LA GUERRA TRA LE DUE CRISTINE E L'IMPATTO SULL'EUROPA

LA GUERRA TRA LE DUE CRISTINE E L'IMPATTO SULL'EUROPA

SOPRATTUTTO SULL'ITALIA

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI

Libero pensiero

Sudamerica, media e diritti politici su un argomento sottaciuto.



In Gran Bretagna gli hanno dato un nome preciso e ormai la seguono come se fosse una telenovela nella sezione geo-politica: “The Christines at war”, la guerra delle Cristine, che sarebbe una fiction a puntate davvero impossibile non seguire.
Ci siamo anche noi, dentro, naturalmente, e il nostro ruolo in questa telenovela non è certo dalla parte dei buoni. La Storia ci ha messo nella situazione di dover interpretare il ruolo di quei personaggi che quando entrano in scena, dopo le prime due battute, ci spingono a dare una gomitata al nostro compagno di poltrona per commentare “questo mi sa che fa una brutta fine”. Non siamo certo gli eroi di questa fiction iper-realista.La nuova puntata (vera chicca per gourmet) si è svolta in un sontuoso teatro internazionale: la East Coast degli Usa, tre giorni fa uno scambio di battute al fulmicotone tra la segretaria del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, dalla sede di Washington –reduce da un incontro ufficiale con il ragionier vanesio- la quale, infantilmente ha minacciato l’Argentina usando di proposito una metafora calcistica “per il momento sto mostrando a quella nazione il cartellino giallo; ma c’è una inderogabile scadenza che è il 10 dicembre 2012. Superata quella data scatterà automaticamente il cartellino rosso e l’Argentina verrà espulsa dal Fondo Monetario Internazionale”. La presidente argentina si trovava in quel momento a un tiro di schioppo, stava a New York, al palazzo dell’Onu. Da aggiungere che (gli sceneggiatori sono abili professionisti di mestiere) nell’esatto momento in cui madame Christine minacciava la senora Cristina, la presidente stava parlando all’assemblea dell’Onu a Manhattan perorando la causa dell’indipendenza del Sud America e chiarendo –con gravi toni minacciosi ben coperti dalla consueta retorica diplomatica- che il teatro internazionale geo-politico non è più quello degli anni’70 e che la grande stagione dello schiavismo colonialista è tramontata. Finito il suo intervento, i suoi segretari le hanno comunicato immediatamente l’esternazione della sua omonima francese. E la presidente Kirchner ha dichiarato subito: “L’Argentina è una grande nazione. Ma prima ancora è una nazione grande. Abbiamo un vasto territorio baciato dalla fortuna naturale. Abbiamo risorse nostre, che ci consentiranno la salvaguardia della nostra autonomia e della nostra indipendenza. Ma soprattutto siamo un paese orgoglioso che ci tiene alla propria dignità. Vorrà dire che staremo fuori”.


Chi non ha seguito tutte le puntate della telenovela (ci sono stati anche dei morti, come il giovane economista Ivan, in una storia che ho raccontato mesi fa) forse non può seguire in maniera palpitante questo fronte bellico della Guerra Invisibile e potrebbe non capire di che cosa si tratta. Ha a che vedere con la Gran Bretagna, l’Italia, la BCE e la loro relazionalità con il Sud America. Ma soprattutto ha a che vedere con lo scontro tra l’interpretazione keynesiana e friedmaniana dell’economia e con lo scontro dichiarato tra l’interpretazione social-progressista dell’esistenza quotidiana e quella liberista conservatrice. Questo duello è stato riportato, dibattuto e commentato in tutto l’occidente. Neanche a dirlo, Italia esclusa. I servizi della, peraltro, brava Daniela Bottero, corrispondente della Rai di New York, parlavano del nuovo ipad5, di come a New York si vive l’incipiente autunno, ammaliandoci con la descrizione variopinta della scelta di Mario Monti relativa a quali ristoranti andare, a quali club partecipare e a quali inviti aderire. In Gran Bretagna, invece, (il vero cuore del problema) a questa puntata hanno dato un risalto talmente forte che la BBC ha scelto di destinarle ben cinque piattaforme mediatiche diverse: televisione di stato, radio, sito on line, diretta streaming, l’intera stampa cartacea mainstream. Per evitare di essere subissato dai consueti commenti della serie “dacce ‘sto link”, in un post scriptum, in copia e incolla, trovate l’articolo preso dal sito on line della BBC, sintetico ma esaustivo.


Qual è il contenzioso?


Eccolo esposto in maniera molto semplice e sintetica:


