La Madre patrimonio dell'Umanità

La Madre patrimonio dell'Umanità

Di Sonia Milone per ComeDonChisciotte.org

Occorre iscrivere urgentemente le mamme nella lista dei beni “patrimonio dell’umanità” dell’Unesco in modo da ottenere la tutela giuridica per la loro sopravvivenza.

La Madre patrimonio dell'Umanità

La figura della madre è in serio pericolo di estinzione, bersaglio mobile, da almeno un secolo, di organi potentissimi che congiurano contro di lei, con il loro piano di sterilità programmatica, con le loro politiche maltusiane di anti-natalità, controllo demografico, pianificazione familiare, genderismo spinto, diritti finto-progressisti, ecc.

Dal Population Council a Planned Parenthood, dalla Marie Stopes International al Club di Roma, dal National Security Study Memorandum 200 (ad opera del Segretario di Stato Henry Kissinger) all’ Onu, è tutto un insieme di filosofie e azioni su come frenare la crescita demografica ritardando l'età del matrimonio, incrementando l’omosessualità, ecc.

Nietzesche identificava il nichilismo con il deserto (“guai a portare il deserto dentro di sè”), il luogo privo di vita per eccellenza dove nulla cresce, emblema dell’aridità dei nostri tempi. Il deserto avanza ed è una guerra messa in campo contro la vita, contro la creatività, contro i bambini, contro la famiglia, contro la comunità, contro la tradizione. In una parola, contro la madre, colei che, di generazione in generazione, trasmette e protegge l’essenza della vita.

Hanno osato toccare il codice della vita, la linea germinale umana, l’albero della vita. Hanno osato toccare la madre. Con i loro esperimenti di manipolazione del Dna, con i loro editing genetici, con i loro design baby, l’agnello nel sacco di plastica, le gemelle cinesi capostipi di una nuova stirpe post-umana medicalmente modificata.

E ora hanno osato realizzare l’utero artificiale, il grembo tecnologico da cui nascerà la nuova generazione di bambini Crisp venuti dal freddo della fecondazione in vitro, nell’inverno demografico perenne. Bambini strappati alla carne calda del grembo materno, culla dell’umanità, taglio definitivo del cordone ombelicale rispetto a tutto ciò che è umano. Atto diabolico nella sua essenza, poiché “dia-ballein” significa etimologicamente separare contrapposto al simbolico, “syn-ballein”, che vuol dire unire: una madre e un figlio in rapporto simbiotico.

La Madre patrimonio dell'Umanità

I nuovi sacerdoti del transumanesimo eugenetista, in perenne competizione con la natura, invasati dal delirio di onnipotenza scientista, ora vogliono espropriare la gravidanza dal corpo delle donne, per avere il dominio assoluto sulla vita.

Perché il corpo della donna è l’opposto del corpo anatomico, sezionato, neutro concepito dalla scienza. Corpo annichilito dei suoi millenari spessori antropologici, dei suoi insondabili misteri, mentre il corpo della donna vive ancora in un rapporto diretto, selvaggio e simbolico con la natura.

I saperi-poteri che nell’età post-moderna governano addomesticando i corpi, tentano di imbrigliare quel corpo così ribelle alla domesticazione della tecnica, così complesso, così profondamente radicato alla natura, così sfuggente con i suoi mutamenti, le sue periodicità in sintonia con i ritmi lunari del tempo ciclico. E, soprattutto, corpo capace di compiere l’atto supremo: dare la vita.

Le prime opere d’arte dell’umanità sono le maternità primitive (35.000 a.C.), divinità primordiali che simboleggiano la generatività. La più antica, la “Venere di Fels”, risale al 35.000 a.C. e rappresenta una figura femminile stilizzata con le mani appoggiate sul ventre, figura cultuale riverita in tutto il Mediterraneo per garantire la fertilità della specie umana.

