La “normalizzazione” globalista del M5S

DI DEBORA BILLI

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Il Fatto ci prova da mesi. Da anni, forse, e non ce ne eravamo accorti. Il giornale a torto considerato “fiancheggiatore del MoVimento”, in realtà ha inoculato nel tempo e a piccole dosi il suo veleno girotondino. Già, perché altro che sardine: il girotondinismo non è mai morto. Quel vecchio sogno morettiano di cambiare il PD perché “con questi leader non vinceremo mai”, rinacque a nuova vita con l’apparizione sulla scena politica del m5s. Molti, moltissimi dem videro nel Movimento l’incarnazione del PD tanto auspicata: la “base”, i giovani, lo spirito ribelle, le tematiche ambientali e del lavoro, persino il centralismo democratico casaleggino tanto criticato aveva però quel profumo leninista capace di destare più di una nostalgia. Insomma, un’estetica da PCI, ma innestando quei contenuti globalisti tanto cari ai dem di tutto il mondo: che dire, proprio un sogno. Così, mentre i media tutti hanno picconato per anni il m5s concorrente dem, il Fatto ha scelto una strada più astuta: trasformarlo nella reincarnazione.

Il m5s, appunto, non se ne è accorto. Soprattutto, in moltissimi non si sono accorti che nel frattempo è cambiato il mondo: dalla Brexit a Trump ai gilet gialli, lo scontro con la pressione delle idee globaliste sull’umanità è ormai aperto. Qualche illuso continua ad aggrapparsi all’idea del “torniamo al m5s delle origini”: ebbene, questo è impossibile. Il m5s delle origini rappresentava una sintesi di posizioni possibile in tempo di pace, a globalismo imperante. Questo momento storico, piaccia o no, impone invece di schierarsi: pro, o contro. Succede ovunque, in tutti i Paesi, in tutti i continenti, e il m5s non può pretendere di starsene fuori dalla storia per rimanere aggrappato a un purismo ultras partes che avrà sì rappresentato in passato un successo politico, ma che ormai non è più quello che gli stessi elettori chiedono. Per questo perde voti. #stacce, direbbero su Twitter.

Il dibattito interno del m5s è completamente fuori sintonia: dito e luna, in due parole. Questo è ciò che succede quando ci si fa orientare la discussione dai giornali, d’altronde. Il Fatto, in primis, sta schiacciando l’acceleratore: mi spiace per Luca De Carolis, persona perbene e giornalista serio (uno dei pochi), ma il suo “scoop” su Di Maio contribuirà a dare il colpo di grazia al m5s e normalizzarlo nella direzione voluta dal potere, ovvero l’allineamento al paradigma dominante. Ma soprattutto, lo scopo di tutta l’operazione in corso da mesi è scongiurare il coagularsi di una formazione antiglobalista in Italia: quindi distruzione dell’anima m5s statalista, pro lavoratori, contro l’arroganza UE, della finanza, delle banche, le ingerenze e i ricatti delle potenze straniere, via insomma quell’anima ribelle che non avrebbe potuto fare altro che appunto ribellarsi alla prepotenza di un potere che, messo in discussione ovunque, vuole ora imporsi in modo più aggressivo che mai.

Tutto il panorama politico italiano va normalizzato, e la scheggia imprevedibile messa sotto controllo (così come è ancora sotto controllo la Lega, tante volte qualcuno si illuda). Non si possono correre rischi di gilet gialli nelle strade o peggio, che spunti qualche leader alla Johnson in Parlamento… non che se ne intravedano all’orizzonte del m5s, ma non si sa mai. Di Maio, seppur moderatissimo (ahimé, e questo è il suo errore) dovrà essere asportato in quanto rappresentante del vecchio m5s incontrollabile, e sostituito con qualche figura dal carisma zingarettiano che assicuri la transizione verso la soporifera reincarnazione piddina. Conte il liquidatore farà il resto, come sta peraltro già attivamente facendo.