Il Fondo Monetario Internazionale sostiene che, sulla base dei propri dati a disposizione, l’inflazione in Argentina ha raggiunto la cifra del 30% in seguito alla irresponsabile azione di emissione di carta moneta da parte del Banco de la Naciòn perché in Argentina è stata scelta (il termine usato è “irresponsabile”) la strada degli investimenti in infrastrutture, salvaguardia del territorio idro-geologico, salario minimo garantito, credito agevolato alle imprese, protezionismo (con aliquote altissime praticate a tutte le multinazionali che in Argentina producono ma non investono il loro profitto in attività locali per favorire la occupazione) e aumento del proprio disavanzo di bilancio al fine di potenziare istruzione pubblica, ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Un’inflazione così alta comporta il rischio di “implosione del sistema economico” e quindi il resto del mondo economico, per salvaguardarsi, deve prendere le distanze da un modello economico così disastroso, definito “ormai fuori controllo” e quindi o l’ Argentina si adegua oppure viene espulsa. Una volta fuori, immediatamente verrà chiesto il saldo di tutti i loro bonds, il pagamento di tutte le transazioni internazionali di merci, e l’intero sistema finanziario del pianeta dichiarerà “inagibile” ogni forma di finanziamento all’Argentina, la quale, inoltre, dovrà immediatamente abolire gli investimenti e lanciarsi in una poderosa manovra di austerità, rigore e stretta creditizia, pena la cancellazione dei contratti internazionali di import-export.
Il governo della Repubblica Argentina, invece, sostiene che la propria inflazione è intorno al 9%. E dichiara che i dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale non sono dati veri, perché le aziende di rating che hanno fornito le informazioni sono agenzie private finanziate –fatto questo noto- da J.P.Morgan, Citibank e Societè Generale, che sono parte in causa e vogliono destabilizzare l’intero Sud America per avere la possibilità di poterci speculare sopra. L’Argentina, inoltre, ritiene che l’ FMI “ha lanciato un sistema di punizione” nei confronti delle nazioni dotate di un sistema finanziario economico centrale che vieta (come appunto nel caso dell’Argentina) ogni attività finanziaria speculativa sui derivati, perché gli investimenti finanziari sono consentiti solamente su titoli e aziende che producono merci reali. Come ultima considerazione, l’Argentina ritiene che il Fondo Monetario Internazionale abbia come compito quello di monitorare la situazione economica delle nazioni senza dover mai intervenire sulla qualità delle politiche economiche nazionali e locali essendo il principio dell’autodeterminazione dei popoli un valore riconosciuto dalla carta internazionale dell’Onu in data 1948.
Queste sono le due posizioni.


Poiché non si tratta di Juventus-Roma (forza capitano) dove il tifo è lecito, ciò che conta, in questo caso, è comprendere di che si tratta. Ma soprattutto che cosa accade se vince una o l’altra delle due Cristine.
I rapporti di forza non sono affatto come istintivamente si può credere, ovvero Davide contro Golia, perché c’è un piccolo paese, laggiù nel polo sud, che conta poco o nulla, e da solo si è messo contro i poteri forti. Questa è la retorica perdente terzomondista che vive di ideologia e favole sentimentali.


Si tratta di un poderoso braccio di ferro politico, che ci riguarda tutti. Italia in prima fila.

(e vi spiegherò più avanti il perché).


Chi vincerà? Non lo so. Però so chi voglio che vinca. E so, con matematica certezza, che cosa accadrà sia nell’uno che nell’altro caso.
Personalmente parlando (qui è il mago che si esprime) penso che abbia molte più chance l’Argentina che il Fondo ;Monetario Internazionale. Il bello è che lo pensano anche i britannici, altrimenti non avrebbero dato un così ampio risalto alla vicenda.


Christine Lagarde fa la voce grossa a Washington, insieme a Monti come partner, perché si sente sicura della vittoria, e a mio avviso sbaglia di grosso. La sua vittoria ha queste tre tappe: il 7 ottobre a Caracas (elezioni politiche in Venezuela, paese fondamentale per l’intero occidente in questo momento); il 6 novembre in Usa (elezioni politiche presidenziali); il 15 novembre, data in cui la troika consegnerà il proprio rapporto sullo stato impietoso della Grecia; a quel punto la nazione ellenica verrà protestata, spinta fuori dall’euro e surprise! invece del contagio, non accadrà un bel nulla se non uno scossone della durata di 48 ore. Si mostrerà e dimostrerà, pertanto, che l’euro funziona e regge ogni urto, la Grecia sprofonderà nella miseria e nell’incertezza (dimostrando che senza l’euro non c’è salvezza) e l’euro sorretta dal petrolio scontato del Venezuela, sorretta da Wall Street (che nei dieci giorni successivi alla vittoria di Romney sarà andata alle stelle con enormi guadagni di tutto il sistema bancario europeo) finalmente si potrà assestare e dare ordini al resto del mondo. Quantomeno alla parte occidentale. Questo è ciò che pensa la Lagarde.
Ma quali armi ha l’Argentina? Enormi, gigantesche. E le sta usando tutte.


