La papeetizzazione della crisi e il governo Ursula

La papeetizzazione della crisi e il governo Ursula

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il giocattolo si è rotto ed era molto probabile che dovesse accadere a breve termine. Infatti la crisi non è arrivata per caso, ma volutamente pianificata da Salvini, iniziata già da alcuni mesi per la conflittualità interna al governo, quando i 5S hanno iniziato a inciuciare in Europa col PD, a criticare Salvini sui migranti lasciati ad arrostire in mezzo al mare, sulla sua linea considerata inaspettatamente troppo dura verso le Ong, dopo mesi e mesi in cui si erano completamente zerbinati nei confronti del Capitano.

Ora molte cose sono cambiate, qualcosa si è rotto, e soprattutto in autunno ci sarà da affrontare una manovra finanziaria lacrime e sangue, perché sotto i diktat della rigidità economica imposta dal pareggio di bilancio, non ci sono molti margini di sopravvivenza, e Salvini, trionfante nei sondaggi, vuole passare all’incasso, così da rafforzare la sua posizione dominante senza accollarsi tutta la responsabilità della manovra. L'escalation della crisi ha seguito una pianificazione ben precisa, soprattutto dopo che gli attacchi contro Salvini da parte di Conte e di Di Maio, erano diventati sempre più pressanti, in coincidenza delle oscure intese in Europa coi Dem (lo scambio Sassoli/Castaldo e l'elezione della falchessa Von der Leyen).

La politica oggi, nella società dello spettacolo, è soprattutto comunicazione spettacolare, uno show continuo alla ricerca del consenso, e sulla scena vince sempre l'istrione, lo showman, colui che domina la scena e indulge ad una recitazione esibizionistica. Così come plateale è stata l'esibizione di Salvini al Papeete beach, quando ballando sulle note dell'Inno di Mameli ha inaugurato la sua campagna elettorale in previsione della crisi di governo in progress.

Lo spettacolo della società dello spettacolo (Guy Debord) è la ricostruzione scenica dell'illusione religiosa, nel mondo falsamente rovesciato, il vero è un momento del falso, e lo spettacolo ha sempre la meglio sulla realtà, con tutti i suoi riti allucinatori e blasfemi (il ballo sulle note dell'Inno di Mameli), la nuova religione politica, per cui chi non riesce ad allestirlo al meglio, è destinato a perdere.

Salvini al contrario si è mostrato capacissimo d'interpretare il maschio alfa della politica italiana, l'uomo forte che risolverà i problemi degli italiani, chiude i porti, riduce gli ingressi dei clandestini, fa scelte coraggiose contro un Di Maio troppo debole, femminizzato e succube.

Il Capitano vince e incanta sempre di più l'elettorato, praticando una forza e un'efficacia comunicativa senza precedenti, anche grazie alla fenomenologia del corpo nudo... nuotare nella piscina della villa confiscata alla mafia nel Senese, farsi fotografare a torso nudo mentre decanta il pesce di una pescheria pugliese, oppure ballare con una cubista nell'orgia mediatico erotica del Papeete Beach.

Il virale torsonudismo di Salvini, amplifica una rinnovata goliardica ideologia, dal sapore fortemente edonistico, proprio della società dei consumi. Continua a convincere quando mangia le pizze e si sbrodola di salsa di pomodoro, mostra muscoli misti a trippa sulle spiagge italiane, monta una moto d’acqua della Polizia in costume, come se fosse un comune bagnante sulla banana gonfiabile, interpretando al meglio quello che Umberto Eco diceva ne "La fenomenologia di Mike Bongiorno"... un ministro dell'Interno che piace perché si confonde tra la folla dei bagnanti.

Quindi tutto ciò che ai suoi detrattori appare come "narcisistico" o "cialtronistico" è in realtà una mirata strategia mediatica studiata fin nei minimi particolari da Luca Morisi, il regista che ha creato l'effetto Salvini.