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Alle origini del pensiero umano, i miti e i riti inscrivono il femminile nella sacralità della rigenerazione, della continua trasformazione e del rinnovamento, fonte divina che dà e sostiene la vita. La ritmicità che ne scandisce la vita segna il suo legame profondo con la natura, con il cosmo, con un universo sempre gravido di vita che fa della fecondità la sua legge essenziale. Ovunque la fecondità è stata ritualizzata e la donna rappresentata come mediatrice con l'aldilà, con il trascendente, con il mondo dei morti.

La conservazione del fuoco, la preparazione dei cibi, la filatura e la tessitura, appartengono al dominio originario del femminile. In principio, queste non sono prestazioni tecniche ma rituali carichi di significati simbolici. L’origine della tecnica non solo non ha nulla di tecnico, come ci ha insegnato Heiddeger, ma è cultuale, come ha dimostrato Giorgio Colli.

Le Moire greche, le Parche romane, erano tutte filatrici perché il fuso con il suo moto circolare simboleggia il roteare degli astri, il tempo ciclico del cosmo, il destino degli uomini. Sono divinità che simboleggiano sia la vita sia la morte perchè la possibilità di procreazione che contraddistingue il femminile è in grado di stabilire la vita e la morte del genere umano.

In quanto potenzialità che non ubbidisce ad altre regole se non a quelle del corpo stesso, al di là di qualunque valenza esterna, il materno come sapienza archetipale della natura si contrappone alla cultura come conoscenza artificiale.

Non è il sapere che deriva dal pensiero logico-astratto (tipicamente connotato dal maschile), ma quello immediato, innato, che non ha bisogno di passare per la conoscenza della cultura per far parte del sapere umano. Non è il il pensiero illuministico che - alla luce della ragione, seguendo il sole sempre uguale a sé stesso - analizza, distingue e separa, ma il pensiero intuitivo che sintetizza, unisce, abbraccia. e non lascia niente fuori dal suo raggio lunare rivelando l'unità insospettata dell'universo.

"La coscienza femminile è meno nitida e chiara di quella maschile ma capace di rilevare in un campo più vasto le cose che sono ancora umbratili. Le doti di veggenza e le capacità di intuizione della donna sono sempre state riconosciute. La sua vista, non concentrata su un punto focale, le dà la consapevolezza di ciò che è oscuro e il potere di vedere ciò che è nascosto con occhio più acuto", ha scritto Jung.

È la saggezza di Atena, simbolizzata dalla civetta che vede anche di notte, la dea che non genera figli ma le istituzioni che regolano la polis, (la città-stato greca), ossia la “molteplicità”. È sotto il suo sguardo che più di 2500 anni fa è nata ad Atene la democrazia, la forma politica che accoglie e abbraccia quell’elemento imponderabile dell'esistenza che è la libertà. La democrazia non è altro che la fatica di pensare la convivenza di esseri liberi, ecco perché la tecnocrazia la detesta imponendo il suo ordine algido, immobile, sterile. Ecco perché odia i bambini e la maternità. Non a caso, anche le arti sono poste sotto la protezione di Atena in quanto archetipo sapienziale che serba in grembo la potenza generativa, creando il terreno fertile che ispira lo sviluppo di ogni processo creativo.

La madre è l’amore incondizionato che non ha riscontro altrove a livello relazionale. È Gea che salva Zeus dal padre Cronos (dal greco tempo) che divora i propri figli e, così facendo, istituisce la legge del tempo e il principio della discendenza: i figli succedono ai padri nello scorrere delle generazioni. È Demetra - dea delle messi, dispensatrice di nutrimento - che piange la scomparsa della figlia Persefone fino a ottenerne il ritorno dagli Inferi una volta all’anno, portando la primavera nel mondo, la rinascita della natura. È Venere che rimprovera il figlio Eros con una sonora ciabattata come si vede in un vaso del 360 a.C., perché la fatica delle mamme, alla fine, è sempre la stessa e risponde alla responsabilità immensa di educare un altro essere.

