LA GUERRA TRA LE DUE CRISTINE E L'IMPATTO SULL'EUROPA

LA GUERRA TRA LE DUE CRISTINE E L'IMPATTO SULL'EUROPA

SOPRATTUTTO SULL'ITALIA

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI

Libero pensiero

Sudamerica, media e diritti politici su un argomento sottaciuto.



In Gran Bretagna gli hanno dato un nome preciso e ormai la seguono come se fosse una telenovela nella sezione geo-politica: “The Christines at war”, la guerra delle Cristine, che sarebbe una fiction a puntate davvero impossibile non seguire.
Ci siamo anche noi, dentro, naturalmente, e il nostro ruolo in questa telenovela non è certo dalla parte dei buoni. La Storia ci ha messo nella situazione di dover interpretare il ruolo di quei personaggi che quando entrano in scena, dopo le prime due battute, ci spingono a dare una gomitata al nostro compagno di poltrona per commentare “questo mi sa che fa una brutta fine”. Non siamo certo gli eroi di questa fiction iper-realista.La nuova puntata (vera chicca per gourmet) si è svolta in un sontuoso teatro internazionale: la East Coast degli Usa, tre giorni fa uno scambio di battute al fulmicotone tra la segretaria del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, dalla sede di Washington –reduce da un incontro ufficiale con il ragionier vanesio- la quale, infantilmente ha minacciato l’Argentina usando di proposito una metafora calcistica “per il momento sto mostrando a quella nazione il cartellino giallo; ma c’è una inderogabile scadenza che è il 10 dicembre 2012. Superata quella data scatterà automaticamente il cartellino rosso e l’Argentina verrà espulsa dal Fondo Monetario Internazionale”. La presidente argentina si trovava in quel momento a un tiro di schioppo, stava a New York, al palazzo dell’Onu. Da aggiungere che (gli sceneggiatori sono abili professionisti di mestiere) nell’esatto momento in cui madame Christine minacciava la senora Cristina, la presidente stava parlando all’assemblea dell’Onu a Manhattan perorando la causa dell’indipendenza del Sud America e chiarendo –con gravi toni minacciosi ben coperti dalla consueta retorica diplomatica- che il teatro internazionale geo-politico non è più quello degli anni’70 e che la grande stagione dello schiavismo colonialista è tramontata. Finito il suo intervento, i suoi segretari le hanno comunicato immediatamente l’esternazione della sua omonima francese. E la presidente Kirchner ha dichiarato subito: “L’Argentina è una grande nazione. Ma prima ancora è una nazione grande. Abbiamo un vasto territorio baciato dalla fortuna naturale. Abbiamo risorse nostre, che ci consentiranno la salvaguardia della nostra autonomia e della nostra indipendenza. Ma soprattutto siamo un paese orgoglioso che ci tiene alla propria dignità. Vorrà dire che staremo fuori”.


Chi non ha seguito tutte le puntate della telenovela (ci sono stati anche dei morti, come il giovane economista Ivan, in una storia che ho raccontato mesi fa) forse non può seguire in maniera palpitante questo fronte bellico della Guerra Invisibile e potrebbe non capire di che cosa si tratta. Ha a che vedere con la Gran Bretagna, l’Italia, la BCE e la loro relazionalità con il Sud America. Ma soprattutto ha a che vedere con lo scontro tra l’interpretazione keynesiana e friedmaniana dell’economia e con lo scontro dichiarato tra l’interpretazione social-progressista dell’esistenza quotidiana e quella liberista conservatrice. Questo duello è stato riportato, dibattuto e commentato in tutto l’occidente. Neanche a dirlo, Italia esclusa. I servizi della, peraltro, brava Daniela Bottero, corrispondente della Rai di New York, parlavano del nuovo ipad5, di come a New York si vive l’incipiente autunno, ammaliandoci con la descrizione variopinta della scelta di Mario Monti relativa a quali ristoranti andare, a quali club partecipare e a quali inviti aderire. In Gran Bretagna, invece, (il vero cuore del problema) a questa puntata hanno dato un risalto talmente forte che la BBC ha scelto di destinarle ben cinque piattaforme mediatiche diverse: televisione di stato, radio, sito on line, diretta streaming, l’intera stampa cartacea mainstream. Per evitare di essere subissato dai consueti commenti della serie “dacce ‘sto link”, in un post scriptum, in copia e incolla, trovate l’articolo preso dal sito on line della BBC, sintetico ma esaustivo.


Qual è il contenzioso?