Ora la Lega presenta una mozione di sfiducia verso il governo, il cui premier è un re travicello, che non ha un proprio sostegno elettorale, e che ora ha difficoltà a legittimarsi con un profilo da statista provvidenziale, quando rilancia le critiche a Salvini. Ma la sua scelta non è stata un fulmine a ciel sereno, piuttosto ben pianificata nell'arco degli ultimi mesi, dopo l'inciucio tra M5S e PD in Europa, dopo l'elezione della falchessa dell'austerity Ursula Von der Leyen, e i continui attacchi da parte di molti esponenti del MoV verso le politiche del Ministro dell'Interno.

Il M5S rappresentava ormai l’anello debole di un contratto di governo che si era progressivamente sbriciolato sotto il numero delle numerose smentite, l’esaurirsi di prospettiva del MoV era divenuta sempre più percepibile, un partito azienda alla ricerca perduta di un’identità compatibile con le concrete esigenze dei cittadini italiani, ormai in pieno tumulto di contraddizioni.

Il MoV è stato una formidabile forza di opposizione, negli ultimi 10 anni ha raccattato consensi a destra e a manca, promettendo di risolvere ogni problema e di realizzare tutto e il suo contrario, ma arrivato al governo ha mostrato l'inganno, tutta la propria inconsistenza e mancanza di identità, resta solo l'identità aziendale, verticistica e digitale.

Visto poi che il confronto con l'efficienza e l'abilità comunicativa di Salvini lo ha costretto ad una continua e dolorosa emorragia di consensi, i radicali del terzo millennio si sono messi ad inciuciare con i Dem per risalire nei sondaggi, perché l'appoggio al sistema fa parte del loro DNA, una falsa forza antisistema e una falsa rivoluzione prodotta da menestrelli e cantastorie.

Molto grave la scelta del M5S di andare in soccorso di Ursula von der Leyen per la Presidenza della Commissione Europea, tamponando così le falle nella sua maggioranza e permettendole l'elezione con uno scarto di soli 9 voti (circa 75 franchi tiratori soprattutto fra i socialisti).

Logico sottolineare che tale atto rappresenta una svolta politica radicale nella strategia pentastellata, che va in controtendenza rispetto al messaggio complessivo che il MoV aveva sempre dato, determinandone la perdita di ogni connotazione antisistema. Non è stato certo mai credibile che il M5S fosse anticapitalista o rivoluzionario, tuttavia sembrava un elemento di rottura destabilizzante, anche con la proposta di numerose istanze anti liberiste.

La crisi di governo era nell'aria da tempo, la resa dei conti si è consumata poi dopo il voto al Senato sulla sceneggiata relativa alla Tav, definita da Alberto Perino, leader dei No Tav, un vero tradimento delle tante battaglie combattute insieme a Grillo.

Ma il punto di non ritorno è stata senza dubbio l'elezione di Ursula von der Leyen, perché mentre Salvini aveva martellato a lungo sull'Europa da cambiare e da stravolgere, attorno ai sovranisti della Lega si stava formando una sorta di "cordone sanitario" per disinnescarne la potenza eversiva, come dice Antonio Maria Rinaldi.

Rinaldi, infatti, da tempo sostiene che al Parlamento europeo sia in atto una ghettizzazione del fronte sovranista, un processo di esclusione cui il M5s ha partecipato attivamente.

Ora si stanno muovendo strane manovre di Palazzo per evitare il voto, che consegnerebbe il governo alle destre. Si moltiplicano scabrosi retroscena sulla stampa che danno conto del tentativo, partito dai renziani, di trovare un accordo coi grillini per evitare il ritorno alle urne. Infatti nelle ultime ore Renzi, sembra muoversi in questo senso e in contrasto con la linea ufficiale del segretario Nicola Zingaretti, che invece invoca il voto subito, per scongiurare lo zampino renziano sul varo del suo nuovo progetto politico.