 

Debora Billi

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/debora.billi/posts/10220841289127888

11.01.2020

 

CDC
24 Comments
  1. Rosanna says

    La colpa non è del FQ, ma del MoV stesso, che fin da subito è stato un partito azienda, creato da Casaleggio per scalare il potere…”Facile cascare nel delirio collettivo provocato dalla genialità dell’esperimento di Gianroberto Casaleggio, però il M5S non è una forza politica nata dal basso, ma una semplice riproduzione della prima società di Casaleggio, la Webegg, gruppo per la consulenza delle aziende in Rete, controllata da I.T. Telecom Spa. Esperimento cui Casaleggio ha lavorato alla fine degli anni Novanta, quando da amministratore delegato cominciò a testare nei forum intranet dell’azienda i meccanismi di formazione e produzione del consenso attraverso la propaganda virale. Testi e regia dei Vday infatti, gli eventi antecedenti alla nascita del Movimento, erano in pratica decisi dalla Casaleggio. Grillo è stato l’uomo immagine, il frontman del consenso elettorale che poteva raccogliere e rilanciare la rabbia che saliva da più parti della società civile e incrementare il sentimento d’indignazione contro il sistema. In questa prima fase il MoV sosteneva alcune istanze che poi smentirà tutte: l’uscita dalla Nato, il rifiuto assoluto di comparire sulle tv, la decrescita felice, il plauso ad uno stile di vita francescano, un deciso sovranismo, una forte critica all’euro e all’Unione europea. G.Casaleggio ha progettato attentamente la sua scalata al potere, tutelando con cura paranoica la fuga di notizie sulla sua storia professionale, anche se ai più attenti molte cose non erano sfuggite. Lo stesso Gianroberto teorizzava spesso sul potere degli ‘influencers’, i piazzisti di prodotti sul mercato, o fake persuaders, coloro che orientano il consenso degli utenti, creando e dirottando correnti di pensiero per finalità di marketing, anche politico. La persuasione funziona perfettamente quando è invisibile, e il marketing più efficace è quello che s’insinua subdolamente nella nostra coscienza, attraverso un processo di propagazione virale riprodotta sui social, simulando magnificamente l’autonomia delle nostre opinioni, che in realtà sono di altri. Il guru del web riuscì ad incastrare Grillo nell’avventura politica che si stava aprendo nel 2005, e con l’apertura del blog di Grillo cominciò la traversata nel deserto del nuovo partito populista. Tutta la comunicazione veniva studiata sistematicamente da Casaleggio, e Grillo serviva da amplificatore seducente e accattivante dei depistaggi ideologici, veri o presunti, della nuova creatura politica.
    Il blog fu subito ispiratore di liste civiche e di meetup territoriali, cui le persone partecipavano con grande entusiasmo, sentendosi protagonisti, esponenti preziosi del MoV, in realtà venivano spesso ignorati dai vertici, a meno che rispondessero ai canoni elettorali che facevano loro comodo, giovani, fotogenici, malleabili, succubi e dotati molto più di soft skills che di hard skills, più attitudini che competenze. Una volta eletti, una ‘squadra di esperti’ li avrebbero guidati nelle proposte e nei dibattiti politici.
    L’ipnosi collettiva scatenò effetti immediati, eliminò la sensazione d’impotenza, perché era taumaturgico gridare un “vaffa” verso i decrepiti e corrotti politici della casta, e illuse sulla possibilità di un riscatto, che poteva trovarsi finalmente a portata di mano. Il sogno si sa è sempre più forte del realismo, ed è la carica emozionale indispensabile per muovere le coscienze attraverso “parole guerriere”. Ma il riscatto non può arrivare, perché il MoV è una controrivoluzione, l’anarchismo interno in realtà è guidato dalla diarchia Casaleggio (oggi unico proprietario del simbolo e della società srl) e Di Maio, tutti gli altri stanno sotto. La selezione della classe dirigente è uno dei problemi seri, perché in Parlamento sono arrivate persone che non hanno mai letto la Costituzione, oppure diretti dipendenti, comprati a suon di promesse e di pretese. “Descrivere il potere dei Casaleggio è come comporre un puzzle”, dicono due ex collaboratori del MoV, Nicola Biondo e Marco Canestrari nel loro ultimo libro di recente pubblicazione “Il sistema Casaleggio“… “Ci sono migliaia di pezzettini: associazioni aperte e chiuse, avvocati, notai, relazioni, contatti, incontri, cene, convegni, partiti politici, aziende pubbliche e private. Frammenti di racconto che presi da soli non hanno un grande significato. Bisogna ricostruire e collegare i tasselli con pazienza, per capire come ciascuno sia parte di uno schema coerente. Il paravento dietro cui si nasconde questo inganno è l’asserita volontà di costruire un nuovo modello di democrazia, la «democrazia diretta», governata da un’applicazione web di pessima qualità chiamata Rousseau.” Per altro secondo Davide Casaleggio Rousseau dovrebbe sostituire i processi democratici esistenti oggi in Occidente: «il Parlamento diventerà superfluo» ha profetizzato in un’intervista del luglio 2018.
    La scalata ai vertici del partito è avvenuta al momento della scomparsa di Gianroberto, quando il figlio Davide si è assicurato un ruolo assolutamente anomalo, non ha una carica politica eppure gestisce l’attività del MoV, come presidente dell’Associazione Rousseau, tesoriere e amministratore unico. Ma mentre Casaleggio ha il potere di governare i dati degli iscritti, le procedure di votazione dei candidati, le proposte da presentare in Parlamento, i soldi versati dai donatori e dai parlamentari (300 euro al mese, 6 milioni in 5 anni di legislatura, quindi soldi pubblici che vanno ad un’associazione privata), al contrario il movimento non può indicare i vertici, non può influenzare le decisioni, non può modificare le regole interne.”
    https://comedonchisciotte.org/polvere-di-stelle/?fbclid=IwAR1ZAC9OTNPF077a_oq6dwvHhrzfAGsVSvfmYCHcTU1V5-5jPrK2rpMUeLc