Eccolo esposto in maniera molto semplice e sintetica:


Il Fondo Monetario Internazionale sostiene che, sulla base dei propri dati a disposizione, l’inflazione in Argentina ha raggiunto la cifra del 30% in seguito alla irresponsabile azione di emissione di carta moneta da parte del Banco de la Naciòn perché in Argentina è stata scelta (il termine usato è “irresponsabile”) la strada degli investimenti in infrastrutture, salvaguardia del territorio idro-geologico, salario minimo garantito, credito agevolato alle imprese, protezionismo (con aliquote altissime praticate a tutte le multinazionali che in Argentina producono ma non investono il loro profitto in attività locali per favorire la occupazione) e aumento del proprio disavanzo di bilancio al fine di potenziare istruzione pubblica, ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Un’inflazione così alta comporta il rischio di “implosione del sistema economico” e quindi il resto del mondo economico, per salvaguardarsi, deve prendere le distanze da un modello economico così disastroso, definito “ormai fuori controllo” e quindi o l’ Argentina si adegua oppure viene espulsa. Una volta fuori, immediatamente verrà chiesto il saldo di tutti i loro bonds, il pagamento di tutte le transazioni internazionali di merci, e l’intero sistema finanziario del pianeta dichiarerà “inagibile” ogni forma di finanziamento all’Argentina, la quale, inoltre, dovrà immediatamente abolire gli investimenti e lanciarsi in una poderosa manovra di austerità, rigore e stretta creditizia, pena la cancellazione dei contratti internazionali di import-export.
Il governo della Repubblica Argentina, invece, sostiene che la propria inflazione è intorno al 9%. E dichiara che i dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale non sono dati veri, perché le aziende di rating che hanno fornito le informazioni sono agenzie private finanziate –fatto questo noto- da J.P.Morgan, Citibank e Societè Generale, che sono parte in causa e vogliono destabilizzare l’intero Sud America per avere la possibilità di poterci speculare sopra. L’Argentina, inoltre, ritiene che l’ FMI “ha lanciato un sistema di punizione” nei confronti delle nazioni dotate di un sistema finanziario economico centrale che vieta (come appunto nel caso dell’Argentina) ogni attività finanziaria speculativa sui derivati, perché gli investimenti finanziari sono consentiti solamente su titoli e aziende che producono merci reali. Come ultima considerazione, l’Argentina ritiene che il Fondo Monetario Internazionale abbia come compito quello di monitorare la situazione economica delle nazioni senza dover mai intervenire sulla qualità delle politiche economiche nazionali e locali essendo il principio dell’autodeterminazione dei popoli un valore riconosciuto dalla carta internazionale dell’Onu in data 1948.
Queste sono le due posizioni.


Poiché non si tratta di Juventus-Roma (forza capitano) dove il tifo è lecito, ciò che conta, in questo caso, è comprendere di che si tratta. Ma soprattutto che cosa accade se vince una o l’altra delle due Cristine.
I rapporti di forza non sono affatto come istintivamente si può credere, ovvero Davide contro Golia, perché c’è un piccolo paese, laggiù nel polo sud, che conta poco o nulla, e da solo si è messo contro i poteri forti. Questa è la retorica perdente terzomondista che vive di ideologia e favole sentimentali.


Si tratta di un poderoso braccio di ferro politico, che ci riguarda tutti. Italia in prima fila.

(e vi spiegherò più avanti il perché).


Chi vincerà? Non lo so. Però so chi voglio che vinca. E so, con matematica certezza, che cosa accadrà sia nell’uno che nell’altro caso.
Personalmente parlando (qui è il mago che si esprime) penso che abbia molte più chance l’Argentina che il Fondo ;Monetario Internazionale. Il bello è che lo pensano anche i britannici, altrimenti non avrebbero dato un così ampio risalto alla vicenda.


Christine Lagarde fa la voce grossa a Washington, insieme a Monti come partner, perché si sente sicura della vittoria, e a mio avviso sbaglia di grosso. La sua vittoria ha queste tre tappe: il 7 ottobre a Caracas (elezioni politiche in Venezuela, paese fondamentale per l’intero occidente in questo momento); il 6 novembre in Usa (elezioni politiche presidenziali); il 15 novembre, data in cui la troika consegnerà il proprio rapporto sullo stato impietoso della Grecia; a quel punto la nazione ellenica verrà protestata, spinta fuori dall’euro e surprise! invece del contagio, non accadrà un bel nulla se non uno scossone della durata di 48 ore. Si mostrerà e dimostrerà, pertanto, che l’euro funziona e regge ogni urto, la Grecia sprofonderà nella miseria e nell’incertezza (dimostrando che senza l’euro non c’è salvezza) e l’euro sorretta dal petrolio scontato del Venezuela, sorretta da Wall Street (che nei dieci giorni successivi alla vittoria di Romney sarà andata alle stelle con enormi guadagni di tutto il sistema bancario europeo) finalmente si potrà assestare e dare ordini al resto del mondo. Quantomeno alla parte occidentale. Questo è ciò che pensa la Lagarde.
Ma quali armi ha l’Argentina? Enormi, gigantesche. E le sta usando tutte.