Forse un "governo elettorale", nuova formula magica per organizzare una trappola salva poltrone, cui stavolta partecipa volentieri anche il M5S... diversamente come potrebbe fare la propria "rivoluzione colorata"??

Rosanna Spadini

Fonte: https://comedonchisciotte.org/

10.08.2019

Commenti (40)

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    1. scimmia 20 settembre 2019

      Ottima sintesi, grazie.
      però non se ne esce, Salvini non è la soluzione.
      Siamo al punto di partenza, dal cazzaro di "sinistra" a quello di "destra".
      E comunque al voto non si andrà, hanno quasi tutti da perderci e, perdere per perdere tanto vale portare a casa qualche mensilità in più che , per loro, una occasione come questa non ritorna più.
      edit
      "rivoluzione colorara" è geniale, brava!

    1. ant85aa 20 settembre 2019

      Mi sfuggono i meriti di Salvini, se poi fare il tricheco spiaggiato e twittare ca22ate random sono requisiti per farsi votare allora l'Italia e' persa. Nell'ultimo anno di governo abbiamo assistito alle sue continue invasioni di campo (la convocazione dei sindacati su tutte), pero' ci si ricorda degli attacchi dei pentastellati, come se il leader leghista non avesse remato contro i suoi stessi alleati. Per concludere, la Lega e' oggettivamente responsabile di aver fatto cascare il governo per sfuggire alla prossima manovra finanziaria e tu, cara Rosanna, la stai facendo passare come una cosa normale.

    1. gix 20 settembre 2019

      Dopo che la lega ha fatto i suoi passi per far cadere il governo, ci dovremmo meravigliare se gli altri non stanno li a porre l'altra guancia? Mi pare quantomeno un po' illusorio, anche se si può convenire sul fatto che per il movimento l'abbraccio con il PD sia mortale. Non condivido poi per nulla la retorica del partito azienda; dove stanno le aziende del movimento, quando l'alleato paraculo ha affossato la Tav e fatto cadere il governo anche proprio a questo scopo? per non parlare della assurda retorica del no, che si potrebbe tranquillamente rovesciare, visto che se c'è uno che ha fatto opposizione a molti provvedimenti ed azioni del governo è proprio lo statista. Se poi vogliamo dire che per la Tav è stata tutta una sceneggiata, allora bene siamo pronti a ridiscutere della verità sull'allunaggio, e su tutti gli altri dogmi che ci ingabbiano. Infine un'ultima considerazione sulla strategia mediatica; Salvini ormai è come un figlio, un padre, un fratello per gli italiani e gli si perdona tutto, finchè un giorno non ci si accorge della ridicolaggine dell'intero contesto: basterà pochissimo, per oltrepassare la linea, vedremo se lo statista sarà in grado di rendersene conto.

    1. PietroGE 20 settembre 2019

      Concordo sulla analisi e sottolineo :
      -Fino ad ora non si sentono critiche all'operato della dirigenza 5S. In altri Paesi chi perde un 10% alle elezioni viene costretto alle dimissioni. Qui Di Maio è ancora capo politico dopo aver dimezzato i voti presi solo un anno fa. Che cosa aspettano, di arrivare sotto il 10%?
      -L'inciucio con il Pd di Renzi di cui parla il FQ oggi sarebbe il chiodo sulla bara del Mov, il suo suicidio politico.
      -Politica-spettacolo a parte la percezione del Mov e in particolare del suo capo politico da parte della gente comune è stata un continuo disastro : mancanza di chiarezza sui punti importanti e mancanza di idee sulle cose da farsi.
      -D'accordo sull'importanza del nefasto accordo europeo a favore della von der Leyen. Secondo me il Mov ha perso la sua anima più qui che sulla tav.