  2. Annibal61 says

    Dall’ articolo di Debora Billi si desume ancora una volta quanto sia grande il potere dei Media. Chi li controlla controlla le nazioni e i popoli, c’ è poco da fare. Non a caso gli Elkann si sono affrettati a comprare Repubblica…come in una staffetta…da De Benedetti agli Elkann. I soliti semiti RICCHI… altri 30 anni di manipolazioni, povero popolo.

  3. Predator says

    La Francia, da tanti anni, l’ho sempre guardata come un paese pieno di nazionalisti.
    Quando scioperava si fermava l’intera nazione, era ammirevole la forza di coesione di lotta contro il potere precostituito.
    Oggi non è forse lo stesso? Essendo il potere divenuto più violento ed aggressivo anche la reazione di protesta è divenuta più violenta? No, ma più decisa.

    In Francia chi protesta? La destra? La sinistra? No, la gente comune senza una bandiera.
    Mi piacerebbe essere nato in Francia.

    E l’Italia? Da circa 30 anni sembra che faccia esattamente il contrario: si fanno dimostrazioni di piazza per prendere più legnate di prima, dal potere dominante.

    Gli apparati del potere governativo, opportunamente incistati dal caporalato al servizio del potere parassita finanziario estero, esercitano la debita pressione in mille modi e a nostre spese, così da mantenere la popolazione nella totale idiozia che regola il suo comune pensare. Ecco questa è l’Italia.
    Per le sardine una piscina d’allevamento in cui sguazzare.
    Per i grillini è stato un recinto ben addobbato con grandi e fantasiosi sogni di riscatto opportunamente dipinti e illuminati sulle pareti della stalla in cui viviamo, sotto controllo.

    Per me, politicamente parlando è solo un paese da seppellire. Non mi posso aspettare niente di buono dal futuro e chiunque abbia memoria lo può capire.
    Una volta i campi di concentramento erano fisicamente visibili, oggi non lo sono.

  4. Nightwhisperer says

    Un’analisi abbastanza condivisibile, ma troppo cd “embedded”, cioè come di chi nega l’evidenza e cioè che il M5S, al di là della dietrologia della Spadini, è un’entità zombie che ha tradito il rinnovamento della politica italiana.
    Rimarranno i nostalgici che voteranno la seconda e terza scelta invece dell’originale PD.

  5. alessandroparenti says

    D’accordissimo con l’autrice quando dice che il Fatto non è mai stato pro m5s. Fingeva di esserlo in modo subdolo. P.S. Ma la Spadini, non ha scritto sufficientemente lunghissimi pezzi sui 5 stelle da dover anche fare commenti elefanteschi? In chi parla tanto insistendo sullo stesso argomento di solito c’è la consapevolezza di non essere çonsiderato quanto vorrebbe.