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A tal proposito, il genetista Richard Dawkins si chiede quale sia la differenza morale, oggi, tra il generare un bambino con abilità musicali, ad esempio, e il costringerlo a prendere lezioni di violino. Insomma, artificiale è meglio, si può crearli in laboratorio con attitudine direttamente incorporata nel Dna. Per i nuovi oracoli della scienza, la fabbrica degli umani deve funzionare a pieno regime e sbaragliare la concorrenza della natura per arrivare a modellare la posterità nelle forme che vogliono. “Per vera educazione intendo un’educazione che non ammetta pressapochismi. La vera educazione infallibilmente trasforma chi la subisce in ciò che essa si prefigge, senza che il soggetto in questione o i suoi genitori possano farci nulla. Naturalmente si tratterà, all’inizio, di un influsso soprattutto psicologico. Ma alla fine arriveremo al condizionamento biochimico e alla diretta manipolazione del cervello”, scriveva Clive Staples Lewis nel lontano 1957.

Nella storia dell’uomo, l’evento della nascita è sempre stato vissuto come fatto sociale significativo, ritualizzato e sacralizzato, e dunque gestito dalla collettività e mai considerato come qualcosa di privato né tantomeno di medicalizzato come lo è oggi.

In Africa, la gravidanza, il travaglio e la nascita di un bambino sono accompagnati da riti, canti e preghiere; il cordone ombelicale e la placenta vengono seppelliti vicino alla casa. In Africa Subsariana le donne partoriscono da accovacciate perché la tradizione vuole che la terra sia la prima cosa che il piccolo deve toccare appena venuto al mondo. Per i Macua ogni nuova nascita rende più forte tutta la comunità, per questo la sterilità è vista come una disgrazia, un castigo o una maledizione. Le nuove nascite rafforzano il legame tra passato e futuro e sono il segnale che gli antenati continuano a fungere da intermediari. Il neonato, infatti, riceve il nome di un defunto, ne eredita alcune caratteristiche e per tutta la vita intratterrà con lui un legame speciale.

In tutte le culture arcaiche e ancora oggi in quelle extra-occidentali, la nascita è considerata un evento-limite interdetto all’intervento umano e posto sotto la tutela del divino. Si tratta, infatti, di uno dei due regni cosiddetti “indisponibili”, insieme alla morte. È una visione in cui la nascita è strettamente legata alla morte tanto che i loro simboli spesso si sovrappongono e si confondono. I cosiddetti popoli primitivi non concepiscono la nostra cesura tra vita e morte, nè conoscono la nostra angoscia che porta ad enfatizzare la prima e ad esorcizzare e rifuggire la seconda.

Non si moriva soli in ospedale e non si nasceva in ospedale, isolati in una dimensione prettamente privata. Attorno alla nascita, come attorno alla morte, si tesseva una rete di rituali, pratiche, gesti a cui partecipava tutta la comunità. Sulla scena della nascita era presente l’universo collettivo del villaggio, rappresentato da una o più donne che assistevano direttamente la partoriente.

Da noi l’evento della nascita si è privatizzato, relegato alla storia individuale di ciascuno, come tutti gli altri eventi della vita. L’ospedalizzazione della gestazione ha portato a un ulteriore allontanamento della madre e del nascituro dalla scena sociale. Lo spazio artificiale dell’ospedale denaturalizza la nascita, le sottrae il suo luogo naturale sociale e, inevitabilmente, la patologizza. Tant’è vero che l’Italia ha raggiunto il 36% di tagli cesarei, mentre la sua reale utilità non dovrebbe superare il 7%.

Da intervento prezioso in caso di complicazioni ha finito per essere applicato indistintamente. La medicalizzazione dei corpi è una tendenza della nostra società e risponde al bisogno frainteso di sicurezza, di controllo degli eventi, difende dalle emozioni forti, dall’istintualità, considerata “primitiva”. Permette di standardizzare l’assistenza, di codificarla in protocolli eliminando le variabili, schematizzando la storia personale, fino all’organizzazione industriale delle nascite in ospedali sempre più grandi e spersonalizzati.

Le conseguenze ci sono e sono allarmanti, a cominciare dalla scomparsa della “variabilità” e della “capacità reattiva” nella riproduzione che sono importanti fattori di protezione perchè offrono risorse sempre nuove per potersi adattare a situazioni nuove. La loro scomparsa significa l’aumento esponenziale della vulnerabilità della specie umana a cui si risponderà con un maggior ricorso alla riproduzione artificiale.