Vi racconto una delle armi usate nel recente passato (finito con successo venti giorni fa) relativa a una precedente lontana puntata della telenovela dal titolo “La guerra dei limoni tra le due Crisitne” con una successiva puntata dal titolo “Coke is the real thing, baby!”.
Veniamo alla puntata dei limoni.
Quando nel 2004 l’Argentina, reduce dal suo fallimento, comincia a rimboccarsi le maniche per l’auspicata ripresa, si avvale di diverse forme di consulenza economica, tra cui quella di un gruppo di scienziati tedeschi: per tradizione storica, i tedeschi sono di casa laggiù. Arrivano gli agronomi verdi dalla Germania, portandosi appresso la nuova tecnologia ecologica, evoluta nel campo dell’agricoltura. I tedeschi scoprono che i limoni argentini sono eccellenti. E varano un ingegnoso piano. Grazie al fatto di avere uno sterminato territorio a disposizione, il governo investe una massiccia quantità di denaro per lanciare un sistema di cooperative agricole occupando circa 150.000 ettari per produrre il più vasto limoneto del pianeta. Per avere il frutto ci vogliono anni, ma la tecnologia aiuta. Finalmente, alla fine del 2009, ecco i succosi limoni. Vanno al mercato internazionale. La frutta risulta seconda, per qualità, soltanto ai limoni italiani (la più pregiata specie in assoluto) con l’aggiunta del fatto che ha un prezzo di mercato inferiore del 212% ai limoni siciliani, liguri, greci, turchi, spagnoli, provenzali. I più grossi consumatori di limoni in Europa sono tedeschi e britannici, per via della loro alimentazione. Ai tedeschi servono per condire una loro insalata e i krauti di cui sono ghiotti e agli inglesi servono per spruzzare il loro piatto unico quotidiano, i celebri “fish&chips”, cartoccio composto da filetti di baccalà e patate fritte che ben si accompagnano con la pinta di birra al pub, ogni sacro giorno alle ore 17.,30. I tedeschi si avvalgono di forte sconto ma arriva anche la Coca Cola, il cui amministratore delegato, in persona, vola a Buenos Aires e firma un accordo commerciale della durata di 25 anni per avere i limoni con i quali compone la ricetta di ben 22 delle sue 30 bibite sparse in tutto il mondo. L’amministratore dichiara che il 93% dei propri limoni li prende in Argentina, il restante 7% dalla Florida. Poco tempo dopo, si passa alla soia. E arriva la Cina: contratto commerciale della durata di 50 anni; acquistano il 92% della produzione nazionale di soia (decine di migliaia di ettari coltivati sempre dai tedeschi) e 10 milioni di vacche. I bovini vengono allevati da produttori argentini nelle sterminate praterie d’altura, macellati, squartati come piace ai cinesi, incartati, messi su giganteschi aerei frigoriferi e ogni giorno partono 50 giganteschi aerei da trasporto che portano a Pechino la carne necessaria per sfamare circa 250 milioni di cinesi. Arrivano anche i giapponesi che si prendono la produzione di acqua minerale di ben 122 ghiacciai del polo sud per un totale di 20 milioni di ettolitri al mese per 50 anni. I giapponesi bevono l’acqua argentina ma non lo sanno. Tutto ciò contribuisce a un aumento del pil argentino dell’ordine di un +5% all’anno e sarà il trampolino di lancio della loro ripresa economica. Dai cinesi, l’Argentina si fa pagare in dollari e bpt italiani; dai giapponesi in dollari e bpt tedeschi. Dai tedeschi e inglesi in euro. Ma nel 2010 la situazione geo-politica cambia precipitosamente. Dall’Unione Europea partono chiare indicazioni di andare all’attacco delle economie floride keynesiane. Per un fatto politico. La Gran Bretagna è la prima ad adeguarsi. E’ il primo atto del neo-eletto David Cameron. Non appena insediatosi, scopre che i limoni argentini –all’improvviso- non rispettano i parametri sanitari internazionali. Di conseguenza, si rivolge per protesta all’Unione Europea e Van Rompuy in persona denuncia l’accordo chiedendo una penalizzazione per l’Argentina, oltre a chiuderle l’accesso alle esportazioni internazionali. Per un mese l’Argentina protesta, soffre e si preoccupa. Dopodichè si fanno venire in mente un’ottima idea. La Kirchner personalmente scrive una lettera al quartier generale della Coca Cola ad Atlanta dove spiega alla multinazionale che dal giorno dopo non beccano più neppure un limone. Non solo. Avvalendosi della denuncia dell’Unione Europea, confortata dalle dichiarazioni di origine stampate sulle bibite della Coca Cola, si appella all’OMS chiedendo che vengano tolte dalla circolazione in tutto il continente europeo le 22 bibite che contengono limoni argentini “perché prive dei dispositivi di salvaguardia sanitaria previsti dalle convenzioni europee vigenti, visto che l’Europa sostiene che i nostri limoni non vanno bene, si deduce che non possono andare bene neppure bibite composte con i nostri limoni”. Per la Coca Cola si tratta di un danno di circa 25 miliardi di euro. Inizia un contenzioso durato ben 20 mesi, un braccio di ferro tra le due Cristine. Il finale della puntata è noto. Il presidente della Coca Cola tranquillizza la Kirchner dicendole “ghe pensi mi”. E ci riesce. 1-0 per l’Argentina.
Fine della precedente puntata.


Quella prossima, datata 13 dicembre 2012, non si sa come andrà a finire. Ma si sa che cosa accadrà se vince la Christine francese: 48 ore dopo, l’Argentina, accettando l’espulsione, protesterà il contratto con la Coca Cola, dirà ai cinesi che staranno senza carne e senza soia; dirà ai giapponesi che staranno senz’acqua da bere; dirà ai tedeschi che non avranno più il petrolio con lo sconto. E tutta questa gente andrà a chiedere ragioni alla Christine a Parigi. L’Argentina, quindi, avrà come avvocati difensori la Coca Cola, la Cina, il Giappone, l’industria agricola tedesca.


E l’Italia?


Automaticamente fallirà la Telecom, e due giorni dopo la Enel annuncerà che la propria fattura viene triplicata. Intesa San Paolo, Banco Popolare di Milano e Mediobanca subiranno in borsa un crollo di almeno il 40% del loro valore. Perché?