    1. SimSim 20 settembre 2019

      Io sono a questo punto in contemplazione silente. Salvini é oggettivamente indigeribile sotto tanti aspetti, ha dei legami ben visibili con una parte del potere, ma si porta dietro gente e istanze antiliberiste che sono quello che ci vuole in questo momento. I 5 stelle avevano l'altra metà della medaglia, cioè un grado di attenzione maggiore al sociale e una serie di istanze che alla fine hanno veramente portato in Parlamento. Peraltro, parte dei 5 stelle tramite Di Battista e Paragone é evidentemente fuori dal ramo inciucistico del Mov, che fa capo a Di Maio.

      Onestamente faccio fatica a capire, ma credo sia un sentore comune ed é ampiamente voluto dall'alto.

      La mia previsione (ma di certezze ne ho proprio zero) é che il Pd alla fine eviterà la caduta del governo e ci sarà un rimpasto a sinistra. Si prenderanno questi 3 anni per macerare Salvini e annacquare nel tempo le istanze sovraniste che si porta dietro. Se questo accade, il 5 stelle é finito davvero, e passerà alla storia come il partito che potendo scegliere tra il moderare un passaggio sovranista con la Lega, o dare il via libero definitivo all'europa e alla troika, ha scelto di darci in pasto all'europa e alla finanza con una manovra tipo "prendi 2 paghi 3"

    1. Ital Ucni 20 settembre 2019

      non e` mai esistita ,non esiste, e mai esistera` una rivoluzione in termini di cambiamento sostanziale di un sistema ,per via democratica .Punto e basta

      Tutti i fiumi di parole che vengono scritte e verranno scritte ,sono e rimarranno solo fiumi di inutili parole.
      siamo in un sistema ,ben strutturato ,e deciso a non cambiare , sempre meno saranno quelli che ne beneficiano ,ma sempre sufficienti a mantenerlo in piedi .
      poi tra 10 o 100 anni quando il sistema non sara` piu sostenibile neanche per i pochi ,un evento traumatico lo fara` cambiare ,chiamatela guerra ,rivoluzione ,quello che volete .
      fino a quel giorno il sistema tentera di sopravvivere sacrificando quello che ci sta da sacrificare pur di sopravvivere

    1. lady Dodi 20 settembre 2019

      Partito Azienda? A me i 5 Stelle sembrano dei sempliciotti, credevano che bastasse l'onestà. La Politica è più complessa.
      Ah si son messi con la Cina? Allora, senza volerlo, ne hanno indovinata una. Sarà la Cina il....Domani.
      Comunque, quanto "ai propri interessi" mi pare lo facciano tutti, ma proprio tutti.
      Bisogna almeno conciliarli con quelli del Paese. Cesare Ottaviano Augusto, che ha ben governato, non faceva differenza fra l'erario pubblico e i suoi soldi personali. Non facciamo le mammolette.

    1. Riccardo 20 settembre 2019

      Il mov è un concentrato di sfaccettature, ha raccolto consensi giocando sulla natura camaleontica attribuitasi per poi fondamentalmente dimostrare di essere una mera stampella del sistema. La sua creazione è stata funzionale al mantenimento dello status quo ed ora che il trucco è stato svelato c'è ancora qualcuno, tra i suoi sostenitori, che addita gli altri di aver sabotato i loro giochi nonostante i numerosi dietro front (vaccini, tav, euro). Dall'altra parte c'è salvini, sicuramente un ammanicato anch'esso, ma con una linea politica più precisa che piaccia o non piaccia ha flebilmente cercato di applicare.

    1. guidino 20 settembre 2019

      Se non altro assistiamo a una grande vittoria del basso popolo bue contro il "generale" agosto.

    1. Annibal61 20 settembre 2019

      Bell' articolo.

    1. 4T-5PA-4GR/TEU 20 settembre 2019

      Articolo pietoso!