Nella post-modernità, si viene al mondo circondati da estranei (ostetriche, ginecologi, professionisti) e la nascita è sempre più affidata alle mani dei tecnici, che saranno sempre più le mani artificiali di una tecnologia anonima, pervasiva e invasiva. Le inquietanti dimensioni della fecondazione artificiale entrano ormai nello spazio bianco dell’origine che per millenni era stato al sicuro dall’intrusione del prometeismo umano.

Dietro questa tecnologia scatenata che viaggia a velocità inimmaginabili arranca un’etica che non sa più porre confini ritrovando il proprio ruolo di guida, magari recuperando anche quella saggezza interrogativa e dubbiosa che era tipica delle culture antiche.

“Seguire il ritmo della vita femminile significa seguire il ritmo della vita stessa, accettando gli imperativi fisiologici piuttosto che quelli di una civiltà artificiosa, anche se perfetta. Quando l'umanità è stata affascinata, all'udire il battito del proprio cuore, la donna, con la sua complicata biologia, è diventata modello per l'artista, per il mistico e per il santo. Quando invece il genere umano si volge a quello che può essere fatto, alterato, costruito, inventato nel mondo esterno, tutte le proprietà naturali dell'uomo, degli animali, dei minerali diventano ostacoli da superare e modificare piuttosto che indirizzi da seguire", ha scritto Margaret Mead nel 1949.

Ecco, oggi che si parla così tanto di denatalità, forse per tornare a ripopolarci basterebbe tornare ad ascoltare il cuore.

Di Sonia Milone per ComeDonChisciotte.org

15.05.2023

Sonia Milone. Architetto, specializzata in antropologia culturale, è autrice di articoli e saggi dedicati all’arte e all’architettura (con un occhio particolare rivolto alle “culture altre”) per esplorare, con differenti coordinate critiche, le aree dei transiti, dei flussi e delle derive che solcano i territori della contemporaneità.

Commenti (45)

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    1. natascia 17 maggio 2023

      Ottima analisi, profonda, tuttavia manca la necessaria ricognizione
      con l'altro attore della procreazione che in essa manca e che si chiama Padre. Si stanno affrancando le seguenti idee:

      i figli sono sempre stati creazioni femminili.i figli possono essere creazioni maschili.Questo dualismo falso, interessato,sta portando l'umanità su una china pericolosa.
      La forza che il padre e la madre assieme hanno sempre espresso,in generale e nell'interesse della loro prole,può sbaragliare ogni attacco. Nel momento in cui un'individuo diventa genitore e prende coscienza di questo, diviene un protagonista con diverso peso nell'agorà sociale.

    1. DrCaligari 16 maggio 2023

      Domenica per la festa della mamma ho scritto auguri a tutte le Rosemary, era ironico ovviamente, però mi è capitato di recente di leggere il libro di Ira Levin (il film l'ho visto diverse volte) Rosemary's baby, ed è la metafora perfetta di quanto scritto nell'articolo. Vi è nella sua progressiva presa di coscienza (peraltro costruita come un giallo che lei compone in stile puzzle) un contemporaneo senso di rassegnazione ed accettazione di ciò che mano mano le appare come ineluttabile. Ridotta al rango di nutrice non avrà alcun ruolo nella reale educazione del bambino e nemmeno la genetica di suo figlio ormai la riguarderà più del tutto. Tv, social, vaccini, possiamo sintetizzare il tutto come Castevet?

    2. CptHook 16 maggio 2023

      Uscendo un attimo dal tema, solo per associazione con Rosemary's Baby, hai letto mai "Mephistowaltzer"?

    3. DrCaligari 16 maggio 2023

      No non lo conoscevo, grazie. Ho letto la sinossi online e sembra carino. Che dici?