Perché la Telecom è un’azienda decotta. Eppure i suoi bilanci sono buoni: è vero. Ma il profitto (che la tiene a galla) lo prende da Telecom Brasile e da Telecom Argentina, nazioni nelle quali gestisce l’intero sistema di telecomunicazioni digitali, terrestri e satellitari. Verranno subito nazionalizzate. Non solo. Verrà anche nazionalizzata subito anche l’Enel, che gestisce tutto il sistema dei servizi di erogazione di energia elettrica a Buenos Aires, in Bolivia, a Rio de Janeiro e che per la bilancia italiana è fondamentale. Inoltre, verranno messi subito all’incasso bpt italiani per un controvalore di 22 miliardi di euro, proprio alla vigilia di Natale. E se l’Italia non ha da pagare, si arrangi. Che vada a farseli dare da Christine Lagarde.


Per ridurla in sintesi, si tratta, in realtà, di una lotta squisitamente politica.


La telenovela sta tutta lì.


Non c’entra niente il business, né il commercio, né gli scambi. Proprio no.


E tantomeno l’economia.


Come ha detto con molta chiarezza la sudamericana Cristina Kirchner “io pretendo che venga rispettata la mia dichiarazione politica”. E si riferiva allo scontro micidiale a Montevideo lo scorso novembre (quando il giovane economista morì impiccato), nel corso del quale Christine Lagarde la minacciò di sanzioni e isolamento se non cambiava politica economica. In quell’occasione la Kirchner disse: “Preferisco avere un’inflazione altissima e spropositata se so che la disoccupazione dal 34% è scesa al 3,5%; che la povertà è diminuita del 55%; che il pil viaggia di un +8% annuo; che la produttività industriale è aumentata del 300%; che c’è lavoro in Argentina, c’è mercato per tutti, e il mio popolo è molto ma molto più felice di prima, piuttosto che avere un’inflazione del 3% come in Italia, dove c’è depressione, disperazione, avvilimento e l’esistenza delle persone non conta più. E questa è un’affermazione politica. Di principio e sostanziale. Non lo ha ancora capito?”


Sembra che non lo abbia capito.


Sembra che non lo abbiano capito neppure gli italiani.


La crisi economica è uno specchietto per le allodole.


Si tratta di uno scontro micidiale politico tra due diverse modalità, totalmente contrapposte, di interpretare l’esistenza. E in questo scontro, l’economia, lo spread, ecc, sono semplicemente uno strumento di minaccia e ricatto per far passare un disegno politico di espoliazione, espropriazione e schiavizzazione degli esseri umani in Europa.


Altrimenti non si chiamerebbe Guerra Invisibile. Perché non si vede.
Non è certo un caso che la cupola mediatica, in Italia, abbia scelto di non acquistare i diritti per trasmettere le puntate della telenovela delle Due Cristine. Meglio che nessuno la veda.


Ed è meglio anche che nessuno sappia nulla dei limoni, dei verdi tedeschi, ma soprattutto che non venga né detto, né spiegato, né tantomeno mostrato, come se la passano quelle nazioni che hanno avuto l’ardire e l’ardore di dire no all’austerità, no alla sudditanza nei confronti dei colossi finanziari, ma soprattutto no ai diktat delle banche centrali.


Mentre da noi Monti & co. officiano continue messe da requiem dell’ingegno, della creatività, del lavoro e della voglia e bisogno di imprendere della nazione, da qualche altra parte del mondo si balla il tango e la milonga, e ci si sente vivi. Sono molto più poveri di noi, hanno molto meno di noi, sono molto meno ricchi di noi.


Eppure, sono molto ma molto più felici.


Non è questo, dopotutto, che conta nella vita dei popoli e delle nazioni?


Sergio Di Cori Modigliani

Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/09/la-guerra-tra-le-due-cristine-e.html

29.09.2012

P.S.

Ecco l’articolo della BBC:

IMF's Christine Lagarde says
Argentina faces 'red card'

Christine Lagarde gave Argentina three months to produce reliable data
International Monetary Fund head Christine Lagarde has warned Argentina it could face sanctions unless it produces reliable growth and inflation data.
Ms Lagarde gave Argentina until 17 December to address the problem.
The IMF head said the fund had given Argentina a "yellow card" but it could face a red.
Private economists say annual inflation in Argentina is at 24%, much higher than the official 10% figure.
"We had to choose between the yellow card and the red card. We chose the yellow card. If no progress has been made, then the red card will be out," she said.
Speaking in Washington, Ms Lagarde said Argentina had been given three months to provide reliable estimates on growth and inflation.
'Free country'
Analysts in Buenos Aires say the IMF has been adopting tougher language towards the government of President Cristina Fernandez de Kirchner.
The IMF and Argentina have been at odds over the figures since last year.
Private sector economists say the government has ignored the growing pace of inflation.
Last year, the authorities introduced measures restricting the purchase of US dollars.
Memories among Argentinians of the days of rampant inflation in the 1980s and a devalued national currency are still vivid, correspondents say.
If Argentina fails to meet IMF demands, it could face sanctions, lose voting rights and even be expelled from the organisation.
"Argentina is good in football and it certainly understands what we are talking about," said Ms Lagarde.
Earlier, Ms Fernandez, who is visiting the United States this week, rejected claims that her country was facing economic disaster.
And she sent a defiant message: "The rich countries don't want partners or friends; they just want employees and subordinates."
"And we're not going to be anybody's employees or subordinates. We are a free country, with dignity and national pride."
http://radionacional.com.ar/noticias/14-polistica/44947-cristina-fernandez-hablo-ante-la-asamblea-de-naciones-unidas.html