    1. MarcBin 20 settembre 2019

      Chi crede che Salvini sia un sempliciotto ha la sindrome di onnipotenza culturale, prerogativa della sinistra attuale, noiosa e vecchia.
      Ha una strategia di comunicazione micidiale.
      C'e il bias cognitivo universale del gradimento/simpatia, creando identificazione con buona parte degli italiani che si riconoscono nel lavoro, essere terra terra, parlare chiaro come ribellione verso il politicamente corretto.
      Poi il bias dell'autorità, che significa anche ammettere le proprie debolezze, che oggi vale più dei curriculum.
      Chi ragiona ancora in base ai curriculum rimarrà nei cassetti come i curriculum. Essere istruiti significa essere ammaestrati, si sa cosa qualcuno ha detto che dobbiamo sapere. E basta.
      Poi agisce sul riconoscimento che sotto una bandiera significa territorialità e poi sul simbolismo, che è l'aspetto più potente nella comunicazione.
      Parlo per esperienza professionale. Poi posso anche sbagliarmi.
      Ora, la sua strategia comunicativa è affascinante al di là delle intenzioni che non conosco.
      Il suo sembrare semplice, quindi facile da capire e da prevedere potrebbe essere il contrario di ciò che sembra, ovvero l'avversario abbassa la guardia perché la sua contabilità mentale richiede poco sforzo per quantificare la forza di chi si vorrebbe combattere.
      Ed è qui, nell'eccesso di sicurezza che l'avversario perde.
      Ora è importante comprendere chi sia il vero avversario, questo non riesco a capirlo.
      Ma una strategia del genere non ammette cose a caso.
      Se si è deciso di aprire la crisi adesso un motivo preciso esiste.
      È non riesco a capire quale sia, al di là dei tuttologi che sanno tutto.

    1. ton1957 20 settembre 2019

      Cambiare opinione è un atto di inteligenza, ma come già segnalai, anche su alcuni tuoi articoli, quando, prima delle elezioni, tifavi Di Maio, non c'è nulla di cui stupirsi, erà già tutto prevedibile, gli esempi, che spesso ho citato (Appendino e Raggi) davano già esempio lampante che di rivoluzionario, nel MS5 non c'era più nulla, c'era solo un manifesto servilismo verso i soliti poteri forti.
      Lo stesso Di Maio, già in campagna elettorale, era stato ben chiaro sia con le parole che con i fatti ( ricordi il bacio all'ampolla del sangue di San Gennaro o le visite alle università dei potenti?) se i tifosi del movimento, non ascoltano neppure in campagna elettorale colui che si apprestano a votare, non ci si può poi lagnare dell'operato di Di Maio, che altro non ha fatto che essere coerente con quanto già annunciato in campagna elettorale.

    1. anonimo veneziano 20 settembre 2019

      Grazie Rosanna per la coraggiosa e, credo, anche dolorosa presa d'atto su tutto ciò che sembrava e che, invece, ha rivelato essere in realtà il M5S. Per noi, affamati di democrazia, questa strana cosa gialla sembrava essere un'assoluta prelibatezza, creata da un comico fattosi chef della politica. Invece era solo l'ennesima torta di plastica, come il naso rosso da clown che il Beppe usa nei suoi spettacoli.

      La tua analisi, in risposta ad un commento, sul conflitto d'interessi/opportunità tra la Casaleggio e le proiezioni del 5G su know-how cinese è assolutamente devastante per chiarezza e originalità. Complimenti. Spero che questo aspetto venga ulteriormente ripreso e approfondito nel pubblico dibattito, ma sui legami Casaleggio-M5S si è evidentemente riflettuto e scritto troppo poco. Significativamente.

      Chapeau anche ad Alberto Bagnai, che dei pentastellati aveva subito intuito l'essenza, pur nel suo proverbiale snobismo intellettuale, definendoli ortotteri. Detto da un intellettuale autentico, credo ci possa stare in pieno.