    1. Rosanna says

      Non pensare troppo all’elefante, come diceva giustamente George Lakoff… meglio guardare Lisa Simpson che balla…
      https://media.giphy.com/media/K3Sbp8fOgKye4/giphy.gif

  6. Albert Nextein says

    5stelle promise di rivoltare l’italia come un calzino.
    Naturalmente non lo avrebbe potuto fare, per l’eccezionale resilienza di potere e sottopotere.
    Ma in questo tentativo, se fosse stato veramente portato avanti anche parzialmente, vedevo il crack italiano, il default finanziario, e un reset che avrebbe spazzato via larga parte della vecchia politica, 5stelle compresi.
    Ed eventualmente scassato anche la UE.
    Questi hanno indossato i calzini, hanno attaccato il cappello, si sono seduti, ed ora mangiano come gli altri.
    Intanto l’agonia italiana continua.
    Il Fatto, è un giornale ininfluente.

    1. Divoll79 says

      Ed e’ diventato illegibilmente fazioso.

  7. Il Topo says

    Secondo me Di Maio è semplicemente l’uomo sbagliato nel posto che era giusto.

    1. Dante Bertello says

      Per chi guida il Movimento invece, era l’uomo giusto nel posto giusto…
      Non per nulla alle votazioni x il capo politico erano 8 candidati, 7 sconosciuti e Di Maio.

      1. Il Topo says

        E lasciamo proprio perdere va…
        Pizzarotti penso che ormai non abbia più manco le chiappe a furia di allargarsele dal ridere

  8. merolone says

    Mah, il Tossico Quotidiano è un giornale alla frutta, ha dovuto portare il costo a 1,8 euro a copia per non chiudere, che i 5 stellasse si facciano condizionare da un media così di nicchia, letto solo da 20-30000 persone la dice lunga sulle percentuali a cifra singola delle ultime elezioni.

  9. 4T-5PA-4GR/TEU says

    “Non si possono correre rischi di gilet gialli nelle strade o peggio, che spunti qualche leader alla Johnson in Parlamento”

    Perchè Johnson sarebbe un leader che dovremmo invidiare agli UK? Ma quando lo capiranno questi articolisti/e che con gli UK dentro o fuori dalla EU, non cambia nulla? E che gli UK non hanno manco mai fatto veramente parte della EU? Che hanno fatto e rifarebbero quello che vogliono? Londra è da sempre paradiso fiscale e dimora di feccia sionista da decenni, dentro o fuori dalla EU e Johnson conta meno di Di Maio.

  10. clausneghe says

    Se ne stia tranquilla la Debora che qua i gilet gialli non se li mette nessuno,nemmeno in caso di incidente..
    L’Italiota medio piuttosto che nuotare con fatica(come una sardina) va a fondo..

    1. Il Topo says

      L’italiano nuota con fatica per il… e per la…

  11. Tipheus says

    Intanto continuano a portare avanti la loro velenosa agenda, e a furor di popolo.
    Non servirà più il Parlamento, diceva Casaleggio…
    Intanto lo dimezzo, a furor di popolo, e nessuno capisce che cosa ci stiamo facendo sfilare..
    Quorum e sbarramenti più alti, nomine più ristrette, possibilità di ricambio ridotte.
    E chi parla “difende l’indifendibile”.
    Il Parlamento di 1000 persone che bene o male portò l’Italia a 5a potenza industriale del mondo sarebbe il problema principale.
    Non vedo vie d’uscita, se non spunta un Italexit con le contropalle, veramente antisistema.
    Altro che fratelli d’italia & co.

  12. Antonio XV says

    «
    «Qualche illuso continua ad aggrapparsi all’idea del “torniamo al m5s delle origini”: ebbene, questo è impossibile.«
    – Io sono attivamente uno di quegli “illusi”, ma non penso che si possa ritornare al movimento delle “origini”. Se le origini sono nel 2009, come negli atti della causa in Genova, ciò che viene chiesto dagli “illusi” è la consegna dei dati degli iscritti (quelli sì del 2009) per poter procedere a una Assemblea Nazionale, che possa stabilire una linea politica da seguire.
    E di certo la situazione da considerare non sarà quella del 2009, ma quella dell’anno in cui questa Assemblea potrà tenersi.
    Ma se si vuole abbandonare la “illusione” della origini, quale sarebbe l’alternativa?
    Le sardine, la Lega, il Pd rifondato cui dice di voler porre mano Zingaretti, o la Meloni, o di nuovo Berlusconi, o Italia Viva… o tutti i movimenti e movimentini che spuntano come funghi e non raggiungono l’1%?