    1. SupernovaX 16 maggio 2023

      La cultura giudaico cristiana ha posto le necessarie premesse a quanto esposto nel pregevole articolo, relegando l'archetipo femminile ad un ruolo decisamente subalterno.
      L'origine della svalutazione femminile e, quindi, della maternità è in primis teologica: manca la dea madre.
      Il resto lo ha compiuto la filosofia razionalistica che ha dominato l'occidente dalla Grecia in poi sancendo il primato dell'intelletto sull'intuizione.
      Il fallimento del femminismo ha origine proprio in questi presupposti; ha abbracciato in toto l'ideologia materialista chiedendo alle donne di diventare uomini con la vagina: si esalta la donna astronauta, la donna manager, la donna soldato... di certo non la donna madre, l'unica cosa che (almeno per ora) nessun uomo (biologico, è da precisare, non si sa mai) potrà mai essere e neanche una donna semplicemente "femmina" (oggi tutti vogliono essere femmine fuorché le donne, mah...).
      Poi, che la maternità non sia l'unico aspetto tipicamente femminile lo possiamo riscontrare nelle rappresentazioni archetipiche dell'antichità. Giunone era l'archetipo della madre-sorella e sposa, Artemide era si sorella ma non era né madre e né sposa, ciononostante, per dirla alla LellykellySchlein, non era per questo meno donna e meno archetipo di Giunone...
      I sessi sono due ed il gender è solo una teoria molto discutibile, questo è innegabile, però ci sono molti modi di essere maschio e molti modi di essere femmina, Marte non è Giove e Venere non è Atena... la saggezza è forse scoprire qual'è l'archetipo che più si confà alle proprie caratteristiche e cercare di realizzarle.

    2. CptHook 16 maggio 2023

      L'origine della svalutazione femminile e, quindi, della maternità è in primis teologica: manca la dea madre.

      Interessante angolazione, non ci avevo mai pensato...

    3. SupernovaX 16 maggio 2023

      In realtà ci sarebbe, hai presente la terza persona della Trinità? Oggi viene rappresentata sotto forma di colomba ma, tanto tanto tempo fa, venne talvolta rappresentata con fattezze femminili ma... sst! non dirlo ai cattolici!!

      PS: i famosi "fratelli maggiori" hanno ironizzato sull'immagine di Maria che concepì per opera dello Spirito Santo (per loro Ruach Ha Qadesh). qualcuno disse, infatti, " non si è mai vista una donna che mette incinta un'altra donna!"

    1. Primadellesabbie 16 maggio 2023

      Qui è illustrata l'origine dell'uomo.

      https://i0.wp.com/enkispeaks.com/wp-content/uploads/2013/04/Ninmah-holds-ADAM.jpg

      L'alberello a destra rappresenta il DNA come in altri sigilli sumeri, un po' meno espliciti, sullo stesso tema.

      Tanto per mettere i puntini sulle i.

    1. mago 16 maggio 2023

      Ci hanno avvertito di questo e ci hanno anche detto come andrà a finire,ma non ci hanno detto il dolore che si prova quando perdi la mamma,il vuoto che senti.

    2. natascia 16 maggio 2023

      Concordo, tuttavia la perdita del padre,assume una mancanza diversa ma altrettanto dolorosa, una mancanza di forza.

    3. mago 17 maggio 2023

      Sai che mi pongo sempre questa domanda quando vedo mia figlia che mi chiede sempre Pa come stai..?

    1. sbregaverse 16 maggio 2023

      Vista la Venerina di Fels ¿?
      Un paio di tette : TANTE.
      La sbregona ONA ONA ONA.
      E una testina piccina piccina pinciò ooops picciò.

      L'artista ¿?
      Macchè un antifemminista pornografo di 35000 anni fa.

    2. sbregaverse 16 maggio 2023

      Purtroppo la Venerina fig~ urica( altezza cm. 6) NON fa parte della mia collezione.
      N.B. Sono il più grosso collezionista di Venerine
      ( Dea madre) della sinistra ooops sponda austroungarica del Piave.