      Una speranza: che Gianluigi Paragone, punta di diamante intellettuale e comunicativa di ciò che resta di buono nel Movimento, decida di smarcarsi e impedire che il nascente soviet dirigista dei bimbominkia (Renzi, Di Maio, ecc...) riesca a far definitivamente deviare il treno della Legislatura e del Pese, verso il binario che porta a Bruxelles-Birkenau.
      E che la Von Der Leyen si fotta con tutti i suoi nazisti tecnocratici (perdona il francesismo).

      Per ultimo, consapevole della sostanziale incredulità e stordimento di molti tra i commentatori, voglio offrire loro una parola, anzi un nome, in grado di far comprendere come la storia si ripeta, fortunatamente per noi, in farsa e di aiutarli ad elaborare questa sorta di lutto delle proprie speranze malriposte: Tsipras.

    1. Caio Dreto 20 settembre 2019

      Una prece a Epstein che ci ha preceduti. Un combattente che avrei voluto tra i nostri, per confidare in una degna sopravvivenza! Io sono ancora in viaggio, ormai i figli sono diventati grandi lungo questo interminabile viaggio, come un racconto di Paulo Coelho.
      Ma mai avrei pensato di trovarmi di fronte a simili sfrontati "ominicchi" e "quaqquaraqua" ...

    1. Le bateau Ivre 20 settembre 2019

      Ti pagano bene almeno?
      mò però mi sorge un interrogativo atroce, non se credere alle tue rivelazioni irrivelabili o alle panzane della Mussolini... comunquemente, lavori magnificamente per la "causa salvinifica"... con te siamo sempre in buone mani. http://ilcappellopensatore.it/wp-content/uploads/2019/08/EBY0tp6XoAA7r8Y.jpg

    1. enricodiba 20 settembre 2019

      Mettetevi l'anima in pace, mattarella non porta l'Italia al voto e il capitano difficilmente con l'arrivo dell'inverno può ancora ballare in spiaggia.
      Insomma salvini è furbo come il suo elettorato e i furbi non sono intelligenti.

    1. MarioG 20 settembre 2019

      Comunque ancora non è chiaro cosa abbia veramente convinto Salvini a fare un tale passo.
      Mesi fa rispondevo a R. Spadini che fra i due alleati era pensabile che solo il M5S, con una consistente maggioranza relativa in parlamento e un'altra possibile sponda (forno) avrebbe potuto decidere di aprire una crisi.
      Evidentemente ora sono contraddetto dai fatti, anche se confermo che la decisione di Salvini (ora semplice capo di un partito col 17% in parlamento) resta oggettivamente molto rischiosa: resta alla mercé di un'altra (potenziale) maggioranza, di Mattarella ... e dei giudici: potrebbe scattare un'altra richiesta di rinvio a giudizio, non più parabile con l'aiuto dei 5S.
      L'unica ipotesi che mi viene in mente è che abbia ricevuto qualche rassicurazione da oltreoceano (fazione Trump) che, come noto, ha qualche influenza sul P. d.R.

    1. Holodoc 20 settembre 2019

      C'era solo un modo di spingere i 5S a gettarsi tra le braccia del PD: far uscire la Lega dal governo.

      Complimenti a Salvini, che è riuscito da solo a fare avverare il sogno di Lili Gruber!

    1. Firenze137 20 settembre 2019

      Io credo che Salvini vada molto ad intuito. La testa ce l'ha, ma la mente, il raziocinio, lo "strateggismo" (quello dell'Avv. Marra) siano di seconda istanza.

      Del reso gli "scenari" delle convenienze di "calendario" di fine Agosto e settembre e degli accordi sottobanco tra i competitors dei vari gruppi (ho sentito di un probabile scenario da brivido di Zingaretti che per silurare Renzi mirerebbe a Salvini) sono infiniti con punti di probabilità di realizzarsi tipiche delle curve di volatilità dei titoli in borsa che ti fanno stra-vincere o stra-perdere.

      Per cui forse l'intuito è o potrebbe essere la sola arma più "adatta" di essere adottata in questa babilonia generale. Vincente ?. Vedremo ...

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