Vi racconto una delle armi usate nel recente passato (finito con successo venti giorni fa) relativa a una precedente lontana puntata della telenovela dal titolo “La guerra dei limoni tra le due Crisitne” con una successiva puntata dal titolo “Coke is the real thing, baby!”.
Veniamo alla puntata dei limoni.
Quando nel 2004 l’Argentina, reduce dal suo fallimento, comincia a rimboccarsi le maniche per l’auspicata ripresa, si avvale di diverse forme di consulenza economica, tra cui quella di un gruppo di scienziati tedeschi: per tradizione storica, i tedeschi sono di casa laggiù. Arrivano gli agronomi verdi dalla Germania, portandosi appresso la nuova tecnologia ecologica, evoluta nel campo dell’agricoltura. I tedeschi scoprono che i limoni argentini sono eccellenti. E varano un ingegnoso piano. Grazie al fatto di avere uno sterminato territorio a disposizione, il governo investe una massiccia quantità di denaro per lanciare un sistema di cooperative agricole occupando circa 150.000 ettari per produrre il più vasto limoneto del pianeta. Per avere il frutto ci vogliono anni, ma la tecnologia aiuta. Finalmente, alla fine del 2009, ecco i succosi limoni. Vanno al mercato internazionale. La frutta risulta seconda, per qualità, soltanto ai limoni italiani (la più pregiata specie in assoluto) con l’aggiunta del fatto che ha un prezzo di mercato inferiore del 212% ai limoni siciliani, liguri, greci, turchi, spagnoli, provenzali. I più grossi consumatori di limoni in Europa sono tedeschi e britannici, per via della loro alimentazione. Ai tedeschi servono per condire una loro insalata e i krauti di cui sono ghiotti e agli inglesi servono per spruzzare il loro piatto unico quotidiano, i celebri “fish&chips”, cartoccio composto da filetti di baccalà e patate fritte che ben si accompagnano con la pinta di birra al pub, ogni sacro giorno alle ore 17.,30. I tedeschi si avvalgono di forte sconto ma arriva anche la Coca Cola, il cui amministratore delegato, in persona, vola a Buenos Aires e firma un accordo commerciale della durata di 25 anni per avere i limoni con i quali compone la ricetta di ben 22 delle sue 30 bibite sparse in tutto il mondo. L’amministratore dichiara che il 93% dei propri limoni li prende in Argentina, il restante 7% dalla Florida. Poco tempo dopo, si passa alla soia. E arriva la Cina: contratto commerciale della durata di 50 anni; acquistano il 92% della produzione nazionale di soia (decine di migliaia di ettari coltivati sempre dai tedeschi) e 10 milioni di vacche. I bovini vengono allevati da produttori argentini nelle sterminate praterie d’altura, macellati, squartati come piace ai cinesi, incartati, messi su giganteschi aerei frigoriferi e ogni giorno partono 50 giganteschi aerei da trasporto che portano a Pechino la carne necessaria per sfamare circa 250 milioni di cinesi. Arrivano anche i giapponesi che si prendono la produzione di acqua minerale di ben 122 ghiacciai del polo sud per un totale di 20 milioni di ettolitri al mese per 50 anni. I giapponesi bevono l’acqua argentina ma non lo sanno. Tutto ciò contribuisce a un aumento del pil argentino dell’ordine di un +5% all’anno e sarà il trampolino di lancio della loro ripresa economica. Dai cinesi, l’Argentina si fa pagare in dollari e bpt italiani; dai giapponesi in dollari e bpt tedeschi. Dai tedeschi e inglesi in euro. Ma nel 2010 la situazione geo-politica cambia precipitosamente. Dall’Unione Europea partono chiare indicazioni di andare all’attacco delle economie floride keynesiane. Per un fatto politico. La Gran Bretagna è la prima ad adeguarsi. E’ il primo atto del neo-eletto David Cameron. Non appena insediatosi, scopre che i limoni argentini –all’improvviso- non rispettano i parametri sanitari internazionali. Di conseguenza, si rivolge per protesta all’Unione Europea e Van Rompuy in persona denuncia l’accordo chiedendo una penalizzazione per l’Argentina, oltre a chiuderle l’accesso alle esportazioni internazionali. Per un mese l’Argentina protesta, soffre e si preoccupa. Dopodichè si fanno venire in mente un’ottima idea. La Kirchner personalmente scrive una lettera al quartier generale della Coca Cola ad Atlanta dove spiega alla multinazionale che dal giorno dopo non beccano più neppure un limone. Non solo. Avvalendosi della denuncia dell’Unione Europea, confortata dalle dichiarazioni di origine stampate sulle bibite della Coca Cola, si appella all’OMS chiedendo che vengano tolte dalla circolazione in tutto il continente europeo le 22 bibite che contengono limoni argentini “perché prive dei dispositivi di salvaguardia sanitaria previsti dalle convenzioni europee vigenti, visto che l’Europa sostiene che i nostri limoni non vanno bene, si deduce che non possono andare bene neppure bibite composte con i nostri limoni”. Per la Coca Cola si tratta di un danno di circa 25 miliardi di euro. Inizia un contenzioso durato ben 20 mesi, un braccio di ferro tra le due Cristine. Il finale della puntata è noto. Il presidente della Coca Cola tranquillizza la Kirchner dicendole “ghe pensi mi”. E ci riesce. 1-0 per l’Argentina.
Fine della precedente puntata.


Quella prossima, datata 13 dicembre 2012, non si sa come andrà a finire. Ma si sa che cosa accadrà se vince la Christine francese: 48 ore dopo, l’Argentina, accettando l’espulsione, protesterà il contratto con la Coca Cola, dirà ai cinesi che staranno senza carne e senza soia; dirà ai giapponesi che staranno senz’acqua da bere; dirà ai tedeschi che non avranno più il petrolio con lo sconto. E tutta questa gente andrà a chiedere ragioni alla Christine a Parigi. L’Argentina, quindi, avrà come avvocati difensori la Coca Cola, la Cina, il Giappone, l’industria agricola tedesca.


