ offensiva degli oppositori del trattato di Maastrichtv

    http://archiviostorico.corriere.it/1992/settembre/02/Delors_francesi_fate_attenzione_bocciate_co_0_9209029643.shtml

    ROMA – Un anno dalla svalutazione: parla il rettore della Bocconi, Mario Monti. Professore, provi a fare un bilancio e a individuare cosa può accadere Il 13 settembre 1992, quando Amato annunciò la svalutazione in Tv, sembrava un fatto essenzialmente italiano mentre in effetti è stato di portata più generale. Questo può arrecare consolazione.Potremmo dire: “non siamo stati gli unici a saltare, ma anzi siamo stati i primi a vedere la strada da seguire”. Però può anche portare a considerazioni più preoccupate su come altri paesi stanno cercando di reagire alla crisi dello Sme e come noi stiamo cercando di reagire”. In che senso?“Nel senso che vi è una tendenza in Italia a considerare la svalutazione come uno degli elementi positivi del nuovo panorama, anche da parte di coloro che fino al 13 settembre scorso si erano pronunciati a favore del mantenimento del cambio. Io sono tra questi e perciò mi sono chiesto ogni tanto in che cosa fosse giusta e in che sbagliata la posizione che poi è stata smentita dai fatti”.E che risposte si è dato?“Un punto dove certamente ho visto male riguarda le conseguenze inflazionistiche. Perché l’ inflazione è bassa….

    (Federico Rampini)”Perché la Commissione europea ha accettato di diventare il capro espiatorio su cui scaricare l’impopolarità dei sacrifici?” Risposta di Monti: “Perché, tutto sommato, alle istituzioni europee interessava che i Paesi facessero politiche di risanamento. E hanno accettato l’onere dell’impopolarità ESSENDO PIU’ LONTANE, PIU’ AL RIPARO, DAL PROCESSO ELETTORALE. Solo che questo un po’ per volta ha reso grigia e poi nera l’immagine dell’Europa presso i cittadini.La minaccia esterna di oggi si chiama concorrenza. Questo è un fattore potente di spinta per l’integrazione, anche se l’Europa reagisce troppo lentamente a questa minaccia.Un altro fenomeno che viene percepito come minaccia esterna, e che sta spingendo l’Europa verso una maggiore integrazione, è la minaccia immigrazione.QUINDI LE PAURE SONO STATE ALL’ORIGINE DELL’INTEGRAZIONE, LE PAURE HANNO CAMBIATO NATURA, PERO’ RIMANGONO TRA I MOTORI DELL’INTEGRAZIONE”. Sull’indipendenza della banca centrale (fu Monti il relatore del rapporto sull’indipendenza della Banca d’Italia sulla cui base Andreatta decise il divorzio!!): “Il rapporto fra democrazia e Banca Centrale è come un deposito che la politica fa in un luogo di lunga durata a cui affida in custodia valori che ritiene importanti. La stessa politica sa che questi valori saranno meglio tutelati, se affidati a qualcuno che può permetterselo trovandosi AL RIPARO DAL PROCESSO ELETTORALE”. Giornalista: “Quali sono gli interventi prioritari perché il Mezzogiorno non resti ai margini dell’Europa?”. Risposta di Monti: “[…] La flessibilità, nel senso di mercati meno sclerotizzati. In particolare, un mercato del lavoro che consenta alle retribuzioni di essere più basse rispetto alle aree maggiori sono i livelli di produttività e il costo della vita”.

    Georgejefferson

  • EasyGoing

    Grande articolo da tappezzare le citta’,
    ecco la risposta di uno dei tuoi 300 nelle Marche

    Al minuto 9.35 MMT su TG3 Marche

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ea33e136-70df-4bf9-875c-c64550c57b84-tgr.html#p=0

  • bysantium

    Infatti illuminati era fra virgolette e con questo, se leggi il resto del mio post, intendevo ovviamente gli intellettuali dell’epoca che popolavono i salotti e le società segrete.
    E’ altrettanto evidente che l’incubatoio del liberalismo è molto più lungo – anche il comunismo, per es. , non nasce nell’ottobre del 1917, così come il fascismo con la marcia su Roma – ampio e variegato.
    Ma è altrettanto indubbio che la grande rivoluzione, e di questo si parlava , ha sdoganato/legittimato definitivamente la supremazia dell’economico.
    Con la Rivoluzione francese , il prestito ad interesse diventa interamente libero ed appaiono un gran numero di banche, dotate di fondi considerevoli provenienti soparattutto dalla speculazione sui beni nazionali.
    A quel punto, il capitalismo spicca definitivamente il volo.

  • Cataldo

    Trovo l’acrimonia dei commenti pari alla presunzione, inferire che per me sia tutto marcio etc etc, affeto dalla misteriosa malattia del qualunquismo, e questo dalle poche righe che ho scritto mi sembra avventato.
    Il problema, cari amici che ringrazio per lo sprone a scrivere, è che vi basate su una realtà economica che date per scontata, vi agitate nell’acquario ideologico corrente, ma non è pescando li che si trovino soluzioni praticabili.
    Addirittura si evoca il fantasma del “libero mercato della moneta” che è qualcosa di metafisico, al livello delle apparizioni della Madonna. Eppure basterebbe una rapida scora a cosa è stato il mercato dei cambi nel dopoguerra, per concludere che non vi sia stato niente di simile ad una fluttuazione libera, ma solo la risposta a parametri delineati da precise impostazioni politiche, come la fine della convertibilità, o le bande di oscillazione od altre determinazioni apodittiche del cambio.
    La svalutazione della moneta come via facile alle esportazioni non è una politica finita secondo una opinione, è semplicemnte una evenienza della domanda aggregata internazionale, e del ritorno della manifattura orientale al dominio dei mercati, dopo secoli, visto che la rivoluzione digitale ha annientato le barriere all’entrata tecnologiche e contemporaneamente i capitali globalizzati hanno preso a convergere verso attrattori sovranazionali svincolati dal controllo statuale.