    1. IlContadino 16 maggio 2023

      Bello scritto, tanta carne al fuoco.
      Mi ha colpito particolarmente la parte dedicata all'intuizione. Sono appassionato dell'intuizione. Per fortuna, credo, l'intuizione è appannaggio di tutti. Credo anche che l'intuizione vada un minimo ricercata, stimolata, spinta a salire in superficie. Forse ognuno ha un proprio, personale modo di stimolare l'intuizione.
      Mi viene in mente una scena del film Il Pianeta Verde. C'è un dialogo fra due persone che più o meno recita così:
      - Perché dobbiamo venire fin quassù, in questo prato, a fare la riunione? Ci sono prati anche più giù, sarebbe meno faticoso.
      - Veniamo fin quassù perché dopo due ore di cammino in salita siamo tutti più intelligenti.
      Quello di camminare in montagna, per dire, è un modo di stimolare l'intuizione, per lo meno, con me funziona, credo anche per altri.
      Fare lavori di artigianato anche funziona, la meditazione, le arti in generale.
      L'intuizione non sbaglia mai. Ma un po' se la tira, ma quando si concede è una vera benedizione.

      PS il secondo è nato in Italia, non ci è stato possibile partorire in casa. Siamo andati in ospedale, è uscito per colazione, a pranzo eravamo a casa. Toccata e fuga;-))

    2. sbregaverse 16 maggio 2023

      Correggere prego: toccata ex fi .... :~)))

    3. Jimbo 16 maggio 2023

      Un articolo carnoso.

    4. SupernovaX 16 maggio 2023

      L'intuizione fa parte di quella componente femminile che, in misura e con modalità diverse, hanno sia gli uomini che le donne. Lo stesso si può dire della mente razionale.
      Ragione ed Intuizione sono due cavalli che trainano lo stesso carro, talvolta prevale l'uno, talvolta l'altro... però, quando vanno insieme tirano più di dodici coppie di buoi! In questo caso avremo lo Scienziato, l'Artista, lo Statista...
      Lascio allo Sbrega il compito di chiosare riguardo a cosa sia quella cosa che tira più di dodici paia di buoi in discesa.

    5. Fedeledellacroce 16 maggio 2023

      Concordo!
      Aggiungo peró che il ministero dell'educazione fa di tutto per sopprimere l'intuito (la nostra vera intelligenza), sin da tenera etá. Loro vogliono la ragione, l'intelletto.
      A noi curare, nutrire questo intuito, e usare l'intelletto come strumento a nostra disposizione.
      Purtroppo accade troppo spesso il contrario: La ragione guida la vostra vita, soffocando l'intelligenza, quella vera, quella intuitiva, rendendo la vita miserabile.......

    1. BrunoWald 15 maggio 2023

      Che il pensiero logico-astratto sia "tipicamente maschile" è un cliché, il quale prende in considerazione unicamente gli esiti infausti di una deriva culturale le cui radici elleniche diedero i natali al razionalismo occidentale. Ed anche allora esso venne osteggiato, basti pensare alla figura di Eraclito.

      Seguirono, per lunghi secoli, la feroce persecuzione ecclesiastica contro ogni tradizione sapienziale d'occidente: eppure, l'antico spirito indoeuropeo non era stato completamente vinto ed estirpato, se in pieno XX secolo Lukacs si sentiva indotto ad inveire contro "l'irrazionalismo" di matrice romantica, poi definitivamente sepolto sotto le bombe che spianarono il cammino del ritorno anche dei più recalcitranti nei recinti della tradizione giudeo-cristiana.

      Oggi che il nemico sta deponendo la maschera, svelando la sua essenza anti-umana, non possiamo fare a meno di registrare il fallimento della famiglia nella sua funzione naturale, di formazione e protezione, a cominciare dal sistematico smantellamento della figura paterna, avvenuto con la compiaciuta complicità di milioni di "mamme": era solo questione di tempo prima che arrivasse il loro turno, e lo dico con sincero dispiacere.

      Ormai, al Genitore 1 e Genitore 2 non resta che condividere mestamente la propria insignificanza, perché la potestà sulla loro prole, rincoglionita, sierata e trans-umana, quando non previamente abortita, sarà affare esclusivo del Grande Fratello.

    2. Jimbo 16 maggio 2023

      Mi sembra la perfetta integrazione all'articolo, a mio avviso perfetto.