E l’Italia?


Automaticamente fallirà la Telecom, e due giorni dopo la Enel annuncerà che la propria fattura viene triplicata. Intesa San Paolo, Banco Popolare di Milano e Mediobanca subiranno in borsa un crollo di almeno il 40% del loro valore. Perché?


Perché la Telecom è un’azienda decotta. Eppure i suoi bilanci sono buoni: è vero. Ma il profitto (che la tiene a galla) lo prende da Telecom Brasile e da Telecom Argentina, nazioni nelle quali gestisce l’intero sistema di telecomunicazioni digitali, terrestri e satellitari. Verranno subito nazionalizzate. Non solo. Verrà anche nazionalizzata subito anche l’Enel, che gestisce tutto il sistema dei servizi di erogazione di energia elettrica a Buenos Aires, in Bolivia, a Rio de Janeiro e che per la bilancia italiana è fondamentale. Inoltre, verranno messi subito all’incasso bpt italiani per un controvalore di 22 miliardi di euro, proprio alla vigilia di Natale. E se l’Italia non ha da pagare, si arrangi. Che vada a farseli dare da Christine Lagarde.


Per ridurla in sintesi, si tratta, in realtà, di una lotta squisitamente politica.


La telenovela sta tutta lì.


Non c’entra niente il business, né il commercio, né gli scambi. Proprio no.


E tantomeno l’economia.


Come ha detto con molta chiarezza la sudamericana Cristina Kirchner “io pretendo che venga rispettata la mia dichiarazione politica”. E si riferiva allo scontro micidiale a Montevideo lo scorso novembre (quando il giovane economista morì impiccato), nel corso del quale Christine Lagarde la minacciò di sanzioni e isolamento se non cambiava politica economica. In quell’occasione la Kirchner disse: “Preferisco avere un’inflazione altissima e spropositata se so che la disoccupazione dal 34% è scesa al 3,5%; che la povertà è diminuita del 55%; che il pil viaggia di un +8% annuo; che la produttività industriale è aumentata del 300%; che c’è lavoro in Argentina, c’è mercato per tutti, e il mio popolo è molto ma molto più felice di prima, piuttosto che avere un’inflazione del 3% come in Italia, dove c’è depressione, disperazione, avvilimento e l’esistenza delle persone non conta più. E questa è un’affermazione politica. Di principio e sostanziale. Non lo ha ancora capito?”


Sembra che non lo abbia capito.


Sembra che non lo abbiano capito neppure gli italiani.


La crisi economica è uno specchietto per le allodole.


Si tratta di uno scontro micidiale politico tra due diverse modalità, totalmente contrapposte, di interpretare l’esistenza. E in questo scontro, l’economia, lo spread, ecc, sono semplicemente uno strumento di minaccia e ricatto per far passare un disegno politico di espoliazione, espropriazione e schiavizzazione degli esseri umani in Europa.


Altrimenti non si chiamerebbe Guerra Invisibile. Perché non si vede.
Non è certo un caso che la cupola mediatica, in Italia, abbia scelto di non acquistare i diritti per trasmettere le puntate della telenovela delle Due Cristine. Meglio che nessuno la veda.


Ed è meglio anche che nessuno sappia nulla dei limoni, dei verdi tedeschi, ma soprattutto che non venga né detto, né spiegato, né tantomeno mostrato, come se la passano quelle nazioni che hanno avuto l’ardire e l’ardore di dire no all’austerità, no alla sudditanza nei confronti dei colossi finanziari, ma soprattutto no ai diktat delle banche centrali.


Mentre da noi Monti & co. officiano continue messe da requiem dell’ingegno, della creatività, del lavoro e della voglia e bisogno di imprendere della nazione, da qualche altra parte del mondo si balla il tango e la milonga, e ci si sente vivi. Sono molto più poveri di noi, hanno molto meno di noi, sono molto meno ricchi di noi.


Eppure, sono molto ma molto più felici.


Non è questo, dopotutto, che conta nella vita dei popoli e delle nazioni?


Sergio Di Cori Modigliani

Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/09/la-guerra-tra-le-due-cristine-e.html

29.09.2012

P.S.

Ecco l’articolo della BBC:

IMF's Christine Lagarde says
Argentina faces 'red card'