    Si fa presto a scrivere articoli e fare analisi… Chi non ne è capace?
    Un conto è tenere le posizioni, altra cosa tentare la sorte e andare all’avventura…

    1. Antonio XV says

      «Questo momento storico, piaccia o no, impone invece di schierarsi: pro, o contro.»
      – E dove hai letto, debora, che gli “illusi” delle origini non avessero già alle origini un “pro” e un “contro”?
      • Credo di sapere cosa io volessi alle origini di questa storia, ed anche il gruppo che mi stava attorno… La realtà è che niente è statico, e non lo era neppure alle origini… Vi erano forze e controforze anche alll’interno dell’iniziale m5s, che era una proiezione dinamica verso il futuro… Le cose sono andate come abbiamo visto, ma la dialettica interna non è cessata, ed anche se vi è una fuga generalizzata di attivisti ed elettori, vi è ancora una cospicua base che pensa che sia preferibile lottare all’interno piuttosto che restare politicamente disoccuoati, o confluere nell’Altro decisamente impraticabile…

    2. Antonio XV says

      «Il dibattito interno del m5s»:
      e quale sarebbe questo dibattito interno?
      Quello parlamentare di cui parlano i media, il solo che essi vedono e fanno vedere?
      Esiste per anche il dibattito “interno” di quelli che parlamentari non sono, e sono stati stagliati fuori,,, e certo sono più numerosi degli stessi parlamentari… O forse debora crede che dietro ad ogni parlamentare ci siano decini e decine di migliaia? No! Dietro a ogni parlamentare c’è solo il singolo parlamentare con davanti a lui la Casaleggio che gli chiede lo stipendio… Questa è l’unico dibatto “interno” al gruppo parlamentare…. Il moviment vero, quello che ancora esiste, è del tutto estraneo a questo dibattito…. Non è più come nei vecchi parti dove ogni parlamentare portava dietro a sè tessere e gente e interessi… No! Il singolo parlamentare cinque stelle è il risultato di una lottera nazionale gestito dalla Casaleggio… in modo piuttosto truffaldino.

  13. Antonio XV says

    Non so chi sia questa Debora… mi ci sono fermato un po a leggere, ma trovo il suo testo nient’altro che vuote astrazioni… Certo che le cose dentro il m5s andando male, malissimo, e che il m5s quello attuale e quello delle origini rischi di scompare a breve e a brevissimo, lo sa bene ogni modesto osservatore… Non vi è bisogno che lo dica una debora.

  14. ernesto says

    M5S e Lega salviniana sono contenitori creati al fine di sterilizzare il dissenso: dopo le prime elezioni al Parlamento i neo paralamentari del M5S (anno 2013) furono ricevuti dall’Ambasciata USa; il buon salvini è stato il primo a plaudire all’omicidio di Souleimani e da anni (dopo che gli fu contestata una eccessiva vicinanza alla Russia) scondizola servile ai padroni americani. Il Governo Gialloverde è nato perchè Bannon con un intervista ha dato l’OK ed è caduto perchè Bannon con un intervista ha detto che doveva cadere.
    Questo direi che basta per certificare che il nostro padrone è abile nel permeare o addirittura realizzare questi serbatoi di raccolta del dissenso in modo da non far cambiare nulla nell’agenda politica di servilismo Americano e globalista occidentale.
    Se ne deve prendere atto, amaramente, ma è così.
    Piuttosto ci si deve domandare come può un servo svincolarsi dal Padrone: la storia lo insegna ed insegna anche che il prezzo da pagare è alto.
    E di certo non sono le elezioni a poter consentire questa ribellione.