    3. uomospeciale 16 maggio 2023

      E' indubbio che in futuro grazie all'utero artificiale la maternità verrà sottratta alle madri, come in pratica la paternità è già stata sottratta ai padri, non è interesse di alcuno stato lasciare la cosa più importante per l'esistenza della specie, ( vale a dire la riproduzione e l'educazione delle future generazioni ) totalmente nelle mani del capriccio dei singoli individui.
      Inoltre grazie anche alla selezione pre-impianto la possibilità di creare un nuovo e migliore essere umano ( più sano, più intelligente e longevo anche in tarda età ) darà un vantaggio competitivo enorme ai paesi che per primi la attueranno sistematicamente.
      Basti pensare a quanto costa oggi la sanità e a come potrebbero cambiare le cose in futuro grazie a una popolazione che invecchia molto meglio, che NON si ammala, o che lo fa molto raramente.
      Chi è inorridito da questa eventualità non vede o finge di non vedere che questa selezione verso l'alto al fine di migliorare la prole viene DA SEMPRE praticata dalle femmine di tutte le specie, compresa la nostra:

      ( Si proprio da quelle sacre madri che si dicono essere il cosidetto patrimonio dell'umanità )

      Le tecnologie moderne si limiteranno solo a rendere più efficiente e rapido un processo iniziato e portato avanti dalle femmine già dai primi homo sapiens.

    4. natascia 16 maggio 2023

      Delirio, qualsiasi ciabattata è
      ormai tardiva.

    1. Arthur 15 maggio 2023

      Io continuo a ripetere che non mi preoccupo affatto.
      L'importante è fare in modo che quella parte di classe politica schierata con certe follie resti alla larga dal governo e venga estromessa dal potere.

      Una parte di umanità si estinguerà.
      La verità, quindi, è che gli imbecilli hanno già perso ma non lo sanno.

      Quindi resto tranquillo e consiglio anche a voi di non preoccuparvi e affannarvi.
      

    1. Bertozzi 15 maggio 2023

      Ma se se ne possono avere addirittura due!

    2. uomospeciale 15 maggio 2023

      Doppia fortuna e doppio bonus allora.
      Premio ricco? Mi ci ficco!...

    1. CptHook 15 maggio 2023

      La democrazia non è altro che la fatica di pensare la convivenza di esseri liberi,

      Applausi...

    1. me-stesso 15 maggio 2023

      La madre è matrimonio dell'umanità, mentre il padre è patrimonio dell'umanità...

    2. uomospeciale 15 maggio 2023

      il padre è l'obbligato in solido, se smette di lavorare & pagare lui viene subito giù tutto il baraccone.
      Infatti le donne sono contro l'utero artificiale e la GPA proprio perchè toglie loro il potere, ma non fiatano mai contro la fecondazione artificiale o la vendita di sperma su internet a lesbiche e donne single.
      Anzi in molti paesi vorrebbero che queste pratiche fossero finanziate dallo stato.
      ( che si regge per la maggior parte sul lavoro degli uomini)

      Francamente io non ho mai compreso quelli che dicono di non sapere cosa vogliono le donne io l'ho sempre saputo.
      Per me sono sempre state trasparenti.

      1- i soldi- ( possibilmente senza doverseli guadagnare, nemmeno a letto)
      2- il potere e le posizioni di prestigio- ( idem come sopra )

      Qando si impara ad andare oltre i loro piagnistei, le loro continue accuse e recriminazioni con cui come genere ci ammorbano in ogni contesto pubblico o privato, ci si rende sempre conto in breve tempo che il succo di un qualsiasi discorso portato avanti da una donna, dalle donne, o "in quanto donna" va sempre e immancabilmente a finire lì.
      i soldi e il potere.....Punto.
      Tutto il resto è aria fritta.

    3. sbregaverse 16 maggio 2023

      Mi risulta che le due cose che vogliono le donne le vogliano anche gli uomini.