Traduzione italiana QUI

Commenti (108)

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Nascondi area commenti 20 caricati
    1. Georgejefferson 1 ottobre 2012

      Per la "truffa " Jefferson se uno ti propone dei titoli garantiti protetti da inflazione e tu accetti di dargli i soldi a queste condizioni e poi lui bara sull'inflazione dando dando dati falsi per pagare meno di metà per me è una truffa e per te no. Punto....no non ho detto questo,non attribuirmi falsita.Ho detto che le protezioni vanno differenziate,che le disgrazie umane di milioni di persone hanno un valore diverso della lealta assoluta verso un ricco filantropo.Questo non vuol dire nemmeno esagerare in questo senso,ma se parli spesso di onesta intellettuale,cerca di esserlo per primo,non sintetizzare un mio detto con uno slogan....Tu non dai abbastanza importanza al tasso di disoccupazione e forse non ne avresti neanche parlato se non spronavo...poi,ripeto,le aspettative valgono per quelle che sono,non verita certe,tu per primo dovresti saperlo

    1. Tanita 1 ottobre 2012

      Anch'io ho accesso ai dati, anche per lavoro: non nelle finanze, nell'universitá (quella libera, dove le domande le pensiamo noi).
      E per quanto riguarda l'Argentina, oltre all'accesso ai dati, ho l'esperienza personale di imprenditrice, di cittanida, di mamma, di ricercatrice.

    1. Tanita 1 ottobre 2012

      Consigli male allora. Ma fai pure: siamo tutt'altro che interessati in "investitori stranieri" del settore finanziario. Teneteli pure voi che la' fanno affari grossi.

    1. Tanita 1 ottobre 2012

      Capisco. Anche loro appartengono all'ingranaggio, sembra.
      Io c'ero.
      Ero in piazza il 20/12/2001. Ho vissuto la repressione.
      Ho vissuto la "non inflazione" di quei tempi, la deflazione, la recessione, l'ho vissuto tutto.
      Parlo anche dalle mie specialitá accademiche oltre che dalla mia esperienza personale. Meno male che non ho studiado ad Harvard; nessuno mi farebbe mai leggere domande preparate da Hedge Funds ad un presidente straniero. Queste cose non capitano nelle nostre universitá ma sai com'é il "mondo libero" della "stampa libera".

    1. Tanita 1 ottobre 2012

      Ah, capisco! Appartieni all'ingranaggio!

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Escluso due previsonali che sono Thomson Financial e JPMorgan. Io non guardo blog, ho accesso ai dati Tanita. E' il mio lavoro.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Ma sai leggere almeno, sono dati ufficiali Argentini.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Fatteli te i giretti che è meglio. Li ho classati io alcuni bond Argentini. Purtroppo.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Che te la calcoli da te a me va benissimo Tanita. Che mi frega.
      A me interessa l'inflazione reale Argentina, per lavoro, e se a qualcuno interessa gli dico che sta al 26% perchè quello è. Con tendenza in su.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Io no, c'ero, ma ho parenti. Economisti. Tu?

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      I dati su inflazione sono 26% con tendenziale in su, e mediamente da 25% a 30% e sotto trovi anche un pò di fonti gratuite, se no non te li avrei dati. Il 20% è il deflatore ricavato da INDEC, dati ufficiali. E' IL DEFLATORE SU GDP, NON IL CPI. Va bene leggere alla virgola, ma anche capire che c'è scritto.

      Quelli sulla disoccupazione reale, gratuiti, se li trovi bene, può darsi che qualcuno li abbia messi. Cercali. Io non do dati professionali perchè sono a pagamento e non sono tenuto a darli a te o a qualcun altro se non sono esplicitamente autorizzato e citando la fonte, se proro vuoi almeno unindicazione il, 3m,5% non sta nè in cielo nè in terra, ma neanche lontanamente.

      Per la "truffa " Jefferson se uno ti propone dei titoli garantiti protetti da inflazione e tu accetti di dargli i soldi a queste condizioni e poi lui bara sull'inflazione dando dando dati falsi per pagare meno di metà per me è una truffa e per te no. Punto. Va bene. Inutile però che mi fai poi i discorsetti dei ricchi e dei poveri. Che è un'altra cosa.

      Il resto non ho capito bene io, ma 29 che recupera 30 che metti, che poi non è nemmeno così, ribadisco che non è solo quello il punto. Il mondo e anche l'Argentina non sono l'impiegato e basta, nè lo stipendio e basta. Ci sono anche altri soggetti ed altri effetti.

      La protezione dei lavoratori non ho mai detto che sia un male, anzi, (basta però che non sia fasulla).

      Le conseguenze si subiscono anche per condotte stupide e irresponsabili, e di quelle l'Argentina non ha proprio nessun bisogno, a mio giudizio, ha bisogno invece di grande intelligenza e pragmatismo.

      Io ho dato una mia opinione, se in 7 8 anni quelli che hai letto tu davano disastri io non lo so, ma non vedo che c'entro io. Per me è una situazione molto delicata che può anche buttar male. Tutto qui.