  15. silvano says

    Secondo me cara Debora o non si vuole fare un’analisi più approfondita del fenomeno m5s o non si può farla….sono molti mesi che sento parlare di cambiamento dei 5 stelle ma non c’è nessuno che cerchi di spiegare fin dalle origini la sua vera funzione politico-sociale nel panorama italiano a partire proprio dal suo concepimento a tavolino. Se facessimo tutti noi un mea culpa sull’aver dato fiducia a uno specchietto per le allodole quale si è rivelato tale movimento, secondo me riusciremo ad analizzare meglio il contesto e il bisogno che ci fu nel creare un soggetto con le specifiche attrattive sulle quali si basava il largo consenso elettorale riscontrato in esso! Ci si deve arrendere al fatto che fin dall’inizio il movimento non era altro che l’embrione di un nuovo pd ormai spompato da anni di inutilità e da leader ridicoli, e che la sua funzione doveva essere quella di prendere uno spazio di sinistra lasciato ormai vuoto, aggregando l’elettorato nauseato in parte di origine trasversale ma principalmente orfano di un PC dei tempi che furono….insomma siamo stati plagiati ad arte dai soliti poteri forti che vedendo una disaffezione potenzialmente pericolosa della popolazione nei confronti del panorama politico, ha creato a tavolino come dicevo prima, un soggetto dalle sembianze nuove, accattivanti ideologicamente, in grado di contenere tale malcontento latente….ma il progetto successivo di indirizzare questa “nuova” forza verso più miti consigli era già ampiamente preventivato! Insomma il movimento 5 stelle è nient’altro che l’ennesimo mattone che circonda la nostra invisibile prigione….perchè come si dice…non c’è prigione più sicura di quella dove non vedi le sbarre!

    1. Antonio XV says

      Parlo dall’interno. Non sono d’accordo con la tua analisi. Per questa ragione. Tu dici: dall’inizio il m5s era destinato a diventare un nuovo pd. E chi te lo dice? All’inizio il m5s poteva diventare tutto, ma era anti-partito (un non partito!)…. Io so cosa volevo e cosa cercavo… Avevo avuto dall’inizio una intuizione che però non era stata seguita: collegare il movimento occupy con il nascente m5s… No… Proprio credo che tu non azzecchi… E allora, tu dici, dove inizia la degenerazione? Risposta: nella struttura di comando… Il carisma di Beppe è stata la trappola! Come si facevano le prime espulsioni, forse a centinaia e migliaia? Ti arrivava una lettera raccomandata dal mitico avvocato Fusco, dove ti si diceva che tu non eri autorizzato a usare il logo del m5s, inteso come una marchio commerciale di Beppe Grillo… Era facile ribellarsi! E che era facile lo hanno dimostrato nel febbraio 2016 quegli attivisti che in Roma hanno portato in tribunale Beppe Grillo, vincendo la causa a cui ne sono poi seguite altre, che la Casaleggio perdeva… E come ha reagito? Adeguandosi alla democrazia? No! Affidando a un certo Lanzalone la redazione di un nuovo Statuto che chi cliccava, attratto e corrotto dalla Lotteria nazionale delle candidature, sottoscriveva un Regolamento e uno Statuto ancora più capestro dei precedenti… Ne è venuto fuori un parlamento di nomi estratti alla lotteria, gente con nessun radicamento e nessuna dignità politica, il cui unico compito, la cui unica cosa richiesta era di versare soldi alla Casaleggio… Insomma, un’associazione a delinguere… Inutile cercare idealità e tendenze…. In testa non hanno assolutamente nulla… La testa è vuota… nessun pensiero politico e strategico…. Solo un banalissimo fatto organizzativo interno, favorito dal fatto che non si è mai voluta una legge attuativa dell’art. 49 della costitiuzione che garantisse i diritti degli iscritti a ogni partito e desse una disciplina uniforme per la partecipazione democratica dentro i partiti stessi…

  16. Antonello S. says

    Agli albori del Movimento, anche il sottoscritto ha creduto in loro per il semplice fatto che, a differenza degli altri politici, il loro organico non proveniva dal sistema e quindi non era in alcun modo ricattabile, potendo quindi in linea di massima svolgere l’opera di rinnovamento che tutti auspicavamo.
    Ho cominciato a nutrire i primi dubbi sulla futura longevità del movimento quando hanno regolamentato due condizioni di permanenza veramente assurde a mio parere.
    La prima era quella relativa al doppio mandato e la seconda quella all’obbligo di restituzione di parte del proprio stipendio.
    A queste due criticità si è poi venuta ad aggiungere la cannibalizzazione ideologica da parte del PD, come ha ben scritto Debora Billi, che è andata si a riempire una mancanza di identità, ma nella maniera sbagliata.
    Il risultato di questi errori sarà a breve la marginalizzazione del movimento al 4/5%

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