Christine Lagarde gave Argentina three months to produce reliable data
International Monetary Fund head Christine Lagarde has warned Argentina it could face sanctions unless it produces reliable growth and inflation data.
Ms Lagarde gave Argentina until 17 December to address the problem.
The IMF head said the fund had given Argentina a "yellow card" but it could face a red.
Private economists say annual inflation in Argentina is at 24%, much higher than the official 10% figure.
"We had to choose between the yellow card and the red card. We chose the yellow card. If no progress has been made, then the red card will be out," she said.
Speaking in Washington, Ms Lagarde said Argentina had been given three months to provide reliable estimates on growth and inflation.
'Free country'
Analysts in Buenos Aires say the IMF has been adopting tougher language towards the government of President Cristina Fernandez de Kirchner.
The IMF and Argentina have been at odds over the figures since last year.
Private sector economists say the government has ignored the growing pace of inflation.
Last year, the authorities introduced measures restricting the purchase of US dollars.
Memories among Argentinians of the days of rampant inflation in the 1980s and a devalued national currency are still vivid, correspondents say.
If Argentina fails to meet IMF demands, it could face sanctions, lose voting rights and even be expelled from the organisation.
"Argentina is good in football and it certainly understands what we are talking about," said Ms Lagarde.
Earlier, Ms Fernandez, who is visiting the United States this week, rejected claims that her country was facing economic disaster.
And she sent a defiant message: "The rich countries don't want partners or friends; they just want employees and subordinates."
"And we're not going to be anybody's employees or subordinates. We are a free country, with dignity and national pride."
http://radionacional.com.ar/noticias/14-polistica/44947-cristina-fernandez-hablo-ante-la-asamblea-de-naciones-unidas.html



Traduzione italiana QUI

Commenti (108)

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Nascondi area commenti 20 caricati
    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Quel che si dice truffa è truffare la gente per me. Che sia EUR o Argentini non mi cambia proprio un bel niente. Mi dispiace tanto.

    1. Bellerofon 1 ottobre 2012

      A proposito di conti truccati, perchè Christine Lagarde non smaschera la reale entità del debito pubblico della GERMANIA? Ben il 97,4% sul PIL (da altre parti si dice il 115%), altro che 80%... Vedasi l'affaire della Kreditanstalt für Wiederaufbau. Godrebbe in queste condizioni della tripla A? Avrebbe la fiducia dei mercati? La GERMANIA è colpevole di aver barato sui parametri di Maastricht, sottraendo al computo le enormi passività di importanti istituti. Esattamente come la vituperata Grecia!
      Pare che la Francia sia messa ancora peggio, utilizzando parametri fatti apposta per nascondere una mole di debito che sarebbe, in realtà, prossima al 120% del PIL. Poverini...Altrimenti come farebbero a coprire i costi della Force de Frappe?
      Quindi, Christine, che facciamo di 'sti due? Chiudiamo i mercati internazionali al Camembert perchè le scatoline di pioppo sono fuori standard? :-D

    1. Tanita 1 ottobre 2012

      Truffa, quel che si dice truffa, é l'Euro caro mincuo.
      Per il resto, fai un po' di ricerca. Guarda ad esempio il programma "PROCREAR" (Crediti per costruire la propria casa). Il programma "RAICES" (per ripatriare scientifici). E tanti, tanti altri... Che un mondo di rapigna governato da un'oligarchia di bankster certamente ODIA, DISPREZZA, CRITICA.
      A la stragrande maggioranza degli argentini non ci frega proprio niente degli investimenti finanziari. Fuck them all.

    1. Tanita 1 ottobre 2012

      Per favore!
      Te l'ho detto, l'inflazione me la calcolo da me.
      Tu fidati dell'FMI, la BCE e gli indici di JPMorgan, che la bolla finanziaria scoppierá da un momento all'altro e chissá cosa faranno per risolvere l'immenso casino che hanno creato nella loro selvaggia e crudele barbarie propria da una sottospecie poiché umani non gli si puó chiamare.

    1. Tanita 1 ottobre 2012

      Vediamo un po'. Se tu consideri che l'FMI e il Club di Parigi sono "istituzioni serie" e che i Centri Studi di JPM sono da fidare, allora sei fregato. JPM é uno dei maggiori azionisti della Federal Reserve. FMI, Club di Parigi... si tratta di organizzazioni CREATE PER DIFENDERE GLI INTERESSI DELLE CORPORATION, DEI GRUPPI FINANZIARI PIU CONCENTRATI DEL MONDO e MAI E POI MAI aiutano nessun paese, anzi. Per quanto mi riguarda sarei felicissima che ci cacciassero via dall'FMI. Tutti dovremmo andare via da queste entitá che sono autentiche associazioni per delinquere.
      Per il resto e le balle di mio cugino, tieni conto di cuanto segue: Sono cittadina italiana, vivo in Argentina, ho due PMA, un sacco di impiegati, non sono integrante del governo e non ho bisogno di nessuno che mi venga a dire quant'é l'inflazione: me la calcolo da me. Neppure la variazione degli stipendi: ne pago quasi 200 al mese appartenenti a diverse categorie. Tu puoi credere e/o difendere ció che vuoi, io faccio i miei commenti scaturiti DALLA MIA PROPRIA ESPERIENZA EMPIRICA, quotidiana.
      Guardati questo video dell'ATFA (American Task Force Argentina) e cosa vogliono. Ad esempio, vogliono le pensioni degli argentini, per saccheggiarle come hanno fatto negli USA e in buona parte d'Europa. VOGLIONO TUTTO. Vedi: http://www.youtube.com/watch?v=fd--3f3aAnw

      Controllano i mainstream di tutto Occidente. Controllano le banche centrali di tutto il denominato "Primo Mondo". Saccheggiano a mansalva. E tu diffidi degli indici dell'Argentina. Fai tu.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Io faccio parte del popolino, non conosco i dati reali "tecnici" di cui parla non so chi, ma che l'inflazione sia uguale a benessere proprio non lo penso neanche un pò. Anzi penso sia una bella poponata, di mio.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Il PIL Argentino QoQ fa -0.80% e oya fa 0. Questi invece sono dati gratuiti. Vedo che non sono molto citati però....