      Non so di quali dati parli per il GDP. Sono ufficiali. Zero per cento e -0,80% Sono gratuiti.

      Dell'etica non parlo. L'etica comincia dalla verità per me.

    1. Tanita 1 ottobre 2012

      Almeno abbiamo riserve.
      From ZeroHedge, oggi:

      "FIAT ITALY NEW CAR SALES FALL 24% IN SEPT
      FRENCH CAR SALES FALL 18.3% IN SEPTEMBER, DOWN 13.9% THROUGH SEPTEMBER
      PORTUGUESE LIGHT VEHICLE SALES DROP 42% THROUGH SEPTEMBER"

      UN MESE! IN UN MESE!

      Passami le tue fonti.

    1. Georgejefferson 1 ottobre 2012

      Io non sono di nessun partito,io non sono"voi dite,voi vi illudete",se ragioniamo(civilmente come abbiamo sempre fatto io e te),e' con me che parli.

      "Chi ha prestato soldi all'Argentina, per aiutarla, l'ha fatto rischiando di suo. Sono due tipologie. Una di queste ha avuto titoli che sono legati all'inflazione. Significa che se ho 100 e l'inflazione è 25% io recupero la perdita di potere di acquisto, anche se non guadagno nulla. Perchè ho 125 chevalgono come i 100 dell'anno prima. Se il Governo dichiara un'inflazione taroccata al 10% quando è il 25% e mi da 10, mi sta fregando il 15% di capitale. CHIAMASI TRUFFA"

      Allora comincia a fare nomi e cognomi come spesso giustamente fai(forse non si puo,informazioni da pagare non so)cominciamo a vedere quanto poco abbienti sono questi filantropi,e facciamo distinzioni a seconda del grado di ricchezza...che non si puo?Uno stato sovrano può permettere tragedie immense sui suoi cittadini,permettere che si affami famiglie e lavoratori(anche imprenditori non sono io quello della guerra ideologica operai/padroni) ma assolutamente deve rispettare puntualmente tutti i contratti di prestiti? fino a prova contraria...non sono garantiti con sicurezza al 100% protetti dalla legge,qualsiasi prestito concesso si assume l'onere del rischio..da sempre,proprio tu non puoi dire di no.O non so,forse sei coinvolto direttamente allora ti tocca in modo diverso,magari no e ho detto una stronzata...comunque dimostrami la legittimità del fatto che la cautela deve essere sempre da parte del debitore e non del creditore...sai di truffe legali quante ne esistono a favore dei ricchi,proprio tu ne parli spesso,quindi allarmiamoci di tutte le truffe ma distinguiamo il grado di danno creato,verso chi,quanti e dove.Mie opinioni,naturalmente

      Ora a te andrà benissimo, a questa gente non tanto e alcuni, mi dispiace dirlo sono Italiani che volevano dare una mano, non fare gli "speculatori" cattivi.

      Non lo metto in dubbio,non sono io che si esprime cosi,di solito,anche se sono umano e posso cadere nella palude degli"slogan" a volte...giusto però rendersi conto e su quello devo ringraziare sinceramente i tuoi stimoli dialettici...Fatto sta che tra il filantropo incazzato ed il poveraccio onesto distrutto dalle economie distorte ci passa una bella differenza,ed uno stato non e' degno di tal nome se non protegge tutti,distinguendo e differenziando senza esagerare chi scudi ne ha,e chi no,forse molti non sanno,ma capita che ad ogni povero bianco dalla fame,un ricco diventa bianco di paura

      E così i senior debt che loro aiutavano a pagare se li cuccano per intero. Taglieranno.

      Ne subiranno le conseguenze,e forse ripartiranno,forse no,la sfera magica non ce l'ha nessuno

      Perchè non tutti sono allineati e perchè non è gratis come pensi tu.

      Mai detto che siano gratis,se perdo il potere di aquisto del 30% e contemporaneamente quadagno il 29% in piu non e' un dramma epocale,e' un allineamento ragionevole almeno per qualche anno,relatico,in relazione ai disastri sociali dei milioni di disoccupati con tragedie al seguito

      Perchè nel mondo non esistono solo gli impiegati e gli operai, e inoltre esistono i risparmiatori che vengono falcidiati, e il risparmio è parte importante anche di molti lavoratori e pensionati

      Mai detto il contrario,giusto dire pero che TRA IL"POTERE RISPARMIARE" ed il "MORIR DI FAME PER SOTTO OCCUPAZIONE"passa una bella differenza

      Perchè l'alta inflazione avvantaggia le imprese e lo stato per ristrutturare, ma fino a un certo punto, specie per lo Stato, e infatti hanno dovuto inaspire il controllo sui capitali. Che va bene fino a un certo punto però, perchè l'Argentina non è l'Italia degli anni 80, come pensi tu, che fece lo stesso ma dall'alto di una forza finanziaria enorme e in un clima di alta inflazione mondiale.

      OK concordo,non sono lo sloganista che urla che l'inflazione faccia sempre bene...e non e' un problema,fatto sta che basta una legge per proteggere le fascie dei meno abbienti(non i lazaroni,gli SFORTUNATI...a quato mondo non esistono solo i meritevoli e i lazzaroni,esistono anche gli sfortunati senza grandi colpe)

      se non sterzano i tendenziali per me vanno a picco nel giro di neanche due anni, questa è la mia pacifica opinione

      Ottimo,esistono da 7/8 anni pacifiche opinioni di catastrofismo sull'argentina a breve perche SLEALI/BRUTTI E CATTIVI(non da parte tua)stiamo ancora attendendo,e la sfera magica non ce l'ha nessuno,magari avrai ragione,magari no

      I dati su disoccupazione reale, come anche altri di analisi, non sono accessibili gratuitamente, come parzialmente quelli USA che per gentilezza ho postato, ma se uno paga se li guarda.