    4. uomospeciale 16 maggio 2023

      Sì ma gli uomini non cercano di estorcerle senza averne diritto, nè di ottenerle con azioni affermative, discriminazioni positive, quote rosa, percorsi preferenziali e quant'altro:
      Noi uomini ci dobbiamo conquistare ogni cosa con la competizione, il lavoro, il sacrificio e il sudore senza sconti nè scuse.
      Solo le donne pretendono sempre percorsi preferenziali o agevolati così come solo loro si fanno quasi sempre una vita e una carriera come "moglie di" noi no.
      E non abbiamo bisogno di farci leccare e incensare dai media e dalla gente che ci ripetano in coro: " bravi! bravi! " di continuo H24 per ogni patetica cazzata, come invece accade sempre ad una qualsiasi donna che faccia una qualsiasi cosa.
      Siamo migliori, noi.

    5. CptHook 16 maggio 2023

      Per fortuna che CDC non ha lettrici femministe convinte (per quanto ne so)..., sennò si sarebbero trasformate in Menadi e tu facevi la fine di Orfeo...

    6. CptHook 16 maggio 2023

      Uhhhmmm..., ho l'impressione che tu sta generalizzando un po' troppo...

    7. Fantine 16 maggio 2023

      Non è questione di essere femministe o meno, Capitano.
      Il dialogo deve essere tale e presuppone il rispetto dell'interlocutore.
      Ho scritto in passato che non seguo (e perché) certe strade che contrappongono gli uomini e le donne.
      Comunque, grazie di ciò che hai scritto, Capitano.

    8. Fantine 16 maggio 2023

      Non tutti gli uomini, Sbrega.
      E non tutte le donne.
      Lo so che lo sai, caro Sbrega.

    9. BrunoWald 17 maggio 2023

      Dividere e contrapporre uomini e donne, provocare sfiducia, rancore e persino odio tra i sessi, è da decenni una delle strategie principali del potere diabolico che ci governa e, bisogna purtroppo ammetterlo, anche una delle più riuscite.

    10. Fantine 17 maggio 2023

      Tristemente vero, Bruno.
      Ed anche profondamente sciocco.
      Lo hanno sempre fatto, con metodi diversi.
      Negli ultimi decenni si è lavorato più intensamente, insieme ad altro.
      Discorso che si inserisce in un contesto più ampio.
      Non vinceranno mai.
      Il punto è a quale prezzo e a quali condizioni.
      Un'asticella che dissacra l'essere umano.

    11. Bertozzi 17 maggio 2023

      È perché si stanno effeminando...-;)

    12. sbregaverse 17 maggio 2023

      Cerrrrrrto che lo sappiamo; ma sappiamo anche che siamo rimasti da contare sulle dita di una mano sola.

    13. sbregaverse 17 maggio 2023

      Siccome ,poi, certe signore LI trovano così carini educatini gentilini ben introdottini :mi metto anch'io su QUELLA strada.

    1. uomospeciale 15 maggio 2023

      Troppo mammismo in questo articolo.
      E in italia abbiamo già fatto tutti indigestione di mammismo.

    2. CptHook 16 maggio 2023

      Dissento dalla prima
      concordo con la seconda

    1. Jimbo 15 maggio 2023

      Bello, di piú. Scritto benissimo.
      Crudo.
      Un mondo asettico si é fatto avanti grazie al partito della Morte, i dem americani.
      Non c'é opposizione. Vanno lisci coloro che portano la Morte.
      Hanno dichiarato guerra alle madri.
      L'odio verso le donne-madri e verso i bambini é feroce.
      L'aborto fu la chiave di volta.
      Mi é piaciuto talmente tanto che puó darsi che replicherò ancora.
      Grazie Sonia.

    1. Jimbo 15 maggio 2023

      La battaglia é persa, anzi é persa proprio la guerra.
      Gioco-partita-incontro.
      Per almeno le prossime 2-3 generazioni. Come minimo.
      Poi chissá.
      Adesso leggo l'articolo che dall'inizio mi sembra una figata.

    2. Arthur 15 maggio 2023

      Ti sbagli.
      La battaglia è vinta, perché gli idioti si estingueranno.

    3. Jimbo 16 maggio 2023

      Che dire... la pensiamo in maniera opposta. Ma va bene cosí, no problem.

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