      Con 26% di inflazione, con un GDP/per capita PPP 12.000 USD, uno stock di debito estero del 46% su GNI, di cui un terzo a breve, non è esattamente quella pacchia che illustrano qui.

      Sono tempi difficili anche per loro.
      P.S. Di "I modelli dello star bene si basano su cosa?Sulla ragionevole rendita di una minoranza?Fammi capire....

      Ce ne sono parecchi, uno anche dell'ONU, e si basano su reddito, educazione, salute, uguaglianza, sostenibilità, istruzione, speranza di vita, demografia, assistenza, ambiente ecc...

      Quelli guardo io, non so tu cosa intenda però......

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      N.B. la media dei salari annuali in rapporto all'inflazione reale dei prezzi e'piu o meno allineato(parole tue)...

      Sono parole tue non mie. Io di "medie annuali" non ho mai parlato, ho parlato di due revisioni a Dicembre 2011 e a metà 2012, e di una previsione di allineamento intorno al 25 26%, corrispondente al tasso di inflazione, ma il cui tendenziale è in salita, quindi prevedibilmente starà un pò sotto.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      -Chi ha prestato soldi all'Argentina, per aiutarla, l'ha fatto rischiando di suo. Sono due tipologie. Una di queste ha avuto titoli che sono legati all'inflazione. Significa che se ho 100 e l'inflazione è 25% io recupero la perdita di potere di acquisto, anche se non guadagno nulla. Perchè ho 125 chevalgono come i 100 dell'anno prima. Se il Governo dichiara un'inflazione taroccata al 10% quando è il 25% e mi da 10, mi sta fregando il 15% di capitale. CHIAMASI TRUFFA

      Ora a te andrà benissimo, a questa gente non tanto e alcuni, mi dispiace dirlo sono Italiani che volevano dare una mano, non fare gli "speculatori" cattivi.

      -Nessuno li ha obbligato a prestare come dici tu. Infatti non presteranno più. Nè loro nè altri. E così i senior debt che loro aiutavano a pagare se li cuccano per intero. Taglieranno.

      QUOTE: .....bene..e siamo arrivati al dunque..cioe del fatto che la media dei salari annuali in rapporto all'inflazione reale dei prezzi e'piu o meno allineato(parole tue)...piu o meno come in periodi di altra inflazione in italia(sbaglio?)quindi l'isteria da inflazione urlata per l'argentina dal pensiero unico main stream e tutta la cordata di scuola austriaca appare infondata,sbaglio?

      Sbagli. 1) Perchè non tutti sono allineati e perchè non è gratis come pensi tu. 2) Perchè nel mondo non esistono solo gli impiegati e gli operai, e inoltre esistono i risparmiatori che vengono falcidiati, e il risparmio è parte importante anche di molti lavoratori e pensionati. 3) Perchè l'alta inflazione avvantaggia le imprese e lo stato per ristrutturare, ma fino a un certo punto, specie per lo Stato, e infatti hanno dovuto inaspire il controllo sui capitali. Che va bene fino a un certo punto però, perchè l'Argentina non è l'Italia degli anni 80, come pensi tu, che fece lo stesso ma dall'alto di una forza finanziaria enorme e in un clima di alta inflazione mondiale.

      Qui è diverso, e se non sterzano i tendenziali per me vanno a picco nel giro di neanche due anni, questa è la mia pacifica opinione.
      -I dati su disoccupazione reale, come anche altri di analisi, non sono accessibili gratuitamente, come parzialmente quelli USA che per gentilezza ho postato, ma se uno paga se li guarda.

    1. Georgejefferson 1 ottobre 2012

      bene..e siamo arrivati al dunque..cioe del fatto che la media dei salari annuali in rapporto all'inflazione reale dei prezzi e'piu o meno allineato(parole tue)...piu o meno come in periodi di altra inflazione in italia(sbaglio?)quindi l'isteria da inflazione urlata per l'argentina dal pensiero unico main stream e tutta la cordata di scuola austriaca appare infondata,sbaglio?Si puo obbiettare al fatto che i suddetti prestatori filantropi da te citati pero avranno in mano titoli a minor valore.Allora,quanti sono?sono una minoranza o maggioranza al confronto ai cittadini argentini?I modelli dello star bene si basano su cosa?Sulla ragionevole rendita di una minoranza?Fammi capire.Se ora le dirigenze argentine sono cosi disoneste,chi ha obbligato i signori a concedere prestiti?Potevano forse essere piu cauti?o piu cauti devono essere solo i debitori a seconda del tuo senso di etica?Io dico entrambi,e tu?....Manca ancora un dato,per cortesia..vorrei non ti dimenticassi del tasso di disoccupazione,della sua dinamica in questi 10 anni,naturalmente senza gridare al miracolo argentino,sono per vedere se lati positivi ci sono stati.Grazie

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Nei giornali si possono sempre raccontare le storie di Babbo Natale. Ma per inflazione anche prendendo i dati ufficiali taroccati se si prende CPI (cioè inflazione calcolata su un paniere scelto di beni) i dati ufficiali INDEC mostrano il 10%. Se si prendono sempre dati ufficiali ma il deflatore del PIL (che misura l'inflazione per tutti i beni prodotti rispetto a una base) si ha quasi 20% pure prendendo dati taroccati. E come può essere che le due misure tipiche di inflazione siano uno il doppio dell'altra. E' un altro miracolo Socialista?