      Ma pensa un po..IL DATO DI MAGGIOR INTERESSE cioe' la dinamica del tasso di disoccupazione e' difficile reperirlo,io non posso pagare per avere questa informazione,mi pare pero che non la ,si prenda tanto in considerazione..sbaglio?

      Sono parole tue non mie.

      Giusto,vero che guardi alla virgola allora copia incolliamo:"se si prendono tre dati di growth wage (crescita salari) si aveva per il settore privato a Dicembre 2011 + 35.8% su anno precedente, mentre a Luglio 2012 +29.2% sull'anno precedente, che ora decelera un pò"...poi dicevi:" si ha quasi 20% pure prendendo dati taroccati"..quindi se non sono scemo(parlo di ora,non del"si prevede"..il si prevede appunto si prevede,e allora vedremo)...non e' male per niente,sbaglio?Anzi e' migliore addirittura di un allineamento...vedo pero che hai citato sui salari perche spronato da me...come mai non ne hai tanto parlato come hai fatto per l'inflazione e le truffe ai prestatori filantropi?Non alludo a malafede perche so che cosi non e' da parte tua,ma cerchiamo almeno di vedere tutte le campane,e dargli la loro importanza

      Il PIL Argentino QoQ fa -0.80% e oya fa 0. Questi invece sono dati gratuiti. Vedo che non sono molto citati però....

      E i dati che lo stesso FMI cita sulla crescita argentina?(anche se non alti come possono dire loro)tutte balle?non...io non lo so,dimmi tu,magari hai ragione

      Con 26% di inflazione

      Non era al 20?comunque 26 e' sempre meno della crescita salari del periodo da te citato,sbaglio?

      con un GDP/per capita PPP 12.000 USD, uno stock di debito estero del 46% su GNI, di cui un terzo a breve, non è esattamente quella pacchia che illustrano qui.
      Sono tempi difficili anche per loro.

      Siamo d'accordo,non sono io che urla salva nazione,miracolo argentino,ci sono passi avanti e il cammino e' lungo,non per questo,se e' vero che i passi avanti sono pochi,tutto deve essere catastrofico come e' il messaggio che lasci a chi legge(anche se non era quello il tuo intento

      Ce ne sono parecchi, uno anche dell'ONU, e si basano su reddito, educazione, salute, uguaglianza, sostenibilità, istruzione, speranza di vita, demografia, assistenza, ambiente ecc...
      Quelli guardo io, non so tu cosa intenda però

      Ottimo,abbiamo gli stessi modelli,ma dai,anche altri se vogliamo,e non sono io lo sloganista ONE uguale FMI uguale NATO uguale RETTILIANI,del bene nel mondo e' stato fatto,a mia opinione alcune oligarchie cercano di tornare indietro ed interrompere un processo virtuoso che e' stato solo ai primi abbozzi nelle tragedie del mondo,pero quegli intenti di vero progresso....reddito, educazione, salute, uguaglianza, sostenibilità, istruzione, speranza di vita, demografia, assistenza, ambiente ecc...tu li abbracci ma non possono chiamarsi BUONI vero?al massimo etici,perche ora la parola buono e' tabu?Lo sai che non sono sempre d'accordo con i tuoi punti di vista,spesso si,e RIBADISCO,che pure tu hai una visione mondo,ideali,etica...anche se non vuoi ammetterlo,liberi di dire il contrario,ad ognuno le sue opinioni,sperando nel rispetto civile reciproco.Leggero la risposta,alla prossima

    1. Tanita 1 ottobre 2012

      Senti mincuo, guarda che non é l'Argentina che ha venduto i bonds ai risparmiatori. Devi indagare su come funzionano queste cose. I dealers di bond sono sempre i soliti e fanno le manovre dovute per rifilare ogni tipo di "prodotto finanziario" alla gente, ai comuni (cerca sui comuni in Italia, USA, che sono stati fatti fallire proprio da questi tizi). Fatti un giretto qui:
      http://www.governing.com/gov-data/municipal-cities-counties-bankruptcies-and-defaults.html
      P.S.: Il default venne giustamente per via dei governi neoliberisti che abbiamo dovuto patire praticamente fin dalla fine della dittatura 76-83, che d'altra parte avvió il processo.