    La Germania ha avuto per decenni il super marco, secondo voi avrebbe dovuto incorrere in una crisi epocale. Inoltre continuate ad affermare contemporaneamente che l’euro forte ha distrutto la nostra economia, per dire alla riga dopo che l’euro debole ha favorito la Germania, ma l’euro è uno per tutti quelli che lo vedono dall’esterno.

    Ma vedo che mi citi anche il segretario del Tesoro USA, sull’Euro, una fonte di certa neutralità e competenza.

    Il nodo centrale di ogni politica economica che sia di reale interesse per i cittadini deve mirare a riportare l’estrazione di valore finanziaria ad una prospettiva sostenibile. Questa è l’emergenza.
    Poi possiamo parlare di cosa significhi una democrazia rappresentativa nel mondo digitale, nell’era del “controllo”, ma siamo su una prospettiva non operativa, Barnard invece esplicitamente si vuole porre alla base di scelte nella politica del possibile, vuole essere attuale, anzi urgente, ma si carica dietro arnesi ormai sputtanati dall’evoluzione sul terreno della contingenza.
    Inoltre il fallimento di queste politiche è sotto gli occhi di tutti, a volerlo vedere.
    Nel 2008, spinto dalla partecipazione alle discussioni su petrolio.blogosfere, ho fatto un piccolo studio originale, tanto per dire che non mi nutro delle pappe pronte alla greppia del mainstream, per valutare il peso e la qualità dello scambio commerciale USA, negli ultimi anni precedenti quella data, l’indebolimento del dollaro, mi doveva dare, secondo voi, un riallenamento delle esportazioni del glorioso MADE IN USA, ma è stata una delusione, avanzano solo i semilavorati, a basso valore aggiunto e assorbenti economie esterne, la forbice sulle tecologie spinte iampiamente in terreno negativo, etc etc.
    Spero di trovare il tempo per riprendere le carte oggi, e fare una analisi delle loro esportazioni, cosi magari riprendiamo a discutere su qualcosa di concreto, visto che da allora il potere di acquisto del dollaro non è certo aumentato, ad esempio un’oncia di oro oggi costa il doppio, in dollari ….
    Intanto vi saluto.

  • Cataldo

    Scusate la scrittura refusionaria.

  • Cataldo

    Intanto farei notare che se si svaluta la moneta i redditi da lavoro perdono comunque potere di acquisto, in misura non certo inferiore alla svalutazione che citi, visto che per avere un vantaggio competitivo si apprezzebbero tutte le componenti di costo esterne al sistema, che vantaggio avrebbero, quanto salario andrebbe in costo benzina, ad esempio, visto che il petrolio lo dovremmo comprare sempre fuori, tra l’altro a condizioni peggiori di prima, grazie alla nostra minorità politica di ascari imperiali ??
    Io c’ero negli anni dell’inflazione a doppia cifra, figlia delle politiche di svalutazione della moneta di cui tanto parlate, non mi sembravano tempi buoni per i lavoratori, tanto che si innescarono potenti lotte sindacali per difendere il potere di acquisto, con conseguente spirale inflazionistica.
    La verità è che si continua a menar il can per l’aia senza affrontare i nodi veri.
    La redistribuzione è indispensabile per un sistema economico in grado di superare la crisi, cosi come bisogna tagliare le zanne ai parassiti della finanza. Su questo punto la svalutazione della moneta è una politica nella migliore delle ipotesi neutra, stante che ormai il potere dei lavoratori è stato eroso alle fondamenta e non è in grado di accendere rapidamente l’inflazione, sicuramente non è proattiva.

  • Georgejefferson

    appena ho tempo confuto tutto dalla prima all’ultima righa,ti ringrazio anticipatamente se manteniamo un approccio civile e rispettoso

  • mincuo

    Fai notare male. Il PPP non c’entra nulla.

  • mincuo

    Mancano proprio le basi. Secondo lei un Cinese con 1000 USD (che è stipendio di un extra-top dirigente, il doppio di un dirigente) se la passa male? No proprio. Eppure farebba la fame qui, pensione minima a 700 EUR.
    Mancano proprio le basi.

  • Iacopo67

    Cataldo, alcune cose che dici vanno bene, ridistribuzione, tagliare le zanne.. va bene.
    Però mi sembra che non hai le idee chiare sulla moneta;
    svalutazione e inflazione non sono strettamente correlate, sono due cose un pò diverse. Quando svalutammo la lira nel ’92, l’inflazione non aumentò. Oppure vedi l’Argentina quando si svincolò dal dollaro. Di regola l’inflazione dovrebbe essere abbastanza più contenuta della svalutazione.
    Sicchè svalutare non deve fare paura.
    Anche perchè tieni conto che qui non è che si desidera avere una moneta debole, ma semplicemente una moneta “giusta”, che non sia nè debole ma neanche troppo forte, perchè questo è quello che consente nel modo più indolore di mantenere un equilibrio delle partite correnti con l’estero.