      E per finire se si prendono tre dati di growth wage (crescita salari) si aveva per il settore privato a Dicembre 2011 + 35.8% su anno precedente, mentre a Luglio 2012 +29.2% sull'anno precedente, che ora decelera un pò e come previsioni è quella che si allinei un pò sotto all'inflazione che ora è stimata 26% (quella vera). E secondo qualcuno con un inflazione al 10% aumentano salari del 35% o 29%, altro miracolo Socialista, cioè gli regalano il 20% reale.

      Ma tanto c'è lo studente furbo, altro che tutti gli stupidi di Harvard.

      E poi c'è Cori Modigliani e pure il Mago Othelma, volendo.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      E' taroccata pure la disoccupazione Argentina. E non poco.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      La gente dice quello che gli dicono che deve dire, e ripete quello che l'aizzano a dire i Santoni di una parte o l'altra, cosa vuoi che me ne fotta a me.

      L'Argentina è stata vittima di una politica di Austerity dell'FMI che è la solita, che li ha rovinati, come ha rovinato sempre chiunque, ed ha fatto poi una svolta, che io mi auguro riesca con tutto il cuore.

      Da lì però i bambini piccoli indottrinati decantano oggi dei Paradisi meravigliosi sulle consuete balle astronomiche dei Profeti di turno, ignoranti e/o in malafede, ma che loro stessi vogliono sentirsi ripeteree, per confermarsi le loro ideologie.

      La realtà è che l'Argentina vive come è logico un momento difficile dopo quello che ha passato, aggravato anche dalla situazione Internazionale.

      Non è nemmeno che io condivida ogni cosa della politica economica, ma questo non importa molto.

      Una delle cose che non vanno bene è che si è comportata male nei confronti di chi l'ha aiutata rischiando, e questo inciderà su quanto poi possano continuare ad avere volontà di farlo ancora.

      Il rallentamento di Brasile incide anche.

      In aggiunta ha un calendario sui debiti che deve trovare una ulteriore soluzione di ristrutturazione dei rimborsi, e politicamente sarebbe il caso di non fare gli incendiari adesso ma invece di trattare il più possibile con intelligenza e nell'interesse Argentino.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Per via delle località turistiche piene di Tanita che "ognuno può verificare" niente da dire, come per i ristoranti pieni di Berlusconi (ma su quelli la gente sghignazzava e questi invece sono "buoni").

      -Comunque a Settembre 2011 hanno fatto una ulteriore stretta sul controllo dei capitali, che fuggivano al ritmo di 3mld di USD al mese.

      -I dati Giu/Lug/Ago. seguenti sono pure ufficiali:

      -Produzione auto (over year ago) -34,4% -6.7% -5.95%

      -Vendite auto: (oya) Exp. -36,1% -38,4% - 34,8%

      -Vendite d.s. (oya) -1,6% -8,1% -9,3%

      -Vendite cemento: (oya) -1,6% -2,0% -16,7%

      -Consumer confidence (uff): Jul 43,6% Ago 42,7% Sep 42,3%(stima)(N.B. 50 = neutro > 50 = buono,
      Il trade balance è migliorato ma perchè gli import totali sono calati (-17%) più dell' export, peraltro negativo (-3,7%) sempre oya.

      L'export nei tendenziali ultimi tende per fortuna a migliorare dopo i mesi disastrosi precedenti. I consumi interni invece sono problematici, e così l'inflazione (quella vera, non quella tarocca).

      Dal punto di vista finanziario BCRA ha provvisto un budget di ulteriori 7.9mld di riserve per servizio del debito, rispetto ai 5.7mld del 2012, ma le riserve sono calate di 1.1 mld dall'anno scorso.

      -Per il GDP (PIL) l'ultimo INDEC (economic activity) riporta una ripresa decisa (+2.7% oya). La indicava anche a luglio (+2,6%) quando in realtà era un +0,7%. La buona notizia è che questo dato seppur taroccato come sempre, riduce il gap con quelli reali, quindi un miglioramento sembra possibile.

    1. Georgejefferson 1 ottobre 2012

      Non riesco a trovare i dati sulla disoccupazione,ne sulla dinamica reale del potere d'aquisto medio.Non so l'inglese,anche dai tuoi link di traduttore mi incarto un po.Puoi aiutare?Giusto devo far da solo,ma visto che riporti spesso dati negativi...puoi aiutare a confutare i presunti positivi.Cosi,tanto per rispondere(se e'consone alla verita)ai tanti che prenderanno i tuoi dati ed urleranno;"hai visto a fare default?hai visto a monetizzare il deficit?viva l'euro"e lo sai bene anche tu questo

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      P.S. Anche gli altri taroccano i dati, ma c'è modo e modo.