    1. Tanita 1 ottobre 2012

      Guarda che noi la situazione la conosciamo benissimo. Il governo non la nasconde per niente.
      Si dibatte in tv aperta.
      Perché il disastro in corso nel "Primo Mondo" ci coinvolge, non é che esportiamo verso la luna.
      Anzi, se da voi continua cosí, con saccheggiatori urbi et orbi a comandare, questo mondo diventerá ancora piú schifoso. Noi potremo mangiare (da queste parti, come in altre al mondo, si puó mangiare dalla caccia e dalla pesca) ma tanti altri non potranno.
      Perché vedi, questo disOrdine Mondiale é una sciagura per l'Umanitá. Sostengo sempre che bisogna evolvere il ché non é facile quando siamo in mano ad un'élite di bestie.
      Per quanto riguarda i dati, son tutti relativi in una quantitá di modi diversi. Ad esempio il prezzo degli immobili. Se tieni conto che nella maggior parte delle provincie i governi insieme allo Stato nazionale costruiscono case i piú disagiati, puoi capire che la "crisi del mercato immobiliare" per loro non significa nulla, non c'entra niente nei loro conti sull'inflazione. Se consideri che il colosso Carrefour é formatore di prezzi (perché ha la capacitá di fare storaggio di prodotti, com'é accaduto mesi fa quando i grandi supermarket seccarono la piazza di yerba mate - bevanda tipica da queste parti - e portarono il prezzo alle stelle finché vennero denunciati e smascherati), allora gli indici inflazionari diventano manipolabili (e non precisamente dall'Indec). Se poi consideri che a Carrefour un litro di latte costa delle volte 4,50 pesos (0.80 Euro apross) e delle volte 7 u 8 pesos, puoi capire come fai a misurare l'inflazione vera. Noi per lo piú sappiamo camminare, e il latte che a gennaio costava 4 pesos (meno di 0,8 euro il litro) lo troviamo oggi a 4,50 pesos. Fai i tuoi calcoli. Io conservo i miei registri base ticket da gennaio ad adesso, e fatture della luce e gas e tanti altri documenti sui quali si puo calcolare l'inflazione vera. Per noi nella regione in cui abito i numeri sono simili a quelli dell'Indec. Ho figli che vivono e studiano in cittá di Buenos Aires. Anche per loro é cosí. Affitti? + 5% base annua (tre appartamenti in Capitali dei quali pago l'affitto).
      Per l'amico che parla sugli indici di produzione automotrice, tenga conto che negli ultimi anni la produzione e le vendite del settore ebbero crescite straordinarie e c'é stato un rinnovamento della "piazza automotori" (come la chiamiamo da noi) molto sostenuta. Non é che cambiamo macchina ogni anno, non é necessario. E bisognerebbe mettere nell'equazione il mercato degli usati. Finalmente, tengo a ribadire che il governo in carica non é socialista, anzi.
      E siamo tutt'altro che tranquilli: il mondo é molto convulsionato e noi ne siamo parte.
      Saluti.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Tanita puoi prendere in giro gli sprovveduti con "vuoi credere ai banksters...." ecc..Tutti ladri, cattivoni, tutti i Centri Studi Internazionali, le Società di Audit, i providers, tutti che complottano contro i "buoni".

      Ma non sono mica solo "i banksters" e gli ignoranti di Cambridge o Harvard , "esposti" dal presunto studente genio.
      No, no, non solo loro.

      Ci sono anche i SINDACATI ARGENTINI, compresi quelli del settore pubblico. Pure loro sono banksters?

      E sono banksters pure gli economisti Argentini dei Governi Provinciali che mostrano un'inflazione 3 volte tanto quella ufficiale?

      O sono banksters i Surveys dell'Università Torcuato di Tella che mostra un'inflazione che corre tra il 25-30%?

      O lo è PriceStats, che è indipendente ed è uno specialista provider che produce dati di 20 Nazioni a State Street, che non è "un blog" ma una società di servizi finanziari, sui cui dati si basano Governi?

      O è una bankster anche Graciela Bevacqua che era la responsabile a capo di INDEC che hanno mandato via per metterci nel 2007 Guillermo Moreno e a sua volta María Edwin (bel curriculum!!!) a capo di INDEC a taroccare i dati?

      La realtà è fatta di circa il 140% di inflazione cumulata dal 2007.

      E cioè se fai il PIL reale sono in recessione praticamente.

      Con una botta di debiti a breve. Altro che PROCREAR e HACIER.

      Dici a me "informati". Bene, a scolto il consiglio, mi informerò meglio. Ma abbiamo fonti diverse, temo, io non leggo i fumetti per lavoro per informarmi sui dati economici.

    1. Tanita 1 ottobre 2012

      Ti riferisci all'FMI, vero?
      Te l'ho detto, io vivo e lavoro in Argentina. Tu?

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Il programma "PROCREAR" e il programma "RAICES" sono uan meraviglia delle meraviglie ma te li attacchi al c..lo per quanto riguarda il debito estero a breve e per la bilancia dei pagamenti. E altrettanto per i senior debt e per i first tier, che quelli li devi sputare fino all'ultimo centesimo, altro che se frega. E non fai tanti Procrear e Raices se gli chiudono i rubinetti, e se hanno problemi anche con WTO.

      The Harry Potter World.

      Speriamo abbiano intelligenza, e anche un pò di buena suerte, che è una situazione abbastanza difficile, altro che balle e propaganda da sezione del partito.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      TRUFFA = IMBROGLIARE non so come chiamate voi. Io li chiamo truffatori. Non mi frega un caxxo se sono truffatori "buoni" e quelli dell'EUR sono dei banditi (e lo sono).
      Quanto alla gente che non gli frega io lo spero proprio, ma temo che gli importerà invece. e prima di quanto tu creda.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Ci sono fior di Istituzioni indipendenti, e comunque fanno schifo leteralmente i dati argentini. Puoi confrontare anche quelli ufficiali. E lo vedi. Sono dei banditi

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