      E soprattutto questi Argentini hanno riflesso diretto su chi ha investito.

      Ma per dare un'idea (solita) anche gli USA taroccano da anni l'inflazione reale (ma a loro nessuno dice nulla) e anche la disoccupazione. (Quello lo fanno tutti in realtà, ma non è un tarocco, è che ci sono le serie, ma ne viene mostrata solo una, quella dei disoccupati da poco tempo, diciamo per semplicità, e si esclude quella dei disoccupati da tanto).

      C'è anche una cosa parzialmente gratuita per gli USA, dove si può vedere inflazione e disoccupazione: SHADOWSTATS [www.shadowstats.com]

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Questo articolo è completamente FALSO. L'inflazione in Argentina è al 25% almeno e TUTTI GLI ISTITUTI INTERNAZIONALI la pubblicano da anni quella reale, non SOLO, ma anche gli stessi Sindacati Argentini hanno protestato.

      NON SOLO ma anche tutti quei poveri cani che l'hanno finanziata l'ARGENTINA PER AIUTARLA e che ci rimettono soldi anche in linea capitale visto che i loro rendimenti sono legati proprio all'inflazione.

      ED E' ANCHE PER QUESTO CHE LI TAROCCANO. E così li fregano.

      Mentre invece se ne avvantaggiano i possessori di warrants, visto che sono taroccati da sempre anche i dati del PIL, in Argentina di 2-2.4 punti.

      Io ho già scritto su questo: l' FMI sarà pure cattivo ma la minaccia di espulsione non è per la politica, è perchè già ripetutamente e da anni l'FMI e altre 10 Organizzazioni hanno ammonito l'Argentina ad adeguarsi agli standard Internazionali sui conti, a cui tutti si adeguano, e a non taroccare i conti in quel modo e l'FMI gli ha concesso un'ulteriore proroga di 90 giorni, che deve essere la quarta mi pare.
      Sono anni e anni che taroccano, e lo stesso INDEC ha dovuto ammetterlo e ha ripetutamente dichiarato, promesso e firmato che intende rivederli, salvo poi fare nulla di nulla.

      Non è solo l'IMF, è anche il Club di Parigi, sono anche le Organizzazioni Internazionali di audit e sono tutti gli obbligazionisti CHE L'HANNO FINANZIATA la ripresa Argentina di TASCA LORO più tutti quelli che hanno ristrutturato il debito.

      Per quanto riguarda JPMorgan, così come anche altri, visto che questo pseudo giornalista da strapazzo li cita, saranno anche loro cattivi, anzi sono proprio gli usurai mondiali, ma i loro Centri Studi non sono mica fatti da gente della sua risma, sono fatti anzi dai migliori che ci siano in circolazione.

      Niente a che vedere con i di Cori Modigliani. O con le balle di "mi cuggino" di qualcuno qui. CAttivi sì, usurai certamente, ma incompetenti neanche un pò.
      .
      L'Argentina ha un sacco di problemi, e uno schedule di rimborso gravoso, e problemi notevoli anche da quel lato.

      Ognuno spera che possano uscirne, ma il quadretto dei militanti è il solito collage di Harry Potter. Una montagna di balle fatte per lisciarei il pelo alla loro ideologia. Informazione zero.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Forte chiaro e dirompente e pieno di balle.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Racconti un bel pò di balle Tanita su inflazione. Punto. Perchè non tiri fuori i documenti dove lo stesso INDEC è costretto in sede Internazionele ad ammetterlo e adire pietosamenety che deve rivedere i suoi "metodi" invece. Sono 4 anni che fanno tarocchi.

    1. mincuo 1 ottobre 2012

      Questo è completamente FALSO. L'inflazione in Argentina è al 25% almeno e TUTTI GLI ISTITUTI INTERNAZIONALI la pubblicano, non SOLO, ma anche i Sindacati Argentini, NON SOLO ma anche tutti quei poveri cani che l'hanno finanziata l'ARGENTINA PER AIUTARLA.

      E sono taroccati anche i dati del PIL, di 2-2.4 punti. Io ho già scritto: il FMI sarà pure cattivo ma l'espulsione non è per la politica è perchè già ripetutamente l'FMI ha ammonito l'Argentina ad adeguarsi agli standard Internazionali sui conti, a cui tutti si adeguano, e non a taroccare i conti e gli ha concesso un ulteriore proroga. Non è solo l'IMF, è anche il Club di Parigi, sono anche le Organizzazioni internazionali di audit.

      A JPM come altrove, visto che questo li cita, cioè i loro Centri Studi, non sono mica fatti da cialtroni, ma anzi dai migliori che ci siano in circolazione.

      Certo niente a che vedere con i di Cori Modigliani. O con le balle di "mi cuggino".

      L'Argentina ha un sacco di problemi, e uno schedule di rimborso gravoso, e problemi notevoli anche da quel lato.

      Con "mi cuggino che va in vacanza" non c'entra nulla la realtà....

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